WallaMe: lascia messaggi di realtà aumentata nella città

WallaMe: messaggi privati in luoghi pubblici

Sei un artista, un graffitaro o semplicemente vuoi stupire il tuo partner in modo originale?
Ti piacerebbe lasciare dei messaggi privati dedicati alle persone a te care in determinati luoghi della tua città?

Se la risposta è si WallaMe è l’app che fa per te. WallaMe è la nuova Applicazione di content sharing che permette di lasciare e condividere disegni o messaggi personalizzati in luoghi fisici senza bisogno di carta e penna ma semplicemente utilizzando un qualsiasi dispositivo mobile.

Disegna sulla realtà

WallaMe: messaggi privati in luoghi pubblici

 

Con WallaMe il virtuale si sovrappone al mondo reale sfruttando la tecnologia della realtà aumentata.

Disegni a mano libera, immagini o sticker, questi i contenuti che si possono creare e lasciare in qualsiasi posto scelto grazie ai servizi di geolocalizzazione di cui l’applicazione si avvale.

L’app disponibile gratuitamente sia per iOS che per Android funziona in modo molto semplice, basta scattare una foto con uno smartphone in un qualsiasi luogo che sia il muro di una scuola, di un edificio o di una casa e scrivere o disegnare direttamente sul display del proprio dispositivo. È possibile decidere se i disegni realizzati e i messaggi lasciati nel luogo scelto siano visualizzabili da singole persone o da interi gruppi.

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WallaMe offre inoltre la possibilità sia al mittente che ai destinatari del messaggio di commentare e condividere i vari contenuti presenti, assumendo così le caratteristiche proprie di un social network.
Ampio spazio alla fantasia: innamorati che nel giorno del proprio anniversario lasciano una dedica d’amore al partner, giovani artisti amanti della street art che possono dare libero sfogo alla loro vena artistica senza imbrattare i muri, amici che vogliono scambiarsi dediche divertenti, questi solo alcuni degli esempi di utilizzo di WallaMe.

Creazione di contenuti da parte degli utenti, condivisione e coinvolgimento sono gli elementi che rendono attrattiva questa applicazione.

Oggi con i social network i contenuti User Generated  regnano sovrani e soprattutto  se saputi sfruttare rappresentano per i brand un importante strumento di marketing digitale da integrare nelle proprie strategie di comunicazione.
Sulla scia di questa tendenza WallaMe potrebbe diventare un ulteriore strumento utile alle aziende per dar vita a delle campagne in cui si richiede la partecipazione attiva degli utenti spingendoli a generare contenuti.

Restiamo in attesa di vedere cosa si inventeranno le aziende: quali saranno le idee e i contenuti più originali?

Professionisti del digitale in azienda, ecco tutti i numeri

Professionisti del digitale in azienda, ecco tutti i numeri

“Quanto sono presenti nelle aziende italiane i professionisti di marketing e comunicazione digitale?”, è questo il quesito principale da cui parte l’infograficaProfessioni Digitali e Aziende Analogiche del 2015, con cui si è evidenziato il rapporto tra professioni e competenze del digitale in azienda nel nostro Paese.

Grazie a questo studio inedito realizzato da Made in Digital in partnership con Adecco Italia e Soiel International, si è potuto indagare il livello di digitalizzazione nelle aziende in Italia, con particolare focus nei settori del marketing e della comunicazione.

La ricerca ci illumina su importanti trend della situazione lavorativa attuale, delineando la percentuale degli investimenti che le aziende hanno adottato, le competenze necessarie per essere oggi un efficace digital strategist, e rispondendo alla domanda su quali siano le figure professionali più utili e richieste per le imprese nei prossimi anni.

Da quanti anni si investe nel marketing e nella comunicazione digitale?

Professionisti del digitale in azienda, ecco tutti i numeri

Attualmente, è stato rilevato che gli italiani sono fortemente in ritardo negli investimenti in marketing e comunicazione digitale, con il 46% delle aziende decisamente indietro su questa via. In particolare, il 24% investe da meno di tre anni, mentre il 22% non ha ancora iniziato a investire.

Esiste, però, allo stesso tempo, un gruppo di aziende “pioniere” del digitale. Quasi un quarto del campione, il 24%, può definirsi precursore in questi settori, investendo ormai da più di 10 anni.

Marketing e comunicazione digitale in azienda, quali saranno le figure più richieste?

Professionisti del digitale in azienda, ecco tutti i numeri

“Tre professionisti su quattro credono nella gestione delle risorse interne”.

Ebbene sì, si avverte oggi l’esigenza di investire maggiormente nelle risorse interne. Dalla ricerca è emerso infatti che la maggioranza dei professionisti ritiene che la gestione del marketing e della comunicazione digitale debba essere affidata alle risorse interne – in particolare a quelle full-time -, più che ad agenzie esterne, a consulenti o freelance.

