Apple sta sviluppando una propria versione dei Google Glass?

Tempo di grandi novità ed indiscrezioni in casa Apple. Dal lancio ormai prossimo del watch ai tanti rumors riguardanti una possibile Apple car, i tecnici di Cupertino continuano ad esplorare nuovi orizzonti per il futuro.

È di pochi giorni fa l’indiscrezione sulla possibile realizzazione di una propria versione dei Google Glass, prodotto che nonostante il flop iniziale molti considerano ancora come ricco di opportunità per il prossimo futuro. Secondo Gene Munster, analista di Piper Jeffrey, Apple sta da tempo lavorando con un piccolo team sulle possibilità offerte dalla realtà aumentata, ed in particolare su sistemi che permettano di “legare” informazioni digitali al mondo “fisico”. Una tecnologia ancora poco diffusa ed utilizzata ma capace di interagire in modo netto sulla vita quotidiana dell’utente.

Una notizia che seppur non direttamente collegata ai Glass, non può non far pensare ad una versione made in Cupertino degli stessi. I Google Glass rappresentano infatti il prodotto che più si avvicina a questa idea di realtà aumentata e tanto basta per creare aspettative e interesse a riguardo. Il background Apple sarebbe poi per molti esperti perfetto per ovviare ai tanti problemi che hanno portato alla chiusura, forse solo momentanea, del progetto Glass da parte di Google. Su tutte l’estrema attenzione al design e la desiderabilità del prodotto, marchi di fabbrica della mela morsicata, che diventano elementi fondamentali per dar vita ad un prodotto che ben si leghi con il mondo fashion e possa essere indossato senza problemi.

Una sfida senza dubbio complessa che significherebbe in termini pratici, secondo Munster, non meno di 10 anni di lavori. Apple ci ha però abituato bene in questi anni, accettando prove spesso limite, prove che hanno poi dato vita a prodotti unici. Un esempio su tutti è lo smart watch che Apple ha totalmente rivoluzionato in termini di design ed utilizzo con il suo watch. Una “vittoria” che, come per lo watch, sarebbe oltre che commerciale anche e soprattutto d’immagine e reputation, riuscendo là dove i maggiori competitor hanno fallito

Non ci è ancora dato sapere se questi studi sulla realtà aumentata daranno vita ai Glass o semplicemente saranno riutilizzati su nuove versioni di prodotti già esistenti, ma è indubbio che sul tema ci sia interesse. Curiosi?!? State tranquilli, in caso di novità vi terremo aggiornati.

Meerkat, la live streaming app che spaventa Twitter

Meerkat, la live streaming app che spaventa Twitter

Che testa è quella che spunta dal mondo delle app? Pare quella di un suricata… o Meerkat!

Questi mammiferi della prateria, comunitari e sempre vigili, non a caso hanno ispirato il nome di un’app che sta facendo molto chiacchierare, anzi, cinguettare di sè.

Cosa fa Meerkat?

Una cosa, e la fa bene. Meerkat è un’app che permette di condividere video in streaming, rigorosamente su Twitter. Per andare on air basta avviare l’app e iniziare a registrare: un link verrà automaticamente postato su Twitter, permettendo ai follower di seguire lo streaming live.

Twitter è il punto di uscita unico e privilegiato della trasmissione: questo si manifesta sin dalla registrazione a Meerkat, che avviene attraverso le credenziali del medesimo social network. Durante lo stream, tutti coloro che stanno assistendo potranno lasciare dei feedback live e i commenti arriveranno direttamente all’autore del video, permettendogli di rispondere in diretta.

Al momento è disponibile solo per gli utenti Apple.

Meerkat, la live streaming app che spaventa Twitter

Le regole di Meerkat

L’essenzialissimo e giallissimo sito dedicato alla app contiene poche informazioni, ma esaustive: sulla sinistra, sotto al link per comprare la maglietta con il simpatico suricata, è possibile reperire le Regole di Meerkat.

Il concetto che spicca su tutti è uno: l’immediatezza. I video in straming su Twitter grazie a Meerkat sono rigorosamente live, per cui è possibile guardarli e retwittarli, ma non salvarli per visualizzazioni future.

