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Rebranding di settembre: Intel, Ginori e Maserati

  • Questo mese partiamo dal rebranding di Richard Ginori: arte e ospitalità italiana dal 1735.
  • Per la terza volta nella storia, anche Intel cambia il suo logo e presenta i nuovi processori di 11a generazione.
  • Dal logo a un nuovo font proprietario, Scarpa evolve la sua immagine visiva per rilanciare il proprio sviluppo internazionale.

 

Diventiamo sempre un po’ nostalgici quando un marchio che amiamo cambia look. Rappresenta un segno del tempo passa ma anche un modo per attirare la nostra attenzione e farci appassionare a nuovi racconti aziendali.

Un nuovo marchio non prende vita cambiando semplicemente colori, suoni e logo. La strategia di rebranding deve essere un processo che unisce, oltre a dover essere allineata allo scopo aziendale. Per evitare insidie che possono far deragliare l’intero progetto, occorre pianificare in anticipo. Il tempo garantisce che la strategia sia implementata nella maniera più fluida ed efficiente possibile.

Ecco la selezione dei rebranding più importanti dell’ultimo mese, tra nuovi percorsi narrativi e contesti sempre più innovativi e moderni.

Il rebranding totale di Intel

Per la terza volta nella sua storia, Intel rinnova la sua identità con un logo minimalista. Il nuovo design sostituisce il precedente utilizzato dall’azienda dal 2006 in varie forme.

 

La prima caratteristica evidente è l’abbandono dell’ellisse che da sempre accompagna il gigante di Santa Clara. Il brand, che di recente è stato nominato da Forbes tra quelli con maggiore valore al mondo, rompe col passato e compie un salto nel futuro.

Rebranding di Intel

Il logo originale di Intel, introdotto nel 1968 (a sinistra). Il logo più recente dell’azienda, introdotto nel 2006 (a destra)

Il nuovo logo dal design minimal, con font più sobri e il quadrato come tema dominante accompagna l’aggiornamento di tutto l’ecosistema prodotti, dai server Xeon ai chip di memoria Optane.

Rebranding di settembre: Intel, Ginori, Avon, Maserati, Widiba e Scarpa

L’aspetto più minimalista è parte di un’importante revisione del marchio, che secondo Karen Walker, Chief Marketing Officer di Intel, aiuta il gigante della tecnologia a fare meno affidamento alla sua eredità o al suo vortice iconico:

“L’aspetto del brand di Intel è significativo e ispirato alla celebre frase di Robert Noyce: “Non sentirti gravato dal peso della storia. Vai fuori e realizza qualcosa di speciale”. Questa frase è stata a lungo una fonte di ispirazione e invocazione in tutta l’azienda; è nel DNA di Intel. Il mantra che è stato la stella polare di generazioni di lavoratori verso la realizzazione di qualcosa che avesse un impatto significativo nel mondo”.

Il nuovo logo mostra un aspetto fresco e sintetizza molti elementi dei design precedenti, inclusa la “i” con il cappuccio quadrato.

Rebranding intel

rebranding

Oltre al blu, utilizzato da decenni e ancora parte integrante dell’identità, il marchio si sposta verso una tavolozza di colori più ampia, aggiungendo un blu chiaro che verrà utilizzato insieme all’arancione, al nero e al giallo nelle pubblicità e in altre attività di marketing. La tavolozza colori consente inoltre a Intel di localizzare il marketing in base ai colori che risultano efficaci nei diversi mercati. Ad esempio, il rosso è importante in Giappone, quindi il marketing di Intel nel paese includerà più rosso.

L’azienda ha revisionato anche l’iconico “bong” a cinque note, il piacevole sound logo in coda a tutte le sue pubblicità.

 

Tuttavia, la nuova campagna è pensata per essere di natura più olistica, il nuovo look sarà infatti integrato all’intero sistema di Intel, dal packaging alle campagne digitali.

Il rebranding di Intel riflette l’impegno del marchio a rispondere alle sfide più importanti a livello globale:

“Il nostro mondo sta affrontando sfide diverse da tutte quelle che abbiamo incontrato finora. Il bisogno urgente di un’azione per risolvere il cambiamento climatico; il profondo digital divide; la mancanza di categorie sottorappresentate, di inclusione e di uguaglianza nel settore tecnologico; la pandemia e la richiesta di una nuova era di responsabilità sociale condivisa. Per affrontare tutto questo, abbiamo alzato l’asticella per noi stessi e fatto evolvere la nostra strategia di responsabilità d’impresa per aumentare la portata del nostro lavoro con gli altri per creare un mondo più responsabile, inclusivo e sostenibile, attivato grazie alla tecnologia e alle nostre azioni collettive”

Bob Swan, CEO di Intel.

Brand identity rinnovata per Richard Ginori che diventa Ginori 1735

Dal 1735 Richard Ginori rappresenta la massima espressione dell’eccellenza italiana nella creazione artistica di alta qualità in porcellana pura. L’azienda storica di Sesto Fiorentino ha annunciato che a partire da settembre opererà con un nuovo nome: Ginori 1735.

Rebranding Ginori

Parte del Gruppo Kering, la leggenda della porcellana fiorentina opera ininterrottamente da 285 anni producendo stoviglie in porcellana e altri elementi per la casa. Ginori vuole portare l’arte nella vita di tutti i giorni e la vita di tutti i giorni nell’arte per creare nuovi mondi affascinanti.

Rebranding ginori 1735

L’azienda nasce nel 1735 come atelier artigianale che apre la strada all’arte e all’artigianato della porcellana sotto l’egida del marchese Carlo Ginori, appena fuori Firenze.

Rebranding

Nel corso dei secoli, l’atelier ha evoluto il suo processo e la sua produzione unendo tecniche antiche e visione del mondo contemporaneo per produrre articoli per la casa innovativi e sorprendenti sotto la direzione di visionari come Giovanni Gariboldi, Gio Ponti e, più recentemente, Alessandro Michele.

richard ginori

L’iconica corona Ginori che segna il retro delle stoviglie rappresenta la più sofisticata fusione di artigianato e arte. Questa sfacciata combinazione di gusto è sempre stata al centro del marchio. La modifica del nome è supportata da una presentazione visiva e una brand identity rinnovata:

 

La nuova firma incarna l’audace combinazione di eredità e innovazione, presentando Ginori 1735 in lettere eleganti, sinuose e sicure. La corona rimane, come segno distintivo e scintillante che autentica e garantisce ogni pezzo di porcellana. Il restyling supporta l’evoluzione di Ginori come marchio di lifestyle e design globale, specializzato in stoviglie e articoli per la casa, rigorosamente in porcellana artigianale di altissima qualità.

ginori

“Oggi stiamo tornando alle nostre radici, cambiando nome e investendo nella nostra eredità di portare un profondo senso del luogo, un modo aggraziato e uno spirito effervescente a tutti coloro che abbracciano la nostra missione. Richard Ginori è ora, e ancora una volta, Ginori 1735”

ha dichiarato il presidente e CEO Alain Prost.

Ginori 1735 è progettato sia per celebrare il profondo patrimonio dell’azienda sia per significare una rinnovata attenzione ai gusti e allo stile di vita in evoluzione della prossima generazione di consumatori di lusso.

Nuovo posizionamento e brand identity per il 135° compleanno di Avon

Avon rafforza la sua brand image con un importante cambiamento. L’azienda mondiale, leader nel settore beauty nel canale della vendita diretta di cosmetici, dal 2019 parte del Gruppo Natura &Co, lancia la nuova campagna  “Watch Me Now”.

Rebranding di Avon

Avon evolve il suo posizionamento per rispecchiare al meglio il brand di oggi: un marchio di bellezza innovativo, audace e inclusivo.

“Watch Me Now segna l’inizio di un nuovo capitolo per Avon. Avon si occupa di bellezza da 135 anni e siamo solo all’inizio. Continuiamo e continueremo ad innovarci ed evolvere, investendo nella ricerca, nello sviluppo di prodotti e nelle persone, per garantire che la bellezza sia democratica e accessibile a tutti” ha dichiarato Angela Cretu, CEO di Avon.

Rebranding di settembre: Intel, Ginori, Avon, Maserati, Widiba e Scarpa

Lanciata a settembre, in occasione del 135° compleanno di Avon, “Watch Me Know” è un chiaro riferimento all’heritage di Avon come un’azienda orientata e guidata da un obiettivo comune e preciso: utilizzare il potere della bellezza per creare opportunità di business e sostenere importanti cause sociali al femminile tra cui la violenza sulle donne, la violenza di genere e il cancro al seno. La nuova campagna celebra il successo delle persone che nella vita hanno dovuto lottare per emergere.

“Watch Me Now” include una nuova identità visiva e un rinnovamento del logo, oltre ad un “tone of voice” più audace e sicuro di sé, che risulta essere più stimolante per i milioni di consulenti di bellezza e clienti del marchio.

avon Rebranding di settembre: Intel, Ginori, Avon, Maserati, Widiba e Scarpa

Il nuovo logo è già apparso su prodotti e brochure e include alcuni riferimenti alle curve del logo originale Avon degli anni ‘30, con una nuova sfumatura di colore che ricorda i lineamenti del viso di una donna.

