Vi ricordate di Wendy Tsao, la fondatrice del Child’s Own Studio di cui vi avevamo parlato tempo fa proprio qui su Ninja Marketing? Con tanta passione e creatività, l’artista (nonché mamma) ha avviato un business realizzando deliziosi peluches del tutto fedeli ai disegni di quei bambini che ne avessero fatto richiesta sul suo sito.
Questa volta vi raccontiamo una storia analoga: quella di due studenti della Kingston University che, come Wendy, credono fermamente che l’immaginazione dei bambini sia insuperabile e possa diventare l’origine di manufatti altrettanto creativi. Jack Beveridge e Joshua Lago, infatti, durante una lezione d’arte tenuta a una classe di bambini di sette e otto anni hanno chiesto semplicemente: “Disegna una sedia”.
Nonostante il tema possa sembrare agli occhi di noi adulti abbastanza banale, i bambini hanno liberato il loro estro, disegnando la sedia dei loro sogni. Come prevedibile, il risultato si è avvicinato più alla fantasia che alla realtà, eppure ciò è stato tutt’altro che un ostacolo per i due studenti, che hanno deciso di usare i disegni come bozzetti per la realizzazione di sedie vere.
Il progetto prende il nome di Children’s furniture e ruota intorno all’idea di realizzare dei complementi d’arredo reali partendo dai disegni dei bambini, nel tentativo di esplorare la loro immaginazione e renderla palpabile.
Due dei disegni sono stati già realizzati, ma il progetto dei due artisti è solo agli inizi: staremo a vedere!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Manuramakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngManuramaki2013-07-03 10:30:542013-07-03 10:30:54Disegna una sedia: gli scarabocchi dei bambini diventano realtà!
I video musicali sono sempre più occasione di sperimentazione di nuove forme di regia e realizzazione, soprattutto nello scenario indie pop e delle tante band emergenti che hanno la possibilità di promuoversi anche con questi mezzi e senza investimenti proibitivi. L’ultimo caso notevole è rappresentato dai Moones, band inglese che ha appena diffuso il video interattivo “Better energy – Drunk in session“.
Scenografia e inquadrature sono basiche, fisse, quasi noiose, come se ci trovassimo ad una festa riuscita non proprio bene. Ma come in ogni festa, prima o poi arriva l’alcool. Ben 4 livelli etilici, ad essere precisi. Grazie alle annotazioni sullo schermo potete scegliere di continuare a vedere il video a diverse gradazioni alcoliche, come se la band avesse assunto 20, 40, 60 o 80 birre.
Bando alla ricercatezza dunque, ma l’intrattenimento è assicurato, no? 🙂
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-07-02 18:00:092013-07-02 18:00:09Annotazioni, alcool e rock'n'roll nel video dei Moones [VIDEO]
Bonzart ha deciso di regalare agli appassionati di vintage due chicche tecnologiche in veste retrò: la Lit Mini LCD Digital Camera e la Ampel Tilt-Shift Twin Lens Digital Camera.
Quali sono le caratteristiche tecniche dei due dispositivi?
La Lit è una colorata macchina fotografica semplice da usare che permette di scattare foto e realizzare video di buona qualità, con la possibilità di aggiungere effetti speciali in tempo reale. Schermo LCD, lente da 3 Megapixel, stile minimal: scommettiamo che non passerà inosservata?
Ma il pezzo forte è la Ampel Tilt-Shift: sembra un giocattolino, ma dà la possibilità di scattare foto tilt-shift, ovvero foto miniaturizzate, tecnica che di solito richiede l’uso di apposite lenti, molto costose, oppure abilità nell’usare Photoshop.
Il dispositivo è dotato di due lenti: una lente che scatta foto normali, in 4:3 o 1:1, e un’altra che scatta foto tilt-shift. Completano il tutto una fotocamera da 5 megapixel, la possibilità di creare video in HD da 720p, zoom digitale da 4x e cinque differenti possibilità di effetti: seppia, bianco e nero, standard, vivid e REF. Chi lo desidera, inoltre, può integrare le funzionalità della Ampel con un obiettivo grandangolare magnetico.
