Dopo lo “scandalo” provocato con You’re on di cui vi abbiamo già parlato, Diet Coke va avanti con la campagna unconventional correggendo il tiro e ispirandosi all’American Dream.
Da bevanda dietetica dalla quale essere assuefatti, Diet Coke cerca di cambiare il suo posizionamento proponendosi come elisir per il successo, la nuova “bevanda dei campioni”. Ma invece che rivolgersi a ragazzoni tutti muscoli e portati per il Football o a odierni Leroy che sognano Broadway, punta sugli ingegnosi nerd che approdano nella Silicon Valley, sperando di ricalcare il successo di Jobs e Zuckerberg.
Che siate dei giovani ingegneri informatici o che siate dei web designer in cerca di fortuna e senza un soldo per far partire la vostra azienda, quando approderete nella valle del silicio non dimenticatevi di bere Diet Coke. Parafrasando Jobs: “Siate affamati ma dissetatevi con Diet Coke“.
Nel corso del 2013 l’editoria e la vendita dei libri su carta hanno subito un grave calo, gli acquisti infatti sono diminuiti del 9% rispetto all’anno precedente; che dipenda dalla crisi, dai cambiamenti culturali di questi decenni o dal passaggio al digitale i dati parlano chiaro: aumenta il mercato del libro elettronico che registra un +17% a discapito dell’editoria tradizionale.
Come interpretare i dati statistici
Ciò che sta cambiando, al di là dell’attitudine alla lettura in sé, è il supporto scelto dagli italiani per dedicarsi alla lettura dei loro testi preferiti.
Il fenomeno è presumibilmente riconducibile sia a ragioni di tipo economico che culturali.
Infatti il costo medio di un libro cartaceo è pari a 17,31 euro mentre un titolo digitale a 8,63 euro (dati 2013 al netto di IVA). La seconda ragione spiega, invece, quanto gli spazi e i tempi una volta dedicati esclusivamente alla lettura stiano oggi subendo la crescente concorrenze delle mille tecnologie sempre a portata di mano, e che contribuiscono a cambiare le abitudini di lettura, in particolare dei più giovani oramai più avvezzi a “sfogliare” lo schermo di un tablet che le pagine di un libro.
Ed è proprio per dare nuova linfa ai processi editoriali, per mettere al centro il libro e i suoi lettori che nasce l’idea di Bookabook, sul modello del britannico Unbound e dello statunitense Pubslush, un modello economico partecipativo di finanziamento dal basso completamente dedicata al libro, presentato a Milano il 2 aprile scorso.
Questa è la novità: è sui libri che si investe, e in Italia l’idea nasce dalla passione degli imprenditori Emanuela Furiosi e Tomaso Greco, in collaborazione con gli agenti letterari Claire Sabatié-Garat e Marco Vigevani, responsabili della selezione dei testi inediti.
Come funziona
Chiunque può inviare un testo che sarà valutato dallo staff di Bookabook.
Superata la selezione i lettori diventano editori. Questi ultimi, direttamente dalla piattaforma on line, avranno modo di accedere ad una selezione di libri inediti, di autori già affermati o esordienti, di cui potranno leggere, gratuitamente, l’anteprima.
A questo punto prende il via la campagna di autofinanziamento vera e propria che i lettori decideranno se sostenere o meno; in pratica da loro dipenderà la vita editoriale del testo.
Ogni mese saranno presentati tre inediti e i lettori potranno decidere di investire qualunque somma a partire da un minimo di 3 euro e favorire, anche attraverso i social network, il successo del libro preferito. Perché un testo venga pubblicato, tuttavia, è necessario raggiungere, nell’arco dei 30 giorni previsti, una quota minima, stabilita a monte, e comprensiva del compenso dell’autore, dei costi di redazione e revisione testi, degli aspetti grafici e tecnici e dei costi della piattaforma.
Il lettore non dovrà attendere la conclusione dell’intera campagna per leggere il libro perché sono previsti dei traguardi intermedi che consentiranno l’accesso a nuovi capitoli. Inoltre i lettori, concorrendo al successo dei testi, entreranno a far parte della prima community editoriale italiana, un blog, unico in Italia, in cui autori e lettori entrano in contatto fra loro.
Se l’obiettivo viene raggiunto il libro verrà pubblicato e tutti i contributor ne riceveranno una copia in formato ebook , più una serie di premi a seconda di quanto hanno versato; con 25 euro, ad esempio, all’ebook si aggiunge un caricabatteria per tablet, con 30, il libro in edizione cartacea limitata, autografato dell’autore con tanto di dedica personale e così via. Se, in caso contrario, l’obiettivo non venisse raggiunto i soldi torneranno nelle tasche dei loro proprietari.
