Facebook Marketing: 10 errori da evitare

 

L’innovazione digitale nei canali di vendita ha potenziato i social network trasformandoli in efficaci strumenti di marketing. Ma qual è il modo migliore per utilizzarli?

 Il potente reparto marketing di Facebook ha recentemente effettuato uno studio, della durata di un mese, su 1.200 messaggi di 23 marchi diversi, utilizzando misure quantitative per determinare l’impatto di ogni post e capirne il potenziale sul circuito.
Da ciò ne è nata un’accurata analisi delle possibilità a disposizione degli utenti e i metodi per rendere efficace il social marketing, ma soprattutto i 10 errori più comuni fatti sulla piattaforma.

Vi è mai capitato di farne per i vostri business? Raccontatecelo!

1. Non fornire le informazioni necessarie

Se si sta aprendo una nuova posizione creare una nuova pagina assicurandosi un buon URL, meglio se uguale all’ indirizzo web e a Twitter. Assicurarsi l’utilizzo della pagina di Facebook nella sua piena capacità, dedicandosi completamente al business da commercializzare: le imprese dovrebbero indicare tutte le informazioni necessarie, come numero, indirizzo, foto, e renderle accessibili in modo semplice e veloce.

2. Utilizzo di foto illegali

La foto di copertina è il “benvenuto” sulla pagina, ed è la prima cosa che i consumatori vedono. Pertanto, dovrebbe rispettare le linee guida di Facebook secondo cui una foto di copertina non deve avere:

– Informazioni di prezzo e acquisto (inclusi gli sconti, come ad esempio 40% di sconto)

– Un appello all’azione di condivisione, commenti o download (Get It Now o ditelo ai vostri amici)

Le informazioni di contatto (come il sito web, e-mail o indirizzo)

È consigliabile usare qualcosa che mostri il prodotto e catturi l’essenza del marchio – un primo piano di cibo è ottimo per i ristoranti, un frame di una sfilata è perfetto per marchi di moda; cambiare e aggiornare la foto, per promuovere un prodotto nuovo o diverso, un evento imminente o una novità aziendale. Dall’analisi fatta emerge che più della metà dei marchi utilizza un’unica foto di copertina, solo il 21% ne utilizza due.
Switch it up, mantenete le cose fresche!

3. Non rispettare le regole dei concorsi

 

È indispensabile che ogni contest sia legale. I concorsi online hanno sempre un livello di complessità maggiore per le leggi statali e federali spesso diverse in base al territorio, ci sono alcune cose da sapere:

– Sono vietati i concorsi che utilizzano le opzioni d’interfaccia di Facebook (voti tramite like, commenti…)
– Il marchio è responsabile per il funzionamento legittimo del concorso (regole ufficiali, condizioni e requisiti di ammissibilità)
– I concorsi devono essere amministrati nelle specifiche aree della piattaforma (Apps on Facebook.com, Canvas Page o Page App)
– La pagina deve riconoscere che la promozione non è sponsorizzata, sostenuta, amministrata o connessa a Facebook.
– Non si può informare i vincitori del concorso tramite Facebook (posta, messaggi, chat…)
– Ci sono diversi fornitori che consentono di eseguire le promozioni, la maggior parte hanno prove gratuite. I più importanti: Wildfire, Offerpop and Buddy Media.
– Le linee guida per le promozioni possono essere trovate qui.

4. Overposting

Spesso pubblicare in modo eccessivo può avere un effetto negativo sul coinvolgimento. Dal recente studio emerge che molte marche iniziano con uno o due post a settimana, per sentire la piattaforma e vedere come funziona; molti pubblicano una volta al giorno e altri confermano che pubblicare più di una volta al giorno è rischioso perché provoca astio da parte degli utenti. Facebook indica che l’utente medio ama 4-6 nuove pagine al mese.

Se la frequenza a pubblicare è invece più bassa, è possibile mantenere la pagina attiva controllando i “like”, rispondendo ai commenti, e taggando le persone alle quali si sta rispondendo – un facile modo per convincere la gente a tornare sulla pagina. Questo sarà ancora più accessibile grazie al nuovo Gestore delle Pagine (con funzionalità di tagging in cantiere disponibili per una versione successiva del mobile app).