 

Piccolo refresh per il tridente Maserati

Il 2020 sembra essere l’anno dei rebranding dell’auto. Da BMW a Nissan passando per Rolls Royce, le case automobilistiche ci hanno incantato con i loro restyling di tendenza. Adesso tocca al marchio di auto di lusso Maserati che a settembre ha rivelato un logo aggiornato, che abbellirà la nuova auto sportiva MC20.

Rebranding Maserati

Il primo aggiornamento riguarda il “tridente” di Maserati, in attività dal 2005. È sparito il fulmine che colpisce la parte inferiore dell’originale, insieme al bordo ovale. Sebbene il rebranding non sia rivoluzionario, anche un piccolo cambiamento è destinato a non passare inosservato dai fan più sfegatati.

In generale il design è più moderno, equilibrato ed elegante. In effetti, eliminando elementi decorativi come il bordo e il fulmine, sembra aderire alla tendenza di semplificare il suo logo esistente, proprio come Rolls Royce.

maserati

Insieme al logo aggiornato, l’MC20 presenta una nuova versione del wordmark Maserati. Anche in questo caso, le modifiche sono impercettibili: il testo è stato leggermente affinato con elementi decorativi ridotti, riducendo l’effetto “scritto a mano” dell’originale e creando un aspetto più aerodinamico e contemporaneo.

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La banca dell’oggi: Widiba rinnova la sua immagine

Banca Widiba presenta la nuova brand identity, il nuovo sito e lancia nuovi servizi open che completano l’offerta per i clienti e per la consulenza finanziaria. A sei anni dalla nascita e a un anno dalla ridefinizione del concetto di banca come ecosistema finanziario, la società del Gruppo MPS, continua a investire nel cambiamento e nell’innovazione.

rebranding widiba

La sua forma e la sua immagine evolvono nel segno della continuità innovativa che la caratterizza da sempre. Da oggi Banca Widiba si presenta al mercato con una brand identity completamente rinnovata in tutti i suoi elementi: un nuovo logo, una nuova immagine coordinata, un nuovo sito e un piano di restyling degli uffici della consulenza finanziaria in tutta Italia.

 

Il concept è frutto della combinazione di due elementi che hanno contribuito alla definizione del design: un profondo studio di posizionamento e una ricerca di mercato sulle abitudini e caratteristiche del moderno consumatore di servizi bancari e finanziari; l’utilizzo delle tecniche più avanzate di grafica ed experience digitale.

Il nuovo posizionamento ha l’obiettivo di rispecchiare in modo coerente la crescita e l’evoluzione di Banca Widiba. Il processo di realizzazione si è svolto, come di consueto, in modalità partecipativa con gli stakeholders, con il coinvolgimento di dipendenti e consulenti.

Rebranding widiba

Il rebranding passa anche dal sito che, rinnovato nella grafica e nella instant-usability, presenta un nuovo look & feel pulito ed essenziale. La piattaforma è stata ridisegnata nel suo concept e nelle sue immagini seguendo i principi dello Z-layout, che asseconda il movimento oculare sugli schermi, permettendo di ridurre lo scroll del 30%, mantenendo il focus sui contenuti più importanti e rendendone più semplice la comprensione.

Scarpa completa il rebranding con Landor

Nuova immagine coordinata per Scarpa: dal logo a un nuovo font proprietario, l’azienda di Asolo evolve la sua immagine visiva per rilanciare il suo sviluppo internazionale. Un’operazione volta a modernizzare tutti gli elementi visivi associati al brand.

rebranding scarpa

Le immagini a supporto della comunicazione alternano uno stile entusiasmante per le fotografie e un disegno dal carattere più tecnico per illustrare le caratteristiche uniche dei prodotti.

La società rimane ancorata alla lunga tradizione di eccellenza, coraggio e innovazione, simboleggiata dal pay-off “No Place Too Far”, che rimane l’unico elemento immutato del precedente sistema di identità.

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Il logotipo è stato ottimizzato e reso più moderno ed espressivo senza perdere i suoi tratti distintivi. Il simbolo si è trasformato da una semplice rappresentazione del prodotto (originariamente due scarponi contrapposti) ad un segno che rimanda all’arrampicata e alla crescita personale.

Il look & feel generale risulta fresco e sfidante grazie a una color palette più estesa. La tipografia proprietaria, disegnata ad hoc e declinata in una serie flessibile di pesi e varianti, rappresenta simbolicamente i valori principali del brand: immaginazione, sperimentazione e adattabilità. Attraverso a particolari caratteri alternativi, che trasmettono tecnicità e modernità, il font diventa un vero e proprio strumento di auto generazione dell’intera gamma degli oltre 120 brand di prodotto, raggiungendo un perfetto bilanciamento tra unicità e family feeling.

Google University o università tradizionali? Due modelli a confronto

  • Google lancia la sua università online, costringendo (forse) anche le università tradizionali a reinventarsi.
  • La proposta di Google sembra avere parecchi punti di forza, ma è davvero tutto oro quello che luccica?

 

Google ha lanciato la sua università online, con corsi basati sui Google Career Certificates, destinati a studenti che intendono laurearsi nelle professioni più richieste oggi nel mondo digitale.

La notizia è di qualche settimana fa e nel frattempo c’è stato modo di approfondire e verificare l’argomento, magari anche con qualche raffronto con l’offerta delle università tradizionali.

Questo è quello che abbiamo provato a fare anche nelle redazione di Ninja, andando ad analizzare una serie di caratteristiche dal piano di studi al prezzo.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalle certificazioni Google.

università

Google University

Non sono lauree brevi, ma corsi intensivi che hanno lo stesso valore di un percorso universitario tradizionale. Il costo contenuto permette a un numero più elevato di studenti di frequentarli e il fatto che siano online evita costi di trasferimento e strutture da gestire.

L’obiettivo di Google, come riportato dalla stessa azienda, è quello di offrire opportunità di lavoro a coloro che non possono permettersi la rata di un college americano. Come ha affermato Kent Walker, vice presidente senior per gli affari globali di Google, infatti, i corsi si basano su programmi già esistenti in azienda e servono per specializzare le persone senza laurea che lavorano nel settore IT. 

L’offerta tradizionale

Le università e i corsi di specializzazione in presenza e online che tutti siamo abituati a frequentare partano da un modello completamente diverso da quello di Google. Certamente sono più onerosi, ma garantiscono anche uno sviluppo di competenze più trasversali.

Certamente non tutte le università attuano programmi per l’inserimento immediato nel mondo del lavoro, e dunque non offrono stage e apprendistato, ma il percorso spalmato su un periodo di tempo più prolungato punta a offrire un maggiore approfondimento su diverse discipline.

Google vs. tutti

Abbiamo selezionato due corsi di studi tradizionali di facoltà italiane (pubbliche e private) per operare un confronto con l’offerta formativa di Google. Ed ecco cosa è emerso:

confronto università digital

Al momento la proposta di Google sembra avere parecchi punti di forza, tra cui la durata del percorso e la sua economicità.

C’è chi critica la mossa, sostenendo che una società privata non può e non deve paragonarsi a un’istituzione universitaria. C’è chi invece lo vede come uno sprono per gli istituti tradizionali, per reinventarsi e avvicinarsi di più alle esigenze del mondo del lavoro.

Ma davvero basta un corso di studi online per imparare un mestiere come quello dell’UX Designer (per esempio), o invece servono ore, ore e ancora ore di esperienza su campo? E voi che cosa ne pensate?

Week in Social: dal Festival dei Creator su Pinterest alle novità per i Gruppi su Facebook

Come ogni fine settimana, torna l’appuntamento con le principali news da l mondo dei social media.

Dalle novità sui gruppi di Facebook agli strumenti aggiornati di Pinterest per lo shopping, ti ricordiamo tutto quello che devi assolutamente conoscere questa settimana.

Tutto sul nuovo Design del sito di Facebook

Galassia Facebook

Facebook ha deciso di spingere i Gruppi nel news feed. Il social ha annunciato che gli utenti inizieranno a vedere anche le discussioni che non seguono nel loro feed di notizie, e che i gruppi pubblici potranno essere trovati anche al di fuori della piattaforma, sui motori di ricerca come Google.

Tra le novità sul social anche una nuova integrazione tra i servizi di messaggistica. La piattaforma sta già testando la possibilità per chi ha un account Instagram di usare Messanger, anche se non possiede un account Facebook. Sta lavorando per integrare anche il servizio WhatsApp allo stesso modo.

whatsapp

Proprio su WhatsApp arriva anche un nuovo aggiornamento consentirà di eliminare immagini e video sui device di altre persone. Si tratterà in pratica di messaggi che si autodistruggono dopo essere stati visualizzati.

Su Messenger, invece, in vista di Halloween, l’app di messaggistica pubblicherà ogni venerdì un pacchetto di adesivi a tema e rilascerà nuovi effetti AR e 360, per regalare un po’ di divertimento virtuale su Messenger Rooms, in un anno che probabilmente non permetterà il classico dolcetto e scherzetto.


