Social media

Il pacifismo afroamericano: la lunga strada oltre Dallas passa (anche) dai social media

Chi ha raccolto l'eredità di Martin Luther King? La galassia per i diritti dei neri prova a riorganizzarsi ripartendo dai valori degli anni '60, da declinare nei new media

Gavin Eugene Long aveva 29 anni, era un ex marine afroamericano che aveva servito il suo Paese in Iraq: nel giorno del suo compleanno, il 17 luglio, ha ucciso tre poliziotti a Baton Rouge (Lousiana). All'interno del suo canale Youtube (ancora attivo) si trovano molti video deliranti in cui si pronunciano frasi tristemente profetiche: "Non ci sono mai state rivoluzioni senza versare il sangue" o "uccidi i tuoi nemici o muori". In un altro video si vanta invece di non essere affiliato ad alcun movimento "Ma solo allo spirito di giustizia".

I movimenti neri che lottano pacificamente per i propri diritti non sono stati felici di questa dichiarazione di Long, specialmente #BlackLivesMatter, che su Twitter ha pubblicato una condanna degli ultimi fatti di sangue, per marcare il confine con l'atteggiamento ambiguo di alcuni attivisti del movimento.

https://twitter.com/Blklivesmatter/status/751443497656291328

Cosa succede adesso ai movimenti pacifici per i diritti dei neri

L’intervento più atteso è stato senza subbio quello di Hillary Clinton, ma anche il repubblicano John Kasich ha preso il microfono alla convention annuale della "National Association of the Advancement of Colored People" (preferendola alla kermesse di Cleveland con Donald Trump).
Un movimento storico già dal nome, quel “colored”, che adesso stona un po’, ma che si è preferito mantenere. Tra gli appelli all'unità e alla protesta pacifica spicca quello del leader Cornell Brooks oltre che ovviamente quello della frontrunner dem.

Su posizioni moderate trovaiamo anche la NGAN (“Next Generation Action Network”) movimento fondato da uno dei leader minori di #BlackLivesMatter, Dominique Alexander. Intorno all'hashtag #NGAN vengono raccolte proposte, appelli e iniziative per educare alla responsabilità i leader neri del futuro.

Anche Deray Mckesson, leader carismatico di "Black Lives Matter" e vera social star, ha condannato ufficialmente gli ultimi atti di violenza contro la polizia: "Il movimento inizia con una chiamata alla non violenza. E questa chiamata rimane valida". Un appello pronunciato alla vigilia del suo arresto, dopo l'ultima manifestazione in Louisiana. Mckesson è stato liberato su cauzione dopo 16 ore.

https://twitter.com/nytimes/status/754877653392486400

I nipotini del Rev. King

Ma chi sono gli eredi legittimi del movimento per i diritti dei neri che nei primi anni '60 marciò su Washington con Martin Luther King? Esiste una sorta di "linea di sangue?" L'eredità è raccolta ufficialmente dalla "Southern Christian Leadership Conference". L'organizzazione di cui il Rev. King era leader ha recentemente rimosso dal proprio incarico il proprio facinoroso responsabile della Louisiana, per aver provato a boicottare un centro commerciale in seguito alla strage di Baton Rouge.

Lo stesso spirito della SCLC anima anche lo "Student Nonviolent Coordinating Committee", recentemente "endorsato" dal profilo Twitter della Convention Democratica.

https://twitter.com/DemConvention/status/744203598758805505

"Vorrei che questa città mi amasse come io la amo"

Concludiamo con un omaggio ai tre agenti uccisi a Baton Rouge, tra cui c'era anche Montrell Jackson un afroamericano di 32 anni che condannava ogni deriva violenta alla protesta e che, suo malgrado, è rimasto vittima del gesto di un folle. Qualche settimana fa aveva affidato alla sua bacheca Facebook le proprie perplessità sul clima che si respirava in città:

I swear to God I love this city but I wonder if this city loves me. In uniform I get nasty hateful looks and out of uniform some consider me a threat”. “Please don’t let hate infect your heart. This city MUST and WILL get better". "I’m working in these streets so any protesters, officers, friends, family, or whoever, if you see me and need a hug or want to say a prayer I got you".

Nel frattempo la Casa Bianca ha risposto in maniera negativa ai quasi 150 mila firmatari di una petizione che chiedeva di annoverare #BlackLivesMatter tra i gruppi terroristici.

Il parallelo azzardato con ISIS, non è stato accolto.

Ma chi sono gli eredi legittimi del movimento per i diritti dei neri che nei primi anni '60 marciò su Washington con Martin Luther King? Esiste una sorta di "linea di sangue?"

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