Notebook MSI GE60 2PE Apache Pro powered by Nvidia: il testing di Ninja Marketing

Notebook MSI GE60 2PE Apache Pro powered by Nvidia: il testing di Ninja Marketing

Cominciamo una nuova settimana con il testing del notebook MSI, modello “GE60 2PE Apache Pro”. Ringraziamo NVIDIA Italia per averci inviato il notebook in modo che potessimo svolgere al meglio e in maniera davvero approfondita questo testing ufficiale.

Prime impressioni / sensazioni dei materiali usati

Il colore nero lucido della cover posteriore in alluminio regala un’ottima sensazione di eleganza (alla vista) e di pregevole qualità (al tatto).
Sulla cover posteriore troviamo incastonato in rilievo il marchio rosso del dragone, che una volta acceso il prodotto si retroillumina.
Sul lato destro del notebook troviamo: il lettore ottico, un singolo ingresso USB 2.0, il connettore VGA e l’ingresso Gigabit LAN; mentre sul lato sinistro troviamo un altro singolo ingresso USB 2.0, il connettore d’uscita video HDMI, due ingressi USB 3.0 e due jack audio placcati in oro (per cuffie e microfono).
Nell’insieme il notebook risulta piacevole per il suo design semplice ma rifinito.

Specifiche Hardware / caratteristiche tecniche

Notebook MSI GE60 2PE Apache Pro powered by Nvidia: il testing di Ninja Marketing

Il display è un Full HD di 15.6 pollici, 1920×1080 pixel, con retroilluminazione LED, anti-glare.
Supporto garantito per il sistema di visualizzazione Matrix, permettendo il collegamento simultaneo del notebook a due schermi esterni utilizzando le connessioni HDMI 1.4 e VGA.
Il processore è un quad-core di 4a generazione Intel i7-4700HQ (che può raggiungere i 3.40 GHz con tecnologia Intel Turbo Boost).
La memoria conta su 16 GB RAM di tipo DDR3 (L).
La grafica è supportata da una NVIDIA GeForce GTX 860M con 2GB RAM di memoria video dedicata di tipo GDDR5.
La memoria d’archiviazione conta su 256 GB SSD (Super Raid) + 1 TB da 7200 rpm.
Il drive ottico è un masterizzatore DVD Super-Multi.
La connettività wireless supporta gli standard Bluetooth 4.0 e Wi-Fi 802.11 b/g/ n/ac.

Notebook MSI GE60 2PE Apache Pro powered by Nvidia: il testing di Ninja Marketing

Il comparto audio è dotato da speaker stereo 2x 2.1 + subwoofer, avvalendosi della tecnologia Dynaudio supportato dal software nativo Creative Sound Blaster Cinema. Per l’ascolto in cuffia troviamo 1 collegamento jack audio placcato in oro, supportato dalla tecnologia Audio Boost.
La batteria è agli ioni di litio a 6 celle ad alta capacità (49 Wh).
Tastiera retroilluminata a 103 tasti della SteelSeries.

Esclusive funzionalità native MSI

Notebook MSI GE60 2PE Apache Pro powered by Nvidia: il testing di Ninja Marketing

Poter personalizzare le proprie sessioni video-ludiche è davvero importante, oltre che molto piacevole, per tutto questo ci viene incontro il software System Control Manager che permette di ottimizzare in pochi semplici click diversi parametri del sistema,
Mentre la tecnologia di illuminazione MSI Keyboard Lead Manager riesce a trasmettere delle sensazioni visive davvero particolari perché ci consente di scegliere, a nostro piacimento, tra tante diverse colorazioni della tastiera oltre a darci la possibilità di personalizzare dei temi cromatici appositi.

La tecnologia NVIDIA GeForce GTX 860M

Notebook MSI GE60 2PE Apache Pro powered by Nvidia: il testing di Ninja Marketing

La tecnologia NVIDIA Optimus riesce ad ottimizzare in maniera intelligente ed automatica  le prestazioni grafiche in relazione alla durata della batteria. Quest’ultima è supportata ulteriormente da NVIDIA Battery Boost, che durante le nostre sessioni ci ha aiutati a mantenere attivo il computer al massimo delle impostazioni grafiche nei videogiochi per 1 ora di fila, tenendo collegato una tastiera retroilluminata esterna più mouse, oltre ad un ricevitore Wi-Fi usb ed un monitor LCD alimentato esternamente.

Notebook MSI GE60 2PE Apache Pro powered by Nvidia: il testing di Ninja Marketing

2 GB  di memoria video dedicata di tipo GDDR5 si sono dimostrati sufficienti per impostazioni alte sulla gran parte dei videogiochi attuali, facendo però attenzione nel ricordare che la scheda rientra nella linea notebook “Ultra light” delle GTX 800M per un miglior connubio tra performance e mobilità.

Inoltre per  dovere di cronaca nella tabella sottostante riportiamo dei valori prestazionali rispetto alla sorella più piccola 850M e a quella più grande 880M.

