Crediti Universitari ed Executive Master: la soluzione di Ninja Academy

Pronto ad entrare nel mondo dell’Università? Desideroso di attestare con titoli certificati e di qualità il tuo grado di preparazione nell’ambito che hai sempre sognato?

Bisogna partire dal principio e comprendere cosa c’è alla base del sistema accademico italiano, approfondendo la questione dei crediti formativi universitari. Continua a leggere

Instagram: estesa la durata dei video

Instagram_Rainbow_Banner

È dell’ultima ora la notizia secondo la quale il social network delle immagini per eccellenza, ovvero Instagram, permetterà ai suoi utenti di pubblicare video fino a 60 secondi, superando di non poco i 15 secondi precedentemente concessi.

Video Creators on Instagram from Instagram on Vimeo.

Il roll out partirà oggi e terminerà nei prossimi mesi, quando tutti gli igers potranno dilettarsi a raccontare storie creative e divertenti della durata di un minuto.

La notizia è stata ovviamente data dallo stesso Instagram, che con una nota sul suo blog, ha dichiarato che negli ultimi sei mesi il tempo speso a visualizzare video è aumentato di oltre il 40%: un risultato niente male che mantiene Instagram in cima alla classifica dei social più usati.

Un’altra novità è che al momento Instagram si sta impegnando, almeno per iOS, a permette di fare video con più clip direttamente dalla fotocamera, modifica che sarà immediatamente disponibile a partire da questa settimana, con l’aggiornamento alla versione 7.19 nell’App Store di Apple.

Bella mossa, Mark: starai forse cercando di farci distrarre dalla notizia che presto il feed di Instagram sarà dominato dalle pubblicità e da contenuti sponsorizzati?

swiss

Un salto nel mondo con SWISS e Ivan D’Ignoti

A distanza di 12 anni dalla sua nascita, Facebook oggi ospita milioni di pagine aziendali. È molto probabile che nel cercare informazioni su qualche prodotto o servizio, ci si imbatta nella fanpage dell’azienda d’interesse. Ma non sempre ciò che vi troviamo è di nostro interesse o riesce a coinvolgerci ed emozionarci. SWISS, con la sua campagna #unsaltonelmondo, si dimostra invece un brand molto attento alla comunicazione social.

Una comunicazione che vuole essere immediata, diretta e informale: la presenza della compagnia aerea sui social è sempre più rilevante e significativa, caratterizzata da iniziative mirate a coinvolgere ed avvicinare le persone. Ultima delle quali è #unsaltonelmondo, foto-progetto del giovane Ivan D’Ignoti. Il blogger siciliano ha avuto l’idea di percorrere un giro del mondo virtuale in un modo originale e pieno di allegria: in occasione di Expo 2015, ha immortalato i suoi spettacolari salti davanti ad ogni Padiglione, fotografati e diffusi attraverso Facebook, Instagram, Twitter.

swiss

un_salto_nel_mondo_con_swiss_e_ivan_dignoti

LEGGI ANCHE: I 10 brand più amati dai Millennial

Da qui l’idea di SWISS di coinvolgere Ivan, il cui progetto rappresenta in maniera creativa e pertinente il mondo della compagnia aerea, che offre ai suoi clienti la possibilità di “fare salti” in tutto il mondo.

Recentemente abbiamo avuto la possibilità di intervistare Stefan Zwicky, Country Manager Italia e Malta, a proposito di #unsaltonelmondo.

Coinvolgere Ivan nella strategia branding di SWISS è stata una scelta molto interessante. Quanto è importante, oggi, che le aziende intercettino le iniziative personali degli utenti e, attraverso di loro, si inseriscano nel flusso di conversazioni spontanee sul web?

Si tratta di un’attività strettamente social e su questo specifico canale intendiamo rivolgerci alla nostra comunità, puntando su un elemento chiave: l’autenticità. Alcune aziende usano i canali social per comunicazioni molto istituzionali e commerciali. Quando si ha una reale comunità di follower, perché non rivolgersi a loro come a veri e propri amici? Credo che l’iniziativa di Ivan sia l’esempio del nostro approccio basato sull’autenticità. Nel corso di questi mesi Ivan ha dedicato in esclusiva ai nostri follower una serie di bellissimi salti, fissati da scatti fotografici, in giro per il mondo. Le foto sono molto suggestive e trasmettono gioia ed energia in tutta semplicità. Qualcosa che ci farebbe piacere condividere anche con i nostri amici!

swiss

Sui vari canali social di SWISS vengono pubblicati molti contenuti dedicati a raccontare l’azienda, i suoi volti e il suo lavoro. Cosa vi ha portato a scegliere questo tipo di approccio?

