Indagando il rapporto fra Product Placement e Fumetto

Product Placement e Fumetto

Il noto fumettista americano Scott McCloud, definisce il fumetto come: “Immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza”.

Con questa definizione, McCloud ci suggerisce le sue caratteristiche basilari:

Immediatezza;

Semplificazione;

Universalità dei contenuti;

Libertà espressiva e inventiva.

Tutti elementi che esemplificano bene il potere nascosto nei comics in un’ottica di pragmatica comunicativa.

Molto si è già detto sul Product Placement nel cinema, meno sul suo rapporto con il fumetto.

Un primo elemento su cui orientare il nostro sguardo, riguarda l’efficacia comunicativa dei fumetti per favorire la diffusione nell’immaginario collettivo del prodotto che intendiamo pubblicizzare.

Il fumettista, grazie alla sua arte può, infatti, muoversi agilmente su un doppio livello comunicativo, generato dall’intimo rapporto tra linguaggio verbale e linguaggio visivo. Attraverso l’immagine è possibile rappresentare efficacemente le caratteristiche fisiche del prodotto con linee, forme, colori, sfumature; mentre, le parole racchiuse nei baloon ci permettono di descrivere ed enfatizzare le qualità del prodotto grazie anche alle impressioni espresse dei personaggi che compaiono in una striscia.

Nel recente libro di Carù e Covà Il Marketing Mediterraneo – Egea, 2006 – si affronta il tema del movimento slow food. In una vignetta di Staino del ‘92, si vede un cuoco panciuto e sudato che dice ad una sua collega impegnata sui fornelli: “Mi piacciono questi soci agricola perché se un piatto non è all’altezza…te lo dicono con sincerità”.

La vignetta sintetizza in poche parole e tratti uno dei valori cardine su cui poggia il movimento: la contrapposizione alla standardizzazione del gusto e la salvaguardia delle identità culturali legate a specifiche tradizioni alimentari.

Questo esempio lampante ci chiarisce le idee su come, con una sola vignetta, sia possibile comunicare con efficacia due elementi distintivi dei prodotti slow food, e che li differenziano dal resto di quelli offerti dal mercato alimentare favorendo il loro posizionamento.

Un importantissimo punto da osservare per comprendere la potenza comunicativa del fumetto, è la possibilità di rafforzare l’immagine del prodotto facendo leva sugli eroi, la risorsa iconica a mio avviso più esplosiva per avvicinare il lettore ad uno specifico brand.

Questa tattica è già ampiamente diffusa nell’ambito pubblicitario dello sport. Si pensi a campioni sportivi del calibro di Totti, Ronaldinho e Cannavaro che in diversi spot televisivi si cimentano in performance calcistiche per mantenere alta la fidelizzazione e acquisire i nuovi clienti della Nike.

Questo modello tattico è applicabile anche al mercato del fumetto, in cui l’appassionato modello – il fan – cerca, spesso, di identificarsi con personaggi eroici dalle spiccate caratteristiche fisiche, dai poteri e dalle imprese straordinarie.

E’ anche tramite la parola che l’eroe riesce a convincere chi lo ascolta della positività delle sue azioni.

Immaginiamo, ad esempio, l’intrigante Corto Maltese di Hugo Pratt che sponsorizza un’agenzia turistica per un’offerta di pacchetti viaggio avventurosi.

Quale appassionato di fumetti non crederebbe alle parole di un marinaio navigato come Corto ? Per i fan, le parole di Corto, sarebbero una garanzia che attesta la qualità dei viaggi offerti e, una rassicurazione per le loro aspettative d’acquisto che non tradiranno le promesse di un eroe leale e solitario come lui – anche se si tratta pur sempre della promessa di un marinaio !

In questa caso, la brand affinity generata, sarà veicolata dalla voce dell’eroe con un ritorno emotivo molto elevato per i fan più affezionati, prima ancora che al prodotto, al personaggio che lo pubblicizza.

Seguendo questa direzione incontreremo probabilmente fenomeni di Marketing Tribale. Nome, figura e uso del prodotto da parte dell’eroe si legano, infatti, ad un brand particolarmente sentito da un segmento ristretto di consumatori già affezionati al fumetto in cui è posizionato il prodotto.

Partendo da queste ipotesi è possibile ideare strategie di marketing che utilizzano approcci etnografici per capire come, attraverso l’arte invisibile e i suoi elementi espressivi, possiamo penetrare e attirare fandom di comics – sul web e nei loro luoghi fisici d’aggregazione – trasformandoli in potenziali consumatori sensibili alla marca e al prodotto offerto.

E’ proprio sul terreno dei comics che cool hunter e cult searcher devono muoversi per scovare e delineare potenziali trend di consumo svelando così l’esplosività comunicativa – il potere nascosto – dei comics e la loro efficacia persuasiva.

Con una ottimizzazione del fumetto e, delle sue potenzialità mediatiche, rafforzeremo e miglioreremo probabilmente i rapporti di reciproca fiducia fra le tribù di lettori e le aziende che sceglieranno di posizionare i loro prodotti tra le strisce fumettistiche.

Scritto da

Fabrizio Scatena

Dopo la laurea in Sociologia presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma con una tesi sperimentale in Sociologia dell’Arte e della Letteratura, Fabrizio ... continua

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