Come impostare un progetto crossmediale per un fumetto: il caso Pandalikes [CASE STUDY]

A volte un fumetto è solo un fumetto. A volte un fumetto è un’esperienza che ti accompagna nella vita quotidiana. Non credete?

Capita spesso che lo stress da ufficio ci spinga a cercare un’oasi di tranquillità e buonumore. Perché non leggere una webstrip su Pandalikes.com, il sito del Panda che ha conquistato la rete con la sua tenera simpatia?

Preferite un video dal tubo? Online trovate i cortometraggi animati di Panda, andati in onda nei mesi di dicembre 2010 e gennaio 2011 per il Natale di La7.

Immersi nel traffico? Per superare gli interminabili tempi morti in autobus e metrò affollati, meglio distrarsi, ed intrattenersi con una app sull’iPhone: si gioca con Pandalikes Dodging Fingers, l’action game in corsa contro il tempo per salvare il nostro piccolo amico…

Stanchi a fine giornata? Una lettura prima di dormire è l’ideale. A Panda Piace (2009) e A Panda Piace bis (2010) sono i due volumi pubblicati da Edizioni BD che raccolgono le migliori vignette apparse su Pandalikes.com.

E se ancora avete voglia di leggere, c’è una rubrica che ogni settimana vede il Panda protagonista sul sito di Wired Italia.

E poi ci sono i gadget per portare Panda sempre con noi. Dalla Gazzenda (l’agenda-diario della Gazzetta dello Sport) alla serie di quaderni Pigna, fino alle t-shirt, le borse e le pins.

Panda ha fatto innamorare migliaia di lettori passando da un media all’altro in una sinergia che l’ha premiato con il successo. Chiediamo direttamente all’autore, Giacomo Bevilacqua, fumettista romano, classe 1983, di raccontarci alcuni aspetti molto interessanti riguardo questo suo progetto professionale:

Giacomo, Panda è nato su un blog che aggiornavi quasi quotidianamente, in cui le web strio si potevano leggere in modo gratuito e commentare. Oggi le storie di Pandalikes sono fruibili su più canali e sulla pagina Facebook di Panda si contano più di 14.000 fan. Qual’è stato il tuo rapporto iniziale con gli utenti del web? Come è cambiato nel corso del tempo?

Nonostante Panda sia nato dalla multimedialità, (per chi non lo sapesse, è figlio di una conversazione su msn e di una frase tratta dal film “Il favoloso mondo di Amelie” ), e si sia sviluppato in digitale (realizzo le strisce direttamente al computer con la mia Wacom) è nato come divertissement personale mio e di pochi amici, a cui giravo le strisce quotidianamente.

Metterlo “in piazza“, a un solo mese dalla sua nascita, mi ha un po’ sfasato. Panda è sempre stato una sorta di diario per me, e facendo questo era come se raccontassi a tutti gli affari miei. Piano piano, però, non appena i commenti e gli utenti hanno iniziato ad aumentare, a farsi sentire, alcuni ritornando e diventando degli assidui frequentatori del mio blog, la spinta a proseguire è stata automatica.

Si è creato una sorta di scambio affettivo, l’epifania che ho avuto quando ho capito che “parlando del personale si parla all’universale” è stata decisiva nella scelta un tempo sofferta di condividere il mio panda con quante più persone possibili. col tempo, piano piano, gli scambi che avevo con gli utenti del blog e di facebook sono diventati essenziali, nonché parte integrante del blog stesso.

Ho letto che dopo il successo riscosso dalla prima applicazione per iPhone di Panda, Pandalikes Dodging Fingers, hai fondato, assieme a Francesco La Ferla, Stefano La Ferla e Stefano Benedikter, la divisione Pandalikes Games. Vuoi parlarci di questa esperienza? Quali sono i vostri obiettivi?

La divisione Pandalikes Games della Tap Fire To Start è stata un’idea nata in primis dal rapporto di amicizia che ci lega. Pandalikes Dodging Fingers, disponibile per piattaforme iPhone e iPad è stato un esperimento, una beta, chiamiamola così, che ci ha particolarmente stupito. I download sono tantissimi e in continuo aumento, sta avendo un successo inaspettato. Dopo una prima scorsa alle istruzioni il gioco risulta semplice ed immediato, anzi, per chi volesse provarlo, a soli 0,79 centesimi, questo è il link per il download.

Il gioco di Panda sancisce la fine della staticità e della semplice fruizione, del personaggio di Panda, introducendo l’elemento interattività. Cosa del tutto nuova, per me, che non ho mai pensato di ascoltare suggerimenti per le vignette nemmeno da mio padre, figuriamoci da sconosciuti 😀 Il futuro della divisione Games di Pandalikes sarà collegato con i risultati che stiamo ottenendo con Dodging Fingers, finora comunque del tutto positivi.

E’ piuttosto originale, nel panorama italiano, questo utilizzo “naturale” dei new media per progetti che riguardano il fumetto. Intendo l’utilizzo di ogni linguaggio, per quello che è, di ogni media nelle sue specificità. Questo modo di lavorare con Panda è influenzato dal tuo modo personale di avere a che fare con la tecnologia? Nella tua vita professionale e personale che rapporto hai con il mondo in digitale?

Come ho detto in precedenza, io ho un ottimo rapporto con la tecnologia, Panda nasce sul computer e vive tra blogs e social networks, si nutre dei commenti dei fan e l’unico shop esistente è online.

La forza di Panda sta nella semplicità e nell’immediatezza, se il 22 maggio del 2008 io non avessi avuto la Wacom, Photoshop aperto, e non mi fosse bastato creare una nuova finestra per avere un foglio pulito, un paio di font e lo Shift premuto per fare le linee dritte delle vignette, probabilmente, per quanto sono pigro, Panda non sarebbe MAI venuto al mondo.

Ben venga tutto ciò che di tecnologico ci permette di esprimere la creatività al meglio e nella maniera più immediata possibile. Ma attenzione, chiudo con una citazione dell’amico e collega LRNZ al secolo Lorenzo Ceccotti: “la tecnologia, le macchine, i programmi…ti permettono di tramutare quello che hai in testa in qualcosa di visibilmente concreto nel modo più veloce possibile, ma non è che fanno il lavoro al posto tuo, eh!

Grazie mille a Giacomo e al suo Panda, in bocca al lupo!