Pubblicità o relazioni pubbliche? 10 differenze di metodo [PARTE 1]

Decalogo sulle diversità di relazione tra la pubblicità e le attività di pubbliche relazioni per un'azienda.

Alessio Sarnelli

Editor, Copywriter e Community Manager

Quando vogliamo promuovere la nostra azienda, specie se la nostra posizione lavorativa comporta il relazionare la compagnia per cui prestiamo servizio con l’esterno, ci troviamo nella posizione di dover scegliere tra attività di advertising e quella di relazioni pubbliche.

In molti, erroneamente, ritengono che le due tipologie di servizio siano l’una sinonimo dell’altra. Vedremo quindi, con una suddivisione di dieci punti, quali profonde differenze intercorrano tra questi due comparti industriali, al fine di saper meglio scegliere quale sia, caso per caso, ciò che più attiene alla nostra attività in quel momento.

1) Spazi sui media: a pagamento o copertura gratuita ?

Da questo primo prospetto si intuisce che nel caso di campagne pubblicitarie, oltre ad un controllo più diretto sulla qualità e la quantità di adv in circolazione, si è in presenza di un’attività regolata da un budget di riferimento, con le pubbliche relazioni si cerca di non far gravare sull’azienda un costo di produzione vero e proprio.

2) Controllo sul processo creativo o libertà di movimento

Affidarsi alle relazioni pubbliche comporta l’assunzione di alcuni rischi; innanzitutto potremo essere ignorati dagli organi di informazione sui quali vorremmo si parlasse di noi. Come se non bastasse, per quanto possiamo inviare tutto il materiale di supporto, nessuno sarà obbligato a pubblicarlo in toto o nel modo in cui vogliamo. Infine, lasciare che un media si occupi di noi, implica l’esporsi al diritto di critica che i suddetti media possono esercitare.

3) La durata di un’attività di promozione

In sintesi, quando compriamo degli spazi, possiamo gestirli per tutto il tempo che riteniamo opportuno, questo non ci garantisce che il messaggio di promozione sarà un successo, potremmo anche rischiare di inflazionare le fonti pubblicitarie suscitando nel target un sentimento di ripulsa. Con le relazioni pubbliche il rischio è quello opposto, abbiamo nella migliore delle ipotesi un solo colpo in canna, va usato con efficacia.

4) La consapevolezza del consumatore

Mai sentito il detto “chiedere all’oste se il vino è buono” ? Fare pubblicità in maniera tradizionale implica un atteggiamento di diffidenza di fondo da parte dei soggetti a cui viene sottoposta. Affidarci al report di un soggetto esterno conferisce autorevolezza alla promozione, superare positivamente la critica preventiva di un organo di informazione fornisce credibilità a noi stessi, alla nostra azienda e a ciò che stiamo cercando di promovuore.

5) Creatività o fiuto per la notizia

Questo aspetto è di fondamentale importanza. Operare nel campo pubblicitario (in proprio o affidandosi ad agenzie specializzate) richiede la capacità di immaginare la propria attività in un modo sempre nuovo ed originale, promuoversi come i nostri competitor non sono in grado di fare sul mercato. La pubbliche relazioni sono un’attività in cui bisogna scegliere con cura tempi e modi di proposizione che però sono di uguale accesso per tutti. Scegliere quale forma di informazione e quando farsi promuovere fa la differenza tra una campagna di successo o un buco nell’acqua.

Nei prossimi giorni pubblicheremo la seconda parte, contenente gli altri cinque punti del decalogo “Pubblicità o relazioni pubbliche? 10 differenze di metodo”

to be continued…

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?