Nel nostro settore tante attività si nutrono di ispirazione e oggi questo non può più limitarsi a comunicare tariffe ai passeggeri, ma piuttosto fornire contenuti e idee a una comunità di persone che hanno scelto di seguirci. Fortunatamente i nuovi media permettono di comunicare in entrambi i sensi, attraverso uno scambio informale dove non conta se sei cliente o meno, conta piuttosto l’interesse verso qualcosa che abbiamo in comune: la passione per i viaggi e per scoprire sempre nuovi mondi e nuovi stimoli.

The people behind SWISS

Oltre 100 dipendenti provenienti da più di 30 dipartimenti uniti da una storia comune: “The people behind SWISS”. Il video rappresenta la molteplicità dei dipendenti e la vasta gamma di competenze utilizzate nel compiere, quotidianamente, il proprio lavoro con passione e dedizione incomparabile.

Pubblicato da Swiss International Air Lines su Venerdì 19 febbraio 2016

 

Per un’azienda, qual è l’opportunità più grande da cogliere oggi, nell’utilizzo dei social media?

Ritengo sia essenziale raccontare l’azienda in maniera autentica, diretta e sincera. La grande opportunità dei canali social è poter abbandonare la classica comunicazione uni-direzionale che considera il cliente come semplice consumatore di beni e servizi, mentre il rapporto è più complesso e va considerata l’interazione tra tutti i soggetti in gioco. Io comunico al cliente-follower ed il cliente-follower comunica con me-azienda, direttamente, senza barriere e in tempo pressoché reale.

#unsaltonelmondo avrà un seguito?

L’interazione con la comunità è essenziale, perciò nelle prossime settimane intendiamo invitare i nostri follower che hanno apprezzato e seguito #unsaltonelmondo a fare come Ivan, con un concorso disponibile a breve. I dettagli saranno comunicati molto presto, posso solo anticipare che per i luoghi suggestivi ovviamente ci si può lasciare ispirare dalle tante destinazioni offerte da SWISS…

Ringraziamo Stefan Zwicky per questa intervista!

Salvini re di Facebook, Twitter triste: epic win e fail della settimana

La settimana di Pasqua è appena trascorsa e le sorprese non sono mancate. Sono stati giorni intensi, ricchi di avvenimenti che hanno commosso i social, ma che per fortuna hanno avuto anche un lato ironico e sarcastico. Non sono mancati i picchi epici e non potevano mancare nella rubrica ninja più epica del web.

Win

In tutto ciò non c’è niente di epico, anzi. Nella tristezza assoluta, stringendoci in un grande abbraccio mondiale e sperando che questi avvenimenti non siano più protagonisti delle nostre giornate, segnaliamo solo come a volte i social network, come ad esempio Twitter, si dimostrino come una grande famiglia che lascia in un angolo le polemiche quotidiane unita da un solo hashtag: #PrayForBelgium

epicwin_fai_uno

 

Ancora Twitter, portavoce di un’iniziativa mondiale dal valore culturale immenso. #MuseumWeek è l’hashtag/titolo del progetto: dal 28 Marzo al 3 Aprile, con l’adesione di oltre 3000 centri culturali, di cui 290 italiani, verranno pubblicati sui social immagini e contenuti di musei, centri d’arte e molto altro ancora. Un modo semplice per rendere l’arte davvero a portata di tutti. Super super super epic win.

Fail

Non bisogna illudersi, la fisica ninja la conoscono tutti sin dai tempi dell’antichità: “Ad ogni epic win corrisponde un epic fail uguale e contrario”. Sì, è tempo di fail.

Primo grande epic fail per il pilota di Formula1 Lewis Hamilton. Su FormulaPassion.it ha dichiarato di essere un amante dei social network, in particolare di Snapchat: catturare l’attimo potrebbe essere da campioni, ma guidare ed usare lo smartphone cos’è? Oh, Lewis caro: il buon esempio lo hai perso per strada?

https://www.youtube.com/watch?v=4qLncRh5PUM

Microsoft: #disagio. La multinazionale Microsoft ne ha inventata una nuova: si chiama Tay ed è un bot programmato per rispondere a chiunque. Lanciato su Twitter lo scorso 23 Marzo, si è rivelato però un disastro.

https://twitter.com/TayandYou/status/712613527782076417

L’educazione e il rispetto per gli altri però forse non sono stati programmati molto bene. E la chiamano intelligenza artificiale. Epic fail.

