La sua storia ha fatto il giro della rete lo scorso anno. Saroo Brierley, lo ricorderete, è un giovane ragazzo di origini indiane che grazie alla tecnologia satellitare è riuscito a ritrovare la sua famiglia, dalla quale si era separato a soli cinque anni a causa di uno sfortunato incidente. Oggi la sua storia è diventata soggetto di un video di Google Maps.
Speranza, determinazione e tecnologia. Queste le parole che a Mountain View hanno scelto per parlare di una vicenda straordinaria, che ci mostra il lato bello della rete e dei suoi strumenti, la sua potenza e potenziale.
Saroo si perse in tenera età, smarrendosi nel caos di una stazione ferroviaria, di notte, e non trovò più la via di casa. Fu adottato da una coppia australiana, e lì ha sempre vissuto. Da adulto, il suo desiderio di ritrovare la famiglia d’origine cresce: ma come tanti bambini suoi connazionali, quando Saroo si perse non sapeva né leggere né scrivere, per cui non ha mai conosciuto il nome del suo paese natale. Facendo affidamento ai suoi ricordi visivi, il ragazzo decide di analizzare scrupolosamente le immagini di Google Earth per ritrovare casa, riuscendoci.
Google ha deciso di realizzare questo video, che ripercorre passo passo una storia dall’alto potenziale empatico. Guardandolo ci dimentichiamo di essere di fronte ad uno spot (perché di questo si tratta), ed è questa la sua forza: ci immergiamo completamente in un frame narrativo nel quale la tecnologia è strumento magico, umano, e Google rappresenta null’altro che il sottofondo di una storia composta di persone.
Voi come vi approcciate a questo video? Opportunismo commerciale per Google Maps o genuina occasione di storytelling ben sfruttata?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-10-17 13:50:012013-10-17 13:50:01Saroo e Google Maps, la commovente storia diventa un video [VIDEO]
E’ il solito venerdì sera a casa di amici. Birra e vodka non mancano e puntualmente c’è quel vostro amico che beve così tanto fino a crollare dove capita. Come resistere alla tentazione di metterlo in ridicolo disegnando sul suo corpo scarabocchi politicamente scorretti?
Questo è il concept alla base della campagna ‘Be the artist not the canvas‘ realizzata da DDB New Zelandper Steinlager, che invia in modo divertente un importante messaggio.
La marca di birra neozelandese ha voluto mostrare uno dei tanti effetti dell’alcool e puntare il dito contro coloro che ne abusano tanto da svenire e offrire involontariamente il proprio corpo come tela per i vari amici artisti durante una festa.
Il Group Account Director di DDB, Scott Wallace, ha dichiarato: “dovevamo dimostrare che ci si può divertire lo stesso senza devastarsi e senza suonare come la paternale di un genitore“.
Il messaggio dietro la campagna risulta immediato: se devi bere non esagerare, piuttosto sii più furbo, fai in modo di essere l’artista e non diventare la tela. Gli sviluppatori del progetto non solo hanno realizzato una vera e propria galleria d’arte sul sito di Steinlager con tanto di titolo delle opere e spiegazione del significato da parte dell’artista, ma hanno anche creato una app, “Be the artist”, che offre la possibilità a chiunque di immortalare per sempre le proprie opere e condividerle con gli amici.
Piuttosto che puntare sui soliti moralismi, Steinlager ha scelto di mettere in ridicolo un comportamento sbagliato portandolo ad un livello più leggero, puntando alla reputazione sociale dell’individuo che, soprattutto per i giovani, è un tema di estrema importanza.
Credits
Client: Steinlager
Agency: DDB, Auckland, New Zealand
Executive Creative Director: Andy Fackrell
Creative Director: Chris Schofield
Art Director: Gavin Siakimotu
Copywriter: Natalie Knight
Account Director: Susie Darling
Photographer: Troy Goodall
Account Manager: Jonathan Rea
Photographer, Producer: Michele Richards
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00kiwihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngkiwi2013-10-17 12:30:542013-10-17 12:30:54Be the artist not the canvas: bere meno vuol dire divertirsi di più
LG Francia è riuscita a catturare l’attenzione di molti utenti con una coinvolgente e folle campagna promozionale per il nuovo modello G2.