Ciò che c’è di eccezionale in questo sistema è la possibilità data al lettore di partecipare in prima persona al successo del testo e la chance degli scrittori di percorrere strade editoriali alternative che, nella fattispecie, coinvolgono il consumatore finale nell’intero processo di making of del libro.
La lettura, grazie a bookabook, non si limita più alla sola esperienza dell’acquisto ma l’intero processo le conferisce un valore aggiunto che è senza prezzo.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Mikokharahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMikokhara2014-04-25 12:00:432014-04-25 12:00:43Bookabook, il primo progetto italiano di crowdfunding dedicato al libro
Era impensabile che un gruppo di volontari part-time desse il via ad una vera e propria rivoluzione. Eppure il progetto Linux, nato da una piccola comunità di programmatori, oggi è alla base di Android, utilizzato da milioni di smartphone e tablet ed installato sui server delle più importanti aziende del mondo.
Nel 1991 Linus Torvalds e il suo team hanno rivoluzionato il mondo dei software diventando tra i maggiori responsabili dell’esplosione della Web Economy.
Grazie a Linux il mondo si è liberato dai software proprietari ed ha intrapreso la strada dell’open source, “L’open Source way”.
Anche il mercato dovrà farci i conti
Tutti i segnali ci portano a dire che nei prossimi anni ci sarà un’accelerazione sulla grande way dell’open source e che sarà portata questa volta dall’hardware.
Da Novena, piattaforma per un computer portatile con hardware open source ad Arduino, il dispositivo ormai famoso in tutto il mondo, i progetti open hardware si moltiplicano, cominciando a far breccia nel mercato e costringendo alcune grandi corporation, si veda Intel o Ara di Motorola (Google), a fare i conti con la nuova via.
Problemi e nodi irrisolti
La differenza fondamentale tra il software e l’hardware open source sta nei costi di produzione: azzerati nel primo caso, fissi e incancellabili nel secondo.
Ciò porta a una serie di difficoltà nello sviluppo sul mercato dell’uno rispetto all’altro e ci spinge a cercare altri eventuali problemi e nodi irrisolti del “nonostante tutto” nascente open hardware market.
Intanto qualsiasi concorrente può copiare il tuo prodotto e distribuirlo a costi minori.
Se il progetto viene sviluppato da una comunità di makers, c’è il serio rischio che rimanga nella nicchia dei geniacci, solitamente con competenze tecniche di gran lunga superiori alla media e disinteressati alle comuni esigenze di utilizzo della massa. Non brevettando difficilmente si arriva a beneficiare di economie di scala, quindi oltre al costo di sviluppo c’è anche un minore introito potenziale.
Cinque modelli di business praticabili
A Fronte di questi problemi si sono sviluppati modelli di business innovativi o sempre più specifici per il settore.
Vendita del prodotto
L’utente può scegliere se acquistare dall’azienda madre o da qualche competitor copione il prodotto che gli intersse o, seguendo il Diy (do it yourself) farselo da sè.
L’utente è spinto ad acquistare dalla casa madre per varie ragioni, in primis la maggiore qualità, la cura nella documentazione, l’assistenza tecnica, e la garanzia che il prodotto venga aggiornato continuamente.
Inoltre le aziende attive nell’openhardware solitamente utilizzano le proprie community o si inseriscono nelle community sfruttandole come vere e proprie leve di marketing (vedi Intel&Arduino sul progetto Galileo).
CrowdFunding
Kickstarter e Indiegogo docet, dove in 40 giorni puoi ritrovarti con un bel po’ di soldi per commercializzare ed industrializzare la tua idea.
Altri business model
Inoltre, si possono generare revenue dalla propria idea di business attraverso la vendita di prodotti complementari coperti da brevetto, oppure utilizzare un marchio registrato per il quale si richiede il pagamento dei diritti ogni volta che viene utilizzato, o ancora, attraverso la vendita di servizi legati all’utilizzo del prodotto, come formazione, consulenza o vendita di manuali per utilizzare al meglio il prodotto.
