10 brand e 10 profili da seguire nel 2023 su Linkedin (secondo LinkedIn)

Più di 850 milioni di utenti, più di 59 milioni di pagine aziendali, eleggono LinkedIn una delle piattaforme professionali con più utenti sparsi per il mondo.

LinkedIn è da sempre conosciuto come il social media dedicato alla professionalità e alla ricerca del lavoro dei sogni, ma non dobbiamo dimenticarci, come ogni social media che si rispetti, che è in grado di dettare trend e creare conversazioni con un engagement organico online del 40% degli utenti iscritti.

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Ecco alcuni profili, aziendali e personali, che per questo 2023 potrebbero essere d’ispirazione secondo noi.

I Brand più seguiti su LinkedIn e cosa ci insegnano

linkedin persone chiave

La classifica di questi 10 grandi big, tra i più seguiti di LinkedIn, ci insegna che avere un tratto distinguibile tra 59 milioni di pagine aziendali è uno dei segreti per farsi riconoscere.

Primo e decimo posto: Amazon e The Economist. Perché insieme?

Amazon con una platea di più di 28 milioni di followers è il brand in assoluto più followato su LinkedIn.

Il suo tratto distintivo sono: i suoi dipendenti.

L’azienda, infatti, produce contenuti in cui i suoi dipendenti e collaboratori sono in prima linea per il successo e i contenuti aziendali, con format che vanno da video interviste a riprese di eventi aziendali. Il successo è dettato dallo stimolo continuo dei collaboratori che a vario titolo interagiscono con i loro profili personali con la pagina aziendale.

The Economist, con “soli” 13 milioni di followers, cosa condivide con il primo in classifica?

Le facce dei dipendenti, naturalmente. Anche per la testata di informazione coinvolgere in prima linea i propri collaboratori nella creazione di contenuti è uno dei tratti vincenti, oltre a quello di riprendere in ogni post, anche se vengono utilizzate grafiche diverse, i propri colori del logo così da risaltare agli occhi dell’utente nello scorrimento del feed.

Punta sul colore anche Unilever, quinta con più di 18 milioni di followers, in cui il blu del suo logo è dominante in ogni post che si tratti di informazione o di employees. Sì, parliamo di persone in prima linea anche qui.

C’è poi tutto un mondo di contenuti formativi e informativi che rendono i big interessanti da seguire perché danno ai loro followers informazioni utili da cui imparare.

Partiamo dal nostro argento con Google, quasi 27 milioni di followers, che trasforma il suo feed nei risultati di ricerca del suo motore, riportando una carrellata di domande e risposte, tra quelle più richieste dagli utenti.

Lo segue a ruota IBM con 14 milioni e mezzo di followers che cerca, tramite i contenuti pubblicati, di scatenare una vera e propria conversazione da parte degli utenti che interagiscono con l’azienda utilizzando, anche, degli hashtag creati ad hoc per ogni trend del feed.

C’è poi Microsoft, 18 milioni e mezzo di utenti, che non solo crea contenuti attrattivi, ma anche ottimizzati per le ricerche. Mostrando ai suoi followers che il suo mondo è la tecnologia, anche su LinkedIn.

Terzo topic: il contenuto autoreferenziale, ossia creare dei post che rimandino a contenuti poi del sito o di altre iniziative del brand. TED Conferences, Forbes e Harvard Business Review.

TED Conferences, 23 milioni di utenti, utilizza piccoli video ed estratti delle sue conferenze per tenere aggiornati i suoi utenti sulle ultime news, dandogli la possibilità, anche in caso di mancata partecipazione all’evento, di avere spunti e materiali.

Arriviamo a Forbes, quasi 18 milioni di followers, i suoi post pubblicati sono per la maggior parte ricondivisioni di notizie dal sito, suddivisi per approfondimenti. Seppur il contenuto potrebbe essere lo stesso, è chiaramente scritto in ottica LinkedIn e quindi ottimizzato per le ricerche e la lettura da mobile.

Harvard Business Review, 13,7 milioni di followers, ospita, mensilmente, eventi live sulla propria pagina LinkedIn a tema lavoro e professionalità, dando agli utenti la possibilità di interagire live con i professionisti coinvolti.

Per ultimo chi usa LinkedIn per approfondire tematiche a cui tiene, come la sostenibilità, Nestlé.
Nestlé ha 14 milioni di followers e ha deciso di dedicare il proprio feed a ricordare i propri sforzi e traguardi per rendersi un’azienda sostenibile entro il 2050 senza mai dimenticarsi di tenere vive le conversazioni con i propri follower ai quali risponde e con i quali interagisce.

Ogni brand citato ha una strategia che lo distingue dagli altri e che lo posiziona tra i 10 più seguiti, ma possiamo imparare da loro quelle che sono le caratteristiche principali che li rendono tra i più seguiti.

LEGGI ANCHE: 8 errori sui social media che le aziende dovrebbero evitare nel 2023

Innanzitutto il coinvolgimento dei propri dipendenti. È innegabile che rendere i propri dipendenti e collaboratori partecipi della strategia social di un’azienda la rende più umana e permette ai follower di immedesimarsi con chi lavora per il brand. Vedere dipendenti felici trasforma l’azienda nel luogo di lavoro dei sogni e rende l’utente maggiormente disposto ad interagire e a sentirsi parte della filosofia aziendale.

Se tenere le persone al centro fa il successo sui social, lo fa anche dal lato followers. Un brand di successo continuerà ad avere un’attenzione specifica per il proprio pubblico, interagendo, dando informazioni aggiuntive a quelle che si individuano su altri canali e cercando di creare contenuti coinvolgenti, in cui foto e video la fanno da padrona.

Contenuti non solo propri, ma anche di ricondivisione di altre pagine simili o che hanno gli stessi interessi o punti di vista.

Dulcis in fundo: anche l’occhio vuole la sua parte. Scegliere un colore e uno stile riconoscibile tra milioni di altri stili e colori, che riprenda il logo aziendale e che sia il filo di collegamento tra tutto il materiale prodotto.

Attraverso, quindi, tutte queste tecniche un brand potrà posizionarsi tra i top of mind e far si che l’utente non voglia perdersi nessun aggiornamento della sua pagina.

LinkedIn Influencer, chi tenere d’occhio nel 2023

Passiamo invece, ora, alle star di LinkedIn intese come i marketing influencer di in questo 2023 che non possiamo lasciarci scappare.

 