Meerkat, la live streaming app che spaventa Twitter

La magia di Meerkat

Meerkat, insomma, non è un nuovo spazio sociale, ma un’effimera fetta di contenuti della grande torta che è Twitter. È un dolce destinato a finire presto, preparato in poco tempo dagli streamer e consumato altrettanto velocemente.

Proprio questa immediatezza e la facilità d’uso hanno permesso all’app di arrivare a 150.000 utilizzatori nel giro di due settimane dal lancio, avvenuto lo scorso 27 febbraio e consacrato dalla partecipazione al festival musicale e cinematografico South by Southwest in Texas del CEO Ben Rubin; lui stesso ha confessato il suo stupore per l’attenzione suscitati e i buzz generati dal rilascio della sua app (per non parlare del successo della mascotte!).

“Some magic happened”.

Meerkat for business

Ma cos’è che rende Meerkat così appetibile per il business? La possibilità di programmare gli stream, postando dei post su Twitter per fornire ai follower ora e data di inizio dello stream… magari attizzando l’attenzione con succose anticipazioni.

Sta ai brand e alle personalità sfruttare al meglio questi contenuti video. Basta lasciar vagare l’immaginazione per vedere le infinite potenzialità: trasmissioni live dalle prime file di concerti ed eventi sportivi, succose anteprime e retroscena di eventi e fiere, conferenze in live stream direttamente dai cellulari degli speaker, trasmissioni in diretta dalle più svariate destinazioni turistiche,… e chi più ne ha, più ne trasmetta!

LEGGI ANCHE: Twitter e i video nativi: cosa sta cambiando nel video marketing?

E Twitter non sta a… guardare

Indubbiamente i video sono uno dei digital trend del 2015, e Meerkat è partito con il piede giusto per cavalcare l’onda di questa tendenza business e marketing.

Anche troppo.

Così almeno deve pensarla Twitter, che ha tagliato la possibilità, per gli utenti Meerkat, di importare automaticamente i follower nell’account dell’app. Lo stream resta inalterato, ma la distribuzione ne risulta inficiata.

Il tentativo dell'”uccellino” di volare lontano dal “suricata” si spiega con l’acquisizione di Periscope da parte di Twitter, avvenuto già da tempo, ma ufficialmente annunciato solo dopo l’enorme successo di Meerkat. Cos’è Periscope? Nulla più che un’altra live streaming video app su cui il social network aveva già investito e con la quale vuole evidentemente garantirsi un ruolo di primo piano nella nascita dell’era del mobile live streaming.

Questa mossa, tuttavia, non fa altro che confermare che Meerkat ha tutte le potenzialità per andare oltre il boom iniziale, dimostrandosi ben più longeva dei contenuti effimeri che veicola.

Meerkat, la live streaming app che spaventa Twitter

Procter & Gamble si affida al digital nella costruzione dei brand

procter & gamble digital

Procter & Gamble spende 8,6 miliardi di dollari per pubblicizzare i suoi 300 brand e lo fa anche investendo nella tecnologia digitale. The times they are a-changin’ di Dylan staranno fischiettando già da un po’ nel quartier generale: perché molte cose sono cambiate e molte stanno cambiando, e il colosso americano intende ricordare al mondo che è ancora una grande scuola di marketing.

Procter & Gamble: sulla scia di “Like a Girl”

Come riportato da Forbes, due settimane fa, ad Hollywood, in Florida, l’ANA (Association of National Advertisers) ha tenuto la sua annuale Media Leadership Conference e il discorso di apertura è stato pronunciato da Marc Pritchard, Global Brand Officer di P&G. Pritchard ha inaugurato il suo intervento mostrando il video promozionale “Like A Girl”, realizzato per il marchio Always, un video diventato subito virale, con milioni e milioni di visualizzazioni su YouTube.