Lo so, lo so che voi fotografi con il pallino del vintage fremete dalla voglia di averla… in attesa che sia commercializzata anche in Italia, gustatevi il video che spiega le funzionalità della fotocamera!
I prezzi? La Bonzart Ampel Tilt-Shift Twin Lens Digital Camera è acquistabile a 180 dollari, mentre la Bonzart Lit Mini LCD Digital Camera costa 50 dollari.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/07/Bonzart-Lit-e-Ampel.jpg400600Hivoakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHivoaki2013-07-02 16:00:132013-07-02 16:00:13Bonzart Lit e Ampel Tilt-Shift: fotocamere ad alta tecnologia in salsa vintage
Immaginate di camminare per strada e imbattervi in un grande, lucente, fiammante frigorifero rosso. Provate ad aprirlo ma quello proprio non vuole saperne. L’unica vostra speranza é che nei dintorni ci sia un volenteroso canadese disposto ad aiutarvi, perché quello di cui parliamo é il frigo dell’ultimo ambient della birra canadese Molson.
I creatori di questa iniziativa hanno piazzato l’elettrodomestico in diverse località europee allo scopo di promuovere la bevanda che, in ogni sua comunicazione, lega fortemente la sua identità a quella del territorio in cui viene prodotta e, di conseguenza, delle persone che la popolano.
Anche questo format, che ha ambizioni internazionali, parla prima di tutti ai canadesi (ed infatti il promo é stato diffuso a ridosso del Canada Day), chiudendosi il video con la head “Here’s to being proud of where you are from“. Storici slogan del brand sono infatti “This is our beer” o “This is our land“. Alla campagna é stato associato, a riconferma di ciò, anche l’hashtag #iamcanadian.
Una comunicazione progettata per conquistare un posizionamento preciso sul mercato, alla stregua di altri marchi del settore che hanno fatto della propria provenienza il loro punto di forza, come ad esempio Guinness.
Cosa ne pensate di questo approccio comunicativo?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-07-02 15:41:242013-07-02 15:41:24L'ambient patriottico di Molson Canadian in giro per l'Europa [VIDEO]
Points è uno step ulteriore nell’integrazione tra vita quotidiana e mondo digitale. L’idea di base è abbastanza semplice ma le sue molteplici applicazioni la rendono efficace e a suo modo particolare: immaginate una segnaletica stradale in grado di sapere sempre cosa accade nella vostra città attraverso l’integrazione di social network quali Foursquare, Twitter e RSS feed. Basta questa semplice premessa per capirne il potenziale.
Points non è nient’altro che un segnale stradale con tre braccia girevoli su cui sono posti tre display. Le informazioni mostrate sono interamente personalizzabili, permettendo di fornire indicazioni che si aggiornano in real time.
A questo si aggiunge un menu alla base che cambia durante la giornata, permettendo di selezionare topic utili in base all’ora del giorno.
Concerti, conferenze ed eventi dal vivo non saranno più le stesse. Basterà buttare uno sguardo verso un segnale Points e l’utente potrà sapere in quale direzione è il palco del suo cantante preferito, oppure scoprire immediatamente se una conferenza è stata spostata da un padiglione all’altro. Insomma con Points sarà estremamente più difficile perdersi.
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https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/07/points_1.jpg4601105Kahlhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKahl2013-07-02 12:30:462013-07-02 12:30:46Points: segnaletica stradale "social" aggiornabile in real time
L’anno scorso, lo street artist Kidult ha vandalizzato con la sua bomboletta spray il negozio Marc Jacobs di Soho con la scritta “ART” a grandi lettere. La reazione dello stilista è stata sicuramente inaspettata, visto che, piuttosto che chiamare la polizia, ha scattato una foto al negozio vandalizzato e l’ha stampata sulle delle t-shirt “Art by Art Jacob$” che ha venduto in edizione limitata a 686 $.
Mr Jacobs ha mostrato che non sempre la vendetta è un piatto che va servito freddo e che reagire in maniera ironica è il modo migliore per approfittare del buzz creatosi intorno all’evento, seppur apparentemente negativo per l’azienda.
