mobile-payment-doxa

Addio ai contanti: l’evoluzione del mobile payment

Nel 2015 il settore dei pagamenti digitali è cresciuto del +5,6% e ha raggiunto i 164 miliardi di euro:  questi i dati messi in evidenza dall’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano che mostrano una crescita da attribuire alla categoria “New Digital Payment” (+21%) che include le tipologie di pagamento digitale più evolute come ad esempio MobilePOS, Contactless Payment e Mobile Payment.

LEGGI ANCHE: Mobile advertising: i dati più recenti sugli utenti mobile in Italia

Vero è che l’Italia, rispetto ad altri Paesi, vive una situazione ancora poco sviluppata in materia di Mobile Payment: gli italiani sono, un po’ per indole un po’ per caratteristiche, molto affezionati al tangibile contante, ma senza dubbio qualcosa si sta muovendo e questi numeri positivi fanno ben sperare.

Un purchase journey orientato alla mobilità 

mobile-payment-doxa

Un processo d’acquisto che si interfaccia sempre più alla mobilità: per 3 italiani su 4 lo smartphone è immancabile e irrinunciabile nello shopping. Il device è utilizzato sempre di più per confrontare prezzi o fare infocommerce, ma anche come aiuto nella “To do list” o nella consultazione di volantini.

E proprio nelle attività di promozione questo device diventa sempre più rilevante: la percentuale dei consumatori che utilizza il mobile per confrontare prezzi o sfogliare volantini con promozioni fuori dal negozio aumenta e raggiunge il 55% nel 2015 (45% nel 2014), mentre chi lo fa direttamente in store passa dal 31% al 34%.

Le app, un mondo sempre più branded

mobile-payment-doxa

Fonte @Doxa

Ma quali sono le Top branded app del mobile surfer?

Secondo la ricerca Doxa Mobile B2c Strategy, in primis spiccano le app dedicate all’eCommerce: il 63% dichiara di possedere App come Amazon, Ebay, Groupon o Zalando; seguite da App Telco; Aggregatori (DoveConviene, Subito ecc.) e App dei grandi player della GDO (ad esempio Carrefour, Lidl, Conad, Coop ecc.).

Senza dubbio le App sono un ambiente in costante evoluzione, inserito in un contesto in cui i brand stanno sperimentando nuove tattiche di ingaggio di un consumatore che trascorre sempre più tempo in mobilità e soprattutto in questo su App.

Content Marketing Update, aggiorna le tue skill in un lampo!

I migliori Content Manager riescono a progettare strategie editoriali coinvolgenti e sempre più affini agli obiettivi di business di un’azienda. Si mantengono aggiornati su nuovi trend, piattaforme, funzionalità: conoscono le case study migliori dai quali ispirarsi per pubblicare contenuti coinvolgenti, scrivere testi che convertono e progettare racconti d’impresa.

Content Marketing Update! [On Demand]

Il Content Marketing Update con Alberto Maestri è un percorso intensivo che aggiorna le content skill di chi lavora con i contenuti digitali, con le tecniche di Corporate Storytelling e sente l’esigenza di riprendere il passo sulle novità della disciplina per il 2016.

Seguendo questo percorso, riuscirai a:

  • Comprendere i cambiamenti in atto nell’ambito del Content Marketing digitale
  • Collocare le tue attività su una precisa roadmap evolutiva della disciplina
  • Adottare/raffinare un approccio critico indispensabile per selezionare i trend più interessanti, declinandole in proposte innovative per clienti e colleghi.
  • Saper ‘unire i puntini’, integrando al meglio framework, canali, contenuti.

Quali sono gli argomenti del Content Marketing Update e chi è il docente?

Alberto Maestri, il tuo docente per il Content Marketing Update, è stato uno dei 25 partecipanti worldwide al Weave The Future Project, organizzato dal Gruppo Marzotto, e ha fatto parte del team organizzativo del TEDx Reggio Emilia. Attualmente è responsabile della sezione Tech di Ninja Marketing e lavora come Senior Consultant in OpenKnowledge su progetti di customer engagement e innovazione.

Ha scritto centinaia di articoli cartacei (Harvard Business Review, L’Impresa, MarkUp) e online sul tema del social business e del digital marketing e ha pubblicato i manuali “Giochi da Prendere sul Serio” (FrancoAngeli, 2015), “Content Evolution” (FrancoAngeli, 2015), “Digital Content Marketing” (Anteprima Edizioni, ripubblicato nel 2015 da Il Sole 24 Ore) e un ebook, “Content Reloaded” (40k Unofficial, diffuso anche come contenuto digitale durante l’Internet Festival 2013).