Onestamente, le attuali vicissitudini  hanno sconvolto tutti e Facebook che non rimane mai indietro si è adeguato. Dopo la tragica vicenda in Pakistan, il Safety Check di Facebook si è infatti attivato immediatamente. Forse un po’ troppo, considerando che l’algoritmo ha coinvolto anche chi era già al sicuro in un altra regione o addirittura in Italia. Mark, ti vogliamo bene, lo sai, ma questa volta è proprio fail.

Politici e Social Media Manager non vanno molto d’accordo. La domanda sorge quindi spontanea: che quello di Gasparri, ormai senza lavoro, sia diventato poi quello di Bertolaso? Un errore capita a tutti, questo si sa, ma un pc o uno smartphone con correttore automatico non se ne vendono ai piani alti? Eppic, ehm epic fail.

Ancora politica, ancora eventi tragici: dopo l’attentato a Bruxelles e la “testimonianza” del politico Salvini direttamente dalla capitale belga, il web si è fatto sentire. Come? Facendo apparire Salvini ovunque. Anche nelle processioni del paesino di turno. Piccoli momenti epic che fanno sorridere.

Ah, ovviamente il fail è di Salvini: il racconto in real time dei tragici fatti di Bruxelles poteva forse esser svolto in altro modo…

Alla prossima settimana epica!

Facebook targeting: affinità etnica o profilazione razziale?

Che differenza c’è tra affinità etnica e profilazione razziale? Secondo Facebook si tratta di due cose molto diverse, eppure lo strumento che il social network offre alle aziende pubblicitarie crea scompiglio.

RacialProf02

Il caso è emerso in particolare con la strategia di comunicazione scelta dagli Universal Studio per promuovere il film Straight Outta Compton che, proprio grazie al “racial affinity targeting” proposto da Facebook, ha utilizzato due trailer molto diversi a seconda della presupposta categoria razziale a cui si rivolgeva.

Ma prima di formare un giudizio, ecco qui i due video. Quello proposto al pubblico “generico” (come Facebook definisce la popolazione non legata alla comunità afroamericana, ispanica o asiatica) fa leva sulla fama di Ice Cube come attore e di Dr Dree come musicista e produttore. Qui il ruolo politoco-culturale del gruppo NWA emerge in modo particolare.

Questo, invece, il trailer pensato per la comunità afroamericana.

Già, avrai notato l’improvvisa invasione di volanti della polizia, armi e gangsta talk.

Facebook ha difeso la scelta di inserire l’opzione di affinità etnica (presente soltanto negli USA per ora) sottolineando la complessità del pubblico americano. L’opzione, dicono, non identifica i soggetti in base alla loro etnia, ma in base ai loro interessi, lingua e luogo di origine. Tuttavia la modalità in cui uno specifico interesse si leghi o meno a un gruppo etnico resta in discussione.

L’azienda specifica che il processo per cui il trailer di Straight outta Compton non verrà mostrato a chi ha affinità con il gruppo afro americano, ma a chi, all’interno di questo gruppo, avrà manifestato interesse per la musica rap o per gli NWA. Questa differenziazione ha anche un nome accademico, ovvero l’identità esistenziale è diversa da quella performativa, che viene creata raccogliendo dati sugli interessi anziché sull’eticità reale.

L’affinità etnica sembra dunque un qualunque tentativo di monetizzare gli interessi degli utenti, eppure riguardando i due trailer, emerge la necessità di capire quali siano i termini che stanno all’origine della scelta delle aziende di capire quali interessi possano legarsi a quale gruppo, perché il risultato ottenuto dalla Universal resta ancorato ai pregiudizi razziali a prescindere dalle manifestate buone intenzioni di Facebook.

MailUp Investor Day 2016: a Milano la presentazione dei risultati e delle novità

Il punto della situazione ed un’analisi sul prossimo futuro dei mercati finanziari. Sono questi i due grandi temi attorno ai quali ruoterà l’evento organizzato da MailUp in programma per il 6 aprile prossimo.

L’Investor Day avrà luogo al Copernico di Milano dalle 17.30 alle 19.30 ed è un incontro gratuito che verterà su due keynote essenziali per l’azienda leader nel settore dell’email marketing.

Il primo speech vedrà come protagonisti Nazzareno Gorni e Nico Sica, rispettivamente CEO ed Head of Corp. Dev & IR di MailUp, i quali illustreranno a soci, azionisti ed investitori i risultati ottenuti nel 2015. In aggiunta al report annuale verranno inoltre presentate alcune novità tra cui il nuovo servizio MailUp Enterprise.