Certo, questo è solo l’inizio, ed altri saranno i business model che si svilupperanno con questa rivoluzione e che ci porteranno dritti dritti verso l’’internet of things e la comunicazione tra gli oggetti del nostro quotidiano, ma è proprio grazie all’ open hardware che saremo liberi di interagire con la tecnologia senza passare per forza per delle società che hanno sede in California.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ishikawa Goemonhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngIshikawa Goemon2014-04-25 10:41:502014-04-25 10:41:50Cinque business model per l'open hardware
Un altro acquisto rilevante in casa Facebook: questa volta si tratta di Moves, app per registrare la propria attività sportiva.
Secondo Wall Street Journal, che ne ha dato per primo la notizia, Facebook entra così nel mercato del fitness e non solo: l’app Moves, realizzata da ProtoGeo Oy,startup finlandese che ha sede a Helsinki, permette di ottenere molte informazioni sugli utenti che la usano, riuscendo anche a determinare automaticamente se questi stanno camminando, correndo , andando in bicicletta o se sono su un autobus!
L’applicazione funziona in background, raccogliendo i propri dati dall’accelerometro del telefono, poi visualizza i risultati su un’interfaccia minimalista, con ogni attività rappresentata da un cerchio colorato .
Facebook non ha rivelato la somma rilasciata alla startup ma sempre secondo il Wall Street Journal, un portavoce parla di cifre che non hanno nulla a che fare con quelle versate per le acquisizioni che la società ha fatto negli ultimi mesi. Ricordiamo che all’inizio di quest’anno , Facebook ha acquisito WhatsApp per 19 miliardi di dollari e Oculus VR per 2 miliardi di dollari: difficile dunque venire a capo di una cifra attendibile!
Secondo quanto dichiarato sempre da casa Zuckerberg, Moves ha registrato più di 4 milioni di download per le sue app iOS e Android dallo scorso gennaio e sebbene si inserisca in un mercato già molto ampio di applicazioni dedicate al fitness, da RunKeeper a Runtastic fino a quelle più famose prodotte da Nike, questa app ha il pregio di integrarsi perfettamente con tante altre applicazioni create appositamente per ampliarne le funzioni. Inoltre l’app, come abbiamo detto sopra, riesce a distinguere anche i movimenti sui trasporti pubblici.
Per ora Facebook ha affermato che Moves sarà usata solo per aiutare gli utenti a “fare piccoli passi verso abitudini e stile di vita più sani”. Inoltre il team di della società sviluppatrice andrà ad arricchire il già numeroso team di ingegneri che stanno dietro al social network di Zuckerberg. Nonostante ciò, al momento Facebook ha dichiarato che Moves continuerà a funzionare come app stand-alone, ma il pensiero va subito al mondo dei devices indossabili, in particolare a quel Oculus VR appena acquisito.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Naokohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNaoko2014-04-24 19:17:452014-04-24 19:17:45Facebook acquisisce Moves, l'app che registra la tua attività fisica
E’ ancora calda, con quel buon odore d’appena sfornato, la nuova campagna social promossa dalla Tipp-Ex dal nome Social Book, a cura dell’agenzia Buzzman.
Vanta una collaborazione eccellente, quella della star musicale Pharrell Williams ed ha in sé intenti più che meritori, ovvero quelli di aiutare con una raccolta fondi una serie di associazioni che si occupano di istruzione per i bambini in zone di guerra o comunque in luoghi in cui si hanno notevoli difficoltà nel fornire un buon grado di istruzione ai più piccoli.
L’escamotage per il lancio di questa campagna è molto semplice:
Pharrell ha appena scritto un libro nel quale descrive come trova l’ispirazione per i suoi successi. Purtroppo viene affidato nelle mani non tanto sapienti del Cacciatore e dell’Orso (protagonisti già in passato di alcuni spot della Tipp-Ex) i quali, messi alle strette dai fan di Williams, decidono di coprire col correttore il testo del libro per non svelarne i suoi segreti.
A questo punto entriamo in gioco noi utenti. Raggiungendo il sito ufficiale possiamo aiutare la nostra coppia di sbadati eroi a riscrivere il testo, tentando di rimanere fedeli all’originale.
Iscrivendoci tramite i social network potremo avere la possibilità di risultare co-scrittori del libro assieme a Pharrell, più parole riusciamo a trovare tra quelle coperte dal tippex più saremo in alto nella lista dei partecipanti.
Per aiutarci in questo percorso di scrittura/ricerca, L’Orso ed il Cacciatore dissemineranno, sulla pagina Facebook dell’iniziativa e su tutte le piattaforme online, una serie di indizi che ci terranno sempre impegnati.
