LEGO, 20+ pubblicità creative

Pubblicità stampa ed outdoors: 20 esempi di creatività costruiti da LEGO, il brand danese per bambini più famoso del mondo

Alessio Sarnelli

Editor, Copywriter e Community Manager

I prodotti ludici per l’infanzia sono da sempre quelli che più si connettono a concetti come creatività ed immaginazione e, da questo punto di vista la Lego ha sempre svolto il ruolo di mattatore. La casa dei mattoncini componibili più famosa del mondo anche per le sue operazioni di comunicazione ed advertising da sempre offre un ventaglio di opzioni praticamente infinito e questa volta portiamo alla vostra attenzione una ventina di esempi di comunicazione creativa con cui un prodotto può diventare parte integrante dell’immaginario collettivo.

Legolize your Wold.

I primi tre esempi sono dei poster pubblicitari che possiamo trovare in prossimità di stazioni ferroviare, della metro o dell’autobus nelle grandi capitali europee. Presentano la caratteristica di riprendere uno spazio esistente della zona in cui vengono affissi aggiungendo particolari lego. Personaggi, strutture et similia tutti fatti di mattoncini, un’integrazione del mondo Lego in quello reale.

Lo slogan “imagine” è un modo accattivante per vedere questi adds come una sorta di filtro che rende il reale come immaginifico, il tutto sotto la prospettiva di gioco che accompagna i più piccoli (e non solo) da generazioni.

Parole crociate made in Lego.

Il secondo blocco è una sorta di doppio gioco, vediamo infatti come pezzi di lego vengono disposti come alcuni giochi di parole che si trovano nelle rubriche di enigmistica, come se i mattoncini si sostituissero alle parole e diventassero esse stess un linguaggio fatto di gioco e di immaginazione.

La storia ed il reale secondo il modello del mattone.

I poster che abbiamo appena visto seguono per certi versi il filone del primo blocco, sono interazioni tra il mondo Lego e quello reale. I’interagire di questi ultimi è pero differente, in questi casi infatti vediamo come da un lato si vuole “attualizzare” il prodotto rendendolo parte del reale e non più spingere all’immaginazione a partire dal reale stesso.

Nei poster “storici” poi c’è un’altra forma di immaginazione, ovvero quella dell’anticipazione dell’evoluzione tecnologica. Difatti possiamo notare come gli oggetti di mattonici (il telefonino, la lampadina a risparmio energetico e le pale eoliche) siano totalmente fuori contesto nei termini di linea temporale. Questa scelta assieme allo slogan “costruttori del domani” fanno confluire i concetti di gioco e creatività con quelli di progresso e di futuro, il tutto senza contare quanto da un punto di vista scenografico la cura dei dettagli nella ricostruzione degli ambienti degli anni 70 e 80 strizzi l’occhio a coloro che sono stati i primi fruitori del prodotto, i figli di un tempo che hanno costruito il futuro e sono genitori dei bimbi di oggi e di domani.

Fantasy plus Fantasy, quando due miti si incontrano.

In questo quartetto due icone degli anni 80 si incontrano. Ai Lego si affianca la saga di Guerre Stellari. Possiamo notare come l’ambientazione sia decisamente scarsa, l’attenzione è tutta volta alla rappresentazione in chiave ironica e ludica di alcune scene tratte dalla seconda trilogia della saga di George Lucas. Un modo divertente ed innocente di ricostruzione non del mondo reale ma di un mondo altrettanto immaginario, un salto nel buio verso la fantasia più spinta.

Think Lego, Be Lego.

Il penultimo blocco di poster che vediamo qui riportato è da definirsi come marketing più convenzionale, sebbene i metodi di espressioni siano del tutto originali. Si parte dal claim ovvero “puro cibo per la mente”, glorificando la capacità anche in ambito educativo e cognitivo dell’utilizzo di questo tipo di giochi. La rappresentazione di quest’idea è pero del tutto nuova, perchè ancora una volta il reale si confondo con la fantasia e con la metafora, potendo osservare vari tipi di cibi tutti costituiti da elementi di Lego.

Anche l’ultima foto con l’attrezzo ginnico e lo slogan “esercita la menta dei tuoi figli” risponde a questo doppio gioco testuale-visivo, un espediente molto ben riuscito che lega assieme più aspetti del processo creativo.

Lego: more than meets the eye.

Quest’ultimo blocco ha come target di riferimento un pubblico anche più adulto rispetto a quello standard dei mattoncini danesei (dai 2 ai 10 anni N.d.R.). Difatti mostra come gli stessi elementi di una costruzione possano diventare anche qualcosa di diverso, sulla scia del filone “Lego Technic”, prodotto over 11 che fa della complessità delle costruzioni e delle duplicità delle stesse un fattore identitario.

Il messaggio in realtà è anche più ampio, strizza l’occhio non solo al target dei prodotti Technic ma allo stesso tempo veicola quello che è uno dei motti dell’intera azienda, ovvero di creare a partire dagli elementi di base, oggetti e costruzioni sempre nuove, come se il prodotto pur rimanendo uguale a se stesso non sia mai lo stesso ma sia in continua evoluzione.