Instagram Marketing

Instagram: 5 trucchi per la social strategy di Natale

Dopo un intenso anno di lavoro l’unica cosa che sognate è di mettervi in ciabatte, comodi sul divano a godervi le luci del vostro albero di Natale insieme a parenti ed amici.

E invece no, rimandate questi rassicuranti scenari fiabeschi a data da destinarsi perché se i social media e in particolare Instagram sono degli irrinunciabili strumenti della vostra marketing strategy ,ora più che mai potrebbero risultare fondamentali per il vostro business.

Ebbene si, il periodo natalizio, e le vacanze in generale, è uno dei periodi migliori per raccogliere quanto avete duramente seminato durante l’anno sui social media. Instagram più di tutti risente di questa impennata.

Se hai inserito Instagram nella tua social media strategy o sei un social media manager vediamo insieme qualche semplice tattica per attirare ancora di più l’attenzione degli utenti/clienti durante il peridio delle festività.

1. Indossa l’abito della festa

Considera la tua pagina Instagram come la vetrina virtuale del tuo negozio, della tua attività o dei tuoi servizi. Indossa i panni di un visual designer e sii natalizio. Il segreto è riuscire ad attirare l’attenzione senza mai perdere la propria identità.

No ad immagini stile villaggio di Babbo Natale se sei noto per uno stile minimal e pulito. Prediligi colori natalizi ma declinali secondo il tuo stile. Se sei un food blogger si alle pietanze natalizie. Non dirlo ad Instagram, ma dai pure un’occhiata a Pinterest per idee e spunti.

Instagram marketing 2

2. Gioca d’anticipo e crea il bisogno

Hai un e-commerce su Instagram? Suggerisci idee regalo, proponi prodotti e tendenze. Come? Pubblica foto di alcuni tuoi prodotti, mettili a confronto e chiedi ai tuoi follower di indicare la loro preferenza. È cosa nota che interagire con i propri follower, farli partecipi del processo decisionale innesca dei meccanismi di fiducia e fidelizzazione.

LEGGI ANCHE: Instagram. I migliori tool per il marketing

3. Fai leva sui sentimenti

Alt fermi tutti, con i sentimenti non si scherza. Nel periodo natalizio è incredibilmente vero ma siamo tutti più buoni. Approfitta per sostenere una causa in più, una petizione o una vendita di beneficenza. Pubblica foto di prodotti, una parte del ricavato della vendita contribuirà a sostenere una determinata causa. I tuoi follower apprezzeranno, saranno felici di contribuire e oltre all’incredibile valore umano per la comunità anche la reputazione del tuo brand ne gioverà.

Instagram Marketing 3

4. Lancia dei Contest

Che siano ovviamente a tema natalizio. Invita i tuoi follower a pubblicare foto che li ritraggono intenti a preparare l’albero di natale o un dolce natalizio, chiedi loro di racchiudere in uno scatto il significato dei natale o qualsiasi altro escamotage per avere una bacheca ricca di contenuti autoprodotti. Che ci sia un premio finale o meno la cosa importante è che ci sia sempre un hashtag accattivante, divertente, virale che rimandi al tuo brand.

5. Investi in Instagram Ads

Se non l’hai ancora fatto, questo è il momento giusto. Sfrutta la maggiore propensione dei clienti a spendere denaro in questo periodo dell’anno e la recente novità di Instagram ads per avere qualche vantaggio sulla concorrenza.

Instagram Marketing 4

In conclusione ricorda che il contenuto che offri è sempre la merce di scambio migliore. Proporre contenuti di qualità ai propri follower è quello che fa la differenza anche se si tratta di panettoni.

E tu che strategia hai messo in campo per accrescere il tuo business con instagram in vista delle feste natalizie? Hai già testato qualche tattica che ti abbiamo proposto? Facci sapere cosa ne pensi nei commenti di seguito al post.

“La complessità e la cultura dell’innovazione”: il seminario sul Piano nazionale Scuola Digitale

Dopo la presentazione del Piano Nazionale Scuola Digitale, il documento pensato per guidare le scuole nel processo di digitalizzazione lo scorso ottobre, si tiene in questi giorni, fino al 15 dicembre, la Settimana del Piano Nazionale Scuola digitale.

Il progetto, promosso in tutte le regioni dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, prevede eventi e iniziative nelle scuole.

Proprio per questa occasione, l’Ufficio Scolastico Regionale del Molise ha organizzato un convegno di studi sui temi dell’innovazione a scuola, in programma il prossimo 14 dicembre a Campobasso, nell’aula magna del Convitto nazionale “Mario Pagano”.

L’iniziativa, a cui parteciperanno rappresentanti del Miur, docenti universitari ed esperti del settore, si intitola “La complessità e la cultura dell’innovazione” e il suo obiettivo è effettuare un’incisiva azione divulgativa, anche da un punto di vista pratico, su quelli che sono alcuni degli aspetti e delle azioni previste dal Piano.

Si tratta di un’occasione per mostrare a docenti e dirigenti (ma non solo) ogni opportunità contenuta nel Piano anche attraverso la testimonianza di alcune delle buone esperienze finora condotte nelle scuole italiane.

Punto di partenza sarà il significato sociologico del termine innovazione e come lo stesso si raccorda con il mondo dell’educazione e della formazione. In questo ambito si inserisce a pieno titolo la questione della “comunicazione” e della “comunicazione in rete”, quali processi necessari ad elaborare architetture didattiche adeguate ai nuovi scenari di apprendimento.

Piano Nazionale Scuola Digitale

Il programma

Si comincerà alle 9:30 con Anna Paola Sabatini, Direttore Regionale USR Molise, a cui seguiranno una serie di interventi, tra cui quello di Daniele Barca, dirigente Ufficio Innovazione Digitale MIUR, Emma Pietrafesa e Paolo Russo di Fondazione Stati Generali dell’Innovazione e Francesca Del Duca di Fondazione Mondo Digitale

Alle 11:30 l’incontro con Mirko Pallera, docente e responsabile Ninja Academy, su “La comunicazione e la comunicazione digitale”.