Si ritiene anche, in rapporto alle necessità reali e ai possibili investimenti futuri, che le figure più importanti da implementare in azienda, in un’ottica temporale che va da oggi fino a tre anni al massimo, saranno, secondo i manager, Digital Strategist, creatori e curatori di contenuti digitali, Social Media Manager, Community Manager, Web Analyst e SEO Strategist.

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Indagini recenti ci dicono inoltre che le multinazionali digitali stanno andando oggi sempre di più a caccia di umanisti. Fino alla metà del 2015 Facebook, ad esempio, ha offerto 225 posizioni aperte per professionisti con competenze nella comunicazione, e poco più di un centinaio di posizioni lavorative per sviluppatori digitali. Uber, allo stesso modo, cerca più candidati con competenze umanistiche, rispetto a quelli con formazione scientifica.

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Digital Strategist: attitudini e competenze richieste

Professionisti del digitale in azienda, ecco tutti i numeri

“Per eccellere bisogna dimostrare di essere ‘Smart Workers’ esperti delle piattaforme e con una visione multicanale, integrando online e offline”.

Le qualità ritenute fondamentali per eccellere oggi come Digital Strategist sono, all’85%, secondo lo studio effettuato da Made in Digital, la capacità di ideare progetti e campagne multicanale, integrate online-offline; una conoscenza approfondita delle piattaforme (quasi al 70%); la smart working attitude, cioè il saper lavorare per obiettivi e in modalità delocalizzata (55%).

E poi ancora ci sono quelle skill che comprendono l’attitudine al lavoro in tempo reale, la capacità nella gestione di un team, l’empatia, ovvero il saper interagire in modo diretto e aperto con gli utenti, le competenze informatiche e le competenze statistiche per la gestione dei dati.

Rudy Bandiera: "Fai della tua passione un mestiere" [GUEST POST]

Questo articolo è stato scritto da Rudy Bandiera, blogger, consulente web e docente del corso “Come trasformare la tua passione in un lavoro” della Collana Digital Business.

Attenzione, non ho detto fai della tua passione un lavoro, ma ho detto un mestiere.

Sì, perché il lavoro ha una connotazione spesso destabilizzata verso la fatica e la frustrazione ma un mestiere…
Beh, quante volte vi siete sentiti dire “impara un mestiere”? Ecco, questo corso serve a questo, a imparare un mestiere.

Di fatto, se ci pensiamo bene, che cos’è un mestiere? “Ogni attività, di carattere prevalentemente manuale e appresa, in genere, con la pratica e il tirocinio, che si esercita quotidianamente a scopo di guadagno” dice la Treccani. È bene specificare che la Treccani dice anche che sono escluse le attività impiegatizie o di concetto ma a noi non importa: noi vogliamo imparare un mestiere. E vogliamo fare della nostra passione un mestiere, per la precisione.

Desideriamo, quindi, avere la possibilità di fare qualcosa che ci piace, nella vita, il che vuol dire … non lavorare mai più!
Se a uno piace giuocare a calcio e lo fa di professione, è difficile definirlo lavoro perché è la fusione tra un hobby e un’attività redditizia. A voi non piacerebbe?

Ecco, vi assicuro che è possibile farlo, o almeno è possibile imparare i modi, le tecniche, i modus e le pratiche per farlo: è possibile imparare a conoscere la strada per farlo.

Poi ovvio, io non sono qua a dire, lungi da me, che tutti ce la faranno perché le variabili sono troppe, come ad esempio la scelta oggettiva e funzionale di una “passione” da rendere un lavoro. Faccio un esempio: se uno ha la passione delle prese a muro, è difficile che ci possa campare così come è difficile che possa trovare molte persone con la stessa passione. Ma è evidente che qua il problema non sta nella passione ma nella testa delle persone che hanno la passione per le prese a muro. 🙂

C’è anche un’altra cosa da dire, prima che qualcuno ci accusi di vendere fumo: se tutti fossero in grado di realizzare il proprio sogno di fare della passione un lavoro, nessuno più lavorerebbe alla posta, per dire e questo manderebbe il sistema in collasso. Non è possibile, evidentemente!
Quello che possiamo fare però è capire le tecniche da usare e capire come metterle in pratica. Quello che vi diamo è una mappa, poi sta a voi cercare la X sotto la quale scavare.

Advertising e Social Media: quale conviene di più?

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Una delle maggiori insidie per chi si occupa di ideare, programmare e mettere in atto strategie di advertising è quella di riuscire a capire quali siano le piattaforme ideali di utilizzo in relazione alla specificità in cui si trova a lavorare.

Acquistare il giusto pacchetto di ads sul canale social più opportuno non è una scelta semplice, richiede conoscenze dei mezzi, delle criticità e punti di forza di ciascuno, oltre che di una conoscenza in itinere dello sviluppo in termini di tools e procedure che quei singoli canali offrono.