Alberto ti aggiornerà su queste tematiche:

  • Le aziende: da media company a platform
  • Come cambiano i contenuti: hypercontent + content-driven experiences
  • Progettare la Massive Transformative Purpose per ottimizzare la narrativa di marca
  • L’ascesa dell’employee social advocacy: framework, casi e tool
  • 3 canali su cui puntare per fare Content Marketing nel 2016
  • Dal marketing della conversazione al marketing previa conversazione

Content Marketing Update, aggiorna le tue skill in un lampo!

Il Content Marketing Update è dedicato a quei professionisti che, avendo già una base di competenze legate ai progetti di vendita online, vogliono restare aggiornati solo sugli ultimi trend e sulle novità di mercato emerse nel giro dell’ultimo anno. L’obiettivo del corso è infatti quello di trasmettere il massimo aggiornamento, minimizzando il tempo di studio necessario, grazie ad una didattica intensiva e concentrata.

Il Content Marketing Update consta di 2 ore di didattica online On Demand: questo vuol dire che puoi seguire le lezioni ovunque ti trovi, accedendo dal web alla tua aula virtuale.

La didattica è completamente online, così come i materiali di studio: Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning. Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il tuo certificato di partecipazione.

PREZZO LANCIO 79€

Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

Knowledge for change.
Be Ninja!

klm_facebook_messenger2

Facebook Messenger decolla tra le nuvole con KLM

Alzi la mano chi ancora non è salito a bordo di Facebook Messenger assieme agli altri 800 milioni di passeggeri ed è rimasto a terra in sala d’attesa.

David Marcus, precedentemente CEO e Presidente di PayPal, che ora pilota la crew di circa 200 persone impegnate ad implementare e migliorare l’app di messaggistica istantanea, ha appena siglato un accordo con il colosso olandese leader dei trasporti aerei KLM per integrare un innovativo e funzionale plugin di servizio clienti online.

Receive your booking details via Messenger

Use Messenger to get on board. All your travel info in one place.

Gepostet von KLM Royal Dutch Airlines am Mittwoch, 30. März 2016

La Chat diventerà così un avanzato customer care e permetterà agli utenti di sedersi accanto al loro assistente digitale M (M come Messenger, non Mark), un incrocio tra intelligenza artificiale e mente umana, ed avviare una conversazione per chiedere al moderno Ambrogio di prenotare un volo, un hotel, un tavolo al ristorante o acquistare dei fiori da far trovare all’arrivo alla persona amata. Per il momento questa figura non ha ancora una voce, maschile o femminile, ma interagirà tramite messaggi scritti con il cliente per esaudire ogni suo desiderio, o quasi!

Messenger sempre in pista con nuove sfide

L’app di Facebook, per essere competitiva con i vari servizi di mobile payment Apple, Android, Samsung, Lg, Huawei Pay, ha preso esempio da altri sistemi di Instant Messaging molto usati in particolare in Asia, come WeChat e Line, tramite cui è possibile prenotare auto con Uber, pagare bollette, acquistare biglietti del cinema e molto altro.

LEGGI ANCHE: Mobile payment: il confronto tra i player del settore [INFOGRAFICA]

Mark Zuckerberg e il suo team stanno lavorando sodo per trasformare questa piattaforma in una rivoluzionaria lampada di Aladino con cui soddisfare le esigenze delle nuove generazioni e semplificare azioni e commissioni di cui ci occupiamo quotidianamente. E, se il commercio è conversazione tra venditore e cliente, questo primo accordo non può che essere solamente l’inizio di numerose nuove partnership.

La prima compagnia con cui volare leggeri

La più grande compagnia aerea europea, già molto attiva su Facebook, Twitter e Linkedin ha confermato la fiducia in questo nuovo servizio, affermando che con questo nuovo metodo tutte le informazioni e lo storico dei viaggi rimarrà in un’unica conversazione senza risultare dispersivo: questo grazie a un plugin dedicato appositamente a Facebook Messenger.

Si potrà così prenotare un volo, cancellarlo o modificarne la data semplicemente chattando come siamo abituati a fare con amici e parenti.

klm_facebook_messenger3

KLM è già nota inoltre per essere all’avanguardia con il servizio di social seating Meet & Seat che permette di scoprire in anticipo il tuo vicino di posto sull’aereo. Questa ulteriore novità permetterà alla compagnia aerea di posizionarsi in maniera ancor più competitiva nel mondo del social care.

klm_facebook_messenger5
Il rilascio avverrà della nuova feature avverà presto a livello globale.