Durante il secondo incontro invece Paolo Verna, Partner di EnVent Capital Markets, sarà protagonista di una chiacchierata su un tema molto sentito in questa fase in cui tutto ciò che riguarda la regolamentazione dei mercati finanziari tiene banco anche al di fuori dell’ambito degli addetti ai lavori: “Passare da AIM a MTA: tutti lo dicono, nessuno lo fa. Come, quando e perché passare sul mercato regolamentato” è il titolo del keynote che concluderà la parte conferenziale dell’evento, il quale proseguirà con un cocktail party di saluto e ringraziamento per tutti i partecipanti.

Investor Day 2016

MailUp

Riepiloghiamo quindi il calendario dell’Investor Day di MailUp in programma il 6 Aprile:

17.30-17.45
Registrazione

17.45-18.15
Presentazione dei risultati 2015 della società
con Nazzareno Gorni (CEO di MailUp) e Nico Sica (Head of Corp. Dev & IR)

18.15-18.45
“Passare da AIM a MTA: tutti lo dicono, nessuno lo fa. Come, quando e perché passare sul mercato regolamentato”
Dialogo con Paolo Verna (Partner di EnVent Capital Markets)

18.45-19.30
Cocktail

Per partecipare non resta che iscriversi a questo link, vi ricordiamo che i posti disponibili sono limitati. Noi Ninja ci saremo, vi aspettiamo al Copernico!

Pins Collective, la spilla per le tue gif da indossare

Le gif piacciono a tutti, ed è un dato di fatto che sempre più spesso questo formato venga integrato nelle strategie digital. Deve essere nato da queste osservazioni il nuovo progetto di un gruppo di designer e imprenditori svedesi che hanno dato vita a Pins Collective, progetto lanciato su Kickstarter con lo scopo di realizzare la “spilla più espressiva del mondo“, come si legge nella descrizione:

“Volevamo trasformare la classica forma tonda in un moderno wearable. Abbiamo creato una spilla digitale che ti permette di dare voce ad ogni tua opinione, esprimere l’amore per il tuo artista preferito o sostenere la causa di tuo interesse – e di passare da un’opzione all’altra in pochi click.”

Karlstriker_Frida_Parmesan

Una spilla per ogni mood e pensiero

Che tu ti senta felice o triste, che tu voglia esprimere il tuo amore per i gatti o per il Doctor Who o ancora, che sia tua intenzione esprimere uno schieramento ideologico: ti basterà piazzare la tua offerta e sostenere la causa di Pins Collective per poter manifestare l’umore del momento con una gif.

LEGGI ANCHE: GIF, wearable, app, digital kit, social integration: 5 progetti tech da supportare su Kickstarter

Nel momento in cui scrivo sono ancora disponibili numerose possibilità di diventare baker dell’iniziativa, a partire da una cifra simbolica di 5 $ fino all’opzione da 550 $ che comprende l’acquisto di 10 spille e l’accesso all’app, indispensabile per poter diventare parte di Pins Collective. Già, perché sarà tramite il proprio device mobile che si svolgerà la selezione delle immagini e gif già esistenti o la creazione della propria, divenendo così parte attiva della comunità creativa del progetto. Non solo, artisti, brand e designer costituiranno una parte fondamentale di Pins Collective, che sta già stringendo accordi con diverse figure creative per creare un network artistico attivo.

a7ddee15d921226a6cc4f0470acd2e9a_original

LEGGI ANCHE: GIF: il passato, il futuro e il tentativo di Giphy di farci dei soldi

Come funziona questa spilla?

La spilla, dal display semi-riflettente e semi-retroilluminato, è dotata di una batteria che dovrebbe durare 74 se selezionata un’immagine statica, oppure 2 ore e mezza se invece si sceglierà di indossare una gif. Niente paura però, perché ti basterà utilizzare l’apposito cavetto per ricaricare la spilla proprio come se fosse un telefono.

Al momento è prevista solamente la diffusione di una versione in bianco con la classica chiusura con ago: se però verrà raggiunta la cifra di 95.000 $ (rispetto al goal iniziale di 75.000 $) verrà aggiunta la versione in nero opaco, mentre se sarà toccata la soglia del 115.000 $ sarà possibile tra chiusura con ago o magnete.

96404503377d955afcb3ef4f09318607_original

Se stai già decidendo quale è l’opzione che fa per te su Kickstarter, ti ricordiamo che spilla ed app arriveranno a febbraio 2017: hai poco meno di un anno per decidere come personalizzare la tua spilla, inizia a pensarci!

