La Borsa del Cavolo di Esselunga è diventata subito un must have.
Dopo le coloratissime sneaker di Lidl e la capsule collection di Eurospin, la shoulder bag del concorso “Cavolo, che borsa!” ha fatto impazzire gli utenti di Instagram.
Lanciata dalla talent di Instagram, Camilla Boniardi, meglio conosciuta come Camihawke, la borsa con tracolla ha proprio la forma e l’aspetto di un ortaggio: il cavolo, appunto.
L’influencer ha immaginato e mostrato un outfit al quale abbinare l’ambito trofeo: una sorta di “insalata di vestiti”.
Le borse-cavolo esaurite in 3 minuti
Per aggiudicarsi uno dei 99 prodotti in edizione disponibili, Esselunga ha lanciato un contest su Instagram il 21 settembre. Era sufficiente seguire i pochi semplici passaggi indicati in questo form:
registrarsi al concorso nell’area dedicata, compilando in ogni sua parte i campi, indicati come obbligatori, presenti nell’apposita maschera elettronica (a titolo esemplificativo nome, cognome e indirizzo e-mail, etc…)
accettare la partecipazione al concorso mediante l’approvazione del regolamento e prendere visione dell’informativa per il trattamento dei dati, ultimando per intero la modalità di registrazione secondo quanto indicato sul sito.
Come accaparrarsi la Borsa del Cavolo di Esselunga
Non sei riuscito a essere tra i velocissimi e fortunati vincitori della borsa in edizione limitata di Esselunga? Non è il caso di disperarsi: c’è ancora una possibilità di sfoggiare l’ambito oggetto del desiderio agli aperitivi con le amiche.
Oltre al contest in cui i 99 prodotti disponibili sono andati immediatamente esauriti in soli tre minuti, è infatti prevista l’estrazione di una ulteriore Shoulder Bag del valore di € 286,88 + IVA, il 30 settembre, tra tutti coloro che si saranno registrati al servizio.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/09/borsa-del-cavolo-di-Esselunga.jpg532991Fabio CasciabancaFabio Casciabanca2022-09-23 08:32:302022-09-25 19:56:15La Borsa del Cavolo di Esselunga esaurita in pochi minuti
Pico, società controllata da ByteDance, ha presentato il suo ultimo headset per la realtà virtuale.
Il Pico 4 sarà inizialmente disponibile in Giappone, Corea del Sud, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia e altri otto Paesi europei.
Pico non ha ancora rivelato i piani di rilascio negli Stati Uniti, ma punta a portare il dispositivo a Singapore e in Malesia entro la fine dell’anno e in Cina in un secondo momento.
Gli headset, dotati di processore Qualcomm XR2, GPU Adreno 650 e 8 GB di RAM, possono essere utilizzati come dispositivo indipendente stand-alone. Pico sostiene che la batteria, che si trova nel cinturino posteriore per aiutare a mantenere l’equilibrio, garantisce circa tre ore di utilizzo con una singola carica, come rilevato da The Verge.
Il dispositivo pesa 295 grammi senza il cinturino e 586 grammi quando è collegato.
Pico è anche per il gaming
È anche possibile collegare il dispositivo a un PC da gaming per esperienze VR di livello superiore. Uno step necessario per sfruttare appieno i doppi display, che offrono una risoluzione superiore al 4K con 4.320 x 2.160 pixel per ciascun occhio. Secondo Pocket-lint, i display hanno un refresh rate di 90 Hz e un campo visivo di 105 gradi.
Pico 4 utilizza il tracking interno all’esterno senza bisogno di beacon esterni. Viene fornito con i controller di movimento Pico 4 (con la funzione di vibrazione incorporata) ed è dotato di quattro telecamere esterne, come sottolinea Road to VR. Secondo il sito web di Pico, il dispositivo offrirà un passthrough a colori – qualcosa su cui Meta sta lavorando per il suo headset Project Cambria.
Anche sport, concerti e TikTok in modalità immersiva
Dato che ByteDance possiede anche TikTok, non dovrebbe sorprendere la possibilità di visualizzare i video sul dispositivo e dal dispositivo. Sarà infatti possibile condividere esperienze VR anche su TikTok.
Pico sta lavorando per portare sulla piattaforma anche sport dal vivo e “concerti basati su avatar”.
Per quanto riguarda i giochi, ce ne sono già 165 nello store di Pico e ogni settimana se ne aggiungono altri. Gli headset supporteranno giochi del calibro di Peaky Blinders: The King’s Ransom, Demeo, The Walking Dead: Saints & Sinners, All-in-One Summer Sports VR e Just Dance VR (che arriverà nel 2023 come esclusiva Pico). È previsto anche il supporto per SteamVR.
Il suo Metaverso potrebbe arrivare prima di Horizon
Nel frattempo, l’anno prossimo è previsto il lancio di un’esperienza in stile metaverso chiamata Pico Worlds. A differenza di Horizon Worlds di Meta, gli avatar di Pico sembrano avere le gambe.
Considerando il prezzo e le specifiche, Pico sta cercando di competere con Meta Quest 2 (Meta ha recentemente aumentato il prezzo di ben 100 dollari).
