Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Benvenuti anche questa settimana nella rubrica dedicata a tutti quelli che vogliono eccitare la propria mente alla ricerca dell’ispirazione creativa! Ecco le novità da non perdere, scelte per voi sul web, nelle librerie, tra le mostre, per le strade, d’Italia e del mondo.
Buona visione!

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Pope Petty Rubín

Si stanno svolgendo due manifestazioni importanti nel mondo del fumetto e dell’illustrazione. In Europa la Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, negli USA il New York Comic Con. In contemporanea da entrambe le manifestazioni ci giunge l’anteprima di Aurora West (l’immagine è apparsa su Wired). Un volume prequel della saga Battling Boy di Paul Pope, (che è pubblicato da First Second Books e in Italia da Bao). Scritto insieme a J.T. Petty e disegnato da David Rubín, uscirà nel 2014.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Charles Foresman

Jessica Abel e Matt Madden fumettisti, docenti e studiosi del settore ogni anno selezionano in un volume intitolato Best American Comics i migliori trenta fumetti americani pubblicati nell’anno, pubblicando sul loro sito Drawing words and writing pictures anche la lista del centinaio di volumi da cui hanno selezionato i migliori, insieme ad un “guest editor”. Tra questi, vedete un paio dei miei preferiti, qui sopra Charles Forsman con The End of the Fucking World

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Laura Terry

e poi Overboard di Laura Terry.

Top_10_fumetti_e_illustrazioni_migliori_creativi_della settimana Nicolò Pellizzon

Niccolò Pellizzon, Premio Carlo Boscarato al recente Treviso Comic Book Festival 2013 come miglior fumetto italiano per il suo Lezioni di Anatomia ha svelato l’elegante copertina del suo nuovo volume illustrato: Before the Wolves, in uscita tra poche settimane.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Alessandro Bilotta  Carmine di Giandomenico

Questa immagine nella pagina Facebook dell’autore Alessandro Bilotta anticipa l’edizione definitiva della Dottrina. In un unico volume e con inediti, l’opera di Bilotta e Carmine di Giandomenico è in uscita fra un paio di settimane per Magic Press.

Top 10 fumetti e illustrazioni migliori creativi della settimana Sophia Forster Dimino Mother Delebile

È apparsa questa settimana sul tumblr di Delebile Edizioni una bella anticipazione della prossima pubblicazione, l’antologia “Mother”: il fumetto della statunitense Sophia Forster Dimino. Il volume sarà presentato a Lucca Comics and Games 2013, ma ha già partecipato oltreoceano alla Small Press Expo 2013.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Nils

Non ho resistito al colorato e buffo affollamento di mostriciattoli nell’illustrazione che Fonzy Nils ha usato per la sua Pagina Facebook. Nils ci ha invitato a visitare il suo sito commentando ad un post precedente di questa rubrica. Grazie mille!

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Beatrice Alemagna

In programma dal 31 ottobre al 3 novembre l’edizione 2013 del festival internazionale del fumetto, del cinema d’animazione, dell’illustrazione e del gioco Lucca Comics and Games. Tra le mostre vi segnalo quella inedita dell’autrice bolognese Beatrice Alemagna, a Palazzo Ducale, tra i più prestigiosi ospiti per la sezione Lucca Junior.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Maria Giulia Colace

Vi mostro volentieri un nuovo progetto in crowdfunding, sulla piattaforma Eppela. Si chiama Penelope: io sono ciò che aspetto, ed è la storia di un’attesa e di una trasformazione, realizzata dall’illustratrice Maria Giulia Colace, e c’è anche una pagina Facebook dedicata.

Top 10 fumetti e illustrazioni i migliori creativi della settimana Komikazen

A Ravenna dall’11 al 13 ottobre 2013 c’è Komikazen, festival del fumetto che racconta la realtà. Questo è il manifesto della manifestazione, illustrazione di Shout. Tema dell’edizione Komikazen 99%, creazione di mostra collettiva con la partecipazione di novantanove disegnatori, ispirato allo slogan di Occupy Wall Street.

Vi ricordo come sempre, che se siete degli artisti e volete segnalarci i vostri lavori siete i benvenuti, basta commentare questo post con il link al vostro blog, Tumblr, sito o portfolio! Vi aspettiamo!