Innanzitutto, vi è una riflessione che sta alla base del rapporto tra marketer d’agenzia e social. In molti infatti ritengono che questo ruolo ponte tra il brand e l’attuazione delle campagne sia messo a serio rischio dall’evoluzione sempre più on-demand che i social stanno fornendo alle aziende.

Dipingono insomma un quadro in cui chi si occupa di ads “subisce” il social sul quale vuole fare campagna prim’ancora di decidere quale faccia al caso suo. D’altro canto è imprescindibile che vi sia uno sviluppo di ogni singolo canale che si tari con sempre maggiore accuratezza.

Ne consegue che ogni agenzia sia in qualche modo obbligata a modellare le campagne non più solo sulla centralità del proprio business ma a plasmarlo, lavorando per aggiustamenti, più sul dove che sul come ed il perché.

Social Ads e Social Media, ad ogni canale il suo spazio di manovra

Avendo quindi stabilito quale sia il livello d’attenzione e di “compromissione” cui ogni agenzia deve far fronte nel momento stesso in cui decide di muoversi sui canali digitali, resta il tema delle peculiarità, in termini di identità e core business, che identifica ogni social e sul quale programmare al fine di una massimizzazione nel rapporto investimenti/benefici.

Passiamo in rassegna quelli che al momento sono i 4 social brand-oriented per eccellenza, Facebook, Twitter, Snapchat ed Instagram, cercando di offrire un prospetto che ne sintetizzi punti di forza e debolezza.

#1 Facebook, il mostro della laguna

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The King of Social è tra tutti quelli che vanta il maggior numero di implementazioni e modifiche. Innanzitutto partiamo dai numeri che vantano Zuckerberg e soci:

Utenti: 1,44 Miliardi
Entrate pubblicitarie: 14,3 Miliardi di Dollari

Siamo di fronte al dominus sia per quanto riguarda la capacità attrattiva in termini di utenza a disposizione, sia per il monte d’affari prodotto.

Anche in virtù delle richieste è anche la piattaforma che può garantire il maggior numero di innovazioni a breve scadenza. Sta implementando una nuova interfaccia per l’acquisto diretto dei prodotti dalle pagine aziendali, riesce ad integrare alcune delle migliorie di Instagram, può produrre analytics che superano il concetto quantitativo di like e condivisione per una segmentazione delle campagne più accurata.

Punti di Forza
Il vantaggio di essere il più grande su piazza rende Facebook ancora la locomotiva in termini di campagne digitali. Può offrire più di ogni altro il raggiungimento dei risultati di mercato per le agenzie senza dispersione di risorse. A questo va aggiunto il fatto che l’attenzione di Facebook e del suo personale si sta spostando proprio verso il versante del marketing strategico. In questo senso il social sta virando dalla funzione di connessione tra utenti (tra soggetti fisici) alla connessione tra utenti ed aziende.

Punti di Debolezza
Quando sei il più grande di tutti e vanti numeri record per le campagne digitali comincia ad insinuarsi un pensiero nella tua testa:

Perché utilizzare le agenzie come intermediari, garantendo loro il relativo profitto, quando posso fare tutto da solo?

Il rischio è proprio questo. Con un monte utenti che oramai è prossimo alla stagnazione, Facebook sta virando i propri obiettivi finanziari su altro, ed il rischio che voglia sostituirsi alle agenzie pubblicitarie è concreto.
Del resto se sei il provider di un determinato servizio, e sai che quel servizio è migliore in assoluto, è anche doveroso sfruttare la tua posizione di dominanza.

In questo senso è il social più pericoloso di tutti, perchè potrebbe relegare il ruolo strategico di ogni agenzia in secondo piano.

#2 La forte identità di Instagram

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Per monte utenti e capacità di generare profitto tramite i ricavi pubblicitari è secondo solo al Tyrannosaurus-Facebook.

Utenti:440 Milioni
Entrate Pubblicitarie: 595 Milioni di Dollari

A partire da Giugno ha aggiunto alle proprie features il pulsante Buy, conferendo un rapporto diretto tra ads e vendite, palesando maggiore reciprocità rispetto a coloro i quali hanno investito nelle campagne su quella piattaforma.

Punti di Forza
Instagram è un social che ha un cuore pulsante. Raccontarsi “solo” per immagini implica una sacralità nel racconto che viene prodotto da ogni singolo utente, dal momento che ogni post è un’istantanea di un momento di vissuto. Anche sulle aziende viene proiettata questa vitalità che è unica nel panorama digitale. Se poi accanto ad una identità forte si aggiunge la possibilità d’acquisto di cui abbiamo accennato prima, ecco che investire in campagne su Instagram può risultare accattivante e remunerativo allo stesso tempo.