Sempre Facebook, infine, rimuove l’opzione del modello di attribuzione di 28 giorni per gli Ads. L’aggiornamento avverrà a partire dal 12 ottobre. L’attribuzione sarà di 7 giorni come impostazione predefinita, per rispettare i nuovi parametri di privacy.

Mondo Pinterest

Arriva il Festival dei Creator. Pinterest ha annunciato un nuovo evento che fornirà approfondimenti su come costruire una presenza sulla piattaforma e massimizzare l’engagement.

La piattaforma per la ricerca visuale, ha anche aggiunto diverse funzionalità per lo shopping. Arriveranno prima nel Regno Unito e negli Stati Uniti e renderanno più facili gli acquisti per i Pinner che visitano la piattaforma alla ricerca di ispirazione.

In breve

Twitter espande l’uso dei tweet vocali. Il social ha anche riaffermato il suo impegno ad aggiungere i sottotitoli automatici per i tweet vocali il prima possibile, in ottica di inclusione.

TikTok aggiunge più formati di duetto. Per facilitare nuove opportunità di collaborazione, la piattaforma per i video brevi ha aggiunto tre nuove opzioni alla sua popolare opzione di interazione Duets.

Amazon Luxury Stores: un nuovo posizionamento per il gigante dell’eCommerce?

  • Amazon ha lanciato Amazon Luxury Stores, una sezione esclusiva a cui per ora possono accedere solo alcuni Prime members in US.
  • Questa nuova funzione potrebbe riposizionare Amazon e renderlo una nuova tappa per gli shopper online del lusso, cambiando il ruolo degli eCommerce proprietari.
  • Le conseguenze nel marketing potrebbero riguardare uno shift negli investimenti economici e di effort dei brand.
  • Ma Amazon non è il primo ad aver pensato a un “corner” di lusso: Tmall ha già da anni il “Tmall Luxury Pavillon”. Vediamo le differenze e quello che possiamo imparare.

La notizia è recente: Amazon ha aperto una sezione über esclusiva dedicata al lusso, Amazon Luxury Stores. Quando ne ho letto la prima volta nella mia mente si è affacciata una sensazione simile a quella dei protagonisti di Dark, un deja vu. Perché non mi suonava nuova? Un paio di scorse rapide nella memoria e ho capito: Tmall, il rivale oltre Muraglia, ha una sezione simile da anni.

Ma andiamo per ordine, prima di dare avvio a un confronto finale tra big del settore, capiamo insieme come funziona e quali sono aspetti must know della vicenda e conseguenze per i marketer.

Amazon Luxury Stores: una selezione così esclusiva che per ora è solo negli Stati Uniti

First things first: come accedere ad Amazon Luxury Stores? Questa è stata proprio la mia prima preoccupazione, accingendomi a fare ricerca per questo articolo. E quello che ho scoperto, googlando Amazon Luxury Store e cliccando sopra la pagina di Amazon è che venivo subito rilocalizzata sulla pagina US dell’azienda.

Ecco la mia prima amara scoperta. Per accedere alla nuova sezione devi essere negli Stati Uniti, store view sul resto del mondo per ora non sono all’orizzonte.

Amazon Luxury Stores_Home-min

Oltre a ciò, la sezione non è aperta a tutti i residenti degli Stati Uniti, ma solo a chi ha ricevuto l’invito dal Tycoon americano.

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I brand presenti su Amazon Luxury Stores

Per ora, tutto ciò che sappiamo sulla selezione di brand presenti su Amazon Luxury Stores è che il grande protagonista è Oscar De La Renta. Che, tramite l’iniziativa di Amazon ha dato accesso anticipato a una nicchia di utenti alla nuova collezione FW 2020. Il lancio è stato comunicato attraverso un video su Instagram con protagonista Cara Delevingne sul canale del brand.

Le successive presenze – come si legge sulla landing – saranno una selezione di well-established and sought-after emerging luxury brands, quindi sia grandi pilastri che marchi emergenti.

Cosa significa tutto questo per il marketing

Possiamo provare ad immaginare le conseguenze in termini di marketing? Sì, basta guardare ad Oriente, dove l’eCommerce proprietario è già un vecchio ricordo. A titolo esemplare prendiamo la Cina, in cui più dell’85% delle vendite online fa capo ai tre leader tra i marketplace (Tmall, JD.com e Pinduoduo, dati Statista 2020).

Amazon Luxury Stores_China Marketplace

Quote di mercato dei marketplace in Cina (Statista, 2020)

Nella user journey cinese, che potrebbe rappresentare per l’occidente un di punto di arrivo in termini di integrazione digitale, l’utente non è più interessato a portare a termine il suo acquisto su un sito di tipo proprietario. E’ abituato ad andare direttamente su Tmall a cercare il prodotto per nome e concedersi al migliore offerente.

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Questa però non è certo una novità: succede già in occidente e da diverso tempo. Il tema del controllo dei prezzi è in auge da anni e riguarda tutti coloro che vedono il proprio prodotto venduto a prezzo iper scontato da terze parti. Tra cui i rivenditori su Amazon.

Difatti l’idea di aggregare tutto il mondo del lusso in una vetrina è un’ottima idea, bisogna riconoscerlo. Dà all’utente una visione di insieme, un pit stop unico e comodo e soprattutto una trustability che non può avere nel momento in cui si deve recare negli store dei singoli rivenditori terzi. (Sarà vera quella borsa? Mi viene dato un certificato?)

Cosa potrebbe cambiare con gli Amazon Luxury Stores

Ciò che cambierà veramente se gli Amazon Luxury Stores prenderanno piede saranno gli investimenti e le strategie nel marketing.

Se prima un brand era obiettivamente più interessato a rendere “appetibile” il proprio e-commerce proprietario, ora una parte dell’effort economico e strategico sarà orientato a ottenere un buon posto nella nuova vetrina Amazon e a capire come portarci traffico.

Se prima una strategia cross-channel era orientata a portare tutto il traffico di Instagram al sito proprietario per convertire, se prima per calcolare il ROI la fonte principale di informazioni era il sito proprietario, ora ci saranno anche i dati del Luxury Store di Amazon da calcolare.

Ma prima di Amazon Luxury Stores c’era il Tmall Luxury Pavillon

Per trarre delle vere e proprie conclusioni su Amazon Luxury Stores dovremmo aspettare che diventi accessibile a più utenti, che vengano rilasciati dei primi dati sulle vendite e di poterli testare con mano.

Tuttavia, possiamo fare qualche ipotesi sul tipo di tool di marketing che dovremmo imparare ad usare. Come? Sempre guardando ai più grandi con l’impresa di Jack Ma, Alibaba.

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L’ecosistema Alibaba versus Amazon

Prima di tutto, gerarchia: Alibaba è l’azienda a cui fanno capo Taobao, Tmall e Alibaba.com (per il comparto B2B). I tre marketplace – che la fanno da padrona in Cina – si differenziano per posizionamento e target. Il primo si può paragonare a un eBay (C2C), il secondo ad Amazon (marketplace B2C generalista), il terzo a niente di simile in occidente, è una piazza dedicata al B2B di varie industry.

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User journey dell’utente cinese nell’ecosistema Alibaba (Taobao, Tmall Luxury Pavillon)

Nel primo schermo qui sopra l’homepage di Taobao: al suo interno si possono trovare sia prodotti venduti da rivenditori privati, sia i prodotti venduti sui flagship store ufficiali (e non) dei brand. Un po’ come su Amazon da un certo punto di vista. Le icone in alto indirizzano l’utente verso varie sezioni dell’ecosistema Alibaba: la prima icona (il gattino) indirizza a Tmall, la terza a Tmall Global (per le vendite cross border). Dall’homepage è possibile poi arrivare alla seconda schermata, che è il Luxury Pavillon di Tmall.

Il Tmall Luxury Pavillon e i flagship store di Tmall: le differenze con gli Amazon Luxury Stores

Il Luxury Pavillon di Tmall è quanto di più simile esista agli Amazon Luxury Store: una landing page che aggrega diversi brand di diversi comparti del lusso. Il pavillon è una sorta di vetrina e trampolino di lancio per i brand che vogliano testare il mercato: per accedervi non è necessario curare né aprire un proprio store, il tutto è curato più o meno completamente dalla piattaforma.

I Tmall Flagship Store

Dalla homepage di Taobao è possibile anche possibile ricercare un brand o prodotto all’interno della barra di ricerca. I risultati appaiono come nel terzo screen sulla destra: in alto ci sono i risultati sponsorizzati, che appartengono alla sezione a pagamento “Starshop”, una funzionalità di Tmall che rimanda ai flagship store ufficiali gli utenti.

Amazon Luxury Stores_Tmall_Valentino

Oltre a Starshop, l’ecosistema Alibaba mette a disposizione degli utenti numerosi altri tool per emergere all’interno della folla generalista: Weitao, una sorta di sezione di content marketing orientata al branding all’interno del proprio store e Good Goods, presidiato interamente dai prodotti consigliati dagli influencer.