LEGGI ANCHE: LikeAGirl: la campagna di Always contro gli stereotipi [Viral Video]

La campagna “Like A Girl” poneva l’accento sull’autenticità, perché un’azienda quando fa il suo ingresso nel mondo digitale e dei social media – assicura il manager di Procter & Gamble – deve sapere che il consumatore può avvertire subito la mancanza di genuinità. Onde evitare tale pericolo, occorre tenere vivi il bisogno di un profondo consumer insight e la necessità di un’idea potente di brand che sia in grado di coinvolgere emotivamente i consumatori. Branding e storytelling sono sempre di più i cardini su cui ruota il marketing: la multinazionale statunitense questo lo sa benissimo.

Il nuovo modo di fare business di Procter & Gamble

Nel mondo, la metà del tempo passato ad usare media, viene trascorso su tecnologie digitali (e circa un terzo di tale tempo scorre su mobile): non passerà molto prima che tutti i media saranno realizzati in digitale. Perciò, P&G sta facendo adesso quello che ha sempre fatto, e cioè usare il medium creativo prodotto dalla tecnologia emergente e trasformarlo in un’arte per la costruzione dei suoi brand. Quando era solo la televisione a suggerirci immagini, suoni e movimenti, la TV commerciale fu perfezionata in maniera tale da raccontare ministorie sui marchi.

procter & gamble digital story

Proprio ora, l’uso della tecnologia digitale a fini creativi si trova ad un punto di flesso. Secondo Pritchard questi che stiamo vivendo sono momenti tra i più decisivi dell’intera storia della réclame: abbiamo l’opportunità di sfruttare il potenziale di un medium che è parte fondamentale delle nostre esistenze come mai nessun altro prima, arrivando alle persone in più modi di quanti potevamo una volta sognare e facendo dei brand una presenza costante della vita di ogni giorno.

Un nuovo approccio al business per Procter & Gamble quindi. La possibilità di incrementare il valore commerciale è rilevante: fornitura pressoché illimitata; più precisione nel targeting; modalità automatizzate d’acquisto, di vendita e di distribuzione; comunicazione ispirata dall’utente; produzione a più basso costo; amplificazione degli earned media – tutto questo conduce ad un ROI molto più elevato. Insomma, il digital spicca sia per maggiore efficienza che per maggiore efficacia di fronte a qualsiasi altro medium con cui i pubblicitari abbiano avuto a che fare in passato.

procte & gamble customer experience

Ma siamo solo ai titoli di testa, perché il sistema mediatico digitale è un’imponente opera in fieri. Ci muoviamo in un mondo in continuo divenire, in cui non è sempre semplice districarsi da trame spesso complesse. Pritchard confessa che, malgrado gli ostinati sforzi e le continue sfide accettate, non si potranno mai dominare completamente tutte queste tecnologie. Perciò è importante semplificare, strappare fuori il cuore di mistero del “mondo nuovo”, dire alla gente che si sta guardando al di là dell’ossessione tecnologica e che si sta spostando l’attenzione verso ciò che conta davvero: la customer experience.

In pensione con stile, dimissioni via Google+ per Patrick Pichette

Patrick Pichette di Google ci insegna che ci sono lettere d’amore, lettere di perdono, lettere di licenziamento e lettere che sono tutte e tre le cose insieme.

Niente a che fare con la lettera apparsa sul Corriere per il tradimento del povero Enzo (tuoexmarito) con conseguente risposta da parte della moglie fedifraga,  e annuncio bufala da parte di Real Time, ma di un’altra lettera, o meglio, di un post su Google+ da parte di Patrick Pichette CFO di Google.

La scelta di Patrick Pichette CFO di Google

Annunciare le dimissioni da Chief Financial Officer di Google tramite un post su Google + per rispondere alla domanda che la moglie gli aveva posto in vetta al Kilimangiaro.

Una domanda semplice semplice, che tradotta suonerebbe in italiano suonerebbe come un “se non ora quando?”, per rispondere all’ennesima richiesta di trascorre più tempo insieme dopo 25 anni di matrimonio.

Dimissioni 2.0. ad ognuno il suo social

Quando una persona  decide di andarsene da un’azienda, e lo deve comunicare al proprio datore di lavoro, o socio, non è mai una scelta semplice, e trovare le parole per esprimerlo nemmeno.

Per chi come Patrick o  Marina Shifrin nel suo famoso video “I quit” sceglie di rendere pubblica la propria decisione, si entra addirittura nel merito di quale social utilizzare.