Nel pomeriggio, a partire dalle 16:15, spazio a tre laboratori didattici, in parallelo, per docenti, con il coinvolgimento degli alunni. Con Mirko Pallera ci si confronterà su “Come, perché e con che cosa documentare?”.

evento

L’appuntamento è per il 14 dicembre 2015 nell’aula magna del Convitto Nazionale “Mario Pagano” (Via Mazzini, 1), Campobasso.

viaggiart

Viaggiart : i beni culturali a portata di app

Grazie alla mobile revolution, il turismo da anni ha un alleato in più: le app! Sei un turista e ti trovi in una città che non conosci? Ti basta un tap sul tuo smartphone per trovare il ristorante meglio recensito, l’albergo più vicino, gli orari degli autobus e così via discorrendo.

Ma se ti trovi in Italia e vuoi visitare un monumento, una mostra o una villa storica sconosciuta ai più e uscire dunque dai soliti percorsi turistici segnati sulle guide, ecco, a quel punto la situazione diventa più complicata. Da questo problema è nata l’idea dei calabresi Giuseppe Naccarato e Stefano Vena di realizzare un’applicazione dedicata alla scoperta dei beni culturali in Italia.

Parliamo di Viaggiart, l’app mobile che come una vera e propria bussola guida l’utente alla scoperta dei luoghi della cultura più curiosi e meno conosciuti, il tutto a portata di smartphone.

Non solo monumenti noti e lunghi viaggi, con Viaggiart  è possibile riscoprire la propria città e le bellezze nascoste che la circondano.

Come funziona Viaggiart

viaggiart

L’applicazione, disponibile gratuitamente sia per iOS che per Android, si basa su servizi di geo-localizzazione.

Una volta lanciata, l’app individua la tua posizione geografica e ti suggerisce gli attrattori culturali ordinandoli in base alla distanza consentendoti, inoltre, di creare mediante le mappe un itinerario personalizzato. 

L’applicazione è dotata della funzione navigatore che ti indica il percorso da seguire per raggiungere il punto d’interesse scelto.

Non solo arte, Viaggiart è in grado di indicarti tutti i servizi turistici che potrebbero essere utili nel tuo viaggio: eventi, concerti, convegni, luoghi in cui alloggiare, punti vendita in cui acquistare i prodotti tipici locali, mezzi di trasporto.

Ad ogni luogo è associata una breve descrizione che ti aiuta nella scelta dei punti da visitare e dell’itinerario da percorrere.

Non manca certo la componente social: ogni luogo consigliato è dotato del pulsante condividi regalandoti così la possibilità di rendere partecipi gli amici dell’avventura che stai vivendo.

La digitalizzazione del turismo e la valorizzazione del territorio

viaggiart-app-turismo-beni-culturali

Utilità, cultura e innovazioni questi gli ingredienti del successo di Viaggiart,  da poco premiata da Confcommercio come migliore azienda innovativa del settore turistico del 2015. A tal proposito Giuseppe Naccarato ha affermato:

” Il premio di oggi ci onora e ci rende orgogliosi, ma è un premio soprattutto alle bellezze dell’Italia: noi non facciamo altro che valorizzare quello che c’è già, grazie al lavoro di un ottimo team di collaboratori che si impegnano per dare voce e lustro alla infinita bellezza che ci circonda.”

La digitalizzazione è ormai una scelta necessaria e auspicabile per le imprese turistiche: è una svolta che sostiene l’accessibilità alle risorse culturali e che soprattutto incentiva la valorizzazione del territorio, invitando le realtà locali a porre maggiore attenzione a tutti i loro beni e servizi.

E voi, per le vacanze di Natale, a quali applicazioni vi affiderete per i vostri viaggi? Segnalateci nei commenti quelle che per voi sono le più utili e interessanti.

facebook contro le bufale virali

Facebook contro le bufale virali

Facebook sta usando i sondaggi  per migliorare l’algoritmo di selezione delle notizie da mostrarvi nel feed.

Annunciata pochi giorni fa, la novità fa parte del continuo sforzo di Facebook per migliorare il flusso di notizie, anche attraverso i meccanismi di segnalazione di notizie ritenute false o spam.

In questo caso l’attenzione di Facebook è concentrata sui post che diventano virali, si propagano cioè in maniera veloce e diffusa, quasi incontrollata.

Non c’è alcuna ricetta sicura per far diventare virale un post, ed è quindi molto difficile predire a priori se un particolare post lo diventerà e quando lo farà.

Certo è facile, col senno di poi, capire perché un particolare post lo sia diventato e la sua  viralità  non è sempre un valore positivo assoluto: credere che lo sia diventato perché le persone desiderano vederlo è sbagliato.

La sua popolarità e diffusione può essere un effetto collaterale indesiderato: le persone non vogliono vederlo, ma commentandolo (negativamentre) o condividendolo per allertare gli amici contribuiscono alla sua diffusione.

Un meccanismo ben noto a chi diffonde bufale, e ai troll.

Facebook quindi ha deciso, ogni giorno, di proporre a decine di migliaia di utenti al giorno, un piccolo questionario, in cui possono scegliere e indicare il tipo di notizie che preferiscono vedere nel loro feed, mettendo a confronto post virali con altre notizie.

facebook contro le bufale virali

In questo modo il flusso di notizie dovrebbe, nelle intenzioni di Facebook, diventare migliore e più rilevante per ciascun utente.

Se siete amministratori di pagine Facebook, non preoccupatevi: la portata naturale e organica della pagina non ne verrà intaccata. I post virali sono, per gli specialisti Facebook, delle anomalie.

Una riflessione importante invece riguarda il potenziale uso dequalificante e censorio di questi sondaggi.

Una storia scomoda, pur se fondata e ben documentata, potrebbe essere votata come non gradita dalla maggioranza degli intervistati.

Una maggioranza di un campione di cui nulla viene dato sapere: come vengono scelte le decine di migliaia di utenti citati? Sono veramente rappresentativi del resto della popolazione Facebook  (oltre un miliardo e mezzo!) o, almeno per quella porzione che per geografia o lingua è destinataria potenziale della notizia?

Ben venga la lotta alle bufale, di cui siamo tutti stanchi e che ciclicamente si ripresentano, ma andrebbe fatta con maggiore trasparenza e cautela.

Il rischio è che la censura e le bolle di filtri di cui abbiamo già scritto diventino ancora più forti e limitanti.

