Maker Faire 2015: cosa aspettarci dal domani? [NINJA REPORT]

maker_Faire

Come ogni anno, anche questa terza edizione della Maker Faire Rome noi ninja non ce la siamo fatta scappare e siamo andati a curiosare per voi per scoprire quali trend innovativi e tecnologici ci aspettano nel prossimo futuro.

Orti online

Nell’era in cui siamo alla spasmodica ricerca di prodotti a Km0, di prodotti biologici, in cui diventiamo vegani e siamo tutti allergici a qualcosa, l’era in cui i pomodori cinesi ci fanno rabbrividire e cerchiamo sempre di tagliare i costi delle spese mensili, inclusa quella del supermercato, Coltiverra ci propone di coltivare un nostro orto personale. Un sogno! Ma per chi vive in città non sempre possibile. Nessun problema: attraverso una piattaforma digitale sarà possibile coltivare il proprio orto comodamente dalla scrivania tra una e-mail di lavoro e un aggiornamento su Facebook.

Abbiamo chiesto a Oliver Astrologo, uno dei fondatori di Coltiverra, di descriverci in pochi secondi il progetto, potete ascoltarlo qui:

Immortalità digitale

maker_faire_2015_2

“Il corpo muore, ma l’anima resta” e a quanto pare da oggi resterà anche la nostra memoria. Momely è infatti un progetto un po’ macabro un po’ geniale che mira a tramandare storie e cultura mantenendo viva la memoria di ognuno, anche dopo la morte. Con l’utilizzo di un sito e di un’app, Momely crea una sorta di cimitero virtuale trasformandolo in un giardino del ricordo.

Le case del futuro

Come la tecnologia può aiutare l’uomo nella vita quotidiana? È la sfida che, da sempre, scienziati e ingegneri hanno accettato e stanno portando avanti. Alla Maker Faire sono stati numerosi i progetti dedicati a semplificarci le giornate, tra quelle più interessanti Stenduino, lo stendibiancheria intelligente creato da tre diciannovenni di Bassano che, grazie ad alcuni sensori, riconosce lo stato di asciugatura dei panni spesi, fornisce informazioni sul meteo e copre i panni in caso di pioggia.

maker_faire_2015_3

Altra idea, fondamentale per gli appartamenti senza spazi luminosi è Lucy, un robot – specchio intelligente che riflette la luce solare all’interno degli spazi bui della stanza in cui è collocato.

maker_faire_2015_4

Realtà virtuale

Avete sempre sognato di fare un salto con il paracadute, una volata sul parapendio o un salto nel vuoto con l’elastico? Beh, ormai potrete farlo in tutta sicurezza provando le stesse emozioni e sensazioni senza rischiare nulla. Come? Beh, grazie ai simulatori di volo con Oculus Rift presto o tardi potremo davvero vivere quasi qualsiasi esperienza senza muovere un passo, dallo sport estremo alle visite di gallerie d’arte.

Droni

Ampio spazio ai droni, ai quali è stata dedicata una vera e propria voliera dedicata a esibizioni, gare e prove di volo. Gli utilizzi previsti per questi oggetti sono ormai infiniti: metereologici, campionature di acque, rilevazioni sulla clorofilla e così via. Tecnologia dentro tecnologia, molti droni sono ormai stampati in 3d

Stampanti 3D

Protagoniste anche quest’anno le stampanti 3d, che sono diventate ormai il nostro presente e che continuano a svilupparsi sempre di più per la creazione di oggetti più o meno grandi di ormai qualunque materiale. Il progetto più divertente? InstaTwin, che ti scansiona e crea la statuina a tua immagine e somiglianza. Quindi occhio a dire ancora, all’amico simpatico: “vorrei averti sul mio comodino!” perché potrebbe realizzarsi.

maker_faire_2015_6

Cassonetti intelligenti

Un progetto che ci ha colpito, realizzato tra l’altro da un istituto tecnico e quindi da ragazzi under 18, si chiama Automazione ed Ambiente ed è mirato a ottimizzare la raccolta dei rifiuti.

maker_faire_2015_7

Dei sensori posizionati all’interno dei cassonetti infatti sono in grado di rilevare la quantità di rifiuti presenti nel contenitore. Le informazioni appaiono poi su una mappa Google: le posizioni dei cassonetti si colorano di verde (cassonetto vuoto), giallo (quasi pieno), rosso (pieno). Il progetto prevede anche lo sviluppo di un algoritmo che permetta ai camion destinati alla raccolta di ottimizzare il loro giro percorrendo il percorso più intelligente secondo le necessità.

Insomma, di progetti ce ne sono stati davvero tanti e, ancora una volta, siamo stati orgogliosi di avere in Italia una fiera del fare così importante, partecipata e innovativa. All’anno prossimo!

i social media possono predirre i cirimini

App of the week: 5 nuove app da non perdere

app of the week

Pensi sia il caso di cancellare qualche app inutilizzata da tempo e fare spazio a qualche novità? Ecco qualche suggerimento che potrebbe trasformarsi un una piacevole scoperta e fare dei tuoi device strumenti sempre più personalizzati.