Il produttore sud-coreano ha attirato molti passanti di una piazzetta francese, posizionando un piccolo, intrigante chiosco lungo il passaggio. Le persone, incuriosite, inseriscono lì il proprio smartphone convinte di poterne migliorare le performance, come il box suggerisce.
Non appena lo sportello dov’è collocato lo smartphone si chiude, il mal capitato si trova davanti un individuo dall’aspetto poco raccomandabile rinchiuso dentro la cabina. In pochi secondi e con vari strumenti e attrezzi taglienti, comincia a distruggere il cellulare senza nessuna pietà, provocando un vero e proprio shock al proprietario che non può fare nulla se non agitarsi dietro il vetro.
Dopo una serie di reazioni “violente” riversate contro la cabina, i resti del cellulare vengono riposti in una scatola e inserita nello sportellino iniziale. I proprietari, ancora sotto shock, aprono la scatola e, stupiti, scoprono che al suo interno c’è il nuovo LG2.
Ovviamente tutto ciò è semplicemente un’ottima campagna pubblicitaria dedicata ai più coraggiosi che, alla fine, riavranno indietro il loro vecchio ma amato smartphone.
E voi avreste inserito il vostro prezioso e inseparabile cellulare in una cabina sbucata dal nulla?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Anikahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAnika2013-10-17 11:50:252013-10-17 11:50:25LG Francia: uno smartphone gratis se distruggi il tuo [VIDEO]
Nella collezione Fall/Winter di Swatch arrivano tre nuovissimi modelli con quadrante lenticolare che, con un simpatico effetto "vedo non vedo", permettono di visualizzare l'ora in 3D.
Che Swatch fosse un’azienda sempre all’avanguardia è cosa nota, sin dal loro arrivo sul mercato ormai 30 anni fa gli orologi più famosi del mondo hanno immediatamente conquistato tutti per il design divertente, colorato e innovativo (chi di noi da bambino non si sentiva un po’ supereroe con al polso il mitico Scuba? :)).
Quest’anno poi si sono addirittura superati: all’interno della nuova collezione Fall/Winter, nella linea Trompe l’oeil hanno fatto capolino tre nuovi modelli molto particolari, dal quadrante realizzato con stampa lenticolare e capaci di comunicare le ore – e non solo – con simpatici effetti di movimento che animano il quadrante rendendolo per la prima volta uno spazio dinamico.
La particolare tecnica di stampa lenticolare, fa sì che in base all’inclinazione del polso, e quindi del quadrante, si possano visualizzare le lancette o un messaggio… alternativo.
Il modello SUOG104, probabilmente dedicato agli animi più irruenti e istintivi, prevede l’alternarsi delle tre parole STOP – THINK – TALK stampate proprio al centro del quadrante, come saggio monito a fermarsi a riflettere prima di parlare… e prima che sia troppo tardi 😀
Il SUOB 107 invece, apparentemente più serio e sobrio, si diverte a far scomparire i numeri dal quadrante a seconda dell’inclinazione con un ironico Non vedo l’ora che, invece, resta sempre ben visibile sul quadrante.
L’ultimo modello lenticolare della nuova collezione, il GB 277 Speed Around, che ricorda vagamente un tachimetro e dà l’idea della potenza, è realizzato con l’effetto Multiframe che permette il cambiamento dei colori della corona con il passaggio dei minuti, che compaiono stampati al centro del quadrante.
Gli effetti dati dalla stampa lenticolare sono sicuramente un grosso valore aggiunto per la nuova collezione, che supera la semplice decorazione grafica andando incontro alla tecnologia più avanzata e accattivante, senza dimenticare l’aspetto giocoso tipico delle collezioni Swatch più popolari. I tre modelli poi, con la sottile ironia e i messaggi divertenti, rendono questi tre orologi veramente imperdibili.