  • Nemanja Zivkovic, CEO & Founder of Funky Marketing
    Il paladino del marketing evolutivo, secondo il quale il marketing deve essere una cosa in costante evoluzione, dinamica, sempre pronta a cambiare in funzione del punto di vista da cui la si guarda
  • Sydni Craig Hart, Inclusive Marketing Strategist & Coach to Minority/Women-owned Businesses
    Promotrice del marketing inclusivo, secondo il quale il marketing dovrebbe essere utile per far interagire e mettere in relazione i produttori anche con i business più piccoli e le piccole aziende, con particolare attenzione ai business a gestione femminile.
  • Marisa Lather, Director of Marketing and Communications of Bridge Partners
    Per lei marketing ed experience vanno a braccetto. Se un brand vuole avere successo dovrà usare la propria strategia di marketing per dare al proprio pubblico un’esperienza indimenticabile
  • Lola Bakare, CMO Advisor, Anthem Award-winning Inclusive Marketing Strategist and Founder of be/co
    Top Voice in Marketing & Advertising 2022, Lola, è un punto di riferimento per il marketing misurabile, ossia la spiegazione e l’applicazione di tutte le metriche di marketing che lo rendono effettivamente misurabile in materia di investimento e ritorno economico
  • Michael Barber, Freelance Brand Consultant and Marketing Strategist
    Michael ha sperimentato il marketing teorico, in università, e pratico, in grandi aziende ed è in grado di creare team efficaci che studino una strategia di customer-experience specifica per il target richiesto
  • Michelle Ngome, Founder of the African American Marketing Association
    Esperta di personal branding e di marketing inclusivo, produce contenuti coerenti sul considerare il marketing come una leva per fare squadra
  • Jacquie Chakirelis, Director of Digital Media at Cleveland Magazine and Quest Digital
    La conoscenza al servizio del posizionamento di valore, grazie alla sua esperienza eclettica nel mondo del marketing è in grado di consigliare come adattare il marketing aziendale alla situazione corrente
  • Mayur Gupta, CMO at Kraken Digital Asset Exchange
    Ex ingegnere ha un approccio al marketing analitico, che va a guardare numeri e statistiche oltre che il successo ottenuto dalla strategia
  • Stacey Danheiser, Founder and CMO of SHAKE Marketing
    B2B marketing former e performer, Stacey punta all’informazione su una strategia marketing di coesione tra comparto marketing e comparto vendite e un successo che può essere misurato solo con il coinvolgimento del target
  • Diego Oquendo, Founder of Vulkan Marketing
    L’innovatore, eletto come il marketer più giovane della scena, è in grado di dare una visione sempre nuova e al passo coi tempi del marketing 2.0.

Come performare al meglio su LinkedIn e perché non puoi non esserci

Lo abbiamo detto in apertura, LinkedIn è uno dei social network in cui l’engagement organico è in continua crescita, gli utenti hanno interazioni continue con le pagine che seguono, con il 40% di loro che interagisce settimanalmente in conversazioni o post.

Linkedin

Nei primi mesi dell’anno si sono registrati incrementi del 22% in pubblicazioni di aggiornamenti e post sulle proprie pagine, altri incrementi del 25% nelle interazioni nelle conversazioni e sempre più aziende che si affidano allo strumento “newsletter” fornito dalla piattaforma. LinkedIn, infatti, funziona sia per target B2B che B2C, in modo differente, ma sicuramente efficace.

LEGGI ANCHE: 10 consigli per produrre contenuti social risparmiando tempo

Ora diamo qualche numero. Statistiche generali: più di 850 milioni di utenti sparsi in 200 Paesi, 9 milioni di pagine aziendali di cui solo 2,7 milioni postano settimanalmente.

Essendo LinkedIn il social network professionale per eccellenza, ci sono circa 39 mila skills registrate e il 40% delle aziende lo usa costantemente per selezionare candidati.

I contenuti a pagamento sono prodotti dall’80% degli utenti attivi.

Engagement: il 40% degli utenti interagisce con le pagine in maniera costante e intercetta +22% di aggiornamenti nel feed, percentuale che si incrementa se parliamo di contenuti video e foto, ecco perché nel 2022 gli eventi live hanno subito un +150% e le dirette live un +175%.

Strumenti a pagamento: l’incasso per LinkedIn nel 2022 è stato di 5 milioni di dollari, con un miglioramento a favore dei brand paganti nel tasso di engagement che si è quadruplicato e duplicato il tasso di apertura delle newsletter.

Quindi, come performare al meglio? Alcuni consigli:

  1. Pubblica almeno 5 volte a settimana, martedì-giovedì-sabato sono i giorni migliori
  2. Usa un mix di contenuti, tuoi e di terzi, cercando di pubblicare, condividere, interagire e reazionare i post
  3. I contenuti più efficaci sono quelli che coinvolgono i dipendenti, comprese le storie personali, valori aziendali, pensieri motivazionali

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sex brand

La campagna di Uncommon Creative Studio per “salvare il sesso”

Tra i temi più hot su cui un’agenzia vorrebbe lavorare e creare una comunicazione memorabile, di sicuro c’è quello del sesso. Riuscire a fare qualcosa di originale e creativo in quest’ambito non è facile.

Ci ha provato Uncommon Creative Studio co-creando Sex Brand, una speciale iniziativa di benessere sessuale a cavallo tra preservativi, vibratori e lubrificanti, ideata per “rivoluzionare” il settore.

L’agenzia londinese vuole condividere con tutti il suo desiderio di creare marchi che “le persone vorrebbero che esistessero”.

sex brand

Con un mood semplice e rinfrescante, un messaggio audace e un nome (altrettanto) efficace, nasce l’intuizione di Sex Brand.

Un marchio smart dai colori vibranti che svela un prodotto originale, creato per funzionare tanto per il bene della società, quanto per il piacere personale.

Le persone, il sesso e i fattori positivi per il pianeta sono al centro. Sex Brand è un marchio che difende il sesso e il piacere, ed è stato concepito dal creative studio, insieme agli altri co-fondatori Jack Gove e Tom Salvat, per rispondere a un enorme divario nel mercato.

SEX BRAND from Uncommon London on Vimeo.

Gove afferma che quasi un quarto dei giovani tra i 18 e i 30 anni non ha fatto sesso negli ultimi 12 mesi a causa della fruizione di materiale pornografico.

Tra gli altri problemi emerge anche la distrazione digitale, quello spreco di tempo passato facendo cose che non ci interessano veramente, come leggere le notifiche del telefono o saltellando da un social all’altro.

Sex Brand: il sesso può salvare il mondo

Vogliamo un marchio di grande impatto che incoraggi i giovani a sentirsi di nuovo positivi ed entusiasti del sesso“.

Facciamo sesso meno di una volta a settimana, è questo uno degli insight che ha dato vita alla vision del brand.

Il marchio è stato lanciato qualche settimana fa con il debutto del preservativo Secondskin, un prodotto vegano disponibile su abbonamento e realizzato utilizzando una fonte sostenibile di gomma, parte della Regenerative Rubber Initiative.

Uncommon svela un nuovo marchio del sesso

Il co-fondatore dell’agenzia Nils Leonard ha dichiarato: “Il porno non è mai stato così prontamente disponibile, le app di appuntamenti ci stanno effettivamente separando. Sex Brand è qui per aiuta a fermare la morte del sesso e ha anche un impatto significativo sul mondo“.

La confezione presenta il primo foglio di preservativo in polietilene pereftalato (PET) completamente riciclabile del Regno Unito.

Sex Brand estenderà la sua gamma nei prossimi mesi, nel frattempo oltre ai profilattici sono già stati aggiunti un lubrificante ialuronico e un vibratore “versatile”.

La creatività della pubblicità, accattivante e seducente, è incentrata sullo slogan: “Il sesso sta morendo. Siamo qui per salvarlo“.

Tra le attivazioni previste per il lancio, Sex Brand promette che per ogni milione di preservativi venduti ne donerà un milione in più per affrontare il deficit di fornitura del 27% in Uganda in collaborazione con le organizzazioni non governative Safehands e Reproductive Health Uganda.

Secondo quanto riferito, la distribuzione dei preservativi rimane inaccessibile in tutto il paese, con grandi discrepanze al di fuori degli ambienti urbani. A febbraio la società aveva già raccolto più di 500 mila sterline.

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Una montagna di preservativi: Durex insieme a Diesel alla Milano Fashion Week

notizie della settimana 6 - 12 febbraio

Pagamenti digitali, tool SEO e cybersecurity: le notizie ninja della settimana

Ci siamo: è l’anno dell’abbandono ai cookie di terze parti e la febbre della profilazione torna a salire. Grazie al report di Salesforce scopriamo che la soluzione c’è e passa attraverso la conquista della fiducia dei potenziali clienti.

