9 esempi di content marketing efficace

Come content marketer siamo sempre alla ricerca dei migliori contenuti testo, foto o video originali e attraenti in grado di ispirare gli utenti.
Per creare contenuti di qualità è sicuramente necessario conoscere il proprio pubblico, sapere chi sono, dove vanno, cosa fanno e cosa pensano. In questo i social media sono uno straordinario strumento di raccolta dati e analisi ma soprattutto di dialogo con i propri interlocutori.

Talvolta tutto questo non basta per avere la geniale intuizione, per questo molto spesso può essere utile guardare esempi ben riusciti di content marketing.

Content is king: ma quale?

Decidere che tipo di contenuto usare, con che programmazione e come allinearlo al proprio business può non essere un’operazione semplicissima. Per cui ci siamo messi alla ricerca di esempi di brand che continuamente e costantemente pubblicano contenuti originali su un proprio blog.

Qui ne elenco 9, ma se ti viene in mente qualche altro esempio che ti piace, scrivicelo pure!

1. Adobe CMO.com

CMO.com di Adobe è un grande esempio di brand content che ha come obiettivo quello di consegnare al cliente esattamente ciò che sta cercando, senza tutto l’hype e la promozione comune alla maggior parte dei brand. Molti utenti riferiscono che solo dopo tanto tempo si sono resi conto che il sito è di Adobe.

Creare contenuti che siano strettamente utili al cliente, che siano esattamente ciò che sta cercando premia anche senza tanta promozione.

2.American Express Open Forum

Probabilmente questo è l’esempio più citato quando si parla di content marketing. Molto spesso viene utilizzato dai marketer come termine di paragone per la riuscita di un proprio obiettivo. Open Forum offre una straordinaria esperienza del cliente, pubblica grandi contenuti ogni singolo giorno, fidelizzando il cliente.

E non fanno segreto del fatto che il sito è la loro più grande fonte di engagment del cliente per le loro carte di credito. Sicuramente l’investimento in termini di tempo e danaro è alto ma, come si vede, ripaga bene.

3. Intel IQ

Intel ha fatto un ottimo lavoro con il suo sito IQ. Si raccontano alcune delle storie più umane e personali che stanno dietro la tecnologia e l’innovazione. Non parlano dei prodotti, non vendono ciò che hanno creato, ma raccontano com’è nato, quali sono le storie, cosa c’è dietro.
Intel ha davvero saputo distinguersi in questo lavoro con una combinazione di grande design e approccio narrativo personale. Tutti parlano di tecnologia, Intel racconta cos’è per loro.

4. Xerox Real Business

Dopo essersi sperimentata con il content marketing e il successo del sito HealthBizDecoded, Xerox ha lanciato Real Business all’inizio di quest’anno. Il successo di questo sito dimostra che i loro contenuti funzionano ma soprattutto che per avviare una buona strategia di content marketing è necessaria una profonda conoscenza della vostra value proposition.

5. Hubspot

Hubspot è stato un fulgido esempio di contenuti di marketing quasi fin dall’inizio. Sono stati costantemente postati in molto utile, in molti formati, fruibili da chiunque. Il mantra al cuore dell’approccio di Hubspot: rispondere a tutte le domande dei vostri clienti.
Questo caso dimostra che talvolta non c’è bisogno di avere grossi contenuti, ma basta semplicemente rispondere efficacemente e correttamente alle domande dei vostri clienti.

6. Target A Bull Eye View

Target fa ha creato una rivista di vita e stile, di intrattenimento online con ottimi consigli su ricette, moda, e suggerimenti per la gestione grandi eventi della vita come il back-to-school e le vacanze. Con suggerimenti come 9 Ramen Hacks For Your universitaria , come potrebbero andare male?
Il focus qui è tutto sul fornire un servizio pubblico coinvolgente, d’ispirazione ed a tratti audace!

7. Red Bull

Red Bull Media House è un marchio sicuramente all’avanguardia nella costruzione di un business editoriale capace di sostenere i prodotti che vendono. In questo esempio è lo storytelling a fare la differenza, la capacità di avere una narrazione potente ed interessante.

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8. P&G Everyday

Il blog di P&G non è niente di speciale, ma fornisce consigli utili al classico target di P&G “Le madri indaffarate” Lo stile è del tutto coerente con ogni annuncio televisivo che potreste aver visto. In questo caso la lezione è: servite il vostro cliente target e fornite le cose che vogliono o che hanno bisogno di sapere in modo semplice e utile.

