Nokia e Fashion Stake: crowdsourcing al potere

Di coinvolgimento degli utenti e co-creazione del valore abbiamo mostrato alcuni esempi (qui e qui) dichiarando il Crowdsourcing come uno dei trend più in voga tra il 2009 ed il 2010. A conferma di questo vi proponiamo due iniziative molto interessanti.

“Design by Community” è l’iniziativa che Nokia ha proposto sul suo blog ufficiale (Nokia Conversations) e riguarda la creazione di un dispositivo mobile partendo dalle preferenze degli utenti.

Seguendo logiche di Crowdsourcing quindi il produttore finlandese chiede, mostrando sempre molta attenzione alle esigenze dei consumatori, un contributo attivo alla Rete per lo sviluppo di un nuovo dispositivo. In questo modo cresce l’engagement e si crea anche attesa per il lancio del nuovo prodotto.

Secondo Nokia “Design by Community” cattura i pensieri e le riflessioni dei lettori del blog per definire questo nuovo concetto di telefono cellulare. In pratica tramite 3 passaggi ogni utente decide le caratteristiche che deve avere il telefono.

Ogni settimana si mettono al voto pubblico nuove variabili (display, materiali, sistema operativo, connettività, ecc.) ed una volta definite le specifiche tecniche del prodotto un team di design Nokia cercherà di trasformarle in una serie di schizzi che a loro volta potranno essere votati.

Il concept device più votato sarà rivelato esclusivamente sul blog a maggio. Il progetto ha come obiettivo principale la collaborazione e la condivisione dei pensieri, con un tocco di divertimento.

Altro esempio di Crowdsourcing, stavolta applicato al mondo della moda, è Fashion Stake. In questo caso si intende applicare un nuovo modello di business alla vendita di capi di abbigliamento.

Questa start-up americana punta a sconvolgere il mondo della moda permettendo agli utenti di incontrare direttamente gli stilisti navigando tra le collezioni on line e comprandone delle quote in cambio di crediti per acquistare vestiti.

I visitatori potranno condividere le loro idee con gli stessi designer e dare un voto alle collezioni. Non saranno più i vertici delle aziende a imporre mode e tendenze, ma il popolo della Rete, scegliendo chi sostenere e in che modo farlo. E’ tutto ispirato ai social network come Facebook o Twitter.

Queste iniziative confermano l’evoluzione nei rapporti tra impresa e consumatore, con quest’ultimo sempre più partecipe e sempre più leader nelle decisioni (e gli attori a monte della filiera costretti a rivedere le logiche di collaborazione e sviluppo dei prodotti).

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