Chiaramente infastidito dal fatto che la sua dichiarazione contro il lusso e il consumismo fosse stata sovvertita, Kidult ha twittato minacciosamente, “@MarcJacobsIntl Giochiamo…? Ma non giochiamo seguendo le stesse regole!”
Una vera e propria dichiarazione di guerra! E, infatti, dopo qualche giorno è arrivata anche la sua t-shirt ‘Not Art by Kidult’, a poco meno di 7 euro.
Sono passati mesi, ma a quanto pare l’artista francese non si è arreso ed ha sferrato un secondo attacco ad uno store di Jacobs, stavolta quello di Parigi.
Il messaggio scelto stavolta è “686”, in riferimento al prezzo della t-shirt di Jacobs, circondato da tanti simboli del dollari, a caratteri cubitali e verdi.
Ancora una volta, Marc Jacobs ha risposto all’attacco del writer con umorismo:
E come previsto, viene sferrato anche il contrattacco con una foto dei dipendenti dello store di Parigi insieme al presidente Robert Duffy mentre indossano cappelli bianchi stampati con il tag “686” e le t-shirt “Art”.
È arrivata anche la t-shirt celebrativa, venduta a 686 dollari” unsigned “e 430 “signed”.
Questa iniziativa fa sorgere non pochi dubbi. Perché la versione firmata costa meno di quella non firmata? Ma soprattutto, firmata da chi? Considerata la più che tempestiva risposta dell’azienda, che ci sia qualche accordo tenuto ben nascosto? Eppure Marc Jacobs non è stata l’unica vittima di Kidult. Voi che ne pensate?
Attendiamo con curiosità il prossimo attacco!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2013-07-02 12:05:362013-07-02 12:05:36Kidult vs Marc Jacobs: la battaglia a colpi di bomboletta spray e t-shirt
Pensate a quante app vengono scaricate ogni giorno rispettivamente da App Store o Google Play. Eppure nessuno degli utenti che scaricano applicazioni guadagna un centesimo, esclusi gli sviluppatori e i gestori degli store ovviamente.
In un paio d’anni l’accesso al web e l’utilizzo dei social network sono diventati sempre più mobile, e l’utilizzo di tablet e smartphone è parte integrante delle nostre abitudini quotidiane.
E’ su questi presupposti che si è arrivati a ideare Rippln, una piattaforma che preannuncia il cambiamento nel modo di lavorare sia online che offline. Rippln fornisce applicazioni per smartphone e utilizza lasocial influence di ogni utente giocando sullo sviluppo di connessioni virali per espandere il proprio pubblico di utenti.
L’intento è riuscito alla perfezione; in soli 30 giorni ha superato la soglia di 500 mila iscritti!“Get in the ripple!” suggerisce il pay-off, ovvero far parte della fluttuazione. Avete presente il lancio di un sasso nell’acqua? Immaginate di far parte di quelle onde che si propagano dal centro verso l’esterno! 😉
Come si entra a far parte della Rippln community?
In questa prima fase l’iscrizione a Rippln è gratuita. Per entrare serve un invito da parte di una persona conosciuta o che almeno sia in possesso del nostro indirizzo e-mail o numero telefonico. All’interno dell’invito verrà fornito un codice di accesso da inserire qui per poter far parte della community di Rippln.
Attenzione! L’invito ha validità di 24 ore dall’invio, dopodiché scade e si deve attuare nuovamente la procedura.
Attualmente la piattafaroma è in fase di popolamento con nuovi players, ovvero, coloro che saranno attori delle promozioni per creare una solida rete sociale.
La seconda fase coincide con la diffusione delle app. Verrà garantita la possibilità di comunicare le proprie preferenze con la rete di amici costruita in precedenza.
In questa fase gli utenti si divideranno in:
• Rippln Player: gli attori delle promozioni che generano le ondate e ottengono compensi;
• Rippln Fan: tutti i semplici utilizzatori che godranno delle promozioni e dei contenuti speciali dell’applicazione.
Seguirà la terza fase con il lancio ufficiale della piattaforma Rippln Ecosystem, in cui gli utenti potranno effettuare download, condividere contenuti, acquistare e-book, app e molto altro.