Dalla torre di controllo è tutto, e voi, siete pronti al gate d’imbarco? Fateci sapere cosa ne pensate di questo servizio sulla nostra fan page!

Alphago contro Lee Sedol

La morale di AlphaGo e Lee Sedol: l’intelligenza artificiale sostituirà davvero il lavoro umano?

“Abbiamo avuto modo di vedere qualcosa che non era mai accaduto prima: l’ AlphaGo di DeepMind ha battuto il leggendario giocatore professionista di Go, Lee Sedol (9 Dan con 18 titoli mondiali vinti) ponendo una pietra miliare nella storia dell’intelligenza artificiale.”

Queste sobrie parole scritte sul blog – che assolutamente non fanno trasparire alcun entusiasmo particolare da parte di Demis Hassabis (CEO e co-founder di Deepmind, azienda acquisita da Google nel 2014) – commentano efficacemente la recente, importantissima vittoria della macchina contro il campione umano per 4 match a 1.

Perché gli sviluppatori hanno scelto proprio il gioco del Go

AlphaGo è un programma sviluppato per l’antichissimo gioco cinese da tavola “Go” – nato più di 2500 anni fa e molto diffuso in Asia – ancora più complesso degli scacchi. Se da un lato, infatti, per questo gioco le combinazioni possibili stimate sono di 10 elevato alla 120esima potenza, per il GO sarebbero addirittura di 10 alla 761esima.

Troppe possibilità da valutare anche per un computer: una sfida perfetta per gli sviluppatori di intelligenza artificiale di DeepMind, che sono riusciti a rendere possibile da parte di Alphago l’elaborazione di mosse/soluzioni intuitive e strategiche quasi di tipo umano.

Come funziona AlphaGo

AlphaGo infatti sfrutta il sistema Deep Learning: due network neurali che, appunto, simulano i processi cerebrali degli esseri umani rendendo il software in grado di trasformare decisione semplici in quelle più complesse.

Il “policy network” utilizza un modello che predice la mossa dell’avversario, sistema che è stato affinato attraverso l’”apprendimento rinforzato” facendo giocare AlphaGo con se stesso milioni di volte – dopo aver battuto nel 2015 anche il campione europeo di Go per 5-0 Fan Hui – e il “value network” rende possibile la valutazione del da farsi non sulla base delle combinazioni possibili del gioco ma sulla partita “reale” che si sta giocando.

Quali possibili evoluzioni?

Nonostante l’intelligenza artificiale stia facendo passi da giganti negli ultimi anni e le sue potenzialità siano sempre maggiori – tanto da temere la sostituzione della forza lavoro umana in vari settori – non sembra ancora in grado di riprodurre quella creatività e quel pensiero non lineare propri degli umani.

Vincendo una partita, infatti, Lee Sedol ha dimostrato come sia ancora possibile battere una macchina pensando ‘fuori dagli schemi’.

LEGGI ANCHE: Il futuro del lavoro è già dei robot?

Ma è davvero così scontata la sostituzione degli umani da parte dei robot?

Finché si tratta di un gioco, con regole ben definite e match “indipendenti” tra loro, l’intelligenza artificiale senz’altro dà il meglio di sé, mostrando la ‘perfezione’ del suo ragionamento. I suoi limiti però sorgono quando le scelte richiedono “giudizio” e “intuizione”, qualità molto ma molto umane.

Pensiamo per esempio alle scelte manageriali che vanno prese in un contesto (come quello della concorrenza) meno regolato dove, al concetto di vincita e sconfitta, va affiancata la quantificazione di eventuali perdite o guadagni a esse associate.

Inoltre, il tempo è un fattore importante nelle scelte più complesse, quelle che hanno conseguenze di ampio respiro e che necessitano di essere prese pensando a come “adattarsi” e rispondere a nuove esigenze del mercato.

Ritornando al gioco, Lee ha pensato di più sulle mosse più difficili, mentre AlphaGo ha calibrato i tempi in base ad un algoritmo di ‘efficienza’, che però non l’ha aiutato nel momento in cui Lee ha messo a segno l’unica partita vittoriosa; se si fosse preso più tempo per ‘riflettere’, magari, AlphaGo avrebbe potuto cambiare le sorti del match.

Ancora, nonostante la macchina abbia appreso nozioni da un database incredibile di partite giocate da essere umani, è stato preso alla sprovvista da Lee grazie ad una mossa inaspettata  e dunque “unica” nel suo genere, frutto di creatività, resilienza e – forse – coraggio: qualità ancora, per fortuna, ‘troppo’ umane.