Notebook MSI GE60 2PE Apache Pro powered by Nvidia: il testing di Ninja Marketing

I settaggì più alti in full HD di Battlefield 4, Crysis 3 e Metro: Last Night riescono a metterla in crisi; ma del resto stiamo parlando di una scheda da gioco mobile, quindi nulla di preoccupante se terremo sempre ben presente i giusti limiti di utilizzo.

Performance da Gaming

Notebook MSI GE60 2PE Apache Pro powered by Nvidia: il testing di Ninja Marketing

In maniera più approfondita abbiamo potuto testare le performance del nostro MSI GE60 2PE con l’esclusiva versione alpha di “Heroes of the Storm” più tanti altri, e la 860M non ha assolutamente sfigurato.
Maggiori dettagli saranno disponibili all’interno di testing più specifici ed approfonditi che pubblicheremo nelle prossime settimane.  🙂

Giudizio complessivo

Notebook MSI GE60 2PE Apache Pro powered by Nvidia: il testing di Ninja Marketing

PRO: La qualità degli acuti e del surround dell’impianto audio integrato è davvero sorprendente (escludendo il fantomatico subwoofer).
Ottimo il display Full HD nella sua risoluzione ottimale di 1920×1080, nonostante risulterà piccolino per giocare; consigliato quindi l’utilizzo di un monitor esterno più grande.
Nel complesso il computer risulta elegante, leggero e potente.
Funzionalità native Nvidia garantite al 100% con la versione più aggiornata di GeForce Experience, incluso l’esclusiva feature ShadowPlay.
Fascia di prezzo competitiva (1400 € su Amazon la versione quasi identica nella variante da 125 GB SSD).

CONTRO: La ricezione WiFi tenderà a diminuire del 150% con il coperchio chiuso quando utilizzeremo un monitor esterno più grande; consigliato l’utilizzo di un controller wi-fi usb con antenna esterna.
Il mouse in dotazione è risultato davvero scadente, sarà decisamente meglio lasciarlo dentro la scatola, allo stesso tempo il touch pad non è sembrato dei migliori.
Il rivestimento in alluminio si sporcherà facilmente al tocco con le nostre dita.
L’uscita di areazione laterale sinistra tenderà a scaldare fin troppo la vicina porta usb 2.0.

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(c) Fotolia autore karandaev

La potenza dei Big Data applicata al digital marketing

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I ticket disponibili sono 500. Partite a razzo per prenotare il vostro posto 😉  

Ricapitolando

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25 GIUGNO 2014, dalle 18 alle 19

BE NINJA!

Pomilio Blumm commenta la campagna 'Made in Italy' realizzata per ENIT [INTERVISTA]

Pomilio Blumm
Impossibile non averne sentito parlare. La campagna ‘Made in Italy‘, realizzata da Pomilio Blumm per l’Agenzia nazionale italiana del turismo ha creato un bel po’ di buzz in rete, prima per i dubbi sulla sua diffusione all’estero, poi per il fatto che per i visual siano state utilizzate delle immagini royalty free.

Un investimento così elevato da parte di un ente pubblico non può non far parlare il popolo della rete e non! Ed è per questo i Ninja hanno pensato di intervistare il Reparto Creativo di Pomilio Blumm, per scoprire le motivazione dietro le scelte effettuate.

Pomilio Blumm made in italy

Raccontare il Bel Paese all’estero non dev’essere stato un compito semplice. Diverse polemiche hanno accompagnato in rete il lancio della campagna: come rispondete?

L’assunto di partenza è perfettamente corretto, soprattutto se si pensa che ENIT torna in comunicazione dopo significativi anni d’assenza e la rete è il luogo della libertà di pensiero no limits Questa, a nostro parere, non è una notizia negativa, perché oggi promuovere un territorio significa promuovere un sistema e il Made in Italy resta uno di quelli più riconoscibili e positivi dell’Italia all’estero, oltre qualunque dibattito.

Per quale motivo avete utilizzato immagini non esclusive, royalty free, piuttosto che fotografie originali?

L’incarico era principalmente fondato sulla progettazione di un sistema di comunicazione, che costituiva e costituisce il vero valore aggiunto. La scelta delle immagini nasce da un coinvolgimento delle regioni e dei territori rappresentati che ENIT ha promosso affinché questo progetto fosse partecipato, condiviso, utilizzato e quindi diffuso.

Sin dalla pubblicazione del bando, che se avesse avuto finalità incentrate sul tema fotografico avrebbe dovuto essere diversamente concepito e finanziariamente dotato, questa ci è sembrata una scelta molto democratica, così come intelligente e funzionale è quella di non avere pregiudizi verso soluzioni efficaci ed economiche. Un segno di rispetto alla cultura della rete che ama la condivisione e il libero accesso, ma anche alla spending review.

A tal proposito ricordiamo che l’incarico all’agenzia, come riportato dai giornali più informati, è di 81mila Euro e non di 5 milioni e comprende traduzioni ed adattamenti nelle principali lingue e per i principali mercati, anche emergenti, a livello mondiale: una mole di lavoro enorme.

In realtà nessuna delle immagini può ritenersi trasposizione da cataloghi o banche fotografiche perché nel suo insieme e nella sua forma di drappeggio, tessuto, cucitura e di molti altri dettagli, ognuna è da considerarsi originale ed in qualche modo esclusiva.