Alla prossima,
Odri

Hack{night}: non perdere il primo Facebook Hackathon in Italia

Hack{night}: non perdere il primo Facebook Hackathon in Italia [EVENTO]

Hack{night}: non perdere il primo Facebook Hackathon in Italia

Ci siamo, mancano pochi giorni al primo Hackathon Facebook in Italia! Come vi avevamo anticipato qualche mese fa (mettendo a disposizione 5 biglietti gratis per l’evento) per la prima volta in Italia verrà realizzato un hackathon che pone al centro la creazione di prodotti basati sulle tecnologie di Facebook (grazie alla collaborazione con l’azienda di Menlo Park, che contribuisce all’organizzazione anche con la presenza di suoi specialisti).

L’evento si svolgerà in una location particolarmente suggestiva e facilmente raggiungibile da tutta Italia. Sarà infatti l’incubatore LUISS ENLABS, che si trova all’interno della Stazione Termini di Roma, a ospitare l’hackathon.

Il programma dei workshop di apertura dell’hackathon è stato definito e sarà l’occasione per gli sviluppatori e le startup per fare il punto sulle soluzioni mobile, ecommerce e gaming di Facebook e approfondire tecnologie, strumenti e Api come: Graph API, Facebook Login, Parse, Platform walkthrough.

Nella notte fra il 25 e 26 ottobre gli esperti di Manlo Park creeranno applicazioni insieme a programmatori e startup, partendo da idee creative nate sul momento. Per i programmatori che vogliono mettersi alla prova l’iscrizione è ancora aperta.

Riassumendo

Quando: si parte venerdì 25 ottobre alle ore 17 con la registrazione e si finisce la mattina di sabato con la premiazione.

Dove: dentro LUISS ENLABS, la fabbrica delle Startup. Ingresso su via Giolitti 34, 2° Piano (Metro A e B, fermata Termini).

Cosa portare: notebook, adattatore, ciabatta e altro per il pc. Vestitevi comodi, portate con voi anche il necessario per l’igiene personale e, se volete riposare durante la notte, anche sacco a pelo e cuscino! Per le altre cose (mangiare, bere, caffè, wi-fi) non preoccupatevi, troverete tutto lì! 🙂

Programma: è consultabile seguendo questo link.

Iscrizioni: i programmatori possono iscriversi fino al 25 ottobre.

Geox, una settimana con i piedi a mollo [VIDEO]

Geox, una settimana con i piedi a mollo

Il miglior modo per testare le capacità di un prodotto è porre quest’ultimo in condizioni estreme: è quello che ha fatto lo scorso anno Geox nella campagna “Tested in the raniest place on Earth“, dove quattro testimonial hanno testato le Geox Amphibiox nella città indiana di Cherrapunjee. Una situazione, tuttavia, comune a pochi. A meno di non trasformare Barcellona in una città piovosa.

Protagonista della campagna di quest’anno è Tom, un giovane ragazzo che per un’intera settimana è stato seguito ovunque andasse da una troupe che si è preoccupata di tenerlo sempre ben bagnato grazie ad una nuvoletta meccanica “alla Fantozzi”.

Giorno dopo giorno, sfida dopo sfida, vediamo come le Geox indossate da Tom proteggano i suoi piedi mentre viviamo assieme a lui la giornata.

Uno storytelling leggero e scanzonato, godibile, che aiuta certamente il brand a far passare il messaggio alla sua audience. Cosa ne pensate, vi piace questa tipologia di advertising?

Credits:
Agency: SMFB
Production Company: MediaMonks
Creative: Eirik Stensrud
Creative: Thomas Askim
Creative: Morten Borgestad
Designer: Sverrir Brynjolfsson
Designer: Magnus Snickars
Designer: Stina Norgren
Digital Producer: Christoffer Lorang Dahl
Project Manager: Silje Hvideberg Tobiassen
Director: Rogier Schalken
Director: Tom Rijpert

Lenovo: la quotidianità attraverso i nostri device [VIDEO]

Lenovo: la quotidianità attraverso i nostri device [VIDEO]

Mobilità: un concetto col quale abbiamo a che fare quotidianamente. Molti fra noi passano moltissime ore, ogni giorno, davanti ad uno schermo, in più situazioni tutte diverse tra loro, e Lenovo nel suo ultimo video cerca di rappresentarle tutte con una sceneggiatura creativa.