Ma, per raggiungerli, è in primo luogo necessario che riescano a trovarci, e in questo senso acquisire le necessarie competenze SEO diventa indispensabile (dai un’occhiata alla Factory per diventare SEO specialist e in questo articolo trovi anche una serie di tool che possono aiutarti).

L’importanza di farsi trovare è confermata dai dati dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano, che registra un aumento dei pagamenti digitali (avevamo già affrontato l’argomento qui con Banca Sella), mentre l’advertising trova nuova linfa vitale nello streaming video e audio (trovi qui l’analisi di Spotify).

Chiudiamo il cerchio aperto con la maggiore attenzione alla privacy con l’alert dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica: gli attacchi informatici in Italia aumentano spaventosamente ogni anno.

“Sicurezza” continuerà a essere una delle hot keyword del 2023.

Puoi ascoltare queste e le altre notizie selezionate per i nostri abbonati tra oltre 30 fonti internazionali anche in formato podcast.

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Seo Factory

Partecipa alla prima SEO Factory di Ninja Academy, il Percorso Learning by Doing per perfezionarti come SEO Specialist con un project work reale per un top brand.

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I pagamenti digitali sfiorano i 400 miliardi

Lo dicono i risultati della nuova edizione dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano che per il 2022 registra una crescita del 18%.

Si avvicina il Cookieless. Cosa possono fare i marketer

Attraverso i dati dello State of Marketing di Salesforce scopriamo sfide e opportunità della scomparsa dei cookie di terze parti.

notizie della settimana - marketing top priorities State of Marketing Salesforce

Secondo il report, le possibili soluzioni adottabili dai marketer possono essere riassunte in quattro punti principali:

  • Esplicito consenso
  • Privacy by default
  • Soluzioni tecniche
  • Banner informativi

Puoi scaricare il report completo a questo indirizzo.

I tool essenziali per la tua SEO

Chi si occupa di contenuti online sa perfettamente che l’ottimizzazione per i motori di ricerca è fondamentale per aumentare il traffico verso il sito web. A questo scopo, questa shortlist di SEO tool può fornirti un valido aiuto anche se sei alle prime armi.

Re-hiring, le aziende riassumono gli over 50

Viene dagli Stati Uniti la nuova tendenza che sta rivoluzionando il mondo del lavoro. Le aziende sono sempre più portate a rivalutare la generazione dei baby boomer, rinominati già “longennials”, per la loro esperienza.

Italia a rischio cybersicurezza

Secondo l’ultimo rapporto Clusit (l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), nel 2022 sono stati 188 gli attacchi informatici verso il nostro paese, con un incremento del 169% sull’anno. A livello mondiale la crescita è stata del 21%.

Le notizie della settimana: il potenziale divieto di TikTok negli Stati Uniti

La Commissione Affari Esteri della Camera degli Stati Uniti ha approvato martedì un disegno di legge che darebbe al presidente Joe Biden l’autorità di vietare la piattaforma. Secondo l’analisi di CNBC, le prime società a poter essere avvantaggiate dal ban sarebbero quelle di pubblicità digitale, tra cui Meta, Snap e Google.

Lo streaming video supportato da pubblicità continua a crescere

Lo rileva l’ultimo report di TiVo, secondo il quale, però, comincia a calare la tollerenza del pubblico nei confronti dei break pubblicitari.

notizie della settimana - tempo medio streaming audio video

Il numero medio di fonti video utilizzate dagli utenti raggiunge quasi 12 e sono i servizi gratuiti a crescere al ritmo più alto.

Notizie sull’intelligenza artificiale: DuckDuckGo si cimenta con la ricerca AI

Il motore di ricerca incentrato sulla privacy, ha seguito Microsoft e Google immergendosi nella tendenza dell’intelligenza artificiale generativa. Annunciato il lancio in versione beta di una funzione di riassunto alimentata dall’AI, denominata DuckAssist. Sarà in grado di rispondere direttamente alle query di ricerca semplici degli utenti.

Le pubblicità più belle di febbraio 2023

Instancabili e sempre pieni di idee, i brand non smettono di creare lavori dalle sfumature più complesse e affascinanti.

pubblicità febbraio - IKEA Troll - ninja marketing

Da IKEA a Google, passando per la partnership tra Dove e LinkedIn, dai un’occhiata alle creatività selezionate dalla redazione.

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Se vuoi ricevere tutte le notizie ogni giorno, senza pubblicità, con il formato audio attivabile su Alexa e l’accesso a tutti gli articoli e i webinar PRO iscriviti a Ninja PRO Information.

Ottimizza WordPress a prova di SEO

Continuano senza sosta i nostri appuntamenti con i Webinar PRO targati Ninja: tutti gli insight, trucchi, trend, dietro le quinte sui temi caldi del momento, condivisi con voi.

L’argomento di questa puntata è dedicato alla SEO per WordPress, scopriremo come portare il tuo sito WordPress alla massima resa possibile grazie alle tecniche di SEO optimization per aumentarne la visibilità sui motori di ricerca.

A parlarne con noi Luca De Berardinis, SEO Manager in Sandhills Italy.

Non perderti i punti salienti del webinar:

  • I principii cardine della SEO
  • Cos’è Yoast SEO e come funziona
  • Come ottimizzare pagine e contenuti

Sonic Science 2.0: ottimizzare l’audio adv con Spotify

Continuano senza sosta i nostri appuntamenti con i Webinar PRO targati Ninja: tutti gli insight, trucchi, trend, dietro le quinte sui temi caldi del momento, condivisi con voi.

L’argomento di questa puntata è dedicato a Spotify Advertising, scopriremo quali sono le opportunità dell’audio digitale per gli inserzionisti ma anche i principali insight della ricerca Sonic Science Volume 2 per ottimizzare le proprie campagne di advertising su Spotify.
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A parlarne con noi Alberto Mazzieri, Head of Sales – Southern Europe Spotify.

Non perderti i punti salienti del webinar:

  • La ricerca Sonic Science Volume 2
  • Gli effetti del suono sull’audience
  • Come fare advertising su Spotify

Scarica le slide

pubblicità febbraio - IKEA Troll - ninja marketing

IKEA, Google e la partnership tra Dove e LinkedIn: le pubblicità più belle di febbraio

Instancabili e sempre pieni di idee, i brand non smettono di creare lavori dalle sfumature più complesse e affascinanti. La raccolta delle pubblicità più belle di febbraio non evidenzia creatività eccezionali, forse i brand sentono ancora la stanchezza del grande impegno per il Super Bowl. Tuttavia, ne abbiamo scovate alcune davvero interessanti e divertenti.

IKEA CANADA | The Troll

Un film davvero ben fatto e simpatico quello di Ikea in cui il brand coniuga in modo particolare e sempre diverso, lo stesso concetto.

Per IKEA, infatti, un ambiente ben progettato e arredato trasforma uno spazio in una casa più accogliente in cui ogni persona è più felice.

Anche in questo caso dove un bambino riesce ad arricchire la tana dello scontroso e triste guardiano di un ponte a pedaggio nel bosco.

Il Troll, che data la forte somiglianza è forse il figlio di Bubo del celebre film del 1986 Labyrinth con David Bowie, ora potrà scoprire la felicità di godersi tutta la comodità della sua nuova casa, senza più interessarsi di spaventare nessuno.

 

DOVE & LINKEDIN | #BlackHairIsProfessional

Uno dei pregiudizi sul posto di lavoro è rappresentato dai capelli. Sembra assurdo ma in realtà negli Stati Uniti questo è un problema molto sentito dalle donne afroamericane.