Meter, l’app di Google per monitorare il sistema

Da foto app a puzzle game 5 app da non perdere

Con questa app, proveniente dal Creative Lab di Google, potrai avere un wallpaper animato e interattivo attraverso il quale potrai monitorare lo stato della batteria, la presenza di notifiche e scegliere il tipo di connessione.

Un po’ come un widget ma che, oltre all’utilità, guarda anche al design. Per la connessione l’icona è triangolare, quella della batteria è tonda e per le notifiche è un quadrato.

Ovviamente, fornendo le informazioni in tempo reale, durante tutta la giornata le vedrai cambiare proprio in base ai mutamenti che subirà il tuo dispositivo e potrai interagire con loro muovendo e inclinando il display.

Una volta scaricata la app, vedrai comparire sulla tua schermata principale questo wallpaper animato. La visualizzazione di un’icona piuttosto che di un’altra cambia ogni volta che si blocca e si sblocca il device: se hai l’icona della batteria e invece vuoi controllare lo stato della connessione ti basterà bloccare e sbloccare subito il dispositivo per vederla comparire e avere sempre facilmente disponibili le informazioni essenziali.
Scaricabile gratuitamente per gli utenti meter Android.

Spherify, il pianeta delle tue foto

Questa divertente app permette di trasformare le tue foto panoramiche e dare loro una forma insolita. Tutto molto semplice, basta scegliere la foto, delimitare un po’ l’area che si vuole trasformare ed ecco fatto: la tua foto si trasforma in un mondo nuovo, anzi in un mini pianeta, quasi fiabesco.
Si scarica gratuitamente dal spherify PlayStore.

Slash Keyboard, più di una tastiera

Da foto app a puzzle game 5 app da non perdere

Sembrerebbe una normale tastiera ma è molto di più. L’app si connette in automatico a Foursquare, Google Maps, Google, Spotify, Youtube, Giphy e molti altri. Ancora più interessante è che questi link tornano effettivamente utili quando si sta chattando con qualcuno e magari si sta per decidere di incontrarsi per bere qualcosa: da quei collegamenti l’app suggerisce una serie di locali dove vedersi.

Ma non è necessario aspettare le proposte, dalla barra spaziatrice delle tastiera è possibile fare in autonomia una ricerca e condividere la vostra idea. Di positivo c’è che l’app apprende dalle abitudini di digitazione sulla tastiera e impara a suggerire man mano raccomandazioni sempre migliori.
Se vuoi provarla puoi scaricarla gratis dall’slash keyboard App Store.

Password Chef, se creare password non è il tuo forte

Da foto app a puzzle game, 5 app da non perdere

Mai utilizzare la stessa password e, meglio, cambiarla abitualmente. Questo sarebbe il modo più corretto per proteggere i nostri account ma ormai esiste una password per ogni cosa e puntualmente o te la dimentichi oppure, al momento di crearne una nuova, entri nel panico perché non sai più dove andare a prendere numeri e lettere mai utilizzate fino ad allora.

Bene, questa app arriva in tuo soccorso e aiuta a creare password forti che sarai in grado di ricordare quando ne avrai bisogno. Accedendo nella app, potrai originare password a partire da una “ricetta” unica per ognuna, che sarà il principio base di creazione. Il sistema interno non memorizzerà la password ma il processo creativo, in modo tale che, quando dovrai recuperarla, sarà più facile perché ti suggerirà il percorso utilizzato per originarla.

Siccome la sicurezza è importante, l’app consente sia di mettere un codice di accesso, sia di proteggere ogni ricetta con un codice segreto ma se hai problemi di memoria conviene la prima soluzione altrimenti è stato tutto un po’ inutile 😉

Disponibile a 2,99 euro per password chef iOS.

SPL-T, per chi ama mettersi alla prova

Questo puzzle game non ti stupirà per la qualità delle immagini, la scelta è ricaduta su una grafica minimale ma probabilmente per lo scopo del gioco è più che sufficiente.

In parte è un puzzle, in parte è un gioco di strategia. Si tratta di dividere, con un touch, i rettangoli in dimensioni più piccole ma, c’è sempre un “ma”, se i rettangoli diventano così piccoli da non poter più essere ulteriormente divisi, potrebbe diventare un ostacolo, in quanto quattro o più di essi formano un “muro” che non sarà più divisibile per un tempo evidenziato da un conto alla rovescia.

Se sei curioso e ti va di provare la novità, puoi scaricare l’app a 2,99 euro per iOS spl-t e all’inizio del game sarai accolto da un tutorial che ti spiegherà bene le regole.

Come monetizzare un'App Mobile

monetizzare-app

Le applicazioni sono il trend di questi anni e come è successo per i primi siti web, costano care! Sviluppare un’app rappresenta  un’investimento importante per qualsiasi realtà.