Clemens Poloczek, filmmaker e founder di iGNANT blog, in collaborazione col brand ha realizzato “Everyday Mobility“. Il video illustra per l’appunto la vita quotidiana della protagonista, una giovane ragazza che dal momento del risveglio fino a quello di rimettersi a letto la sera, vive in compagnia del suo device.

Il suo viso è proiettato sul tablet Yoga IdeaPad, posto esattamente davanti a lei, al di sopra delle spalle. A seconda della situazione in cui la protagonista è ritratta, il tablet è ripreso in una delle sue quattro modalità: notebook, stand, tablet o tent.

Un hotel a tema Twitter? A Mallorca arriva @SolWaveHouse

I veri social media addicted non vanno mai in vacanza. O perlomeno, anche quando viaggiano, lo fanno armati di smartphone e tablet, pronti a condividere con amici e follower immagini, sensazioni e emozioni dei luoghi che stanno visitando.

A Mallorca arriva un hotel pensato per loro: il @SolWaveHouseand, un vero e proprio “Twitter hotel“.

L’interior design a tema è solo uno dei tanti richiami al famoso social network;  è stata infatti creata una #SocialWave community per permettere ai clienti dell’hotel di interagire e comunicare tra loro, inoltre, attraverso una speciale app per Twitter, raggiungibile solo attraverso il WiFi dell’albergo, è possibile inviare messaggi privati e indicare la propria posizione.

Richieste dei clienti e ordini in camera, ovviamente, non vengono fatte in modo canonico, ma attraverso l’hashtag #FillMyFridge e i tweet a @SolWaveHouse.

Il venerdi sera è dedicato ai party in piscina, con tanto di hashtag #TwitterPoolParty, cocktails e drinks Twitter inspired.

Se per voi la vacanza non è una buona scusa per dire addio alla tecnologia, insomma, avete trovato la vostra meta ideale!

La collezione underwear di Paul Smith arriva ad alta quota

Cari modelli e modelle di professione, voi portatori sani di fisici marmorei, sguardi di ghiaccio e pose alla Zoolander, fate attenzione, vogliono rubarvi il mestiere!

Girovagando sul web infatti, ci stiamo imbattendo sempre più spesso in designer e case di moda che ricorrono a modalità non-convenzionali e soprattutto indossatori occasionali per promuovere i loro prodotti.

Sarà una coincidenza o qualcosa sta cambiando nel mondo della moda?

Solo un paio di settimane fa vi abbiamo raccontato di come i retailer on-line utilizzino sempre più spesso le foto social di gente comune per attirare i consumatori sui propri siti e stimolarli all’acquisto.

Oggi vi presentiamo invece la nuova campagna di Paul Smith che ha scelto un set e degli attori molto particolari per promuovere la nuova collezione underwear uomo, autunno/inverno 2013.

Ambientato sulle Alpi Francesi, il nuovo spot web realizzato dal regista Sébastien Montaz-Rosset ha come protagonisti i due famosi slackliner (per chi non conoscesse questa disciplina, si tratta di un esercizio di equilibrio e di bilanciamento dinamico su di una fettuccia di poliestere tesa tra due punti) Antoine Moineville e Tancrède Melet.

Si esatto, acrobati semi nudi che sfilano sospesi tra le montagne. Tutto abbastanza normale potremmo dire, se non fosse per il fatto che sotto i piedi degli aspiranti modelli non c’è una passerella ma un vuoto di 2.500 metri

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Guardando il video promozionale di Paul Smith però, forse l’unica cosa a cui non farete caso saranno proprio i boxer a righe indossati dai due sportivi.

Un flop della campagna? Assolutamente no a giudicare anche dalle oltre 200 mila visualizzazioni del video in una settimana!
La nuova linea di intimo maschile infatti ambisce ad acquisire una personalità nuova arrivando ai propri consumatori attraverso la via delle emozioni.

Il marchio visto nello spot è espressione di vitalità ed adrenalina. Le acrobazie degli slackliner suscitano uno “wow” sentito degli utenti che non riescono a strappare gli occhi dallo schermo e il brand ne esce cool tanto quanto i protagonisti.

www.facebook.com/paulsmithdesign

www.facebook.com/paulsmithdesign

Possiamo dire dunque che esistono nuovi modelli estetici? Calciatori e veline non sono più le nostre uniche forme di ispirazione e desiderio? Probabilmente no. Oggi l’estetica è un valore assolutamente variopinto, che ha mille volti, forme e contenuti e non si nasconde dietro stereotipi e immagini imposte.