9. Airbnb City Guides

Mai sentito parlare di DUMBO New York?
Abbreviazione di ” Down Under the Manhattan Bridge Overpass” DUMBO è una zona di Brooklyn, ma tutto questo è spiegato sul blog di Airbnb che da informazioni, suggerimenti e consigli utili sulle città, incluse informazioni e curiosità meno conosciute.

Li hai visti tutti? Qual è il tuo preferito?

Social media, il segreto del Marketing Automation

Negli ultimi anni le carte da giocare all’interno del pianeta business si sono mescolate. Cambia il modo di lavorare, cambiano le esigenze, gli strumenti e i clienti. Come affrontare il cambiamento in chiave marketing? Una soluzione efficace per avere sotto mano il vostro mercato di riferimento è la Marketing Automation.

Una funzione software che aiuta le aziende a gestire tutti gli aspetti di comunicazione: telefono, e-mail, applicazioni Web, i quali favoriscono la condivisione delle informazioni all’interno e all’esterno dell’azienda e consentono, inoltre, l’instaurarsi di rapporti personalizzati ed esclusivi con i propri clienti.

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Questa funzione è diventata pienamente disponibile per le aziende di qualsiasi settore e dimensione. Oggi non è più difficile realizzare messaggi ad hoc, che aiutino i clienti ad interagire con le aziende e che li accompagnino passo dopo passo sino alla vendita dei prodotti.

Qual è il segreto? Molto è nel campo dei social media: è attraverso questi strumenti che sarà possibile coinvolgere un maggior numero di persone, favorendo lo studio e l’adozione di metodi personalizzati per le esigenze di ogni contatto.

Come funziona la Marketing Automation

Un sistema di questo tipo vi farà da supporto nella pianificazione e realizzazione di campagne promozionali (scelta del target, definizione dei canali promozionali, allocazione del budget) e, nel caso di utilizzo di canali diretti digitali, quali: email e Sms, vi darà anche la possibilità di monitorare continuamente i risultati delle proprie campagne.
Attraverso la Marketing Automation potrete automatizzare il processo di dialogo con il Cliente sfruttando al meglio le diverse possibilità di interazione, e ridurre i costi e i tempi di realizzazione di progetti in fase marketing.

Marketing Automation e social network. Ecco un esempio pratico

 

Con la Marketing Automation, raccogliendo i dati corretti sulle vostre prospettive di marketing e sui probabili clienti, raggiungerete degli ottimi risultati. Prima di tutto potrete segmentare il pubblico in base al tipo di clienti da raggiungere; successivamente potrete “raggiungerlo” attraverso messaggi di posta elettronica sui vostri eventi e messaggi ad personam, che contribuiranno a costruire un rapporto di fiducia tra i clienti e il vostro brand.

Realizzare dei messaggi in grado di colpire gli interessi dei clienti in tutte le fasi del processo di vendita dei prodotti, aiuterà il vostro pubblico a tornare da voi. Vogliamo scommettere? Ecco un esempio pratico.

Prendiamo un ragazzo di nome Marco che ha conosciuto il vostro prodotto quando era alla ricerca di informazioni su Google. Una volta fatto ciò, Marco ha iniziato a “smanettare” con il vostro sito, ha preso confidenza con il marchio e ha iniziato ad apprezzare i vostri servizi e prodotti. Dopo due settimane, periodo durante il quale Marco vi pone domande interessanti attraverso i Social Network, decide di scaricare una presentazione del prodotto. Tre giorni dopo, Marco riceve una e-mail che lo invita a partecipare a una discussione via web per imparare di più sullo specifico argomento di interesse.

Marco partecipa attivamente e, la mattina seguente, riceve una seconda e-mail che fornisce collegamenti a materiali aggiuntivi. Una settimana dopo, un’altra offerta con uno sconto sul prodotto a cui è interessato. Potrebbe non essere pronto a perseguire l’acquisto ma, incuriosito dall’offerta, cliccherà sulla pagina social e donerà comunque guadagni al vostro business.
Attraverso questo processo, avete portato l’utente sempre più vicino all’acquisto senza però risultare invadenti.
Questa rappresenta una vera e propria strategia di successo che non si limita a pubblicizzare un prodotto, ma mira ad instaurare un rapporto esclusivo ed unico con il proprio cliente.

