A New York il museo lo colorano i bambini: Paries Pictus

Robin Rhode ha rivoluzionato la New York Lehmann Maupin Gallery, trasformandola in un gigantesco album da colorare per bambini

A New York il museo lo colorano i bambini

Tutti noi da bambini abbiamo fantasticato di dare sfogo alla nostra fantasia sulle superfici più inusuali: i muri del salotto, le piastrelle della cucina, il pavimento in terracotta così caro a papà, il vaso in porcellana preferito di mamma.
Eppure ci è sempre stato proibito.

Ora, ripensate per un momento a voi stessi da bambini e immaginate che finalmente questa possibilità vi sia concessa. Risveglio in Paradiso? Sbarco nell’Eldorado?
No, in un museo di New York.

L’artista africano Robin Rhode ha completamente rivoluzionato la Chrystie Streets della New York Lehmann Maupin Gallery, trasformandola, in occasione della sua ultima mostra, in un gigantesco album da colorare per bambini.

Un’esposizione molto particolare, intitolata “Paries Pictus“, che fa parte del progetto Time In: un’iniziativa educativa che vuole avvicinare i bambini in età scolare all’arte, con l’obiettivo di creare una connessione tra la vita scolastica quotidiana e quella di gallerie e musei.

Per l’occasione sono stati disegnati sulle pareti della galleria dei semplici contorni e outlines, oppure illustrazioni in stile “unisci i puntini”, accompagnati da un set di matite giganti. Dopodichè, sono entrati in scena i protagonisti: 37 bambini dei primi anni di scuola elementare, dai 6 agli 8 anni.

I piccoli ospiti sono stati invitati a colorare con le matite giganti gli spazi all’interno dei contorni tracciati sul muro e unire i puntini per svelare i disegni. Inutile specificare il divertimento nel dipingere e scarabocchiare le pareti.

Oltre che un intento volto a sensibilizzare i bambini alla cultura, il progetto ha l’obiettivo di farli sentire coinvolti in un processo, per far loro percepire che sono parte di un mondo unico, che va oltre l’idea di “noi e loro”: oltre l’idea di segregazione razziale. Un fine che si lega molto alla storia personale dell’artista: il passato di Robin Rhode è scritto infatti nel difficile Sudafrica dell’Apartheid.

Un’affascinante mostra che, sebbene destinata ai bambini, di sicuro piacerà anche agli adulti. E li farà riflettere.

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Scritto da

Gabriella De Stefano

Copywriter

Gabriella ha 31 anni, quando ne aveva 8 le piaceva scrivere i temi, fare gli esercizi di inglese e ascoltare la radio. A poco più di 20 anni di distanza le cose non sono ... continua

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