Come mai la mancata indicazione del nome delle location ritratte nelle immagini?

Crediamo sia semplicemente la volontà di non rimarcare una selezione strategica o potenzialmente faziosa di questo o quell’altro territorio: la campagna in realtà è una cornice in grado potenzialmente di inquadrare un infinito numero di soggetti e suggestioni del nostro territorio. L’osservazione resta a nostro avviso comunque pertinente ed accettabile.

Pomilio Blumm milano

Descrivete la campagna come un “inedito mix di elementi concreti ed emotivi”: ci spiegate questa descrizione?

È una sintesi tratta dai documenti di gara. In realtà, meglio estrapolato, il concetto complessivo voleva segnalare come la scelta di un tessuto, con etichetta, cuciture, quasi ad ago e filo, per rappresentare l’essenza stessa del Made in Italy aggiungesse concretezza materica a una suggestione: quella dell’immagine di sfondo, ovvero i meravigliosi paesaggi italiani.

Come misurerete i risultati di questa campagna internazionale?

A noi spetta monitorare una pianificazione media pre-definita dagli uffici ENIT presenti sui diversi mercati. Il nostro compito è di verificare i dati di diffusione trasmessi dagli editori incrociati con quelli dei principali centri di rilevazione media. Avvieremo, ma questa è solo una nostra specifica e libera attitudine, un’analisi semiotica di quanto si produrrà sulla rete attraverso gli esperti semiologi del nostro reparto e in collaborazione con alcuni importanti osservatori universitari che con noi collaborano.

È un modo abituale che abbiamo adottato per valutare ex post la validità delle strategie comunicative attivate al di là del mero dato quantitativo, ma andando a interrogare il messaggio e i suoi effetti da un punto di vista qualitativo e culturale in senso lato. Un modo, aggiungeremmo, non solo per garantire l’efficacia delle scelte effettuate, ma anche per rilevarne eventuali difetti e correggere il tiro per il futuro.

Indubbiamente creativa è “l’iniezione” del copyleft nella campagna. Quali sono stati i risultati?

Il grosso dell’investimento previsto per la campagna è ancora da venire, quindi non è possibile per ora avere una visione d’insieme dei risultati, ma è già possibile avere esempi significativi di feedback dell’idea dell’etichetta “made in italy”.

Citiamo a tal proposito la web app selfie.italy.travel attraverso cui gli utenti della rete hanno “brandizzato” con l’etichetta della campagna le proprie foto per condividerle sui social, creando tante potenziali “campagne” quante sono le foto caricate e rendendo particolarmente viva l’idea creativa originaria: un marchio che fosse sintesi di un insieme di valori prettamente italiani, da applicare su qualsiasi soggetto/panorama/situazione in grado di esprimerne almeno uno.

Si tratta di una buona pratica di crowdsourcing che ha prodotto come risultato, dopo appena una settimana dal lancio, 1200 nuove campagne create dagli utenti della rete, senz’altro molto fresche e simpatiche, in alcuni casi anche molto interessanti. Questo numero di creazioni in soli sette giorni ha ancor più valore se si considera che ENIT non comunica in Italia.

Infine, parliamo del portale Italia.it: quali sono i punti di forza e di debolezza?

È un portale pre-esistente al nostro arrivo e che è frutto, crediamo, di una serie di politiche di promozione turistica assai complesse da cifrare. Resta un indirizzo semplice, intuitivo, ma meriterebbe una grande attenzione, come a tutto il resto, sul piano dei contenuti e dei linguaggi.

Henna Heals: un tatuaggio all'henné per far sentire più belle le donne con il cancro [INTERVISTA]

Henne Heals, associazione Canadesi di hennè-artist crea incredibili corone con decorazioni floreale, simboli religiosi e messaggi di speranza, tatuate con l’henné sulla testa di donne che hanno perso i capelli a causa della chemioterapia per aiutarle a superare la demoralizzazione che accompagna un momento tanto delicato.

L’henné – quello in polvere, non l’henné scuro creato con l’aggiunta di PPD ed illegale in diversi paesi tra cui Canada, USA e Australia – è un prodotto naturale che vanta origini lontanissime, utilizzato da più di 4.000 anni nelle culture islamiche, Indù, del mondo Arabo, dell’Africa e dell’India come decorazione e come benedizione durante la celebrazione di matrimoni, cerimonie pubbliche e religiose .

Incuriositi da questo progetto, abbiamo contattato Frances Darwing per farle alcune domande e avere maggiori informazioni.

Come è cominciata questa esperienza?

L’inspirazione è arrivata dopo una conferenza di un artista che usava l’hennè per creare quelle che chiamava “Henna Crowns”(corone di hennè) per pazienti con il cancro. Quando sono tornata in Canada  ho riunito quattro artisti e ho creato Henna Heals per fare la stessa cosa.

In cosa consiste il progetto?

Il nostro progetto intende dare potere/forza alle persone che hanno perso i capelli attraverso la creazione di corone di hennè personalizzate. Raccogliamo fondi nell’area di Toronto per finanziare le corone a persone che non possono permetterselo. Di solito una corona henné costa circa 120 dollari. Sono una forte sostenitrice del fatto che agli artisti debba essere pagato il loro valore, ma spesso le persone che si stanno sottoponendo alla chemioterapia non possono permettersi di pagare per la corona, così utilizziamo le donazioni della nostra attività di foundraising per pagare gli artisti.