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Ecco, contestualmente allo sviluppo degli Amazon Luxury Stores, quello che possiamo immaginarci è il rilascio di nuove funzionalità di marketing e la nascita di nuove strategie, tutte atte a traghettare una nuova fetta di mercato in una nuova piazza digitale.

Giornata internazionale del caffè: le campagne più belle dai brand del settore

  • L’1 ottobre si celebra la giornata internazionale del caffè;
  • La giornata internazionale del caffè è una giornata in cui si promuove e celebra il caffè come bevanda, con eventi che si svolgono in tutto il mondo. La prima data ufficiale  fu lanciata a Milano.

 

Oggi il mondo celebra il caffè e i mille modi che conosciamo per prepararlo. Se in Italia il culto è per il classico espresso (e per le sue mille varianti), questa bevanda che arriva da lontano è però amata in tutto il mondo. Sì, anche lì dove un buon caffè al bar proprio non sei mai riuscito a berlo!

Per festeggiarlo anche noi come merita, abbiamo guardato alle migliori campagne e iniziative dei brand sul tema degli ultimi anni.

1. Lo #UnicornFrappuccino di Starbucks

Che lo riteniate caffè o meno, non è possibile parlare di iniziative vincenti sul caffè senza menzionare il Frappuccino Unicorno di Starbucks. Il mix di caffè, latte, panna e… colori è stato disponibile per l’acquisto per sole tre settimane nell’aprile 2017, ma il suo impatto è durato molto più a lungo.

La bevanda infatti è esplosa sui social media, il che non è stato un caso. Starbucks ha creato volontariamente il prodotto in edizione limitata con un’ottica social, assicurandosi così che i clienti più fedeli avrebbero pubblicato almeno una foto.

Ancora oggi, l’hashtag #unicornfrappucino è legato a più di 154.000 immagini solo su Instagram. La maggior parte delle immagini più recenti sono ricreazioni dell’originale di Starbucks, il che dimostra quanto i prodotti in edizione limitata possano avere un impatto duraturo.

Da allora, Starbucks ha continuato a sperimentare con voci di menu segrete, costruendo efficacemente il buzz sul sociale e indirizzando i clienti verso i suoi negozi.

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2. Il branded entertainment di illy

Sono passati già alcuni anni da quando illy e National Geographic Channel hanno presentato il progetto Artisti del Gusto. Si trattava di una TV serie dal format innovativo in cui il brand di caffè diventava protagonista della narrazione del canale attraverso le storie vere di chi vive ogni giorno in Italia il mondo del caffè.

Una strategia di branded content adottata con un certo anticipo nel nostro Paese che si è rivelata vincente soprattutto nel breve periodo, con i migliori bar d’Italia che hanno tratto beneficio da questo tipo di comunicazione più lenta e meditata.

“Un vero e proprio docu-reality” che per la prima volta spostava i contenuti dai “fatti” alle “storie” vere.

3. Il suono di un espresso

Il brand di macchine espresso Sanremo, ha lanciato nel Regno Unito qualche tempo fa una campagna a suon di musica, per dimostrare come dietro una semplice tazzina di caffè possa esserci un vero e proprio concerto di suoni, rumori, battiti.

Il video è stato presentato in anteprima al London Coffee Festival e all’UK Barista Championship ed è una vera e propria ricarica di energia, tutto da guardare.

4. Il gusto del Natale da Starbucks

Starbucks ha creato qualche ano fa un vero e proprio sito, Let’s Merry, dedicato alle feste nella catena di caffè, per fornire ai clienti idee regalo, informazioni sulle sue ultime offerte, e-card a marchio. Collegata al sito c’era una intera campagna con uno spot davvero carino e vivace, che metteva in evidenza uno dei simboli del brand: le tazze, stavolta in edizione natalizia.

Un video centrato e pieno di spirito natalizio nella sua semplicità.

5. La campagna di Blenz Coffee per i single in cerca d’amore

Per San Valentino il brand di caffè canadese Blenz ha ridefinito nel 2011 l'”esperienza unica in un caffè”, trasformando la bevanda in una calamita per gli appuntamenti.

La Blenz Red Band Campaign è stata un’inventiva tattica di marketing strategicamente mirata ai single in cerca di un appuntamento.

Acquistando un caffè con la fascia rossa, i clienti potevano infatti segnalare agli altri avventori che erano single e pronti a socializzare. Una volta stabilita una potenziale connessione, potevano anche scambiarsi i numeri di telefono utilizzando gli spazi previsti sulla manica rossa della tazza della campagna.

giornata internazionale del caffè

Next Normal: capire e plasmare le abitudini dei nuovi consumatori

  • La pandemia ha cambiato le abitudini dei consumatori portandoli ad accettare nuove convinzioni che mai avrebbero abbracciato prima
  • Le aziende devono ascoltare i consumatori, ora più che mai, per riformulare le proprie strategie
  • Cosa possono fare le aziende per capire e plasmare queste nuove abitudini venendo incontro alle necessità dei consumatori: uno studio di McKinsey ci aiuta

Nel 1920, un mondo a pezzi a causa della prima guerra mondiale e ammalato dalla pandemia dell’influenza spagnola del 1918, cercò disperatamente di superare le lotte e le tragedie per iniziare a ricostruire vite. La gente era alla ricerca di un tanto desiderato “ritorno alla normalità”. Oggi quasi tutti i Paesi si trovano in una posizione simile. Il nuovo “normale” non sarà mai esattamente come il vecchio, potrebbe essere diverso in modo inaspettato, ma arrivarci sarà graduale. Le convinzioni e i comportamenti dei consumatori stanno notevolmente cambiando, e ce ne rendiamo conto giorno dopo giorno. Per stare al passo con questi cambiamenti e provare a influenzarli, le aziende devono attingere a piene mani e sfruttare tutto ciò che conoscono sulle nuove abitudini dei consumatori.

Il mondo, le persone e l’economia si stanno riprendendo lentamente dalla crisi del COVID-19. L’impatto è stato enorme, anche sulla mentalità di tutti noi. Il periodo di contagio, l’isolamento e le incertezze economiche hanno cambiato il modo in cui si comportano i consumatori, e questa trasformazione è ancora in atto. In molti contesti perdurerà per anni, sradicando abitudini e modi di vivere.

La scienza del comportamento ci suggerisce che identificare e capire le nuove abitudini da parte dei consumatori, oltre che ai momenti salienti in cui avvengono, è fondamentale per guidare il cambiamento dei comportamenti stessi. 

Il COVID-19 ha cambiato la percezione dei consumatori

Questi rapidi cambiamenti hanno importanti implicazioni per qualsiasi azienda poiché molti di essi sono ancora in fase di formazione e trasformazione, e le aziende hanno l’opportunità, se agiscono ora, di contribuire a plasmare la prossima normalità.

Il COVID-19 sta cambiando il modo in cui i consumatori si comportano in ogni aspetto della propria quotidianità. Le persone si sono rifugiate in casa, e di conseguenza l’adozione e l’utilizzo dei servizi digitali hanno avuto una crescita vertiginosa.

Oltre alle crescenti preoccupazioni per la salute, sono aumentate le preoccupazioni a causa della recessione economica. L’acquisto dei prodotti, specialmente quelli che non riguardano i beni di prima necessità, è cambiato. Assistiamo infatti a un relativo calo dei consumi, per non parlare del modo di fare acquisti. Anche i più restii hanno sperimentato lo shopping online.

I comportamenti dei consumatori si modificheranno, anche dopo l’emergenza COVID-19, fino a quando non raggiungeremo la prossima normalità e la permanenza di essi dipenderà da una serie di fattori, tra cui: la soddisfazione per le nuove esperienze, i dati demografici, le infrastrutture e la gravità della recessione. Le aziende devono ripensare a come e dove entrare in contatto con i clienti.

Come sono cambiati i comportamenti dei consumatori con il COVID-19

La pandemia ha interrotto bruscamente, da un momento all’altro, quasi ogni routine nella vita di tutti i giorni. L’estensione e la durata dei blocchi obbligatori e delle chiusure aziendali hanno costretto le persone a rinunciare anche ad alcune delle loro abitudini più radicate, che si tratti di trascorrere un’ora in palestra, andare in un bar per una pausa pranzo o godersi una serata al cinema.

Nessuno avrebbe rinunciato a queste cose prima di una tale emergenza. In tempi non sospetti, le persone si attengono e aggrappano ostinatamente alle proprie abitudini, ma non solo. Per cambiare comportamenti e modi di fare, ci vuole tempo, ma soprattutto accettazione. La crisi del COVID-19 ci ha indotto a modificare le nostre azioni giornaliere rapidamente e in modo massiccio.

Un esempio? Negli Stati Uniti il 75% dei consumatori ha provato un nuovo negozio, brand o un modo diverso di fare acquisti durante la pandemia. Anche se l’impulso è nato da un’esigenza più che da un desiderio, le aziende dovrebbero venire incontro ai consumatori per soddisfare queste nuove esigenze in un periodo post-crisi delicato come quello che stiamo vivendo.