Resta da vedere se il marchio potrà competere con Meta sul fronte dei contenuti. È improbabile che gli utenti possano giocare a Beat Saber, per esempio, uno dei giochi più popolari di Oculus, anche se Bytedance ha svelato il suo ultimo dispositivo poche settimane prima della presentazione di Meta del suo dispositivo di fascia alta al Connect: Project Cambria.
Quanto costa Pico
Pico 4 con 128 GB di memoria costa 429 euro (circa 422 dollari). Un modello con capacità di memoria doppia costerà 499 euro (circa 491 dollari). I preordini saranno aperti il mese prossimo e i prodotti saranno spediti il 18 ottobre.
L’azienda prevede anche di rilasciare alcuni accessori l’anno prossimo, tra cui un fitness tracker più preciso, un dongle wireless per la connessione al PC e una custodia per il trasporto.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/09/pico-visore-metaverso.jpg7961627Fabio CasciabancaFabio Casciabanca2022-09-23 08:00:282022-09-23 08:25:46Bytedance sfida Meta e lancia un visore VR per il Metaverso
Dare alle persone il controllo sui loro dati non è sufficiente; infatti, secondo un nuovo report commissionato da Google a Ipsos sulla privacy, è fondamentale aiutarle anche a percepire di avere questo controllo per aumentare la fiducia degli utenti e la preferenza per un determinato brand.
I risultati della ricerca “Privacy by design: the benefits of putting people in control“sono stati presentati nel dettaglio da Matt Brittin, Presidente Google EMEA, in occasione della conferenza di settore DMEXCO in corso in questi giorni a Colonia (Germania).
Matt Brittin ha dichiarato: “L’impatto di un’esperienza negativa in termini di privacy supera notevolmente quello di un’esperienza positiva. Ciò significa che, una volta che il danno è fatto, offrire un’esperienza ottimale relativa alla privacy non farà comunque tornare i clienti. Garantire fin da subito un’esperienza incentrata sul rispetto della riservatezza si traduce invece in risultati eccellenti.
“Le persone preferiscono acquistare da marchi che offrono loro un maggiore controllo sulla propria privacy. Che si tratti di chiedere il consenso per personalizzare gli annunci o di inviare promemoria per adattare le impostazioni sulla privacy.”
“Quasi tre quarti hanno dichiarato che preferirebbero acquistare da brand che sono onesti su quali dati raccolgono e perché. E più di quattro su dieci hanno dichiarato che sceglierebbero di passare al marchio di seconda scelta, se questo offrisse loro un’esperienza migliore in termini di trattamento dei dati. Investire nella privacy paga“.
E ha aggiunto: “È a causa dell’incertezza che stiamo vivendo che le aziende non possono evitare la privacy. In tempi difficili è necessario investire per il futuro. La privacy è quell’investimento“.
Brittin ha poi spiegato in dettaglio come gli inserzionisti possono apportare questi cambiamenti, utilizzando l’approccio delle “tre M”: rendere le esperienze di privacy significative (meaningful), memorabili (memorable) e gestibili (manageable).
Nel 2021, Google ha commissionato a Ipsos un sondaggio su oltre 7000 europei per la sua prima ricerca Privacy by design. Da questo report è emerso che, quando le persone sentono di avere il controllo sulla condivisione dei propri dati, il marketing risulta più efficace.
Le risposte di 20.000 europei
Quest’anno Ipsos, su commissione di Google, ha intervistato 20.000 europei in merito alle conseguenze di esperienze online positive e negative in termini di privacy. Il nuovo report, “Privacy by design: the benefits of putting people in control”, ha dimostrato l’importanza di rispettare la privacy degli utenti e i vantaggi di farlo nel modo giusto.
Il 43% dei partecipanti ha dichiarato che passerebbe dalla sua prima scelta in termini di brand alla seconda nel caso quest’ultima offrisse un’esperienza positiva relativa alla privacy.
Il 71% dei clienti ha affermato di privilegiare l’acquisto da brand che sono onesti riguardo ai dati che raccolgono e alle finalità della raccolta, un dato che raggiunge l’82% tra i partecipanti che si sono definiti “scettici” rispetto ai dati raccolti dai brand e alle modalità di utilizzo di questi dati.
È emerso un incremento del 13% della fiducia verso un brand in seguito a un’esperienza positiva in termini di privacy, un dato che sale al 19% tra coloro che sono più scettici riguardo alle modalità di utilizzo dei dati da parte dei brand per finalità di marketing.
Esperienze negative in termini di privacy
L’impatto negativo di un’esperienza scadente relativa alla privacy si è rivelato dannoso quasi quanto quello di una violazione dei dati (-35 punti percentuali rispetto a -44 punti percentuali attribuiti a una violazione).
Un incentivo monetario per la condivisione dei dati può non avere sempre un effetto positivo per i brand che hanno già adottato pratiche adeguate di tutela della privacy.
Riguardo alla fiducia verso i brand, è emerso in realtà che un incentivo monetario aggiuntivo ha un impatto significativamente negativo (*-6 punti percentuali).