Dall’advertising al CRM: tutto quello che c’è da sapere su Twitter

Francesca Casadei, digital strategy manager in MEC e docente del Master Online in Social Media Marketing di Ninja Academy, ci racconta come Twitter sia lo strumento adatto per le aziende per farsi conoscere, non solo attraverso campagne pubblicitarie, ma anche attraverso tweet, interazioni e customer service, il tutto in tempo reale.

Francesca Casadei docente master ninja

La mia azienda ha già una fanpage su Facebook. Perché dovrei aprire anche un account su Twitter?

Le peculiarità di Twitter, che lo differenziano da Facebook, offrono diverse opportunità alle aziende di rendere ancora più efficace la loro presenza all’interno dei social media.

È organico: a differenza di Facebook, dove la visibilità di un post di un brand è fortemente legata al budget advertising allocato per promuoverlo, Twitter ha ancora un forte potenziale di visibilità organica in quanto la logica di visualizzazione dei tweet nella timeline è la stessa per tutti gli account, aziendali e privati.

È real time: le aziende possono catturare l’attenzione degli utenti scrivendo tweet pertinenti con un argomento che in quel particolare momento è di forte interesse all’interno di Twitter come un evento o un programma televisivo: gli utenti che cliccano sul hashtag associato vedranno oltre ai contenuti degli utenti anche quelli dei brand che desiderano entrare a far parte della conversazione in corso.

utenti Twitter

È pubblico: Twitter, a differenza di Facebook, ha una natura prevalentemente pubblica e questo consente alle aziende di monitorare in maniera puntuale le conversazioni che ruotano attorno al proprio brand, a quelli dei competitor e a temi rilevanti per il proprio business.

È “amico” di Google: i tweet, a differenza dei post all’interno di Facebook, hanno maggiore opportunità di essere indicizzati dai motori di ricerca, non solo in quanto pubblici ma anche alla luce dell’accordo stretto con Google la scorsa estate.

È crossmediale: la migliore fruibilità dei tweet legata al limite dei 140 caratteri, la loro natura pubblica e l’utilizzo di uno strumento come l’hashtag per catalizzare tutti i contenuti che ruotano attorno ad un evento o a un tema, rendono Twitter il social media ideale per progetti e attività di comunicazione crossmediale che coinvolgano anche mezzi storicamente offline come la televisione e la radio.

conversazioni sui social network

Si può fare pubblicità su Twitter?

Assolutamente sì.

Twitter offre molte opportunità di advertising legate a diversi formati (promoted account: per accrescere il numero dei propri follower; promoted tweet: per rendere visibile un tweet nello stream degli utenti; promoted trend, per essere i primi nell’elenco delle tendenze) ai diversi obiettivi (acquisizione follower, generazione di leads, etc) e opzioni di targeting (followers, interessi, programmi televisivi, etc).

Un intero sito non mi è bastato per comunicare la mia azienda. Come posso farlo in soli 140 caratteri?

Uno dei quotes su twitter che preferisco è quello di Arianna Huffington

“It’s not just about consuming content, but sharing it, passing it on, and adding to it.”

Allo stesso modo le aziende non dovrebbero semplicemente limitarsi a comunicare se stesse ma a stimolare l’interazione con gli utenti e a relazionarsi con loro.

Non a caso Twitter stesso suggerisce di applicare la regola del 80/20 nella creazione di una strategia di contenuti. L’80% dei tuoi Tweet deve concentrarsi sulla promozione delle interazioni con i tuoi follower, ad esempio su Retweet, risposte e aggiunte ai preferiti.

pr public relations

Twitter è un utile strumento di interazione con il pubblico, come si inserisce nei processi di Customer Service?

Twitter, insieme ad altre piattaforme di social networking, ha cambiato fortemente il concetto di Customer Care e in maniera più allargata di CRM.

Customer Care Multichannel: i consumatori si aspettano di poter dialogare con l’azienda in modi diversi da scegliere in base all’entità del problema e al momento. Twitter è un canale largamente utilizzato dagli utenti come servizio di customer care: Social Bakers afferma che l’80% delle richieste che arrivano dai social avvengono su Twitter e che il numero è aumentato di 2.5 x rispetto al 2013  .

Dallo scambio privato di informazioni alla conversazione pubblica condivisa: un’azione di customer care può essere letta e condivisa da altri utenti con evidenti vantaggi in termini di efficienza e svantaggi sulla potenziale viralità ed estensione a più utenti di un sentiment negativo più o meno giustificato.

Da 9/18 a 24/7: le aziende non possono limitarsi a non rispondere al telefono, ma, in caso di inattività del servizio di customer care, è necessario specificare in quali giorni e orari l’utente può aspettarsi una risposta perché le richieste possono arrivare in qualunque momento, non c’è domenica o Natale che tengano. Anche per questo motivo molte aziende si sono dotate di un servizio sempre attivo con tempi di risposta prossimi al “real time”.