Twitter: 5 consigli per un rapporto efficace con i tuoi clienti

Ok, hai aperto l’account della tua azienda su Twitter. Potresti averlo fatto per due ragioni: 1) l’hai consigliato tu; 2) te l’hanno imposto loro (Twitter fa figo). In ogni caso, ora hai bisogno di una strategia.

Twitter è un social network complesso, che richiede tanto tempo, creatività e una dose di pazienza senza eguali. Search Engine People, azienda canadese specializzata in ottimizzazione SEO e ricerca sulle abitudini social, ha analizzato, grazie alle API di Twitter, il comportamento degli utenti nei confronti delle piccole e medie imprese. Ben il 33% degli utenti totali (circa 46 milioni di persone) segue almeno un brand, e il 67% è più invogliato ad acquistarne i prodotti dopo averlo conosciuto, giorno dopo giorno, sul social. Gli utenti che seguono aziende su Twitter è cresciuto del 663% negli ultimi due anni.

Twitter: 5 consigli per un rapporto efficace con i tuoi clienti
È possibile sfruttare questi numeri a proprio vantaggio, prestando semplicemente attenzione ai dettagli, quelli che su Twitter fanno la differenza. Ecco i 5 consigli ninja per costruire un rapporto efficiente con i tuoi clienti sul social dell’uccellino.

1. L’autenticità

L’autenticità è la chiave del successo nel social media marketing, in particolare su Twitter. Ogni tweet dovrebbe contenere un pensiero che il CEO dell’azienda non esiterebbe ad inserire nella biografia del brand. Cercate di immaginare i vostri tweet come un flusso che concorre a raccontare una storia, quella dell’azienda, e non come pensieri sconnessi. Twitter è una finestra sul mondo. Tutte le informazioni e le news vengono riprese su Twitter in immediato, o fornite da Twitter stesso (che ormai è la più grande agenzia di stampa del mondo). Anche il passaparola sulla tua PMI avviene su Twitter: l’80% delle interazioni con le aziende sui social media avviene qui e il 76% degli utenti che hanno avuto un feedback positivo con un brand è probabile che lo consiglino agli amici. Il word of mouth è fondamentale in ogni settore merceologico.

LEGGI ANCHE: Twitter: addio ai preferiti, ecco i mi piace

2. I tweet

I tweet devono essere dannatamente sexy: ce ne sono miliardi, perciò devi farti notare.
I tweet con immagini o video hanno un tasso di interazione del 313% in più di quelli text only.
Twitter Ads mette a disposizione delle PMI opzioni di targeting avanzate in grado di mostrare i tweet ad utenti che sono potenzialmente interessati a ciò che l’azienda può offrire. Fai scoprire il prodotto, mostra il team di lavoro, divertiti nell’ideare soluzioni grafiche che attirino l’attenzione.

Twitter: 5 consigli per un rapporto efficace con i tuoi clienti

3. I messaggi privati

Un utente si lamenta? Ha un problema con un prodotto? Rispondi al suo tweet con gentilezza e chiedi di inviarti per messaggio privato i dettagli della questione (i messaggi privati non hanno più, da tempo, il limite dei 140 caratteri). Ora mantieni la discussione all’interno dei messaggi, e cerca di essere il più celere possibile nelle risposte (solitamente chi ha un problema ha fretta, ma non perché voglia davvero risolverlo in breve tempo, ma perché si sente frustrato dalla situazione e ne vorrebbe uscire in immediato). Una volta risolto chiedi all’utente/cliente di inviarti un nuovo feedback dopo qualche giorno con un tweet: vista la soddisfazione, quel tweet sarà molto positivo per la reputazione agli occhi degli altri utenti.

LEGGI ANCHE: Twitter Polls: la guida completa ai nuovi sondaggi

4. Il monitoraggio

Raggiungere il pubblico giusto al momento giusto. Conosci il tuo target? Spero di sì, perciò monitora le sue abitudini: cosa tweetta, quando tweetta. Twitter è in real time, è pubblico ed è un ambiente digitale in cui prolifera la conversazione. Perciò le aziende possono capire in tempo reale cosa pensa il pubblico di loro e dei loro prodotti, intercettando i malumori e cercando di porre rimedio con una efficace customer care. Soltando ringraziando gli utenti in tempo reale riuscirete a creare una reputazione digitale positiva.

Twitter: 5 consigli per un rapporto efficace con i tuoi clienti

5. La creatività

Non essere noioso: non importa che tu stia comunicando carta igienica, pompe funebri o un chiringuito ad Acapulco (auguri). Non pensare a Twitter come un walled garden, un giardinetto privato che non comunica con il resto del web. I tweet sono inseriti nei motori di ricerca, e puoi sfruttare le potenzialità di Twitter con altri strumenti, come Medium, Periscope e Vine, i quali saranno sempre più integrati nella strategia di marketing delle PMI. Perciò datti da fare, twetta out of the box.

eCommerce_Lab

Come avere successo nel mondo eCommerce? Risponde Roberto Fumarola

Roberto Fumarola, founder di b2commerce e Qapla.it, è uno dei docenti del Corso Online in eCommerce Management di Ninja Academy. Ci insegnerà a scegliere la corretta piattaforma per aprire un eCommerce di successo, a conoscere i principali canali di traffico e a valorizzare l’esperienza online degli utenti per favorire visite e conversioni.

Per prepararci al corso, lo abbiamo intervistato per voi e ci siamo fatti raccontare qualche segreto del mondo della vendita online.

La scelta della giusta piattaforma è fondamentale per la riuscita di un eCommerce di successo. Qual è l’elemento chiave che ci permette di orientarci su una piattaforma invece che un’altra?

La scelta della piattaforma deve arrivare alla fine di una serie di valutazioni sulle necessità dell’attività di vendita online, delle caratteristiche degli articoli e di altri fattori esterni alla piattaforma, come ad esempio un sistema gestionale o di magazzino da interfacciare.
La scelta andrà quindi fatta in base alle funzionalità e caratteristiche richieste, verificando quale delle piattaforme presenti sul mercato soddisfino le esigenze.

Altri sistemi d valutazione devono essere anche l’affidabilità dell’agenzia o dello sviluppatore al quale affidiamo l’implementazione tecnica, il suo grado di competenza e la sua “solidità”. Per un progetto complesso ed importante magari è meglio valutare bene se affidarlo ad un freelance che lavora da solo… perché non si sa mai cosa può succedere.