Best practice
Nel report del 2021 è stato riscontrato che i brand potevano creare esperienze migliori in termini di privacy per i loro clienti rendendo le interazioni con loro più significative, memorabili e gestibili.
Per questo report, sono state testate una serie di pratiche applicabili di potenziamento della tutela della privacy, ciascuna delle quali è stata messa in correlazione con almeno una delle “tre M”. Anche se ciascuna di queste pratiche può essere adottata singolarmente, i risultati migliori si ottengono quando vengono usate in combinazione.
La combinazione più efficace di pratiche è stata:
Chiedere alle persone come (e con che frequenza) volevano che venissero ricordate le loro preferenze (“memorabile”).
Inviare un’email di sintesi sulla gestione della privacy (“memorabile” + “gestibile”)
Chiedere il consenso per la personalizzazione di un sito web (“significativo” e “gestibile“).
Questa combinazione di pratiche a tutela della privacy ha portato a un aumento del 37% della percezione di controllo. La combinazione più efficace di pratiche non si è tradotta solo in una percezione di maggiore controllo sui propri dati da parte dei clienti, ma anche in un’attitudine più positiva verso gli annunci visualizzati:
Ha aumentato la fiducia riguardo alla condivisione dei propri dati personali (+11%).
Ha aumentato la positività della risposta emotiva nei confronti degli annunci mostrati (+27%).
Ha aumentato la pertinenza percepita degli annunci mostrati (+11%).
Gli operatori di marketing dovrebbero andare oltre i requisiti di base in materia di privacy e fornire esperienze che siano sia etiche che efficaci, superando le aspettative dei clienti in materia di privacy e ottenendo al contempo migliori risultati di marketing.
Kelly Beaver MBE, Chief Executive di Ipsos UK e Irlanda, ha dichiarato: “Il nostro studio suggerisce che le aziende che riescono a far sentire le persone più in controllo dei propri dati possono anche aumentare la fiducia nei confronti del marchio e incrementare la preferenza per lo stesso“.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/09/sondaggio-di-google-sulla-privacy-e-gli-annunci.jpg607910Fabio CasciabancaFabio Casciabanca2022-09-22 11:00:212022-09-27 21:16:59Le persone comprano di più quando sono sicure sulla privacy: lo dice un sondaggio di Google
The Line Neom: la città verticale a impatto zero. Sua Maestà Mohammed Bin Salman, principe ereditario del Regno, ha deciso di dare una nuova immagine e un ulteriore slancio all’Arabia Saudita.
Nell’ambito del programma Vision 2030, infatti, prenderà vita la città verticale in linea. The Line, questo il nome del progetto, sarà lunga 170 chilometri e larga solo 200 metri.
Il progetto Neom si ergerà nella provincia di Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, a 500 metri sul livello del mare.
Qui vivranno molteplici comunità, per un totale di 9 milioni di residenti, occupando un’area costruita di soli 34 chilometri quadrati.
Un progetto, che fin dagli esordi, promette di abbattere l’incidenza infrastrutturale creando un’efficienza sbalorditiva.
Neom: la città verticale più lunga al mondo
“Neom è uno dei progetti più importanti di Saudi Vision 2030 e The Line è un’affermazione del nostro forte impegno nel presentare un progetto al mondo intero, Neom è un luogo per coloro che sognano un domani migliore”, questa è la dichiarazione che il principe ereditario ha espresso in conferenza stampa.
Il progetto, del valore di un trilione di dollari, pare dia la possibilità di affrontare i problemi che la vita urbana, oggi, impone.
Una sfida che il visionario Mohammed Bin Salam ha deciso di portare avanti affermando che “non possiamo ignorare la vivibilità e le crisi ambientali che affliggono le città del nostro mondo e Neom è in prima linea nel fornire soluzioni nuove e fantasiose per affrontare questi problemi”.
The Line: un nuovo concetto di design urbano
Il proscenio sembra davvero promettente. Così come sorprendente è il design proposto.
La facciata, interamente specchiata, consentirà alla struttura avveniristica di fondersi con la natura in modo del tutto invisibile.
Incarnando il modello di Zero Gravity Urbanism, abitazioni, luoghi pubblici, aree pedonali, scuole, luoghi di lavoro sono stratificati verticalmente, consentendo ai cittadini di muoversi senza sforzo e di spostarsi in maniera agevole senza necessità di mezzi di trasporto.
Neom, priva di strade e auto, sarà una città a impatto zero. La drastica riduzione di emissioni Co2 nell’atmosfera la renderà una città unica al mondo.
I residenti avranno accesso a tutte le strutture entro cinque minuti a piedi, oltre a un treno ad alta velocità con un transito end-to-end di 20 minuti.
Disporrà invece di sentieri mescolati con la natura e gli ecosistemi naturali.
In questo modo la città non sarà piatta e orizzontale come quelle tradizionali, con l’obiettivo di raggiungere l’armonia tra lo sviluppo urbano e la conservazione della natura.
The Line Neom: la rivoluzione dell’architettura urbana
La città verticale saudita si appresta a diventare, già nelle intenzioni progettuali, un ecosistema privo di effetti nocivi in cui ristorarsi e rintracciare scampoli di benessere fisico e mentale.