5. Non concentrarsi sui Like

Certo, piace! Più ne hai e più il messaggio sta raggiungendo la gente. Ma questo è solo il primo passo, la fase due è confermare che si sta acquisendo il pubblico giusto e tenerlo impegnato. Se a loro piace commentare e condividere i contenuti in maniera regolare diventano automaticamente sostenitori del brand, divulgando il messaggio spontaneamente ai loro contatti.

Il post sopra, preso dalla pagina Facebook di Mormon, mostra un legame solido, i molti Like, i commenti e le condivisioni sono provocate da una foto eccentrica unita a un messaggio che invita all’azione.

La ricerca ha delineato le abitudini degli utenti scoprendo che il tasso d’interesse, per i messaggi su Facebook, è il 18% più alto il giovedì e il venerdì. Strategicamente è perciò possibile ottenere più impegno con un minor numero di messaggi. Utilizzando i nuovi strumenti di posting, è ora possibile mettere in coda i contenuti da condividere per tutta la settimana per poi cavalcare l’onda di pubblicazione nel giorni seguenti.

Buddy Media ha pubblicato uno studio più dettagliato indicando quali ore e giorni sono i più adatti per certi tipi di contenuti, utile per pianificare il calendario editoriale.

6. Troppo testo

Facebook ha dimostrato che i messaggi trai 100 – 250 caratteri, una o due righe di testo, ottengono il 60% di Like in più rispetto ai commenti e alle azioni descritte in più di 250 caratteri. La ricerca di Buddy Media ha rilevato un andamento simile, determinando che i post con meno di 80 caratteri hanno tassi di approvazione del 27% in più.
La morale? Come i contenuti su Twitter, mantenerli brevi e dolci. Naturalmente i post dovrebbero essere diversi da quelli pubblicati su Twitter, oppure i fan non hanno un motivo di seguire la pagina su entrambe le piattaforme.

Un consiglio: per fare in modo che il post sia il più coinvolgente e breve possibile rimuovere l’URL di collegamento dal campo di testo. Una volta che si incolla l’URL nel campo eliminare il codice della pagina, così una fascetta e una miniatura popoleranno, snellendo il post e tagliando il disordine.

7. Contenuti irrilevanti

I post pubblicati sulla pagine devono essere rilevanti per il marchio e non devono essere condivisi perché considerati cool. Solo perché le persone apprezzano il vostro prodotto non significa che essi condividano tutti i vostri interessi, quindi basta dare loro un mix di contenuti relativi al prodotto. Dal momento in cui i fan non vedono ogni singola cosa che si posta, si rischia di perdere l’attenzione per colpa dell’irrilevanza.

8. Ignorare gli Insights

I consumatori sono il 51% più propensi ad acquistare qualcosa se acquistato dai loro amici-contatti. Il servizio Facebook Insights offre molte informazioni utili delle quali bisogna sfruttarne i dati, ad esempio il “Friends of Fans metric” è particolarmente interessante perché rappresenta l’insieme più ampio di consumatori possibili, circa di 81 volte più grande del numero dei fan stessi. Questo significa che c’è un enorme potenziale di pubblico che può essere sfruttato utilizzando le attività dei “tifosi” che appaiono agli amici in RSS (feed) – è perciò consigliabile rafforzare questo contenuto con i messaggi sponsorizzati.

Bisogna prestare attenzione a ciò di cui parlano le persone (People Talking About This – PTAT) e raggiungere metriche Insights per vedere come il messaggio stia passando nell’ecosistema di Facebook, creando così una strategia di marketing concentrata su ciò che funziona.

In un certo senso, si può pensare al pubblico di Facebook come un focus group sul quale ottenere una presa in base a ciò che riceve più approvazione. È importante verificare anche le intuizioni in tempo reale che consentono di analizzare l’impatto e appuntare, evidenziare e promuovere i messaggi.

9. Essere scontati

La Facebook Timeline è basata sulle immagini, ma troppo di tutto è noioso, il sistema strategico necessita del giusto mix di sondaggi, domande, foto e video, solo così si mantiene le persone impegnate ed entusiaste dei contenuti. Gli esseri umani bramano la diversità, e diversi tipi di messaggi guidano diversi tipi di impegno è perciò importante dare ai consumatori una vasta gamma di modi per interagire con il marchio. 

Fare domande è un tipico sistema efficace per ricevere risposte e commenti.