Ad oggi le idee valgono ben poco, giusto o sbagliato che sia, la differenza la fa l’execution. Per questo, oltre all’intuizione,  abbiamo bisogno di avere ben chiaro il nostro modello di business per garantire longevità alla nostra applicazione, il che si traduce nel produrre un flusso di entrate stabile e continuativo.

LEGGI ANCHE: 5 step per migliorare il mobile advertising

Se anche tu almeno una volta hai avuto un’idea per sviluppare un’applicazione, allora in questo articolo proviamo a vedere quali potrebbero essere le possibilità di monetizzarla anche nel breve periodo!

Freemium App

monetizzare-app-2

Il modo più diffuso per monetizzare la vostra App è offrirla gratis, perché tutti adorano le applicazioni gratuite. Offrire la vostra applicazione nella versione freemium, permette all’utente di accedere alla versione base del servizio per poterlo testare, spingendolo quindi successivamente all’acquisto per aver accesso a tutti i servizi dell’app. Sono in tanti ad utilizzare questa modalità, da Spotify ad AVG, se gli utenti si troveranno ad usare spesso la vostra app, saranno propensi a spendere per avere la versione completa.

Freemium App e Acquisiti In-App

Attraverso questo modello daremo la possibilità a chi ha scaricato gratuitamente la nostra applicazione di avere accesso a servizi aggiuntivi a pagamento. Utilizzato principalmente dagli sviluppatori di videogame, si da la possibilità all’utente di spendere i propri soldi per acquistare oggetti, nuovi livelli e altri pacchetti in-game. Questo modello può essere abbastanza interessante, basti guardare il successo di giochi come Candy Crush.

Freemium App e Advertising

Questo sistema si è dimostrato particolarmente vincente e consiste nel mostrare banner pubblicitari mentre si utilizza l’app. Ecco che l’utente può decidere di liberarsi dei fastidiosi banner acquistando la versione a pagamento che ne sarà priva, migliorando così la propria esperienza d’uso. Con questa modalità potrete trarre utili sia che l’utente scarichi gratuitamente la vostra app attraverso le pubblicità in-app, sia che l’utente decida di acquistare la versione a pagamento. Attenzione però, se i banner diventato troppo invasivi o troppo ricorrenti, gli utenti potrebbero scartare il vostro prodotto e cercare qualcosa di nuovo!

App Premium

monetizzare-app-3

Il modello più semplice per monetizzare un’app, venderla! Per fare si che questa modalità funzioni però dobbiamo avere un prodotto riconosciuto, che offra un servizio di qualità e mantenga le aspettative, altrimenti le recensioni negative potrebbero mettere in serio pericolo il vostro investimento. Per avere maggiore credibilità online, sopratutto all’inizio, potrete prendere in considerazione la possibilità di fare pubblicità su altre app più affermate che vi faranno così conoscere al grande pubblico.

Partnership con uno Sponsor

A differenza dei classici servizi di pubblicità in-app che mostrano una moltitudine di pubblicità differenti all’interno della vostra app, potete decidere di stringere una partnership con uno sponsor per far si che sulla vostra app vengano reclamizzati solo i suoi prodotti, che solitamente sono collegati al vostro target di utenza. Ideale per tutte quelle app che hanno un pubblico ben segmentato.

Video Advertising

In forte crescita negli ultimi anni c’è l’utilizzo di video spot all’interno delle app. Se da una parte rischiano di essere molto invasivi spingendo l’utente ad uscire, dall’altra parte, se ben studiati, i contributi video possono coinvolgere gli utenti in modo nettamente superiore rispetto a quanto può fare un banner tradizionale.

Servizi Promozionali

In questo caso si tratta di investire per poter monetizzare. Difatti se la vostra app non viene vista da nessuno, difficilmente potrà essere scaricata per permettervi poi di monetizzare. Ecco perché diventa importante utilizzare dei servizi di promozione, come ad esempio AppShout, che diventerà il vostro ufficio marketing! Si occuperà di spingere la vostra applicazione attraverso comunicati stampa e newsletter a giornalisti e siti di app review, realizzarà video demo dell’app e sfrutterà anche le molteplici forme di advertising.

Non esiste un modello di business valido per tutte le applicazioni, ogni prodotto funziona in modi differenti e coinvolge target differenti con diversi tempi e modi di utilizzo. L’unica strada è sperimentare e trovare la combinazione ideale per sviluppare al meglio il vostro business.

La sezione Shopping di Facebook e le novità della settimana #NinjaSocial

La_sezione_Shopping_di_Facebook_e_le_novita_della_settimana_NinjaSocial

Stare al passo con le numerose innovazioni dei social network non è così semplice, data la quantità di aggiornamenti rilasciati ogni settimana. Ma non preoccuparti, i Ninja sono qui per aiutare il Social Media Manager alle prese con il troll di turno con la rubrica #NinjaSocial del venerdì.