Quindi, non farsi trascinare della moda del momento o andare sulla piattaforma più in voga, perché potrebbe essere un grosso errore e ci si può trovare davanti ad un vicolo cieco.

successo ecommerce

C’è un errore ricorrente, uno sbaglio che trovi spesso nella maggioranza degli eCommerce?

Il principale sbaglio è: non aver fatto un’analisi accurata delle proprie necessità, del modello di business e, soprattutto, dei competitor! Se posso aggiungere il secondo errore è: sottovalutare la componente traffico, e quindi web marketing, per il successo dell’attività di vendita online.

Le grandi aziende di business online, Amazon o Zalando ad esempio, investono moltissime risorse in termini pubblicitari, finendo per monopolizzare un certo tipo di campagne. Una piccola realtà, con altri budget e risorse minori, ha possibilità di emergere ugualmente?

Sicuramente stiamo andando incontro ad un innalzamento dei costi pubblicitari perché la concorrenza diventa maggiore ed i grossi store che citavi hanno budget importanti che possono tirar su l’asticella del prezzo dell’adv. Ci sono tuttavia una serie di attività che possiamo intraprendere per avere dei buoni risultati anche con budget non faraonici. Sicuramente la prima cosa da fare è investire sulla competenza sul prodotto e sul servizio. Se andate ad analizzare in dettaglio, a parte Amazon che è paranoica sul servizio clienti, i grandi hanno spesso grosse lacune e problemi.
Quindi una piccola attività che comunque offre un ottimo servizio può far affidamento sui clienti soddisfatti che tornano e sul passaparola.

Non si vive di solo questo però. Se ci si specializza e si producono contenuti si ha qualche speranza anche per il posizionamento organico. In aggiunta, la pubblicità sui social e le campagne di remarketing possono dare risultati interessanti. Ultimo, ma non ultimo, è l’email marketing che, soprattutto per chi non ha budget pubblicitari immensi, è un’arma per sollecitare gli utenti/clienti e portare a casa una buona fetta di fatturato.

successo_ecommerce

Molte aziende che si affacciano al mondo online hanno anche luoghi fisici destinati alla vendita. Come possiamo non mandare in conflitto l’online con l’offline?

La prima regola d’oro in questi casi è… non pensare che siano in conflitto. Se si parte da lì è finita! Le attività che sono presenti sia online che offline hanno un grandissimo vantaggio, quello della multicanalità e della fisicità e prossimità con il cliente.

Lavorando bene, nel giusto modo, l’online può potenziare tantissimo le vendite offline e viceversa. I due canali devono lavorare assieme e non competere tra di loro, altrimenti ci si avvita in una spirale di “gelosie” e di inefficienze che finiscono per affossare uno o entrambi i canali di vendita.

Ci sono vari modi per far questo, basta spiare cosa fanno i grandi come H&M, Mango, Desigual, Sephora. Hanno una strategia di integrazione tra offline ed online molto spinta in alcuni casi e gli utenti spesso vanno sul sito per vedere i prodotti poi vanno a comprarli in un punto i vendita fisico… così come succede l’esatto contrario. È cannibalizzazione di canale? No, è potenziamento dell’offerta commerciale e del servizio.

successo_ecommerce5

Ci hai convinto, vogliamo aprire un eCommerce. Quali sono le tre cose che dovremmo sapere/fare per prime?

Per prima cosa va fatto un piano d’azione dettagliato, meglio un business model, che è quasi più importante del business plan! Poi bisogna pensare ai propri clienti e cosa serve loro. Poi imbastire una strategia di marketing online nel medio e lungo periodo, pensando anche in maniera creativa e cercando di utilizzare tutti i canali a disposizione.

Quarto punto (ne aggiungo uno io!), non accontentarsi mai e sparare in alto, solo così si può crescere.

Instagram: Premio Nazionale Igersitalia, i migliori scatti del 2015

Si è da poco conclusa la terza edizione del Premio Nazionale Igersitalia che ha selezionato i migliori scatti del 2015 su Instagram. Sette giurati, sette categorie premiate e tanta, tanta creatività. Abbiamo curiosato tra giuria e vincitori per raccogliere commenti e impressioni e fare insieme qualche riflessione sul social del momento.

Conta di più la tecnica o l’emozione? Siamo troppo ossessionati dai follower e dai famigerati cuori? Quanto è importante riuscire a costruire il proprio stile personale per emergere? Lo abbiamo chiesto anche a Ilaria Barbotti (@ilarysgrill), fondatrice e Presidente dell’Associazione Igersitalia, e ad Antonio Ficai (@c4antonio), organizzatore del Premio.

Ma prima, in pieno stile Instagram, spazio alle immagini. Lasciatevi emozionare. Perché l’emozione è il denominatore comune dietro a tutti gli scatti, e anche ciò che ha orientato la giuria nella selezione delle foto candidate.

This is my entry for the weekend hashtag project of Instagram 🙂 #WHPforeveryoung Who is the youngest?????????

Una foto pubblicata da Luciano Cina (@luccico) in data:

 

 

Sorores volant.

Una foto pubblicata da Pietro Cataudella (@pietro2o) in data:

We are what we don’t see. #WHPabstract

Una foto pubblicata da Luciano Cina (@luccico) in data:

La giuria. Tecnica o emozione? Nessun dubbio

Per alcuni è stata una dura lotta riuscire a scegliere, per altri amore a prima vista. In ogni caso, su una cosa sono tutti d’accordo. È stata l’emozione a prevalere. Perché la tecnica, da sola, non basta. Bisogna coinvolgere chi guarda e avere qualcosa da raccontare, che sia in grado di parlare anche senza l’ausilio delle parole.

Ezio Totorizzo – @eziomrlifestyle: “Ecco, quando mi sono accorto di aver passato qualche minuto su di una sola foto ho pensato ‘È quella giusta’. La forza è proprio quella di non avere una galley a supporto, ma un singolo scatto che parla di te. Penso che scegliere una singola foto per descriverti sia un processo molto complesso. La bellezza di questo premio era dare visibilità a scatti e non a persone ed in questo caso nessuno ha pensato ai cuori e ai follower, ma al singolo scatto.”

