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10 design trend di cui faremo volentieri a meno nel 2018

Inizia al meglio il nuovo anno eliminando queste dieci tendenze dai tuoi progetti

Il 2017 è stato un anno incredibile per il design. Brand come Nike hanno preso una posizione forte sull'inclusione. La realtà virtuale ha permesso agli utenti di vivere nuove ed entusiasmanti experience. I designer hanno risolto alcuni problemi di vecchia data che il design tradizionale aveva completamente ignorato. Tuttavia, ci sono stati tantissimi errori, abbagli, frustrazioni e fastidi di vario genere.
Ecco i casi più eclatanti.

1- Algoritmi non trasparenti

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Giunge il momento della resa dei conti per gli algoritmi non trasparenti. Questi sconosciuti, silenziosi burattinai della nostra esistenza, conoscono perfettamente le nostre preferenze, ci consigliano letture, vestiti e programmi da vedere e molto altro ancora. Quel che risulta ancora più problematico è che le aziende che li stanno progettando e utilizzando, non riescono a controllarli. Ad esempio, uno degli algoritmi di Facebook ha creato categorie antisemite per gli utenti, violando gli standard della piattaforma. Tutto questo non è accettabile.

2- Il design per l’attention economy

Il tempo è denaro. L'attenzione rappresenta uno dei capitali più importanti del nostro tempo, basti pensare agli innumerevoli sforzi delle aziende per mantenere alto il nostro interesse attraverso la UX.

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Le app ci bombardano continuamente con notifiche per invogliarci a interagire con i loro contenuti, a volte in maniera esagerata. Gli algoritmi dei feed di notizie offrono, senza sosta, contenuti di ogni genere, facendo di tutto per attirare la nostra attenzione, con l’obiettivo di non farci mai allontanare da quella piattaforma. Il design dovrebbe rispettare gli utenti ed essere al loro servizio, mentre la filosofia dell'attention economy produce esperienze frustranti.

3- Divorzio delle app di messaggistica dalle rispettive piattaforme social

Le app dei principali social media consentono già di inviare messaggi diretti. Oggi però stiamo assistendo a un fenomeno strano: le aziende tecnologiche stanno sviluppando applicazioni di messaggistica spin-off, come Facebook Messenger e Instagram Direct, nonostante le app dispongano di funzionalità di instant messaging. Tutto ciò non è pensato nell’interesse dell'utente. Negli Stati Uniti, chi possiede uno smartphone ha installato in media 90 app sul proprio dispositivo, e ne usa regolarmente 30 su base mensile. Secondo voi è giusto che le nostre conversazioni e attività siano distribuite
su più app?

4- Perché il design di metà secolo è ancora in voga?

I designer e i produttori di mobili della metà del secolo hanno creato arredamenti e pezzi autentici che ancora oggi sono presenti nei migliori negozi di tutto il mondo.
Il modernismo e la miriade di derivati, rappresentano però una minaccia per i classici stessi. Lo stile di metà secolo è stato inquinato così tante volte, per rispondere alle esigenze del consumo contemporaneo, che i veri principi dell'epoca, come buona qualità e design accessibile, sono andati perduti.

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I retailer tentano di uniformare lo stile per cercare di attirare il più vasto pubblico possibile, lasciandoci in eredità un'estetica impersonale e sterile. La nuova tendenza del design di arredamento non dovrebbe essere un simulacro della metà del secolo, ma piuttosto, incarnare i principi di produzione che quell’epoca rappresentava. I materiali e le tecniche di produzione odierni sono più sofisticati rispetto a quelli del passato, pertanto non ci sono scuse per i produttori di continuare a vendere prodotti scadenti.

5- Millennial branding

Prendiamo per esempio i brand che intendono intercettare i consumatori che oggi hanno dai 20 ai 30 anni, sembra basti un rosa tenue (o un colore pastello), un carattere essenziale, un nome incisivo e un look minimal per riuscire nell'intento. Lo chiamano "millenimalism" e possiamo notarlo su marchi come Hims, Chobani, Glossier, Thinx e molti altri ancora. Persino Jay-Z, appartenente alla generazione X, ha usato questa estetica sulla copertina del suo ultimo album 4:44. Non sarebbe meglio optare su strategie di branding che comunicano il marchio e lo distinguono nettamente dal suo packaging?
I brand e i designer potrebbero sforzarsi di più invece di usare sempre gli stessi concetti.

