NextStyler: fashion addicted e fashion designers si incontrano sul web [INTERVISTA]

Una nuova realtà imprenditoriale che innova il fashion business attraverso l'esclusività di un brand che mette in luce il ricco panorama di stilisti emergenti

Alessia Di Raimondo

Sub-Editor Sezione Startup

Let’s start your fashion brand together!”: questo il claim della startup nata dal progetto di due giovani napoletani, Mary Palomba e Maurizio Palumbo, ex free lancer pubblicitari esperti di fashion brand communication e oggi startupper appassionati di quella che vuole proporsi come una risposta alla ricerca di unicità ed esclusività che oggi il gusto collettivo ritorna a manifestare.

Si tratta di un nuovo brand di moda, prodotto interamente in Italia, creato da stilisti emergenti e scelto direttamente dagli acquirenti, che vengono coinvolti nella selezione e personalizzazione dei capi delle collezioni attraverso la piattaforma web, interamente in inglese, www.nextstyler.com.

Abbiamo intervistato uno dei soci fondatori, Mary Palomba, per conoscere i dettagli di questa iniziativa, il percorso seguito, il peso esercitato dal supporto finanziario di soggetti investitori e gli aspetti strategici del progetto imprenditoriale.

E’ emerso come la business idea nasce nel luglio 2010 dalla doppia esigenza di dare spazio agli stilisti emergenti, che troppo spesso non riescono ad entrare nel fashion business, ma anche di proporre ai fashion addicted, sempre aggiornati sui nuovi trend, capi sempre nuovi ed esclusivi.

Come funziona NextStyler

Abbiamo chiesto di illustrarci come funziona tecnicamente la piattaforma di NextStlyer e la risposta è stata:

Il sito www.nextstyler.com propone dei contest tematici ispirati ai fashion trend più attuali, dove i giovani stilisti possono partecipare inviando degli sketch che saranno poi votati dalla community di NextStyler. L’abito dello sketch vincitore sarà quindi prodotto, senza costi da parte dello stilista, e successivamente venduto in tutto il mondo attraverso l’online-shop del sito.

Lo stilista vincitore, oltre a veder prodotte le proprie creazioni e a guadagnare visibilità, avrà diritto al 10% di royalties sulle vendite. Nascerà quindi un nuovissimo ed esclusivo fashion brand generato da giovani creativi, i cui capi sono prodotti sulla base della scelta degli acquirenti che vengono direttamente coinvolti nella selezione. Ogni prodotto NextStyler porta la firma dello stilista che lo ha disegnato ed è completamente Made in Italy, sinonimo in tutto il mondo di qualità e attenzione ai dettagli”.

NextStyler Teaser from NextStyler on Vimeo.

Dalla Business Idea al Go to Market

Per calarci nei panni di uno startupper e conoscere non solo le luci della ribalta, ma anche il dietro le quinte, abbiamo chiesto a Mary di illustrarci il percorso dall’ideazione del progetto al “go to market”, per comprenderne tempi ed eventuali difficoltà.

“Dalla ideazione del progetto, nel luglio 2010, all’inserimento online della piattaforma, settembre 2011, il percorso di sviluppo imprenditoriale è stato rapido. Ci sono voluti 7 mesi per coordinare la realizzazione del sito, individuare i partner giusti per la produzione e la struttura per la logistica che ci supporterà nelle spedizioni e lo stoccaggio”, racconta Mary.

Mary continua “non sono stati fatti grossi investimenti pubblicitari e tutti gli utenti di nextstyler, dai fashion designer ai fashion addicted, si sono iscritti attraverso passaparola e social network. Siamo molto entusiasti di questo risultato. Il primo contest Swinging Lady si è già chiuso ed i primi sketch vincitori, dei designer Alessandro Gaeta, Cascades Lotempro, Gennaro Corvo e Stefania Schino, sono già in produzione e saranno in vendita entro la fine di gennaio. Attualmente siamo online col secondo contest, The Essence of Spices”.

Enlabs: incubatore ed early investor

Questo successo nel lancio e nella fase iniziale dell’iniziativa (per cui si prevede di raggiungere 10 milioni di fatturato e 10 dipendenti in tre anni) è anche merito del supporto ricevuto dall’incubatore romano Enlabs di Luigi Capello, dall’advisor Gianmarco Carnovale e da una schiera di mentor ed esperti imprenditori che hanno svolto un continuo advice.

Nello specifico, abbiamo chiesto a Mary di illustrarci il ruolo svolto da Enlabs:

“Grazie al micro seed ricevuto da Enlabs abbiamo potuto dar via alle prime fasi di sviluppo del progetto, ma soprattutto l’esperienza dell’incubazione (durata 6 mesi) è stata molto formativa. Abbiamo seguito corsi di marketing, per l’organizzazione aziendale e per la gestione dei rapporti con gli investitori e abbiamo preso parte ad eventi organizzati con business angels e investitori di venture capital dove abbiamo presentato la nostra startup”.

Non indifferente gli stimoli provenienti da altri startupper grazie alla partecipazione al Venture Camp di Mind the Bridge a Milano, preceduto dal Boot Camp di Torino e che culminerà nel Gym Program di un mese a San Francisco a cui NextStyler parteciperà di diritto come impresa tra le finaliste alla competition del 2011, lottando fianco a fianco con gli altri startupper per l’innovazione!

“Innegabile punto di forza di NextStyler è il modo democratico di fare moda”, sostiene Mary, “siamo sicuri di possedere un vantaggio competitivo rispetto ai competitor dato dalla produzione interamente Made in Italy, dagli alti standard qualitativi ad un prezzo accessibile ed in tiratura limitata, garantendo esclusività del brand ed unicità del design”.

Noto che ad oggi il panorama imprenditoriale della moda vede un solo business model vicino a NextStyler – un’impresa austriaca, Lookk, che però non crea collezioni tematiche e non gode del vantaggio del Made in Italy – questa startup mostra di avere tutte le carte in regola per “innovare la moda”.

Un ninjesco “in bocca al lupo” a questi ragazzi e non ci resta che aspettare “Who’s next styler?”.

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