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Perchè la famiglia Beckham vale più della regina d’Inghilterra

A lezione di personal branding da una delle famiglie più famose al mondo

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La carriera di uno dei “lui” più noti nel mondo del calcio e, adesso, del marketing, comincia come tante altre: tanti provini andati male, una passione sfrenata per lo sport che porta a lasciare la scuola a sedici anni e, finalmente, il primo contratto con una grande squadra, il Manchester United. Una storia vista e rivista, che inizialmente non avrebbe fatto certo pensare a qualcosa di speciale nelle gambe e nella testa (e magari anche negli addominali) di un ragazzino chiamato David Robert Joseph Beckham.

La storia della “lei” che ha rivoluzionato la musica dei secondi anni novanta, nasce invece nella contea di Essex: passione per il ballo, provini da modella, scarsi risultati. Poi l’amicizia con Emma Bunton, il comune sentimento per il canto e la follia di provare ad avere successo in un campo a dir poco ostico. Come non detto, dopo pochi anni dalla nascita, le “Spice Girls” raggiungono le vette delle classifiche pop inglesi e mondiali, e Victoria Caroline Adams ne è indubbiamente la star.

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Dopo un matrimonio da oltre 500.000 sterline e quattro figli (Brooklyn, Romeo, Cruz e Harper), ad oggi la famiglia Beckham ha un valore stimato di quasi un miliardo di sterline. Esattamente, quasi un miliardo di sterline, ovvero quasi il doppio di quello della regina Elisabetta (via Mirror). E cresce di circa 30/40 milioni all’anno. Cerchiamo di capire quali sono stati i pilastri del successo.

Paradossalmente, il patrimonio ed il valore della famiglia Beckham è andato aumentando esponenzialmente da quando il bel David ha concluso la sua attività di calciatore. Come è possibile? Molto semplicemente, il maggior tempo libero ha permesso a David di dedicarsi quasi esclusivamente alla attività di sponsor e di endorser.
H&M, capello fluente, addominali a non finire, sex appeal, presente? Ecco, stiamo parlando di quel genere di pubblicità. Tra i brand di cui è attualmente testimonial: Haig Club, Biotherm e Pepsi.

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In aggiunta, una linea di profumi "David Beckham" esclusivamente per uomini con diverse fragranze disponibili: un modo carino e gentile per dirci "non sarai mai come me, ma almeno puoi provarci".

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Dall’altro lato, Victoria non è assolutamente da meno: dopo aver concluso la carriera musicale, il successo inaspettato nel mondo della moda. Il brand VICTORIA BECKHAM cresce infatti di anno in anno, toccando quasi 50 milioni di vendite nel 2015, anno in cui Victoria è stata anche nominata la miglior imprenditrice nel Regno Unito, e ad oggi è costantemente presente - e tra le più attese - alle più importanti Fashion Week del mondo.  Ha anche inaugurato la sua prima boutique nella prestigiosa Dover Street a Londra.

Victoria Beckham at her new store in Dover Street, London.

Sicuramente è stato rilevante l'aiuto dell'ormai amico Simon Fuller, una delle prime figure cui a suo tempo le Spice Girls si rivolsero. Da quel momento le loro strade non si sono mai separate: Simon ha infatti accompagnato Victoria in tutto il percorso di creazione e sviluppo del marchio nel mondo del fashion, e ad oggi si preoccupa di gestire giornalmente l'immagine e le pr dell'intera famiglia.

Un successo così rapido e strabiliante che perfino Microsoft ha deciso di pubblicizzare, attraverso un documentario su Skype:

E d'altronde, con due genitori così, non si può far altro che seguirne le orme. E sono più che sulla retta via i due figli Brooklyn e Romeo. Il primo a 17 anni supera i 7 milioni di followers su Instagram ed ha già fatto il suo esordio su una copertina, nello specifico quella de L'Uomo Vogue: dalla Cina all'Italia un grande successo, posando e rilasciando interviste come fosse la cosa più naturale del mondo. Il fratellino invece si "limita" a fare da testimonial per Burberry, contribuendo ad un +15% delle vendite nel semestre successivo la messa in onda dello spot tv.

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Una storia dunque di una famiglia che, passo dopo passo, ha conquistato tutto il mondo: dall’Inghilterra all’Europa, dall’Europa all’America. Sicuramente gli addominali e David hanno fatto gran parte del lavoro, ma la costante attenzione verso attività sociali (beneficienza in primis), verso una presenza continua e piacevole sui social e soprattutto verso attività di marketing mirate, ha portato ad un magnifico successo di calibro mondiale.

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Scritto da

Mattia Nencini 

Contributor

Classe 1993, ex giocatore di basket, ad ora studente per professione e contributor per passione (... okay, e anche per il cv). Viaggiare e proattività come imperativi catego… continua

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