Corporate Storytelling

5 errori che rovinano il tuo Corporate Storytelling

La storia aziendale non è uno strumento di vendita diretta, ma aiuta ad instaurare da subito un coinvolgimento emotivo col tuo potenziale cliente

Daria D'Acquisto 

Editor & Social Media Manager

Diventa Content Manager, impara Strategy, Storytelling, Web Copywriting. Scopri il Corso Content Now! di Ninja Academy, 25 ORE On Demand con Francesco Gavatorta, Alberto Maestri e Valentina Falcinelli.

Lo storytelling è ormai entrato nella coscienza comune delle aziende. In ogni piano di marketing è ormai prevista una voce dedicata al corporate storytelling e finalmente si parte dal presupposto che la storia aziendale non è uno strumento di vendita diretta, ma aiuta ad instaurare da subito un coinvolgimento emotivo in chi legge, ascolta o guarda, proprio come un racconto o un romanzo.

Proprio per questa caratteristica, fare corporate storytelling richiede pazienza, tempo e un po' di esperienza. Prima di creare la perfetta storia d'impresa, passerai certamente attraverso una serie di tranelli di scrittura, che faranno cambiare pagina ai tuoi utenti, anziché mantenerli sul tuo sito web per saperne di più.

Per questo Ninja Academy ha deciso di promuovere il Corso Online in Corporate Storytelling per dare modo a chi già lavora nel digital marketing e vuole ampliare i propri orizzonti professionale, di capire quale possa essere il valore aggiunto che questo tipo di attività può dare ad un brand e quale sia il modo giusto per farlo.

Se vuoi evitare da subito questo pericolo, ti forniamo una lista dei cinque errori più comuni che possono rovinare il tuo corporate storytelling.

Parti in vantaggio, supera subito i primi ostacoli e coinvolgi i tuoi clienti con una storia perfetta.

#1 Essere complessi come un enigma

5 errori che rovinano il tuo corporate storytelling

Soprattutto nel caso di aziende specializzate in settori tecnici come high-tech, servizi farmaceutici e medici, servizi finanziari, molti storyteller tendono a perdersi tra i mille particolari del gergo specifico. Questo naturalmente rischia di allontanare immediatamente il lettore o l'ascoltatore poco informato sul settore.

In realtà, parlare di eccipienti, o di Account Settlement, o ancora di Data mining, può spaventare anche il lettore più esperto, che in genere sullo schermo effettua una prima lettura veloce per decidere solo in un secondo momento se soffermarsi su quel testo e su quel video, una volta coinvolto.

Inoltre, un testo troppo ricco di parole tratte dal gergo tecnico, rischia di avere l'effetto opposto da quello desiderato: se vuoi che la tua storia risulti autentica e immediata, scegli la semplicità e ricorda sempre il gioco del telefono senza fili. Ogni processo di comunicazione prevede delle interferenze tra mittente e destinatario del messaggio, evita quindi di aggiungervi anche la difficoltà di dover cercare ogni termine su Google.

La complessità è il primo ostacolo che si frappone tra la tua storia e il coinvolgimento emotivo: hai presente quando diciamo che in amore si ragiona col cuore? Se richiedi più lavoro del necessario alla concentrazione intellettiva, tarderai a coinvolgere le emozioni dei tuoi lettori.

Infine, una storia troppo intrisa di gergo specialistico comunica l'idea che neanche la tua azienda conosca bene la propria storia e abbia per questo necessità di ricorrere a parole complicate per spiegare qualcosa che in realtà è semplicissimo: il tuo lavoro di ogni giorno.

#2 Tentare di dipingersi come Superman nel corporate storytelling

5 errori che rovinano il tuo corporate storytelling

Troppe aziende si sono costruite il mito di dover apparire come delle specie di Superman agli occhi dei propri clienti, per convincerli che loro sono il meglio possibile sul mercato e che è questo l'unico vero motivo per comprare quei prodotti o affidarsi ai quei servizi.

In realtà lo storytelling serve ad altro: serve a costruire legami, a saldare rapporti e a creare una partecipazione emotiva al brand da parte del consumatore, che vi si sente legato per una sorta di affinità elettiva.

Raccontare le mille sfide quotidiane che hai dovuto affrontare per raggiungere alla tua vetta, o dipingere i super poteri che ti rendono unico nel tuo genere, sa un po' troppo di finzione, oltre a rischiare di farti sembrare anche un po' esaltato. Il risultato? I tuoi lettori si allontaneranno quatti, quatti nel timore che ti trasformerai in un gigante verde che distrugge tutto se ti fanno arrabbiare.

La comunicazione patinata come quella che si utilizzava fino a qualche anno fa, infatti, non è più efficace, il consumatore è più consapevole anche degli strumenti di marketing e diffida di ciò che avverte chiaramente come una esagerazione o una presa in giro del suo buonsenso. Scegli di essere autentico e diventa il più umano possibile, raccontando con sincerità anche le piccole difficoltà del tuo lavoro, che certamente sei in grado di superare se la tua azienda si trova lì, davanti a quel potenziale cliente.

