Mashup: la creatività come connessione [SOCIAL TRENDS]

Dopo aver cambiato per sempre i mass media, il mashup irrompe nel mondo del business.

L’ultimo esempio di perfetto mashup dovrebbe essere “Cowboys and Aliens“, attesissimo film in uscita negli Stati Uniti il prossimo 29 Luglio. Cowboy e alieni insieme fin dal titolo: due narrazioni lontanissime e apparentemente inconciliabili.

Il mashup – traduzione al volo: incontro tra immaginari diversi tramite la fusione di singole produzioni – è probabilmente sempre esistito. E in fondo sono ormai in molti a suggerire una rilettura della storia della cultura in termini di citazioni incrociate, influenze consapevoli e riferimenti più o meno espliciti tra opere diverse.

Eppure secondo Contagious Magazine da almeno un decennio il mashup è diventato un’autentica tendenza, una tecnica da esibire, una moda che ormai caratterizza l’intera cultura popolare. La cifra definitiva della produzione simbolica post-moderna: la ritrovi nel modo di concepire e gestire i media, nelle invenzioni dell’industria culturale, nei nuovi modelli di business.

In origine il termine era riferito ai cosiddetti remix musicali e in particolare alla fusione di due o più canzoni in un unico brano che ne sintetizzasse le rispettive identità. Successivamente la definizione è stata recepita dalla cultura digitale, allo scopo di definire la combinazione di materiali provenienti da diverse aree del web all’interno di un unico sito.

Adesso è sopratutto in campi economico che il concetto trova le sue applicazioni più interessanti. Incrociare una metodologia di lavoro con un problema nuovo. Mixare una vecchia risposta ed una domanda inedita. Analizzare le strategie messe in atto in altre categorie di mercato e poi introdurle all’interno della propria.

E’ illuminante l’esempio di Q-Drum: contenitore di plastica a forma di ruota destinato al trasporto d’acqua, un’invenzione che ha liberato molte donne dei Paesi in via di sviluppo dal giogo delle damigiane portate sulla testa. La cara vecchia ruota, insomma, ed un nuovo modo di usarla. Oppure si pensi ai brand ecologici che incrociano da tempo cibo e vestiti, così come alla tecnica della sottoscrizione passata dagli abbonamenti per riviste alla vendita di automobili. O ancora all’uso estensivo dell’etichetta “Light“, adattabile indifferentemente a cibo, bibite, energie alternative.

La passione contemporanea per il mashup sembra suggerire che piuttosto che idee nuove – le idee ci sono già, qualcuno le ha già avute e sono disponibili per tutti – servono nuovi modi di usarle, combinarle, sfruttarle. La creatività non più come intuizione: la creatività diventa connessione.

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