Si stima che la naturale capigliatura afro venga penalizzata ed etichettata come poco professionale ben 2,5 volte in più rispetto a quella delle donne bianche.

Dopo che Dove con #KeepTheGrey si è esposto per la libertà di scegliere se tingere i capelli o meno per le over 50, una nuova causa viene discussa, questa volta in partnership con LinkedIn.

Il brand lancia infatti la campagna #BlackHairIsProfessional per combattere la discriminazione basata sulla razza, a supporto del Crown Act che rende illegale questo tipo di emarginazione. Insieme a LinkedIn affronta i problemi relativi al luogo di lavoro, dall’assunzione ai ruoli fino alle interazioni, evidenziando quanto le donne di colore siano svantaggiate nelle opportunità professionali.

Con questa campagna si è voluto dunque porre l’accento su quanto sia forte il pregiudizio nonostante siano moltissime le donne afro che invece hanno raggiunto ottime posizioni lavorative.

AMAZON | Saving Sawyer

Sawyer è un cane che non ama essere lasciato solo durante la giornata. Attento e premuroso verso ogni membro umano della famiglia non si fa però mancare qualche eccesso di emotività durante la loro assenza.

Nello spot, in un primo momento capiamo che la sua famiglia è intenzionata a comprare su Amazon un kennel dove chiudere il cane, mentre poi scopriremo teneramente che il box contiene un nuovo amico per Sawyer, per aiutarlo a sentirsi meno solo.

GOOGLE | #FixedOnPixel

Per anni i nostri smartphone hanno scattato molteplici di quelli che sarebbero diventati i nostri ricordi. Anche se alcune volte ciò che ricordiamo maggiormente sono quei dettagli fastidiosi e di disturbo che hanno contribuito a rovinare le nostre foto.

E così Google, con il supporto della comica Amy Schumer, dell’artista Doja Cat e della star NBA Giannis Antetokounmpo, ci promette di dare un colpo di gomma ed uno di bacchetta a quei dettagli infelici grazie al suo Pixel 7:  che sia uno scatto mosso, un photobomb di un gatto o di un bambino di passaggio o che sia un ex, non importa, ogni ricordo ce lo costruiremo -o cancelleremo- come più ci piace.

SNAPCHAT | Wait’ll You See This

Diretto da Andreas Nilsson lo spot di Snapchat è delirante, inquietante e surreale. Sì, proprio come alcuni dei suoi infiniti filtri che la hanno resa famosa.

E cosa succederebbe se guardassimo il mondo con occhi diversi? Grazie alla magia dei filtri AR tutto può assumere la forma che più desideriamo.

HELLMANN’S US | Who’s in the Fridge

Tra le pubblicità di febbraio reduci dal Super Bowl, in questa ci chiediamo cosa ci faccia Don Draper di Mad Men chiuso in un frigo vicino ad un barattolo di maionese. Si starà immedesimando in un prodotto per realizzare al meglio una campagna per la sua agenzia pubblicitaria?

Di più: nelle sue vesti reali, e giocando con i nomi, Jon Hamm fa il prosciutto, letteralmente, insieme all’attrice Brie Larson che fa il formaggio. È intuibile che i tre inquilini del frigo saranno gli ingredienti del prossimo panino preparato dal comico Pete Davidson.

Tutto questo per una buona causa. Infatti il messaggio di Hellmann’s è Make Taste, Not Waste: un invito per gli spettatori a spiluzzicare in modo consapevole e a dar fondo ai rimasugli nel frigo. Del resto, qualsiasi avanzo diventa un buon pasto con una spalmata di maionese sopra.

Adori l’advertising? Dai un’occhiata qui:

Le indimenticabili pubblicità dei Levi’s 501 per celebrare i suoi 150 anni

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seo tool indispensabili 2023

I SEO tool indispensabili nel 2023 (anche se sei alle prime armi)

Chi si occupa di contenuti online sa perfettamente che l’ottimizzazione per i motori di ricerca è fondamentale per aumentare il traffico verso il sito web. A questo scopo, questa shortlist di SEO tool può fornire un valido aiuto anche se si è alle prime armi.

In ogni caso, l’ottimizzazione manuale dei contenuti può richiedere molto tempo ed essere parecchio impegnativa: una dote di cui è necessario entrare in possesso è, senza dubbio, la pazienza.

Qualunque intervento (in positivo o in negativo) potrà produrre risultati in tempi ragionevoli, ma è inutile scoraggiarsi se questi tardano ad arrivare. In questo caso, la parola chiave è perseveranza.

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I SEO tool indispensabili per l’ottimizzazione sui motori di ricerca che abbiamo selezionato sono:

  • Ahrefs
  • SEMrush
  • Yoast SEO
  • Google Analytics
  • Moz Pro

Ahrefs

Ahrefs è uno degli strumenti SEO più popolari e potenti. È uno strumento completo che consente di eseguire varie attività, come la ricerca di parole chiave, l’analisi dei backlink, l’analisi dei contenuti e altro ancora.

SEO tool - ahref

Con Ahrefs, è possibile vedere come si posizionano i nostri concorrenti e quali parole chiave utilizzano. È inoltre possibile monitorare le proprie classifiche, controllare i backlink e analizzare i contenuti per individuare eventuali opportunità di ottimizzazione.

Una delle caratteristiche principali di Ahrefs è lo strumento Site Explorer, che consente di visualizzare il profilo di backlink di qualsiasi sito web. Questa funzione è utile a chi ha interesse a guadagnare backlink per i propri siti web in modo da segnalare i propri contenuti in modo da aggiudicarsi un link. Va detto, però, che lo scambio o acquisto di backlink è una pratica sconsigliata: la crescita, in questo senso, dovrebbe avvenire in modo del tutto organico.

LEGGI ANCHE: 7 cose da sapere su ChatGPT prima di utilizzarlo per i contenuti e per la SEO

SEO tool: SEMrush

SEMrush è un altro popolare SEO tool che offre ai creatori di contenuti un’ampia gamma di funzioni.

SEO tool - Semrush

Come Ahrefs, SEMrush consente di eseguire ricerche sulle parole chiave, monitorare le classifiche, analizzare i contenuti e monitorare i backlink.

SEMrush offre una funzione di Site Audit che analizza il vostro sito web alla ricerca di problemi tecnici di SEO, come link rotti, tag mancanti e altro.

La caratteristica principale di SEMrush è lo strumento Domain vs Domain, che consente di confrontare il proprio sito web con quello dei concorrenti.

Questa funzione consente di vedere per quali parole chiave si posizionano i concorrenti e come si posiziona il nostro sito in relazione alle stesse. Si tratta di informazioni che possono aiutare a identificare le aree in cui è necessario migliorare la propria strategia SEO.

Yoast SEO

Yoast SEO è un plugin per WordPress essenziale per i blogger che utilizzano WordPress come sistema di gestione dei contenuti, soprattutto se sono alle prime armi.

Sebbene sia utili specificare che l’ossessione per il semaforino verde non debba prendere il sopravvento sulla qualità del testo, il plugin offre molte funzioni per aiutare a ottimizzare i contenuti per i motori di ricerca, rappresentando una sorta di checklist degli aspetti essenziali che è bene non trascurare in ogni articolo.

Alcune delle caratteristiche di Yoast SEO includono l’ottimizzazione delle parole chiave, l’analisi dei contenuti, la generazione di sitemap XML e altro ancora.