Il post di sopra di Coffee Bean mostra un semplice esempio di “presa”. I video condivisi da siti di altri (YouTube, Vimeo) generano meno attività biologica dei video ospitati su Facebook.

Indipendentemente dal tipo di post, assicurarsi che il tono e la voce riflettano la personalità del marchio. Virgin America è sfacciato, Birchbox è femminile e loquace, MTV è informale e alla mano.

Qual’è la vostra voce? Un utente di Facebook dovrebbe riconoscere il contenuto senza vedere il vostro marchio vicino.

10. Non utilizzare al meglio le opzioni per gli annunci

Non tutte le imprese hanno il budget per assumere una figura per i Social Media Ads. Ma brevi e semplici consigli possono aiutare nella gestione delle pubblicazioni: gli annunci devono essere chiari ed evidenti di chi e cosa è la promozione-prodotto, così i consumatori saranno propensi a ricordarne i contenuti. È anche importante avere una sorta di payoff, che aumenta la propensione all’acquisto. Inoltre sviluppare al meglio la creatività è un punto focale.

Conclusione

Il marketing su Facebook è un modo fondamentale per costruire una base di fan e per spargere la voce sull’attività. Ma una campagna di successo non deve essere un salasso per il tempo o per il portafoglio. Pochi minuti al giorno e un piano strategico possono avere un impatto enorme sugli utenti, evitando gli errori elencati finora.

Se si vuole sfruttare la strategia di marketing sulla piattaforma è possibile ottenere tutte le informazioni grazie al servizio Classroom offerto da Facebook (con info sul lancio del prodotto, esercitazioni e profonde immersioni in strategia di marketing con esperti di Facebook). Ci si può anche confrontare con esperti e porre domande specifiche sulla campagna che si vuole attivare chiamando il numero 1-800-916-1300. Per ulteriori informazioni sulla gestione delle pagine di un brand, si può andare direttamente a Facebook.

5 consigli per rendere più appetibile il vostro profilo LinkedIn

LinkedIn è, senza ombra di dubbio, il miglior social network per creare connessioni lavorative reali tra professionisti di diversi settori, ed anche una possibilità (seppure ancora non sfruttata fino in fondo) per i giovani per orientarsi tra le offerte di lavoro creando contatti spendibili per la ricerca di una prima esperienza.

Le possibilità per sfruttare pienamente queste potenzialità, però, dipendono soprattutto dal vostro profilo. Questi 5, pratici, consigli dovrebbero consentivi di aumentare le possibilità di sfruttare proattivamente la vostra presenza su LinkedIn.

Selezionare accuratamente gli obiettivi

Iscriversi a LinkedIn significa investire del tempo nella cura della propria immagine, cioè del proprio profilo.

Ridurre LinkedIn ad un mero curriculum sarebbe un errore. E’ necessario cambiare prospettiva e pensare a LinkedIn come un mezzo attraverso il quale emergere nella massa e, solo in un secondo momento, come presentazione personale che fornisce un rapido excursus sulla nostra storia accademica e lavorativa.

Farsi trovare non vuol dire solo utilizzare le giuste parole chiave, ma cercare in profondità quella nicchia o quel settore nel quale la vostra professionalità potrebbe essere maggiormente apprezzata.

Mettere ordine

La vostra esperienza dev’essere la vostra arma. E’ molto probabile, in questo contesto incerto e dinamico, che molti under 30 abbiano cambiato già molti lavori nei loro primi anni di esperienza. Fare un minestrone è poco utile: per quanto ogni esperienza sia significativa ed importante, dovete metterle al servizio del vostro obiettivo lavorativo.

La parola d’ordine è: semplificare. Riducete (ma non eliminate) i dettagli sulle esperienze non in linea con ciò che state cercando e focalizzatevi su quelle che potrebbero invece fornirvi un valore aggiunto. Gli elementi dissonanti, infatti, sono solo elemento di distrazione e “rumore” per chi, invece, vi cerca come professionista nel settore che vi siete prefigurati di raggiungere.

Esaltare la propria personalità

Senza dubbio farsi trovare ed eliminare elementi superflui sono passi essenziali, ma dovete fare in modo che non siano da ostacolo alla vostra personalità, che deve sempre riflettersi nel vostro profilo.