Di recente abbiamo anche iniziato a indirizzare i nostri clienti ad artisti della loro zona con una buona reputazione.

In quale modo questo progetto aiuta le donne che soffrono di cancro a sentirsi meglio? Quali effetti ha questo progetto su di loro?

Penso che l’aspetto che favorisce maggiormente la guarigione è il modo in cui le persone intorno a te reagiscono. Invece di provare pena a causa della malattia, le persone sono sbalordite. Invece della pietà si riceve una forte energia positiva dalle persone che io penso è parte del processo di guarigione.

Quante donne che soffrono di cancro hanno preso parte a questo progetto?

Le corone di henné hanno un mercato di nicchia, ma sono una nicchia su una scala globale. Io non ho traccia delle corone di Hennè realizzate dagli artisti indipendenti, qui in Toronto abbiamo avuto circa 20 clienti che ci hanno richiesto una corona di Hennè. Grazie all’attenzione dei media abbiamo ricevuto molte più richieste, ma molte vengono dagli Stati Uniti e dall’Europa.

Quali sono le storie che ti hanno colpito maggiormente? Ci racconti un episodio che ti è rimasto impresso?

Ho incontrato una donna a cui avevano diagnosticato due diversi tipi di cancro. Nonostante uno di essi fosse incurabile lei era positiva ed incredibile. Abbiamo creato un film insieme e io per le prossime 12 settimane pubblicherò un episodio sulla nostra pagina Facebook.

Quali feedback avete raccolto dalle persone che soffrono di cancro e dal web?

Le persone pensano che sia una fantastica idea. Aiuta le donne a sentirsi più femminili.. Loro sono grate per avere la possibilità di fare un’esperienza come questa.

Da un punto di vista medico, quali sono gli effetti positivi per una persona che ha il cancro?

Da un punto di vista medico, l’henne ha davvero molte proprietà curative. È molto simile all’aloe vera nel senso che ha un effetto rinfrescante che può essere usato per le bruciature della pelle. Molte persone hanno alleviato gli effetti collaterali dei farmaci per il cancro al seno con l’henne.

I tatuaggi con l’henne sono pericolosi in qualche modo per le persone che hanno il cancro?

L’henne è un prodotto naturale, non può essere brevettato, così non si possono fare soldi da esso. A causa di questo ci sono pochi studi su l’henne ed i pazienti con il cancro, comunque i pochi che ci sono positivi. Come detto prima, aiuta ad alleviare gli effetti collaterali dei medicinali contro il cancro. È anche utilizzato come alternativa ad i tatuaggi permanenti se qualcuno ha bisogno di essere segnato per i trattamenti con le radiazioni. Poche persone sono allergiche all’henne, ma un artista deve sempre fare un piccolo test 48 ore prima. Molti artisti usano henne già pronto preso al negozio di alimentari, che contiene sostanze chimiche e conservanti e dovrebbe essere vietato. Anche peggio è l’henne nero, l’henne mischiato con tintura per capelli nera, che può causare serie bruciature e ferite. Ogni artista che realizza una corona di henne deve preparare la propria pasta con la polvere di henne, succo di limone (oppure acqua se la pelle del cliente è molto sensibile), zucchero e olio di lavanda che contiene meno del 1% di canfora. La canfora è tossica. Altri oli essenziali come l’olio di garofano, la pianta del tè e l’eucalipto sono di solito usati dagli artisti, possono turbare la pelle e non sono raccomandati.

Quale feedback avete raccolto dal mondo della medicina?

Sfortunatamente la scienza medica non può essere di molto aiuto perché sono stati fatti pochi studi sull’henne. Molti medici hanno familiarità con l’henne perché provengono da culture dove l’henne è considerato sicuro, molti altri non hanno familiarità e sono esitanti a parlarne.

Ultima domanda: progetti per il futuro?

Stiamo raccogliendo fondi per creare un sito dove i clienti possano entrare in contatto con artisti locali sicuri e di buona reputazione. È difficile andare avanti con una nicchia di mercato, così stiamo lavorando per dare ai nostri clienti tutte le conoscenze di cui hanno bisogno per trovare da soli artisti di cui fidarsi.  Stiamo raccogliendo le donazioni sul nostro sito: www.hennaheals.com

Image Credits:

Model – Munira; henna – Tarquin Singh; photography – Frances Darwin
Model – Maygan; henna – Olivia Darwin; photography – Katerina Shaverova
Model – K.; henna – Tarquin Singh; Photography – Tarquin Singh
Model – Diana; henna – Joanne Rumstein Ellis; photography – Katerina Shaverova
Model – M.; henna – Joanne Rumstein Ellis; photography – Frances Darwin
Model – Ashlyn; henna – Noofa Hannan; photography – Katerina Shaverova
Model – Karen; henna – Tarquin Singh; photography – Katerina Shaverova
Model – Melanie; henna – Tarquin Singh; photography – Katerina Shaverova
Model – Jennica; henna – Kyla Austin; photography – Katerina Shaverova
Model – Ana-Laura; henna – Tarquin Singh; photography – Katerina Shaverova
Model – Munira; henna: Tarquin Singh; photography – Frances Darwin