E voi che tipi siete, inguaribili precipitosi, allegri e sarcastici o amanti della velocità? Qual è il modello lenticolare perfetto per voi?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kikuhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKiku2013-10-17 10:54:012013-10-17 10:54:01Arriva lo Swatch lenticolare, l'orologio dal quadrante con effetti speciali
Il web marketing è senza dubbio una chiave di successo, in grado di dare risposte efficaci alle sempre mutevoli necessità informatiche e di visibilità delle aziende.
Servizi come la creazione di pagine Web, il collegamento e uso di siti E-commerce, utilizzo di Social Media, creazione di App sempre più confacenti alle esigenze dei consumatori odierni, ad esempio, possono conferire, se ben gestiti, un alto valore aggiunto soprattutto al mercato di riferimento di molte Web Agency.
È proprio grazie all’ operato di queste attività che strutture ricettive, aziende manifatturiere, PMI in generale, si affidano sempre più al lavoro di questo tipo di agenzie.
Business e Marketing: roba da bambini?
Chi pensa, ad esempio, che gestire un’azienda sui Social Media sia una cosa da bambini si sbaglia abbondantemente.
Non basta avere dimestichezza con le nuove tecnologie. Non basta caricare una foto o elaborare un semplice post su un social network.
Gestire un’azienda sui Social Media e cercare di trarre dei vantaggi in chiave business non è così semplice e immediato come sembra.
Le potenzialità dei Social Media per il successo di una piccola e media impresa sono molteplici, ma per poterle sfruttare in pieno c’è bisogno di una strategia accurata e mirata; e le Web agency pensano proprio a questo, attraverso una fase strategica prima e operativa poi.
Ma facciamo un piccolo passo indietro per capire cosa sta esattamente succedendo nell’ economia, business e più precisamente nel marketing di oggi.
Dal prodotto al consumatore
Il marketing storicamente, si è sempre basato sulla regola delle “4P”, introdotta dallo studioso Philip Kotler: product, price, placement, promotion. Una visione decisamente “prodottocentrica”.
Oggi, invece, con l’avvento del Web 2.0, l’utilizzo massiccio della rete da parte di milioni di individui, anche il marketing si è evoluto, ponendo il cliente al centro delle sue strategie.
Da product, price, placement, promotion siamo passati alle “Nuove 4 C”: consumer, costs, convenience, communication.
Le web agency offrono, a questo proposito, delle strategie rispondenti ai nuovi quattro criteri, permettendo alle piccole e medie imprese non solo di essere al passo con i competitor, ma di guadagnare in termini di vantaggio competitivo.
È proprio in virtù, quindi, del tipo di lavoro delle web agency, attraverso soprattutto i Social Media, che si comincia a pensare che queste possano essere e diventare effettivamente partner ideale per le imprese che decidono di crescere in modo “sociale”.
La giusta integrazione
La produzione e l’uso di ICT (Information and Communication Technologies), sono oggi tra i principali fattori alla base del differenziale di crescita economica, soprattutto per quanto riguarda gli indici di produttività e occupazione. Proprio per questo motivo si ritiene anche che tramite adeguati interventi di politica economica si possa elevare il capitale tecnologico, conoscitivo ed umano delle imprese, le quali, al tempo stesso, dovrebbero dotarsi di nuovi stili organizzativi, al fine di rendere effettivi i potenziali benefici delle nuove tecnologie.
Una giusta integrazione, quindi, tra PMI e ICT può portare:
Un aumento dell’occupazione, soprattutto nei servizi legati alle nuove tecnologie digitali.
Una maggiore produttività per le aziende che in particolar modo “fondono” R&S e ICT.
Alta capacità innovativa.
Un giusto e più adeguato supporto nella definizione dell’offerta.
Una speranza contro la crisi
La speranza, per gli operatori del settore Web 2.0, è che molti capiscano l’importanza e si affidino al tipo di servizi che offre il loro particolare lavoro; composto e supportato ovviamente da professionisti esperti che effettuano continuamente studi sul mercato, con il fine di elaborare strategie di marketing il più possibile vincenti.