LEGGI ANCHE: Il tuo 2014 (e tutto il resto della tua vita) secondo Google

I contenuti dell’annuncio

Tornando a Patrick, non c’è solo il testo dell’annuncio, ci sono le immagini di quel successo sportivo, e quel cartello “made it finally” che ribadisce cosa sono in grado di fare lui e Tamar (la moglie),  e cosa saranno in grado di fare nei prossimi anni, grazie alla scelta di Patrick e all’opportunità di viaggiare in giro per il mondo.

Scrittura digitale è anche questo, saper trasmettere le proprie emozioni, inviare un messaggio chiaro, in un perfetto equilibrio tra l’amore per la moglie e la responsabilità verso i propri colleghi.

Un racconto emozionante di una vita che cambia, il classico mollo tutto di una persona che ama il suo lavoro, ma che si è reso conto, che forse ama più se stesso e la persona che ha scelto per la vita, e che per 25 anni non ha goduto della sua compagnia di stacanovista.

Digital content Lab

Bruno Bertelli, il pubblicitario più premiato nel mondo con un palmares che vanta 30 Leoni a Festival Internazionale di Cannes, di cui ben 6 d’oro, oltre a molti altri premi nazionali ed internazionali sarà il docente del Digital Content Lab.

Non vi insegnerà come licenziarsi da Google via social network, ma  come meglio affrontare temi di scrittura creativa, digital story telling, visual content, anche tramite esercitazioni individuali e di gruppo, con simulazioni e project work.

Campagne mirate per gli italiani all'estero? Con Facebook Expat targeting ora si può

Che Facebook sia diventato un paid media lo si è capito già da tempo, se ne facciano una ragione i gestori di Pagine Fan convinti di poter ancora ottenere risultati degni di nota senza investire un euro in Facebook Ads. Anche se è difficile da digerire, la sponsorizzazione sul social network di Palo Alto funziona, meglio di altre forme di advertising “tradizionali”.

A suo favore gioca l’ottima ed efficace profilazione del target di riferimento, che consente ai social media manager di poter veicolare il giusto messaggio alla giusta audience, semplicemente selezionando interessi, età, comportamenti, informazioni personali, lingua e luogo di residenza.

Proprio in riferimento a queste due ultime opzioni è stata annunciata l’altro ieri nella sezione Facebook For Business l’introduzione di una nuova funzione di targeting: Expat Targeting.

Cos’è?

Milioni di persone vivono fuori dal proprio Paese di origine, e utilizzano Facebook per restare in contatto con amici e familiari sparsi in tutto il mondo. Facebook ha capito che questa esigenza di restare in contatto con le proprie radici non è vissuta solo dagli utenti, ma anche dai brand, dalle aziende, che vogliono mettersi in contatto con chi ha abbandonato il proprio Paese di nascita per trasferirsi altrove.

Con Expat Targeting l’obiettivo è proprio questo, consentire agli editor di Pagine Fan di targetizzare gli ads scegliendo persone che, ad esempio, sono di lingua italiana ma vivono in Canada.

Immaginate un’agenzia di viaggi, una compagnia aerea, una catena di alberghi, attività che vedono in queste persone dei clienti affezionati con i quali interagire.

A differenza di quanto accade solitamente con le novità introdotte da Facebook, che vengono prima diffuse in via sperimentale in alcuni Paesi o in esclusiva per determinati brand scelti, l’Expat Targeting è disponibile in tutto il mondo negli strumenti dedicati agli Ads.

Ancora una volta i vertici di Facebook investono tempo e risorse nel miglioramento dell’esperienza business, implementando un già ottimo strumento di social advertising che si arricchisce ora di una funzione che ha anche un certo sapore nostalgico, oltre che economico e commerciale.

Tutto quello che c'è da sapere sul content marketing [INFOGRAFICA]

Non tutto può essere tenuto sotto controllo e non possiamo di certo ricordarci ogni cosa; tuttavia, un’infografica può rappresentare uno strumento molto utile per verificare se abbiamo rispettato i punti principali relativi ad una determinata materia.

