Incubatori aziendali: le grandi imprese sostengono le startup

Puntare sulle startup aiuta la ricerca, consente alle imprese di essere più flessibili e rafforza il brand

Quando si affronta il tema startup è impossibile non citare incubatori o acceleratori visto il ruolo che hanno per molti giovani imprenditori. Non è altrettanto immediato, però, immaginare parole come startup e grandi aziende nella stessa frase, almeno non ancora.

La società di consulenza americana New Markets Advisors, infatti, sostiene che una parte significativa delle aziende Fortune 500 – tra cui Procter & Gamble e IBM possiede un incubatore o acceleratore in almeno uno dei rami aziendali, anche se non esistono ancora dati ufficiali sul fenomeno.

Vantaggi delle Big

Le grandi imprese vengono spesso paragonate agli elefanti: maestosi e stabili, ma lenti nell’intraprendere nuove strade, l’incubazione è per molte la soluzione per affrontare più velocemente le sfide esterne e per selezionare nuovi progetti per estendere e amplificare la potenza dei loro marchi.

“Dato il ritmo del cambiamento che minaccia le imprese consolidate, gli incubatori stanno diventando sempre più importanti per creare opzioni di crescita,” dice Stephen Wunker, amministratore delegato di New Markets Advisors, “Per molte organizzazioni, avere un incubatore interno è come una polizza di assicurazione – se il mercato si muove, le aziende sono pronte a cambiare direzione o a far crescere nuove imprese in fretta.”

Shell, ad esempio, ha lanciato il programma GameChanger da una costola della sua divisione R & S. Circa il 25% dei progetti sono interni, ma vengono valutate proposte anche dall’esterno a condizione che le startup si concentrino su nuove iniziative che coinvolgono l’energia.

Dal lato delle startup: pro…

I vantaggi per le startup sono più o meno gli stessi che offrono gli incubatori “esterni” come Enlabs: la possibilità di accedere a diverse forme di finanziamento,le consulenze professionali agevolate o gratuite, l’utilizzo di nuove tecnologie e altro ancora, a seconda del programma nel quale si viene ospitati.

Il fatto di trovarsi all’interno di una grande azienda, inoltre, può portarci dei benefici intangibili come la possibilità di avere corsie preferenziali in caso di acquisizione. Wunker di New Markets Advisors paragona il processo a comprare una vocale sulla ruota della fortuna:

“Stai rinunciando a un po’ del vostro potenziale di successo come IPO , ma stai aumentando la possibilità di riuscita di vendita commerciale o in altri modi. Se il tuo obiettivo nella vita è quello di ottenere un exit ragionevole senza puntare alla luna, andare in un incubatore aziendale potrebbe essere un buon approccio. “(S. Wunker)

… e contro

Il primo ostacolo che ci troviamo davanti é la burocrazia, spesso infatti, i tempi per applicare sono abbastanza lunghi.

Un altro punto dolente è costituito dalla famosa equity: un incubatore aziendale si impegna a dare finanziamenti in cambio di quote della società (equity), di controllo o di qualcosa d’altro, non esiste il denaro gratuito!

Da non sottovalutare il grado di connessione tra l’incubatore e la sua società madre.

Matt Bell, presidente di Geodinamica, lo ha vissuto in prima persona quando ha visto mettere in discussione il suo progetto, un nuova tecnologia per migliorare il processo di scoperta dei minerali, perchè Shell non è stata abbastanza veloce nell’adottare la tecnologia.

“Non abbiamo avuto abbastanza appoggio dall’organizzazione madre, E’ bello avere il nome di una grande azienda alle spalle, ma se non si lavora insieme, può diventare un vero problema.” (M. Bell)

Le dichiarazioni di Michael Harden , co-fondatore di Artis Ventures, ci hanno fatto ragionare anche su un altro punto fondamentale: i Venture Capitalist come vedono gli incubatori aziendali?

“Se devo investire in una società che è stata creata e coccolata da una grande azienda nella fase iniziale, presumo che il loro mercato sarà limitato. Non sto dicendo che non vorrei investire , ma che farei molte più domande prima di farlo. “

Come scegliere il programma adatto?

Secondo gli esperti e gli imprenditori che ci sono già passati, i fattori da considerare sono:

Settore di interesse del programma : deve essere collegato al vostro business;

Collegamenti all’interno dell’azienda: si punta a lavorare con persone che capiscono il vostro business , apprezzano come vi ponete di fronte alle sfide e vogliono vederne il successo, se nell’azienda non vedi possibili sostenitori forse è il caso di cambiare;

Rete di mentor: cercare programmi con mentor che si alternano in modo da riuscire ad assorbire ilpiù possibile;

Accordi con l’incubatore: Decidete solo dopo aver letto il tipo di contratto che vi legherà alla società madre.

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?