Sezione "Mondiali": segui Brasile 2014 su Facebook

Mondiali 2014 su Facebook

Sono milioni i tifosi che da tutto il mondo stanno celebrando l’evento sportivo più atteso del globo: la Coppa del Mondo di Brasile 2014. Dopo le statistiche delle conversazioni generate su Twitter durante la prima partita dell’Italia, vediamo cosa ci propone casa Zuckerberg 😉

La sezione “Mondiali – in evidenza”

Tra le varie possibilità per seguire la manifestazione calcistica è entrato in gioco anche Facebook, che ha presentato nella sua newsroom ufficiale la sezione “Mondiali – in evidenza“, un aggregatore di notizie con cui vivere i Mondiali in tempo reale. Quasi una risposta immediata alla mossa (simile) di Twitter di cui abbiamo parlato qualche giorno fa.

Il team di Zuckerberg ha lavorato duro per regalare ai suoi utenti un luogo ideale in cui vivere tutte le emozioni Mondiali. La sezione “Mondiali”, infatti, comprende:

  • Gli ultimi risultati e gli highlights delle partite;
  • Un feed speciale con i messaggi in tempo reale relativi alla Coppa del Mondo dei nostri amici e dai giocatori e le squadre di nostro interessate;
  • Una mappa interattiva, che mostra dove i fan dei migliori giocatori si trovano nel mondo.

Inoltre, per ogni partita del Mondiale, è possibile condividere un messaggio legato alla stessa scegliendo l’opzione “sto guardando” dall’icona smiley (sia da desktop che da mobile). In questo modo il nostro status sarà incluso direttamente nella nuova sezione Mondiali.

La sezione “Mondiali” è raggiungibile all’indirizzo https://www.facebook.com/worldcup. Inoltre, ogni volta che un nostro amico condividerà un aggiornamento di stato relativo alla visione di una partita del Mondiale potremo raggiungere l’hub di notizie direttamente cliccando sul suo post.

Facebook Ref

Infine, è stata creata la pagina “Facebook Ref” (https://www.facebook.com/FacebookRef), una pagina dedicata agli aggiornamenti ufficiali di Facebook su ogni evento legato ad ogni singola partita del Mondiale, fatti in modo divertente ed ironico da uno stravagante arbitro.

E voi? Come seguite i mondiali sui social? Ditecelo nei commenti!

Ecco premi, partner e protagonisti de La Battaglia delle Idee!

Ninjas, si riscaldano i motori de La Battaglia delle Idee! Ecco le prime indiscrezioni su persone, connessioni, imprese ed opportunità per chi ci sarà! Ecco a voi il trailer ufficiale della #BattleSA 2014.

La Maestra di Cerimonia!

Madrina, guru, MC e volto femminile della #BattleSA sarà lei: la mitica Kris Grove! Nata a Pittsburg, Pennsylvania, e cresciuta in Indiana – dove, dice lei, scopre “la natura, i piedi nudi sui prati, le arrampicate sugli alberi, i dialoghi con gli animali selvatici..” – Kris si innamora prestissimo della musica. L’Italia l’ha conosciuta prima come VJ su Mtv (Dance Floor Chart, Stylissimo) ed oggi come speaker radiofonica di Radio 105 con Kris&Love.

Un applauso al nostro main sponsor, Rocket Fuel!

Siamo orgogliosi di organizzare la Battaglia del 2014 con Rocket Fuel, azienda globale leader nelle soluzioni di intelligenza artificiale per il marketing digitale. Fondata in Silicon Valley nel 2008, sbarca in Italia nel 2014 e Forbes la cita come quarta azienda americana più promettente. Ma ricordate: l’applausometro non ha intelligenza artificiale, dipenderà solo dalla vostra idea e dai vostri supporter 😉

Sono un guerriero delle idee. Cosa posso vincere alla Battle?

Dopo la Battle, ti aspetta l’avviamento del tuo progetto. Potrai farlo insieme a 56Cube che ti regala un mese di coaching presso il suo incubatore e Viralbeat che ti fornirà una consulenza su seeding e social media strategy. Come non menzionare poi le fornitura di servizi hosting OVH? Dario Flaccovio Editore penserà a rifornire il tuo team delle letture recenti ed indispensabili su social media e digital. Fotolia ti mette a disposizione un abbonamento trimestrale di 25 foto/mese. Infine, non ti resta che aprire il catalogo formativo Ninja Academy e scegliere un corso da far seguire al tuo team!

Sappiamo però che a volte ci vogliono anche premi “soft“: quale occasione migliore per un CEO di fare team building se non di regalare un weekend in Croazia alla tua squadra? Preparati a partire con SNAV! Ma in valigia non dimenticare lo Startupper Survival Kit targato Rocket Fuel ed il cofanetto premium dei servizi Mail Up!

Sappiamo anche che è giusto premiare chi partecipa: stay tuned per scoprire cosa vincono tutti, ma proprio TUTTI!