Una volta completato il libro (che può essere scritto in 5 lingue diverse, italiano incluso), verrà pubblicato e venduto ed il ricavato verrà devoluto totalmente in beneficenza ad organizzazioni che si occupano di istruzione in zone difficili del mondo, al fine di riscrivere attraverso il Social Book le vite di chi ha bisogno di avvicinarsi alla lettura per un riscatto sociale.
Noi Ninja ci sentiamo di appoggiare a pieno questa iniziativa, quindi fate come noi, accorrete sul sito e scriviamo tutti insieme la storia di Pharrell!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Hikari-Kunhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHikari-Kun2014-04-24 18:40:352014-04-24 18:40:35Tipp-Ex e Pharrell Williams in aiuto dei meno fortunati: partecipa al Social Book!
Con l’intento di rendere l’esperienza di acquisto più intrigante, grazie al supporto dello smartphone e affinché si rendano brand e clienti più informati, nasce idOO, un portale che propone un nuovo modo di comunicare tra imprese e consumatori.
Una comunicazione per favorire l’acquisto consapevole
idOO è un servizio per tutte quelle aziende che mettono al centro delle loro strategie un nuovo ed efficiente canale di comunicazione: i prodotti stessi, al fine di intensificare la relazione tra azienda e consumatori.
I prodotti, secondo la vision della startup, sono infatti il principale contatto tra i clienti e imprese, e grazie proprio a idOO diventano il modo migliore e immediato per comunicare il valore, l’identità, la tradizione del brand e tutti quegli elementi che contribuiscono a una decisione di acquisto più sicura, consapevole e che si ripete nel tempo.
Come si usa
Avvicinando semplicemente il proprio smartphone al prodotto desiderato e marchiato idOO con dei particolari sensori apposti sull’articolo, un consumatore ottiene le informazioni che desidera come ad esempio lotto, colore o taglia, e contemporaneamente le aziende recepiscono tutte le notizie di cui hanno bisogno per elaborare i propri business plan.
Puntando proprio sul crescente utilizzo e diffusione dei dispositivi elettronici durante la fase dello shopping, idOO offre alle aziende la possibilità di incrementare i propri profitti e, allo stesso tempo, permette ai consumatori di vivere una nuova e esperienza di acquisto in grado di accompagnarli lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.
Quali vantaggi
Grazie a questa nuova esperienza di fare shopping, idOO attribuisce un’identità unica, non trasferibile e non copiabile a ogni prodotto certificandone l’autenticità.
Il consumatore, infatti, potrà verificarla in qualunque momento e luogo, semplicemente, come già scritto, avvicinando il proprio smartphone ai prodotti dotati di identità idOO.
Inoltre, partendo dall’idea che il posto più logico per trovare tutte le informazioni su un prodotto è il prodotto stesso, l’innovativa applicazione consente di visualizzare veramente le notizie utili di cui il consumatore ha bisogno, come caratteristiche tecniche, costruttive, manuale d’uso, di manutenzione e tanto altro ancora.
Le informazioni acquisite dai clienti e, soprattutto, i feedback rilevati e studiati poi dalle aziende, permettono in seguito di elaborare nuovi modi ed esperienze di fare e proporre marketing, e aumentare il livello di customer satisfaction.
Un nuovo modo di mettersi in contatto con i clienti
Il servizio di idOO restituisce ai brand informazioni statistiche molto importanti per lo sviluppo dei propri business e strategie di vendita, quali la copertura dei territori, bacini di consumo ed esperienza reale del cliente al momento dell’acquisto, potendo così intraprendere iniziative di marketing altamente mirato, come: personalized advertising, mobile couponing, mobile signage, personalized mobile promotion, cross selling e lead generation per e-Commerce.
Il consumatore, invece, sarà costantemente aggiornato e avrà una migliore esperienza di acquisto, più sicura, completa, a vantaggio dei prodotti di suo interesse e dei marchi che li producono.
Recenti ricerche hanno dimostrato che circa il 61% dei consumatori usa lo smartphone mentre fa shopping, e la innovativa piattaforma idOO è nata e studiata proprio per far fronte a questa esigenza. Con tutti questo presupposti, sarà un successo? Staremo a vedere.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Akikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAkiko2014-04-24 18:25:102014-04-24 18:25:10idOO, il nuovo modo di comunicare tra imprese e consumatori
Buone notizie per il patrimonio culturale dell’umanità: il Vaticano ha annunciato di aver trovato un partner importante per il programma di digitalizzazione dei manoscritti della Biblioteca Apostolica, conosciuta anche come la “Biblioteca dei Papi”.