Non importa quale volto, forma o contenuto voi preferiate, concedetevi 3.11 minuti per guardare lo spot e siamo certi che al vostro prossimo acquisto di intimo, un pensierino a Paul Smith lo farete sicuramente…

Credits:

Produttore e regista:  Sébastien Montaz-Rosset
Slackliner: Antoine Moineville e Tancrède Melet
Musica:  Snakehips

Lexus "Trace your Road", un videogioco a grandezza naturale [VIDEO]

Lexus "Trace your Road", un videogioco a grandezza naturale [VIDEO]

Milioni di fans dei vari campionati di automobilismo passano ore intere davanti ai loro schermi, assistendo a gran premi o giocando a fare il pilota con un videogioco. Lexus questa volta ha pensato di mettere al volante i suoi estimatori, letteralmente.

Dopo aver realizzato un contest su Facebook per scegliere i partecipanti, Lexus ha realizzato “Trace your road“, esperimento di gioco in real time durante il quale i vincitori hanno potuto sedere su una IS Hybrid al fianco di Jarno Trulli.

Ogni concorrente, dotato di tablet, aveva la possibilità di tracciare in tempo reale il proprio personale percorso: un software speciale inviava i dati a dei proiettori 20K e 22K, che disegnavano per il pilota la traiettoria da seguire, praticamente all’istante, utilizzando fasci luminosi nel buio di un hangar adeguatamente attrezzato.

Lexus "Trace your Road", un videogioco a grandezza naturale [VIDEO]

Lexus "Trace your Road", un videogioco a grandezza naturale [VIDEO]

Lexus "Trace your Road", un videogioco a grandezza naturale [VIDEO]

Ognuna delle “manche” è stato poi ripresa con un sistema di telecamere a infrarossi ad alta risoluzione. Obiettivo del gioco era infatti raggiungere sette precisi punti posizionati in modo casuale sul pavimento dell’hangar, e farlo nel minor tempo possibile. Previste ovviamente anche le classiche penalty dei videogiochi: non si può uscire dal tracciato, nè colpire i muri.

4 passi preliminari alla costruzione di una social media strategy di successo

“Adoro i piani ben riusciti”.

I più “vintage” avranno colto subito la citazione del mitico colonnello John “Hannibal” Smith, leader del mai dimenticato A-Team. E il colonnello aveva ragione da vendere: un buon piano è la base di partenza fondamentale per qualsiasi attività, soprattutto nel campo del social media marketing.

Qualche settimana fa vi abbiamo spiegato come impostare una social media strategy di successo. Ma prima di sedersi a tavolino e definire la vostra strategia è necessario un piano d’azione che non lasci nulla al caso. Dobbiamo sapere, ancora prima di partire, cosa stiamo facendo e soprattutto se lo stiamo facendo per bene.

Ecco quindi 4 passi preliminari fondamentali per la costruzione di una social media strategy di successo.

1. Definite i vostri obiettivi

Partite sempre dai vostri obiettivi. Non ponetevi limiti, ma fate in modo che i vostri obiettivi siano chiari e definiti: più precisi sarete in questa fase, più facile sarà pianificare il vostro percorso ed effettuare misurazioni precise circa il loro raggiungimento.

Alcuni esempi:

  • Aumentare visibilità e valore del brand: obiettivo difficile da misurare, ma che potreste legare al numero di like o interazioni con la vostra pagina ottenuti in un certo periodo di tempo;
  • Creare fidelizzazione: obiettivo che può essere unito alla creazione di una community fedele con cui instaurare una comunicazione stabile e bilaterale, che possa essere anche un feedback costante per la vostra attività;
  • Diventare un punto riferimento: ossia far conoscere il vostro lavoro e le vostre competenze in un determinato settore, facendo così crescere la credibilità del vostro brand;
  • Aumentare le vendite: questo potrebbe avvenire direttamente sui canali social, con la creazione di deal dedicati, con la possibilità di monitorare facilmente i numeri di questo tipo di attività.

