Coca Cola & Benfica, il non crimine che paga a Natale

Lo spot racconta di una iniziativa in Portogallo per le festività, una buona azione che ne chiama un'altra, bibita alla mano.

Alessio Sarnelli

Editor, Copywriter e Community Manager

Natale si sa, ci rende più buoni, anche sotto il profilo del marketing.

Ancor più noto, in termini pubblicitari, è il fatto che se c’è un marchio che durante le feste brilla per creatività ed incisività questo è la Coca Cola.

Innanzitutto perchè, per ragioni storiche, si può affermare che la lattina più famosa del mondo il Natale l’ha creato a sua immagine e somiglianza : Babbo Natale di suo sfoggerebbe un look verde, scende dai nostri camini di rosso vestito proprio grazie alla bevanda americana, ratio ruber la chiamerebbero i latini.

Senza però sfociare in inusitate considerazioni sull’iconografia commercializzata, possiamo affermare senza timore di essere smentite che gli spot e le campagne Coca Cola da sempre hanno dato il timbro ed il tono nell’ambito del settore.

Il video che vi proponiamo in questa circostanza in un certo senso è una sorta di evoluzione pubblicitaria, un passaggio dallo spot alla “volemose bene” cui siamo soliti assistere verso una tipologia più sofisticata, che utilizza il messaggio tipico delle pubblicità progresso il cui compito è quello di segnare positivamente il senso comune.

Lo spot si svolge a Lisbona, nell’ Estadio da Luz, la casa della formazione di calcio del Benfica, una delle signore del calcio europeo, ed in particolare nell’official store della franchigia lusitana, ma lasciamo che le immagini parlino per sè :

Il filmato si apre con una introduzione che ci svela il meccanismo da candid camera, ci spiega come venga lasciato, all’interno dello stadio, un portafogli con al suo interno un biglietto per il big match di turno del Benfica, l’attesissimo derby con lo Sporting di Lisbona (un po’ come se a Roma ci imbattessimo in un biglietto valido poco prima del derby con la Lazio tanto per vederlo in ottica italiana).

Una schermata lancia poi il quesito sulla possibile reazione degli avventori : “Cosa faresti se trovassi un portafogli ? Cosa faresti se ciò avvenisse il giorno prima di una partita importante ed al suo interno ci fosse un biglietto di proprietà di un tifoso avversario ?”

Il sasso è lanciato nello stagno, per chi ama il calcio, così come per la persona comune il dilemma è non di poco conto, specie in tempi di crisi. E invece no. Non c’è dilemma che tenga, è Natale, e se in condizioni normali civiltà suggerirebbe di cercare il proprietario del portafogli, durante le feste la morale si fa obbligo.

Di qui una serie di restituzioni (ammirevoli e plaudite) da parte degli ignari protagonisti della campagna, una mirabile attestazione di bontà ed educazione che riesce a travalicare anche i meccanismi di acerrima rivalità propri del mondo del calcio, chiusa con una nuova schermata che ci rincuora sul fatto che quanto visto non sia una scelta di montaggio benevola ma la consacrazione del motto “a Natale siam tutti più buoni”

Ma la Coca Cola in tutto questo che fine ha fatto ?

L’epilogo è di quelli che ammiccano alla morale ma abbracciano il voler essere non-natalizi. L’istanza narrante infatti, ci mette infine a conoscenza di come la giusta scelta dei supporters, tra applausim pacche sulle spalle e Coca d’ordinanza per il brindisi, venga premiata con un biglietto omaggio per la partita di cui sopra e le immagini volgono al termine  con il saluto del Da Luz festante che plaude ai suoi tifosi buoni samaritani e si chiude l’invito della multinazionale a credere  in un mondo migliore da aprire alla felicità.

Possibilmente lattina alla mano.