E la musica, maestro?

Vi abbiamo promesso una battaglia rap? Ecco la battaglia rap! Domenica 6 tenetevi pronti per l’esibizione di Francesco Paura, DJ Uncino e dei Funky Pushertz, esponenti di spicco della scena rap/hip-hop campana!


Non mi basta, voglio fare ancora festa!

Sì, lo sappiamo che i migliori affari ed i migliori round d’investimento si chiudono tra un drink ed un ballo 🙂 Per questo stiamo organizzando un beach party esclusivo! Come se ancora non bastasse, Spotify è il nostro official music partner – i Ninja sono al lavoro per creare la migliore playlist possibile per ispirare idee ed alimentare l’innovazione digitale!

Voglio esserci!

Vai su La Battaglia delle Idee, scegli e prenota il tuo ticket GRATUITO – ci vediamo a Salerno il 5 ed il 6 luglio! Per chi dovrà seguirci a distanza, la diretta streaming sarà su Tiscali mentre Ziguline racconterà l’evento per voi.

Italia-Inghilterra: analisi delle conversazioni su Twitter e gradimento del pubblico [INFOGRAFICA]

Italia-Inghilterra: l'analisi delle conversazioni su Twitter ed il gradimento del pubblico

Il primo e tanto atteso match dell’Italia al Mondiale in Brasile 2014 è archiviato: bella vittoria sui rivali dell’Inghilterra per 2-1 e un cammino che, visto il risultato di Uruguay-Costa Rica, si è messo sul giusto sentiero.

L’esordio in questo Mondiale di calcio è stato un test anche per quanto riguarda il pubblico e le conversazioni online. A farla da padrone ovviamente Twitter, che già con gli show televisivi ha mostrato le sue potenzialità di supporto per quanto riguarda il “second screen”.

I dati ufficiali globali, provenienti dall’account Twitter Data, parlano di un volume di tweet a livello mondiale che ha superato i 7 milioni (per la precisione 7.2M).

Mentre andando a stringere il focus, è interessante il lavoro pubblicato da Parterre (piattaforma second screen di interazione con la TV basata sull’utilizzo di smartphone).

Nell’infografica che segue, realizzata da Iquii, vengono illustrati alcuni dati riferiti al match di ieri sera:

  • volume dei tweet monitorati su determinati hashtag (#EngIta, #ForzaAzzurri e #ItaliaInghilterra tra gli altri, per un totale di oltre 35mila tweet)
  • gli hashtag correlati
  • influencer (per follower e menzioni ricevute)
  • tag cloud delle parole più ricorrenti

Tra gli account più influenti (come numero di follower) che hanno pubblicato tweet nell’arco temporale analizzato spicca al primo posto Piers Morgan, giornalista e personaggio televisivo britannico che vanta oltre 4 milioni di follower.
Dopo di lui l’account ufficiale della FIFA e del Liverpool FC.

Inoltre vengono forniti alcuni dati particolari, come il giocatore più applaudito e quello più fischiato. Oppure il momento del match che ha riservato più emozioni ed entusiasmo.

Italia-Inghilterra: l'analisi delle conversazioni su Twitter ed il gradimento del pubblico

In pratica, Parterre ha utilizzato le sue funzionalità all’interno dell’App per analizzare il gradimento degli spettatori sui singoli giocatori e leggere i momenti clou della partita. Con l’App è infatti possibile allargare l’esperienza di Twitter con applausi e fischi, da condividere con gli altri utenti. Ricreando un effetto molto simile, in questo caso, alla presenza allo stadio.

Come si evince, a sorpresa domina la classifica dei giocatori più apprezzati il difensore del Torino Matteo Darmian, che si è dimostrato il dominatore della fascia destra. Il giocatore più “fischiato” è stato il difensore Gabriel Paletta, autore di una prestazione non all’altezza di quella dei compagni.

Il momento di gioco più esaltante che ha visto gli utenti applaudire di più è stato quello riferito al primo goal di Claudio Marchisio, al 34° del primo tempo.
Il momento di gioco con più fischi si è rivelato il 90° tra le polemiche per i 5 minuti di recupero concessi dall’arbitro e un fuorigioco dubbio fischiato all’attaccante Ciro Immobile, lanciato verso la porta. Mentre il momento più entusiasmante del match è stato senza dubbio il secondo goal dell’Italia.

Le pagelle dei giocatori passano dai giornali a Twitter: i nostri giocatori sono avvisati! 🙂

5 app da Ninja per il Mondiale 2014

Se non volete perdervi proprio nulla dei famosi 90 minuti, abbiamo scelto 5 app fondamentali per seguire ed immergersi nell’atmosfera del torneo più atteso dell’anno!

1. FIFA

L’app ufficiale, immancabile, se non volete perdervi nessun risultato in tempo reale o il risultato dell’ultima schedina giocata, impossibile non averla nel proprio smartphone. Al suo interno trovate dalle News in tempo reale, ai risultati del girone, ai momenti chiave della partita.
iOSAndroid

2. Mondiali Do Brasil vs. LiveScore

Due alternative all’app precedente della FIFA, ma molto più schematica ed ampliate: potete visualizzare i calendari completi, i marcatori, i post partita in tempo reale e le schede di ogni squadra in gara con tanto di caratteristiche tecniche di ogni giocatore della Nazionale degli azzurri. Per i più appassionati anche le schede sugli stadi e sulle città che ospitano l’evento.