Insomma, la panacea allo stress quotidiano che ìmpera in contesti urbani old style.
Il complesso è il primo tassello di un immenso progetto di transizione energetica che si basa su pilastri fondamentali come la diversificazione economica, il progresso tecnologico e il miglioramento della qualità della vita.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/09/300034870_442904337881624_6471142458229908748_n.jpg6001579Luca ArlottoLuca Arlotto2022-09-22 07:40:352022-09-22 07:40:52The Line Neom: la città verticale a impatto zero in Arabia Saudita
Investindustrial di Andrea Bonomi entra nel capitale di Eataly con una quota di maggioranza del 52% grazie a un aumento di capitale da 200 milioni di euro e l’acquisto di un pacchetto di azioni di circa 140 milioni di euro.
L’accordo conclude una negoziazione durata mesi ed era stato anticipato dal Wall Street Journal.
Con la maggioranza assoluta di Investindustrial, i soci storici del gruppo, Eatinvest (famiglia Farinetti), la famiglia Baffigo / Miroglio e Clubitaly (Tamburi Investment Partners) rimarranno in possesso del restante 48% del capitale.
Andrea Bonomi ha commentato: “Siamo entusiasti di poter supportare un’eccellenza italiana nel mondo come Eataly in qualità di partner industriale di lungo periodo, forti della nostra esperienza nel promuovere lo sviluppo delle aziende che affianchiamo in ottica di uno sviluppo globale improntato sui massimi principi ESG e di sostenibilità“.
Grazie all’aumento di capitale sarà possibile azzerare l’indebitamento finanziario netto della società e puntare sull’espansione internazionale. Al momento Eataly può già contare su 44 punti vendita distribuiti in 15 paesi tra cui Emirati Arabi, Stati Uniti e Giappone, ma l’apertura di altri negozi è già in previsione.
In una nota diffusa da Eataly e Investindustrial si legge infatti che: “l’aumento di capitale è volto a supportare la crescita di Eataly in Italia e nel mondo, tramite l’espansione dei flagship stores su scala globale e tramite lo sviluppo di nuovi formati, e ad acquistare il restante 40% del business di Eataly negli Stati Uniti“.
Cosa cambia nell’azienda
L’ingresso di Investindustrial in Eataly porterà anche cambiamenti a livello direttivo: Nicola Farinetti, figlio di Oscar e attualmente Amministratore Delegato diventerà Presidente e “a breve sarà annunciato il nome del nuovo amministratore delegato, manager di grande esperienza che contribuirà alla crescita e al consolidamento della Società su scala globale“.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/09/eataly-vende-il-52-per-cento.jpg607911Fabio CasciabancaFabio Casciabanca2022-09-21 12:12:362022-09-22 12:35:44Eataly: Farinetti vende il 52% a Investindustrial
Durante la presentazione dell’attesissimo trailer del film La Sirenetta, in uscita nelle sale nel 2023, Disney ha rivelato che Ariel sarà interpretata dalla cantante e attrice afroamericana Halle Bailey.
La scelta di una professionista nera ha da subito generato numerose polemiche sui social, animate prevalentemente da pregiudizi razziali.
I leoni da tastiera si sono appellati a numerose teorie: dall’impossibilità di una sirena nera all’ormai gettonatissimo e stucchevole “politicamente corretto” a tutti i costi.
Eppure, a fare da controcanto a queste critiche, ci sono le reazioni delle bambine e dei bambini afroamericani che si sono commossi ed emozionati vedendosi finalmente rappresentati sul grande schermo nel live action di uno dei cartoni animati più amati al mondo.
Cosa c’entra tutto questo con il marketing inclusivo? C’entra eccome
“Inclusione non significa combattere formalmente stereotipi triti e offensivi, ma significa offrire a personaggi di qualsiasi ambiente socioculturale l’opportunità di raccontare la propria storia, senza renderla la storia principale”.
Con poche e semplici parole Shonda Rhimes descrive perfettamente il senso della narrazione inclusiva: dare dignità ad ogni tipo di storia e ad ogni tipo di persona.
Ecco perché Ariel interpretata da un’attrice afroamericana ha un potere così forte, così come lo ebbe, con annesse polemiche, il ruolo nei panni di Lupin dell’attore senegalese Omar Sy.
In questo diverso approccio alla rappresentazione, la pubblicità gioca un ruolo fondamentale, sia per la sovraesposizione che ha il pubblico a questo genere di narrazione, sia per l’impatto che ha nell’influenzare i comportamenti delle persone.
Cos’è il marketing inclusivo
MJ De Palma, responsabile del marketing multiculturale e inclusivo per Microsoft Advertising, lo ha definito “come il marketing che può evidenziare o risolvere un aspetto della diversità dove si verifica l’esclusione”.
In altre parole le campagne di marketing inclusivo hanno l’obiettivo di parlare a tutte le persone, anche quelle emarginate o sottorappresentate, ma lo fa rompendo gli stereotipi e facendo arrivare a quei gruppi il messaggio che il brand li vede, li capisce e, di conseguenza, parla di loro e a loro.