Maria Claudia Venturini – @piccolauma: “Io personalmente ho cercato di tener conto della tecnica e delle regole della fotografia, ma senza dubbio ha vinto chi ha saputo esprimere un’emozione attraverso la forza dell’immagine. L’immagine vincitrice ha trasmesso sicuramente un’emozione. Che sia un sorriso o una smorfia, appena l’ho vista, a me ha trasmesso questo.”

Enrica Mannari – @enrica_mannari: “La mia foto del cuore è quella di Luciano Cina senza se e senza ma. Da subito. Questa foto ha una potenza espressiva incredibile e porta con sé un’italianità a cui sono molto affezionata. Dovrebbe essere portata in giro come immagine promo del nostro paese. L’emozione prevale sempre nell’arte. L’arte è emozione. Se fosse tecnica sarebbe artigianato, che anche se di grande qualità sempre artigianato resta. Se poi si riesce ad unire tecnica ed emozione il gioco è fatto.  E sì, la lotta tra alcuni è stata dura. Non è mai semplice scegliere. Lo dico da illustratrice e artigiana.”

Cris Jiménez – @crisss: “Della foto vincitrice mi ha colpito che è riuscita a catturare insieme tante cose che si pensano dell’Italia non essendo italiani come me: gente che sa godersi le cose semplici, sole, bel posto al mare…Mi sembra un fotogramma di un film senza tempo. Per me una foto deve raccontare una storia.”

Nunzia Cillo – @nunziacillo: “Senza dubbio mi ha colpito la spontaneità dello scatto. Quella che ha vinto è una foto genuina che racconta l’estate, la Sicilia, la spensieratezza leggera della gioventù. Sembra quasi di sentire gli schizzi di acqua salata sul viso, di assaporare la salsedine, di sentire le fragorose risate e il sole sulla pelle. È una fotografia che catapulta l’osservatore nella scena. Se una foto riusciva a raccontarsi e a raccontare l’autore, senza dover leggere la didascalia, passava alla fase successiva.”

Ok, emozione. Ma follower e like sono per molti un’ossessione. Quanto contano davvero per emergere su Instagram?

Ilaria Barbotti ha le idee chiare al riguardo. Su Instagram bisogna creare occasioni per stimolare la creatività e migliorare la qualità, prima di tutto. Poi vengono i numeri.

“Ultimamente si parla solo (purtroppo) di numero di follower perché Instagram è il social del momento in vari campi e perché per molti è divenuto un lavoroTutto quello che organizza Igersitalia (e le community locali Igers in Italia) è per tutti, senza distinzione di numero di follower, ma con l’idea di raccontare il proprio territorio e stimolare la creatività fotografica (challenge o sfide). Io personalmente e l’associazione poi, viviamo proprio per permettere incontri offline agli appassionati del mezzo e per accrescere la qualità e la creatività fotografica di Instagram. I vincitori hanno tutti un numero diverso di follower e mai questo dato è preso come metrica per premiare qualcuno nel Premio Igersitalia. Chi ha vinto negli anni passati è poi cresciuto come nome e seguito. La risposta è quindi partecipare, essere attivi e creativi davvero. Solo così si può diventare qualcuno in questo social”.

Anche Antonio Ficai è dello stesso avviso, e il Premio che ormai organizza da tre anni consecutivi con un successo e una partecipazione sempre maggiori ne è la dimostrazione. È la qualità a mettere d’accordo tutti:

“Questa terza edizione ha nuovamente confermato che non importa essere già delle star di Instagram per poter avere un riconoscimento oggettivo sulle proprie competenze nella realizzazione di immagini di qualità. Anche nelle precedenti edizioni chi è uscito vincitore ha proseguito il proprio percorso di Iger con altri riconoscimenti importanti e nell’interessamento da parte di esperti in comunicazione visuale per partecipare ad ulteriori iniziative ed eventi. La lotta quotidiana alla conquista di nuovi follower e di like da parte della maggioranza degli utenti in questo caso non è contemplata. La giuria anche questa volta era composta da professionisti dell’immagine e della comunicazione, oltre ad affermati Igers a livello internazionale, ed ha oggettivamente dimostrato come una fotografia di qualità può mettere d’accordo persone che hanno una formazione, una visione e un gusto differente nell’interpretare un’immagine pubblicata sul network“. 

I vincitori. Teneteli d’occhio, seguite i loro consigli e poi…siate voi stessi

Ecco l’esperienza e qualche consiglio di alcuni vincitori. Giusto per farvi ispirare, poi sta a voi.

Luciano Cina – @luccico: “Sono felice perché il messaggio è arrivato, sono arrivate le stesse emozioni che ho provato. Mi definisco un attento osservatore: adoro scrutare tutti i dettagli che quotidianamente passano sotto i miei occhi. La fotografia diventa, così, uno strumento fondamentale per fissare nel tempo un momento particolare, un momento unico. Grazie ad Instagram (e smartphone a seguito) posso così raccontare a tutti il mio quotidiano e rendere partecipe la community delle meraviglie che ci circondano.”

Francesco Zivoli – @lazivowski“Sinceramente non mi sarei mai aspettato di vincere nella categoria “minimal”, non è falsa modestia. Questo perché non scatto quasi mai questo genere di foto e perché ci sono tantissimi Igers italiani davvero forti in questa categoria. La foto vincitrice l’ho scattata a Conversano, in Puglia, nel mio paese d’origine, perciò il fatto stesso che sia stata scelta mi rende estremamente orgoglioso.”

Giuseppe Puocci – @puocci_g: “È un piccolo gradino che salgo e soprattutto una grande soddisfazione. Piccolo gradino perchè sto facendo della fotografia e dei video (sono Filmmaker) un vero e proprio lavoro. Sento ogni giorno il bisogno di dover raccontare le mie emozioni attraverso l’arte e quindi le immagini, che siano ferme o in movimento. Instagram è una vetrina molto importante per me e per il lavoro che faccio, ma soprattutto per quello che voglio raccontare. Vedo tutto come una gran bella opportunità, anche di conoscere persone e artisti davvero in gamba.”

