FashionCamp 2013: il racconto e le foto della due giorni milanese

FashionCamp 2013. Unconferences, installazioni dei brand, shooting di Quag: ecco la gallery dell'evento!

FashionCamp 2013: il racconto e le foto della due giorni milanese

Il 7 e 8 giugno si è tenuta la terza edizione del FashionCamp. Tra speech e foto, ecco l’itinerario fashion raccontato da una ninja.

Non appena varco la soglia della Fabbrica del Vapore ho la sensazione di entrare in un mondo fatato pieno di profumi, colori e ispirazioni. A darmi il benvenuto è qualcosa di inaspettato: l’odore del grano, quello dei vestiti La Molisana realizzati con le più svariate forme di pasta. In fondo l’eleganza è semplicità!

Nell’immensità degli spazi della sala principale due acrobati su un’altalena ricordano che “fashion is circus” e che nella vita bisogna volare alto.

Percorrono la cornice colorata del FashionCamp le creazioni tra arte e moda dei giovani stilisti, la lampada useDesign e la collezione di scarpe Kartell.

Immersa in questa atmosfera di creatività e colore vado a sentire gli speach delle Unconferences e scopro un po’ di cose su come sta cambiando il fashion e la percezione del lusso.  Ad esempio la moda non è mai stata così divertente grazie allo humor rosa delle edizioni Hop dedicate al fumetto fashion oriented.

Non solo più divertente ma anche più informale di 10 anni fa, infatti i brand grazie ai social network parlano direttamente con clienti ed estimatori abbattendo il muro luccicante dell’irraggiungibilità, almeno comunicativa se non economica!

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I social appunto, la moda ne fa sempre più parte e riesce a creare progetti interessanti, come PashionVictim, un social commerce C2C in cui gli utenti diventano personal shopper aprendo delle boutique virtuali in cui vendono capi d’abbigliamento esclusivi e di difficile reperibilità online, così da consentire ad altri utenti di acquistarli.

Lo speech di Anna Venere “Moda per principianti” ribalta il concetto di fashion victim ed esorta a non essere vittime del vestito ma a scegliere un vestito che si adatti noi, solo così potremo sentirci bellissime.

Insomma social, fashion, piattaforme tecnologiche, blogging, ma anche e soprattutto emozioni. Mirko Pallera infatti ci fa guardare oltre le leve di lucro e marketing e ci fa notare che questi strumenti possono elevare “lo stato vitale, sociale e spirituale delle persone”. Perché i messaggi veicolati possono condurre a una sana trasmissione di conoscenza ed emozioni. E se cercate la viralità, affidatevi alle “emozioni forti in grado di far vibrare il cuore”.

Gli interventi delle Unconferences non hanno solo delle vocalità, ma anche dei profumi. Quelli di Yves Saint Laurent che proprio alle mie spalle esalta la bellezza femminile con profumi e sedute di trucco.

Dopo i colori, gli speech e i profumi finalmente mi imbatto in uno dei motivi che mi ha portato al FashionCamp: Quag! L’innovativa piattaforma di social search. Da due mesi sono una Quagger accanita e sono disposta a tutto per avere la maglietta dipinta a mano “I am my own brand. Me.” anche a fare una foto. E non solo io! Ecco le facce da Quag fotografate (Credits @ Organirama – Social Photographers) durante l’evento.

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Prima di andare via… I love temporary shop! Tutta l’artigianalità e creatività possibile dei designer emergenti espressa in bijoux, stoffe, pietre a tiratura limitata.

Infine, un ultimo saluto agli acrobati a testa in giù, perché in fondo l’unico modo per vedere nuovi scenari è cambiare prospettiva.