LEGGI ANCHE: Atlas, il nuovo robot umanoide presentato dalla Boston Dynamics

Hillary vs Bernie: le elezioni americane a colpi di branding

Quest’articolo è un adattamento dell’originale “Bernie, Hillary, and the Authenticity Gap: A Case Study in Campaign Branding” di Lindsay Ballant pubblicato su Medium lo scorso 29 febbraio 2016.

Il prossimo novembre si svolgeranno le elezioni americane che decreteranno il dopo-Obama. In questo scenario, i contrasti tra i due candidati democratici, Hillary Clinton e Bernie Sanders, sono stati esaminati e commentati in molti modi.

Una delle possibili analisi parte proprio dalla visual identity dei due personaggi, che rivela il loro approccio comunicativo e la loro attitudine politica molto più dei loro atteggiamenti in pubblico. Sotto campagna elettorale (e non solo), ogni candidato diventa un brand. E come per ogni brand, la lettura semiotica del significante rivela molto sul suo significato.

LEGGI ANCHE: Donald Trump: i social media sono un valore aggiunto

Non si tratta solo di fare un’analisi estetico-funzionale del logo. Il logo è sì la carta di identità della personalità e della linea politica del candidato, ma è solo il punto di partenza. È tutta la campaign identity che fa il candidato.

Hillary_vs_Bernie_elezioni_americane_1

Hillary ha voluto Michael Bierut, uno dei designers più conosciuti al mondo, per disegnare il suo logo. L’estetica e l’equilibrio scelti da Bierut esemplificano perfettamente l’approccio della Clinton: l’utilizzo della H, dell’iniziale del suo nome espressa in un font moderno ed extra bold, hanno l’intento di renderla una superstar, un simbolo, una stella del firmamento. Memorabile e potente a livello visivo, la forza dell’H sta proprio nella sua sintesi. La sintesi di un’icona.

Anche i colori sono precisi. Il blu scuro, autorevole e istituzionale, parla di stabilità, di democrazia più “tradizionalista”, mentre il rosso pieno della freccia è perentorio, acceso, identifica la volontà di progresso.

Hillary_vs_Bernie_elezioni_americane_2

La composizione è impeccabile, la declinazione è perfetta: il logo diventa un contenitore e può essere customizzato, modificato e adattato a necessità diverse. Può diventare esso stesso un grafismo o la parte di un copy da evidenziare. Tutto il roll-out è coerente e pensato tradizionalmente. Razionale, costruito in maniera rigorosa.

Hillary_vs_Bernie_elezioni_americane_3

Sanders parla in maniera del tutto diversa. La sua identity è stata sviluppata da Wide Eye Creative, uno studio di DC specializzato in comunicazione politica per gli schieramenti democratici. Niente che parli di storia del design.

Il logo, che verbalizza un semplice “Bernie”, non è in realtà nulla di particolarmente innovativo, anche se dice molto del candidato. L’utilizzo del nome proprio per intero è più caldo, amichevole, diretto. Americano. La scelta del font e dei colori – azzurro e rosso desaturato – comunica un atteggiamento positivo e progressista, fuori dal mainstream dell’istituzionalità classica tipica del branding politico degli altri candidati.

Ma non è il logo il punto forte di Sanders.

Hillary_vs_Bernie_elezioni_americane_4
La visual campaign di Hillary è rigida. Rinforza l’idea stessa di establishment a cui la Clinton appartiene. È controllato, calcolato.
E allo stesso modo il suo merchandise ufficiale è regolato, pulito, creativamente “organizzato”. Alcuni sostenitori di Sanders sostengono che il merchandise di Hillary parli più del lancio di un prodotto che di una persona reale, e che i supporters della Clinton ogni volta appaiano come vestiti in uniforme.

Hillary_vs_Bernie_elezioni_americane_5

Nel caso di Sanders il tono di voce è anche stavolta opposto. Tutto è molto più intriso di passione, di entusiasmo animato da una volontà reale di cambiamento. Il merchandise è molto più disomogeneo, a volte virale e nemmeno così politically correct. Ma parla un linguaggio autentico. E soprattutto in moltissimi casi è user-generated. T-shirt, gadget, opere d’arte, illustrazioni, meme virali che parlano di Sanders sono spesso lanciati e diffusi dagli stessi fan di Bernie.

La differenza si percepisce anche negli hashtag più popolari legati ai due candidati: #ImWithHer e #FeelTheBern.