Chiara Cerri – @lovetheshoot: “Instagram è diventato il mio social network preferito da un po’ di tempo, da quando ho incominciato a concepirlo come strumento di storytelling, piuttosto che contenitore di immagini tutte filtri e selfie. Sono davvero contenta che la giuria tra tante foto abbia scelto proprio l’immagine di quel bambino nepalese con la faccia appiccicata al vetro. In questo modo abbiamo vinto entrambi.”

Alessio Rossi – @photoreds“Vedere la propria fotografia arrivare a vincere un premio come miglior paesaggio per me è una delle gioie più grandi che ho avuto nel campo della fotografia. Questo traguardo però non influenzerà in maniera significativa il mio profilo Instagram ma continuerò sulla mia strada ancora più motivato di prima. Instagram ormai per me è il contenitore dove condivido tutto quello che la mia anima riesce a racchiudere in una fotografia.”

Personalità ed emozioni: quanto sono importanti nello sviluppo delle relazioni?

Personalità ed emozioni: quanto sono importanti nello sviluppo delle relazioni?

Le relazioni hanno un ruolo determinante nella scelta, esse non rappresentano un mondo meccanicistico, ma una sfera di esperienze, simboli ed emozioni. Per essere vincenti è necessario avvicinarsi alla realtà delle persone.

Le relazioni costituisco, infatti, un’estensione dei desideri e dei valori e queste vanno alimentate nel modo giusto, in quanto come ogni rapporto nascono, crescono, si modificano e si evolvono.

Oggi cercheremo di capire come personalità ed emozioni vanno a connettere persone, cose, marchi e luoghi.

Dalla Brand Personality alla Destination Personality

Personalità ed emozioni: quanto sono importanti nello sviluppo delle relazioni?
Iniziamo con il capire meglio il concetto di  Brand Personality:

Non è altro che  l’insieme delle caratteristiche umane associate al brand.

Per gli esperti di Marketing costruire un brand dotato di personalità permette di poterlo differenziare dai concorrenti, in un mercato in cui i benefit materiali tra i prodotti sono pressoché uguali; inoltre permette di costruire una relazione a lungo termine con il cliente, che nel mercato odierno è sempre più infedele alla marca.

La Brand Personality è una prospettiva  che parte dal presupposto che un consumatore si rapporti a una marca secondo l’analogia tra la propria personalità e quella che attribuisce al brand, o un desiderio di sperimentare una diversa identità, di giocare con i mondi possibili che la marca offre. In questo modo nascono relazioni durature con le persone.

Ed ovviamente questo concetto non è legato, solo ed esclusivamente,a relazioni che si creano con i prodotti ma può essere esteso alle persone, alle cose ed anche ai luoghi.

In questa ultima ipotesi parliamo di Destination Personality che, analogamente a quanto già detto, è:

La rappresentazione dei tratti della personalità di un luogo, ed è un argomento che sta acquistando sempre più importanza nella costruzione di strategie di marketing e programmi di fidelizzazione.

Ma come si misura questo elemento di novità nel mondo Travel? Abbiamo, individuato uno studio molto interessante condotto da MySmark, che ci mostra come sono riusciti a definire la personalità di Dublino, chiedendo a passanti di rispondere ad un breve sondaggio web sui maggiori luoghi d’interesse.

Lo studio

Per lo studio si sono scelti strumenti, normalmente, utilizzati per valutare la personalità umana.L’analisi è stata condotta su tre aeree diverse di Dublino: Dublin Castle, Guinness Storehouse, St. Stephen Green.

Personalità ed emozioni: quanto sono importanti nello sviluppo delle relazioni?

Il principale strumento utilizzato è stato la Destination Personality Scale (DPS) , che si basa su 6 dimensioni:

  • Eccitante (Affascinante, Originale, Fantasioso, Emozionante, Unico, Vivace)
  • Raffinato (Altolocato, Glamor, Elegante, Sofisticato, Trendy)
  • Dinamico (Energico, Attivo, Animato)
  • Affidabile (Responsabile, Stabile, Sincero, Onesto)
  • Ospitale (Divertente, Caloroso, Allegro)
  • Aspro (Duro, Robusto, Audace)

I risultati hanno mostrato che la DPS è effettivamente in grado di differenziare i luoghi e che il tipo di personalità individuale influenza la percezione di ogni posto. Dalla ricerca sono emersi alcuni spunti di riflessione:

  1. Ci sono differenze significative tra i residenti e turisti nella percezione della destinazione: il primo gruppo infatti, generalmente mostra una migliore opinione della città, trovandola più attiva e affidabile.
  2. Anche la nazionalità ha un’influenza sulla percezione del luogo: ad esempio, i tedeschi e gli irlandesi che hanno assegnato i valori più alti alla dimensione “dinamico”, sono tra il 10 e il 21% in più rispetto agli italiani e americani.
  3. Le persone che percepiscono un luogo più emozionante e ospitale sono più propensi a raccomandarlo ad altri: le due dimensioni quindi, potrebbero funzionare come fattore raccomandazione. Lo stesso accade con sensazioni positive che sono direttamente correlate al livello di raccomandazione.
  4. Le differenze rilevate tra le risposte ottenute dai locali e dai turisti inoltre, mostrano che più i visitatori hanno familiarità con un luogo, tanto più apprezzano i suoi aspetti positivi, trovandolo vivace e sicuro.
  5. Inoltre, le persone intervistate hanno rivelato di apprezzare qualità come eccitante e ospitale quando si considera un luogo degno di essere raccomandato: questo potrebbe essere un fattore interessante per promuovere la crescita del turismo.

Personalità ed emozioni: quanto sono importanti nello sviluppo delle relazioni?

Kinovan, la prima media company su quattro ruote

Due caratteristiche la differenziano da un’agenzia di produzione multimediale: viaggiare su quattro ruote ed il coinvolgimento dei cittadini nel processo comunicativo per un efficace mix composto da strumenti e spazi di aggregazione sociale.

Kinovan, dal 2011, con la vision di fornire un servizio basato sui nuovi supporti di comunicazione (Crossmedia), sistemi che permettono una narrazione multipiattaforma (Transmedia storytelling). Comunicazione online ed offline, impiegate insieme per creare una narrazione qualitativamente elevata con l’obiettivo di raggiungere il target di riferimento dell’azienda cliente.

