L'ultima mossa di Steve Ballmer

One Microsoft: Ballmer lancia la sfida a Google e Apple

Steve Ballmer ha dichiarato che entro i prossimi 12 mesi lascerà il suo incarico di CEO in Microsoft, dopo 13 anni passati nell’azienda di Redmond.
Non è questa però la notizia che ci interessa approfondire; infatti prima di dare questo annuncio Ballmer ne aveva dato un altro in piena estate: un annuncio, se si presta la giusta attenzione, molto più importante.

“Per portare avanti la nostra strategia ed essere più rapidi, efficienti e migliori dobbiamo cambiare come siamo organizzati, come pianifichiamo e lavoriamo.
In una lunga lettera ai dipendenti, con oggetto “One Microsoft”, il motto di questa iniziativa, Ballmer spiega che le decisioni prese permetteranno all’azienda di “innovare con maggiore velocità, efficienza e competenza in un mondo che cambia rapidamente”.

Per far questo Ballmer ha pensato a un’organizzazione aziendale che si reggerà su una strategia di management non più basata su divisioni separate ma su una suddivisione funzionale delle strutture operative, al fine di avere una Microsoft che lavori come una sola entità, e non come “tante unità” che a volte nemmeno si parlano.

Cerchiamo di essere più chiari. Mettiamo il caso in cui voi fondiate una startup con i vostri amici.
Quando un’azienda nasce si struttura, per motivi pratici, per attività funzionali e quindi: voi sarete il CEO e fondatore, un’altra persona si occuperà del marketing, un’altra gestirà la parte operativa di produzione, un’altra ancora si occuperà di logistica e così via…

Tutto questo perché voi avete un singolo prodotto da spingere sul mercato, ma se la vostra startup ha successo e amplia il suo mercato con nuovi prodotti: cosa fate? Probabilmente assumerete delle persone e assegnerete loro il compito di aumentare le quote di mercato dei nuovi prodotti e per farlo creerete dei nuovi ruoli di responsabili marketing, progettazione e sviluppo, strategia di posizionamento, ecc.

Così facendo avrete un controllo più granulare sulle attività della vostra azienda: saprete ad esempio se ci dovessero essere problemi nel marketing o nello sviluppo di un determinato prodotto, o se un determinato accordo commerciale non si fosse rivelato premiante, e potreste avere dei precisi report a riguardo in ogni trimestre dell’anno, ma…

Ma può capitare che i vostri prodotti restino 2 mondi separati non integrati; che i vostri utenti comprino uno solo dei vostri prodotti e mai l’altro; che la vostra azienda sia ritenuta utile per un singolo ristretto bisogno/desiderio dei vostri utenti e che i vostri utenti non diventino mai veramente “vostri”.

Microsoft si è trovata in una situazione simile. Le divisioni sono diventati compartimenti stagni e l’integrazione delle piattaforme Microsoft più famose (Windows, Windows Mobile, Xbox) non ha mai rispettato le aspettative e le speranze degli utenti finali.

D’ora in poi la multinazionale che ha casa a Redmond lavorerà su quattro aree funzionali chiamate “OS, Apps, Cloud e Devices”, l’obiettivo è quello di rendere Microsoft l’azienda che detta i trend di mercato e non che li subisca come è stato nel caso degli smartphone e dei tablet.

“La nostra strategia si focalizzerà sulla creazione di una famiglia di dispositivi e servizi per singoli e aziende che consentiranno a tutte le persone del mondo, a casa, al lavoro e in mobilità, di fare le attività che apprezzano maggiormente“, ha affermato Ballmer. “Lo faremo sfruttando i nostri punti di forza”.

Provate ad immaginare invece come sono strutturate Apple e Google: dopo questo spunto di riflessione non dovrebbe essere così difficile, no?

Sicuramente Ballmer non riuscirà a vedere compiuta questa rivoluzione di pensiero e sarà un altro CEO a dover fare da timoniere, ma una cosa è certa: Microsoft riuscirà nel suo intento solo se recupererà una parte di quella way of life da startupper che aleggia ancora nello spirito e nell’organizzazione aziendale dei suoi 2 competitor principali.

Scritto da

Mauro D'Amico

Laureato in Marketing e Comunicazione d'Impresa a La Sapienza con una tesi sul rapporto tra Globalizzazione e Sostenibilità, lavora attualmente nel settore dell'Information ... continua

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