Punti di Debolezza
Un’identità forte è virtù tanto quanto è un limite quando si tratta di fare affari. Innanzitutto, proprio perché i post sono dei racconti per immagini e le connessioni di utenti sono connessioni tra storie, la soglia di tolleranza alla presenza di uno sponsored-post è bassissima.

Inoltre, questa idiosincrasia si perpetua non solo rispetto alla pubblicità in sé (che può anche essere tollerata se serve a finanziare un servizio), ma anche e soprattutto in relazione alle ragioni che determinano la formazione di una community.

Lanciare campagne mirate su Instagram può essere, per un marketer, più difficile di quel che si potrebbe pensare.

#3 Le opportunità per il real time di Twitter

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Terzo in ordine di grandezza rispetto ai suoi competitor di cui ci siamo già occupati, ma solo sul fronte utenti, è il social più costrittivo per la produzione di contenuti.

Utenti: 316 Milioni
Entrate Pubblicitarie: 2,1 Miliardi di Dollari

Di recente ha ampliato il proprio comparto video, il che ha avvicinato il formato video di Twitter a quello più istituzionale dei commercial esistenti anche sui media mainstream. Inoltre, ha dato la possibilità agli utenti di disporre in categorie di interesse le persone che si decide di seguire, mettendo ordine nello flusso di coscienza e notizie della propria bacheca.

Punti di Forza
Twitter è al momento, e lo sarà per molto ancora, il social più utilizzato da coloro che cercano informazioni. Da molti viene utilizzato ed organizzato come una vera e propria agenzia di stampa. Inoltre, è la piattaforma sulla quale si tende ad essere più istituzionali nello stile comunicativo.

Se Facebook è un luogo nel quale tendiamo a interagire con chi conosciamo tutti i giorni, su Twitter tendiamo ad essere più aperti, a fidarci ed affidarci ai contenuti postati dagli influencer delle categorie più varie.

Queste peculiarità offrono un largo spazio per campagne pubblicitarie tant’è che il rapporto utenti/pubblicità è di quasi 1 a 7 rispetto al 1 a 1 di Instagram per esempio.

Punti di Debolezza
Twitter ha in sé alcune criticità che sono diretta conseguenza dei punti di forza appena passati in rassegna. Se un utente lo usa per raccogliere informazioni in tempo reale è meno propenso ad interessarsi ad annunci che sa potrà trovare altrove, senza quella necessità dettata dalla time-line. Inoltre l’utenza, come nel caso di Facebook, pare stenti a crescere, e questo è dovuto al fatto che tra tutti i suoi competitor, quello del cinguettio è il social che ha dimostrato minori capacità di rinnovamento.

Infine le modalità di visualizzazione dei tweet-ads porta sempre ad uscire dalla pagina/app del social verso terze parti. Non avendo un sistema di browser interno ne consegue che molti non cliccano sugli annunci per non dover aprire nuove finestre.

#4 La novità costa cara su Snapchat

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In questo panorama sul mondo dell’advertising la piattaforma di messaggeria istantanea è una assoluta novità in termini di advertising. L’immediatezza che è in grado di offrire per campagne one-shot è vincente ed unica nel panorama esistente.

Utenti: 110 Milioni
Entrate Pubblicitarie: 50 Milioni di Dollari

Di recente è stava rilasciata una nuova feature che permetterà ai brand di personalizzare i selfie con copy e payoff aziendali al costo di 750.000 Dollari per un giorno di campagna aggressiva. Un’iniziativa che permetterebbe di cavalcare il filone dell’auoscatto rendendolo una fonte di investimento.

Punti di Forza

Un programma che si occupa di messaggistica è una manna per coloro che si occupano di campagne promozionali one day only, un modo per raggiungere la maggior utenza possibile in tempo reale con contenuti orientati e personalizzati.
Offrire un servizio unico significa offrire un servizio remunerativo.

Punti di Debolezza

Quando offri un servizio senza competitor e chiedi 750k come retribuzione, l’effetto Urlo di Munch nel cliente è assicurato. Se poi questo servizio, per quanto funzionale, si applica su un software che non è in grado di fornirti le migliori prestazioni possibili, è più facile che un’azienda ti dica di non investire in quel ramo.

Snapchat ha concepito e messo sul mercato una soluzione unica ed ha anticipato la concorrenza, il dubbio è che abbia anticipato anche se stessa, avendo un software non ancora in grado di reggere la mole di dati (e di utenti) messa a disposizione.

Ninja Social Oroscopo dal 22 al 28 ottobre

oroscopo

Dai Guerrieri che ci siamo, è giovedì ed è arrivato il momento del Ninja Social Oroscopo della settimana, quello che vi aiuterà a capire come andrà il we e, soprattutto, cosa vi aspetterà subito dopo! …ma partiamo dall’inizio e dal trigono Venere-Plutone che affinerà il nostro spirito critico. Non ci fermeremo più alla prima impressione, ma saremo spronati a superare l’ostacolo e a raggiungere il cuore della questione. Non ci sarà né il tempo che scorre, né la necessità di produrre o vendere di più: dedicheremo anima e còre alla nostra personalissima buona causa.