La NTT Data Corporation, azienda tecnologica giapponese, si occuperà della prima fase del lavoro e digitalizzerà 3000 manoscritti entro il 2018. Il costo? Circa 18 milioni di euro. L’azienda impiegherà 50 persone (italiani e giapponesi).
Il progetto complessivo è più ambizioso: digitalizzare l’intero patrimonio della Biblioteca, valutato in 82000 manoscritti per un totale di 41 milioni di pagine.
Nella prima fase la NTT digitalizzerà pezzi come il Virgilio Vaticano, codice del 400 d.C. e un manoscritto atzeco del XV secolo,
giusto per far capire di che tesori stiamo parlando.
Durante la conferenza stampa di presentazione, entrambe le parti hanno espresso soddisfazione: “Abbiamo accolto volentieri la collaborazione di NTT Data per favorire l’ulteriore sviluppo del progetto di digitalizzazione dei manoscritti” ha detto monsignor Cesare Pasini, prefetto della Biblioteca. “Siamo lusingati di prendere parte a questa iniziativa storica, voluta dalla Biblioteca Apostolica Vaticana per preservare tesori di inestimabile valore per l’umanità” ha ribattuto Toshio Iwamoto, CEO di NTT Data.
L’azienda garantirà alta definizione dei documenti e sicurezza dei dati. Inoltre, le applicazioni saranno a risparmio energetico.
Completano il tutto un’interfaccia user-friendly, gestione dei metadati e algoritmi di ricerca ottimizzati.
Questo processo di digitalizzazione dei manoscritti del Vaticano segue le iniziative ufficiali in ambito “digital” degli ultimi anni: l’apertura degli account Twitter (Vatican.va e Pontifex) e l’utilizzo delle app ufficiali per smartphone (PopeApp, Vatican.va e quelle per l’evento della Canonizzazione) su tutte.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Hivoakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHivoaki2014-04-24 18:03:352014-04-24 18:03:35Vaticano, al via la digitalizzazione dei manoscritti
Secondo un recente studio, il viaggio è l’argomento più popolare su Facebook. I social network hanno cambiato profondamente il nostro modo di viaggiare. Oggi non è più un’esperienza privata, da condividere con una ristretta cerchia di amici e parenti al ritorno, ma qualcosa che sentiamo il bisogno di raccontare in tempo reale, a tutti.
Ma c’è dell’altro. Secondo questo studio, Facebook ci farebbe venire voglia di viaggiare di più. La metà degli intervistati, infatti, ha dichiarato di aver spesso cominciato a progettare un nuovo viaggio dopo aver visto i post di qualche amico. E se Facebook ci aiutasse a organizzare il nostro prossimo viaggio?
I social network sono un ottimo mezzo per mantenere i contatti con amici e familiari che vivono lontano, ma vederli di persona è sicuramente meglio. Per questo Momondo, un motore di ricerca per voli e hotel economici, ha creato Friend Compass.
Con questa nuova funzione dell’app Momondo è possibile in pochi tap trovare i voli low cost più convenienti per andare a trovare i propri contatti Facebook e acquistarli direttamente dal proprio smartphone.
Grazie alla tecnologia GPS, Friend Compass funziona come una vera e propria bussola e ti segnala dove vivono attualmente i tuoi amici, in che direzione si trovano e quanto distano da te. Ti dice inoltre qual è la meta più popolare tra le destinazioni possibili, qual è quella col clima più caldo/freddo e quanto costa il volo per arrivarci.
Le città indicate sulla mappa interattiva possono essere filtrate selezionando le voci “nazione” “locale” o “globale”. Se all’app viene impedito di accedere ai dati del profilo Facebook, o se si seleziona la modalità “city view“, mostrerà semplicemente una mappa delle principali città del mondo e le indicazioni per raggiungerle.
Momondo ha avuto senza dubbio una buona intuizione e ha saputo unire due aspetti che sono ormai propri del viaggio, sempre più dipendente da social e mobile. Di motori di ricerca e comparatori di compagnie aeree e hotel ce ne sono tantissimi, ma grazie a Friend Compass Momondo ha certamente guadagnato punti.