Identificare e capire le nuove abitudini da parte dei consumatori, oltre che ai momenti salienti in cui avvengono, è fondamentale per guidare il cambiamento comportamentale. Sono cinque le azioni che possono aiutare le aziende a influenzare l’andamento dei consumatori a lungo termine:

  1. Rafforzare le nuove convinzioni positive
  2. Dare forma alle abitudini emergenti con nuove offerte
  3. Sostenere le nuove abitudini contestualizzandole
  4. Allineare i messaggi alla mentalità dei consumatori
  5. Analizzare le convinzioni e i comportamenti dei consumatori in maniera globale

1. Rafforzare le nuove convinzioni positive

Secondo la scienza comportamentale, l’insieme delle convinzioni che un consumatore ha sul mondo è un fattore chiave che influisce sul suo modo di vivere. Le convinzioni sono psicologiche, così profondamente radicate da impedire ai consumatori di valutare logicamente le alternative e quindi perpetuare le proprie abitudini nel tempo. Le aziende che tentano di attuare il cambiamento comportamentale ignorando o sfidando le convinzioni dei consumatori stanno combattendo una battaglia già persa in partenza.

Ma la crisi del COVID-19 ha costretto molti consumatori a cambiare i loro comportamenti, e le nuove esperienze li hanno indotti a cambiare quelle radicate convinzioni che avevano su vasta scala, partendo dalle normali attività quotidiane come fare la spesa, tenersi in forma, socializzare e lavorare.

Quando i consumatori sono sorpresi ed entusiasti dalle nuove esperienze, anche le convinzioni di lunga data possono cambiare, rendendoli più disposti a ripetere il nuovo comportamento, anche quando il fattore scatenante, nel nostro caso la pandemia COVID-19, non sarà più presente. In pratica questo è il momento perfetto per le aziende di rafforzare e modellare i cambiamenti comportamentali per posizionare meglio sé stesse e i loro prodotti in una nuova realtà post COVID-19. Diamo uno sguardo ai dati.

COVID-19 consumatori

fonte: accenture.com

1.1 Nuove esperienze e nuove convinzioni dei consumatori col COVID-19: alcuni esempi

Il 15% dei consumatori statunitensi ha provato per la prima volta la consegna a domicilio di generi alimentari durante la crisi del COVID-19. Tra i neofiti, più dell80% si dichiara soddisfatto della facilità e della sicurezza di questa scelta. Il 70% lo ha trovato persino piacevole. Il 40% intende continuare a ricevere la spesa a domicilio dopo la crisi, il che suggerisce che molte delle persone hanno scardinato una vecchia abitudine, abbracciando una nuova teoria, ossia che la consegna di generi alimentari non è affatto inaffidabile o scomoda come credeva. Sono rimasti sorpresi e deliziati dai vantaggi della consegna.

Un altro esempio riguarda il workout a casa. Il mercato statunitense del fitness online ha registrato una crescita di circa il 50% da Febbraio 2020. Il mercato delle attrezzature per allenarsi a casa è cresciuto del 20%. Probabilmente molte persone che hanno provato queste attività per la prima volta durante la pandemia, credevano che l’esercizio fisico in casa non apportasse nessun tipo di beneficio. Questa convinzione è chiaramente cambiata per molti di loro. Il 55% che ha provato programmi di fitness online, e il 65% che ha provato a utilizzare gli attrezzi per il fitness, afferma che continuerà a usarli, anche dopo la riapertura delle palestre.

1.2 Focalizzarsi sui momenti di punta dell’acquisto dei consumatori

Un modo efficace per rafforzare una nuova convinzione è concentrarsi sui momenti di punta, quelle azioni specifiche del percorso d’acquisto del consumatore. I momenti di punta possono includere le prime esperienze con un prodotto o servizio e sono i momenti che i consumatori tendono a ricordare più intensamente.

1.3 Esempi su come valorizzare i momenti di punti

Beyond Meat, produttore di carne vegetale, stava già beneficiando dei ritardi nella produzione di carne nei primi giorni della crisi del COVID-19 e le sue vendite sono raddoppiate tra il primo e il secondo trimestre. In collaborazione con i ristoranti locali e alcune società di catering, l’azienda ha fornito il suo prodotto a ospedali e altri centri comunitari. Distribuendo Beyond Burgers cucinati da chef professionisti, l’azienda ha creato delle prime esperienze positive in un momento in cui i consumatori sono più aperti alla sperimentazione.

Quando le sedute di lauree sono state trasformate da cerimonie formali a feste di famiglia in casa, Krispy Kreme ha offerto gratuitamente a ogni laureato una dozzina di ciambelle decorate ad hoc. Con quella promozione, l’azienda ha collegato il suo brand a un evento emozionale che, prima della pandemia, non era necessariamente associato a un’occasione simile.

Durante la spesa online un momento di punta potrebbe essere l’unboxing dell’ordine, ossia quando si spacchettano gli articoli consegnati. I negozianti potrebbero includere una nota di ringraziamento scritta a mano o qualche omaggio per rafforzare le connessioni positive dei consumatori con l’esperienza d’acquisto.

1.4 E imparare dalle esperienze negative 

In Italia il 60% dei consumatori ha fatto acquisti online durante la crisi, ma meno del 10% ha trovato l’esperienza soddisfacente. Ciò suggerisce che ci sarà solo un aumento limitato nell’uso dell’e-commerce da parte dei consumatori italiani. La Cina, invece, ha visto un alto livello di consumatori soddisfatti che continuerà a fare acquisti online anche dopo la pandemia.

Questa realtà si sta verificando anche nel settore sanitario. Sebbene l’uso di farmacie elettroniche e medici online sia triplicato negli Stati Uniti nel corso della crisi, solo il 40-60% dei consumatori esprime l’intenzione di continuare a utilizzare tali servizi.

2. Dai forma alle abitudini emergenti con nuovi prodotti

Le aziende possono spingere i consumatori verso nuove abitudini rinnovando i propri prodotti. La pandemia li ha spinti a diventare più attenti alla salute e ad aumentare l’assunzione di vitamine e minerali. Unilever ha riportato un picco nelle vendite di bevande che contengono zinco e vitamina C, come il tè Lipton Immune Support. L’azienda sta distribuendo questi prodotti a livello globale per venir incontro a tale necessità.

Allo stesso modo, le aziende di alimenti confezionati possono implementare l’abitudine a cucinare a casa. In Cina le vendite del produttore di spezie McCormick sono aumentate rispetto al 2019. Il programma d’innovazione di Kraft Heinz per i suoi mercati internazionali sta privilegiando i prodotti che rendono la cucina casalinga piacevole, veloce e facile, con prodotti come salse, condimenti e contorni. 

COVID-19 consumatori

fonte: quantcast.com

3. Sostenere le nuove abitudini contestualizzandole

Nuove abitudini si formano quando un consumatore inizia ad associare un comportamento a un contesto particolare. Solo così quel comportamento può diventare automatico. Per aiutare a trasformare i comportamenti in abitudini, le aziende devono cogliere i segnali contestuali che guidano i comportamenti. 

Ad esempio, sempre più persone collocano i disinfettanti per le mani e le salviettine igienizzanti all’ingresso di casa, o nei locali e nei negozi, per usufruirne facilmente, ma anche come promemoria per pulire le mani e le superfici. L’imballaggio e il marketing del prodotto che rafforzano il comportamento “put-by-the-door” possono aiutare i consumatori a mantenere viva questa nuova abitudine.

Ma alcune aziende devono rivedere i contesti in cui i prodotti venivano identificati. Prima del COVID-19, un segnale contestuale per consumare una gomma da masticare era l’interazione sociale. Per esempio masticare una gomma prima d’incontrare un amico o dopo aver fumato, o prima di un colloquio di lavoro. Con il COVID-19 tutto cambia, questa contestualizzazione viene meno, poiché le occasioni sociali sono diminuite durante la pandemia. Un produttore di gomme da masticare deve cercare nuovi spunti contestuali, concentrandosi principalmente su attività che si fanno da soli o in piccoli gruppi. 

4. Allineare i messaggi alla mentalità dei consumatori

Tutti noi siamo stati travolti da un mix di sentimenti contrastanti. Ansia, rabbia e paura sono state le emozioni più forti durante gli eventi recenti. Tutto questo ha reso difficile la comunicazione tra clienti e aziende, rendendo il marketing un terreno difficile in cui navigare.

Le emozioni intense e la maggiore polarizzazione degli ultimi mesi potrebbero determinare cambiamenti duraturi nel comportamento dei consumatori e modellare le loro preferenze a lungo termine. Le aziende dovrebbero garantire che tutte le loro comunicazioni sul marchio siano in sintonia con il sentimento dei consumatori. La qualità della comunicazione di un’azienda e la sua capacità di dare il giusto tono diventeranno sempre più un vantaggio competitivo per sé stessa e per farsi capire.