Social network e Marketing Automation un ottimo binomio

La Marketing Automation si propone di coltivare e condurre le vendite al tanto ambito successo. Per fare ciò è importante che i messaggi giusti vengano lanciati nel momento migliore. Ed è qui che entra prepotentemente in gioco il ruolo del social media marketing che ha l’obiettivo di raggiungere nuove prospettive in modo da poter interagire con il cliente aiutandolo e conducendolo alla vendita dei vostri prodotti.

I social media consentono alle aziende di costruire lentamente rapporti di fiducia e di riconoscimento, riescono a dare importanza ai potenziali clienti così a renderli consapevoli di ciò che la società ha da offrire loro. È importante conoscere bene il pubblico a cui vi rivolgete perché, più informazioni avete sui vostri contatti più sarà semplice poter implementare strategie di vendita di successo. Collegando la tua Marketing Automation ai social media avrai un ottimo modo per raccogliere informazioni sui clienti, informazioni che risulteranno essenziali per ottimizzare il proprio processo di business.

Red Bull Red Robot: la nuova comunicazione fatta di passione ed energia

Red Bull Red Robot: la nuova comunicazione fatta di passione ed energia

Tutte le passioni si nutrono di energia. Una passione genera forza, competizione, combattività. La passione ci stimola e ci permette di non arrenderci mai. Ma una passione può anche creare energia? Ce lo spiega Red Bull, uno dei brand più amato dai giovani, con un’iniziativa tutta da scoprire.

Il noto brand, è riuscito a fondere arte memoria ed energia, in un progetto innovativo sul palco del Robot Festival. Come? Lanciando un messaggio forte ai giovani:

il futuro di ogni arte è nelle mani di chi la pratica con più energia.

E, come non condividere un messaggio del genere? La passione e l’energia sono il mix giusto per il drink perfetto.

Red Bull Red Robot: la nuova comunicazione fatta di passione ed energia

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Il messaggio è arrivato ai giovani in maniera unica ed originale, attraverso una performance live di Luca Barcellona: samurai della calligrafia. Lettere che si susseguono con armonia, creando un’opera di grande effetto, ma non finisce mica tutto qui; quell’arte così antica regala l’energia per accendere il palco di un festival che celebra le nuove arti.

L’inchiostro utilizzato è inchiostro conduttivo, la performance è la chiusura di un circuito elettrico che accende i riflettori su un’altra arte, altrettanto importante per i giovani: la musica.

Red Bull Red Robot: la nuova comunicazione fatta di passione ed energia

Un’esperienza che ha, piacevolmente, coinvolto i fortunati partecipanti dell’happening. Musica arte ed esibizione visiva, sono simbolo di una generazione che vive le sue passioni con un’esplosione di energia inarrestabile.

Luca Barcellona presenta, infine, il suo omaggio a Red Bull proiettando il calligramma della nuova lattina Red Bull Red Edition, lettere psichedeliche che assumono un ruolo da protagoniste nel presentare la nuova lattina, facendola diventare la regina indiscussa della scena.

Red Bull, da sempre, portabandiera di una cultura innovativa e tecnologica, si esprime in tutta la sua contemporaneità, riuscendo a stupire il pubblico con colpi di scena ed effetti speciali; riscoprendo un’arte secolare, la innova, riuscendo ad essere un ponte tra passato e futuro.

I personaggi Playmobil diventano protagonisti di famosi dipinti [INTERVISTA]

E chi lo ha detto che i Playmobil sono solo per i bambini?

Pierre-Adrienne Sollier, pittore francese di Parigi reinterpreta i più grandi classici del mondo dell’arte inserendo i Playmobil al posto dei personaggi originali al posto dei protagonisti delle più importanti opere di tutti i tempi. per rendere omaggio alle grandi opere che gli hanno trasmesso la passione per la pittura.

Il risultato è solo una rassegna che rende omaggio ai capolavori che hanno trasmesso a Pierre-Adrienne la passione della pittura ma anche una visione allegorica della storia umana, raccontata con un tono ironico e cinico.

Appassionati dalle sue opere abbiamo cercato Pierre-Adrienne per un’intervista, ecco quello che ci ha raccontato!

Puoi raccontarci qualcosa di te e del tuo background?

Sono un pittore di 32 anni di Parigi. Ho studiato graphic design e animazione alla Central Saint Martin’s School di Londra. Ho cominciato come graphic designer e illustratore per adv e anche story board. Poi nel 2011 ho fatto la mia prima mostra a Parigi, alla Galerie des Arts Graphiques e da allora ho iniziato a considerarmi solo un pittore.