Facebook

È stata una settimana piena di  novità per Facebook (Mark ma non dormi mai?) e sicuramente le più importanti per i marketer di tutto il mondo sono i nuovi strumenti pensati per potenziare il ruolo svolto dalla piattaforma più usata al mondo nella vendita online. Una sezione shopping infatti sarà disponibile fra l’elenco di tab presenti nella versione mobile, selezionando i contenuti più interessanti in base agli interessi.

La_sezione_Shopping_di_Facebook_e_le_novita_della_settimana_NinjaSocial
Inoltre la sezione shopping sarà disponibile nella parte superiore delle pagine dove sarà possibile aggiungere anche l’opzione Servizi, che permetterà agli utenti di conoscere l’offerta dalle aziende attraverso un’unica, semplice lista. Sono interessanti possibilità per personalizzare ulteriormente le pagine Facebook e che di certo lasciano spazio a soluzioni creative.
La_sezione_Shopping_di_Facebook_e_le_novita_della_settimana_NinjaSocial
Allo stesso modo si potrà scorrere fra la gamma di prodotti disponibili attraverso dai Canvas, l’ultimo formato pubblicitario “immersive” che includerà anche il tasto compra. Questi nuovi strumenti non solo sono preziosi per le aziende, ma possono divenire un’alleato prezioso per i Social Media Manager nel dimostrare il ritorno sull’investimento nelle attività social.
La_sezione_Shopping_di_Facebook_e_le_novita_della_settimana_NinjaSocial
Altra novità per le pagine, con quello che è forse l’aggiornamento Facebook più discusso del 2015: l’introduzione delle emoji reactions per commentare e interagire con i post in aggiunta all’ormai consolidato like. Ecco qui l’anteprima pubblicata da The Next Web su come saranno gli insight delle pagine, in attesa che l’integrazione arrivi anche in Italia. Pronti a una cascata di ‘Yay’ ?
La_sezione_Shopping_di_Facebook_e_le_novita_della_settimana_NinjaSocial
Infine un aggiornamento che ci aiuterà a selezionare solo i ricordi più belli nella funzione Accadde Oggi, impostando l’algoritmo di Facebook in modo da mostrarci solo i contenuti che desideriamo in base alle persone e alle date per noi più importanti.  Per dire addio alle spiacevoli foto con i nostri ex basta impostare questi due filtri attraverso la finestra che compare cliccando su Preferenze in alto a destra.

La_sezione_Shopping_di_Facebook_e_le_novita_della_settimana_NinjaSocial

IF! Italians Festival: ecco cosa succederà nella II edizione

IF! Italians Festival: ecco cosa succederà nella II edizione

Un eccezionale parterre di ospiti internazionali aprirà, giovedì 5 novembre, la seconda edizione di IF! Italians Festival, evento  dedicato alla creatività, organizzato e promosso da ADCI e ASSOCOM, in partnership con Google.

Il Festival inizierà con la straordinaria testimonianza di Conn Bertish, artista concettuale e pluripremiato direttore creativo sudafricano sopravvissuto ad una forma rara di cancro al cervello diagnosticata nel 2006 e definitivamente sconfitta nel 2013.

A seguire, l’ouverture del Festival si alterneranno: Franco Parenti Lars Bastholm, Global Chief Creative Officer di Google/The Zoo; Giovanni Perosino, Head of Marketing Communications di Audi AG e Malika Ayane, una delle cantautrici attualmente più apprezzate del panorama musicale italiano sia dalla critica sia dal grande pubblico.

Italians Festival

Tra i tanti talk ed incontri organizzati nelle tre giornate, non possiamo non citare la presenza di un ospite d’eccezione: Oliviero Toscani,  fotografo noto internazionalmente per la forza creativa e trasgressiva delle sue immagini, per le campagne pubblicitarie e quelle di interesse sociale, per l’impegno politico, le censure e le critiche al suo shockvertising, vincitore di importanti riconoscimenti tra cui quattro Leoni d’Oro a Cannes, il Gran Premio dell’Unesco e numerosi premi degli Art Directors Club di tutto il mondo.

L’artista  risponderà  a 10 domande scomode sul mondo della creatività: un inedito faccia a faccia con i maggiori creativi italiani presenti al Festival che ha messo in luce gli aspetti della comunicazione personale e l’approccio provocatorio dell’artista.

Inoltre,  la Gialappa’s Band sarà protagonista al Festival della Creatività con uno show esclusivo – dal titolo “Mai dire spot” – pensato per gli addetti ai lavori e per i tanti appassionati degli spot in TV e sul web.

Una speciale selezione dei film pubblicitari più brutti, divertenti e imbarazzanti provenienti da tutto il mondo, presentati e commentati dal perfido trio comico.

IF! Italians Festival: ecco cosa succederà nella II edizione

Fino a lunedì 19 ottobre sarà inoltre possibile segnalare gli spot da sottoporre alla Gialappa’s Band sulla pagina Facebook di the BigMama o via mail all’indirizzo info@thebigmama.it.

Per partecipare al festival  sarà necessario acquistare online o direttamente presso il Teatro Franco Parenti un pass da 15,00 €, valido per tutti i tre giorni della manifestazione.