Qualunque sia il vostro obiettivo, non dimenticate mai di collegarlo a schemi di misurazioni e scadenze specifiche, perché porre in essere un’attività senza misurarne il successo è controproducente e distruttivo.

2. Partite sempre dalla ricerca

Una volta identificati i vostri obiettivi, prima di partire è fondamentale svolgere un’approfondita fase di ricerca che vi consenta di:

  • Identificare il vostro target sul web: analizzando i dati anagrafici delle pagine social dei vostri competitor o dalle quali potreste attingere parte del vostro audience.

demografia

  • Ricercare i competitor ed analizzare ciò che per loro sta funzionando: abbiamo a disposizione diversi strumenti, dalla classica Google Search alla nuova Facebook Graph Search. In ogni caso, analizzate attentamente l’attività dei competitor: vi consentirà di non ripetere i loro errori o vi darà spunti su come impostare al meglio la vostra strategia.
  • Individuare le ultime novità e tendenze del settore: approfondite, studiate, restate sempre aggiornati. E in particolare, siate pronti prima di partire.

3. Siate coerenti con il percorso aziendale

Un altro aspetto fondamentale da tenere a mente in questa fase preliminare è la coerenza. Siate sempre coerenti con l’immagine off-line della vostra azienda e con i vostri obiettivi di business. La vostra strategia al di fuori dei social media dovrebbe essere la guida con cui impostare la vostra strategia on-line.

Per cui riunioni, incontri, domande, confronti con i vertici aziendali sono fondamentali. In questo modo avrete un’idea chiara su dove l’azienda dovrà essere condotta e su come i social media potranno agevolare questo percorso.

4. Impostate un budget

L’ultimo, e forse più delicato, passaggio da compiere prima di tuffarsi attivamente nella creazione della vostra social media strategy è la definizione di un budget. In questa fase la domanda fondamentale non è “quanto siete disposti a spendere?'”, bensì “quanto è necessario investire?”.

Molte aziende hanno avuto una crescita strabiliante sui social media senza investimenti milionari, tutt’altro. I casi di maggior successo sono legati ad una crescita organica accompagnata da spese per poche centinaia di dollari.

Il web è un posto fantastico dove esistono risorse gratuite per tutti i vostri obiettivi. Ma è possibile crescere in modo organico e non costoso solo a patto di aver compiuto tutti i passi precedenti in modo consapevole: solo le aziende che sanno ciò che vogliono essere e hanno definito degli obiettivi  chiari riusciranno ad avere successo on-line senza investire un capitale.

Ovviamente, un investimento minimo è necessario. Ci sono strumenti utili ai quali è bene non rinunciare, ma è fondamentale rapportare sempre la spesa fissata al valore che diamo al nostro tempo.

E’ infatti inutile spendere ore a commentare su molti blog o pagine diverse per incrementare la propria visibilità. E’ possibile investire quel tempo nella creazione di contenuti migliori, compensando le mancate interazioni con gli strumenti di sponsorizzazione a pagamento, che con un investimento minimo consentono di raggiungere un numero di persone potenzialmente maggiore rispetto a quanto si potrebbe fare in due ore di conversazione.

Se saprete dare valore al vostro tempo sui social, scoprirete facilmente qual è il livello di spesa accettabile per questo tipo di attività.

Una volta compiuti i primi passi, potete tuffarvi nella realizzazione della vostra social media strategy. Siate professionali, sbizzaritevi, divertitevi e continuate a restare aggiornati su Ninja Marketing!

Paper e Moleskine trasformano i tuoi appunti su iPad in un libro

Quante volte durante un viaggio in treno, in ufficio o in metropolitana, avete preso il vostro taccuino e scritto un pensiero per la persona cara, conservato una cartolina o un ritaglio di giornale da far vedere o leggere? Molti di voi oggi fanno tutto questo con il loro tablet o smartphone, ma avete mai pensato di trasformare tutto ciò in un bel regalo da fare?

FifthyTree lancia la collaborazione tra l’app per iPad Paper e Moleskine : grazie all’app è possibile creare un proprio book personalizzato e creativo fin dalla copertina e riceverlo in “foglio e inchiostro” direttamente a casa in due settimane!

Paper e Moleskine: dai via alle tue idee!