Ci parli del tuo concept?

Provo a creare scene metaforiche del nostro mondo usando dei giocattoli di plastica, i Playmobil, come avatar della specie umana per raccontare la storia della nostra era in modo non convenzionale e distintivo.

Credo davvero che questo fantomatico “Mister Nessuno” con questa sua faccia da emoticon originale ed insieme interessante e questo modo così particolare di muoversi può essere il tocco in più che voglio per i miei dipinti: ironico e cinico (a volte).
Il mio dipinto “The Wolf of Wall Street” è un esempio: è interessante raccontare di questo mondo finanziario nel quale viviamo.
Questa serie “Muserum” è principalmente un omaggio a tutti i pittori che amo che mi hanno trasmesso la passione per la pittura.

La prossima serie, su cui ho già iniziato a lavorare riguarderà principalmente i nostri giorni.

Come procedi quando lavori?

L’idea nasce prima dal mio blocco degli schizzi.

Quando decido di iniziare un dipinto comincio dal mio computer per avere un’idea generale di come verrà l’opera. Poi scatto delle foto dei giocattoli di plastica nella posizione che voglio, un po’ come i pittori facevano con i manichini oppure le figurine di creta, e le includo nell’immagine con Photoshop.

Alla fine inizio a disegnare, trasferendo la mia composizione sulla tela disegnando a mano. Traccio tutte le ombre con una vernice blu lavabile e lascio gli spazi bianchi sulla tela per le luci che includo alla fine.

Progetti per il futuro?

Continuare a dipingere! Sto lavorando ad un classico dipinto fiammingo di Bruegel, Bosch, proprio ora!

Biancaneve, banane e germi: i migliori annunci stampa della settimana

Anche questa settimana, eccezionalmente di martedì, siamo pronti per mostrarvi i migliori annunci stampa della settimana! Enjoy!

Lloyds Pharmacy: Fruits

Fatti nutrizionali sorprendenti da parte del franchising di farmacie inglese Lloyds.

Advertising Agency: Havas, Duesseldorf, Germany
Creative Director: Marjorieth Sanmartin
Copywriter: Christoph Breitbach
Art Director: Jan Billmann
Photographer: Edo Kars
CGI and Postproduction: Souverein
Director Client Services: Guido Körfer
Executive Creative Director: Martin Breuer

Volskwagen Perú: Fun

L’auto è il giocattolo dell’uomo adulto. Volskwagen lo sa e ci presenta in questo modo la pubblcità del nuovo Maggiolone: “Design fuori, divertimento dentro

Advertising Agency: Publicidad Causa, Lima, Peru
Creative Directors: Beto Noriega, Charly Pastor, Nico Kluguer
Copywriters: Beto Noriega, Jorge Bryson
Art Director: Beto Noriega
Illustrator: Rodrigo Cortez

Alka-Seltzer: Apple/Garlic

Il cibo può essere molto pesante. Lo sanno bene Biancaneve e Dracula! Per loro e per tutti gli altri con lo stesso problema c’è Alka Seltzer.

Advertising School: Brother Ad School, Santo Domingo, Dominican Republic
Creative Director / Art Director / Illustrator: Laura De Jesús Asjana
Copywriter: Tagore Barba

New Pharm: Germs

Non devi essere malato per iniziare a stare meglio. Prendi le tue ricette online! Ottima art direction da parte di  McCann Tel Aviv che mette in fila in farmacia dei mostruosi batteri!

Advertising Agency: McCann, Tel Aviv, Israel
Creative Director: Galia Kedem
Art Director: Geva Gershon
Copywriter: Arnon Rotem
Digital Artist: Hezi Josef

Bic Pen: Everything is a doodle

Anche i loghi dei brand più famosi in fondo sono nati da uno scarabocchio!

Advertising Agency:Miami Ad School/ESPM, Sao Paulo, Brazil
Creative: Luan Almeida

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Torna BattleMI! Diventa partner dell'evento globale sull'imprenditoria innovativa

eventi milano

Dopo il successo delle due precedenti edizioni di Napoli e Salerno, La Battaglia delle Idee diventa internazionale e sbarca a Milano, il 18 Marzo 2015, come main event del Global Enterpreneurship Congress. 

L’appuntamento annuale targato Ninja Marketing e Ninja Academy dedicato alle idee e alla cultura creativa e imprenditoriale sarà un’occasione di networking, formazione, competizione di idee, ma anche di musica e divertimento nella capitale italiana del business.