La caratteristica di Yoast SEO è l’analisi della leggibilità. Il plugin analizza la leggibilità dei contenuti e offre suggerimenti per migliorarla.

Questa funzione può essere incredibilmente utile per i blogger che vogliono assicurarsi che i loro contenuti siano facili da leggere e da capire, anche se è importante considerare le differenze linguistiche: la lingua italiana, ad esempio, si presta meno a esporre concetti con frasi e periodi molto brevi, condizionando l’esito dell’analisi.

SEO tool - Yoast

Oltre alla versione FREE sono disponibili dei piani a pagamento.

LEGGI ANCHE: SEO per il Metaverso: le nuove strategie di Content Marketing

SEO tool per il monitoraggio: Google Analytics

Google Analytics è un indispensabile strumento gratuito offerto da Google che consente ai blogger di monitorare il traffico del proprio sito web e di analizzare il proprio pubblico.

Con Google Analytics, possiamo vedere quanti visitatori arrivano sul nostro sito web, da dove provengono e quali pagine visualizzano.

Inoltre, è possibile monitorare la frequenza di rimbalzo del sito web, la durata media della sessione e altro ancora.

La caratteristica che rende unico Google Analytics è il rapporto Audience Overview: il rapporto fornisce un’istantanea del pubblico del vostro sito web, compresi i dati demografici, gli interessi e i comportamenti.

Queste informazioni possono essere incredibilmente utili per i blogger che desiderano capire il proprio pubblico e creare contenuti che abbiano una certa risonanza.

LEGGI ANCHE: SEO Trend: 6 tendenze che non puoi non conoscere

Moz Pro

Moz Pro è un altro strumento SEO completo che offre un’ampia gamma di funzioni per i blogger. Alcune delle funzioni di Moz Pro includono la ricerca di parole chiave, l’audit del sito, l’analisi dei backlink e altro ancora.

SEO tool - Moz PRO

Inoltre, Moz Pro offre una funzione di Rank Tracker che consente di monitorare le classifiche del sito web per parole chiave specifiche.

Lo strumento più popolare di Moz Pro è il suo On-Page Grader, che analizza i contenuti e fornisce suggerimenti per migliorare l’ottimizzazione della pagina. Lo strumento esamina l’uso delle parole chiave, i tag del titolo, le meta-descrizioni e altro ancora.

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addio ai cookie di terze parti

Addio ai cookie di terze parti: prospettive future e soluzioni alternative per i marketer

Nel 2023 Google Chrome bloccherà i cookie di terze parti così come già hanno fatto Safari e Firefox. 

Mentre lo scopo dichiarato di questa scelta è quello di aumentare la privacy di Chrome, molti marketer temono un rafforzamento del potere di mercato di Google, poiché Chrome sarà un indispensabile intermediario per chi farà pubblicità e avrà bisogno di dati. 

Google, infatti, continuerà a possedere e gestire un gran numero di informazioni sugli utenti, mentre ad essere ostacolati nella raccolta delle informazioni potrebbero essere gli editori.

Cosa comporterà quindi l’eliminazione dei cookie di terze parti per chi si occupa di advertising?

Abbiamo analizzato la situazione attraverso l’ottava edizione del report State of Marketing di Salesforce, ma è bene iniziare chiarendo cosa si intende con cookie di terze parti.

LEGGI ANCHE: Le sfide per i marketer nel 2023: la ricerca di Salesforce su un campione di oltre 6.000 leader del settore

Cosa sono i cookie di terze parti, di parte zero o di prima parte

I  cookie di terze parti sono cookie che vengono memorizzati sotto un dominio diverso da quello che si sta attualmente visitando. Sostanzialmente questi cookie vengono impiegati per:

  • Tracciare gli utenti tra i siti web.
  • Visualizzare annunci più pertinenti tra i siti web.

La graduale eliminazione dei cookie di terze parti comporterà inevitabilmente  grandi sconvolgimenti nell’industria pubblicitaria online che, fino a questo momento, era in grado di tracciare le abitudini delle persone e proporre offerte commerciali pertinenti.

Gli esperti di marketing e le organizzazioni si trovano dunque oggi nella condizione di dover ovviare a tale mancanza trovando soluzioni alternative come i cookie di parte zero o di prima parte. Vediamo quindi nello specifico cosa sono i cookie di parte zero o di prima parte.

I cookie di prima parte sono sostanzialmente quelli creati dal web server del sito visitato dall’utente, che avranno lo stesso dominio e indirizzo web e che quindi non forniscono all’esterno informazioni tali da essere utilizzate per erogare pubblicità personalizzata all’interno di altri siti.

I cookie di parte zero corrispondono ai dati che vengono direttamente e volontariamente  lasciati dall’utente, per esempio attraverso sondaggi o la compilazione di form.

Le possibili deroghe e soluzioni per l’utilizzo di cookie di parte zero o di prima parte

Partendo dal presupposto che l’elemento primario in merito alla protezione dei dati è il consenso dell’utente,  sempre maggiore importanza affinché sia possibile continuare a tracciare e memorizzare qualsiasi dato personale, sarà acquisita dal consenso esplicito.

Una volta compreso questo aspetto fondamentale, le possibili soluzioni adottabili dai marketer possono essere riassunte in quattro punti principali:

  1. Esplicito consenso: a differenza dei cookie di terze parti per cui è necessario il consenso degli utenti all’utilizzo, i cookie di prima parte potrebbero essere esentati da questa regola.
  2. Privacy by default: mentre per alcune leggi sulla privacy, al fine di proteggere la privacy è richiesto che le impostazioni di privacy siano impostate per impostazione predefinita – e quindi i cookie di terze parti sono disattivati ​​per impostazione predefinita – i cookie di prima parte sono invece abilitati.
  3. Soluzioni tecniche: alcune soluzioni tecniche come cookie anonimizzati potrebbero essere la soluzione per consentire l’utilizzo di cookie di prima parte senza violare le normative sulla privacy.
  4. Banner informativi: i cookie di prima parte potrebbero essere abilitati per impostazione predefinita nei siti in cui sono usati banner informativi che consentono agli utenti di scegliere se abilitare o disabilitare i cookie di terze parti.

In un contesto caratterizzato dalle preoccupazioni sulla privacy, dove il consenso esplicito è diventato più che mai fondamentale, costruire e mantenere la fiducia dei clienti lo è altrettanto ed è una grande priorità ed una sfida per tutte le organizzazioni.

In questa nuova situazione, stando ai dati del report State of Marketing di Salesforcesecondo il 91% dei CMO è necessario innovarsi continuamente.

Cosa fare per innovarsi oggi?

Dal report sono emersi sei punti necessari per avviare un processo di innovazione costante:

  • Miglioramento dell’uso di strumenti e tecnologie.
  • Sperimentazione di nuove strategie di marketing.
  • Modernizzazione di strumenti e tecnologie.
  • Costruzione e mantenimento della fiducia con i clienti.
  • Miglioramento della collaborazione.
  • Bilanciamento della personalizzazione con il cliente.

Nel complesso, inoltre, un dato interessante è che il 67% dei marketer dichiari di percepire il proprio lavoro come di maggior valore oggi rispetto a un anno fa.

cookie di terze parti valore dei marketer salesforce

Le principali sfide per i marketer

Le maggiori sfide dei marketer oggi sono quindi legate a due fattori primari: personalizzazione e privacy.

In sostanza, individuare soluzioni sempre nuove che consentano di mantenere il più possibile la personalizzazione dei servizi, pur avendo il controllo sulle norme da rispettare in materia di privacy.

salesforce priorities and challenges

Tali sfide, dovute principalmente a cambiamenti come quelli legati al GDPR dell’Unione Europea o all’aggiornamento della politica sulla privacy di Apple, hanno avuto ovviamente un effetto significativo sull’analisi digitale.