Esaltate il vostro talento e mostrate entusiasmo verso le cose che fate o che vorreste fare. Dovete fare in modo che chi guarda al vostro profilo possa pensare: “Ehi, sarebbe bello lavorare con lui”.

Attenzione alla foto profilo

E’ inevitabile. E’ una delle prime cose su cui, inevitabilmente, va a cadere lo sguardo.

La vostra foto è come il vostro logo: ovviamente non verrete assunti per la sua bellezza, ma una foto brutta o poco professionale fa sicuramente perdere punti.

Scegliete una foto a metà tra la professionalità ed un sorriso sciolto. Non mettetene una in cui siete irriconoscibili, ma neanche la fototessera che utilizzate per la carta d’identità.

Fate in modo che l’immagine riflessa dalla vostra foto del profilo coincida con ciò che il vostro potenziale interlocutore si troverà di fronte quando vi incontrerete.

Ottenete segnalazioni

Un profilo LinkedIn privo di segnalazioni esprime un segnale un po’ contrastante. Difficile che un ragazzo brillante non venga segnalato dalle persone con cui ha collaborato con soddisfazione.

Fornite raccomandazioni e chiedetene. Forniranno al vostro profilo colore e profondità.

MMS da paura per promuovere il festival horror ELMSTA [VIDEO]

L’ELMSTA 3000 Horror Fest è un festival svedese di rilevanza locale dedicato al cinema dell’orrore. Negli ultimi anni l’organizzazione si è rivolta più di una volta a Saatchi & Saatchi Stockholm per creare comunicazioni all’altezza della natura della rassegna, e anche questa volta il risultato è piuttosto terrificante. A meno che ricevere mms anonimi dal contenuto minaccioso non sia per voi abbastanza pauroso.

Rimanendo fedeli al tema della manifestazione scelto quest’anno per l’ELMSTA, “Home Invasion“, i creativi hanno inviato ai membri del festival (che è infatti ad accesso riservato) dei messaggi davvero inquietanti che parevo essere scritti da un maniaco appostato appena fuori la porta di casa, e in grado di seguire i movimenti di ognuno dei mittenti.

Seguendo gli indizi contenuti nei messaggi (numeri di telefono, indirizzi web) gli utenti hanno compreso di essere “semplicemente” vittime della comunicazione dell’ELMSTA, associazione della quale tutti fanno parte. Le reazioni?

Stavolta nessuna azione di prankvertising a scapito dei consumatori (o pesante violazione della privacy): del resto in che altro modo vi approccereste ad un circolo di appassionati di cinema dell’horror, se non così? 🙂

Credits:

Advertising Agency: Saatchi & Saatchi, Stockholm, Sweden
Creative director / Art director: Gustav Egerstedt
Copywriter: Petter Dixelius
Digital creative: Erik Hiort af Ornäs
Planner: Elin Johansson
Intern: Stella Cocozza Laconelli

Costruire il personal branding con l'aiuto delle 4P

Chiamatelo self-marketing, personal branding o come più vi piace. In ogni caso, che si parli di trovare un lavoro o fare carriera, siamo di fronte ad un investimento che facciamo sulla nostra persona. Ed in quanto professionista, ognuno di noi rappresenta una marca. Il marketing tradizionale è stato già reinventato migliaia di volte. Per questo motivo è possibile utilizzare il classico marketing-mix come guida ed applicarlo al personal branding, proprio come se sviluppassimo una campagna per un prodotto qualsiasi. Ci tocca, forse, il compito più arduo. Vendere noi stessi.

Product

Si sta provando a smerciare qualcosa che si conosce meglio di chiunque altro. O perlomeno si presume sia così. Necessaria è una Swot Analysis per riconoscere, ancora prima di eventuali opportunità e minacce, soprattutto punti di forza e debolezza sui quali costruire il proprio marchio. Lo scopo finale è quello di essere riconoscibili e consistenti. Per essere appetibili bisognerebbe sempre domandarsi: “Cosa sto mettendo sul tavolo di diverso da tutti gli altri?”. Proprio come con una lattina di Coca-Cola, l’azienda che ci ascolta o analizza dovrebbe rendersi conto di cosa può ottenere quando ci sceglierà. Quando ci aprirà e inizierà a bere non vuole sorprese. Ancora più importante è fare delle scelte. Forse saremo sul serio delle persone dagli interessi variegati e multipli. Non va. Bisogna prendere delle decisioni ed indirizzare la nostra “marca personale” verso ciò che riteniamo sia più conveniente o più vicino alle nostre aspirazioni. Senza appiattirci.