La sala Ninja Academy fornirà per i quattro giorni del GEC training gratuito con speaker di rilevanza internazionale ai partecipanti e soprattutto agli startupper, i quali saranno così pronti per affrontare la battaglia delle idee in stile Rap Jam.

Get involved!

Ninja Marketing e Ninja Academy stanno cercando partner e sponsor dell’evento: aziende come la nostra che credono nell’innovazione e nella creatività. Molti sono già dei nostri, ma c’è ancora un po’ di posto per chi non vuole perdere l’occasione di essere protagonista di un evento così importante.

startup

Tre buoni motivi per essere a bordo:

1. Espandi i tuoi orizzonti
La tua azienda ed il tuo brand potranno posizionarsi in maniera spettacolare nel panorama internazionale dell’imprenditorialità.

2. Be Ninja, Be GEC
Valorizza l’awareness aziendale e la corporate reputation attraverso l’associazione con i valori positivi di Ninja Marketing e del GEC 2015.

3. Fai innamorare di te i digital maker
Entra in connessione proattiva con +10.000 partecipanti da oltre 150 Paesi: influencer, digital maker, tech lover, innovatori, startupper, imprenditori italiani ed internazionali.

Il GEC 2015, per la prima volta in Italia

Il GEC 2015, l’evento internazionale gratuito sull’imprenditoria innovativa, vedrà migliaia di partecipanti da tutto il mondo, riuniti per la prima volta in Italia al Milano Congressi di Milano.

Fondato nel 2009 dalla Kauffman Foundation, riunisce le migliori startup a livello mondiale. Ha la missione di creare nuove connessioni, favorire la condivisione di esperienze e l’individuazione di nuove idee, al fine di guidare la crescita economica.

Tra gli speaker di quest’anno, Felipe Hoffa, Developer Advocate di Google, Jeff Hoffman di Colorjar & Priceline.com e Eze Vidra di Google Ventures. E la lista è ancora in progress!

GEC

Gli speaker delle precedenti edizioni

La Battaglia delle Idee – third edition #BattleMI

BattleSA 2014 - Kris Grove e Mirko Pallera conducono la la pitch battle

La sfida tra startup a colpi di rap rende La Battaglia delle Idee uno degli appuntamenti più attesi nel panorama startup italiano.

Quest’anno 12 team di startup internazionali, selezionati da Ninja Marketing e Kauffman Foundation,  si scontreranno pitch contro pitch: la sfida è ad eliminazione diretta, a ritmo di rap. Ai piatti un DJ hip-hop scandirà il ritmo e l’esplosiva Kris Grove, DJ di Radio 105 ed ex volto di MTV, presenterà l’evento.

Il tutto si terrà presso il Mi.Co., uno fra i più grandi centri congressi d’Europa e del mondo, nella sala Ninja Academy e nell’Auditorium, capace di accogliere oltre 2000 persone.

Vuoi essere uno dei protagonisti della #BattleMI?

Tra gli sponsor del GEC 2015 ci sono già aziende come UniCredit, Turkish Airlines, PWC, RCS, Business Angels Europe e l’evento è patrocinato da Ministero dello Sviluppo Economico; Ministero degli Affari Esteri; Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; dal Comune di Milano e Assolombardia.

Se vuoi partecipare all’evento con la tua azienda, perché vuoi farti conoscere da migliaia di innovatori internazionali che entreranno in contatto con la Battle on e offline, puoi contattare Federica Bulega, Account Manager, all’indirizzo federica@ninjamarketing.it. Sei un startup e vuoi partecipare alla battaglia? Stay tuned per ulteriori informazioni!

Magalli o Morandi? I social network, la Presidenza e il bisogno di autenticità

Se siete assidui dei social network e in particolare di Facebook, negli ultimi mesi avrete sicuramente visto apparire sul vostro newsfeed il volto di Giancarlo Magalli o di Gianni Morandi.

Due star apparentemente lontane dal mondo digitale, che per motivi diversi sono già da diversi mesi saliti alla ribalta dell’audience digitale. Se Magalli, come spiega su International Business Time Alessandro Martorana, diventa “famoso” a causa di un fatto totalmente inventato che ha saputo generare una conversazione sfociata poi in miriade di pagine fan (Ma quanto cazzo è bello Magalli, MagallicaMagalli nelle cose, Magalli, Magalli ovunqueL’uomo che sussurrava ai Magalli solo per citarne alcune), Gianni Morandi invece si afferma su Facebook grazie alla gestione personale, positiva, puntuale della sua pagina personale, che tocca e supera il milione di fan già nel 2014 e oggi è indicata da più parti come esempio di community management da seguire anche per grandi brand.