Laquarta fase sarà lo step finale, ovvero quello che darà la possibilità di vendere e promuovere i propri prodotti e servizi attraverso il network Rippln che è stato creato durante le fasi precedenti per trarre un beneficio economico dall’utilizzo di questa piattaforma!
Da dove derivano i guadagni e quali sono i vantaggi?
I guadagni verranno generati dalla vendita di estensioni, applicazioni, pubblicità e da altre tipologie di transazioni commerciali, oltre che dal Rippln Effect generato dall’influenza sociale di ciascuno.
Grazie a questa piattaforma:
Avrete la possibilità di toccare con mano una nuova tecnologia “virale”;
Potrete far parte della cerchia ristretta dei promotori;
Avrete la possibilità di invitare 5 amici ad unirsi alla community di Rippln per poi allargare la cerchia.
Guadagnerete diventando sponsor delle diverse applicazioni percependo una percentuale sui nuovi iscritti. Un effetto domino che ha inizio proprio da voi: dopo i primi 5 inviti sarà possibile effettuarne altri 5 e così via.
Le schede inviti abilitate saranno visibili nell’apposita pagina inviti. Cliccando su ognuna di esse potrete scoprire i gradi di influenza delle persone che hanno accettato il vostro invito e quanti altri nuovi utenti hanno fatto partecipare.
Altre pagine che troverete all’interno della piattaforma saranno dedicate ai video tutorial e al marketing (in attesa dello sblocco ufficiale).
Un nuovo social network dalle mille possibilità economiche, che mette al centro le persone e ne valorizza in termini economici la propria rete sociale.
In questi giorni si è tenuta una sorta di marcia virale per raggiungere un milione di utenti. Guardando la Pagina Facebook ufficiale di Rippln sembra stia portando a ottimi risultati non credete?
Con un team composto dal CeoBryan Underwood accompagnato da Adam D’Angelo, genio dell’informatica con un passato nei social da invidia, e un buzz del genere il successo sembra assicurato.
Qual è la vostra impressione a proposito di Rippln, lo scegliereste per il vostro business?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/07/Rippln_piattaforma_web_social_guadagnare.jpg386702Monia Catellanihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMonia Catellani2013-07-02 11:36:522013-07-02 11:36:52Rippln: cos'è e come si può guadagnare grazie alla social influence
Blur, Skunk Anansie, Editors, Bat for Lashes, Nick Cave & Bad Seeds, Franz Ferdinand, Biffy Clyro, Peter Bjorn & John, Mika, David Guetta, Empire of the Sun, The Gaslight Anthem, Tame Impala, Ska-p, Bad Religion, Linea77 e tanti, tanti altri gli artisti presenti per il festival europeo della musica per eccellenza il SZIGET Festival 2013!
Avete capito bene, dal 5 al 12 agosto torna lo SZIGET Festival: il più grande d’Europa!
L’unica manifestazione che dal 1993 mixa nella giusta dose: pop, rock, metal, hip hop, blues, raggae, afro, world music, folk, elettronica, jazz, classica ed ogni altra sperimentazione sonora e non, tutto sull’isola di Obuda a 2 km dal centro di Budapest che in questo periodo prende vita come città a sè stante.
Infatti il Sziget non è solo musica, è anche teatro, installazioni, mostre, danza, rassegne video e cinematografiche, sport estremi, tattoo e piercing point, cucina internazionale e soprattutto un punto d’incontro di culture e tendenze disparate.
Ricapitoliamo: dal 5 al 12 agosto l’isola Obuda di Budapest si trasforma per dare vita allo SZIGET Festival 2013 per sette giorni di musica e spettacoli no-stop!
Be Ninja … and go to Sziget!
Quindi, tante belle cose e sicuramente tante bella gente e musica ma … per andarci?
Per andarci è facile, basta essere Ninja!
Lascia un commento a questo post o su Facebook rispondendo alla domanda facile, facile ma solenne “Perchè vuoi andare allo Sziget?” e l’autore del commento più creativo – a nostro insindacabile giudizio! – avrà UN INGRESSO GRATUITO al festivalper tutta la settima con campeggio incluso!
Quindi 1, 2, 3 via col contest!