I consumatori prestano maggiore attenzione al modo in cui le aziende trattano i loro dipendenti durante questa crisi e si affezionano alle aziende che dimostrano cura e interesse per le persone. Ciò ha implicazioni sul modo in cui i marchi si connettono con i consumatori e su quali tipi di messaggi risuoneranno.

Olaplex, un brand di prodotti per la cura dei capelli, è diventato uno dei più menzionati sui social media quando ha avviato un programma di affiliazione. L’azienda ha donato una parte dei suoi proventi agli hairstylist locali dei clienti, aiutandoli a rimanere a galla durante la chiusura del proprio salone.

I consumatori rifiuteranno messaggi e azioni che, al contrario, cercano di commercializzare le questioni sociali. La comunicazione di un marchio deve essere in linea con il suo scopo, in caso contrario, i messaggi risulteranno finti. 

5. Analizzare le convinzioni e i comportamenti dei consumatori in maniera globale

Le convinzioni dei consumatori, le abitudini, le occasioni e le emozioni continueranno ad evolversi rapidamente nel corso dei prossimi anni mentre il mondo attende col fiato sospeso un vaccino per il COVID-19. Affinché le aziende siano al passo con questi cambiamenti, il solo monitoraggio delle vendite dei prodotti non può essere sufficiente.

I brand devono condurre un lavoro di approfondimento primario sui consumatori, concentrandosi sull’identificare i comportamenti modificati, le convinzioni e le motivazioni che cambiano col tempo in base alle necessità. Tutto questo servirà per avere un quadro completo del mutevole percorso decisionale dei consumatori.

Le tecniche di raccolta e monitoraggio dei dati, come l’ascolto dei consumatori sui social media, saranno strumenti fondamentali per aiutare le aziende a comprendere i comportamenti emergenti e gli indizi contestuali.

Se ben strutturate, queste intuizioni generano un nuovo modo di pensare che può essere convalidato attraverso sondaggi su larga scala. Le aziende possono, successivamente, perfezionare le loro offerte di prodotti e i messaggi di marketing.

Le analisi dei dati sul traffico e delle vendite multicanali porteranno alla luce dettagli significativi, come ad esempio quali prodotti stanno acquistando i consumatori e cosa preferiscono. Ora è particolarmente importante per le aziende tenere d’occhio l’evoluzione del comportamento dei consumatori su base settimanale o mensile.

Cosa devono comportarsi le aziende con i consumatori nel post COVID-19?

La crisi del COVID-19 ha cambiato la routine delle persone a una velocità senza precedenti e alcuni di questi cambiamenti sopravviveranno anche dopo. Nei luoghi che hanno riaperto, i consumatori sono molto cauti nel riprendere tutte le loro attività pre-crisi. Le differenze si amplieranno durante la fase di ripresa, dato che l’impatto sulla salute, l’economia e la società del COVID-19 non è uniforme ovunque.

Le aziende che svilupperanno una comprensione delle convinzioni mutate, dei momenti di punta e delle nuove abitudini dei consumatori, capiranno come adattare le loro offerte e i prodotti, basandosi sulle esperienze dei clienti. Solo così saranno in grado di andare avanti nella prossima normalità. 

 

tiktok

TikTok presenta For Business, uno spazio in cui la creatività incontra la community

  • Presente  in oltre 150 Paesi con la traduzione in 75 lingue, oggi TikTok è un canale indispensabile per alcuni Business;
  • Il social ha presentato ieri l’offerta della sua nuova piattaforma dedicata alle aziende;
  • Un report di Kantar, pubblicato ieri, ha analizzato 60 Branded  Hashtag Challenge, per capire dove risiede il valore di TikTok per i brand.

 

“Definire TikTok un semplice social media è riduttivo ma soprattutto inessato, è infatti una piattaforma per la condivisione di contenuti che rende facile trovare video eterogenei inerenti le passioni dei creator”.

Inizia così la presentazione ufficale di TikTok for Business, alla quale abbiamo partecipato.

Si spazia dalla musica alla comicità, sport, beauty, travel, fino ad arrivare alle arti figurative e performative. Fondata nel 2017, anno nel quale acquisisce Musical.ly, l’applicazione viene lanciata in tutto il mondo nel 2018 come TikTok.

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Oggi è presente  in oltre 150 Paesi con la traduzione in 75 lingue, ed è diventata una delle più importanti piattaforme per la condivisione di contenuti e la creazione  di brevi video fino a un massimo di 60 secondi, direttamente dal proprio smartphone.

La popolarità dei contenuti informativi e didattici è in continuo aumento,  tendenza provata dall’entusiasmo della community per il trend #ImparaconTikTok: la piattaforma ha infatti dimostrato di essere un luogo dove apprendere nuove conoscenze, abilità e interessi, in modo divertente.

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La mission di TikTok è ispirare la creatività e portare allegria

Reattività, ispirazione, allegria e interazione

La mission di TikTok è ispirare la creatività e portare allegria. Viene stimolata l’espressione creativa, incoraggiando gli utenti a mettere in comune le passioni, i momenti di vita reale e i consigli, offrendo un feed video personalizzato su ciò che gli utenti guardano, apprezzano e condividono. Al centro c’è il contenuto.

 Un luogo sicuro e positivo di cui tutti fanno parte, indipendentemente dalla propria nazionalità, etnia, genere o livello socio-economico. Essendo una piattaforma inclusiva, incoraggia le persone ad essere vere e ad andare oltre le etichette.

L’interazione e lo scambio con gli altri utenti, in particolare attraverso le sfide interattive (cosiddette challenge) e gli argomenti di tendenza (hashtag), permettono a ciascuno di sentirsi parte del gruppo, di esprimere le proprie caratteristiche distintive e valorizzare le proprie differenze in argomenti comuni. Inoltre, di stabilire connessioni positive con persone collegate da ogni parte del mondo.

TikTok For Business, quando il marketing incontra i brand

TikTok For Business è il marchio che identifica tutte le soluzioni  di marketing attuali e future per i brand, pensate per offrire gli strumenti di storytelling creativo,  in grado di ingaggiare l’utente con il proprio claim.

Nato dal desiderio di coniugare la creatività e la positività della piattaforma con soluzioni ideate per le aziende e per la loro crescita insieme alla community, TikTok For Business vuol essere un differente modo di produrre annunci pubblicitari: un’opportunità interamente nuova di creare contenuti che parlano alle persone,  invitandole a unirsi alla conversazione e “a fare un TikTok” che rispecchia la mission, lo spirito e i valori della piattaforma.

“TikTok For Business offre una soluzione innovativa ai professionisti del marketing, proponendo una  modalità originale per connettersi in maniera autentica con il proprio pubblico ed essere parte della cultura contemporanea. Un tema di cui si è ampliamente discusso nel settore e TikTok lo rende finalmente  possibile”, commenta Adriano Accardo, Managing Director, TikTok Global Business Solutions,  Southern Europe.

“I brand di successo su TikTok non fanno pubblicità ma connettono, inspirano, co-creano e soprattutto intrattengono le persone. Le aziende dunque, devono ripensare al concetto di  creatività, coniugandolo con l’essere autentici e reali. Il nostro consiglio? Non fare annunci. Fai TikTok!” 

6 soluzioni di storytelling per aiutare i brand a immergersi in TikTok

  • TopView – Dalla durata di 24 ore, è l’opzione video full screen per catturare l’attenzione degli utenti al momento dell’accesso sulla piattaforma. 
  • TopView Lite Con le medesime caratteristiche del TopView, è l’unico format sound-off da 3-5  secondi. 
  • In-Feed ADS Pensato per raggiungere gli utenti nel loro feed personalizzato “Per Te”, il format  video si inserisce in modo naturale tra i contenuti user generated. 
  • Branded Hashtag Challenge La soluzione più celebre, dalla durata di sei giorni e multi-market,  per coinvolgere la community creando un movimento virale. 
  • Branded Hashtag Challenge PLUS – La visibilità di una Hashtag Challenge sponsorizzata con  l’aggiunta dell’esperienza d’acquisto in-app per promuovere le vendite. 
  • Branded Effect – Effetti 2D, 3D e AR su misura e brandizzati per generare brand awareness e engagement a livello internazionale. 

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migliori brand su tiktok

Connessione tra la generazione Z, i nuovi trend e la piattaforma

Per i brand, ormai diventati una componente essenziale dell’esperienza su TikTok, sia con il lancio di nuovi  trend sia connettendo gli utenti e sensibilizzando su iniziative di servizio pubblico di grande rilevanza, il  coinvolgimento dei creators è un elemento cruciale per veicolare correttamente e in modo autentico il loro messaggio.

Per tale ragione, oltre ai formati adv disponibili, a partire da fine aprile 2020, in versione Beta,  è disponibile, su invito, il TikTok Creator Marketplace: una piattaforma che permette a brand, agenzie  e professionisti del marketing di incontrare e mettersi in contatto con i creator più adatti di TikTok  per la loro campagna attraverso uno studio approfondito dei dati e un percorso semplice per entrare in  collaborazione con loro.  