Entrambi i personaggi partono da fan base distanti dal profilo dell’utente medio di Facebook, essendosi radicati su un’audience di età mediamente alta. Eppure entrambi si mettono in gioco nel tempo, andando a radicarsi sul digitale mantenendo inalterati entrambi la loro immagine e il proprio stile: addirittura, Giancarlo Magalli si presta a recitare in un corto dei The Pills, facendo toccare alla clip sul canale YouTube del collettivo oltre le 300 mila views.

Come Ninja Marketing da mesi proviamo a intervistare entrambi per capire il segreto del loro successo: neanche noi, però, potevamo immaginare che nella settimana dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica il candidato più invocato sul web fossero proprio loro due.

I valori non sono secondari: un capolavoro di personal branding

Tutto comincia dalle dimissioni di Giorgio Napolitano. Naturalmente, come spesso accade, cominciano a fioccare su Facebook spazi semiseri sul tema elezione.
Alcuni, però, assumono i contorni dell’azione pensata e con tutte le intenzioni di esser considerata “seria”. Un po’ come capitato per il Winner Taco e la pagina Ridateci il Winner Taco.

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In particolare, parliamo delle pagine Gianni Morandi Presidente della Repubblica Italiana e soprattutto di Magalli al Quirinale, che con 23 mila fans influisce addirittura sul sondaggio fatto da Il Fatto Quotidiano, superando anche il già candidato nel 2013 Stefano Rodotà.
Il diretto interessato, interpellato, risponde in tono pacato ma determinato: la sua è una candidatura seria, a differenza di Morandi che preferisce glissare sulla sua possibile elezione continuando, coerentemente, a proporsi con tatto, serietà, gentilezza.



Entrambi, percepiscono l’umore dei propri fans, lo interpretano, si fanno portavoce di una richiesta di cambiamento che trova l’incarnazione perfetta nei loro volti.

Un capolavoro per affermare il proprio personal branding, osservando la capacità di cavalcare l’hype di entrambi, che conferma ancor di più come la Rete sappia coagulare prima di tutto emozioni autentiche e premi quegli hub di contenuto dove l’autenticità venga restituita, senza filtri.

Nel caso specifico di Magalli, diventato suo malgrado idolo dei digital users italiani grazie a fotomontaggi scherzosi, spicca ancor di più il meccanismo premiante: come nel caso di Gianni Morandi, chi ha cominciato a seguirlo per scherzo oggi è autenticamente un fan, un utente coinvolto che ne apprezza profilo e valori. Se Magalli e Morandi fossero aziende, oggi i loro prodotti varrebbero ancor di più.
L’ennesima dimostrazione per i brand che sul digital puntano su una comunicazione filtrata e percepita come finta dall’audience: per raggiungere gli obiettivi, bisogna restituire esperienze valoriali ed emozionali il più possibile empatiche.

I candidati del popolo e il linguaggio dell’opinione pubblica

Nel film “L’uomo dell’anno“, Robin Williams interpreta la parte di Tom Dobbs, un conduttore televisivo che per scherzo si presenta alle elezioni presidenziali USA e, per un errore informatico, diventa Presidente degli Stati Uniti. Quando uscì in Italia nel 2007, il pensiero corse ai MeetUp di Beppe Grillo: è possibile che un fenomeno digitale che nasce per scherzo possa trasformarsi in un fattore reale di trasformazione politico? Non sta a noi fare politica e prendere posizioni.

Certamente, la candidatura di Magalli e di Morandi al Quirinale apre scenari interessanti per capire e monitorare il modo di esprimersi dell’opinione pubblica nei confronti della rappresentanza votata democraticamente. Come scrive giustamente nel suo post il conduttore televisivo: “La mia faccia è e resta a disposizione di chi vuole usarla per esprimere il suo sdegno, la sua indignazione, ma soprattutto la sua speranza.”

In un sistema altamente dialogico come quello dei social network, se gli utenti trovano corrispondenza alle loro sensazioni allora sono pronti a costruire una relazione. Se questo avviene con un personaggio pubblico, ecco che il legame diventa saldo, e in virtù delle meccaniche schizofreniche del web, questo può portare ad una meccanica che abbatte barriere sempre più spesse e impensabili.