I segni d’Aria saranno i primi a dare il buon esempio. La Bilancia, rasserenata dopo alcune settimane astrologicamente intense, sarà pronta a sfoderare il suo “concept”, nuove soluzioni per dire addio a vecchi problemi. L’Acquario, lanciato una fine dell’anno rivoluzionaria, diventerà un guru. La sua tenacia ormai è leggenda, non si è lasciato né si lascerà scoraggiare, bravo! Il Gemelli invece be’ ecco, il Gemelli sarà l’eccezione che conferma la regola. Questa settimana, infatti, darà filo da torcere a chiunque oserà oltrepassare confine immaginario tra lui e il resto del mondo, a meno che non riceva in dono caffè e biscottini da sacrificare sull’altare (ma anche una scrivania andrà benissimo!).

I segni d’Acqua saranno i più determinati. Il Cancro non vedrà l’ora di mettere in mostra le sue abilità. Sa di essere in gamba e saprà come dimostrarlo, rivoluzionando il suo stesso stereotipo radicato tra le quattro mura dell’ufficio. Lo Scorpione cercherà in tutti i modi di attirare l’attenzione su di se e sulla sua evoluzione: da collega distaccato e poco disponibile ad astuto e pinzuto interlocutore. Stordirà eventuali avversari con un mix di dolcezza e pretese. Sarà sfacciato. I Pesci andranno a tutta velocità, dove non si sa. Hanno un obiettivo e sono determinati a raggiungerlo, ma come ha detto Rudy Bandiera ”per avverare un sogno bisogna avere un metodo”.
I segni di Fuoco saranno a caccia di gratificazioni. Chi come l’Ariete rinuncerà a tutto pur di ricevere una pacca sulla spalla non avrà ancora capito quanto la competizione si riveli inutile se si mettono in gioco le nostre peculiarità. Il Leone cercherà di rendere più accogliente il suo luogo di lavoro, sperando così di essere maggiormente coinvolto e allo stesso tempo di riuscire a elaborare concetti nuovi. Il Sagittario si sentirà stanco come un ragazzino che ha superato l’interrogazione programmata. Avrà bisogno di una pacca sulla spalla per sentirsi più sicuro.

I segni di Terra, favoriti dall’oroscopo di questa settimana, saranno i più distratti lavorativamente parlando. Venere e Marte, infatti, attireranno la loro attenzione verso tutt’altro. La Vergine per qualche giorno non si preoccuperà di cosa le riserverà il domani. Stato d’animo eccezionale, se non fosse che i colleghi patiranno la mancanza di uno stratega della programmazione a breve-lungo termine. Nessun problema, impareranno ad arrangiarsi! Il Toro si presenterà in riunione con il capello appena fatto e l’abito all’ultima moda, attirato più dall’incontrare i colleghi che dall’argomento. Occhiatine d’intesa potrebbero volare da una parte all’altra della tavola rotonda, metteteci un filtro e rielaboratele, dopo! Il Capricorno, invece, sarà ricercatissimo. Il suo charme e la sua preparazione lo renderanno non solo un valido alleato in ufficio, ma anche un desiderabilissimo partner. Twittate con prudenza e soprattutto non durante l’orario di lavoro!!

Fotolia e Adobe Stock vi aspettano a Photoshow 2015 [EVENTO]

fotolia adobe stock

Una delle esigenze più rilevanti per un giovane fotografo è quella di farsi conoscere e mettersi alla prova, magari in contesti che possano restituire loro importanti feedback sulla qualità del proprio lavoro. I servizi di stock online rappresentano in questo senso un ottimo strumento per proporre i propri lavori ad un pubblico qualificato e iniziare a guadagnare.

Fotolia, banca immagini professionale recentemente acquisita da Adobe, in occasione di Photoshow 2015 organizza una serie di workshop dedicati ai fotografi, due laboratori appositamente progettate per formare i partecipanti in merito alle dinamiche che portano al successo nella produzione creativa in questo settore e alle potenzialità offerte dal mercato. Inoltre, per chi lo desiderasse sarà possibile iscriversi a sessioni di analisi portfolio pubblico e private.

I fotografi che parteciperanno a Photoshow, a Milano dal 23 al 25 ottobre 2015, avranno quindi l’opportunità di fare esperienza di una realtà di successo in grado di fornire linee guida e aggiornamenti preziosi sul mondo del Microstock.

fotolia adobe stock photoshow

Questo il programma:

Venerdì 23 Ottobre, ore 11/12

Workshop a cura di Idan Nelkenbaum, sulle linee guida e gli stili di tendenza che fanno il successo di una produzione in ambito Stock.