Perché tutto questo diventa un valore aggiunto nella comunicazione di un brand? Perché il punto fondamentale di questa strategia sono proprio le persone.
KPI, dati, analisi, performance, investimenti. Spesso ci dimentichiamo che, al di là dei numeri, ci sono essere umani reali con esigenze reali.
Ecco allora che il marketing, per essere efficace, deve tenere in considerazione la diversità in ogni sua forma.
E quando parliamo di diversità ci riferiamo a 7 aree: genere e identità di genere, disabilità, età, etnia, orientamento sessuale e affettivo, status socio-economico, religione o credo.
L’esempio LGBTQIA+ friendly di IKEA
Quanto è potente il messaggio di un brand come IKEA che, nella giornata mondiale contro l’omolesbobitransafobia, che si celebra ogni anno il 17 maggio, decide di lanciare un messaggio contro la discriminazione delle persone LGBTQIA+. Casa Puoi Essere Tu, questo il claim della campagna, è l’invito a far sentire accolto chiunque, a prescindere dal proprio orientamento sessuale e dalla propria identità di genere.
I più maliziosi potrebbero pensare che sono solo belle parole. In realtà IKEA si impegna attivamente con veri e propri piani di inclusione a livello globale e, inoltre, supporta associazioni che ogni giorno si impegnano contro le discriminazioni della comunità, come ad esempio l’Associazione Quore, impegnata nel settore del co-housing per le persone LGBTQIA+ che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione in seguito al coming out.
Questo è un punto chiave, non basta fare una bella campagna se non è supportata da fatti veri, capaci di ridurre le distanze per i gruppi marginalizzati . A meno che ci si voglia imbattere nel tortuoso e anche abbastanza tossico mondo del woke washing, ossia della strumentalizzazione dell’inclusione a meri fini commerciali.
D’altra parte, l’inclusività non fa bene solo all’immagine di un brand ma anche alle sue economie. Infatti, secondo un sondaggio condotto da Microsoft, il 70% dei giovani si fida maggiormente delle aziende che rappresentano la diversità nella loro comunicazione. Addirittura il 54% dei millennial afferma di preferire un marchio inclusivo rispetto ad un concorrente. Il 49%, invece, ha smesso di acquistare prodotti di aziende che non rispettano i valori in cui crede.
Questi dati sono confermati anche da Salesforce, secondo cui il 90% dei clienti crede che le aziende debbano avere la responsabilità di guardare oltre il profitto e impegnarsi a costruire un mondo migliore.
Un recente studio globale sulla diversità nel marketing ha dimostrato che il 72% delle persone pensa che la maggior parte delle pubblicità non rispecchia il mondo che li circonda e il 63% non si vede proprio rappresentato.
Le pubblicità spesso promettono di risolvere i problemi dei consumatori, ma come può un’azienda essere credibile se neanche riesce a rappresentare il suo pubblico?
Non si tratta solo di vezzi o di fronzoli, si tratta di arrivare al cuore delle persone, perché è questo che si aspettano oggi da un brand.
Le persone non comprano più solo ciò che gli piace, ma scelgono ciò in cui credono e che sostengono. Dovrebbero farlo anche le aziende.
—
Vuoi saperne di più sul Marketing Inclusivo? Dai un’occhiata a questi articoli
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/09/marketing-inclusivo-la-sirenetta.jpg7201200Silvia TassoneSilvia Tassone2022-09-21 12:00:452022-09-22 09:16:42Marketing inclusivo, perché i brand non possono ignorarlo
Spotifyamplia la sua offerta con l’aggiunta di un catalogo di contenuti che gli utenti richiedono da anni: gli audiolibri.
Gli ascoltatori di Spotify negli Stati Uniti potranno acquistare e ascoltare più di 300.000 titoli di audiolibri, rendendo la piattaforma una vera e propria destinazione all-in-one per le esigenze di ascolto di tutti. Per l’occasione, è stata creata una nuovissima interfaccia utente specificamente pensata per l’ascolto degli audiolibri, che si affianca perfettamente alla musica e ai podcast.
Secondo quanto dichiarato da Nir Zicherman, vicepresidente e responsabile globale di Spotify, il potenziale dell’audio è illimitato e l’ambizione della piattaforma è quella di essere il pacchetto completo per le esigenze di ascolto di tutti.
Gli audiolibri fanno parte di questo obiettivo perché si tratta di un mercato ancora non del tutto non sfruttato che al momento rappresenta una quota del 6%-7% nel mercato dei libri in generale, ma è una categoria sta crescendo del 20% anno dopo anno.
I risultati dichiarati sono quindi due: da un lato, arricchire l’offerta per il pubblico iscritto a Spotify; dall’altro, contribuire alla crescita del mercato.
Per gli utenti statunitensi gli audiolibri sono già disponibili e possono trovarli, insieme alla musica e ai podcast, come sezione della loro libreria, nella ricerca e nelle raccomandazioni.
Gli audiolibri appaiono con un’icona a forma di lucchetto sul pulsante di riproduzione, a indicare che devono essere acquistati per poter essere ascoltati. Una volta acquistato, il libro verrà automaticamente salvato nella libreria e potrà essere ascoltato quando si vuole.