Hillary_vs_Bernie_elezioni_americane_6
Il primo è un hashtag creato ad hoc dall’ufficio comunicazione di Hillary, “sponsorizzato” e sostenuto da testimonial che ne hanno aiutato il lancio. Il secondo invece è partito da un gruppo di volontari che sostengono la candidatura di Sanders: la rete l’ha amato e così ha fatto il giro del mondo attraverso i social, scuotendo gli animi degli elettori in maniera sincera.

Hillary_vs_Bernie_elezioni_americane_7

Anche su Reddit la “Bernie fever” si è accesa con il lancio un contest per disegnare il nuovo poster-icona di queste elezioni, come a replicare il leggendario “HOPE” creato per Obama. A vincere è stato il poster “Not Me Us”, che è piaciuto così tanto a Sanders da portarlo dentro la campagna social #AmericaTogether e farlo tradurre in 13 lingue.

Hillary_vs_Bernie_elezioni_americane_8

La pecca di Hillary, nonostante le sue capacità politiche e la sua solidità, sono legate ad un’autoreferenzialità troppo marcata per essere un candidato democratico. C’è troppo controllo e poca spontaneità. Molto establishment e poco cuore, poche persone, poca realtà.

Sanders si è affermato invece come il candidato che sa parlare alle persone e delle persone. Ha saputo ispirare giovani, artisti, pensatori e influencer con la sua autenticità, che quindi si è riflessa in un modo di comunicare genuino e creativo. Il suo logo non è nulla di innovativo perchè, semplicemente, non parla di lui. Perchè l’obiettivo di Sanders, all’interno della campagna elettorale, non è Sanders. Sono le persone, e le persone lo hanno capito.

Dopo questa analisi, cari amici ninja, non ci resta che aspettare il voto degli americani e capire quale strategia di branding sia stata – dati e risultati alla mano – più funzionale.

My Lidl, nel Regno Unito nasce la prima community di digital loyalty

Si scrive “My Lidl”, si legge club online per clienti fedelissimi. Il discount tedesco Lidl continua la sua inarrestabile ascesa, dando vita al primo Loyalty Programme inglese: una community virtuale in cui si ha la possibilità di conoscere altri clienti, partecipare a concorsi, scambiarsi opinioni, lasciare commenti sui prodotti e usufruire di sconti speciali. Forte dei quattro miliardi di sterline di fatturato registrati nell’ultimo esercizio finanziario, la catena di discount Lidl è decisa a conquistare anche il mercato britannico. E quale modo migliore se non fare innamorare le mamme inglesi a colpi di offerte dedicate e scambi di ricette? Sì, perché il nuovissimo club è a forte vocazione social.

Questa piattaforma è dedicata ai nostri affezionati Lidlers e gli permetterà di chattare, lasciare commenti su ogni prodotto e stare al passo con tutte le news dell’azienda.”

E’ quanto ha dichiarato un rappresentante dell’azienda, aggiungendo: “Offriamo anche contenuti esclusivi del nostro chef Kevin Love così i nostri Lidlers possono anche vincere i prodotti del nostro brand”.

Il colosso tedesco lancia My Lidl, la community online per le mamme british

Il colosso tedesco lancia My Lidl, la community online per le mamme british

Il colosso tedesco, insomma, si gioca la carta fedeltà per continuare l’espansione in Inghilterra, puntando a diventare una sorta di salumeria tradizionale per le famiglie british.

D’altronde, i numeri nel regno Unito sono esilaranti: Lidl ha visto le sue vendite salire del 18.2% solo nel mese di Febbraio 2016, secondo i dati di Kantar Worldpan. Lo share di mercato è salito dallo 0.7% al 4.2%; ciò significa che Lidl ha mantenuto la posizione di supermercato con crescita maggiore in Inghilterra per il sesto mese consecutivo. L’ex direttore marketing Arnd Pickhard fu il primo a svelare che il discount stava lavorando ad un sito internet basato su un programma Loyalty. Con una premessa: non si trattava di un modo per collezionare maggiori informazioni sui propri clienti. Visti i numeri da record, in effetti, c’è da crederci!

LEGGI ANCHEeCommerce contro punto vendita: il futuro del retail è una sfida a colpi di shopping

Facebook Canvas: il nuovo formato e le performance rispetto a Video e Carousel

Nelle ultime settimane inserzionisti e marketer di tutto il mondo hanno ricevuto da Facebook un dono prezioso, atteso e desiderato: il Canvas. L’entusiasmo è dilagato anche nell’agenzia Viralbeat ed il nuovo strumento messo a disposizione per il visual storytelling dei brand è stato immediatamente testato e integrato all’interno del media planning.