Venerdì 23 Ottobre, ore 14/15

Sessione di portfolio review pubblica, con analisi dei nuovi trend in ascesa, temi emergenti e spunti di ispirazione.

Sabato 24 Ottobre, ore 12,30/13,30

Incontro interattivo tra Autori italiani bestseller in campo Stock e Idan Nelkenbaum, con testimonianze di chi ha fatto di questa attività un lavoro a tempo pieno o un lavoro parallelo, e con consigli tecnici su come ottimizzare le risorse e il tempo da dedicare alla produzione e alla indicizzazione.

Per info su prenotazioni vi invitiamo a leggere il comunicato ufficiale di Fotolia e seguire gli aggiornamenti sul sito di Photoshow e sulla pagina Facebook di Photoshow Italia.

Instagram: tutti i dati del 2015

Instagram_i_dati_del_2015< Il 2015 sarà certamente un’anno da ricordare per Instagram soprattutto per l’introduzione della piattaforma di advertising e per il raggiungimento dei 400 milioni di iscritti, superando Twitter. Ma chi sono e come si comportano gli Instagramers? Una ricerca condotta da Iconsquare che ha coinvolto circa 7 milioni di persone ci aiuta a individuare il profilo dell’utente tipo, con un’occhio in particolare alla situazione italiana.

Instagram, ovvero il paradiso dell’engagement

Nonostante dal 2014 ci sia stato un calo delle pubblicazioni medie al mese per utente, dall’altro lato la quantità di interazioni è praticamente raddoppiata, mettendo in luce la constatazione che su Instagram più pubblichi e meno coinvolgi. Questo rapporto infatti trova piena corrispondenza nella relazione fra il numero di post giornalieri e al livello di coinvolgimento della propria fanbase che si attesta al 7% per gli account che pubblicano massimo una volta al giorno, mentre crolla al 2,40% quando ci sono più di 3 pubblicazioni al giorno. Riconsideriamo dunque la rilevanza della ’scalata’ alla news feed nella nostra strategia, forse è meglio spalmare i contenuti su più fasce orarie (sapevi che il picco delle interazioni è fra le 20 e le 21?) invece di pubblicare ad alta frequenza.
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L’alto coinvolgimento rende Instagram l’ambente ideale per la realizzazione dei concorsi, e gli utenti hanno una grande voglia di essere coinvolti in prima persona visto che la modalità di partecipazione preferita è la creazione di contenuti specifici accompagnati dall’hashtag ufficiale o dalla menzione della brand page.
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Un brand su Instagram è per sempre

A differenza di piattaforme basate sui contatti personali o sugli interessi – dove la presenza del marchio rischia sempre di essere intrusiva – gli utenti di Instagram non solo cercano attivamente i brand preferiti, e il 70% degli intervistati l’ha già fatto, ma probabilmente percepiscono i contenuti proposti come un elemento naturale della loro esperienza se fra coloro che hanno effettuato la ricerca solo il 21% non ha poi seguito l’account aziendale. L’aspetto più interessante della relazione fra utenti e brand su Instagram è che questo canale favorisce soprattutto un rinnovamento dell’immagine aziendale attraverso un’ampliata percezione di accessibilità e modernità, come indicato rispettivamente dal 51% e dal 47% degli intervistati.
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Instagram all’italiana

Guardando i dati su scala globale, Instagram centra perfettamente il target dei Millenials con il 73% degli utenti fra i 15 e i 35 anni, composto perlopiù da un pubblico con un alto grado di istruzione e femminile. Un profilo che suggerisce come mai i settori più popolari di Instagram sono la moda, la decorazione d’interni e i prodotti culturali. La vera sorpresa è che in Italia le cose cambiano completamente:  tra le 38 nazioni analizzate è l’unica in cui ci sono più Instagramer uomini (54%) che donne. E a differenza della media globale, sono perlopiù professionisti e single. Gli italiani su Instagram non si dimostrano interessati a seguire celebrità o programmi televisivi, e ai video preferiscono le foto che rimane certamente il formato più distintivo del social.

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Instagram: come usare correttamente gli hashtag [HOW TO]

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Hashtag di qua, hashtag di là. Il famoso cancelletto lanciato da Twitter che ci aiuta a ricercare discussioni relative a un singolo argomento, ha decisamente invaso il nostro modo di comunicare (on e offline).

Il simbolo # viene usato da tutti e su tutti i principali mezzi di comunicazione, ma spesso a sproposito.

Oggi approfondiremo meglio l’utilizzo degli hashtag su Instagram per crescere nella propria attività commerciale.

Lo facciamo grazie all’approfondimento realizzato da socilamediaexplorer.com.

1. Come trasformare l’hashtag in un cliente

Uno dei grandi vantaggi degli hashtag è quello di condurti esattamente dal tuo potenziale cliente, scovandolo in un mare di altri utenti che invece non sono rilevanti per la tua attività.