Per tale motivo, tutto quello che c’è da sapere sul content marketing è stato sintentizzato e semplificato in un linguaggio visivo che risulterà impossibile dimenticare.
Rispettando queste linee guida potremo creare ottimi contenuti e raggiungere fini strategici con il minimo sforzo.

Perché serve una strategia di Content Marketing?

Una strategia solida di contenuti aiuta a differenziarci dalla concorrenza. Vi chiederete il perché? La risposta è davvero semplice. Il motivo è, ovviamente, legato all’unicità di ciò che offriamo al nostro pubblico.
Inoltre, un piano serve a presentare un’immagine coerente sui diversi canali social utilizzati.

Importante è non dimenticare questa parolina magica: “coerenza” che deve caratterizzare ogni nostro contenuto; se non rispettiamo tale principio rischiamo di essere contraddittori e poco credibili; e l’utente non gradisce mai messaggi incoerenti e poco sinceri.

Tutto quello che c'è da sapere sui contenuti di marketing [INFOGRAFICA]

Bisogna definire, pianificare e gestire la strategia di content marketing in virtù di un obiettivo specifico. Avere degli obiettivi permette di creare contenuti in linea con il business.

Indispensabile è conoscere i valori dell’azienda ed i propri utenti, poiché la conoscenza esatta permette di scegliere contenuti vantaggiosi per ambedue le parti. La creazione di contenuti è il cuore della strategia. Gli utenti cercano contenuti quando vogliono informazioni o vogliono essere intrattenuti, proprio per questo è necessario catturare la loro attenzione stimolando la leva della curiosità.

Una volta ottenute queste informazioni sarà possibile definire ed eseguire, al meglio, il piano strategico sui contenuti, ottenendo la massima esposizione sui diversi canali.

“Content is king of social marketing!”

La Battaglia delle idee 2015: vincono ConceptKicker e Breezometer

ConceptKicker

La battaglia delle idee a Milano

Il 18 marzo 2015 La Battaglia delle Idee targata Ninja Marketing e Ninja Academy approda per la prima volta a Milano, all’interno di un evento di rilevanza mondiale, il Global Entrepreneurship Congress, invitando 12 startup a pitchare la propria idea in inglese sfidandosi l’un l’altro a ritmo di rap.
Il primo round concede ad ogni startup tre minuti ed un set di slide per fare il proprio pitch e convincere pubblico e giuria riguardo alla propria idea, poi le startup si sfidano l’un l’altra in presentazioni da un minuto e mezzo fino a soli 30 secondi, affrontando le domande della giuria, spiegando il proprio progetto ad una nonna e come Zuckerberg comanda, fanno un elevator pitch in Cinese.

I vincitori dell’edizione 2015 #battlemi

La sfida ad eliminazione diretta ha decretato il successo della canadese ConceptKicker di Denny Hollick, che con il suo pitch, ma soprattutto con il suo eccezionale rap e sense of humor, ha conquistato tutta l’audience. Si tratta di un eCommerce che trasforma l’arte 2D in stampe 3D. L’israeliana BreezoMeter, l’app che rende visibile la qualità dell’aria intorno a noi, viene scelta dalla giuria di esperti.

LEGGI ANCHE: E le 12 startup finaliste che parteciperanno alla BattleMI sono…

La giuria tecnica della Battaglia delle idee 2015 è composta da Henrik Scheel, founder e CEO di startup Experience; Paolo Gesess, co-Founder e Managing Partner di United Ventures; Anna Testa, responsabile del TIM #WCAP di Milano; Bernardo Mattarella, Direttore dell’Area Incentivi e Innovazione di Invitalia; Mariano Pireddu, founder e CEO di Quag; Lisa Di Sevo, associate in Dpixel; Roberto Magnifico, board member di LVentures e Layla Pavone, partner in Digital Magics

Ai partecipanti sono stati assegnati anche dei premi tematici mentre Breezometer porta a casa altri due premi: “Social Innovation”, consegnato dal founder di Ninja Marketing e Ninja Academy Mirko Pallera, ed il “Funky Prize” consegnato dalla madre e dalla figlia di Marco Zamperini.