Price

Non bisogna sottovalutare l’importanza di questa leva nell’online self-marketing. Stabilire il valore aggiunto che è possibile dare ad un’organizzazione non è mai facile per un professionista. In base a risultati ed esperienze, le abilità che mettiamo ‘in vendita’ avranno un prezzo più o meno alto. La parte discrezionale riguarda il range di accettazione. Attenzione a non sottovalutarsi. Se vogliamo essere un luxury brand e possiamo essere acquistati allo stesso prezzo di un mass-market, non attireremo mai il nostro target di riferimento. Lo avete capito. Anche per il personal branding, il pricingdeve tenere conto di tantissime variabili.

Place

Nella concezione tipica del marketing mix, i prodotti sono distribuiti in determinate aree geografiche. Una delle più grandi differenze con il personal branding. La criticità riguarda il fatto che una persona deve scegliere una determinata area di competenza ed attenersi ad essa. Essere realisti è importante. Necessità primaria è anche riconoscere la nicchia di aziende che potrebbero essere interessate ai nostri servizi e focalizzarsi nel “distribuirci” solo in quei canali. Eviteremo il rischio di dilutione perdite di tempo. Per entrambe le parti.

Promotion

Probabilmente la leva più importante. Come comunicare il messaggio al mercato selezionato? L’obiettivo è farsi ascoltare forte e chiaro piuttosto che disperdersi nella confusione. La decisione tra il creare un sito web o pubblicare un annuncio su un giornale locale viene sempre determinata tramite l’analisi del target. Le aziende che vogliamo impressionare dove procurano le loro informazioni? Le nuove tecnologie hanno ridisegnato le interazioni professionali e sociali. Vogliamo un lavoro o vogliamo essere considerati un guru nel nostro campo? Non importa. Utilizzare al meglio le leve del marketing-mix applicato al personal branding servirà per farci diventare una marca che si distingue e si fa riconoscere. I target che abbiamo individuato cederanno e saranno incuriositi al punto da voler sapere qualcosa in più su di noi? Missione compiuta.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Quarta settimana della rubrica di Ninja Marketing dedicata alle più interessanti novità nel mondo della creatività illustrata e a fumetti. Anche questa settimana, nonostante il caldo torrido, vi proponiamo la vostra dose settimanale di “stimoli” visivi, per dissetare la vostra sete di immaginazione!

Come di consueto, buona visione a tutti!

Top10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Saga  Brian Vaughan, Fiona Staples

Pluripremiata agli Eisner 2013 che si sono appena svolti a San Diego la serie Saga di Brian Vaughan e Fiona Staples, pubblicata in italia da Bao.

Top10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Jim Henson Tale of Sand

Appagano la vista le splendide tavole di Una storia di sabbia (Jim Henson’s Tale of Sand). Da una sceneggiatura del celebre creatore dei Muppets, Jim Henson, con il suo collaboratore Jerry Juhl e disegnata da Ramon Perez. Lo trovate in libreria e in fumetteria, ed. Panini nella collana 9L

Top10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Fairest Vol. 2: Hidden Kingdom di Beukes, Willingham, Miranda, cover Adam Hughes

Dalla pagina Facebook ufficiale della Vertigo, l’anticipazione di un splendida copertina di Adam Hughes ci porta nel mondo delle favole con l’uscita di Fairest Vol. 2 – Hidden Kingdom di Lauren Beukes, Bill Willingham, Inaki Miranda.

Top10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Clayton Jr

Clayton Junior, artista londinese di origini brasiliane, sarà uno degli ospiti al prossimo Treviso Comick Book Festival 2013 (21-29 settembre, mostra mercato il 28 e 29 settembre). Quest’illustrazione è stata realizzata per la rivista francese BE.

Top10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Ana Pez

Ana Pez è un’illustratrice spagnola di grande talento. Questa settimana regala ai navigatori del suo blog una bellissima illustrazione dedicata all’estate, da condividere con gli amici più cari!