L’utente che si è allontanato dalla politica ed è contrariato dai nomi che circolano per sostituire l’ex presidente Napolitano non ha più bisogno di lamentarsi sui propri status, o meglio: non solo. Oggi può appaltare il suo disagio a una figura credibile, affermata, ed eleggere quel rapporto come strumento di comunicazione. Può capitare con un cantante come Gianni Morandi, ieri molto in voga fra le zie e oggi esempio per i social media manager, che porta una ventata d’educazione in uno spazio tendenzialmente maleducato e provocatorio, accattivandosi così le attenzioni di chi è alla ricerca di un luogo tranquillo e vero.
Può capitare con un brand, che magari non può essere candidato alla Presidenza della Repubblica, ma che riesce a diventare un punto di riferimento per valori precisi e, per questo, esempi di qualità.

Non sappiamo se Magalli e Morandi saranno presi in considerazione per la votazione che comincerà il 29 gennaio. Certamente, l’audience di oggi ha bisogno di interlocutori che siano autorevoli non solo per ciò che fanno, ma anche per come: Giancarlo Magalli e Gianni Morandi hanno saputo farlo, e si sono guadagnati la stima di un’ampia fetta degli utenti di Facebook in Italia. Non è poco.

Pinterest: tutti i dati del social network in una infografica!

Pinterest dati infografica!

Quando si parla di numeri e dati nel glorioso mondo dei social media, il rischio di poca chiarezza è dietro l’angolo. Spesso infatti si tendono a mischiare dati ufficiali da non, si confonde il numero di utenti attivi e utenti registrati, si prendono per veri articoli probabilmente scritti per gonfiare quello o quell’altro numero per sostenere una tesi… e via dicendo.

Anche Pinterest, non è da meno, ovviamente! Per mesi (anni?) si è dibattuto del reale utilizzo del social nel mondo e in Italia, o sul sesso degli utenti (che, come ricorderete, nel nostro Paese si era presentata una contro-tendenza: il maggior numero di utenti era maschio al contrario del resto del mondo, dove Pinterest è usato per l’80% da donne).

Per questi e altri motivi, l’agenzia francese 909c e il digital manager Christian Radmilovitch hanno deciso di realizzare una infografica dedicata a Pinterest utilizzando solo ed esclusivamente dati ufficiali per riassumere quello che è lo stato attuale nel mondo.

Pinterest dati infografica

Sorprese? Non molte. Come già detto, la maggior parte degli utenti è donna, e il settore di successo si conferma quello della moda e del retail, che riceve una media di 46 repin contro lo standard dei 10 per gli altri settori.

Un social che sembra essere fondamentale anche per l’e-commerce, o almeno lo è per Etsy, che grazie al social network rosso incrementa le sue vendite del 20% ogni settimana, e anche per Sephora US, che vede spendere gli utenti di Pinterest circa 15 volte di più rispetto ai fan di Facebook.

E voi? Come utilizzate Pinterest e come lo avete inserito nelle vostre strategie aziendali?

Sketch London, l'interior design è chic e dirompente


Scommettiamo che avete sempre fatto l’equazione “sala da thé” = romantica, ordinata, compita = noiosa.
Ecco, no. Almeno, non sempre.
Sketch London, ad esempio, è l’eccezione che offre un’esperienza indimenticabile ai suoi avventori. Unica nel suo genere, è suddivisa in tanti ambienti piuttosto intimi, allestiti con un’attenzione perfetta alle cromìe, al design e soprattutto all’arredamento.


Progettata dall’architetto star e interior designer India Mahdavi,  l’intero locale è concepito come un ensemble monocromatico, sui toni del rosa, d’impatto ma allo stesso tempo molto rilassante. Sketch London non è solamente una sala da thé, ma è prima di tutto un ristorante, oltre a trasformare periodicamente le sue sale in una galleria d’arte.

Il classico, semplice e quasi bourgeois design nella sala principale è tutto declinato in zuccherose tinte pastello rosa, in aperto contrasto con il background, ovvero le illustrazioni dissacranti e provocatorie di David Shrigley. In tutto i disegni sono 239, completamente inediti.

India Mahdavi prende l’archetipo classico della brasserie e lo tinge di femminilità, con un tocco contemporaneo a creare disordine. Il look and feel di Sketch London è un po’ anni ’70: sedie “bulbose” e divanetti morbidi, rigonfi, imbottiti, con le linee curve a farla da padrone. Il rivestimento è un cotone vellutato, per rendere tutto ancora più smooth.