Mondiali Do Brasil: iOSAndroid
LiveScore: iOSAndroid

3. TOK.tv – TOK Italia

La social television made in Italy, vi permetterà, con le sue applicazioni di seguire le partite tramite levirtual room e commentare in tempo reale con i vostri amici ogni azione. Spesso non è possibile guardare la partita tutti insieme ma grazie a questo servizio potrete condividere il tifo caloroso per la vostra squadra insieme ai migliori amici, lontani e non.

Android

4. FanSounds for the World Championship 2014

Un’app particolare, se avete bisogno di qualche suono particolare (ricordate le famose vuvuzela?), per festeggiare un goal, o semplicemente tifare la nazionale, eccovi un insieme di suoni tipici da stadio!

iOS

5. Stickman Soccer 2014 vs. FIFA 2014

Se tra una partita e l’altra non riuscite a star fermi, con questi due giochi non vi annoierete di sicuro. Stickman Soccer, nel suo ultimo aggiornamento con l’inclusione della World Cup, vi permetterà di portare in finale la vostra squadra preferita, il tutto condito da una grafica simpatica e leggera. Con FIFA 2014 si va sul pesante, anch’esso aggiornato per la Coppa Mondiale, vi permetterà di giocare il vostro personale mondiale!

Stickman Soccer 2014: iOSAndroid
FIFA 2014: iOSAndroid 

Sergio Tacchini di nuovo innovatore: restituire il Made in Italy agli italiani

Sergio Tacchini è un marchio mondiale, da quasi cinquant’anni veste i grandi del Tennis e dello sport, rappresentando lo stile italiano, perfettamente equilibrato tra qualità e essenzialità. Da Ayrton Senna a Marc Girardelli, da John McEnroe a Novak Djokovic, Tacchini ha vestito i grandi del tennis e dello sport, arrivando ad essere alla metà degli anni Novanta una realtà da 220 miliardi di fatturato e 450 dipendenti.

Sette anni fa il marchio è stato ceduto ai cinesi di Hembli. Adesso è solo una brand company, con sede a Milano, che sta pian piano sparendo dal mercato. Ma il 28 maggio scorso, a Novara, Sergio e Alessandro Tacchini (padre e figlio) hanno esposto l’attuale situazione e il loro desiderio di riportare l’azienda in mani italiane.

Dalla carriera sportiva al marketing, l’anticipazione di un grande trend

Recita Wikipedia che Sergio Tacchini, ex tennista, divenuto poi imprenditore e stilista italiano, è considerato un innovatore poiché, anche come imprenditore, ha dato impulso all’introduzione dei colori nell’abbigliamento tennistico, mondo dominato negli anni Sessanta dal bianco.

La carriera sportiva di Sergio Tacchini iniziò presto, avvicinandosi al tennis a soli 17 anni e, e già nel 1960, fu segnata del titolo di campione d’Italia infliggendo la sconfitta a Nicola Pietrangeli.

Partecipò per cinque volte in Coppa Davis tra il 1959 e il 1960 e sei anni dopo l’ultimo torneo, nel 1966, fondò la Sandy’s S.p.A., che diventerà poi la Sergio Tacchini S.p.A. a Caltignaga, Novara.

Il marchio crebbe velocemente grazie ai contatti di Tacchini, che anticipò la strategia dei campioni dello sport al servizio del marketing. Presto ingaggiò come testimonial John Mcenroe, dopo un’estenuante trattativa con il padre in un pub di Londra. Il successo fu incredibile e la ditta novarese, con il tennis nel dna, vinse le forniture alle Olimpiadi di Montreal e Atlanta, così il marchio era su occhiali e profumi.

La delocalizzazione di Sergio Tacchini di fine anni’90

Tacchini fu anticipatore, oltreché nel marketing, nella tendenza alla delocalizzazioni delle produzioni italiane. La concorrenza da Europa dell’Est e Asia diventa serrata e lui diventò, nel 1997, tra i primi produttori italiani a portare le produzioni in estremo oriente, Grecia e Portogallo mentre in Italia apriva una serie di negozi monomarca. Fino a che, nel 2007 cedette tutto a Hembly, colosso della moda cinese. La casa di Bellinzago ha visto smantellare la propria rete di negozi e si è passati da 250 a 13 dipendenti nel settore commerciale.

L’anno scorso la decisione di cedere il ramo d’azienda che detiene il marchio a Wintex Italia, che a sua volta fa capo alla Wintex di Honk Kong. Wintex Italia ha aperto una sede a Milano e il futuro di Bellinzago si è fatto più incerto che mai. Nel frattempo la società cinese proprietaria della Tacchini è finita in debito d’ossigeno finanziario e deve presentare da mesi un piano per il concordato preventivo.

La famiglia Sergio Tacchini ci ripensa

In questo modo si è arrivati al 28 maggio 2014, quando Sergio e Alessandro Tacchini hanno annunciato l’offerta fatta a Wintex Italia per acquistare il marchio a 5 milioni di euro.