Ah, avete tempo fino alle 11.00 di giovedì 4 luglio… quindi sbrigatevi!
Nel frattempo un assaggio della scorsa edizione, giusto per farvi capire cosa vi attenderà o cosa vi perderete!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Osakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngOsaki2013-07-02 11:00:362013-07-02 11:00:36Sziget Festival 2013: Be ninja... e vinci un ingresso al festival! [GIVEAWAY]
Ogni giorno, l’umanità crea 2,5 quintilioni di bytes di dati (per darvi un’idea, un quintilione corrisponde a un miliardo di triliardi, ovvero 10 elevato alla trentesima potenza!), una quantità che si espande sempre più velocemente e dalla quale le imprese stanno cercando di trarre il maggior numero di informazioni, con l’obiettivo di effettuare analisi predittive e cercare di individuare dei trend di consumo potenzialmente interessanti.
Il concetto di Big Data è stato coniato proprio per descrivere questo fenomeno: una grande aggregazione di dati proveniente da molteplici fonti (customer data, competitive data, online data, ecc.), la cui mole richiede strumenti specifici per essere aggregata, analizzata ed interpretata. Il vantaggio dell’analisi dei Big Data sta nel fatto di poter effettuare delle interrelazioni tra le diverse fonti, fornendo informazioni impossibili da ottenere da un’analisi su piccole serie di dati.
È intuibile quanto i Big Data possa essere una risorsa per tutti i marketer: occuparsi di analisi di mercato ed effettuare delle previsioni fondate e verosimili è ormai diventato un fattore critico di successo, specialmente per gli analisti che operano nell’ambito dei cosiddetti “fast moving consumer goods”. Grazie al monitoraggio dell’immensa mole di dati proveniente dal Web, ad esempio, è possibile monitorare costantemente il sentiment del mercato per determinati prodotti, capire come hanno reagito determinati segmenti al lancio dell’ultima novità del nostro concorrente, oppure individuare potenziali crisi o contestazioni prima che diventino irrisolvibili.
Una recente ricerca condotta da SAS e dal CMO Council negli USA mostra che la maggior parte dei direttori marketing ha utilizzato i Big Data per effettuare analisi predittive sui propri clienti (71%), cercando di individuare e colpire al meglio i segmenti di mercato più profittevoli. Una buona parte ha svolto delle analisi per profilare in maniera migliore i propri clienti (53%), individuando in maniera più precisa le loro abitudini. Quasi la metà, invece, ha utilizzato i Big Data per migliorare il proprio customer service e monitorare i feedback dei clienti, mentre il 42% dei marketers intervistati monitora costantemente le attività dei propri clienti sui social media.
In ogni caso, la diffusione di questa tendenza, che sta offrendo ai marketers nuove incredibili opportunità, pone anche nuovi problemi: analizzare grandi quantità di dati cercando di trarre informazioni rilevanti è un’operazione difficile, che spesso può intrappolare i marketers più curiosi in lunghe analisi, non sempre utili. Il 61% degli intervistati della ricerca precedente, infatti, dichiara che i Big Data nasconde dei grandi ostacoli e che la propria impresa ha ancora molta strada da fare per sfruttare questa opportunità. Se a questa percentuale si aggiunge che un ulteriore 5% degli intervistati ha dichiarato che i Big Data rappresenta esclusivamente un grande ostacolo e non una opportunità, allora si può dedurre che i marketers abbiano solamente iniziato a scoprire questo mondo e stiano solo intuendo le possibilità che offre.
Per evitare di disperdere tempo e risorse, ci sono 7 punti chiave che possono aiutare chi vuole sfruttare i Big Data per ottenere informazioni rilevanti, utili anche per tutti gli analisti che per lavoro devono spesso effettuare delle analisi su fonti più “compatte”:
Porsi le domande giuste
Prima di iniziare a raccogliere dati è sempre bene chiarire cosa si vuole cercare. Essendo più consapevoli di ciò che si vuole, ci saranno maggiori possibilità di trovare i dati di cui si ha bisogno. Grazie i Big Data si può scoprire, ad esempio, che porzione del mercato è più fedele ad una determinata marca, o che tipologia di consumatore potrebbe essere più propensa a comprare un dato prodotto. Chiarirsi le idee serve anche a dare delle priorità agli oggetti di analisi e distribuire le risorse (tempo e denaro) su quelli più importanti.