La Mahdavi ha sapientemente dosato i pesi cromatici e di arredo, prevedendo inserti chic color rame, lampade, specchi, ricchi tappeti, drappeggi rossi o magenta e, perchè no, anche sale interne interamente ispirate dai toni del legno, con banconi e sgabelli da bar che paiono appena usciti da una falegnameria artigianale.

Gran parte dello spazio è piastrellato con un pattern chevron, a fantasia multicolore con reminiscenze “Missoniane”. Se guardate in alto, non potete non notare la maestosa cupola in vetro troneggiare luminosa su di voi.

Vi piacerebbe prendere un thé in una location come questa, amici ninja tea-addicted?

Vuoi essere come Google? 5 attività low cost per migliorare la cultura aziendale

Sarà capitato ad ognuno di noi di leggere delle grandi cose che Google è riuscita a fare negli anni per i propri dipendenti, molti degli imprenditori italiani o dei giovani startupper si sono chiesti come sia possibile ottenere una tale devozione da parte dei propri dipendenti non possedendo, spesso, i fondi per poterlo fare. Google è diventato il paradiso dei lavoratori, ha costruito una cultura aziendale invidiabile perché ha potuto permetterselo.

Di seguito, cinque modi economici per provare a replicarne il successo.

1. Ideare divertenti sfide tra dipendenti sul posto di lavoro

Google, tra le tante cose, è nota per riuscire a motivare i propri dipendenti con giochi e attività in ufficio, in modo da rendere il lavoro sempre più divertente. Nonostante l’aspetto ludico non sia nella cultura aziendale italiana, è una via molto semplice per offrire momenti di svago e permettere ai colleghi di fraternizzare fra loro, per esempio con tornei di ping pong. Questo genere di attività, con costi minimi o addirittura nulli, permette di alleggerire la tensione lavorativa in ufficio.

 

 

2. Tenersi in forma

Più della metà dei lavoratori si sente o è in sovrappeso. La colpa è da attribuire alle molte ore di lavoro, ad uno stile di vita sedentario e ad una alimentazione poco sana. Google, mostrandosi sensibile al problema, si è mossa da tempo costruendo delle vere e proprie palestre nelle quali i dipendenti possono allenarsi senza pagare nulla. Una piccola azienda difficilmente può permettersi di costruirne una in sede ma le alternative ci sono. Bisogna partire da una costante: le sfide tra i dipendenti. Si possono ideare ad esempio sfide di push up o di squat tra dipendenti per incentivarli al movimento. Il costo è nullo e il divertimento assicurato.

LEGGI ANCHE: Secondo i dipendenti, Google è il miglior luogo dove lavorare nel 2015

3. Festeggiare occasioni speciali in modo unico

Google ha recentemente regalato  una settimana di riposo ad un dipendente per il suo compleanno, ricevendo i ringraziamenti di tutta la famiglia. Anche le aziende più piccole, che non possono permettersi di rinunciare ad una risorsa per più di due giorni, possono comunque fare diverse cose per festeggiare le occasioni speciali. Possono chiedere al diretto interessato quale sia il suo piatto preferito e, una volta in mensa, farglielo trovare sul tavolo con un augurio da parte dell’azienda. Piccole attenzioni che non comportano grandi costi per l’azienda, ma si traducono in benefici per i dipendenti.

 

 

4. Sviluppare la cultura aziendale: rendere uniche le pause dal lavoro

Il successo di Google ha dimostrato come sia importante la variabile divertimento. L’azienda dispone di scivolo e sale gioco che i dipendenti possono utilizzare quando fanno una pausa dal lavoro. Questi passatempo hanno un grande effetto sui dipendenti e sulla cultura aziendale, possono essere creati in modo poco costoso, con un po’ di creatività e attenzione, per evitare di perdere troppo tempo e produttività.

5. Fuori dall’ufficio! (Occasionalmente)

I dipendenti di Google vengono spesso invitati dall’azienda a fare gite ed escursioni. Molte aziende non possono permettersi attività di questo genere, ma lavorare occasionalmente fuori dall’azienda non ha alcun costo ed è molto utile poiché rende i dipendenti più motivati. Se a questo si aggiunge un pranzo estivo all’aperto o una visita guidata ad un museo di interesse particolare per l’azienda, il risultato può essere del tutto simile a quello ottenuto da Google.

Basta poco. Ad esempio, una piccola pausa dal lavoro rende i dipendenti molto più motivati e produttivi.