Ipotizziamo che tu voglia lanciare sul mercato un nuovo energy drink: apri il profilo su Instagram e cosa fai?

Inizia a cercare aree di interesse che richiamino il tuo prodotto.

Per esempio: chi consuma energy drink potrebbe anche essere interessato alle #corse, in generale agli #sport, #auto, #SportEstremi.

Crea delle liste con gli hashtag più interessanti, inizia a monitorare le discussioni che si sviluppano intorno ad essi e, cosa più importante, inizia a farti conoscere da chi li usa.

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2. Ingaggiare l’audience

Questa è la parte più lunga del lavoro, ma potrebbe anche essere quella che dà più soddisfazioni.

Una volta individuati i macro argomenti più vicini alla nostra attività, concentriamoci su chi li usa maggiormente.

Iniziare a seguire, mettere cuoricini e commentare le foto degli utenti, ci permetterà di metterci in mostra e di farci conoscere.

Se ciò che proponiamo è in linea con gli interessi di questi IGers, sarà facile che ricambino la cortesia e diventino i nostri primi sponsor.

Inutile dire che è importante il modo un cui si fa autopromozione: entrare a gamba tesa nei discorsi altrui solo per proporre il proprio prodotto, non funziona qui né in nessun’altra situazione commerciale.

Se avrai creato il tuo profilo in un modo interessante, senza dar a vedere che il tuo unico obiettivo è vendere, non avrai problemi a farti seguire da persone con i tuoi stessi interessi.

3. Avere gli influencer dalla vostra parte

Una via più veloce della precedente, ma un po’ più dispendiosa, è quella che fa affidamento sugli influencer.

Che piaccia o no, sono loro ad avere il potere sui social.

Cercate qualcuno che abbia più di 500.000 follower e trovate un modo per mettervi in contatto con loro (spesso chi usa i social per lavoro, ha nelle info una mail o un sito per essere raggiunto).

L’influenzar pubblicherà, dietro compenso, un post sponsorizzato che avrete precedentemente concordato e che garantirà al nostro profilo un’impennata di nuovi follower e nuove interazioni.

È un’occasione da giocare bene: cerca di capire cosa fotografare e cosa scrivere nel commento (una call to action, per esempio, potrebbe aumentare l’effetto volano).

Per trovare i profili più adatti per la nostra attività, ricordiamoci di usare tool come Socialinsight.

4. Usare gli hashtag con cautela

Viene da pensare dunque che più hashtag si usino, migliore risultato raggiungeremo.

Non è esattamente così.

Il cancelletto può essere la tua fortuna, ma anche penalizzarti: riempire i commenti di hashtag crea un effetto caos che il nostro cervello ha ormai imparato a decodificare come spam.

Banditi anche hashtag del tipo #likeforlike e #followback (perché non ci renderebbero simpatici, ma disperati).

Scegli con cura le parole chiave per il tuo business e non dubitare della loro forza: se c’è stata una ricerca accurata a monte, non fallirai nei tuoi obiettivi.

Scrivici nei commenti se questi consigli ti sono stati utili!

 

Earth 2045: la campagna che rivoluzionerà la tua idea di spot interattivo

Earth_2045Hai mai pensato al futuro e come vorresti che fosse? Ciò che spesso non consideriamo è l’impatto delle azioni che commettiamo oggi sul mondo di domani. Questo è il messaggio che SPP, agenzia assicurativa e previdenziale svedese, ha voluto trasmettere con la campagna EARTH: 2045, ideata e realizzata in collaborazione con M&C Saatchi e B-Reel. Il risultato è un video interattivo che ci mostra due possibili scenari futuri: uno utopico e uno distopico.

Lo spot è disponibile in versione desktop sul sito earth2045.com.

Il video ci mostra proprio due versioni possibili del mondo tra 30 anni. Spostando il cursore a destra o a sinistra possiamo far prevalere la visione ottimistica o pessimistica del mondo. La tagline di apertura è breve ma significativa:

Le piccole scelte possono fare una grande differenza

Utopia VS Distopia

Sul lato sinistro l’aria e l’acqua sono incontaminate, il notiziario trasmette l’annuncio dell’apertura di un nuovo impianto a energia solare, il cibo è biologico e sano ed un pendolare viaggia rilassato in treno. Sul lato destro, invece, l’acqua dei rubinetti è torbida, i frigoriferi sono pieni di cibo spazzatura, i bambini sono costretti a indossare mascherine antismog e la città appare buia e desolata mentre lo stesso pendolare è bloccato nel traffico.

Lo spot ricorda vagamente un altro doppio video interattivo realizzato da Honda per il lancio delle nuove Honda Civic e Honda Civic Type R.