Inoltre è stato annunciato il Marketing Partner Program per offrire un puntuale quadro ai brand di come procede la campagna pubblicitaria, dentro e fuori TikTok, offrendo i migliori strumenti per  la misurazione dei risultati finali.

La funzionalità vanta il supporto di 19 partner certificati in varie aree di  competenza – tra cui: gestione, sviluppo creativo, effetti e misurazione – e ha il compito di espandere  ulteriormente le potenzialità pubblicitarie della piattaforma, massimizzando le opportunità dei brand che  decidono di utilizzarla.

Gli esempi brillanti che promuovono l’autenticità, la creatività e l’espressività sono numerosi e riguardano svariati settori: dal fashion all’automotive, dal beauty all’intrattenimento, comprendendo anche le vendite al dettaglio e le telecomunicazioni.

Tra i tanti solo in Europa: Furla, Goleador, Vodafone, Amazon Prime Video, Yves Rocher. Basandosi sull’intrattenimento e grazie agli strumenti e alle opportunità messe a disposizione, TikTok ampia l’offerta in termini di crescita e creatività, determinando nuove e costanti occasioni di conoscenza unite a uno storytelling ricco e immersivo.

La forza di TikTok sono i contenuti.

Una nuova analisi di Kantar definisce il valore dei contenuti per i brand

Il valore per i brand dei contenuti creati dagli utenti (user-generated content,  UGC), in particolare per quanto riguarda le Hashtag Challenge, è oggetto del report The Power of TikTok, realizzato basandosi sull’analisi di Kantar

Il report coniuga interviste qualitative a esperti di marketing di tutto il mondo con un’analisi su 60 Branded  Hashtag Challenge e sui dati demografici tratti dal Kantar TGI Global Quickview 2020, su un  campione di 60.000 utenti. La ricerca evidenzia non solo il valore rappresentato dalla piattaforma per le marche ma anche i fattori alla base delle campagne di maggiore successo condotte sull’app. 

Le dieci verità sulla piattaforma rivelate dal rapporto che i brand potrebbero non conoscere: 

  • TikTok è differente È una piattaforma di intrattenimento, non di lifestyle, che offre a chiunque  la possibilità di diventare creator e generare contenuto di valore
  • I creator sono l’essenza di una campagna efficace Le hashtag challenge di maggior  successo vedono al centro brand che collaborano con i creator per identificare gli elementi  creativi di maggior impatto sulla community. 
  • La musica è la chiave La giusta colonna sonora può trasformare una buona campagna in  un’ottima campagna. La #GlowingOut challenge realizzata da River Island nel Regno Unito ha  utilizzato una colonna sonora personalizzata, che è stata parte integrante del successo della  campagna. 
  • L’audience globale di TikTok è più ampia di quanto si possa immaginare Secondo il  rapporto, il 32% degli utenti globali ha tra i 25 e i 34 anni; mentre il 35% ha più di 35 anni.
  • Proprio per questo, TikTok è per tutti i brand, di tutte le categorie  Dalla AIB Personal  Banking a BMW Motorsport, tutti i brand possono avere successo su TikTok. 
  • Le campagne TikTok possono accorciare il marketing funnel  Gli utenti che partecipano  attivamente alle Hashtag Challenge acquistano con più facilità i brand con cui interagiscono. La  misurazione Kantar delle campagne TikTok mostra come le Branded Hashtag Challenge portino  a un aumento della brand awareness del 5,1% rispetto al 2,8% registrato in media da Kantar.  
  • Permette agli utenti di esprimersi in libertà Con la certezza che TikTok lavorerà a stretto  contatto con i brand per far sì che i valori siano rispecchiati appieno, collaborare con i creator  significa progettare challenge in linea con le richieste sin dal principio. 
  • La semplicità è la miglior scelta Così da dare a tutti l’opportunità di partecipare alla campagna.
  • È dimostrato che le hashtag challenge impattino anche i comportamenti offline Oltre alle challenge, i marchi stanno trovando nuove modalità per coinvolgere i consumatori, migliorando  il percorso che conduce i potenziali clienti dalla consapevolezza alla considerazione, fino all’acquisto.
  • Usare TikTok come parte dell’intero ecosistema di marketing Come parte di una campagna  multimediale completa, TikTok può raggiungere con maggior efficacia il pubblico garantendo un  taglio intergenerazionale ai brand.

Dunque un nuovo modo di valorizzare la generazione Z a favore del branding è iniziato, ma quanto, il fattore geopolitico, farà da cassa di risonanza a questa nuova era?

La partnership tra Tink ed Enel X per il digital banking

Enel X, la business line del Gruppo Enel, la più grande utility europea, ha scelto la piattaforma Tink come proprio fornitore di tecnologia di open banking. La tecnologia di personal finance management di Tink consentirà a Enel X Financial Services, società di Enel specializzata in soluzioni di pagamento, di sviluppare soluzioni finanziarie digitali rivolte ai propri clienti in Italia e in Europa.

La partnership

La scelta strategica porterà Enel X Financial Services in una posizione ottimale per soddisfare le crescenti aspettative dei clienti sui servizi digitali smart. Ciò consentirà all’azienda di sfruttare l’accesso alle soluzioni di Tink per il digital banking e la gestione delle finanze personali, disponibili attraverso la piattaforma di open banking di Tink. Le soluzioni finanziarie digitali di Tink implementate da Enel X Financial Services saranno lanciate nelle prossime settimane.

Giulio Carone enel x

Giulio Carone

Giulio Carone, CEO di Enel X Financial Services, ha affermato: “Questo accordo è un importante passo del nostro impegno per diventare uno dei principali player nel settore del digital banking, abilitato dalle opportunità generate dall’open banking, integrandolo nell’ecosistema Enel che include servizi quali l’energia e l’e-mobility. Attraverso la partnership con TINK saremo in grado di supportare i nostri clienti nella gestione quotidiana delle proprie finanze offrendo una soluzione innovativa che sarà in grado di fornire consigli personalizzati attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e all’analisi dei dati”.

Lanciata nel 2017, Enel X è la business line globale di Enel dedicata allo sviluppo di prodotti innovativi e soluzioni digitali nei settori in cui l’energia sta evidenziando il maggior potenziale di trasformazione: città, abitazioni, industria e mobilità elettrica. La sua controllata Enel X Financial Services è un istituto di moneta elettronica autorizzato dalla Banca d’Italia che fornisce soluzioni di pagamento a consumatori e imprese.

Daniel Kjellén tink

Daniel Kjellén

Daniel Kjellén, co-founder e CEO di Tink, ha aggiunto: “Siamo estremamente orgogliosi di collaborare con la società di servizi finanziari di una delle più grandi aziende di utenze del mondo e diventare loro partner tecnologico di open banking. Collaborando con Enel X Financial Services, insieme e nel tempo renderemo disponibile la tecnologia di open banking di Tink a milioni di clienti Enel in tutto il mondo. Siamo pronti a supportare Enel X nella sua missione di diventare uno tra i principali player nel settore fintech”.

Dal suo lancio in Svezia nel 2012, Tink ha operato per consentire a banche, fintech e startup di creare servizi finanziari intelligenti basati sui dati. Tramite un’API, Tink consente ai clienti di gestire i propri conti da un’unica app, effettuare pagamenti, trasformare i dati grezzi in informazioni tangibili e controllare meglio la propria vita finanziaria. Oggi, Tink ha oltre 270 dipendenti ed è la principale piattaforma di open banking in Europa, dando l’opportunità ai propri clienti di connettersi ad oltre 2.500 banche che raggiungono più di 250 milioni di clienti bancari.

DIESEL presenta “Unforgettable Denim”, la nuova campagna global firmata Publicis Italia

DIESEL ha annunciato il lancio della sua campagna Autunno 2020, che affonda le sue radici in uno degli elementi chiave del denim da sempre: la memoria.

Il denim migliora con l’uso e diventa una sorta di testimonianza wearable, da indossare, dei tempi passati. I segni della penna sulla tasca? Scarabocchi durante un lungo volo verso un luogo lontano. Il graffio sull’orlo? Da una notte passata a fare festa a Berlino. Il denim raccoglie questi momenti sempre; nemmeno il 2020 può cancellare un bel paio di jeans.

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Generazione covid?

In quello che è stato un anno che ha definito una generazione, DIESEL invita le persone, il mondo intero, a celebrare i ricordi al posto dei progetti messi in standby, e a indossare con orgoglio questi momenti. Per tutti i viaggi, gli eventi, le feste, i progetti, le cerimonie che non hanno potuto avere luogo nel 2020, cogliamo l’opportunità di raccontare i momenti inaspettati, le connessioni avute, il divertimento e i lati positivi di questa situazione.

Al centro della campagna Fall 2020 c’è la nuova collezione denim personalizzabile di DIESEL. Attraverso il portale www.diesel.com – e in alcuni negozi selezionati in tutto il mondo – i clienti potranno personalizzare le etichette in pelle sul denim con qualcosa a cui quest’anno non hanno potuto partecipare.