Una volta terminato l’ascolto, ci sono una serie di funzioni essenziali per un’esperienza senza interruzioni. Gli ascoltatori possono scaricare i contenuti per l’ascolto offline e la funzione di bookmarking automatico segna il punto di interruzione in modo che le persone possano facilmente riprendere da dove hanno lasciato.
È incluso anche il controllo della velocità, con una serie di opzioni per accelerare o rallentare il ritmo. E per gli ascoltatori che desiderano condividere la propria opinione dopo aver ascoltato un libro, esiste anche una funzione di valutazione, che mostrerà pubblicamente la valutazione aggregata del libro.
Proprio come è successo con il podcasting, viene introdotto un nuovo formato a un pubblico che non lo ha mai consumato prima, creando e rendendo disponibile un intero nuovo segmento di potenziali ascoltatori. Si tratta di un’occasione a cui i brand difficilmente potranno rinunciare, anche se le potenzialità del servizio sono ancora tutte da scoprire e misurare.
Questo permetterà di sostenere un numero ancora maggiore di creatori e a metterli in contatto con i fan che seguono le loro produzioni.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/09/audiolibri-arrivano-su-spotify.jpg7201200Fabio CasciabancaFabio Casciabanca2022-09-21 10:30:532022-09-22 09:08:59Spotify lancia gli audiolibri: 300.000 titoli già disponibili
Il podcast di Barbie arriva ad aumentare l’offerta dei contenuti audio.
L’amatissimo personaggio di casa Mattel, che ha ormai superato da tempo i suoi “limiti fisici” di fashion doll grazie a un intero ecosistema di storie, personaggi, ambientazioni, produzioni cinematografiche e per streaming, può contare ora su un appuntamento audio per accompagnare i fan anche mentre guidano per andare al lavoro o si rilassano in soggiorno.
Già, perché i fan della celebre creazione nata nel 1959 con il nome di Barbara Millicent Roberts non sono affatto solo bambini, ma un gruppo variegato di età in tutto il mondo.
Dal 1959 Barbie ha spesso rappresentato il mondo femminile (e maschile) con le sue evoluzioni, strizzando l’occhio ai cambiamenti della società e puntando a diventare un punto di riferimento capace di ispirare generazioni di bambine.
Non fa eccezione questa nuova avventura in chiave audio: Barbie, insieme alla sua amica Brooklyn e alla sua sorellina Chelsea, in ogni puntata racconterà la storia di una role model, una donna straordinaria che è riuscita a realizzare i propri sogni e a distinguersi in modo unico e speciale nella scienza, nella cucina, nello sport, nella moda o nell’imprenditoria.
Il messaggio di questa produzione è chiaro: contribuire a superare il Dream Gap, il fenomeno a causa del quale le bambine, già all’età di 5 anni, percepiscono la differenza di atteggiamento della società nei confronti dei coetanei maschietti e tendono a ridimensionare le proprie aspirazioni.
Infatti, la serie di sei appuntamenti audio, in onda a cadenza settimanale ogni giovedì, hanno il titolo “Con Barbie, Puoi essere tutto ciò che desideri“. Le puntate, di circa 8 minuti l’una, saranno disponibili su tutte le principali piattaforme (Spotify, Amazon Music, Apple Podcast, Spreaker e Google Podcast).
Nel primo episodio, che puoi ascoltare qui, Barbie “Malibù” e Barbie “Brooklyn” raccontano la storia di una role model che fin da bambina aveva il grande sogno di andare alle Olimpiadi e che non si è fatta fermare dagli ostacoli della vita.
Si parte infatti con Bebe Vio, amatissima campionessa paralimpica che ha fatto incetta di medaglie nel campo della scherma, capace di ispirare schiere di fan, grandi e piccini, con il suo esempio positivo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/09/podcast-di-barbie.jpg7201200Fabio CasciabancaFabio Casciabanca2022-09-21 07:50:532022-09-21 12:13:26Parte il podcast di Barbie: racconterà storie di donne straordinarie
Anche Meta si sta preparando a gestire il flusso di informazioni e condivisioni di contenuti per le elezioni italiane di settembre.
In prossimità del giorno delle elezioni, l’azienda attiverà dei promemoria per informare le persone e reindirizzarle al sito web del Ministero dell’Interno.
Nel frattempo, sta collaborando con fact-checker indipendenti per aiutare le persone ad accedere a informazioni affidabili sulle elezioni e ridurre la diffusione di disinformazione e ha attivato un centro operativo virtuale al fine di identificare potenziali minacce in tempo reale e prendere provvedimenti in tempi rapidi.
“Negli ultimi anni, abbiamo aumentato i nostri sforzi per combattere la disinformazione investendo in team, tecnologie e partnership per garantire la sicurezza delle persone che utilizzano le piattaforme di Meta” si legge nel comunicato stampa ufficiale. “Questi sforzi si stanno intensificando con l’avvicinarsi delle elezioni e il nostro lavoro per proteggere l’integrità delle nostre piattaforme continuerà anche dopo il voto“.