LEGGI ANCHE: The Other Side: la rivoluzionaria campagna di Honda firmata W+K London

In questo caso, però, il messaggio centra in pieno tematiche come quella della sostenibilità che coinvolgono lo spettatore, cogliendo un insight che non può lasciarlo indifferente.

Earth_2045

Un’azienda che crede nella responsabilità sociale

SPP è una compagnia che in primo luogo aiuta le persone e le aziende a gestire al meglio i loro risparmi. Inoltre però la società sta lavorando da più di vent’anni sui propri progetti di sostenibilità e questa campagna dimostra come gli interessi di SPP vanno bene al di là delle pensioni di base, toccando temi di fondamentale importanza per la terra ed i suoi abitanti.

Raccontando il processo che ha portato alla realizzazione della campagna, la copywriter Linda Elers ha spiegato:

Dovevamo stimolare nelle persone la percezione di come il futuro potrebbe essere, mostrando che il solo risparmio per la pensione non è sufficiente, per poter essere in grado di andare in pensione in un mondo migliore, si deve risparmiare in modo sostenibile.

L’investimento sostenibile e socialmente responsabile è una strategia finanziaria relativamente nuova che si incentra sulla creazione di un portfolio di aziende conosciute per il loro impatto positivo a livello ambientale.

Insomma, Earth 2045 si è dimostrata una campagna vincente per motivi diversi e tutti validi: non solo per la creatività del video interattivo dalle tematica coinvolgente per il target e di sicura memorabilità, ma anche e soprattutto per l’attinenza del messaggio con l’identità dell’azienda e la sua responsabilità sociale.

Snapchat Lenses: arrivano i filtri anche per la pubblicità

Crazy owl is doing selfie for social networks

Ti è capitato di imbatterti in qualche selfie con linguacce a forma di arcobaleno, con tanto di stelline luminose? Se la risposta è sì, sicuramente avrai pensato oddio che cosa kitsch, ma forse ti sarai fatto tentare per una frazione di secondo dal pensiero di provarci anche tu, giusto per farti due risate con gli amici. Molto probabilmente, poi, avrai abbandonato l’idea, bollandola come roba da adolescenti. Ad ogni modo, la parolina magica per far funzionare l’incantesimo è Snapchat Lenses.

Lenses sono i filtri introdotti dal social circa un mese fa, per rendere molto creativi – a seconda dei punti di vista, chiaramente – i selfie. Se ancora non hai avuto modo di vederli, non farti illusioni: dimenticati il concetto instagramiano di filtri, perché se ti aspetti giochi di contrasto, saturazione eccetera eccetera, rimarrai deluso. Niente di più lontano dal caro Ludwig, per dire.

Si tratta sostanzialmente di effetti “simpatici” che permettono di sovrapporre all’immagine originale arcobaleni, occhi giganti, teste che esplodono come fuochi d’artificio e altre diavolerie di questo genere. Qualcosa di molto simile a quello che già fanno app come ZoombieBooth o AgingBooth, insomma.

In casa Snapchat ormai da tempo ce la stanno mettendo tutta per far dimenticare l’equazione Snapchat=Teenager, o peggio ancora Snapchat=Sexting: anche se il sapore di Lenses è tipicamente adolescenziale, è innegabile che il social ormai stia iniziando ad essere un canale molto interessante anche per i brand, e che sappia molto bene come monetizzare anche la più apparentemente futile e banale delle funzioni.

Young woman taking selfie outdoor

Come rivelato a Buzzfeed News, nel giro di poche settimane Snapchat renderà disponibili i filtri di Lenses anche per la pubblicità, e ha già iniziato a preparare un prospetto dei costi, in base all’andamento delle visualizzazioni nel corso di questo primo mese di vita della funzione.

La compagnia ha dichiarato di aspettarsi dalle sponsorizzazioni di Lenses circa 11 milioni di visualizzazioni da domenica e giovedì, e 16 milioni di visualizzazioni da venerdì a sabato. Ciò significa, tradotto in “tariffe”, che la compagnia intende chiedere per una sponsorizzazione circa 450 mila dollari al giorno, che diventano 500 mila se si tratta di sabato e domenica, e addirittura 700 mila in occasione di festività e ricorrenze particolari.

Sembrano cifre da capogiro, ma considerando la rapida ascesa di Snapchat e la forte attenzione da parte di alcuni top brand, c’è da aspettarsi che in molti si stiano mettendo già in coda. D’altra parte basta pensare che anche Twitter ha introdotto gli emoji sponsorizzati e che i brand stanno facendo a gara per aggiudicarseli.

Il target di Snapchat è molto giovane e non c’è dubbio che molti brand stiano già pensando a cosa inventarsi sul social per competere con gli arcobaleni.

Nel frattempo, se vuoi cimentarti con un tuo selfie e farti due risate, qualunque età tu abbia non sentirti in colpa. Soprattutto perché per gli utenti è gratis, e noi non lo diciamo a nessuno. Promesso.