La natura del Canvas è ibrida: è essenzialmente un mash-up di diversi formati di advertising già inseriti alla perfezione su Facebook, che vengono confezionati in un unico contenitore fruibile esclusivamente da mobile.

Che il Business di Facebook si stesse orientando sempre di più in questa direzione era evidente già dal 2015: l’attenzione verso il mobile advertising riflette il trend di costante crescita dei device con accesso ad Internet. Il report sulla diffusione dell’online in Italia di Audiweb Trends (dicembre 2015), registra un +45,3% (in due anni) di connessioni ad internet da smartphone.Viralbeat Social beat

Era impossibile, quindi, non puntare a migliorare la navigazione da mobile e non ci si poteva sottrarre dalla progettazione di un advertising ad hoc, che potesse sfruttare le caratteristiche funzionali degli smartphone e la dimestichezza che le persone hanno nell’utilizzarli.

Cosa sono i Canvas

I Facebook Canvas nascono proprio per creare nuove esperienze di navigazione sui dispositivi mobili, coinvolgenti ed immersive, e per offrire alle aziende un ulteriore strumento di semplice utilizzo per promuoversi sui canali social. Il Canvas è un racconto visivo che può essere fatto di immagini, video, informazioni testuali e contenuti che sfruttano le funzionalità native dei device, come l’ingrandimento dei dettagli e la visualizzazione panoramica, inclinando o orientando lo smartphone in diverse direzioni.

canvas_viralbeat

Parliamo di un adv discreto che compare nel news feed, che con un semplice clic e tempi di caricamento più veloci rispetto a quelli di un sito o di una landing page, porta l’utente in una nuova dimensione che però esiste all’interno di Facebook stesso. Con la giusta creatività si possono far vivere alle persone nuove esperienze legate ai brand, per presentare un servizio, un evento o un prodotto, in modo interattivo e più coinvolgente (oltre che facile e veloce).

Il Canvas è uno strumento al servizio del visual storytelling che non sostituisce Video o Carousel, ma li accorpa mettendoli insieme e amplificandone il racconto.

Indici per valutare le performance

Sappiamo bene quanto sia importante la fase di analisi e reporting, per questo Facebook ha inserito, negli Insight relativi all’inserzione, altri indici specifici di valutazione delle performance dei Canvas:

  • tempo medio speso dalle persone per visualizzare l’unità Canvas e a interagire con essa;
  • percentuale media di contenuti che le persone scorrono.

Se vogliamo, il primo KPI può essere paragonato all’indice Analytics di durata media delle sessioni di un sito. I due nuovi elementi di valutazione introdotti dimostrano come Facebook, con il Canvas, abbia voluto mettere a disposizione dei marketer uno strumento alternativo alle landing page.

I vantaggi offerti dal Canvas non sono solo per gli inserzionisti che possono creare pubblicità mobile ricche di contenuti, più strutturate e dinamiche, ma anche per gli utenti finali che possono ricevere maggiori informazioni su un brand o un servizio, navigando attraverso i diversi contenuti dedicati con maggiore rapidità.

I diversi formati a confronto

Abbiamo analizzato, a parità di investimento, le performance del Facebook Canvas confrontandolo con due formati di adv ormai rodati, utilizzati nelle nostre campagne: i Video e i Carousel.

FacebookCanvas_Grafico

Il CTR del Canvas, se paragonato a quello dei Video, ammonta a più del doppio; guardando invece al CTR del Carousel notiamo un -0,06%.

Analizzando l’engagement, il Facebook Canvas non ha rivali, avendo registrato dei risultati sorprendenti. Guardando il Canvas gli utenti sono maggiormente coinvolti: esplorano i contenuti, scorrono le foto, si soffermano a guardare i video panoramici, si sentono protagonisti di ciò che osservano. Ciò produce una maggiore interazione: le persone sono più propense a commentare e a condividere il post. Far vivere un’esperienza visuale a 360° suscita un’emozione differente che le persone vogliono condividere con gli altri.

Il Canvas vuole essere un’evoluzione del Carousel, mantiene ugualmente un forte impatto visivo, si presta a numerose combinazioni creative ed ha un visual storytelling che riesce a catturare l’attenzione delle persone, ma aggiunge una componente importante al racconto: l’emozione, suscitata dall’esperienza immersiva in cui viene coinvolto l’utente.

>> Scopri qui la Case History sul Canvas realizzato per Mercato Centrale Firenze

FacebookCanvas_CaseStudy

Il nostro primo studio sulle performance dei Facebook Canvas ci incoraggia ad utilizzare il nuovo strumento per il mobile adv e a sperimentare nuove strategie comunicative e narrative, sfruttando l’interfaccia interattiva e il mash up dei contenuti, per rendere le persone sempre più protagoniste della comunicazione dei nostri clienti.

