Fenomeno bicicletta: ecco i nuovi appassionati delle 2.0 ruote

Una sintesi sul taglio economico, sociale e le opportunità di business delle due ruote

Sapevate che in Italia ci sono quasi 15 milioni di ciclisti, e che 5 di questi usano ormai la bicicletta come mezzo di trasporto “principe” per gli spostamenti di tutti i giorni? E’ un numero in forte crescita, triplicato negli ultimi 10 anni. E sapevate che nel 2012, per il secondo anno consecutivo, in Italia le vendite di biciclette sono state superiori a quelle di automobili?

Sembrano tornati i tempi di Ladri di Biciclette, quando le due ruote erano centrali nella vita e negli spostamenti degli italiani, che nel giro di alcuni anni avrebbero conosciuto la Vespa. Ma se un tempo era la necessità a prevalere, oggi si è accostata la moda, oltre al bisogno di benessere che la bicicletta può garantire.

Perché succede?

Che cosa spinge sempre più persone ad abbandonare auto e moto a favore dei cari e vecchi pedali?

Si tratta probabilmente di un mix di ragioni economiche e sociali. Ne abbiamo parlato anche con Attilio Pavone di Salvaciclisti: “C’è innanzitutto una maggiore attenzione al portafoglio rispetto a qualche anno fa: i crescenti costi di gestione di un’auto convincono sempre più persone ad utilizzare l’automobile solo per spostamenti di medio/lungo raggio. L’impennata del prezzo della benzina è stata probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso. C’è anche indubbiamente una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, che si rendono conto dell’interesse crescente verso le due ruote, non più solo da parte di nicchie di appassionati od ecologisti” conclude Pavone

C’è anche una componente “sociale”: la bici non è inoltre più considerata un mezzo da “sfigati”, di chi non può permettersi il motorino o la macchina (cosa che accadeva fino a 10-15 anni fa), ma piuttosto un mezzo utilizzato da persone intelligenti, attente all’ambiente, alternative, emancipate, pensanti. E’ un tipico taglio da “rivoluzione verde”, il ritorno a vecchie abitudini ed usanze, caso simile al ritorno alla terra di cui abbiamo già parlato su Ninja.

La tendenza non è certamente sfuggita al mondo della pubblicità, con sempre più gli spot che mostrano persone comuni ed uomini d’affari sulle due ruote. Persino l’Olio cuore insiste sul proprio sito sui benefici della pedalata, mettendo da parte per una volta il famoso uomo che salta la staccionata! Ed anche i grandi marchi come la Mercedes hanno fiutato l’affare regalando una “smart e-bike” a pedalata assistita niente di meno che a Papa Francesco, subito ribattezzata la “Papabici”

Opportunità per l’industria

Ed i produttori? Gli storici marchi del Made in Italy stanno presentando le nuove collezioni, tra bici da passeggio, mountain bike ed a pedalata assistita. Lo stile ed il design sembrano continuare ad essere dei punti di forza, ma i costi? Le proposte, in generale, sembrano essere di fascia alta come visto anche alla ExpoBici di Padova proprio una settimana fa.

Il dubbio è di quanto questa politica venga effettivamente incontro ai desideri dei nuovi ciclisti, interessati più al portafoglio che alla leggerezza dell’ultimo telaio in carbonio. La bici italiana, fabbrica di grande tradizione e prestigio nel mondo, sembra faticare a parlare al grande pubblico, accontentandosi di una nicchia e rischiando il collasso di fronte all’agguerrita concorrenza asiatica.

C’è poi ovviamente il fenomeno bike sharing, in assoluta esplosione in città come Milano e Torino, e capitanato principalmente dalle aziende di mobilità locale (come ATM a Milano). Ci aspettiamo possano essere sviluppati anche in altre città con iniziative private così come gli affitta-bici, ancora carenti in molti dei nostri centri storici, nonostante la domanda crescente

I prossimi mesi

È in discussione, e previsto per il prossimo anno, l’arrivo di un nuovo Codice della Strada che potrebbe venire incontro alle esigenze dei ciclisti. Tra le altre, ci sarebbe in discussione l’abbassamento del limite di velocità da 50 a 30 km/h nei centri abitati, e la realizzazione delle corsie ciclabili. A contraltare, stangate per i i ciclisti indisciplinati, con sanzioni fino al sequestro della bici

I ciclisti dal canto loro chiedono ovviamente spazi, rastrelliere e piste ciclabili sicure, ma anche un potenziamento dei sistemi di trasporto pubblico per decongestionare le città, e permettere a chi vuole raggiungere la città dalle zone periferiche un passaggio “rapido” per poi continuare a pedalare nei meandri del centro, oppure in caso di maltempo

L’angolo APP

Non potevano ovviamente mancare le app dedicate alle due ruote. Pedaloapp, per esempio, aiuta a calcolare quando si risparmia sostituendo la bici all’auto, in termini economici ed ambientali

B.iclycle si appoggia ad una mappa “open source” aggiornabile dagli utenti, che suggerisce itinerari ciclabili sia su percorso stradale che fuori strada, oltre a numerose informazioni sulla pedalata

E se bucate? Con Bike Repair avrete a disposizione 50 guide e 70 tutorial su come rimediare agli “inconvenienti” su due ruote

Ed il lato social? Presente! Basta iscriversi a Warmshowers, community di soli ciclisti cui chiedere informazioni su traffico, condizioni delle strade, percorsi e pure…ospitalità, sperando appunto che qualcuno ti offra un letto ed una “doccia calda” con la scusa della passione in comune. Sperando che questi incalliti social appassionati delle due ruote non abbiano deciso di prendere casa vicino al passo alpino preferito del prossimo Giro D’Italia

Scritto da

Nicola Purrello

Siciliano, consulente di strategia aziendale focalizzato su economia verde, gestione dei rifiuti e finanza aziendale. Laureato in Economia e Finanza presso la Bocconi, ha ... continua

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