Ma la Sergio Tacchini International, la società che detiene attualmente il marchio affittato lo scorso anno dalla Wintex Italia, ha respinto al mittente l’offerta.
Siamo sicuri che la trattativa proseguirà e che questo è solo il primo “assalto alla diligenza” portato avanti dai Tacchini. A prendere la testa dell’azienda sarebbe il figlio Alessandro, ma il padre tornerebbe per rilanciare il marchio nel settore Tennis.

Delocalizzione, probabilmente il marchio Sergio Tacchini rimarrà caso isolato

La famiglia Tacchini in conferenza stampa il 28 maggio 2014 per annunciare la volontà di riportare il marchio in Italia

Alla luce di questa storia, possiamo affermare che questa sia una battaglia in controtendenza rispetto al trend del periodo, e ci piace. La banca del popolo cinese con Zhou Xiaochuan che si butta su Eni e Enel, Bernard Arnault che investe 2 miliardi in Loro Piana, Cova, Vicini e Marco De Vincenzo, Francois Pinault che vuole l’81% di Pomellato: insomma, continua il grande shopping di fondi e banche verso i varchi e le eccellenze italiane.

Seguiremo la vicenda, ma saremmo ben felici di vedere sforzi per riportare in mani italiane un marchio che rappresenta un’Italia industriale che fu e che potrebbe essere simbolo dell’Italia che sarà.

Dipendenza da internet, 8 sintomi per riconoscerla

tratto dal film "China's Web Junkies" di Shosh Shlam e Hilla Medalia

Il cambiamento socio-tecnologico in atto ci spinge a stare sempre più tempo connessi. Per lavoro, per coltivare relazioni, per giocare: per molte persone ormai l’attività principale durante la  giornata ha a che fare con internet.

Dal 1996 la comunità scientifica si interroga se possa esistere una dipendenza dal Web; tuttavia solo da quest’anno, gli scienziati hanno ufficializzato questo disturbo, mettendolo però l’accento solo sui videogame e specificando che c’è bisogno di ulteriori studi.

Come e dove si manifesta la dipendenza da internet?

Mentre i ricercatori fanno questo, moltissime persone nel mondo (3%-10% della popolazione), giovani e meno giovani, soffrono a causa di Internet. Un documentario per comprendere il fenomeno:

Spesso il disagio non è “generico” ma legato ad applicazioni specifiche come:

Videogiochi online (soprattutto giochi di ruolo e sparatutto a squadre)

Gioco d’azzardo online (dal poker ai casinò virtuali)

Cybersex addiction (cioè fruizione compulsiva di filmati porno e/o di chat erotiche)

Social network

Ma come si fa a capire se si tratta di vera e propria dipendenza? Riportiamo i criteri diagnostici della Dr. ssa K. Young, la prima e più influente studiosa del fenomeno a livello globale. Si devono verificare 5 o più di questi effetti per un periodo superiore a 6 mesi.

1. Salienza

La persona è eccessivamente assorbita da Internet: il Web è diventata la principale attività e anche il principale pensiero; anche quando non si è connessi si pensa a quando succederà di nuovo; è un’ossessione che decide tutti i ritmi della giornata. Facciamo tutto in funzione del momento in cui potremo andare online.

2. Effetto tolleranza

Come per le sostanze, la dose necessaria alla soddisfazione aumenta; mentre prima bastava qualche ora, dopo servono 6/7 ore; fino all’estremo di persone dipendenti dai videogiochi online che sono connessi anche per 24/36 ore di seguito

3. Mancanza di controllo

La persona ha provato a ridurre il tempo o a non frequentare determinati siti ma non ci riesce, l’ossessione è più forte e fa perdere il controllo. Non è più l’uomo che controlla la tecnologia, ma la tecnologia comincia a controllare la persona.

da Google images

4. Effetto sull’umore

Se provate a togliere la connessione ad una persona dipendente, il suo umore cambierà: diverrà depresso, nervoso, irritabile e minaccioso.

5. Perdersi in Rete

La persona perde la cognizione del tempo, del tutto incapace di distinguere se è rimasto online per mezz’ora o tre.

6. Conseguenze sulla vita offline

La persona rende meno a lavoro e rischia di comprometterlo; perde o scialacqua somme di denaro; si isola e si chiude in casa, dove ha numerosi litigi con partner, famiglia o amici; oppure tali relazioni iniziano a perdersi perché si passa troppo poco tempo con loro a favore del Web.

7. Nascondersi

Dire bugie sul quanto è stato connesso e per quale motivo (“Ho fatto una ricerca su Google per la tesi” è una motivazione più accettabile che “ho giocato 6 ore a Call of Duty“). Oppure connettersi quando si è da soli – di notte, al lavoro – o sfruttando gli spazi (chiudersi in bagno).

8. Fuga dai problemi

Internet viene usato come mezzo per sfuggire dai problemi o per alleviare le emozioni negative (per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione)?

E ora?

ATTENZIONE! Se vi riconoscete in questi aspetti non siete AUTOMATICAMENTE Internet-dipendenti. Consultate degli esperti!