Vuoi saperne di più? Visita il sito!

La password? Dimenticala, e paga con un selfie!

la password dimenticala e paga con un selfie

pic by buzzfeed

Cari Ninja, quante volte, di fronte alla schermata di pagamento di un eCommerce, vi siete ritrovati a cercare chiavette con codice alfanumerico oppure a ricordare password complicate pur di completare la vostra transazione? Presto, afferma MasterCard, potremo dimenticare tutto questo, e pagare… con un selfie!

Il popolare provider di carte di credito e debito sta studiando e rendendo operativa proprio in questi mesi, in fase sperimentale, una nuova tecnologia denominata MasterCard Identity Check: scaricando l’app ufficiale, sarà possibile infatti pagare tramite la propria impronta digitale, oppure con un’innovativa modalità “selfie“. In quest’ultimo caso, basterà inquadrare il proprio viso e fare un “occhiolino“, per poter pagare in sicurezza senza il rischio di furti d’identità.

Questo è possibile grazie ai nuovi studi sulla biometrica, che promettono maggiore sicurezza ed efficacia per quanto riguarda queste tipologie di applicazioni, privilegiando l’aspetto più importante: la sicurezza (anche se, attualmente, i dati del viso acquisiti verranno trasferiti ai server del provider tramite una cifratura binaria e non rimarranno sullo smartphone dell’utente, con la promessa che né MasterCard né possibili malintenzionati potranno essere in grado di ricostruire il viso o le fattezze di quest’ultimo).

Il pensiero alla base di MasterCard Identity Check? Le password da ricordare sono troppe, e spesso troppo complicate. Inoltre, possono essere facilmente rubate o intercettate, considerando che più di una persona su cinque utilizza la medesima password per tutti i servizi online, con ovvi rischi per la sicurezza dei propri account. Afferma infatti Ajay Bhalla, presidente Enterprise Security Solutions di MasterCard:

Noi crediamo che la sicurezza sia una delle principali barriere all’espansione dell’eCommerce, perchè le persone devono ricordare le password e questo, spesso, è molto scomodo.

L’idea è che le nuove tecnologie cambino in meglio la vita delle persone, permettendo un acquisto facile tramite lo smartphone […] e quindi pensiamo che il selfie, così cool in questo momento, possa essere un elemento determinante per lo sviluppo delle nuove tecnologie“.

Ad oggi, continua Bhalla, gli utenti MasterCard possono affidarsi al Secure Code, una sicurezza in più per gli acquisti online ma che ha come controindicazione quella di dover ricordare una ulteriore password. La compagnia dichiara che è stato utilizzato per circa 3 milioni di transazioni lo scorso anno.

Il tentativo sperimentale di MasterCard si incastra all’interno di un complesso panorama di alternative ai pagamenti tradizionali, una sfida che sta coinvolgendo tutti i maggiori operatori della finanza e della tecnologia, con Apple e Google in primissima fila.

LEGGI ANCHE: Apple Pay è la vera One More Thing?

Lo scopo principale è però sempre lo stesso: permettere l’aumento delle vendite riducendo il tasso di abbandono da parte dei compratori. Secondo una ricerca commissionata da MasterCard stessa ed eseguita da Norstat su 10.000 possibili clienti, il 53% di coloro che acquistano online dimenticano le proprie password più di una volta la settimana, perdendo tempo prezioso (mediamente 10 minuti) per resettare il proprio account. Inoltre, almeno il 50% abbandona la transazione, causando mancati introiti per cifre molto elevate.

“Ci vorranno dai tre ai cinque anni per fare in modo che le password scompaiano” afferma MasterCard, rimarcando il fatto che è necessario trovare una tecnologia disruptive che, facilmente, possa essere adattata da tutti, rendendo lo shopping online molto più facile per tutte le diverse categorie di potenziali clienti.

Basterà quindi un selfie per dare il via a tutto questo? Quello che è certo è che la corsa all’innovazione in questo settore è appena cominciata, con tentativi di sperimentazione ancora più avanzati, come l’uso della tecnologia vocale e, addirittura, la possibilità di acquistare misurando il battito del cuore.

Ma qualcuno di voi acquisterebbe con un selfie? O avete mai completato transazioni con modalità “alternative”, come Apple Pay e/o Google Wallet?

Siamo curiosi di saperlo nei commenti!

Social Network nel resto del mondo: quali i più utilizzati in Russia?

social_media_russi_due

Se in Italia e nel resto del mondo Facebook sembra esser diventato indispensabile, nei Paesi con il maggior numero di utenti online la situazione è nettamente diversa, basti pensare all’Asia e in particolare a nazioni come la Cina, dove vige la censura.