Il premio “Green” è stato assegnato invece da Argoserv a PVFamily mentre LoveB ha ricevuto sia il premio “Founder Donna” consegnato da Adele Savarese e Federica Bulega di Ninja Academy che il premio “Ecommerce” da Prestashop. Il premio “Creativity” infine è stato assegnato da Combocut a Breading, quello “Made In Italy” a Quomi da Invitalia.

Durante la premiazione sono state consegnate alle idee vincitrici i premi offerti dai partner tecnici MailUp, OVH, Microsoft Italia, Argoserv, Ninja Academy, Viralbeat, Prestashop, Talent Garden, Direzione Ostinata, I’M IN, Elatos e Red Bull: prodotti, servizi e consulenze utili a far decollare la propria idea di startup.

Il successo dell’edizione milanese

La Battaglia delle idee 2015 powered by Quag si è confermato un evento unico in cui musica, business ed intrattenimento si fondono in uno spettacolo straordinario.

L’energia della musica e dei presentatori Kris Grove e Esa e la voglia di fare dei giovani imprenditori, hanno reso la BattleMI un successo internazionale, che sorprende grazie al format particolare che ha visto le 12 startup finaliste sfidarsi in diversi match, con diverse modalità di pitch.
Uno spettacolo divertente per il pubblico e molto formativo per le startup partecipanti che hanno potuto confrontarsi con un ‘enorme platea e una giuria di esperti.

Ninja Social Oroscopo dal 19 al 25 Marzo

Cari impavidi guerrieri del marketing, questa settimana si parla di oroscopo e start up!

Secondo infatti le teorie dell’astrologo Marco Pesatori nel bellissimo libro Astrologia del Novecento, i transiti nel cerchio zodiacale dei tre pianeti lenti (Plutone, Nettuno ed Urano) determinano delle tendenze socio-culturali specifiche.

Così in questi anni viviamo una quadratura difficile tra Plutone, pianeta delle energie forti e generatrici, ad Urano, pianeta del lavoro e della manualità, che può indicare la crisi che stiamo affrontando.

Nessuno si piange addosso però e lo stiamo dimostrando perchè a questo momento difficile noi rispondiamo reinventandoci con le start up. Plutone viaggia nell’ambizioso segno del Capricorno che disdegna la vita comoda e non teme le fatiche, che sa dove vuole arrivare e che metterà in campo pragmaticità ed astuzia per ottenere i risultati desiderati.

Urano, pianeta del lavoro, è nel passionale Ariete che si butta nelle iniziative con forza e determinazione seguendo il cuore e gli obiettivi. Nettuno, pianeta dei progetti e degli ideali, transita invece nei gradi del segno dei Pesci donandoci la capacità di sognare, di pensare fuori dagli schemi con un occhio alla solidarietà ed al bene del pianeta.

Ecco quindi che anche le start up in cui crediamo, in cui soffriamo per raggiungere i risultati, hanno il loro riflesso astrologico!

Questa settimana il pianeta del piacere Venere entrerà nei gradi del segno del Toro che, nonostante questo Giove in quadratura che lo tiene a stecchetto da mesi si concederà slanci passionali e soprattutto culinari. Ma se fosse troppo pigro per uscire a fare la spesa ci pensa Quomi che consegna a domicilio i migliori prodotti italiani. Mi raccomando: in orario pasti citofonare Toro! Per il Leone invece che ha sì voglia di mangiare bene ma questa settimana preferisce spendere il suo tempo in impegnative sessioni sessuali c’è Fanceat che consegna box di buon cibo italiano a domicilio tra un round e l’altro sotto le coperte… Vizioso!

Meritocracy è una start up che non poteva che piacere ad un Ariete forte e determinato (soprattutto nel lavoro) da Marte ed Urano nel segno e “paraculato” dal trigono di Giove. E chi ti ferma più??? Un altro che sarà impossibile fermare è il Sagittario il cui cervello finalmente andrà in panne permettendogli di concentrarsi sull’azione anzichè sulla progettazione dell’azione. Metti due cosette nello zaino e parti. Con IGoOn potrai fare un avventurosissimo autostop digitale!

