Donne e Adv: l’ambigua campagna di Baileys

Eccesso di femminismo o obiettività? Ai posteri l'ardua sentenza.

"Sii una ragazza con una testa, una donna con carattere e una signora con classe"

Il 7 Ottobre scorso, la crema-liquore irlandese più famosa che c’è, Baileys, ha presentato una nuova campagna di marketing globale, con uno “spirito”, è il caso di dirlo, tutto nuovo.

Infatti, il nuovo progetto firmato BBH, è stato pensato per la stampa, il cinema e la tv con l’intento di “ri-catturare la vera essenza del marchio come ha dichiarato il Global Brand Director Garbhan O’Bric: da qui la scelta del claim “Cream with Spirit“. Tuttavia, riscontriamo una disarmonia tra lo spot pubblicitario e gli annunci stampa.

Lo spot per la tv infatti,  realizzato dal coreografo Michael Rooney, ispirato ai film anni ’30 del regista hollywoodiano Busby Berkeley  (famoso per la sua capacità di trasformare ballerini in caleidoscopi umani), con la colonna sonora Rapture di Blondie, ha sapientemente costruito un’ambientazione chic e fresca grazie al contributo di un corpo di ballo eccezionale tutto al femminile.

Come anticipavamo però, la bellezza e l’eleganza della campagna realizzata per la tv non risultano coerenti con gli annunci stampa, quanto mai in opposizione a questi temi.

Se la nuova campagna ha lo scopo di far luce sulle donne e celebrare lo spirito della femminilità moderna, riconoscendo che le donne possono essere al tempo stesso forti e femminili e belle e spiritose, la sua declinazione print non sortisce l’effetto sperato. La campagna infatti, che si ripromette di celebrare le donne con i suoi slogan, in realtà sembra dire: “tu, donna, se realmente vuoi diventare qualcuno o anche solo possedere una mente, dovresti bere Baileys!”

"Sii una donna per una causa, non per gli applausi"

Sicuramente, mantenere una coerenza stilistica tra i due messaggi, riportando anche negli annunci stampa la stessa potenza estetica e artistica degli spot televisivi, avrebbe garantito una totale celebrazione della figura femminile.

La nostra percezione è stata confermata dalla visione della redattrice della rivista Branding, Katrina Radic, che per prima ha evidenziato il tono denigratorio nella campagna destinata alla stampa.

E voi pensate che abbiamo peccato di un eccesso di femminismo o Baileys ha effettivamente degradato la figura della donna con questi annunci stampa, allontanandosi totalmente dai fini comunicativi, egregiamente perseguiti invece dallo spot televisivo?

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?