Josh Warner: cosa pensa un leader USA del viral video marketing

Silvia Carbone
Silvia Carbone

Marketing Manager @ Ninja Academy

Spesso, quando parliamo di video seeding citiamo Josh Warner – presidente di Feed Company – l’agenzia che si occupa del seeding nei blog/forum e nei siti di condivisione dei video realizzati da agenzie e media buyer.

Warner, prima di fondare Feed Company (nel 2005), è stato presidente del settore marketing di Nine Systems, un’agenzia di distribuzione di video online, acquistata da Akamai Technologies, Inc.

Prima ancora ha lavorato come consulente di marketing per grandi aziende del settore tecnologico/musicale come Apple Computer, Radio AOL, Radio Free Virgin e Virgin Records, inoltre warner ha lavorato come giornalista per numerose riviste come Hollywood Reporter and Billboard, iniziando la sua carriera presso DDB Needham.

Per darvi un’idea delle campagne virali di cui Feed Company si è occupata, ve ne elenco giusto qualcuna:

Catch di Ray-Ban
Backflip di Levi’s
Robot di General Motors
Bee-boy dance crew di Haagen-Dazs
The Masks di Microsoft Zune

Feed Company in queste campagne ha proposto i video agli influencer della rete con l’obiettivo di generare buzz (post, passaparola, raccomandazioni), e innestare il meccanismo virale, riuscendo a coinvolgere milioni di utenti dei social network, siti di video, blog e forum.

Durante un incontro organizzato dal Womma (Word of Mouth Marketing Association), associazione alla quale siamo iscritti, Josh Warner ha parlato molto dei Viral Video:

Cosa Sono: Sono un modo per coinvolgere il publico online;

Cosa Non Sono: Non sono nè pre-roll, nè spam, nè spot;

Falsi Miti: Capitano, casualmente.

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Il Percorso: riassunto in un video su YouTube
1. Sunscreen speech (1997);
2. Blair Witch Project (1999);
3. Napster (1999);
4. Myspace (2003);
5. YouTube (2005);

L’Audience: Scopre, Condivide e Promuove ciò che le piace;

Il Contenuto:
1. Intrattieni! brand e prodotti sono secondari;
2. Sii breve! vai subito al punto;
3. Sii coerente! Non cercare di essere qualcuno che non sei, il pubblico è intelligente.

Di seguito abbiamo raccolto il suo pensiero:

  • I viral video potrebbero anche essere una moda passeggera, ciò che resterà sarà il coinvolgimento generato dalla comunicazione bidirezionale.
  • Il fattore tempo può fare la differenza tra 10.000 e 100.000 visualizzazioni, quindi bisogna ben ponderare il tempo da destinare alla propagazione.
  • I viral video sono in primo luogo intrattenimento, quindi la comunicazione non deve essere invasiva e il legame con il brand deve essere sottile (titolo, thumbnail o tag), e anzi bisogna essere ironici e accattivanti, e far si che si generino conversazioni circa il “Sarà Vero?”.
  • Nella valutazione di una campagna virale non bisogna tener conto solo del numero di views, altri importanti parametri sono i risultati delle ricerche su YouTube, il posizionamento nei motori di ricerca, il buzz generato nei blog, le discussioni nei forum, gli aggiornamenti su Twitter o su Digg, la creazione di pagine o gruppi su Facebook.
  • Per ottenere grandi numeri (100.000-500.000-1.000.000 e oltre) di visualizzazioni è fondamentale affidarsi ad agenzie specializzate nel seeding.
  • Non è detto che i viral video abbiano un forte impatto sulle vendite, ma piuttosto creano e incrementano la Brand Awareness.

Al Womma, Josh Warner ha concluso cosi: “LA PUBBLICITA’ STA CAMBIANDO“:

1. La creazione del coinvolgimento del Brand nel web attraverso i video è solo all’inizio.
2. Le piattaforme per raggiungere i Brand sono cambiate.
3. Adesso i Brand devono raggiungere l’audience nelle piattaforme sociali e competere con i contenuti d’intrattenimento.