La Vergine ci stupirà rifiutando gli amati conti e business plan e spendendo sconsiderata e felice tutto il suo stipendio nella borsa per geek LoveB. Non vogliamo sapere altro! A ruota l’altro fashionista della settimana sarà ovviamente la Bilancia che festeggerà l’uscita di Venere dall’opposizione cercando di esportare il made in Italy nei paesi orientali con FashTags. Che sia anche un ottimo modo per darsela a gambe da ciò che la circonda??!!

Per fortuna ci pensano i Pesci ad una app per il bene comune: da buoni crocerossini sfrutteranno questa settimana con il sensibile Mercurio nel segno (insieme all’idealista Nettuno) per risolvere la collaborazione medico – paziente grazie a Collabobeat … Ecco qui le prime risposte concrete alle incalzanti domande di Saturno quadrato! Anche il Cancro non scherza però perchè per un casalingo come lui Marte quadrato rende ancora più importante fornire la propria tana di tutti i comfort di modo da doversi relazionare col resto del mondo il meno possibile! Grazie a PVFamily non solo tiene i consumi casalinghi sotto controllo ma sollecita anche il rimborso dal fornitore. Cisa vuoi di più??

Acquario e Scorpione non avranno nessuna voglia di uscire, di chiacchierare, di avere a che fare con insignificanti umani. Ciascuno troverà le sue scuse: per il cervellotico Scorpione l’aria sarà poco pulita e ve lo dimostrerà con Breezometer. L’Acquario invece è troppo impegnato a trasformare l’arte 2d in stampe 3d con ConceptKicker. La sua missione è fare il solletico sotto l’ascella al Dio della Cappella Sistina e giocare a chi ride prima con la Monnalisa. La vita è una questione di priorità!

Il Capricorno sa bene cosa significhi start up: tutto da costruire e tante ore di straordinario ma non teme nulla… E soprattutto questa settimana con Venere in trigono sarà colto da moti di bontà… Ad esempio potrebbe utilizzare Breading che connette panetterie ed ONG. Il Gemelli invece con Saturno che lo bacchetta e Marte che lo sprona sarà più docile e collaborativo… Ed imparerà a dire ufficialmente a gran voce “grazie”… con Ethanks!

Best Entrepreneurial Experience: il contest di idee per la Silicon Valley in Italia

Si terrà il 19 marzo a Roma (ore 17:30), nella sede dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, in via Vittorio Veneto, l’evento di lancio del contest internazionale di idee innovative firmato Istituto Italiano Imprenditorialità, insieme al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America e al Centro Residenziale Universitario di Bertinoro (CEUB). Partner dell’iniziativa anche l’Ambasciata Usa in Italia, Fulbright Italia e l’associazione CDA (Comunicatori Digitali Associati).

Il progetto si intitola Best Entrepreneurial Experience e nasce allo scopo di diffondere la cultura imprenditoriale in Italia attraverso la “contaminazione” positiva tra gli Alumni Fulbright BEST (gruppo di imprenditori con un forte profilo tecnico-scientifico che hanno partecipato a un programma culturale in imprenditorialità nella Silicon Valley presso la Santa Clara University e, tornati in Italia, hanno creato la loro startup) e imprenditori locali.

L’edizione del 2015 del progetto, coordinato dall’Istituto Italiano Imprenditorialità, organizzazione non-profit, si svilupperà a Bertinoro e beneficerà del sostegno del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti D’America e di un premio vinto dagli Alumni Fulbright BEST per sostenere questa iniziativa.

Tutta l’iniziativa avrà un forte tono internazionale – spiegano i promotori – e alcuni eventi saranno in inglese.

Contestualmente all’evento di lancio ci sarà l’apertura della call-for-idea. Saranno infatti invitati tutti gli imprenditori italiani, soprattutto i più giovani, a candidarsi per mettere in moto una idea imprenditoriale valida per aderire al progetto.

Il programma di lavoro prevede la raccolta e selezione di 50 idee imprenditoriali che saranno pubblicate sul portale web bestcatchup.it. Di queste, le prime 12 diverranno vere e proprie start up e saranno presentate all’Evento finale del progetto, il Catch-up, in programma a Bertinoro dal 17 al 20 settembre 2015.