Definire come verranno utilizzate le informazioni
Le analisi dovranno essere effettuate con cadenze periodiche? Oppure serve un’analisi focalizzata su uno specifico caso, il lancio di un nuovo prodotto? Rispondere a queste domande può dare un’idea migliore di come organizzare il lavoro e renderlo più efficiente.
Pensare oltre alla domanda iniziale
Dopo che l’analisi avrà risposto alla domanda iniziale potranno sorgere ulteriori spunti. Per questo motivo sarà importante strutturare i dati in maniera tale da ottenere diversi livelli di dettaglio, in modo da poter rispondere alle domande che la prima analisi ha fatto sorgere.
Identificare le diverse fonti di dati che necessitano di essere collegate
Una volta chiarito l’output che si vuole ottenere si deve stabilire che fonti di dati sono necessarie per l’analisi. L’operazione può non essere banale, perché dopo aver identificato le fonti, i dati devono essere formattati in modo da essere utilizzati dai diversi tools che solitamente si usano per le analisi su grandi basi di dati.
Organizzare le proprie fonti di dati
Disegnare una mappa di semplice interpretazione, in modo da avere sempre presente da dove provengono i dati. In questo modo si renderà più chiaro e semplice il lavoro anche per i propri superiori e colloaboratori.
Scegliere i tools giusti per la propria organizzazione
Gli strumenti per analizzare grandi moli di dati possono essere diversi, e la scelta di quella più adeguata può non essere banale. Molte piattaforme, come quelle fornire da Oracle ed IBM sono pensate per grandi imprese, ma ci sono anche suite relativamente più economiche, come Jaspersoft o Pentaho BI. Anche Google offre un servizio per effettuare analisi sui Big Data (Google BigQuery), peraltro con politiche di pricing flessibili.
Stabilire come dovrà essere rappresentato l’output
In questo modo si avrà già un’idea di come potranno essere utilizzate le rappresentazioni dei data set e che informazioni potranno essere individuate dalla loro lettura.
Nonostante le difficoltà che i marketers stanno incontrando siano palesi (basti tenere presente i dati della ricerca citata in precedenza), le analisi effettuate su fonti di dati sempre più grandi sarà una prassi che andrà sempre più consolidandosi nel tempo. Un buon marketer dovrà quindi essere sempre più ottimo analista, e perché no, essere sempre più incline alla sperimentazione, alla scoperta e all’utilizzo dei nuovi strumenti che l’information technology gli saprà offrire.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/06/Big-Data.jpg13001890Massimiliano Brunellihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMassimiliano Brunelli2013-07-02 10:30:012013-07-02 10:30:01Marketers e Big Data: istruzioni per l'uso
Pensate che la vostra città sia degna di fregiarsi del titolo di Capitale Verde Europea? Se vivete in Italia, e soprattutto in una delle grandi metropoli, le probabilità che il vostro pensiero vada in questa direzione sono scarse, giusto per non voler eccedere in pessimismi.
L’edizione 2015 del premio “European Green Capital Award 2015”, assegnato pochi giorni fa, è andato alla città inglese Bristol, situata nel sud-ovest della Gran Bretagna, a circa un’ora e mezza di automobile da Londra. Un nome che non evoca sostenibilità e verde, spesso associati a capitali del nord Europa come Stoccolma, Copenaghen oppure Oslo.
Eppure la cittadina inglese l’ha spuntata su altre pretendenti, ed in particolare le altre tre finaliste: Brussels, Glascow e Ljubljana. I principali criteri di valutazione sono legati ai cambiamenti climatici, trasporti, verde urbano, inquinamento acustico, natura e biodiversità, qualità dell’aria, gestione dei rifiuti, gestione delle risorse idriche, innovazione ecologica.
Perché è rilevante?
Quella promossa dalla Commissione Europea potrebbe sembrare l’ennesima stucchevole manifestazione autocelebrativa di città autoreferenziate, oppure come la scusa per far apparire l’ennesimo ufficio o dipartimento europeo dedicato alla sostenibilità ambientale con scarsi effetti concreti. Potrà anche darsi, ma il tema sollevato è di cruciale importanza strategica.