Rimuovere contenuti che violano le policy della piattaforma sulla disincentivazione al voto, ad esempio post che scoraggiano le persone ad andare votare, è una delle numerose risposte contro
potenziali interferenze nel processo elettorale. Meta adotta anche diverse misure per prevenire i discorsi d’odio o l’incitamento alla violenza.
Attualmente, il 99,7% degli account falsi che Facebook rimuove vengono eliminati dall’intelligenza artificiale prima ancora che vengano segnalati dagli utenti. Inoltre, vengono bloccati network che utilizzano account falsi in modo coordinato per influenzare il dibattito pubblico.
È stato anche attivato un centro operativo virtuale per le elezioni dedicato all’Italia, un’iniziativa implementata a partire dal 2018, che riunisce esperti di tutta l’azienda: persone
specializzate in intelligence, data science, ingegneria, ricerca, attività operative, policy e team legali. Questi team lavorano insieme per identificare in tempo reale potenziali minacce sulle piattaforme, accelerando i tempi di risposta.
Collaborare con le Istituzioni
Meta sta collaborando con il Ministero dell’Interno per informare le persone in vista delle prossime elezioni. Verranno pubblicati dei promemoria elettorali su Facebook che reindirizzeranno gli utenti al sito web del Ministero dell’Interno dove potranno trovare informazioni attendibili sulle elezioni.
Su Instagram gli utenti avranno invece a disposizione 3 nuovi adesivi creati dalla talentuosa illustratrice e artista multidisciplinare, Olimpia Zagnoli, per ricordare l’importanza del voto.
Facendo un clic sugli adesivi condivisi nelle Storie Instagram, le persone potranno accedere al sito web del Ministero dell’Interno e ottenere, ancora una volta, informazioni sulle elezioni.
“Ho contribuito a questo progetto nel tentativo di ricordare a tutti l’importanza del voto e l’ho fatto usando la forma che mi riesce meglio: il disegno. Le immagini che ho scelto sono vivaci e colorate e rappresentano un segno di speranza per il futuro”, ha spiegato Olimpia.
Combattere la disinformazione
Per verificare la veridicità dei post segnalati e assicurarci che non violino gli Standard della Comunità, Meta collabora con organizzazioni indipendenti di fact-checking: Pagella Politica, Facta e Open.
Quando i fact-checker segnalano un post come falso, viene ridottala visibilità su Facebook e Instagram e aggiunta un’etichetta con un link del fact-checker che offre alle persone maggiori informazioni sul contenuto analizzato.
Poiché i messaggi su WhatsApp utilizzano la crittografia end-to-end, la disinformazione su WhatsApp viene combattuta attraverso misure atte a ridurre la viralità dei messaggi.
I messaggi inoltrati su WhatsApp sono identificati da un tag. Dal 2020, i messaggi che sono stati inoltrati cinque o più volte possono essere inoltrati a una sola chat, e questo ha portato a una riduzione globale del 70% del numero di messaggi inoltrati di frequente.
Quest’anno, è stato introdotto un nuovo limite per inoltrare i messaggi su WhatsApp: adesso, ogni messaggio inoltrato può essere inoltrato nuovamente a un solo gruppo WhatsApp alla volta.
Trasparenza negli annunci pubblicitari
Nel 2018 sono stati lanciati diversi strumenti di trasparenza per le inserzioni su temi politici ed elezioni su Facebook e Instagram.
Dal 2019, viene infatti richiesto agli inserzionisti che desiderano pubblicare annunci su temi sociali, elezioni o politica in Italia di completare un processo di autorizzazione e includere il disclaimer “Finanziato da” su questi annunci.
Tutti i post con il disclaimer “Finanziato da” confluiscono nella Libreria delle Inserzioni, nella quale rimangono archiviati per sette anni. Questo strumento è accessibile a tutti e fornisce informazioni dettagliate sugli annunci politici, tra questi l’account che ha creato l’annuncio, i dati demografici del pubblico e una stima dell’investimento.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/09/adesivi-meta-elezioni-2022.jpg539850Fabio CasciabancaFabio Casciabanca2022-09-20 13:57:122022-09-22 09:09:11Come Meta si sta preparando alle elezioni italiane del 2022
La nuova campagna autunno-inverno 2022-2023, Gucci Exquisite, è un omaggio al regista Stanley Kubrick (1928-1999), uno dei più noti cineasti della storia del cinema.
Diretta dai fotografi Met & Marcus e dall’art director Christopher Simmonds, la collezione rielabora, mescola e riassembla i capolavori dell’artista, creando un originale connubio tra moda e cinema, con un richiamo all’arte.
Gucci: l’influenza di Kubrick
Il direttore creativo della maison italiana, Alessandro Michele, ha definito la campagna un “atto d’amore” nei confronti del regista, fonte di ispirazione per le sue creazioni.
“Quello che ha prodotto fa parte dell’immaginario collettivo”, spiega Michele, “il suo essere un rabdomante della visione ha reso le sue opere riconoscibili al pari della Cappella Sistina, della Vergine delle Rocce o dei Simpson. Manipolarne le immagini rilanciandole all’interno di un inedito quadro semantico, assume lo stesso senso che può avere un hackeraggio della Gioconda. Con l’aggiunta dell’afflato e del coinvolgimento empatico che solo la macchina della finzione cinematografica riesce a produrre”.