Giovanni D’Aloia che ci racconta la sua startup.

Territorialità e Crossmedia sono gli ingredienti del vostro successo. Come funziona Kinovan?

kinovan2

Considerata la vocazione itinerante della nostra casa di produzione, il territorio inteso dal punto di vista del paesaggio naturale oltre che culturale, è qualcosa da esplorare con tutti i sensi e con il quale instaurare un dialogo costruttivo nella scrittura della narrazione.

È pertanto l’ingrediente fondamentale della “pozione” di storytelling che proponiamo ai nostri committenti.

Il Crossmedia invece è lo strumento che ci consente grazie alle nuove tecnologie a basso costo di veicolare questi stessi contenuti su differenti piattaforme mediali, dal web alla sala cinematografica, nel nostro caso predisposta anche all’aperto.
Kinovan è una creative media company, una società di servizi crossmediali e produzione transmedia che tenta di coniugare le potenzialità del crowdsourcing e del crowdfunding con una offerta di contenuti legata al bisogno per qualunque tipo di comunicazione digitale di essere mobile, in tempo reale ed efficiente lì dove ha maggiori possibilità di incontro con il target di riferimento.

In sintesi, portiamo dove serve la strumentazione necessaria per mettere in visione, ad esempio, un evento musicale in live streaming ed in contemporanea possiamo produrre altri contenuti in forma di video, foto o testi dedicati al web per un consumo in mobilità, avendo in particolare la possibilità di produrre dal luogo dell’evento stesso, riuscendo così con l’aiuto di collaboratori freelance e partners specializzati anche ad essere di supporto alle attività di spettacolo dal vivo (regia schermi, vjset, videomapping) e di intrattenimento (augmented reality, gaming, interattività).

Possiamo visualizzare questi ed altri contenuti complementari sullo schermo led Full HD 65” completo di casse da 200 watt installato sulla parete del Kinovan.

Inusuale per una regia mobile pensata ad esempio solo per il broadcast televisivo. Pensa all’impatto di un evento del genere in una piazza del centro storico o tra le bancarelle del mercato di un’isola pedonale o nel parcheggio di un centro commerciale!

Da dove nasce l’idea dell’agenzia itinerante?

kinovan3

L’idea di proporre un ufficio di produzione su quattro ruote, componibile per strumentazione e risorse umane in base alle esigenze e che possa essere di supporto non solo alla filiera audiovisiva in senso stretto bensì a tutte le organizzazioni che intendono sfruttare le possibilità di diffusione multipiattaforma, nasce in gran parte dalla sintesi delle mie esperienze professionali che spaziano dall’intrattenimento dal vivo in forma di regia degli schermi e vj set per club o eventi, fino alle installazioni mixed media con finalità più artistiche, e si fondono con la pratica di produzione di contenuti brevi per il web e per la tv oltre che di studio della scrittura per il cinema.

Kinovan si sta strutturando come un impresa creativa con un core business fondato sulla offerta di servizi crossmediali e sulla produzione di contenuti transmediali, pensati per interagire con la community/audience; i nostri clienti vanno dall’autore che è anche regista alla società indipendente, alla agenzia di comunicazione, organizzazione di eventi, fondazione o ente pubblico che necessitino di supporto alla produzione di contenuti originali, multimediali e multipiattaforma.

In parte l’idea è stata inoltre ispirata da alcuni esempi recenti di studi mobili di post-produzione e da carrozzoni teatrali più antichi come il famoso Carro di Tespi, che in poco tempo poteva allestire un teatro in piazza.

Tra gli esempi che mi hanno affascinato desidero però citarne in particolare due, uno inglese ed uno italiano. Il “Bermondsey Kino Van” ha diffuso la tecnologia del cinema in pellicola nelle periferie disagiate londinesi dagli anni ’20 fino ai ’50 alloggiando due proiettori all’interno del furgone sul cui fondale installato sulla coda veniva retroproiettato il filmato.

Da noi invece per conto dell’Istituto Luce, già verso la fine degli anni ’30, entrò in funzione il Cinemobile Fiat 618, un furgoncino che incorporava nella scocca due proiettori in pellicola per gli spettacoli all’aperto e per portare i cinegiornali anche nelle piazze delle comunità che non avevano sale di proiezione. Quando una nuova rivoluzione tecnologica apre le porte del futuro occorre che nessuno resti indietro per alfabetizzazione e conoscenza del linguaggio o della tecnica.

Attraverso il coinvolgimento delle maestranze del territorio e dell’audience nel processo produttivo, Kinovan desidera quindi soddisfare anche una necessità sociale, di apprendimento e formazione, che consenta alle piccole comunità, istituti e organizzazioni di aggiornare le proprie competenze e realizzare servizi e produzioni di alta qualità a costi contenuti.

Kinovan rappresenta l’ufficio del futuro, che si sposterà in base alle esigenze?

kinovan5

La mobilità e la capacità di produrre contenuti in tempo reale e con un coordinamento delle attività è divenuto un fattore importante di distinzione nella corsa che, ad esempio, in ambito editoriale, non solo sportivo o di attualità, contraddistingue le diverse testate.

Sicuramente pertanto in ambito giornalistico questo bisogno viene avvertito molto proprio perché i quotidiani per essere competitivi devono includere il web come componente essenziale della loro offerta mediale, per amplificare e corroborare la visibilità complessiva e favorire la distribuzione cartacea. D’altronde anche in ambito di marketing si registrano numerosi esempi di comunicazione non convenzionale che attraverso le nuove tecnologie dal NFC (Near Field Communication) al proximity marketing o a quello esperenziale mirano ad un coinvolgimento completo del consumatore, il cosiddetto engagement a 360°.Questo vale poi a maggior ragione anche per gli operatori culturali e per le startup del settore turistico e di promozione territoriale.

La presenza sul posto, così come la possibilità di intraprendere un viaggio, sia esso un roadshow attraverso le fiere tematiche o una serie di microeventi realizzati ad hoc per promuovere un brand, un prodotto o un bene culturale, rappresentano pertanto un valore aggiunto ed un fattore di successo importante per l’iniziativa intrapresa.

