Come scegliere il nome per la vostra azienda? [HOW TO]

Acronimi, sigle, nome dei fondatori: le possibilità sono molte, ma prima di dare libero sfogo alla fantasia, dobbiamo sapere che esistono anche regole "tecniche" per la scelta del nome


La scelta del nome è una fase fondamentale della costituzione di un’azienda, perché é in quel momento che si decide il primo impatto della sua presentazione.

Acronimi, sigle, nome dei fondatori: esistono molte alternative per chiamare l’attività che abbiamo fondato, ma accanto ai suggerimenti offerti dalla nostra fantasia possiamo avvicinare alcune piccole regole “tecniche” per rendere efficace questo nome, in modo che non sia solo un insieme di lettere o richiami concettuali, ma una vera e propria espressione di qualità del lavoro, che può aiutarci a rendere riconoscibile ciò che facciamo.

Quali caratteristiche deve avere il nome della nostra azienda?

Jude Gomila, co-founder di Heyzap, in un suo articolo ci suggerisce le 16 caratteristiche che ha cercato di racchiudere nel nome della “sua creatura”.

L’analisi di Jude è veramente ben fatta e descrive il problema da tutti i punti di vista.
Ve ne proponiamo un’interpretazione nella speranza che possa essere utile a molte startup che affrontano il problema del naming.

Forma

Il nome deve:
essere semplice: deve essere breve e suonare bene come “Goo-gle” o “Zyn-ga”, l’ideale è fermarsi ad una sillaba, al massimo due. La scelta di nomi più lunghi è indicata solo se si tratta di parole di senso compiuto.

richiedere minimo sforzo: è bene scegliere parole che richiedano il minimo sforzo per essere pronunciate. Come? Prendete le parole in lizza e pronunciatele ad alta voce, quella che vi fa stancare meno potrebbe essere proprio quella migliore!

evitare il 2.0: il nome deve durare all’infinito (si spera!) quindi evitate di seguire mode come l’utilizzo del 2.0, l’uso di trattini o togliere la -e finale.

Rispettare queste prime regole probabilmente ci consentirà di ottenere un nome virale, facile cioè da far girare attraverso il passaparola.

Significato

E’ importante inoltre che il nome sia :

astratto : il nome dell’azienda deve essere lontano dall’oggetto sociale. Strano consiglio, ma la motivazione è semplice. Il mercato è un ambiente fortemente instabile e puntare sull’astrattezza significa non porsi confini, significa abbracciare una flessibilità che può salvarvi in caso di eventuali pivoting.

internazionale: verificare le traduzioni nelle altre lingue, meglio evitare una traduzione tipo “palline di pollo” in cinese, soprattutto se non si vendono palline di pollo!

senza connotazioni negative: evitate nomi con significato potenzialmente negativo, soprattutto nel caso che non abbiate rispettato la regola sull’astrattezza. Un nome come “Debito-bet” sarebbe terribile per una banca!

Percezione

Il nome dovrebbe suscitare emozioni e fissare nella testa degli utenti un’immagine precisa, magari ispirando metafore “magiche”, con l’obiettivo è quello di coinvolgere tutte le aree del cervello. Deve essere perciò:

unico: evitare di scegliere una denominazione troppo simile ad altre startup “famose”, potrebbe creare confusione.

magico: il nome deve trasferire a chi lo legge delle sensazioni, suggerire nella mente una visione quasi magica dell’azienda. Jude quando pensa ad Apple, immagina la mela che cade in testa a Newton.

piacere alla vista: il nome deve generare un immagine ben precisa dell’azienda: Apple è bravissima in questo.

avere “cervello” : immaginiamo di collegare il cervello di una persona con uno scanner MRI, il giusto nome è quello che coinvolge il più alto numero possibile di aree cerebrali.

Logo

Quando scegliete la parola dovete farlo anche in funzione del logo che la rappresenterà: il dubbio è inventare un logo partendo dal nome o viceversa scegliere un nome che rappresenta un oggetto per utilizzarlo come logo?
Partire:

dalla parola al logo significa preferire una soluzione più adatta quando s’inventa una parola nuova. Per “heyzap”, ad esempio, la zeta presente nel nome è stata trasformata in fulmine per utilizzarla come logo.

dal logo alla parola quando invece il nome è riconducibile ad un oggetto (vedi Apple), il logo ha una marcia in più! l’azienda sarà sempre identificabile a prescindere dalla presenza del testo: guardando l’oggetto vedrò anche il nome della società.

E per finire… registriamolo!

A questo punto esisteranno già dei validi candidati, magari siamo già arrivata alla scelta ed è arrivata l’ora verificare se possiamo utilizzarla.
Perciò il nome della nostra azienda dovrà essere:

“proteggibile”: meglio tutelarsi da eventuali furti del nome, quindi verificate negli appositi registri che non ci siano già altre aziende con il nome che avete scelto e poi registrate subito il vostro marchio!

collegato ad un dominio: sicuramente la nostra azienda avrà un sito web e magari è una funzione importantissima della nostra attività, ricordiamoci quindi di verificate se il dominio che ci occorre sia libero oppure dovremmo addirittura mettere in discussione la scelta iniziale.

L’ultima regola, ma non per importanza, riguarda il tipo della scelta che stiamo facendo: il nome deve essere personale e non una caricatura di qualcosa preesistente.

Le regole che vi abbiamo suggerito servono per evitare di fare errori pericolosi, ma è importante che la scelta sia dettata prima di ogni altra cosa dal migliore dei nostri alleati: l’istinto.