Conosci i 7 peccati capitali del digital marketing? Segui la Free Masterclass

Hai mai pianificato una strategia di marketing integrando web e offline? E nel farlo, hai studiato correttamente il tuo modello di business, inserendo le attività digitali in maniera strategica?

Spesso infatti nonostante i benefici che le aziende possono trarre dal web, come ad esempio espandere il proprio mercato e ampliare il giro d’affari, non si guarda ai numeri come si dovrebbe: le decisioni di marketing dovrebbero essere guidate dalle giuste metriche, analizzate confrontando i risultati con il potenziale del mercato per capire se si sta andando davvero nella direzione giusta.

Sei davvero sicuro di avere le giuste competenze per non commettere errori e raggiungere i tuoi obiettivi? Se pensi che potresti aver bisogno di approfondire l’argomento, non perderti la Free Masterclass del Corso Online in Digital Strategy & Web Marketing organizzata per lunedì 18 aprile dalle ore 13 alle 14: 60 minuti in compagnia dei docenti che ti aiuteranno a rendere più solida la tua Digital Strategy.

i 7 peccati capitali del web marketing

In particolare, Gianpaolo Lorusso, Miriam Bertoli, Luca La Mesa e Luca De Berardinis ti aiuteranno a differenziare la tua comunicazione social rispetto ai competitor, ad analizzare le tue attività in modo più efficace e a strizzare l’occhio ai motori di ricerca grazie all’uso di strumenti e logiche web oriented.

I professionisti che avremo a disposizione per la lezione, ti aiuteranno a riconoscere in anticipo gli errori che potrebbero compromettere il tuo lavoro.

Iscriviti alla Free Masterclass del Corso Online in Digital Strategy & Web Marketing

L’appuntamento è online ed è gratuito, ma iscriviti subito perché i posti sono limitati! Durante la Free Masterclass potrai seguirci in diretta anche su Twitter utilizzando l’hashtag #digitalNinja confrontandoti con colleghi e professionisti interessati all’argomento.

Ricapitoliamo:

FREE MASTERCLASS
Corso Online in Digital Strategy & Web Marketing

“I 7 PECCATI CAPITALI DEL DIGITAL MARKETING”

con
Gianpaolo Lorusso, Miriam Bertoli, Luca La Mesa e Luca De Berardinis

Lunedì 18 aprile 2016, dalle ore 13.00 alle ore 14.00

ISCRIVITI ALLA MASTERCLASS

Hashtag: #digitalNinja

E non dimenticare di dare un’occhiata ai nostri prossimi corsi in programma!

Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change!

BE NINJA

Franz: una sola app per tutte le chat

Se stai completando il piano editoriale, ti arriverà un messaggio e dovrai prendere lo smartphone. Se stai scrivendo un articolo, ti arriverà un messaggio e dovrai prendere lo smartphone. Se stai estrapolando dati da una matrice gigantesca… esatto: ti arriverà un messaggio e dovrai prendere lo smartphone.

Sembra quasi la canzone “Pietre” di Antoine: non importa cosa tu stia facendo al PC, quel che è certo è che qualcuno ti invierà un messaggio. Oggi abbiamo la soluzione per non distogliere più lo sguardo dal computer, organizzando tutte le nostre app di messaggistica in un’unica scatola, l’austriaca Franz.

Franz: una sola app per tutte le chat

Cos’è Franz

Franz è una desktop application creata a Vienna da Stefan Malzner e Jonathan Burke, che offre la possibilità di raccogliere le piattaforme di messaggistica più utilizzate al mondo. Ci sono proprio tutte: Slack, WhatsApp, WeChat, HipChat, Facebook Messenger, Telegram, Google Hangouts, GroupMe, Skype e Grape.

Franz è disponibile per il download su Mac, Linux(32 e 64 bit), e in beta su Windows (32 e 64 bit). Completamente gratuito, Franz ti permette di aggiungere più account per ogni servizio, così, ad esempio, da permettere la gestione di chat utilizzate per lavoro e customer care.

Franz: una sola app per tutte le chat

LEGGI ANCHE: Facebook Messenger sarà l’app del 2016?

Come si usa Franz

Innanzitutto recatevi sul sito dell’applicazione, e scaricate il pacchetto a seconda del sistema operativo che avete (sono circa 40 megabyte di materiale). Installata l’app, vi si presenterà la seguente schermata.

