Affinità Elettive: l'app che ti aiuta a scegliere il candidato giusto

Per chi esprimere la preferenza alle primarie del PD? Provate a scoprirlo con quest'app

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La settimana scorsa gli studi di Sky, palco solitamente dedicato alla trasmissione di X-Factor, hanno aperto le porte al dibattito stile americano dei cinque candidati del Partito Democratico.

Secondo alcuni quotidiani, come il Corriere della Sera e la Repubblica, il vincitore assoluto, quanto meno dal punto di vista del ruolo televisivo, è Renzi. Per altre testate invece, Vendola, anche se la sintesi non è il suo forte, ha una marcia in più rispetto agli avversari.

La verità è che una grande maggioranza non sa ancora se e per chi esprimere la propria preferenza.

L’insolita campagna elettorale del PD

La campagna di comunicazione del PD che ha avuto il suo culmine nell’mmagine che ora campeggia sull’home del blog del Partito Democratico con i “fantastici 5 candidati” alle primarie non corrisponde allo stile della solita comunicazione del partito, attirando volutamente l’attenzione del web. L’immagine è, infatti, costruita artigianalmente in modo tale da scatenare una moltitudine di parodie.

La teoria è, sempre, quella di far parlar di sé, nel bene o nel male, purché se ne parli. Lo fece, già, Pisapia che sfruttò i vari remix pubblicati su Youtube per la sua campagna elettorale, e lo sta riproponendo Vendola con il suo slogan politico “Oppure Vendola” che si presta benissimo ai numerosi remake già esistenti.

Con questa trovata, però, il Pd si è rivolto solo agli elettori più fedeli e convinti che andrebbero comunque a votare, non convincendo, perciò, il rango degli indecisi.

A questo punto, il 25 novembre si avvicina ma il dilemma rimane sempre lo stesso: chi scegliere tra Matteo Renzi accanito contro Pierluigi Bersani, Nichi Vendola l’outsider pugliese, Laura Puppato la silente quota rosa e Bruno Tabacci il disturbatore?

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Affinità elettive: un’app per scegliere chi votare

In soccorso ai dubbiosi arriva Affinità Elettive un’applicazione gratuita per iPhone e iPad, segno che il target e il modo di comunicare è stato completamente stravolto.

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Programmata da Enrico Angelini, l’app permette di individuare attraverso pochi step qual è il candidato del Partito Democratico  più affine ad ogni elettore.

Non c’è bisogno di avere un’opinione netta, i dubbi saranno dissolti grazie a una semplice sequenza di domande che riguardano i temi più svariati: quelli politici, i diritti lavorativi, i problemi economici.

Le risposte verranno confrontate con i programmi dei cinque candidati, successivamente una statistica mostrerà in termini percentuali con chi l’elettore condivide più idee.

Graficamente l’applicazione è molto semplice da utilizzare, e presto, assicura il developer Angelini, arriveranno anche le app dedicate alle primarie del PDL e alle prossime elezioni di aprile.

App, comunicazione 2.0 e elettori

Ovviamente questa applicazione va considerata con la giusta dose di ironia e leggerezza, ma la scelta di un candidato e il voto, lo sappiamo, sono questioni delicate.

Mi permetto perciò di fare una personale riflessione su come si sta muovendo la comunicazione del PD: una comunicazione politica svolta solamente online non ha nessun seguito sull’elettorato italiano se non viene accompagnata da un’azione a tu per tu.

Sono maestri in questo Beppe Grillo e Antonio Di Pietro che spopolano sul web ma parlano anche al popolo di problemi politici, sociali e economici con un linguaggio ordinario inserendo, molto spesso, espressioni colorite.

Va quindi bene personalizzare i social network e cercare un contatto virtuale con gli elettori, ma bisogna avvicinarsi agli elettori parlandoci faccia a faccia, perché la piazza resta pur sempre il luogo persuasivo di ritrovo.

La politica italiana si sta muovendo lentamente nell’ambito virtuale, bisogna, però, apprezzare chi rischia e sbaglia rispetto a chi non azzarda affatto.

È ancora troppo presto per parlare di «democrazia digitale», neanche Obama, attivista del 2.0, ci è riuscito durante le ultime elezioni. Ma ciò non significa che interagire sui social media non possa portare a un coinvolgimento dei cittadini raccogliendo le loro proposte, domande e contributi.

D’altronde, se non si inizia dalle fondamenta è inutile costruire castelli in aria.

Diamo la possibilità ai candidati del PD di sfoderare le loro capacità digitali e a campagna conclusa potremo trarre le somme.

Ecco il download all’app su iTunes:

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