Comprendere dunque come mantenere la conformità ai regolamenti continuando a prestare la giusta attenzione alla personalizzazione si è rivelata una grande sfida, seppur non l’unica.

Le principali sfide che i marketer si trovano oggi ad affrontare infatti possono riassumersi anche in altri fattori, come:

  • Un uso inefficace di strumenti e tecnologie.
  • La misurazione del ROI.
  • Bilanciare la personalizzazione con il cliente.
  • Costruire e mantenere la fiducia con i clienti.

Le nuove strategie dei marketer

Una ricerca di McKinsey ha mostrato come l’industria della pubblicità digitale statunitense, che registra un valore pari a 152 miliardi di dollari, potrebbe subire un calo perdendo fino a 10 miliardi di dollari in entrate pubblicitarie.

Sulla base di questo scenario, nascono nuove strategie riprogettando il flusso di acquisizione e conversione contatti, nonché di fidelizzazione dei clienti. 

Ancora secondo i dati utili presenti nel report di Salesforce, molti marketer stanno riscontrando successo impiegando tattiche che includono:

  • Nuovi segmenti di clientela mirati.
  • Investimenti in collaborazione e tecnologie.
  • Investimento in esperienze digital-first.
  • Investimento nel virtuale e negli eventi ibridi.
  • Target geografici estesi.
  • Automazione del flusso di lavoro.
  • Offerte di prodotti ampliate.

salesforce news trategies

Intelligenza Artificiale

Rispetto alla domanda di data-driven e personalizzazione, il 62% dei marketer ha dichiarato di aver investito nell’intelligenza artificiale (IA), che sempre più rappresenta un valido supporto per chi lavora nel campo digitale migliorando l’efficienza.

Stando ai dati di Salesforce, infatti:

  • Il 68% dei marketer afferma di avere una strategia AI completamente definita.
  • Nonostante la maggioranza dei clienti siano online, il 43% preferisce i canali non digitali e in tal caso l’IA rappresenta per i marketer un valido supporto per collegare esperienze online e offline.

Inoltre, per migliorare la comprensione dei risultati delle nuove strategie, i professionisti del marketing stanno investendo fortemente in capacità di analisi, in modo da garantirsi una panoramica più coerente dell’impatto dei loro messaggi, delle campagne e del budget sul marketing.

Streaming, video, messaggi ed email

Tra le nuove strade che i marketer stanno percorrendo ci sono i servizi di streaming, che hanno registrato il più grande tasso di crescita tra i canali abituali e grazie a cui i marketer riescono a raggiungere prospect e clienti.

In generale i marketer oggi attingono in misura sempre maggiore a:

  • Contenuti interattivi.
  • Video.
  • Messaggistica mobile.
  • Campagne email (secondo i dati di Salesforce le email in uscita sono aumentate del 15% nell’ultimo anno).

salseforce email sms - cookie di terze parti

Conclusioni

Nuovi scenari portano a nuove esigenze da parte dei responsabili della pubblicità online.

In questo contesto diviene di fondamentale importanza conoscere le prospettive future, le possibili soluzioni alternative rispetto alla nuova situazione che si sta delineando e quelli che sono le opinioni e le soluzioni già adottate o in procinto di essere scelte da quelli che possono essere considerate figure leader nel settore della pubblicità online.

Solo così si potrà essere pronti a sfruttare ogni possibilità che le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, o strumenti alternativi a quelli impiegati fino ad oggi, sono in grado di offrire ai marketer per migliorare i risultati del loro lavoro efficientando ogni processo.

Puoi scaricare il report completo a questo indirizzo.

strategie marketing 2023

7 previsioni di digital marketing per il 2023

L’universo del marketing digitale è in continua evoluzione. L’aumento della domanda di nuove tecnologie e di esperienze digitali migliori, il modo in cui le aziende si rivolgono ai clienti, determineranno la possibilità di trasformare le ricerche in acquisti. In uno scenario volubile e dinamico Danni White, CEO di DWCCA – DW Creative Consulting Agency – propone alcune previsioni tradotte in 7 strategie di digital marketing 2023. Scopriamole insieme.

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1. Il video di breve durata è la regina

Se il contenuto è il re, il contenuto video è la regina. Queste le parole di Danni White. E come dargli torto. Il video marketing può essere incredibilmente efficace nell’aumentare i livelli di coinvolgimento e l’interesse dei consumatori per i video non mostra alcun segnale di rallentamento.

  • YouTube sta già superando Facebook come secondo sito più visitato (Google è sul podio, ovviamente);
  • TikTok continua a macinare risultati notevoli;
  • Forrester ha recentemente rilevato che i video hanno 53 volte più probabilità di generare posizionamenti in prima pagina rispetto ad altre tecniche SEO tradizionali;
  • Hubspot ha dimostrato che l’84% delle persone è stato convinto ad acquistare un prodotto o un servizio grazie a un video;
  • Oltre il 50% delle persone guarda un video di prodotto prima di acquistarlo.

Dati, questi, che dimostrano come l’approccio Video First funziona davvero.

È bene, però, concentrarsi su brevi contenuti visivi per le piattaforme di social media in modo da coinvolgere più clienti possibili per distinguersi nel mercato.

Attenzione: la pubblicità video non dipende solo dalle immagini e dalla qualità del montaggio. I video richiedono contenuti testuali pertinenti per ottenere maggiore attenzione dell’utente.

È necessario concentrarsi sul pubblico di destinazione (profilare i buyer personas) e utilizzare didascalie, titoli, descrizioni, tag, parole chiave di tendenza, sottotitoli, miniature e hashtag appropriati per gli annunci video.

Danni White consiglia di generare video al di sotto dei 5 minuti: un girato più lungo consente di frammentare lo stesso in più parti da proporre in vari momenti.

Non solo video brevi ma, soprattutto, accattivanti.

2. I social media potrebbero aver perso la loro strada

Tra le 7 strategie di digital marketing 2023 è sul podio la creazione di fiducia, alimentare relazioni. Questo è il mantra dei social media.

La strada maestra per evitare la perdita di follower ed engagement. Come fare? Aumentare il grado di interazione con i propri pubblici di riferimento.

Una soluzione è quella di incoraggiare gli utenti a rispondere a una CTA mediante l’iscrizione alla newsletter o facendoli approdare su una landing page accattivante.

E poi, senz’altro utile, è il ricorso alla “messa in evidenza dei benefici”: non può esserci risposta positiva se non si restituisce al pubblico qualcosa. Bene: è necessario mettere in evidenza i benefici cui l’utente potrà accedere se compie il passo successivo, l’azione tanto agognata.

7 strategie di digital marketing 2023

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3. Lo sviluppo del pubblico è fondamentale

Spesso la condivisione e i commenti dei contenuti ci emoziona. Pensiamo di aver raggiunto pienamente gli obiettivi della nostra strategia ma, più tardi, scopriamo amaramente che non sempre chi condivide e commenta è davvero interessato a ciò che diciamo. Per questo la regina di ogni strategia è lo sviluppo del pubblico.

E il modo migliore per generare un’audience captive è la mail.

Le persone che si iscrivono a newsletter e notifiche sono davvero interessate ai contenuti poiché si sono attivate per riceverle. Un buon modo, questo, per determinare l’interesse dell’audience di riferimento.