Quest’ultimo punto, come potete immaginare, è quello più cruciale per Twitter ed è diventato il cavallo di battaglia di diverse aziende particolarmente attente al Social CRM come ad esempio @atm_informa che offre aggiornamenti in tempo reale sulla mobilità (nei seguenti orari Lun-ven, 7-20) o @KLM che usa la cover del profilo per aggiornare sul tempo di attesa necessario per avere una risposta.

 

Il Master Online in Social Media Marketing è già iniziato ma è ancora possibile iscriversi poiché i materiali didattici (video e slide) sono disponibili sulla piattaforma e-learning di Ninja Academy.

LEGGI LE ALTRE INTERVISTE AI SUPEREROI DEL MASTER NINJA ACADEMY:

I trend 2016 nella comunicazione digitale? Social Caring e Social Shopping
Social Media Strategy: il vero segreto è saper ascoltare. I consigli di Simone Tornabene
LinkedIn: dal piano editoriale all’advertising, i consigli di Leonardo Bellini
Un Social Media Planning efficace? Mai perdere di vista l’obiettivo di comunicazione
Come avere un’identità su Instagram e conquistare follower?
Pinterest: un ottimo alleato per gli eCommerce (ma non solo)
Snapchat e WhatsApp non hanno nulla da invidiare ai social media
Come iniziare con la Social Media Analysis? I consigli di Emanuela Zaccone
Studiare le Buyer Personas per un progetto di Seo e Social Media
Facebook, Instagram e Twitter Ads: la parola a Lorenzo Viscanti
Come gestire la propria presenza in rete con gli strumenti di Google
Le parole d’ordine per il Social Media Strategist: qualità e rilevanza dei contenuti

Wish Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

Wish Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

Una startup per rendere le aste benefiche democratiche e accessibili a tutti. Questa è Wish Raiser, la piattaforma online di massive experience fundraising, in cui personaggi famosi, società sportive e aziende prestigiose si calano nel ruolo di Ambassador e lanciano campagne di raccolta fondi in favore di organizzazioni no profit, attraverso un innovativo modello che coinvolge tutti i fan dei testimonial.

Grazie al portale è possibile effettuare donazioni a sostegno delle associazioni benefiche e partecipando alla campagna si ha la possibilità di essere estratti per una esperienza unica al fianco del proprio idolo. Il contributo minimo è di appena 5 euro e le transazioni economiche sono portate a termine in modo trasparente: la donazione viene incassata dall’associazione beneficiaria direttamente sul proprio conto corrente, mentre i costi di servizio vanno a Wish Raiser.

I reward sono di varia natura, dal gadget al cimelio da collezionismo, ed ogni donatore riceve una chance di accedere all’estrazione finale che mette in palio un’esperienza esclusiva e unica per i fan.

Il primo Ambassador, Leonardo Bonucci, ha regalato al vincitore del concorso due VIP pass per Juventus – Inter ed una cena per due persone in sua compagnia.

Con metriche promettenti – oltre 32 mila euro di donazioni in un mese60.000 utenti unici e 1200 donatori – Wish Raiser punta sulla creazione di esperienze uniche per i propri donatori, rivoluzionando il concetto di fundraising del no profit.

Partendo dalla considerazione che in genere alle aste benefiche possono partecipare solo persone facoltose, mentre un gran numero di utenti, seppur interessati, vengono tagliati fuori dalla competizione, Mario Salsano, co-founder & CEO, ci racconta come è nata Wish Raiser e quali sono i trend del fundraising a scopi benefici.

Fundraising per il no profit, quali sono i numeri in Italia?

WIsh Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

In Italia al momento il no profit rappresenta il 4% del PIL con un volume di affari di più di 60 miliardi di euro. In particolare, il mercato del fundraising vale circa 6 miliardi di euro, con un grande margine di mercato inesplorato: su un bacino di 300 mila istituzioni non profit italiane, appena il 20% svolge attività di raccolta fondi.

Inoltre, i dati riportano che, per quanto riguarda i donatori, soltanto un italiano su tre ha già donato nella sua vita. Appena il 33% della popolazione.

Volgendo l’occhio al mercato anglosassone è possibile notare come le possibilità di crescita per il fundraising vadano di pari passo con il crescere del numero di associazioni che raccolgono fondi: i dati infatti dicono che maggiore è il numero le organizzazioni che raccolgono fondi, più sono i donatori che donano.