Top10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Tuono Pettinato

Tuono Pettinato ci offre spesso degli spassosi affreschi di storia a fumetti (come Garibaldi o “Enigma” su Alan Turing) attraverso biografie celebri. Questa settimana ci anticipa una colorata paginetta dal suo racconto del soggiorno pisano di Virginia Woolf nel lontano 1932, in uscita sul prossimo numero di Linus, in edicola.

Top10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Marco Corona

Marco Corona ha pubblicato recentemente il graphic novel intitolato “La seconda volta che ho visto Roma“, per Rizzoli Lizard, e sarà tra gli artisti coinvolti nella mostra LOME #1 | L’illustrazione, tra arte e disegno dal 30 agosto al 2 settembre al Palazzo Lomellini Carmagnola (To). Questa illustrazione “El gato gordo” è tratta dalla sua pagina Facebook.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Nina Bunjevac

L’autrice di quest’affascinante illustrazione (apparsa sulla sua pagina Facebook) si chiama Nina Bunjevac. Cresciuta nell’ex Yugoslavia, ora vive e lavora a Toronto in Canada. In Italia ha già pubblicato con Giuda Edizioni e il suo ultimo graphic novel, “Heartless”, è uscito recentemente in Francia per la Ici-même Editions.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Liliana Salone

Liliana Salone crea per Giuda Edizioni, con il suo bianco e nero malinconico e seducente, un volume illustrato molto particolare, il catalogo delle stravaganti collezioni appartenute al più famoso pittore romantico tedesco, Caspar D. Friedrich, nel volume “Il beneficio dell’inventario“.

Top10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Claudio Calia

Questa settimana Claudio Calia ha ricordato che è disponibile il pdf gratuito (pay per tweet) sul sito della casa editrice Becco Giallo del suo graphic novel “Porto Marghera – la legge non è uguale per tutti“, racconto della vicenda del petrolchimico di Porto Marghera (VE). Un libro di denuncia, perché il fumetto è anche cronaca dei nostri tempi.

Se siete degli artisti e volete segnalarci i vostri lavori, commentate questo post con il link al vostro blog, Tumblr, sito o portfolio! Grazie mille a tutti!!!
Alla prossima!
Odri

Ninja Academy presenta il dream-team del digital marketing italiano

Se ci seguite anche sui Social Network, lo avrete letto stamattina su Facebook e su Twitter: sono aperte le iscrizioni al “Master Online in Digital Strategy & Social Media Communication” della Ninja Academy.

“Per questo Master abbiamo arruolato i migliori professionisti del loro campo: il dream-team del digital marketing italiano” (cit. Mirko Pallera, direttore scientifico della Ninja Academy).

Ecco il #digitaldreamteam del #NinjaMaster:

 

WEB MARKETING con Miriam Bertoli: Come costruire un piano di marketing digitale.

E-COMMERCE con Giovanni Cappellotto: Come progettare e gestire uno store online.

PERFORMANCE MARKETING con Alessio Semoli: Come produrre risultati di acquisizione e vendita attraverso il digital.

SOCIAL MEDIA MARKETING con Gianluca Diegoli: Come usare i social media quali strumento di relazione e di vendita.

SEO con Davide Pozzi: Come sfruttare i motori di ricerca come strumento di marketing.

SEM con Gianpaolo Lorusso: Come sfruttare i motori di ricerca come strumento di marketing.

CONTENT MARKETING con Simone Tornabene: Come pianificare e progettare contenuti digitali.

DIGITAL PR con Marco Massarotto: Come gestire le relazioni online con gli influencer della Rete.

MOBILE MARKETING con Fabio Lalli: Come integrare il mobile nella propria strategia di marketing.

Se vi va di sostenere il nostro progetto, trovate tutti i materiali che stiamo pubblicando in Rete per promuovere il Ninja Master Online con gli hashtag #ninjamaster e ‪#‎digitaldreamteam‬.

Knowledge for change.

BE NINJA.

HACKMarriage, la guerrilla che si fa con i dizionari [VIDEO]

Ogni cultura si trasmette attraverso un linguaggio, e tra questi la lingua è quello che utilizzamo per comunicare e dare senso al mondo. Dove raccogliamo tutto questo “sapere”? Nei dizionari. Ecco perché è nato HACKMarriage, azione di guerrilla creata da un gruppo di attivisti nel tentativo di catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema delle unioni gay.