I 12 progetti selezionati – affermano gli organizzatori – saranno sviluppati in poco più di 24 ore con l’aiuto di mentori, di imprenditori locali e degli alumni della Fulbright, quindi presentati a una giuria di investitori.

La fase finale del progetto sarà anche l’occasione per la reunion tra gli Alumni Fulbright BEST a cui parteciperanno, anche tramite la Commissione per gli Scambi Culturali tra Italia e Stati Uniti, diversi ricercatori, scienziati e imprenditori Americani presenti in Italia. La possibilità di candidarsi per la Best Entrepreneurial Experience è aperta a tutti.

Vuoi saperrne di più? Visita il sito 
Hashtag: #BestCatchup

Come legare più strategie di digital marketing nella tua comunicazione

strategie digital marketing

I canali che possiamo sfruttare per il digital marketing sono davvero moltissimi, alcuni pensano addirittura che siano eccessivi. Per tale motivo alcuni esperti del settore consigliano di concentrarsi su pochi canali, al fine di gestirli al meglio, evitando confusione all’utente.

Ma ormai questa è una storia “vecchia” che abbiamo sentito centinaia di volte; quindi apriamoci a nuovi pensieri, decisamente, più attuali.

Ora le persone stanno iniziando a cambiare il loro modo di accesso ai dati, quindi è il momento di iniziare a espandere la strategia di comunicazione utilizzando più strumenti di marketing digitale. Ecco alcuni dei principali canali di digital marketing da prendere in considerazione nella propria strategia:

#1 Email

Quante volte ti è capitato di ricevere fastidiose e-mail commerciali che ti comunicano promozioni su oggetti inutili? Beh! Sarò sfigata, ma a me (e sono certa anche a te) capita quotidianamente.
Ed è proprio grazie alla diffusione di e-mail, di spam, che molte aziende sono diventate restie ad usare questo strumento.

email marketing

Questo è, davvero, un peccato perché una buona campagna email può ricondurre ad una serie di contatti, difficilmente, ottenibili. Naturalmente, le buone mail richiedono un buon contenuto in modo che i destinatari non eliminino il messaggio senza neanche aprirlo.

I contenuti possono distinguersi in due categorie: newsletter e promozioni. Entrambi gli stili sono importanti per una buona campagna; la gente ama leggere le news, ma vuole, anche, “essere coccolato” con un trattamento speciale e promozioni.

Ovviamente, per una buona campagna il consiglio è sempre quello di affidarsi ad esperti. Se affidi questo compito al povero stagista alla prima esperienza e pretendi grandi risultati in breve tempo..beh!Sono un pò scettica, ma posso comunque augurarti Buona Fortuna!

#2 SMS

L’utilizzo di testo per le promozioni in generale ha di solito uno scarso successo, ma se ad esempio la tua azienda gestisce le offerte speciali a breve termine, alcuni dei tuoi clienti, probabilmente, potrebbero apprezzare un avviso di testo al momento opportuno.

Assicurati che abbiano scelto di ricevere questo servizio e rendi semplice la disattivazione del servizio. In questo modo, tutti coloro che vogliono ricevere il messaggio di testo lo riceveranno, e nessuno risulterà infastidito.

sms marketing
LEGGI ANCHE: Digital marketing: tre errori da non compiere

#3 Sito web

Questa è probabilmente la forma più antica e consolidata di marketing digitale che ci sia. Il sito web è indispensabile, per cui è opportuno che sia costantemente aggiornato.

Quindi come prima cosa assicurati che la tua azienda abbia un sito web, e che questo sia attivo ed aggiornato.
In seguito è molto importante che sia attiva la funzione di “acquisto online”; sappiamo tutti quanto stia crescendo il settore dell’e-commerce.

sito web

Infine, è davvero utile aggiungere i social media e altri siti periferici per la strategia di marketing, questo permetterà di aumentare la portata promozionale dell’azienda.

Utilizza questi strumenti nella maniera giusta, legali in maniera coerente, tenendo sempre presente il fine per il quale lo strumento è nato, e vedrai con il corretto mix riuscirai a raggiungere il tuo obiettivo!