Ma come consolidarli? Bisogna nutrirli e guidarli lungo tutto il percorso per evitare perdite significative. Quando un utente varca la soglia deve ricevere costantemente contenuti di forte engagement per trasformarlo in acquirente. Senza una solida strategia di sviluppo il pubblico rimane passivo e non ci condurrà al raggiungimento degli obiettivi.

L’audience è composta da una fetta di pubblico che nel funnel è già ad uno step avanzato, sono ad un passo dall’acquisto.

Avete presente il funnel delle 5A? Aware, Appeal, Ask, Act, Advocate. Il pubblico a questo punto è già nella fase dell’Ask, che si stanno documentando, ti stanno chiedendo informazioni perché sono interessate direttamente a comunicare con te.

È possibile segmentare l’audience in molti modi ed è molto facile: un invio può essere segmentato in vari modi, si può scegliere di mandare la mail a chi si è registrato da una settimana ed è un contatto caldo, si può mandare un’email a coloro che è da molto che non aprono le nostre mail, a coloro che non hanno mai acquistato, a coloro che sono nostri iscritti da tanto.

La regola aurea? Prima pensa a chi manderai la tua mail, poi pensa al contenuto, solo allora si potrà premere su ‘invio’.

4. Sfruttare l’intelligenza artificiale

Il ricorso all’intelligenza artificiale è utile per creare o riproporre contenuti molto rapidamente. Certo non ci si può affidare all’Intelligenza Artificiale credendo di puntare sull’originalità.

Il concetto di White è semplice: l’AI viene in nostro soccorso per rendere la generazione di contenuti meno stressante.

Non solo nella fase di creatività ma anche, e soprattutto, nelle fasi di analisi di una mole di dati imponente. Grazie ad essa, infatti, possiamo scoprire a chi rivolgerci, quando farlo e cosa comunicare.

L’intelligenza artificiale è un valido supporto, non un nostro sostituto. E, in effetti, ci aiuta a capire quali contenuti generare e quali informazioni considerare per stupire il nostro pubblico.

Intelligenza Artificiale tendenze marketing 2023

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5. Perseguire opportunità di co-marketing e collaborazione

Il co-marketing e le partnership rappresentano una strategia utile ad aumentare reciprocamente la consapevolezza del brand di un’azienda.

Appoggiarsi all’esperienza di un altro marchio è anche un modo per sviluppare nuove opportunità di creazione di contenuti e uscite sulla stampa.

Un esempio? Attingere alla propria rete LinkedIn. Ad esempio, se una persona della tua rete ti chiede di collaborare per un episodio del suo podcast, potresti trarne beneficio, sarà dunque un ottimo modo per condividere le conoscenze con un nuovo pubblico.

Anche gli eventi di networking locali offrono molte opportunità per costruire relazioni con colleghi del settore che possono diventare partner di collaborazione.

6. Sfruttare il pubblico dei podcast

A proposito di podcast, di questi tempi sono assolutamente di moda. Ed è un must anche per le 7 strategie di digital marketing 2023.

In America ci sono più di 120 milioni di ascoltatori di podcast, di cui più di 104 milioni si sintonizzano regolarmente. Si tratta chiaramente di una strada che vale la pena percorrere, soprattutto perché non richiede una grande quantità di attrezzature per essere prodotta.

Il podcasting è un modo eccellente per condividere informazioni con un pubblico più ampio. Può anche essere utilizzato come strumento di lead generation, fornendo risorse al pubblico per entrare in contatto con il brand. Il valore deriverà dall’evidenziare le competenze che il marchio nel suo complesso possiede.

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7. Concentrarsi sulla SEO che conta

Nel 2022 Google ha introdotto diversi aggiornamenti dell’algoritmo, due dei quali erano fortemente incentrati sulla necessità di garantire che i domini di ranking producessero contenuti utili in modo che fossero effettivamente importanti per il pubblico. Ciò significa che per il 2023 sarà necessario privilegiare la qualità rispetto alla quantità.

Non limitatevi a costruire la vostra strategia sulle parole chiave.

Puntate a diventare l’autorità sull’argomento e a guadagnare la fiducia del vostro pubblico concentrandovi sull’utilità dei contenuti. Provate a rivedere gli ultimi 6-12 mesi dei vostri contenuti per determinare cosa ha funzionato e cosa meno, quindi rielaborate la vostra strategia di conseguenza.

Con le nuove aspettative dei consumatori, il 2023 potrebbe essere un anno stellare per il marketing digitale.

Non è necessario reinventare la ruota, basta modificarla. Finché parlate con il vostro pubblico e create un’esperienza eccellente per loro, sarete pronti per il successo.

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rappresentazione della donna in pubblicità

Da governante a paladina: come è cambiata la rappresentazione della donna nelle pubblicità

Qual è la rappresentazione della donna in pubblicità? Nelle adv, generalmente, gli uomini sono stati rappresentati come forti, intelligenti e lavoratori, ma non si può dire lo stesso delle donne.

Ormai (per fortuna) le donne sono, il più delle volte, valorizzate dai media, ma non è sempre stato così. Non molto tempo fa, le pubblicità sessiste incoraggiavano le donne a essere principalmente due cose: una domestica e l’accessorio di un uomo. Anche dopo aver contribuito a far andare avanti il mondo durante la prima e la seconda guerra mondiale, le donne erano ancora considerate passive e, in un certo senso, inferiori.

Eppure, le donne sono un target molto importante per i pubblicitari: secondo uno studio del 2019 del The Economic Times, il 58% degli annunci contemporanei è rivolto alle donne, contro il 38% che si rivolge a entrambi i sessi.

Vediamo insieme come le pubblicità sono passate dal ritrarre le donne come casalinghe passive a celebrarne la forza.

La rappresentazione delle donne in pubblicità

Inizio del 20simo secolo

Prima della prima pubblicità televisiva, andata in onda nel 1941, la stampa e il cinema erano due dei modi più efficaci per gli inserzionisti per promuovere i loro prodotti a un pubblico ampio.

Pubblicità su carta stampata

Nel 1908, Henry William Hoover (inventore dell’aspirapolvere verticale) fondò il suo omonimo marchio in Ohio, USA.

Negli anni ’20, l’aspirapolvere Hoover era riconosciuto in tutti gli Stati Uniti come un prodotto essenziale per la casa. E la narrativa che le pubblicità del marchio spingevano per promuovere il loro dispositivo di pulizia era che un Hoover era il più grande desiderio di una donna.

Era comune imbattersi in pubblicità cartacee di Hoover accompagnate da didascalie come: “Non deluderla di nuovo questo Natale. Regalale una Hoover“, “Regalale una Hoover e le darai il meglio” e “Hoover salvaguarderà il suo orgoglio di avere una casa pulita“.

Rappresentazione della donna in pubblicità

Photo Credit: www.witness2fashion.wordpress.com

Pubblicità del primo Novecento come questa ritraevano la donna media come una domestica il cui unico desiderio nella vita era quello di tenere in ordine la casa per compiacere il marito.

Pubblicità al cinema

Negli anni ’30 i cinema cominciarono a spuntare ovunque e fecero il loro debutto alcuni dei film più importanti della storia del cinema, come Il mago di Oz e Biancaneve e i sette nani.

Per i pubblicitari, l’avvento del cinema significava un pubblico prigioniero a cui promuovere la propria merce.

Un esempio di pubblicità sul grande schermo degli anni ’30 è “A Film Mystery” di Dreft, che segue un personaggio chiamato Mrs Smith che, ovviamente, si trova in cucina mentre intenta lavare i piatti.

La voce narrante raccomanda agli spettatori, come la signora Smith, di iniziare a usare il detersivo Dreft per lavare piatti e bicchieri.