L’intenzione è quella di celebrare qualcosa che non hanno fatto e quei momenti che, derivando dall’assenza di questi progetti, diventano ricordi. Una festa di compleanno annullata? Festeggiatela ricordandola. Un surf trip posticipato? Create un ricordo per quello che avrebbe potuto essere e usatelo come ispirazione per pianificare la prossima data – sempre con il vostro preferito e unforgettable denim.

La campagna DIESEL global

La campagna multi-soggetto, online e sui social media, racconta storie di vita reale ed è diretta da Pantera di Anonymous Content. I key visual sono firmati da JP Bonino e includono, oltre alla collezione ready-to-wear, gli orologi e gli occhiali DIESEL.

La piattaforma di comunicazione, on air per 2 mesi, seguirà le storie di diversi talents e influencer tra cui Evan Mock, skateboarder e modello. Di solito residente a New York, ha scelto di fare il suo lockdown a Maiorca, in Spagna, riconnettendosi con la natura. Julia Fox, attrice italo-americana, ha recuperato un amore durante l’isolamento. Donte Colley si è guardato dentro diventando più attivo nella lotta per ciò che è giusto. La fotografia è curata da RAYSCORRUPTEDMIND.

DIESEL sta anche collaborando con diversi canceled events, come UNTOLD Festival, uno dei festival musicali più rinomati al mondo, con il quale ha creato una serie di jeans in edizione limitata chiamata Fallen Edition 2020. UNTOLD ha vinto il premio come Best Major Festival in Europa fin dalla sua nascita. In un anno solitamente è visitato da oltre 350.000 fan provenienti da tutto il mondo. Questi fan conserveranno l’edizione 2020 nel loro immaginario – e in un paio di jeans Diesel personalizzati.

Il concept creativo e la produzione di questa campagna sono firmati da Publicis Italia.

Agency Credits

Creative Agency: Publicis Italy
Global CCO Publicis WW: Bruno Bertelli
CCO Publicis Italy: Cristiana Boccassini
Global Executive Creative Director: Mihnea Gheorghiu
Global Creative Director: Eoin Sherry
Head of Art: Costanza Rossi
Associate Creative Director/ Art Director: Arthur Amorim
Associate Creative Director/ Copywriter: Dan Arango
Art Director: Daniele tesi
Copywriter: Nicolò Santovincenzo
Designer/art director: Luca Villa
Strategic Planner: Monica Radulescu
Group Account Director: Ilaria Castiglioni
Account Supervisor: Gonzalo Gutierrez
Head of TV Production: Francesca Zazzera
Tv Producer: Erica Lora Lamia | Beatrice Pepe
Art Buyer: Caterina Collesano | Marcella Garutti
Social Media Manager: Saraluna Goodloe
Head of Social Client Services and Strategy: Alessandro Bochicchio

Film credits

Director: PANTERA
Director of photography: Jake Hunter
Production Company: SOMESUCH & CO LTD X ANONYMOUS CONTENT
Exec producer: Tor Fitzwilliams
Producer: James Greenall

Music credits

Music: Sizzer – original composition with Jackie T & the Jetpacks
Music Supervision: Michael Bertoldini

Print campaign

Photographer: JP Bonino
Post Production: Numerique

Product Still life
Photographer: Wookiee Studio
Post-Production: Zum Studio
Scenography: Micol Di Palma
Photographer Agent: Carla Pozzi

Quali sono le differenze tra Generazione Z e Millennial nelle decisioni di acquisto in store e online?

  • La Generazione Z preferisce vivere la classica esperienza di acquisto in un negozio fisico, toccando con mano e provando in prima persona i prodotti che vuole comprare.
  • Secondo alcune ricerche la Gen Z risulta essere una generazione incline a spendere il proprio denaro in modo pragmatico, a differenza dei Millennial.
  • I giovani consumatori sono più propensi a sostenere piccoli rivenditori locali oppure brand che rispettano e aiutano l’ambiente.

 

Abbiamo ampiamente discusso, nei mesi precedenti, delle differenze di comportamento che intercorrono tra la Generazione Z (coloro nati indicativamente tra la fine del 1990 e il 2010) e i Millennial (coloro nati tra gli anni ‘80 e gli anni ‘90).

Da lontano queste due generazioni possono assomigliarsi, essendo molto vicine a livello culturale e temporale. È facile presumere che queste due categorie possano pensarla allo stesso modo quasi su tutto, avendo ricevuto la stessa educazione, e che siano poche le cose che non hanno effettivamente in comune.

Ma le differenze in alcuni casi possono arrivare ad essere relativamente abissali, soprattutto perché la Gen Z è nata in un mondo dove ormai Internet e Social Media non erano più una novità da scoprire ma una realtà quotidiana.

Lo stravolgimento delle abitudini d’acquisto e di consumo dei media dettato dalla pandemia di Covid-19, oppure l’arrivo di piattaforme dedicate ai più giovani come ad esempio TikTok, sono solo due dei fattori che hanno accentuato ulteriormente le differenze tra queste due generazioni.

In questo articolo ispirato allo studio pubblicato da GlobalWebIndex analizziamo le differenze che intercorrono tra Generazione Z e Millennials per quanto riguarda le abitudini di acquisto in-store e online, cercando di capire come i brand possono adattare le loro strategie post-Covid19 in base a questi dati.

Lo shopping in-store non è morto

Come abbiamo commentato all’inizio, la Generazione Z è nata in un mondo dove il digitale non è una novità ma una realtà consolidata. Per questo siamo portati a pensare che la Gen Z acquisti prodotti quasi solo on-line, ma i dati lo smentiscono.

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Come dimostrano i dati raccolti, sembra proprio che la Generazione Z, come tutte le altre generazioni precedenti, preferisca vivere la classica esperienza di acquisto in un negozio fisico, per avere la possibilità di toccare con mano e provare in prima persona i prodotti che vuole comprare.

E sembra che, paradossalmente, la pandemia di Covid-19 abbiamo consolidato la vendita al dettaglio, oltre ad aumentare ovviamente il numero di acquisti online.

Ne sono la prova diverse iniziative come l’apertura a Guangzhou e Parigi di nuovi concept-store monomarca di Nike, che sono l’esempio di come un negozio possa diventare un ibrido tra acquisti offline e online.

Una nuova generazione di “risparmiatori”

Nonostante il negozio fisico resista, c’è un aspetto dello shopping in-store che sta lentamente scomparendo: il pagamento in contanti.

Ma questa tendenza, al contrario di quanto si possa pensare, è più diffusa tra i Baby Boomer che tra la Generazione Z. Sembra infatti che con l’aumentare dell’età la preferenza a pagare in contanti diminuisca.


In generale comunque la Generazione Z è maggiormente abituata allo shopping online e ai servizi di pagamento mobile, e questo
distorce la loro interpretazione del “contante”. 

La Gen Z non vede al denaro come una determinata quantità di banconote o monete, ma come un fondo a cui può accedere direttamente e immediatamente (attraverso le carte di credito o servizi come PayPal).

Ma nonostante questo, diversi studi dimostrano che – a differenza dei Millennial – sono più propensi ad aspettare che un prodotto sia in saldo per acquistarlo piuttosto pagarlo a prezzo pieno, in modo da poter risparmiare qualcosa. 

Secondo una ricerca condotta da HSBC infatti la Gen Z risulta essere una generazione di risparmiatori, o meglio sono inclini a spendere il proprio denaro in modo pragmatico. 

In questo studio, HSBC ha chiesto a 2.125 adulti cosa avrebbero fatto con 1.000 sterline in contanti. Circa il 72% dei giovani di età compresa tra i 18 ei 24 anni ha dichiarato che trasferirebbe tutto o parte del denaro in un conto di risparmio, rispetto al 55% dei Millennial (di età compresa tra 25 e 34 anni).

Una particolare attenzione agli acquisti eco-sostenibili 

Una delle motivazioni per cui i giovani della Generazione Z prestano maggiore attenzione ai loro acquisti potrebbe basarsi nell’attenzione che ripongono nei confronti di temi di sostenibilità ambientale.

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Risulta infatti che, rispetto ai Millennial, siano più propensi a sostenere piccoli rivenditori locali oppure brand che rispettano e aiutano l’ambiente.

È giusto pensare che anche gli effetti secondari della pandemia di Covid-19, insieme ai movimenti come Black Live Matters oppure una maggiore coscienza a favore della comunità LGTBI+, siano tutti fattori che influenzano i comportamenti di acquisto di una generazione che è particolarmente attiva socialmente.

Cosa significano queste differenze per le imprese?

Abbiamo visto come la Generazione Z è più interessata a sostenere le attività commerciali locali e a fare acquisti di persona. Questo potrebbe essere un grande vantaggio per quelle piccole attività che stanno riaprendo con fatica dopo il periodo di lockdown.

In generale comunque il marketing generazionale può essere particolarmente produttivo, a patto che sia guidato da dati sicuri e comprovati e non si basi su supposizioni o stereotipi. 

Lo studio di GlobalWebIndex ne è la prova: al contrario di quanto tutti possano pensare, la Generazione Z non è destinata a seguire lo stesso percorso dei Millennial, soprattutto per quanto riguarda le abitudini di acquisto.