Ricorda che un sorriso semplice avvicina molto più dell'ammirazione e della reverenza.

LEGGI ANCHE: Essere Storytelling Specialist: cosa fare e gli errori da evitare

#3 Avere paura di rischiare con il tuo corporate storytelling

5 errori che rovinano il tuo corporate storytelling

Una grande storia è di per sé un rischio: il rischio che la storia possa non funzionare o risultare diversa da ciò che si aveva intenzione di scrivere. Soprattutto scrivendo storie per le aziende, si corre un pericolo tipico dello storytelling, quello di non entrare pienamente nel cuore del business di cui si deve parlare.

Se il messaggio non è chiaro e non arriva all'emozione di chi scrive, come potrà coinvolgere un pubblico?

Raccontare una storia, dicevamo, è di per sé un rischio, ma non bisogna avere paura di correre questo rischio e di raccontare in modo trasparente la storia della tua azienda, senza tralasciare i particolari, ma avendo la cura di non soffermarsi troppo a lungo sugli elementi che possono risultare superflui per il lettore.

I giapponesi lo chiamano minimalismo, per i designer è il motto less is more. Nello storytelling potremmo tradurlo come non dire più del necessario. Il rischio vero, in fondo, non è quello di esporsi raccontandosi, ma quello di tradire il proprio messaggio deviando su argomenti che sono solo un contorno per la nostra storia.

Ricorda prima di cominciare quali sono i protagonisti e quali i personaggi secondari.

#4 Corporate storytelling con un lieto fine

5 errori che rovinano il tuo corporate storytelling

Se pensi che la conclusione ideale della tua storia sia un vantaggio economico per il tuo cliente, come uno sconto o la garanzia che attraverso il tuo prodotto risparmieranno rispetto ai tuoi competitor, hai già rovinato tutto.

Una volta che sarai riuscito ad agganciare il tuo lettore nelle prime righe del testo, emozionandolo e coinvolgendolo con il tuo racconto, non c'è modo peggiore di concludere che il richiamo alla mera moneta. Una volta giunto al finale del tuo corporate storytelling il potenziale cliente sarà già in una dimensione diversa, molto più emotiva, e il tuo "risparmia con i nostri servizi" lo riporterebbe a terra, come se qualcuno scoppiasse all'improvviso il palloncino che lo stava facendo volteggiare a un livello superiore.

Il tuo utente, in realtà, non vuole sapere quanto risparmierà, ma come cambierà la sua vita se sceglierà proprio te. I bisogni non sono quasi mai legati a esigenze unicamente materiali, ma rispondono a richieste molto più profonde, che meritano risposte altrettanto profonde.

Il tuo prodotto o il tuo servizio potranno solo aiutare i tuoi clienti a realizzare i loro bisogni, quindi anche in questo caso, non esistono supereroi e promesse per sogni irrealizzabili, ma solo finali aperti, in cui potrebbero essere gli stessi clienti a essere chiamati in causa: chiedi loro di raccontarti in che modo hanno tratto vantaggio dal tuo prodotto o dai tuoi servizi.

Non c'è miglior coinvolgimento che creare conversazione.

#5 Nascondersi dietro il brand

5 errori che rovinano il tuo corporate storytelling

Quello del brand al primo posto a tutti i costi è un approccio che sta già cambiando anche per le grandi compagnie. Raccontare delle persone che rendono grande il tuo marchio è uno strumento molto più efficace per avvicinare il pubblico di riferimento.

Spesso capita che il corporate storytelling non risulti efficace proprio per questo errore: le persone non hanno coscienza di chi si nasconda dietro quel brand e lo sentono lontano dalla propria esperienza quotidiana.

Ogni azienda, invece, è fatta di persone, con le stesse identiche esigenze ed aspettative dei tuoi clienti.

Una buona narrazione, ad esempio, può partire proprio dal punto di vista di uno di questi dipendenti, o da quello di un partner aziendale, o ancora da parte di un cliente.

Ogni storia aziendale dovrebbe essere legata ad una storia umana personale, perché solo così riuscirai a comunicare le esperienze comuni a tutti che rendono grande il tuo business.

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?

Hai presente quando diciamo che in amore si ragiona col cuore? Se richiedi più lavoro del necessario alla concentrazione intellettiva, tarderai a coinvolgere le emozioni dei tuoi lettori

Vuoi ancora più Ninja Power?

Accedi gratuitamente a Marketing News, Viral Tips & Tricks, Business & Life Hacks ed entra in una community di oltre 70.000 professionisti.

La tua privacy è al sicuro. Non facciamo spam.
Registrandoti confermi di accettare la privacy policy

Vuoi ancora più Ninja Power?

Accedi gratuitamente a Marketing News, Viral Tips & Tricks, Business & Life Hacks ed entra in una community di oltre 70.000 professionisti.

La tua privacy è al sicuro. Non facciamo spam.
Registrandoti confermi di accettare la privacy policy