Senza andare così lontano, ci sono stati più vicino a noi come la Russia dove i tradizionali colossi hanno lasciato spazio ad altri social, con nomi e specificità ben diverse. Anche YouTube da solo non raggiunge grandi numeri, rimpiazzato da smotri.com e rutube.ru che, anche nella grafica, non si distinguono per originalità. Ugualmente utilizzato rimane Instagram, unico anello di congiunzione con gli utenti europei.

vk

Logo Vk.com

Tra i social più utilizzati:

vk.com: inizialmente creato come una rete per studenti universitari nel 2006, oggi è il social più utilizzato ed è divenuto accessibile in numerose lingue, tra cui l’italiano. Punti chiave: logo (due lettere VK su sfondo blu), home page impostata, la condivisione di foto e la presenza di profili personali. Molto familiare.

Peculiarità di vk.com sono i gruppi: con un numero superiore ai 40 milioni, il social russo diventa uno strumento molto affinato di ricerca e condivisione. Vk fornisce gli strumenti di analisi per gli amministratori del gruppo che consentono di mettere a nudo dati e abitudini dei consumatori/utenti.

LEGGI ANCHE: Vkontakte: il network russo è una possibilità concreta per le imprese

ok

Logo Ok.com

Odnoklassniki: creato anche questo nel 2006, letteralmente significa “compagni di classe”. Molto simile nelle caratteristiche a vk, ok rivendica, già nella grafica e nel nome, l’appartenenza alla madre patria. Ciò che principalmente lo distingue dal primo è il suo target di utenza: la media demografica rientra nella fascia tra i 35-45 anni.

Per la promozione non vengono utilizzati gruppi ma fan page, le quali vengono ripetutamente aggiornate con file multimediali che attirano l’attenzione e garantiscono la popolarità del prodotto/servizio.
Secondo gli ultimi dati sono 100 milioni gli utenti attivi su Vk e 65.3 su Ok; solo 13 milioni su Facebook. Il segreto di tanta popolarità?

La popolazione russa vive in 9 fusi orari diversi: in qualsiasi ora, quindi, ci sono sempre numerosi  utenti attivi.

social_networks_russi_due

LEGGI ANCHE: Ambient Marketing, 14 esempi di creative adverstising dalla Russia

Al di là dei social anche il motore di ricerca per antonomasia, Google è sostituito da quello nazionale, il quale possiede una tecnologia più avanzata per decifrare il cirillico e che permette la geolocalizzazione dell’utente, aspetto fondamentale in un’area così vasta come la Russia.
Non ci credi?  Yandex per credere!

Voice Search: ecco perché non devi sottovalutarlo

Voice Search -TBBT

Se ti sta capitando sempre più spesso di vedere qualcuno chiedere al proprio telefono dove si trova il supermercato più vicino o in quale via è posizionato un determinato locale, devi sapere che non si tratta di follia collettiva ma, piuttosto, dell’ascesa del Voice Search. Hai ancora le idee confuse? Non preoccuparti, ti diremo subito di cosa si tratta, come funziona e perché è così importante, soprattutto per chi si occupa di business a livello locale.

Non sai dove devi andare? Chiedi al tuo smartphone: ti risponderà!

In principio era Siri. La capostipite degli “aiutanti” vocali appare per la prima volta su Apple come app indipendente, per poi venire successivamente resa disponibile per gli utenti del melafonino con l’introduzione di iOS 5. Inizialmente le funzioni di Siri erano soprattutto relative alla composizione di messaggio ed e-mail, gestione di telefonate e musica e task di questo genere, oltre ad interagire con app esterne come Google Maps.

Da allora le cose si sono evolute: le funzioni relative alla geolocalizzazione sono diventate sempre più importanti, e chiedere a Siri oppure a Cortana (il voice search di Windows Phone) o Google Now (per Android) consigli e direzioni è diventato perfettamente normale.

L’importanza del voice search si è decisamente affermata ed è oggi un fatto reale, come dimostrato dalla ricerca pubblicata su SteamFeed e secondo la quale nel corso dell’ultimo trimestre del 2014 metà dei teenagers ed il 40% degli adulti ha utilizzato l’aiutante vocale del proprio telefono almeno una volta al giorno.

LEGGI ANCHE: Google Search rende la vita quotidiana una vera esperienza

Non dimenticare la semantica

Prova a cercare qualcosa su Google. Fatto? Bene, ora prova a porre quello stesso quesito a voce, come lo chiederesti ad un’altra persona. Avrai senza dubbio notato che una domanda scritta su un motore di ricerca non corrisponderà mai ad una posta vocalmente, che sarà indubbiamente più ricca ed articolata e conterrà, nel 60% dei casi, un avverbio interrogativo.

L’interazione con lo strumento voice search è di tipo colloquiale, ed è proprio questo che piace a molti utenti. Vuoi perché si tratta di uno strumento maggiormente intuitivo, o perché sono in molti a vedere un po’ di umanità nella vocetta elettronica, sta di fatto che fare una domanda vocale anziché scrivere all’interno di un motore di ricerca è un trend sempre più forte. Per questo motivo chi ha un’attività (soprattutto se di tipo locale) deve pensare ad una strutturazione SEO adeguata, che tenga conto delle ricerche effettuate tramite voice search. Banalmente, la ricerca di una palestra a Milano su motore di ricerca avverrà digitando “palestra Milano”, ma con il voice search la query si potrebbe tramutare in “Dov’è la palestra più vicino a me?”. Questa differenza è enorme, perché non si tratta di due termini affiancati e ridotti all’osso ma di una frase vera e propria, dove sono presenti le terminologie che usiamo solitamente per porre una domanda (chi, come, dove, perché, come) ed un’intonazione interrogativa.