Grazie a questo tipo di attività, infatti, ci si chiede ormai se tale nuovo modo di “far impresa” possa davvero diventare una “chiave di volta” per molte aziende per cercare di uscire, superare, “cavalcare” il difficile momento economico che sta permeando il nostro Paese, e sfruttarlo come un’opportunità per “riscattarsi” e ottenere così grossi e molteplici risultati positivi.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Akikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAkiko2013-10-17 09:29:382013-10-17 09:29:38Fare business col web in tempo di crisi
Parliamo nuovamente di un evento Apple e questa volta la data è il 22 ottobre alle 10 am, 19 ore italiane. L’invito è finalmente arrivato e ora i rumors sul protagonista del keynote si fanno più numerosi, ma tutti convergono su un’unica supposizione: sarà un nuovo iPad il prossimo prodotto presentato da Tim Cook.
Quello su cui ancora si dibatte è invece quale dei due tablet di casa Apple verrà rinnovato: ricordiamo infatti che esiste anche iPad Mini e che su questo prodotto Apple ha investito un importante cambiamento di rotta.
Ma a far congetture come Sherlock Holmes nelle sue roccambolesche investigazioni, qualche giornalista e blogger si è messo in testa di criptare il consueto claim che accompagna l’invito all’evento Apple. Qualche indizio ha convinto anche noi Ninja, perciò lo condividiamo con voi: iniziamo proprio dal claim dell’invito.
We still have a lot to cover
“We still have a lot to cover” ovvero “Abbiamo ancora molto di cui occuparci“: il primo pensiero ovviamente va all’idea che questo evento Apple sarà la presentazione di più prodotti. E’ presto detto quali sono i primi possibili “candidati”: iPad, iPad Mini, Macbook Pro, mac Pro con processore Intel Hanswell, Apple TV e per il sistema operativo Mavericks. Insomma, di carne da mettere al fuoco Apple ne ha e l’attesa ha reso tutti i suoi fan molto affamati!
Ma l’invito offre altri indizi: intanto tutte queste foglie colorate fanno pensare nuovamente ad un prodotto (o più prodotti) che come è già accaduto per iPhone 5c non saranno più nei consueti colori bianco nero o argento, ma avranno nuove tonalità.
Del resto anche l’uso della parola “cover” non sembra casuale: potremmo avere la sorpresa di nuove cover per tablet e non soltanto più ripiegabili come le Smart Cover, ma con un nuovo design funzionale.
E’ l’ora di iWatch?
L’evento Apple si svolgerà nel più capiente Yerba Buena Center for the Arts nel centro di San Francisco. Apple ha inoltre invitato i giornalisti europei a Londra dove il keynote sarà trasmesso nella sala eventi del Kings Place Hall.
Infine per i dipendenti Apple di tutto il mondo il keynote sarà disponibile in streaming: questa totale apertura dell’evento ha fatto pensare anche alla possibilità di una notizia futura sull’apertura completa dell’evento al pubblico (via streaming magari dagli store) ma finora nulla è confermato.
Quello che colpisce della scelta di questa location è il fatto che lo Yerba Buena Center è molto più capiente della sala convegni del Campus di Cupertino dove sono stati presentati i nuovi iPhone.
L’ipotesi più semplice da fare e che si ricollega a quella iniziale, è che questa volta i prodotti siano molti di più: inoltre allo Yerba Buena Center per tradizione sono stati presentati in passato nuove categorie di prodotti. Ecco perché Mashable ha anche ipotizzato la presentazione del nuovo iWatch.
Noi restiamo in attesa di nuovi rumors da segnalarvi e ci prepariamo a seguire con voi l’evento in diretta: voi ricordatevi l’appuntamento su Ninja Marketing alle ore 19 del 22 ottobre!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/10/Evento_apple_invito1.jpg534950Naokohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNaoko2013-10-16 21:57:452013-10-16 21:57:45Evento Apple: è l'ora di un iPad colorato o di iWatch?