L’obiettivo di mescolare il lusso e la moda every day life, espressione del consumo di massa, è stato colto in pieno: i capi risultano iconici e raffinati ma allo stesso tempo appartenenti alla cultura popolare.
Un’operazione alternativa per rendere il brand meno d’élite e più popolare.
Il passato esplode nel presente
La storia e i vissuti si mescolano nelle fotografie di Gucci, realizzando un’esplosione del passato nel presente, come afferma la casa di moda, “Tutto può diventare qualcos’altro. Come in quella famosa scena del capolavoro di Kubrick in cui l’osso si trasforma in un’astronave. Come nella vita”.
I modelli del marchio esprimono il tentativo di rendere pop la cultura con una chiara attenzione alla creazione dell’esperienza per il consumatore, condizione prioritaria per le aziende del mercato contemporaneo, “nelle sequenze selezionate è come se Nietzsche, Kant e Freud dialogassero con la strada. Le più grandi domande sul senso della vita diventano immagini pop. Trasfigurazioni complesse sul piano del significato si trasformano in eccessi immediati sul piano dell’esperienza” aggiunge Michele.
Gli stessi paradossi del genere umano rappresentati dal genio di Kubrick nelle pellicole (come il distopico che diventa parodia e il dramma che si trasforma in commedia), vengono ripresi da Gucci nella creazione degli abiti. È lo stesso direttore creativo ad ammettere di essere affascinato dalla capacità del mondo del cinema di raccontare storie e scavare nel reale.
“Ho sempre pensato alle mie collezioni come a dei film capaci di restituire una cinematografia del presente, una partitura di storie, eclettiche e dissonanti, capaci di sacralizzare l’umano e la sua capacità metamorfica” sottolinea lo stilista.
L’abito è lo strumento con il quale narriamo chi decidiamo di essere e mette in forma i nostri desideri, come affermato già nei primi del ‘900 del sociologo Simmel, non è solo un pezzo di stoffa ma una forma di comunicazione.
I film che hanno ispirato Gucci
Alessandro Michele spiega di aver risemantizzato le pellicole del regista con i suoi vestiti, per creare dei “seducenti corto-circuiti”, ammirato dalla capacità di Kubrick di cimentarsi su temi sempre diversi.
Negli scatti della campagna il richiamo alla ricontestualizzazione di alcuni dei più celebri film di Kubrick è immediato: l’abito disegnato dalla designer Laura Whitcomb con cui Madonna si presentava negli anni ’90 è inserito nelle scene gotiche di Shining; il costume Adidas riadattato in un ampio abito vittoriano nella scena di Barry Lindon; una pelliccia con un filo di perle, dallo stampo borghese, compare nell’ambientazione di Eyes Wide Shut; in Arancia Meccanicavengono inserite delle scarpe dallo stile anni ’90, e ancora, un lussuoso vestito da sera, in tulle, compare nell’ambiente distopico di 2001: Odissea nello spazio.
Non è un caso che il direttore creativo di Gucci abbia voluto come compagna di lavoro per la collezione Exquisite, Milena Canonero, 4 volte Premio Oscar per i Costumi (il primo vinto nel 1976 proprio con Barry Lindon).
“Ha accolto il mio invito a ripercorrere alcune scene che l’hanno consacrata come astro indiscusso della storia del consumo cinematografico. La sua presenza in questo progetto è per me un dono commovente e preziosissimo” specifica Michele.
Gucci non è certo la prima casa di moda a collaborare con il cinema, il fortunato binomio prende vita già prima degli anni ’50, probabilmente con l’istituzione del Premio Oscar per i costumi nel 1948.
Pensiamo ad Audrey Hepburn musa di Givenchy o Marlene Dietrich vestita Dior, ma non solo.
Nel 2013, ad esempio, in occasione del film Il Grande Gatsby, il regista Baz Luhrmann, affidò i costumi della volubile Daisy Buchanan, alla stilista Miuccia Prada e la costumista Catherin Martin. Furono realizzati più di 40 look per l’attrice Carey Mulligan, ispirati ai ruggenti anni ’20 con un tocco di contemporaneità.
Alla Fahion Paris Week 2020, lo scomparso direttore creativo di Louis Vuitton, Virgil Abloh, omaggiò il film The Truman Show, riproponendo in passarella la scalinata percorsa nel film dall’attore Jim Carrey.
Non solo abiti però, Chopard ha recentemente lanciato l’occhiale da sole Cannes 2020 ispirato al celeberrimo film Colazione da Tiffany, che ricordano l’eleganza dell’affascinante Holly, protagonista della pellicola.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2022/09/foto-1.jpg453700Ilenia VallerianiIlenia Valleriani2022-09-20 09:30:202022-09-20 13:57:57Gucci omaggia il cinema di Stanley Kubrick nella nuova campagna Gucci Exquisite
Our Spring Sale Has Started
You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/
Our Spring Sale Has Started
You can see how this popup was set up in our step-by-step guide: https://wppopupmaker.com/guides/auto-opening-announcement-popups/