Inoltre, non va sottovalutato il fatto che il mercato mondiale del charity fundraising vale 250 billioni di dollari, ma ad oggi solamente il 6% delle donazioni vengono fatte online. Questo fa percepire come il mercato del fundraising online abbia un potenziale di crescita incredibile nei prossimi anni.

Cosa spinge di più la gente a donare: reward, premi o semplice partecipazione alla causa?

WIsh Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

Un mix di questi elementi! Wish Raiser è una piattaforma multi-target che permette di creare campagne che vanno incontro alle esigenze della maggior parte dei fan e donatori. Essendo la fan base di un testimonial molto eterogenea, ci sono utenti che hanno un potere d’acquisto importante e possono permettersi di puntare direttamente alle esperienze più costose, assicurandosele grazie a donazioni importanti (ad esempio i due VIP pass per conoscere Leonardo Bonucci e gli altri giocatori delle Juventus sono stati venduti a 2500 euro).

Altri donatori invece preferiscono donare cifre contenute (a partire da 5 euro) per sentirsi parte della causa e vivere l’esperienza dell’estrazione finale. Tutti hanno una chance di essere estratti, quindi il sistema è democratico e permette a tutti di provare a vivere il proprio sogno con un’esperienza al fianco del proprio idolo.

Wish Raiser punta su personaggi famosi per promuovere il fundraising. Chi è l’Ambassador ideale?

Wish Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

Chi è il Wish Ambassador ideale? Un personaggio che abbia il desiderio di sposare una grande causa sociale, creda nei propri sogni e sia pronto a fare pazzie con i propri fan. Da questo punto di vista Leonardo Bonucci, il nostro primo Ambassador, ha il profilo ideale: un testimonial che crede fortemente nel progetto, ne comprende le potenzialità e si spende per la riuscita della campagna.

Ovviamente, parlando in generale, l’Ambassador ideale è individuabile in un personaggio che sposi in pieno i valori della filosofia Wish Raiser e che abbia una fanbase social piuttosto importante, sopra il milione di fan su Facebook, per far sì che la campagna abbia il giusto riscontro.

LEGGI ANCHE: WeWork, il coworking da 16 miliardi di dollari

3 consigli per raccontare al meglio la propria campagna e promuoverla su Wish Raiser

WIsh Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

Il team di Wishraiser lavora in maniera dedicata su ogni singola campagna e si prende carico di curare la comunicazione per il testimonial.

Ogni volta che un testimone decide di lanciare una campagna sul nostro sito, il team di Wish Raiser offre un servizio strategico che va dall’ideazione della campagna alla costruzione dell’esperienza, dall’art direction alla digital strategy, dalla creazione di contenuti video fino all’analisi del mercato e della fan base dei testimonial.

Oltre a tutto ciò, il valore aggiunto sta nella quantità di data analysis effettuata durante la campagna che ci permette di ottimizzare il nostro lavoro e far sì che la campagna sia indirizzata verso i giusti target di donatori e verso obiettivi di raccolta fondi sempre più ambiziosi.

ll successo di una campagna su Wish Raiser si fonda principalmente sul passaparola diffuso sui social media. Uno dei nostri ruoli più importanti è quello di creare contenuti condivisibili che facciano rendere al meglio la comunicazione del testimonial sui propri canali.

In base alle nostre analisi abbiamo visto ad esempio che su Facebook le immagini con una call-to-action generano più engagement, condivisione e conversioni sul sito, invece i video raggiungono molte più visualizzazioni, creano credibilità nella campagna ma generano meno interazioni e condivisioni. Inoltre l’interazione del testimonial con i propri fan (ad esempio una risposta ad un commento per ogni post) aumenta del 30% l’engagement.

La presenza di un video-call-to-action della campagna è fondamentale e aumenta i tassi di conversione di quattro volte poiché il video è considerato dai donatori il colpo di fulmine nelle campagne di raccolta fondi.

Leo Bonucci è l’Ambassador della prima campagna su Wish Raiser. Con quale strategia riuscirete ad accontentare la fede calcistica di tutti i potenziali donatori?

WIsh Raiser, la startup che rivoluziona le aste benefiche

Nel caso di Leonardo Bonucci, la fanbase è davvero eterogenea. Tra i suoi fan possiamo trovare tifosi viscerali della Juventus, collezionisti italiani, stranieri e tante tante fan.