Si tratta solo di un altro esempio di come, in quell’epoca, le donne fossero viste come nient’altro che governanti.

Ecco una gallery delle pubblicità degli anni ’30.

Rappresentazione della donne nelle pubblicità degli Anni 40 e 50

Negli anni ’40-’50 la televisione si diffuse a macchia d’olio, tanto che. alla fine degli anni ’50. la maggior parte delle persone nei Paesi occidentali possedeva un televisore.

Naturalmente, sempre più inserzionisti capitalizzarono su questo nuovo pubblico, investendo nella produzione di pubblicità su schermo.

Nonostante le donne avessero assunto molti “ruoli maschili” durante la Seconda Guerra Mondiale, anche queste pubblicità erano piene di stereotipi sessisti.

Nella selezione di pubblicità degli anni ’40 qui sotto, raccolta da NowThis News, c’è un’ovvia linea guida: le donne devono essere all’altezza degli standard maschili.

Gli anni ’60

Coca-Cola (1961)

Nel 1961, Coca-Cola reclutò l’attrice Connie Clausen come protagonista di uno spot televisivo incentrato su una teoria stravagante: la famosa bevanda fa dimagrire. “Con Coca-Cola non ci si preoccupa del girovita“, recitava Connie, prima di addentrarsi nella spiegazione dei motivi per cui fosse utile la bevanda analcolica per tenere sotto controllo il peso.

Anche tralasciando l’aspetto scientifico, sappiamo quanto sia dannoso trasmettere alle donne il messaggio che il loro valore è intrinsecamente legato all’aspetto fisico.

Volendo trovare una nota positiva, almeno la protagonista è una donna in carriera, invece di una casalinga incatenata ai fornelli.

Kodak (1964)

Torniamo in cucina con questo spot Kodak, in cui la compianta Betty White prepara un picnic per la spiaggia mentre parla agli spettatori della pellicola a colori Kodak.

Anche se la protagonista non è intenta a cucinare, l’ambientazione lascia decisamente a desiderare.

La rappresentazione della donna in pubblicità negli anni 7o

Tab Cola (1972)

All’inizio degli anni ’70, si iniziano a intravedere veri e propri progressi nell’affrontare la disuguaglianza di genere nei media e nella pubblicità.

Vediamo come esempio questo spot di Tab Cola del 1972: non c’è un uomo, una cucina o un prodotto per la pulizia in vista. Tuttavia, il mondo della pubblicità aveva trovato un altro modo per “sfruttare le donne”: trasformarle in oggetto del desiderio maschile.

Le donne (come quella che si vede in questo spot) iniziavano a venire sessualizzate per invogliare gli uomini ad acquistare il prodotto o il servizio.

Tab (1978)

Sei anni dopo il brand di beverage pubblicò lo spot “Beautiful People“.

Come suggerisce il nome, lo spot ha come protagoniste una serie di persone, tra cui una donna al lavoro, una reginetta di bellezza, una donna sportiva in bici.

Appare chiaro come i pubblicitari stessere iniziando a capire che le donne non fossero tutte uguali e a celebrare invece la diversità.

Gli anni ’80

Martini (1981)

L’assoggettamento delle donne allo sguardo maschile era un problema ancora più sentito negli anni ’80; dopo il decennio della liberazione, le donne apparivano spesso nelle pubblicità indossando abiti succinti per suscitare l’interesse degli uomini.

Un esempio su tutti: La pubblicità della cameriera sui pattini di Martini, del 1981.

BT (1988)

Gli spot BT di Maureen Lipman della fine degli anni ’80 sono a dir poco esilaranti, ma con alcuni temi non proprio ideali che attraversano tutta la serie di pubblicità.

Ad esempio, nello spot che pubblicizza il servizio di ordinazione telefonica di BT, si capisce subito che il personaggio di Lipman non desidera altro che acquistare prodotti elettrici per la casa come aspirapolvere e lavatrici. Sembra di essere tornati agli anni ’20.

La rappresentazione della donna in pubblicità negli anni ’90

Bounty (1990)

Il sesso vende” era il motto degli anni ’90 e i pubblicitari si ingegnavano per trovare modi nuovi e originali per presentare donne seminude nei loro spot.

Ad esempio, questo spot Bounty porta gli spettatori su una spiaggia esotica, invitandoli ad “assaggiare il paradiso” mentre fissano una donna in bikini.

Ma c’è un aspetto in cui questo spot differisce da quello di Martini andato in onda un decennio prima: Bounty includeva anche un uomo seminudo, a beneficio dello sguardo femminile. Sì, era arrivato il momento che anche le donne potessero dare un’occhiata.

Spice Girls (1996)

Se pensiamo al girl power negli anni ’90, ci sono solo loro: le Spice Girls.

Il quintetto pop ispirava le donne di tutto il mondo ad abbracciare la propria personalità per distinguersi dalla massa.

La frase più potente dello spot è quella di Mel C, che sfrutta il suo momento per esclamare: “Attenti ragazzi, le ragazze sono qui!“.

Sembrava che il nuovo millennio avrebbe segnato una nuova era per le donne.

Gli anni 2000

Gillette Venus (2000)

Subito dopo la fine del 2000, Gillette pubblicò il suo spot Venus che prometteva alle donne che si sarebbero sentite “come delle dee” se avessero usato la nuova linea di rasoi del marchio.

È evidente fin dall’inizio che lo spot mira a incoraggiare le donne a radersi le gambe per se stesse, non per impressionare gli uomini.

Questo concetto viene confermato quando la voce narrante femminile dice: “È qualcosa a cui tutte le dee hanno diritto“, parlando di pelle liscia. Gli uomini? Chi se ne importa!

Mercedes (2007)

Anche dopo gli anni 2000, alcuni marchi non erano pronti a comprendere quanto non fosse più accettabile stereotipare le donne come poco intelligenti.

Uno degli esempi più famosi  degli anni Duemila è rappresentato dallo spot MercedesLa bellezza è nulla senza cervello“. In questo spot, una donna, senza rendersene conto, ordinava il suo pranzo a una bibliotecaria, scambiandola per l’impiegata di un fast food.

Che dire…almeno l’esperta bibliotecaria rappresentava le donne sveglie del mondo!

La rappresentazione della donna nelle pubblicità dal 2010

John Lewis (2010)

Nel 2010, la catena di grandi magazzini John Lewis ha celebrato le donne con uno spot emozionante e potente, che ricordava alle persone a casa che le donne sono il collante di tutti gli aspetti della vita.

Nike (2017)

Alla fine del decennio, i pubblicitari si sono resi conto quanto fosse vantaggioso (sia per loro che per il loro pubblico) spingere la convinzione che le donne fossero capaci di tutto.

Improvvisamente, le donne forti e resistenti erano di moda e nessuno (nemmeno gli uomini) si lamentava.

Alcuni dei migliori esempi di pubblicità che conferiscono potere alle donne ci arrivano da Nike, come “This Is Us” del 2017.

Dal 2020 in poi

Dior (2021)

100 anni dopo la pubblicità stampata di Hoover, Dior pubblica uno spot con Natalie Portman in cui l’uomo è un semplice accessorio nella sua vita.

Come sono cambiate le carte in tavola.

Squarespace (2022)

Per il Super Bowl 2022, l’azienda newyorkese di siti web Squarespace ha reclutato Zendaya per il suo spot che ruota attorno a una donna d’affari di successo.

Squarespace utilizza questo esempio di giovane imprenditrice per ispirare le giovani donne ad avviare le proprie attività.

 

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