Twitter e le PMI: il micro-blogging può far grandi le piccole aziende

Vi abbiamo già parlato di Facebook al servizio dello small business e ora continuiamo a parlare di un altro prezioso strumento social a disposizione delle piccole aziende: Twitter, prendendo spunto dal post How to Use Twitter for Local Business.

Il business in Italia, lo sappiamo, si basa prevalentemente su piccole e medie aziende, spesso a gestione familiare, dove non sempre esiste un vero e proprio budget di comunicazione.

L’utilizzo di Twitter da parte delle piccole aziende italiane non ha numeri da capogiro, anche se pian piano qualcosa comincia a muoversi. Tuttavia una recente analisi dello SDA Bocconi Schhol of Management (vedi anche “Le imprese italiane sul Web: Social a parole, ma non nei fatti“) ha rilevato come il 20% delle aziende italiane creda che gli strumenti di social media marketing non aiutino a fare business e sempre il 20% teme che i social network rischino di diventare un luogo dove lamentarsi per i disservizi.

Vista questa posizione da parte di 1/5 delle aziende coinvolte nella ricerca, prima di vedere quali possono essere gli strumenti offerti da Twitter per ingrandire il business delle PMI, riassumiamo cosa un’azienda può fare con il social dei 140 caratteri.

Twitter è uno strumento estremamente trasversale, che permette di interagire con qualunque utente della rete. Un’azienda può, quindi, innescare ascolto e dialogo con i propri clienti o con quelli che ancora sono potenziali. La conversazione che si genera fa diventare Twitter uno strumento di awareness, di engagement e di CRM, oltre che un ottimo mezzo per divulgare promozioni.

La sua trasversalità, poi, ne permette una perfetta integrazione con gli altri tools quali Facebook, Foursquare e il blog.

Soffermiamoci un attimo sulla relazione tra Twitter e un blog e proviamo a pensare, ad esempio, ad una piccola azienda locale di maglieria, con un proprio sito internet dal quale è anche possibile acquistare i capi prodotti. Quest’azienda, oltre alla propria pagina Facebook, potrebbe avere un proprio blog in cui parlare di temi vicini al proprio core business (che non significa parlare sempre e solo di sè), ad esempio del mondo fashion (sfilate, fiere, eventi). E’ proprio in questo modo che, anche veicolando i contenuti del blog via Twitter, è possibile coinvolgere i follower e creare conversazione – ed engagement – con loro.

Strumenti di Twitter per il business locale

Ma vediamo ora quali sono gli strumenti che possono essere utilizzati dalle piccole aziende per aumentare la propria awareness e digital influence (vedi anche How to use Twitter for local business).

Innanzitutto è fondamentale cercare dove, su Twitter, esiste dialogo sui temi che ci interessano. Per questo possiamo usare l’Advanced Search e usare hashtag e parole chiave per cercare i “local tweet”, in questo modo è possibile individuare i tweet che provengono da una specifica location.

Se il vostro è un business di tipo locale, poi, potete cercare i “top local tweeters” usando l’hashtag della vostra città (o provincia). E se inizialmente non trovate risultati soddisfacenti, il pulsante “Save this search” vi permetterà di tornare a quella ricerca e vedere se i risultati nel frattempo si sono aggiornati.

Un altro ottimo tool è Followerwonk.com, attraverso il quale, usando delle parole chiave, potrete trovare tutti i tweeters che condividono i vostri stessi interessi.

E ancora, usando la Twitter app integrata nelle mappe di Bing, potrete scoprire chi twitta vicino a voi, visualizzandolo sulla mappa.

Infine, è fondamentale mettere sul sito e/o blog aziendale i pulsanti per essere seguiti e affinchè le persone condividano i nostri contenuti. Questo contribuirà a dimostrare che quell’azienda è social perchè ci crede e non perchè si sente obbligata a provare a esserlo.

Come abbiamo già detto, non tutte le piccole imprese italiane sfruttano le potenzialità di Twitter. Alcune, anche abbastanza conosciute, hanno da pochissimo creato un account, ma non hanno ancora lanciato tweet o cominciato a seguire altri utenti. Questo dimostra che c’è chi ha capito che è una via ormai praticamente obbligata da percorrere e si prepara a fare il suo ingresso nel social network del microblogging. Tuttavia non sa bene come fare e, soprattutto, teme le lamentele pubbliche. La soluzione è solo una. Massima trasparenza. Solo così sarà possibile creare un legame vero con i propri clienti… anche quando qualcosa non dovesse andare per il verso giusto.

Per concludere, quello che Twitter, soprattutto se integrato con gli altri social tools, può fare al servizio dei piccoli business è davvero molto. Come abbiamo potuto vedere, gli strumenti ci sono. L’importante è pianificare una propria strategia social e ricordarsi che ogni social network ha delle specificità, per cui usare Twitter come useremmo Facebook non è sempre una saggia idea (anzi). La pianificazione dei contenuti editoriali da condividere, poi, permette di creare grandi conversazioni su specifiche macro-tematiche. Ascoltare è la parola chiave per eccellenza di Twitter. Solo chi sa ascoltare poi è in grado di trasformare i propri interlocutori in clienti. Altrimenti si rischia di avere la stessa reazione che avremmo se, entrati in un negozio perchè abbiamo bisogno di una cosa, venissimo assaliti da una commessa che comincia a martellarci per venderci qualcosa, senza neppure farci parlare. Chiunque vorrebbe uscire subito da quel negozio e probabilmente non ci tornerebbe più.

Speriamo che il numero di aziende italiane in ascolto sul web aumenti. E la speranza è anche che venga fatta una vera integrazione con gli altri strumenti 2.0. Solo così ci si renderà conto che il valore finale di questa social strategy sarà maggiore della somma dei tool utilizzati singolarmente (e gli incubi di un Twitter usato dai consumatori solo come valvola di sfogo per lamentarsi forse diminuirebbero).

 

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