Più di 8 milioni di persone hanno scaricato l’app Paper solo negli USA dopo il lancio nel marzo 2012. Concepito come uno strumento per la creazione e la condivisione di schizzi, diagrammi e appunti , Apple l’ha premiata come l’app dell’anno nel 2012.

Ora l’agenzia che ha sviluppato l’app, FifthyTree, lancia un’importante partnership tra Paper e Moleskine, i cui prodotti, dai celebri taccuini alle agende, trovano da sempre non soltanto il consenso della comunità del design ma in generale di molti acquirenti.

Il loro progetto comune si chiama Book: gli utenti, scaricata l’app possono ora scegliere di trasformare i loro appunti, schizzi, disegni più creativi in un libro di 15 pagine firmato Moleskine e di riceverlo a casa al prezzo di 40 dollari. Non poco ma con Moleskine era facile da immaginare.

Un’idea regalo ma non solo…

Un libro “artistico” è sicuramente un bel regalo, ma non solo: quello che Paper e Moleskine offrono ai creativi è la possibilità anche di creare un libro personalizzato ad esempio dei propri migliori lavori. Un’ottima possibilità per fare personal branding ad un colloquio davvero importante, ad esempio.

Le opportunità ovviamente sono possibili per i singoli professionisti come per le aziende e tutto questo in pochi semplici passi: scarichi l’app gratuitamente e inizi a lavorare. Gli strumenti sono intuitivi e soprattutto sono reattivi come se tu stessi veramente lavorando su carta. Ovviamente è possibile l’acquisto in-app di colori, matite e altri strumenti per i tuoi appunti.

Paper e Moleskine realizzano un book che è esattamente come lo vedi sullo schermo del tuo iPad: le dimensioni infatti del libro sono pensate come quelle dello schermo del tablet, cioè 4:3. I più bravi potranno realizzare bellissime grafiche sfruttando il fatto che il libro è in formato pieghevole.

Quali idee prenderanno forma dai tuoi appunti?

Puoi scaricare l’app cliccando sull’immagine qui sotto:

Appunti dal Roma Web Fest: YouTube al tempo delle web series

Appunti dal Roma Web Fest: YouTube al tempo delle web series

Di Francesco Buonaurio – Audience Development Manager presso BuzzMyVideos.

Tante candidature e tante web series in gara, spam, like, condivisioni, richieste moleste in chat, Twitter, G+ e qualche email, per quei voti via Internet che non si sa se possano essere realmente utili al fine della vittoria, ma danno tanta tanta gloria.

Finalmente l’evento. Tre giorni di proiezioni delle web series in gara, in teatro e for free, in modo che chi si trovasse lì per farsi fotografare con Claudio Di Biagio (nonapritequestotubo), Matteo Bruno (canesecco) o Ruzzo Simone (thejackal), e altri, potesse anche scoprire qualche web series made in Italy.

Tuttavia, la maggior parte rompe loro un le scatole con le solite menate, filmando con camcoder attempati e compattine ogni respiro dei propri eroi del web, e magari non per questioni legate al divismo classico come lo conosciamo (ti fotografo e ti filmo perché ripongo in te un ideale di vita), ma spesso per una sciacallaggio sociale misto ad un bisogno di autoaffermazione (ti fotografo e ti filmo così sono figo di riflesso e faccio visualizzazioni e like).

In fondo questi qui son ragazzi che si sono messi davanti ad un obiettivo per divertirsi -e giocare a fare i famosi è stata una conseguenza del seguito che hanno avuto- ma che si sentono ancora dei ragazzi qualunque, e te ne accorgi se ti ci trovi a parlare, magari avendo qualche argomento in comune, come con i Nirkiop, con cui ho parlato della action camera che mi portavo dietro. Gran simpaticoni.

Appunti dal Roma Web Fest: YouTube al tempo delle web series

Oltre alle proiezioni ci sono state interessanti tavole rotonde, su temi di cui ora si parla poco, ma che probabilmente in futuro saranno oggetto di tesi di laurea e di dibattiti con seguiti maggiori. Si è parlato infatti di dinamiche finanziarie delle web series, del ruolo delle web series nel contesto mediatico, in cui esse occupano sicuramente uno spazio, esiguo, ristretto e circoscritto ai fruitori del web stesso, ma non hanno nulla da invidiare (anzi) agli audiovisivi seriali come siamo abituati ad intenderli (mettendo che poi una web series è spesso a costo zero, questo dovrebbe rendere l’idea di quanto i tempi stiano cambiando e del fatto che una rivoluzione sia in atto).