Entro il 2030, 5 miliardi di persone (ovvero il 60% della popolazione mondiale), vivrà in ambiti urbani. Questi saranno potenzialmente responsabili di consumi di risorse ed emissione di gas serra senza precedenti. La maggior parte delle grandi capitali occidentali hanno un prodotto interno lordo maggiore del complessivo generato da alcuni paesi in via di sviluppo come ad esempio la Birmania.
Il piazzamento delle città italiane
E le Italiane? Nessuna risulta tra le finaliste di nessuna edizione dal 2007 ad oggi, ma ci piace pensare l’assenza sia dovuta alla mancata iscrizione alla competizione da parte degi amministratori locali, magari non al corrente dei vantaggi in termini di visibilità, reputazione, turismo ed impresa che questo riconoscimento può portare. C’è anche un’altra spiegazione: fino ad oggi le città partecipanti dovevano avere più di 200.000 abitanti, requisito che tagliava in pratica fuori alcune delle eccellenze italiane in ambito di sostenibilità urbana (ad esempio, Bolzano e Piacenza, spesso menzionate da classifiche nazionali come esempi di virtuosità).
Il modello Bristol
Non saranno probabilmente grandi parchi o chilometri di piste ciclabili a far primeggiare Brisol, che su queste basi perderebbe certamente il confronto anche con altre città del Regno Unito. E’ piuttosto l’attitudine, lo sforzo e le azioni concrete messe in atto dall’amministrazione per andare nella direzione di smart o green city, ad aver favorito la cittadina situata proprio al confine con il Galles.
Ad esempio, Bristol ha messo a bilancio una dotazione di 500 milioni di euro per il miglioramento dei trasporti entro il 2015 e fino a 300 milioni di euro per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili entro il 2020, e per “l’impegno concreto a diventare un vero modello europeo di città sostenibile e ponendo in essere misure concrete per il miglioramento della qualità dell’aria”.
Risultati concreti
Bristol è riuscita a raddoppiare il numero di ciclisti in circolazione negli ultimi anni (con target di ulteriore raddoppio entro il 2020) ed ha ridotto costantemente le emissioni di Co2 dal 2005 ad oggi, a fronte di un’economia in costante crescita. I successi non sono però solo misurabili in termini di vantaggi ecologici. Il settore legato alla “green economy” è cresciuto del 4,7% nel 2012, con un target di 17.000 nuovi posti di lavoro nei settori correlati entro il 2030.
Importante anche il contributo offerto in termini di comunicazione e capacità di coinvolgere i cittadini, veri attori del cambiamento, nel piano di sviluppo sostenibile. Tramite l’utilizzo estensivo dei Social Media, è stato possibile ad esempio, creare “Laboratory for Change”, per stimolare la creazione di idee innovative e creare gruppi di interesse intorno ai progetti più promettenti
Verso il 2016
Riuscirà una città italiana a piazzarsi almeno sul podio della prossima edizione? L’abbassamento della soglia abitanti di ingresso (da 200 a 100 mila abitanti) potrebbe permettere ad alcuni piccoli centri italiani di competere con successo.
Tra i criteri della nuova edizione (dalla brochure ufficiale della competizione) ritroviamo A) Cooperazione e partenariati fra autorità, cittadini,imprese e altre parti interessate allo sviluppo e al miglioramento delle condizioni di vita nell’ambiente urbano; B) Attuazione di soluzioni di mobilità sostenibile; C) Introduzione ed espansione di parchi e aree ricreative; D) Approccio moderno alla gestione dei rifiuti; E) Soluzioni innovative per l’inquinamento acustico; F) Approccio integrato alla gestione urbana che garantisca effetti positivi a lungo termine.
Le candidature online sono già aperte, c’è tempo fino al al 17 ottobre 2013. Chi lo dice al Sindaco?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/07/copenhagen_bici.jpg376564ekohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngeko2013-07-02 07:53:242013-07-02 07:53:24Capitale Europea della sostenibilità: come si piazzano le città italiane?
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