Social media

Giphy: parabola ascendente di una startup da milioni di utenti

Incredibile pensarlo: la nota piattaforma di GIF è ancora in fase di startup, eppure ha già milioni di utenti. Cosa la attende in futuro?

Alexia Gattolin 

Content Coordinator & Writer

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Belle, divertenti, immediatamente disponibili: impossibile farne a meno. Le GIF sono ormai parte integrante del nostro pane (social) quotidiano. Anzi, le usiamo sempre di più, spesso anche al posto di commenti ed emoji. Non c’è da stupirsi allora se Giphy - il più grande database di GIF nato inizialmente come motore di ricerca - attrae milioni di utenti ogni mese ed è in continua crescita. Sorprende di più, se mai, che si tratti di una startup e che non produca ancora denaro.

Ma com’è possibile? Qual è lo stato attuale della società che ogni mese sforna oltre 3 miliardi di GIF? Qual è il suo modello di business?

via GIPHY

Al momento la piattaforma fondata nel 2013 è uno strumento gratuito per gli utenti, non prevede feature a pagamento e non genera profitti. Potrà sembrare strano, ma non è l’unico caso di realtà diventate popolari in brevissimo tempo che non hanno ancora deciso in che direzione muoversi per monetizzare.

Almeno il presente per ora è chiaro. Alex Chung, cofounder e CEO di Giphy, ha fatto un po’ di chiarezza sullo stato attuale della compagnia e sugli scenari futuri durante il TechCrunch Disrupt di New York, evento di portata internazionale dedicato alle startup innovative. “Stiamo ancora attraversando la fase di crescita tipica del grafico a mazza da hockey e non accenniamo a rallentare. Siamo nella fase di pre-revenue. Abbiamo avuto uno sviluppo del 2x negli ultimi due mesi”.

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Per chi non mastica perfettamente lo startuppese, facciamo subito un po’ di luce su un paio di concetti. Per “grafico a mazza da hockey" - hockey stick curve - si intende un grafico che presenta un tasso di crescita iniziale molto basso, ma all’improvviso si impenna e inizia a crescere vertiginosamente. Viene chiamato così perché ricorda appunto la parabola del disco da hockey. La pre-revenue è invece la fase che precede il fatturato, in cui il venture capitalist spesso gioca un ruolo chiave fornendo il capitale finanziario.

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“In sostanza, stiamo per guadagnare denaro. Fin dal primo giorno abbiamo avuto un piano”. E qual è, allora, il piano di Giphy? Capiamo meglio come funziona la piattaforma per fare alcune ipotesi (molto plausibili).

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L’80% delle GIF che condividiamo sui social sono brevi frame in loop senza audio, tratti da film o show televisivi. Spesso riguardano celebrità e sono confezionati in real time. Ma tutto ciò avviene, nella maggior parte dei casi, senza alcun accordo di licenza con le compagnie che ne detengono i diritti. Basti pensare ad eventi come gli Oscar, gli Emmy o i Golden Globe. E va bene così? Giphy funge di fatto da distributore gratuito di contenuti virali per tutte queste realtà, dando un'enorme visibilità sui social e facendo da incredibile cassa di risonanza. Forse è per questo che i grandi brand, i canali tv e i media in generale non sembrano affatto infastiditi per ora. Tutt'altro.

Nonostante i numerosi cambiamenti introdotti in questi 3 anni di vita, Giphy rimane ancora principalmente un motore di ricerca. E proprio come nel più noto dei motori di ricerca che conosciamo, potrebbero essere studiati servizi a pagamento per il posizionamento tra i primi risultati di ricerca. Quanto sarebbe disposto a pagare un brand di auto, ad esempio, per comparire tra le top GIF quando un utente cerca la keyword "car"?

Guardando al futuro Chung ha inoltre un occhio di riguardo per il mobile. “In un mondo in cui i messaggi da mobile necessitano di un formato nativo, la GIF rappresenta la risposta perfetta". Questo è il motivo per cui è stata appena lanciata Giphy Keys, una vera e propria keyboard per le GIF che si integra con le altre app del nostro cellulare, consentendoci di condividerle ovunque in modo immediato.

Un aspetto molto importante della startup, nel tempo, è diventata inoltre la content creation: chiunque può realizzare le sue GIF da desktop o tramite app. Così facendo siamo sempre più autori, ma anche sempre più consumatori. Ecco perché nei piani futuri c’è sicuramente l’idea di lanciare anche le GIF brandizzate a pagamento, proprio come Twitter ha fatto con gli emoji. C'è da scommettere che molti brand farebbero a gara.

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Anche se per Chung siamo solo all’inizio - “Mia madre non sa nemmeno cosa sia una GIF, la maggior parte del mondo non ne ha idea”, ha dichiarato - con queste premesse la crescita esponenziale di Giphy sembra davvero inarrestabile.

E a noi non resta che iniziare a istruire le mamme.

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Al momento la piattaforma fondata nel 2013 è uno strumento gratuito per gli utenti, non prevede feature a pagamento e non genera profitti. Potrà sembrare strano, ma non è l’unico caso di realtà diventate popolari in brevissimo tempo che non hanno ancora deciso in che direzione muoversi per monetizzare.

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