Franz: una sola app per tutte le chat

Ora basterà cliccare sul servizio che volete utilizzare, settando l’account.

Franz: una sola app per tutte le chat

Impostare gli account è semplice ed intuitivo: la user experience è curata nei dettagli, e le schermate di alcune chat sono meglio organizzate delle originali a cui siamo abituati.

I numeri di Franz

Franz ha visto la luce circa due mesi fa: ad oggi ha già registrato più di 20 mila download, ben 10 mila utenti attivi ogni giorno, e 110 mila sessioni di chat. La durata media di ogni sessione è di circa due ore. I servizi più utilizzati, manco a dirlo, sono (in ordine): WhatsApp, Messenger, Skype, Slack e Hangout.
Franz è sicuro: non salva le vostre chat, e non trattiene o legge alcun tipo di messaggio. Franz, sfruttando le API dei servizi, vi connette semplicemente alle vostre chat preferite.

Franz: una sola app per tutte le chat

Ma perché Franz si chiama Franz? Sul sito web leggiamo: «Franz, Franz, Franz, Franz, Franz, Franz, Franz… facile a dirsi, facile da pronunciare e pieno di storia. L’imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria ebbe un periodo difficile in seguito alla caduta dell’Impero austriaco. Perché non dare alle persone, con le presumibili eccezionali capacità di comunicazione di un imperatore, una seconda possibilità?».

News Republic ti permette di conoscere le notizie del mondo in un solo click

Al giorno d’oggi notizia non è solo una questione di lettura ma anche di continuo scambio di opinioni; la società globalizzata in cui viviamo richiede sempre di più una connessione tra persone, non più passive ma in grado di interagire tra loro, anche sui temi più caldi della settimana.

News Republic è un applicazione che incarna perfettamente il bisogno di costante connessione: permette di avere una visione ampia e approfondita sulle principali notizie ma, allo stesso tempo, genera conversazioni tra lettori aventi gli stessi interessi.

News Republic, aggiornandosi alla versione 6, diventa ancora più social e globale.

LEGGI ANCHE: App of the Week: News Republic, tutte le news che ti interessano!

Quali sono dunque gli argomenti vincenti?

Global News

News Republic ti permette di conoscere le notizie del mondo in un solo click

1650 Media partner, 50.000 articoli, 40.000 foto 1.500 video. Questi sono alcuni dei numeri che l’applicazione riesce a generare.

Il vantaggio per gli utenti? La possibilità di avere accesso ad articoli in 53 lingue diverse e provenienti da 37 paesi del mondo. Uno strumento chiave per fare il giro del mondo con un semplice click. Ma non solo.

News Republic attraverso il suo algoritmo è in grado di categorizzare i contenuti in modo che il lettore possa selezionare e leggere ciò che ritiene interessante e valido per arricchire se stesso e le proprie conoscenze.

Se siete più appassionati di finanza, o interessati al lifestyle, questo tool vi permetterà di raggiungere i vostri argomenti di interesse in modo veloce ed intelligente.

Community solide

News Republic ti permette di conoscere le notizie del mondo in un solo click

Scambiarsi opinioni permette ad ognuno di ampliare le proprie prospettive. News Republic offre questa possibilità, potenziando l’interazione tra i membri delle community, invitando ad approfondire le tematiche più rilevanti per l’opinione pubblica in generale o secondo le preferenze degli utenti stessi.

Come un vero social è possibile creare un profilo, con link condivisi, notizie personali e la possibilità di seguire specialisti della comunicazione, con l’obiettivo di amplificare la rilevanza dei contenuti. Un social media dell’informazione, dunque.

Sondaggi stimolanti

News Republic ti permette di conoscere le notizie del mondo in un solo click

Non sempre le conversazioni nascono e si sviluppano da sole ma vanno anche stimolate: un sondaggio è uno strumento in più per i lettori per proporre il proprio pensiero e condividere un’idea, anche con un semplice voto.

News Republic riesce a mantenere viva e attiva la propria community grazie anche a questo tool, generando discussioni anche di interesse globale con uno strumento adatto anche ai più timidi o a chi ha fretta e poco tempo per condividere un pensiero, pur volendo dare un proprio contributo.

Riteniamo che le notizie siano globali per natura, e che le persone debbano andare oltre il proprio ristretto orizzonte per aprirsi a ciò che è rilevante a livello universale e importante a livello personale”  

Gilles Raymond, CEO di News Republic

Un’applicazione smart, stimolante sempre all’avanguardia: News Republic ha gli ingredienti giusti per avere uno strumento che permetta ai lettori di tutto il mondo una visione globale sui principali fatti accaduti.