Tramite uno strumento inusuale di protesta e attivismo, il gruppo di HACKMarriage invita ad alterare qualsiasi dizionario ci capiti tra le mani, modificando la voce “matrimonio” con una definizione più moderna, che parli di un’unione tra due persone e non necessariamente tra un uomo e una donna.

HACKMarriage propone agli utenti di scaricare e stampare i template degli sticker con la nuova espressione, da inserire in tutti i vocabolari di biblioteche e librerie, che tanti altri poi compreranno e leggerando.

Hack{night}: aperte le registrazioni al primo Facebook Hackathon in Italia!

Hack{night}: 5 biglietti gratis per il primo Facebook Hackathon in Italia! [EVENTO]

Hack{night}: aperte le registrazioni al primo Facebook Hackathon in Italia!

Cos’è una Hacknight?

Una hacknight, anche detto hackathon, è una maratona di programmazione in cui sviluppatori, hacker, creativi e appassionati di informatica uniscono le loro idee e competenze e le sviluppano in team nel tempo dato a disposizione. L’hacknight è tecnologia, collaborazione e creatività.

Per voi lettori di Ninja Marketing ci sono a disposizione 5 biglietti gratuiti! Come fare? Semplice, basta seguire questo link e registrarsi all’evento. Solo i più veloci saranno premiati. 🙂

Facebook Hackathon

Per la prima volta in Italia verrà realizzato un hackathon che pone al centro la creazione di prodotti basati sulle tecnologie di Facebook (grazie alla collaborazione con l’azienda di Menlo Park, che contribuisce all’organizzazione anche con la presenza di suoi specialisti).

Come per gli hackathon che si svolgono nella sede di Facebook, in una notte intera i programmatori, le startup e gli specialisti di Facebook lavoreranno per dare vita a prodotti innovativi. Per questo motivo si è pensato al diretto coinvolgimento delle startup, chiedendo loro di presentare le idee da realizzare durante l’hackathon.

Anche i programmatori avranno la possibilità di proporre le loro idee e di costituire attorno ad esse delle applicazioni. La mattina successiva, le migliori applicazioni riceveranno dei premi assegnati da una giuria selezionata. Sono previsti premi sia per le startup vincitrici che per i programmatori che le avranno realizzate.

Grazie ad una serie di workshop introduttivi, l’hackathon sarà anche l’occasione per i partecipanti per fare il punto sulle soluzioni mobile, ecommerce e gaming di Facebook, e approfondire tecnologie, strumenti e Api come: Graph API, Facebook Login, Parse, Platform walkthrough.

L’organizzazione dell’evento sarà gestita da eZecute che, oltre a LUISS ENLABS e Facebook, si avvarrà del supporto di una serie di partner qualificati, tra cui Codemotion, che curerà la comunicazione agli sviluppatori e l’associazione Roma Startup che supporterà la logistica e la comunicazione con gli startuppers.

Hack{night}: 5 biglietti gratis per il primo Facebook Hackathon in Italia!

Info e iscrizioni

Quando: si parte venerdì 25 ottobre alle ore 17 con la registrazione e si finisce la mattina di sabato con la premiazione.

Dove: dentro LUISS ENLABS, la fabbrica delle Startup. Ingresso su via Giolitti 34, 2° Piano (Metro A e B, fermata Termini).

Cosa portare: notebook, adattatore, ciabatta e altro per il pc. Vestitevi comodi, portate con voi anche il necessario per l’igiene personale e, se volete riposare durante la notte, anche sacco a pelo e cuscino! Per le altre cose (mangiare, bere, caffè, wi-fi) non avrete problemi! 🙂

Programma: è in fase di definizione, potete trovare maggiori info su pitch e workshop seguendo questo link.

Iscrizioni: le startup possono registrarsi fino al 9 ottobre mentre i programmatori possono iscriversi fino al 25 ottobre. Basta seguire questo link.

Back to Vinyl: il 33 giri sul vostro smartphone

Come è facile immaginare, nel mondo del Music Business vengono spediti giornalmente una grande quantità di cd tra le radio, le case discografiche e le agenzie pubblicitarie. Il cd rimane il supporto più economico e veloce tra i vari mezzi di consegna, con un basso profilo e senza alcun valore intrinseco.