Il Roma Web Fest è stata una grande vetrina di talenti, che hanno avuto modo di figurare, apparire, e magari ritagliarsi qualche opportunità!

Sabato pomeriggio, secondo giorno del festival, si è tenuta una sessione di pitching. Il pitching è quel momento in cui un autore con una idea incontra un produttore e, in 5 minuti, cerca di convincerlo ad investire per produrla. È stato un momento che ha dimostrato da un lato il fatto che ci sono (e credo ci saranno sempre) YouTubers e malati di audiovisivo pronti a cimentarsi nel produrre qualcosa, e dall’altro lato che il mondo delle produzioni e dei soldi comincia ad interessarsi a questo mercato polverizzato di talenti sul web.

A mio parere è tutto un discorso di CPM. Il CPM (Cost Per Mille) è il fattore che rende gli YouTubers stranieri più ricchi di quelli nostrani (solo attraverso YouTube), ed esso varia da paese in paese (principalmente, ma non solo). Sono fiducioso del fatto che presto il mondo dell’advertising italiano si interesserà di più al mondo del web e di YouTube in particolare.

Percorrere la strettoia del cominciare a produrre prodotti che abbiano un linguaggio globalmente riconoscibile (e non quindi riferito solo ad una audience italiana) potrebbe essere uno dei modi per cominciare a guadagnare cifre serie. La Tv fa milioni di spettatori con un buon programma, che diventa un contenitore di pubblicità, con inserzionisti pronti a pagare per alcuni spazi; su YouTube il concetto è molto simile, ma i guadagni sono minori perché si investe di meno, e perché in ogni caso non è possibile per uno YouTuber italiano fare 3 milioni di visualizzazioni ad ogni video che pubblica.

Al Roma Web Fest sono stati anche assegnati dei premi, che è d’uopo riportare. Sono state premiate:

  • Lost in Google (Miglior community, Miglior scena d’azione, Miglior Crossmedia Storytelling, Migliori effetti speciali)
  • Soma (Miglior sigla/titoli/link, Miglior scena horror)
  • Le cose brutte (Miglior scena comica)
  • Stuck (Miglior scena comica, Miglior montaggio, Miglior soggetto e sceneggiatura)
  • Run Away (Miglior colonna sonora, Miglior sound design, Miglior fotografia, Miglior regia)
  • Revolution (Miglior scenografia e costum, Premio del pubblico)
  • Deja Vu (Miglior webserie straniera)

Alcuni di questi prodotti non sono caratterizzati dalla presenza di personaggi già famosi o inseriti in progetti noti. È il caso di Run Away, che ha fatto scorpacciata di premi, tra cui il premio alla colonna sonora, alla fotografia e alla regia (che ha permesso agli autori della serie di ricevere il premio speciale di BuzzMyVideos, network partner dell’evento, con cui sono volato fino a Roma).

E se i TheJackal invece voleranno ad Hong Kong essendosi aggiudicati il premio per i migliori effetti speciali, prima di sparare commenti da ciarlatani su inciuci e dietrologie possibili che manco il miglior Signorini del web s’inventerebbe, vedete Lost In Google. Intanto io mi diverto a fare l’Ingenuo con Ciro e Simone.

Appunti dal Roma Web Fest: YouTube al tempo delle web series

Il festival si è vantato della presenza di ospiti stranieri, coinvolti nella giuria del festival: il direttore artistico del Vancouver Web Fest Suzette Laqua, Jean Michel Albert, direttore del Web Fest di Marsiglia, e Michael Ajawke Jr. presidente di giuria e direttore esecutivo del Los Angeles Web Festival, al quale ho descritto il mio lavoro a BuzzMyVideos.

Appunti dal Roma Web Fest: YouTube al tempo delle web series

Mi ha dato il suo bigliettino da visita e mi ha informalmente invitato a Los Angeles per prendere parte ad un panel dedicato a YouTube al suo festival. Chi lo sa, magari andrò davvero a L.A., intanto torno al Google Campus di Londra senza scarpe, ma con il ricordo di una bella esperienza.

Appunti dal Roma Web Fest: YouTube al tempo delle web series

Alla prossima!