Per questo le nostre donazioni sono strutturate su vari livelli, in modo che tutti possano trovare il modo di ottenere un reward che soddisfi le proprie esigenze e il proprio budget. I collezionisti concentreranno la loro attenzione sui cimeli e gli oggetti a tiratura limitata; i tifosi più accaniti sulle esperienze Live più esclusive. I livelli più bassi invece permettono a tutti di partecipare e vivere il sogno, e sono la chiave di volta di un sistema che offre a tutti una chance di vincere un’esperienza unica e indimenticabile.

Despar Festival 2016: come un’azienda restituisce valore al territorio

Uno stato di salute ottimale non può non essere la risultante dei giusti comportamenti a partire dal come ci si nutre. Il rapporto diretto tra una vita sana ed una alimentazione consapevole è stato al centro della settimana di lavori al Centro Culturale Altinate/San Gaetano a Padova all’interno del Despar Festival 2016. Una manifestazione curata appunto dall’azienda della grande distribuzione Despar, che opera in Triveneto ed Emilia-Romagna,che si è svolta nella settimana tra il 15 ed il 20 marzo scorsi.

L’inizio del terzo millennio è stato costellato da quel grande fenomeno chiamato globalizzazione.

Un processo in cui le identità locali sono state catapultate su scala planetaria, nel quale i confini sono divenuti labili, in cui il concetto di distanza, anche attraverso la rivoluzione digitale, ha subito profonde trasformazioni.
Uno degli effetti più pericolosi in questa grande mutazione collettiva è stato quello di importare modelli di consumo che non rispondessero ad altro se non a criteri economici, ignorando l’importanza della cultura alimentare di paesi come il nostro in cui mangiare bene garantisce un equilibrio fisico ottimale nel corso della vita.

Despar per le scuole, il progetto “Le Buone Abitudini”

Ed è per questo motivo che il Despar Festival ha incentrato la sua attenzione sulle scuole, lì dove i comportamenti di omologazione sono più frequenti e la consapevolezza di ciò che si mangia è per forza di cose meno presente.

In ciascuna delle giornate dell’evento la mattinata era dedicata in toto ai bambini, con i panel studiati da una equipe di professionisti composta da pedagogisti, nutrizionisti, chef, psicologi, biologi ed operatori teatrali, il cui lavoro era di costruire un racconto in grado di intrattenere i piccoli ed allo stesso tempo istruirli.

L’organizzazione ha previsto visite guidate con le scolaresche di alcune scuole primarie di Padova, un assaggio del più ampio progetto di educazione alimentare per le scuole “Le Buone Abitudini”, che dal 2010 ha coinvolto più di 1500 classi e 40.00 bambini.

Casa di Vita: come preparare un piatto sano da un cibo sano

Dopo una fase antimeridiana dedicata ai ragazzi, i pomeriggi del Despar Festival erano incentrati sulle degustazioni delle eccellenze del territorio all’interno dello stand Sapori del Nostro Territorio e le dimostrazioni dello Chef Stefano Polato, supportato dai nutrizionisti Filippo Brocadello e Lucio Parrello, all’interno dello stand dedicato al progetto Casa di Vita, il blog di Despar dedicato ai nuovi stili di vita.
.

Nelle parole di Rudolf Staudinger, presidente di Aspiag Service (la concessionaria Despar per il Nordest N.d.R.), ad indicare il senso di questa sezione della manifestazione e più in generale lo scopo ultimo del Festival:

“…è stato il racconto di come Despar è impegnata a restituire valore al proprio territorio e alle comunità che ne fanno parte, mettendo in gioco una struttura finanziariamente trasparente ed eticamente solida, che pone al centro le persone, i loro diritti, le loro potenzialità”

La giornata conclusiva: il Di Vita Day

Despar Festival 03

L’evento ha avuto il suo culmine nella giornata conclusiva, domenica 20 marzo, durante la quale il centro dell’attenzione di tutti i partecipanti è stato l’auditorium del San Gaetano.

All’interno della location Filippo Ongaro, medico e divulgatore scientifico, pioniere della medicina preventiva ed anti invecchiamento, ha tenuto un prezioso keynote ad una platea attenta e entusiasta, fornendo gli strumenti necessari per intraprendere un percorso di cambiamento verso scelte (alimentari e non solo) corrette e consapevoli, in grado di potenziare lo stato di salute di ciascuno.

Il bilancio complessivo dell’intera settimana è stato tracciato sempre dal presidente Staudinger:

“Abbiamo raccolto tantissimi commenti positivi: dalle istituzioni, dalle aziende partner, dagli esperti di settore, dai media, e soprattutto dai tanti cittadini che sono passati a visitare il Festival. Per la nostra azienda è stata una straordinaria occasione per raccontarsi a partire dai valori in cui crediamo, in modo coinvolgente e spettacolare”