Da qui a dire però, che qualunque tipo di lavoro di ufficio potrà essere svolto in uno studio mobile ce ne passa, a mio avviso, ma per le mansioni nell’ambito delle industrie creative, culturali e del turismo questo può essere davvero un futuro praticabile ed oggi direi anche grazie al Kinovan, sempre più concreto.

LEGGI ANCHE: Transmedia Storytelling e Comunicazione: l’arte di creare mondi

Il Transmedia storytelling viene considerata la nuova frontiera della comunicazione integrata. Eppure il progetto esiste dal 2009, era troppo presto?

kinovan4

La definizione di transmedia storytelling da parte di Henry Jenkins nel suo libro “Cultura Convergente” è del 2006. Lo storytelling declinato attraverso molteplici media sta prendendo ora il sopravvento rispetto alle forme di comunicazione tradizionale e monomediali ma è ancora lontano dall’essere divenuto da noi la prassi pertanto si rende sempre più necessario fare informazione e formazione in questo ambito per non suscitare aspettative che potrebbero venire disattese e per far comprendere che non tutte le storie, non tutti gli universi narrativi che immaginiamo sono ideali per una diffusione multipiattaforma.
Il progetto del Kinovan è iniziato nel 2009 ma in Italia è sempre difficile riuscire ad essere finanziati e trovare partner duraturi ed affidabili nell’ambito delle industrie creative e culturali. Nonostante questo rappresenti un settore fondamentale della economia complessiva del nostro paese e sul quale le direttive europee ci invitano ad investire molto di più proprio perché individuato come uno dei pochi con trend di sviluppo notevoli nel breve e nel lungo periodo.

2009 finalisti al Kublai Awards, 2010 Working Capital, 2011 fondazione societaria. Quali altre strade percorrerete su Kinovan?

Nonostante i tre anni passati tra progettazione del veicolo e dell’attività di impresa, selezione ai principali contest di startup, trattative con possibili investitori fino alla creazione della società e alla vittoria di un bando di finanziamento regionale, siamo una azienda giovane ed al primo miglio di un, si spera lungo ed onorevole, percorso, naturalmente on the road.

La regia mobile Kinovan, o come l’abbiamo soprannominata, la nostra CPU (Crossmedia Production Unit), è entrata infatti in funzione effettiva solo a Settembre di quest’anno con una proiezione di filmati istituzionali che è stata molto apprezzata durante la 79ª Campionaria della Fiera del Levante di Bari.
In preparazione per Giugno del nuovo anno invece abbiamo la partecipazione ad un progetto europeo che ci porterà a promuovere le Belle Arti e coinvolgere i giovani artisti, con un roadshow in alcuni paesi dell’Est Europa. Per scaramanzia non aggiungo altro perché siamo in attesa dell’ approvazione finale.

Kinovan sarà davvero l’agenzia media che rivoluzionerà il modo di fare comunucazione trasmediale? Ve lo auguriamo davvero, per ora però rimaniamo a guardare il vostro percorso e chissaà magari vi incontreremo in una delle nostre città.

Ninja Social Oroscopo dal 10 al 16 dicembre

Cari guerrieri, siamo arrivati agli scoggioli, con questo Ninja Social oroscopo della settimana che va dal 10 al 16 di dicembre ci avviciniamo paurosamente alla fine dell’anno e al bilancio vecchi propositi Vs nuovi propositi. Vi sentite pronti per misurare i risultati? Fortunatamente sarete voi i giudici di viu stessi, con tanto di pacche sulla spalla, lodi o severi rimproveri a seconda del posizionamento dei pianeti e dell’indole personale.

L’importante sarà evitare di trascinarsi pesi inutili. Decidere non sarà mai facile perchè quando non sarà la popria conscenza a intervenire, lo faranno gli altri giudicando e interferendo con le decisioni personali. Mantenere la calma sarà necessario per evitare di arrivare allo scontro e al caos totale!

Vediamo subito come si comporteranno i dodici segni:

Segni di Fuoco: l’Ariete cercherà di colmare qualche lacuna gratificando le persone di cui ha bisogno, non è l’atteggiamento più nobile del mondo ma fatto con onestà d’animo non è poi così grave. Il Leone vedrà solo oltre alla sua scrivania; non avrà tempo per impegni in ufficio, l’anima gemelle è la fuori e lo sta aspettando, se solo non ci fosse Venere a rompere le scatole… oltre al capo, s’intende! Il Sagittario sarà l’esempio di come comportarsi in un periodo di serenità: combattere e mettersi in discussione sempre e comunque, sorattutto quando sostenuti dai propri successi.

I segni di Terra: il Toro manterrà una certa tensione in ogni sua mossa; non parliamo di emozioni negatrive, ma di una forza potente capace di farlo primeggiare. La Vergine non sarà sul pezzo, diciamo così. La vedrete al pc, molto concentrata, ma a fare cosa? Sbirciare per credere, potrebbe non essere l’impiegata modello che tutti si aspettano che sia! Il Capricorno non ci sarà per nessuno… o quasi! Non bussate alla sua porta con qualche rottura di scatole dell’ultimo minuto, non avrà tempo per voi… a men che non sappiate prenderlo per la gola!

I segni d’Acqua: il Cancro per combattere la noia di questo periodo cercherà di mettere un po’ di zizzania tra colleghi. Niente di perfido, solo un po’ di manie di protagonismo, rimanendo comunque bene nascosto! Lo Scorpione cercherà di rimettere pace laddove è passato il collega di cui sopra. Chiacchiererà con la centralinista, offrirà il caffè al ragazzo delle consegne e uscirà a pranzo con il capo: tutto per il piacere di farlo! I Pesci rivoluzioneranno il lay out della progetti, nella speranza che il feng shui o un miracolo portino maggiori influssi positivi verso le loro conquiste da ottenere!

I segni d’Aria: Gemelli, abbiate pazienza con loro e lasciateli uscire per prednere un po’ d’aria quando necessario, potrebbero aver bisogno di schiarirsi le idee. La Bilancia, invece, cercherà di dimostrare le proprie capacità decidendo tutto e il contrario di tutto, nella speranza che gli altri siano un po’ distratti, viceversa ci sarà da divertirsi! L’Acquario arriverà in ufficio dopo aver già esaurito (a casa) la sua dose di pazienza quotidiana. Caffè e responsabilità gestibili la riporteranno in breve a livelli normali.

Buona settimana!