E voi che ne pensate? Trovate utile un servizio del genere?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Midorikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMidoriko2014-04-24 15:00:542014-04-24 15:00:54Friend Compass: l'app per volare low-cost dai tuoi amici Facebook
Lo sapete vero che ai Ninja piace unconventional? Ecco perché sulle nostre pagine potete sempre essere aggiornati sulle ultime campagne viral, guerrilla, ambient che ci fanno sorprendere.
In occasione del Corso in Aula in “NON-CONVENTIONAL & VIRAL MARKETING” ideato dalla mitica Ninja Academy, la sezione Marketing ha pensato di regalarvi una campagna non convenzionale al giorno, per celebrare i creativi che negli ultimi anni l’hanno fatto strano e per fornirvi una dose giornaliera di creatività!
Quindi da oggi fino al 9 Maggio vi proporremo una dose giornaliera diunconventional marketing, siete pronti?
TNT: Push to add drama
Era il 2012 quando la rete TNT è approdata in Belgio ed ha assunto l’agenzia Duval Guillaume Modem per introdurre il marchio ad un nuovo pubblico. Con il video “A dramatic surprise on a quiet square“, l’azione di ambient marketingPush to Add Drama è diventata virale imponendosi come una delle campagne più creative degli ultimi anni.
Ricordate ‘A dramatic surprise on a quiet square‘?
L’anno seguente, la rete è giunta anche nei Paesi Bassi e la Duval Guillaume Modem ha deciso di replicare il successo con ‘A dramatic surprise on an ice-cold day‘.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2014-04-24 14:00:442014-04-24 14:00:44Un unconventional al giorno toglie la noia di torno [-15 al corso in "NON-CONVENTIONAL & VIRAL MKTG]
L’immagine di un’azienda è segnata dalla sua storia, dai successi e dai fallimenti.
Cosa ti viene in mente se pensi, per esempio, ad Apple? Il collegamento è immediato: Steve Jobs, giovane visionario e curioso che con passione, tenacia, fallimenti e spirito di sacrificio ha portato al successo quella che oggi è l’impresa più capitalizzata del mondo, semplicemente credendo nei propri sogni.
Questo ci dimostra che ciò che un’impresa da raccontare, la storia di come da un’idea si è passati alla realtà, interessa più di quello che crediamo.
storytelling
Lo storytelling di un’azienda ne influenza l’immagine, la visibilità, e la percezione dei consumatori. Dunque saper raccontare la nostra storia può essere un efficace strumento di marketing. Ecco 5 consigli:
1. Raccogli tutte le informazioni possibili
Cerca vecchi libri e documenti, parla con i dipendenti e rivedi annunci e campagne di marketing precedenti. Cerca tutto il materiale possibile che ti aiuti a suscitare ricordi.
Tieni, inoltre, un vero e proprio diario degli eventi importanti dell’azienda che ti aiuterà a creare ed aggiornare il racconto.
2. Metti tutto ciò che hai trovato in ordine cronologico
Crea una vera e propria linea del tempo evidenziando grandi eventi, risultati e traguardi.
Ma attenzione: less is better. E’ naturale farsi prendere dalla rivisitazione della storia ma non è necessario aggiungere troppe informazioni, sii breve e conciso.
3. Cerca di trasmettere ciò che ha ispirato i fondatori
Spiega perché quella particolare attività è stata scelta, le difficoltà affrontate nel tempo e gli ostacoli superati. Condisci il tutto con aneddoti personali e citazioni.
Scrivi la vostra storia con la stessa passione con cui è stata creata la società, questo creerà un legame emotivo con i consumatori. Ricorda, inoltre, che anche una “bugia bianca” può rovinare il racconto e farvi perdere credibilità, quindi meglio essere sinceri e veri.
E non dimenticare di tenere gli occhi puntati al futuro.
4. Fai delle prove
Prima di pubblicare la storia, chiedi ad alcune persone esterne all’azienda di leggerla come se fossero potenziali investitori o clienti e vedi se ciò che hai scritto li interessa. Migliorala finché non va.
5. Non dimenticare il formato della pubblicazione
Può essere un semplice opuscolo da consegnare ad ogni evento o un libretto rilegato usato nelle ricorrenze speciali. Prepara diverse versioni della storia aziendale, di diverse lunghezze e con diversi dettagli. Sceglierai di occasione in occasione quale utilizzare.
Parla per immagini, usale per evidenziare i momenti più importanti. “Una pecora” è più facile ricordare che “un caprino quadrupede produttore di lana”.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Eugenio Pezonehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEugenio Pezone2014-04-24 13:00:312014-04-24 13:00:315 consigli su come raccontare la storia della tua azienda
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