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6- Internet of Things per i bambini

Sono ormai anni che le aziende tecnologiche tentano di connettere ogni cosa. Nel 2017 i big hanno deciso di puntare sui giovani consumatori, realizzando bambole connesse, animali imbalsamati, smartwatch e monitor dotati di intelligenza artificiale per bambini. Questi prodotti riportano gravi difetti e risultano rischiosi dal punto di vista della sicurezza e della privacy. Di recente Mattel ha annullato la produzione di Aristotle, conosciuto come l’Amazon Alexa dei bambini, dopo che le associazioni dei consumatori hanno manifestato preoccupazione per la quantità di dati raccolti.

Nel frattempo le aziende, cavalcando questo trend, sono pronte a lanciare app social per bambini. Facebook ha recentemente presentato "Messenger Kids" per i suoi utenti più giovani. Bisogna avere almeno 13 anni prima di attivare un account, i genitori possono decidere se attivare il profilo e quali contatti approvare.

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7- L’architettura come propaganda

Non si tratta di un fenomeno nuovo, anche se quest'anno è tornato in voga con la propaganda politica del muro di confine tra Messico e Stati Uniti proposto da Trump.
L'architettura ha una funzione ben precisa e il muro di confine è pensato solo per alimentare nazionalismo e xenofobia.

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Invece di sprecare risorse in un progetto che divide le persone, insieme alle risorse monetarie e intellettuali, sarebbe opportuno puntare su progetti di lavori pubblici come tubi che forniscono acqua pulita; scuole per formare le generazioni future; creare reti di trasporto efficienti, risanando strade e ponti fatiscenti; creare spazi pubblici per connettere le persone.

8- Negozi e design urbano

Il mondo del retail sta cambiando e con i consumatori che si spostano online, i retailer stanno sperimentando nuovi modelli per lo sviluppo degli spazi. I negozi sono ancora punti di contatto importanti per i brand, introducono i clienti alla filosofia e alla sensibilità che sta dietro i loro prodotti.

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Il negozio sta diventando il nuovo "terzo spazio" con la diffusione di un approccio che fino a poco tempo fa apparteneva solo a Starbucks; ma i negozi non potranno mai essere veramente delle piazze, anche se il sottile cambiamento nella nomenclatura conta più di ogni altra cosa e fa notizia. I negozi non saranno mai spazi pubblici in quanto sono regolamentati e progettati dalle aziende per scopi specifici e commerciali.
L'anno scorso, Apple ha iniziato ad apportare modifiche alle caratteristiche fisiche delle piazze, inserendo alberi e panchine fuori dai suoi flagship store, ridimensionando il ruolo dei prodotti esposti e dedicando più spazio alle persone. È questo il futuro?

9- Design di genere

Il design gender-specific esclude le persone e contribuisce alla creazione di alcuni stereotipi di genere, come i giocattoli la cui versione femminile risulta più costosa della stessa versione maschile. Progettare oggetti specifici in modo universale potrebbe aiutare a superare alcuni pregiudizi e spianare la strada a una società ancora più egualitaria. Vestire ragazzi e ragazze con gli stessi abiti, potrebbe essere il primo passo per eliminare le barriere psicologiche che rafforzano l’alterità tra i sessi.

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10- Normcore fashion

La moda, come il design dei mobili, si sta dirigendo verso un'estetica sempre più uniforme.
Guardando al futuro i brand stanno cercando di recuperare la loro unicità calandosi nel design delle comunità locali, utilizzando la moda sviluppata nelle singole città per arricchire le loro collezioni.
Come H&M, Uniqlo e Zara, potenze globali nel settore dell’abbigliamento, hanno aperto studi di design sparsi in tutto il mondo.

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