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L'epoca contemporanea è definita era della conoscenza, nella quale l'idea detiene una posizione di potere. Ma avere delle idee senza riuscire a comunicare agli altri la loro potenzialità è pressoché inutile.
Pensiamo al filosofo Cartesio che, partendo proprio dall'analisi del contenuto del pensiero, dalle "idee", è riuscito a motivare le personali prove circa l'esistenza di Dio.
Non è importante solo quello che si dice, ma anche come lo si dice: la comunicazione non è più solo una soft skill, ma una delle capacità necessarie per il mondo del lavoro.
"Non puoi investire troppo nelle capacità di comunicazione (abilità scritte e orali), se non puoi semplificare un messaggio e comunicarlo in modo convincente. Credimi, non puoi convincere le masse", ha sottolineato Indra Nooyi, ex CEO Pepsi e membro del Consiglio di amministrazione di Amazon.
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È impossibile essere un leader senza essere un buon comunicatore.
"[...] comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. L'attività e l'inattività, le parole o il silenzio, hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri, e quest'ultimi, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro", spiegava nel primo assioma della comunicazione, Paul Watzlawick, padre della comunicazione moderna.

Comunicare è un'arte che i leader del presente cercano di affinare per essere dei vincenti: nel 2004, Jeff Bezos (fondatore del colosso Amazon), bandì dalle riunioni aziendali il classico Power point, a favore della scrittura.
Le slide dovevano, infatti, essere sostituite da "memo strutturati narrativamente", con titoli e frasi complete (verbo, predicato, complemento). Lo sforzo richiesto aveva la motivazione di spingere i dipendenti ad accantonare il linguaggio schematico che, complici le nuove tecnologie, sempre più ci appartiene.
Comunicare è però anche sinonimo di ascolto: il 36% dei dipendenti intervistati da People Element, lamentano malcontento per il fatto di lavorare con una leadership sorda, poco propensa all'ascolto attivo. "La leadership non è dire agli altri cosa fare" aggiunge su Forbes, Glenn Llopis, esperto di strategie di leadership, "ma piuttosto sfruttare al meglio il pieno potenziale delle persone con un coinvolgimento totale".
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Un articolo dell'Harvard Business Review ha elencato quelle che possono essere considerate le strategie vincenti da mettere in atto per parlare come un leader, ma soprattutto, per essere considerato tale dagli ascoltatori:

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Mike Wyatt, inserito da Thinkers50 tra i principali esperti di leadership mondiale, ha consigliato 10 segreti per una buona comunicazione da boss:

In un TED Talk del 2009, il motivatore e consulente aziendale Simon Sinek, ha mostrato la strategia comunicativa del Golden Circle, adottata da politici e dirigenti aziendali.
"Le persone non comprano ciò che fai, ma come lo fai", perché per comunicare con successo è necessario aumentare il coinvolgimento emotivo. L'idea di fondo di Sinek è che, una serie di azioni, se perseguite con amore, porteranno alla costruzione di una leadership forte.
Lo scopo della comunicazione non è vendere un prodotto (what), ma un ideale (why), per questo prima di comunicare occorre avere le idee chiare e consapevolezza delle proprie motivazioni. È sufficiente porsi delle semplici domande nel giusto ordine: perché, come, cosa, proprio come ritiene abbiano fatto grandi leader del passato, ad esempio, i fratelli Wright, Martin Luther King e Steve Jobs.

L'idea di Sinek viene rappresentata dal modello d'oro dei tre cerchi concentrici, da lui descritti:
"La leadership non è dire agli altri cosa fare, ma piuttosto sfruttare al meglio il pieno potenziale delle persone con un coinvolgimento totale", Glenn Llopis, esperto di strategie di leadership (Forbes)