How-Voice-Search-Impacts-Maketing-900x497

L’importanza della SEO nel voice search

Se è quindi l’interazione a cambiare, va da sé che la strategia applicata dovrà adeguarsi di conseguenza. Una peculiarità che emerge subito è il fatto che le ricerche effettuate vocalmente sono tendenzialmente circoscritte ad una determinata zona, perciò come accennato prima l’effort dovrà essere orientato al miglioramento del local SEO. Il perché è presto detto: i risultati della ricerca locale sono inevitabilmente influenzati da quanto detto in rete come ad esempio citazioni locali, review e dettagli sul prodotto o servizio ricercato dall’utente (pricing, location, per dirne un paio). Qualche numero interessante a questo proposito: il 50% dei consumatori si reca in un negozio nell’arco di un giorno dopo averlo ricercato tramite mobile search, ed il 72% dei consumatori che hanno ricercato informazioni locali su smartphone hanno poi visitato uno degli store suggeriti entro un arco di 5 miglia.

Un altro passo fondamentale sarà rendere le app search friendly; Google ha iniziato ad indicizzare i contenuti delle app, che appariranno quindi nei risultati di ricerca divenendo ancora più accessibili.

Ottimizzazione per long tail e high volume keywords saranno altri fattori da tenere in considerazione nella strutturazione del proprio sito, ad esempio attraverso la strutturazione di una sezione FAQ nel primo caso, ed utilizzando parole chiave molto brevi, concise e descrittive del proprio business nel secondo.

D’ora in poi, non penserai più a Siri nello stesso modo

Wind Startup Award 2015, con il digitale verso la Silicon Valley

wind-startup-award1

Wind Startup Award 2015, è la nuova edizione della competizione tra startupper e restarter che premia le aziende di innovazione digitale portandole direttamente in Silicon Valley.

Tre parole chiave: Wind Business Factor, l’acceleratore virtuale sviluppato da Wind Telecomunicazioni spa, Wind Academy, il programma di formazione gratuito, Wind Startup Award 2015, il programma di accelerazione che dà la possibilità alle startup vincitrici di volare in Silicon Valley.

Wind Business Factor e Wind Academy: ecco di cosa si tratta

wind-startup-award

Wind Business Factor, l’acceleratore virtuale e programma di formazione, nasce nel 2011 dalla volontà di Wind di dare un’opportunità alle idee imprenditoriali italiane, che siano startup o piccole imprese. Una sola qualità richiesta: la voglia di (ri)mettersi in gioco.

L’acceleratore, al cui interno nasce Wind startup Award 2015, si rivolge a startupper e giovani in cerca della loro strada, ma anche a chi vuole rinnovarsi, i restarter, con un programma che offre risorse e strumenti per creare un business di valore, dalle relazioni, alle conoscenze ed opportunità.

La seconda parola chiave all’interno del Wind Business Factor è Wind Academy: una vera e propria accademia, dove gli imprenditori torneranno tra i banchi di scuola assistendo a webinar e percorsi formativi gratuiti per apprendere quali sono e come utilizzare gli strumenti base per creare un’azienda di successo, dal business plan al marketing mix.

Wind Startup Award 2015, l’opportunità per far decollare la tua idea

wind-startup-award2

Wind startup Award 2015 è l’ultima edizione del programma di accelerazione pensato in Wind Business Factor per dare l’occasione giusta all’idea più innovativa dal punto di vista digitale: volare in Silicon Valley.

Le adesioni all’ultima call si chiuderanno il 30 novembre 2015 e da qui partiranno le selezioni per individuare le dieci startup in gara, almeno due delle quali scelte tra quelle più votate dal web, e successivamente le cinque finaliste che combatteranno per il posto al programma di formazione intensiva in Silicon Valley.

Per partecipare le startup dovranno candidarsi attraverso il sito www.windbusinessfactor.it proponendo e spiegando la propria idea attraverso l’utilizzo di una scheda online, presentazione Power Point, immagini e testi.

Il requisito richiesto è quello di essere una startup di “innovazione digitale verso un futuro migliore”, ossia con idee innovative nel campo della digital economy.

Il vero e proprio contest avverrà dopo la chiusura delle selezioni e tra le dieci idee individuate che parteciperanno ad un programma intensivo di formazione e valutazione, verranno scelte le cinque migliori che esporranno il loro progetto dal vivo davanti ad una commissione che decreterà il vincitore che volerà in Silicon Valley, dove le startup sono di casa.

