Un po' di storia

Da fornitore a brand: la storia di Pantone (e il nuovo Ultra Violet)

Ecco cosa c’è dietro un appuntamento annuale che dal 2000 condiziona i trend di mercato di grafica, design, fashion e moda

Marco Fongaro 

Web Marketing Assistant

Pantone si è pronunciato! L’istituto e istituzione del colore ha identificato l’Ultra Violet come il colore del 2018.

Ma cosa c’è dietro un appuntamento annuale che dal 2000 condiziona i trend di mercato di grafica, design, fashion, moda e di tutte le aziende che prestano particolare attenzione ai trend cromatici?

Quando l’80% dell’esperienza umana è filtrata attraverso gli occhi, capiamo che la scelta del colore è un fattore critico e per questo estremamente importante.

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Pantone Matching System

Da sempre gli stimoli luminosi hanno affascinato l’essere umano, che nella vista e nei colori ha cercato non solo una spiegazione scientifica, ma significati più profondi. I fuochi interni platonici e la teoria dei colori di Goethe hanno però dovuto cedere il passo alla scienza e alla necessità pratica di catalogare e distinguere i colori.

Per questo nascono i modelli cromatici come il CMYK (Ciano, Magenta, Yellow, Key black), sottrattivo, basato sulla teoria dell’assorbimento della luce da parte dei corpi e l'RGB (Red, Green, Blue), additivo, per il quale unendo i tre colori primari con la loro intensità massima si ottiene il bianco.

Esistono poi il nipponico TOYO Color Finder e il tedesco HKS, ma il sistema più utilizzato al mondo è quello creato nel 1963 da Lawrence Herbert, il Pantone Matching System. Questo standard, divenuto globale, è stato creato per garantire la corretta comunicazione e riproduzione dei colori permettendo, ad esempio, una corrispondenza perfetta tra il colore visualizzato a monitor e quello stampato.

I colori Pantone differiscono dagli altri modelli perché non possono essere scomposti in quadricromia e non sono ottenuti attraverso una sovrapposizione: si tratta di colori originati da una pellicola piena, ad intensità massima.

Oggi, però, Pantone non è semplicemente uno strumento tecnico per l'industria del design e della stampa, ma un brand di culto, portatore del colore quale elemento distintivo di prodotti e aziende.

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Il Branding

Il Pantone Matching System è dunque diventato un dizionario di riferimento per i designer e le aziende, che possono identificare un colore in modo univoco grazie al codice e al nome abbinati.

Ma è possibile possedere un colore?

Sì. Un particolare campo di applicazione del sistema Pantone è il branding. Tra le più recenti controversie giudiziarie in merito vi è quella tra Cadbury (Kraft) e Milka (Nestlé) in merito all’uso esclusivo del “viola” Pantone 2685 C per avvolgere le barrette di cioccolata.

Per fare proprio un colore, un’azienda deve dimostrare che si tratta di un elemento distintivo del brand o del prodotto. Esempi eminenti sono il rosso Coca-Cola (in origine Pantone 484), il verde Starbucks (Pantone 3298) e il Blue Tiffany (Pantone 1837) della gioielleria omonima.

Anche cinque persone, in tutto il mondo, hanno commissionato un colore personale Pantone. Il più conosciuto è probabilmente il rapper Jay-Z, che ai tempi in cui era consulente della General Motors ha chiesto a Pantone di codificare il Jay Z Blue.

Vi sono poi il rosa dell’amministratore delegato Sherry Chris, il grigio dello stilista Jason Wu, il blu del defunto stilista britannico Richard Nicoll e il Love Symbol #2 dedicato a Prince. Quest’ultimo viola, recentissimo, potrebbe essere addirittura un “ultra” viola? La smentita del direttore esecutivo del Pantone Color Institute, Leatrice Eiseman, è categorica:

«La nostra selezione per il Pantone Color of the Year 2018 era già stata confermata prima che gli eredi di Prince venissero da noi per sviluppare una tonalità viola che fosse esattamente la stessa del suo pianoforte».

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Ultra Violet: colore Pantone 2018

Il “colore dell'anno” proclamato da Pantone è in parte frutto di analisi, in parte emblema dei tempi correnti, in parte una profezia che si auto-avvera.

Dal 2000, la selezione annuale è guidata dal dipartimento di consulenza Pantone Institute. Mesi prima dell'annuncio, Pantone collabora con vari marchi per scatenare una valanga di prodotti nella tonalità prescelta dettando, di fatto, la moda cromatica del prossimo futuro.

Se pensi di avere un occhio allenato con i colori, puoi provare a sostenere la versione semplificata del test Farnsworth-Munsell che gli impiegati Pantone coinvolti nelle scelte relative ai colori sostengono ogni anno.

Pantone afferma che il colore del programma annuale è l'unico momento dell'anno per incoraggiare il pubblico a riflettere sull'importanza del colore nelle loro scelte quotidiane. Quest'anno, in particolare, ha collaborato con Butter LONDON per creare una collezione di cosmetici Ultra Violet, e con Saatchi Art per selezionare opere d'arte che incarnino lo spirito del colore Pantone 2018.

Si tratta dunque di qualcosa di più di un semplice colore. Business, certo, ma anche quel valore che anche Platone e Goethe cercavano nelle percezioni luminose.

Dall'esplorazione delle nuove tecnologie e della galassia più grande, all'espressione artistica e alla riflessione spirituale, l'intuitivo Ultra Violet illumina la strada a ciò che deve ancora venire.

Così Leatrice Eiseman, Direttore Esecutivo del Pantone Color Institute, tratteggia l'Ultra Violet, colore complesso e contemplativo che descrive un tempo che richiede inventiva e immaginazione, ma anche meditazione e autenticità. Questo colore vuole comunicare originalità, ingenuità e un pensiero visionario rivolto al futuro, proseguendo sul sentiero della freschezza e dei nuovi impulsi che caratterizzavano Greenery, il colore Pantone del 2017.

Ultra Violet, colore complesso e contemplativo che descrive un tempo che richiede inventiva e immaginazione, ma anche meditazione e autenticità - Leatrice Eiseman

Scritto da

Marco Fongaro 

Web Marketing Assistant

Relazioni pubbliche, marketing, animazione, eventi, turismo, filosofia, pensiero laterale e webmarketing: cerco di conciliare fare e imparare, azione e contemplazione.

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