La più grande etichetta di musica dance del mondo, la tedesca Kontor Records (la casa discografica di Tiesto, Paul Oakenfold, Hardwell, Martin Solveig, per intenderci), ha deciso di  escludere qualsiasi mezzo di promozione oblsoleto come: CD, DVD, e-mail  e mandarli definitivamente in pensione.

La Kontor Records infatti, avendo bisogno di un modo innovativo per promuovere una nuova traccia di Boris Dlougosch: grazie a Ogilvy Deutschland, ha deciso di chiudere i ponti con i vecchi metodi di promozione, preferendo un’innovazione “retro-future” che ha permesso questa campagna di marketing non convenzionale davvero cool.

Concentrandosi e tenendo l’attenzione su di un pubblico nostalgico e appassionato di musica, l’etichetta per attirare l’attenzione delle agenzie pubblicitarie, ha spedito ai potenziali “decision makerun vinile 33 giri. Come si vede nel video dimostrativo qui sotto, la Kontor Records ha sviluppato una campagna di marketing che ha chiamando “Back to Vinyl“.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=PCS5wgZWzE4′]

L’LP fisico arriva in una busta che si ripiega in un “giradischi” 2D stampato con un codice QR. Per attivare la riproduzione musicale bisogna poggiare il vinile sull’alloggiamento del piatto rotante, attivare l’apposito codice QR con il proprio smartphone e posizionare il telefonino in modo che funga da “testina di lettura”.

Mentre la sorgente della musica è tutta digitale, i controlli imitano quelli di un giradischi effettivo, dal design vintage ed elegante. Come nuovo metodo di promozione ha subito avuto riscontri positivi in termini di utenze: infatti circa il 71 per cento delle 900 agenzie pubblicitarie coinvolte nella campagna hanno ascoltato il vinile usando il QR Code.

Unn grosso risultato confrontando invece i download degli scorsi anni di  MP3 e torrent e soprattutto questo metodo permette di tracciare un risultato più attendibile. Questo metodo è sicuramente più soddisfacente dell’invio di un cd, dal momento che non è possibile tenere traccia dei CD che sono stati realmente ascoltati dalle agenzie pubblicitarie.

I risvolti su questo genere di innovazioni sono molteplici nel mondo del music business e non solo: basti pensare al concetto di sostenibilità e di come quel QR Code permetta una minore circolazione di supporti fisici come appunto il cd-rom.

Questa applicazione ci regala l’emozione di poter fondere assieme il piacere di riscoprire la qualità audio del vecchio LP con le nuove tecnologie mobili. Per ora è stata solo sperimentata nel campo della promozione, ma sarà facile che dopo il grande successo pubblicitario possa trasformarsi in un’applicazione effettiva con la quale  le nuove generazioni digitali e non solo, possano riscoprire il piacere di ascoltare un vecchio vinile dimenticato in cantina.

Le favole si raccontano con Whatsapp: il "c'era una volta" di Gerardo Lisanti

C’era una volta…e c’è ancora adesso, seppure in una modalità completamente diversa.

Vi immaginate le favole con cui siete cresciuti come contenute in grandi libri dalla copertina lavorata, titoli in elegante corsivo dorato e ampie pagine dalle illustrazioni dettagliate, magari disegnate a mano?

Ok, scendete da quella nuvoletta eterea. Ora siamo nel 2013, il mondo è una sintesi.

Sintesi anche nella narrazione, che diventa schematica quasi come una descrizione semiotica.

Nel 2013 le favole si raccontano (anche) con Whatsapp.

Gerardo Lisanti ci ha provato con 3 fiabe che tutti noi conosciamo: Cappuccetto Rosso, Hansel e Gretel, Cenerentola.

Utilizzando  le icone della più famosa app di chat e instant messaging ha ricreato un flusso narrativo estremamente schematizzato, “liofilizzando” la narrazione.

La fiaba diventa simbolica, lineare ed estremamente logica. Perde il suo carattere emozionale per guadagnare “funzionalità”, evocando un po’ gli schematismi delle funzioni di Propp sulle fiabe, se vogliamo parlare in termini semiotici.

Chiaramente l’intento di “edutainment” si sposta a un livello ulteriore, perdendo un po’ la parte educational (per capire veramente le narrazioni si suppone implicitamente che già si conoscano) ma focalizzandosi sulla parte “entertainment”, che diventa curiosità, scoperta,divertimento.

E voi amici ninja, preferite le fiabe tradizionali o quelle digital?