LEGGI ANCHE: Wind Startup Award, i vincitori volano in Silicon Valley

Wind Startup Award 2014, storie di successo

wind-business-award3

La competizione, nata nel 2011, si chiamava inizialmente “Racconta il tuo business factor!”. Oggi ha un nome diverso, ma l’obiettivo resta lo stesso: dare una concreta opportunità alle idee imprenditoriali italiane innovative.

Ecco il Wall of Fame delle quattro edizioni del concorso:

  • Nel 2011 TuoGuru, StereoMood, PastBook, sono stati i vincitori della prima edizione, con premi in denaro per un ammontare totale di 30.000 euro;
  • Nel 2012 i vincitori, Mangatar, AdEspresso, Bad Seed, si sono aggiudicati una settimana intensiva in Silicon Valley;
  • Nel 2013 sono stati Fattura24, in3DGallery e SpotOnWay a vincere il Wind Business Factor con il conseguente viaggio in America.
  • Dai 156 progetti iscritti al Wind Startup Award 2014 ne sono stati selezionati 12 e da questi i tre progetti vincitori: Snapback e Voverc per la categoria digital innovation e Tooteko per la categoria social innovation.

Anche lo scorso anno, i partecipanti sono stati numerosi e tutte le idee presentate innovative, portando la commissione a premiare le idee più scalabili, ma anche sostenibili a livello sociale e nel confronto con il mercato attuale.

Nonostante solo tre idee siano state effettivamente premiate, tutte le 12 idee hanno continuato a far parlar di sé nello scenario economico italiano classificando Wind Startup Award come una significativa vetrina per le idee che decidono di candidarsi.

Wind startup Award 2015 non è una semplice competizione, ma una e vera propria scuola di business che dà l’opportunità ai partecipanti di creare un’azienda e iniziare a stringere relazioni e network di visibilità.

Maker Faire Rome, arrivano le Botteghe Digitali [EVENTO]

Maker Faire Rome, arrivano le Botteghe Digitali [EVENTO]

Come sarà il made in Italy nel futuro? Come si trasformeranno le botteghe che hanno reso grande l’Italia nel mondo? Il digitale può davvero trasformare il modo di fare impresa? A tutte queste domande risponde in modo concreto il progetto di Banca IFIS in collaborazione con Maker Faire Rome Fare Impresa Futuro, che racconterà in un format video le nuove Botteghe Digitali.

Se sei alla ricerca del modo per  trasformare un’azienda tradizionale del made in Italy in un’impresa proiettata nel futuro, grazie alle nuove tecnologie della manifattura digitale, non puoi perderti questo appuntamento.

Presenta il tuo progetto, trasforma la tua impresa

Potrai incontrare il team di Fare Impresa Futuro da venerdì 16 a domenica 18 ottobre presso il Padiglione K, Stand 1 (Università Sapienza, viale Università, 36) per la presentazione del progetto e la raccolta dei form di adesione. Altrimenti puoi inviare la tua candidatura online.

Cosa serve per partecipare al programma? Un prodotto d’eccellenza, con il giusto potenziale per diventare un caso nel mercato della nuova manifattura italiana.

Botteghe Digitali è dedicato alle imprese e agli artigiani che vogliono essere protagonisti del video-reality nato da un’idea originale di Stefano Micelli, Banca IFIS e Marketing Arena, sviluppato in collaborazione con Maker Faire Rome.

Puoi averne un piccolo assaggio seguendo i video e il divertente backstage della tipografia Lino’s Type, pubblicati sul canale  YouTube di Fare Impresa Futuro.

Ma il progetto Botteghe Digitali ti seguirà anche in tutti gli step di trasformazione dell’azienda da “tradizionale” a “digitale” e sarà il contenitore ideale per raccontare questo percorso.

Non perdere tempo, la raccolta delle adesioni chiuderà il 30 ottobre.

Dalla cultura maker al nuovo artigianato, segui il talk e i video di Botteghe Digitali

Maker Faire Rome, arrivano le Botteghe Digitali [EVENTO]

Nel frattempo non perderti il talk tra Cat Allman (Google), Giovanni Bossi (Banca IFIS) e Stefano Micelli (Futuro Artigiano), sabato 17 ottobre alle 11.45.

Il tema del dibattito sarà “Nuove imprese, tecnologia e mercato: dalla cultura maker al nuovo artigianato“. Si parlerà di quei progetti che, grazie alla contaminazione tra abilità e competenze diverse, generano valore per l’economia e per il territorio, dalla prospettive della grande azienda globale, Google, e da quella di una banca italiana, Banca IFIS.

E se vuoi vedere da vicino come cambia la produzione tradizionale italiana grazie al digitale, segui il prossimo grande appuntamento per il video progetto di Botteghe Digitali: la proiezione della puntata zero che ha come protagonista la tipografia Lino’s Type, a novembre al cinema.

Se non vuoi perdere neanche un appuntamento di Botteghe Digitali, partecipa alla Maker Faire Rome e segui gli hashtag #BottegheDigitali e #FareImpresaFuturo sui social.