Giusto in tempo per il ritorno degli zombie di “The Walking Dead“. Oramai già da un bel pezzo siamo stati tutti contagiati da questa serie, una delle più seguite degli ultimi anni, e a ridosso del lancio della quarta stagione, quando la febbre sale e le ricerche aumentano, il brand di batterie per auto DieHard ne ha approfittato, sfruttando la favorevole affinità semantica tra il suo nome e le vicende del telefilm della AMC.
Qual è la caratteristica che tutti cerchiamo in una batteria? Che resista a lungo, che ci salvi in momenti che riteniamo disperati. E un assalto da parte di un gruppo di affamati, bruttissimi zombie, può essere ben ritenuto uno di essi.
È proprio quello che accade ai giovani protagonisti del video, presumibilmente una coppia di fidanzati, che cercano di sfuggire all’orda di non-vivi.
Per fortuna i creativi dell’agenzia Y&R Midwest non si sono limitati a citare e hanno inserito nella narrazione una svolta doppiamente liberatoria: ad un certo punto infatti il ragazzo abbandona la fidanzata, scegliendo di mettersi in salvo senza neppure troppe remore. Fortunatamente lei esce dalla terribile situazione e trova un pick up malmesso, ma con una batteria potentissima, che le permette di scappare.
E quindi, per prima cosa la nostra eroina si salva dagli zombie, e in secondo luogo il karma si abbatte sull’egoista fidanzato che invece soccombe a bordo di auto che pareva in buono stato, ma alla fine non si è messa in moto.
Oltre alla fotografia, anche la scelta di effetti e colonna sonora ricalca TWD: fino alla parte finale sentiamo principalmente le urla disperate della ragazza unite ai sordi rantoli degli zombie, fino a quando non parte, in sottofondo alla fuga finale, un classico brano rock come spesso abbiamo sentito negli episodi della serie.
Credits:
Director: Tom Routson Production Company: Tool CCO: Bill Cimino Creative Director: Pam Mufson Creative Director: Jeremy Smallwood Executive Producer: Brian Smego Producer: Deja Von Ende Executive Producer: Brian Latt Executive Producer: Dustin Callif Executive Producer: Oliver Fuselier Executive Producer: Danielle Peretz Producer: Cindy Becker Editorial: Whitehouse Post Editor: Matthew Wood Executive Producer: Dan Bryant Producer: Laurie Adrianapoli Visual Effects: The Mill – Chicago Original Music/Music Licensing: Beta Petrol Sound Design & Mix: Another Country Sound Mixer: Dave Gerbosi Additional Sound Design: Matt Wood
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-10-16 18:01:162013-10-16 18:01:16In fuga dagli zombie vi servirà una buona batteria per auto [VIDEO]
Nel corso del Salerno In Fantasy ho avuto modo di avvicinarmi ai giochi di ruolo in Second Life, ma ve ne parlerò nei futuri articoli.
Oggi, invece, mi preme raccontarvi di una particolare applicazione dei mondi virtuali (in questo caso LOTRO) in ambito universitario. Ci trasferiamo in America, alla Vanderbilt University, dove il professore Jay Clayton, docente di inglese, ha dato vita ad un corso che, partendo dalla passione degli studenti per i videogames, esplora come i racconti e i romanzi, come ad esempio Il Signore degli anelli, siano permeati attraverso i media e come le regole della narrazione si siano applicate a questi nuovi contesti virtuali.
Infatti, Clayton, avvicinando il vecchio e il nuovo, partendo dalla narrativa del Romanticismo e facendo cioè convergere la Letteratura, la Scienza e la Tecnologia, approda ad uno dei più grandi mercati del mondo, vale a dire quello del gioco – che conta nel 2012, come lui stesso afferma, un fatturato di circa 64 miliardi di dollari e che coinvolge al suo interno un gran numero di scrittori, artisti, compositori, ingegneri informatici, teorici del gioco, produttori di videoe professionisti del marketing.
Clayton sostiene che occorre essere al corrente dei modi con i quali i nuovi mezzi alterano la comprensione delle narrazioni e invita chi ne abbia voglia, studenti e non, ad unirsi in quella che lui stesso definisce un’avventura intellettuale alla scoperta del patrimonio culturale dei giochi on line.
Gli studenti che si iscrivono al corso di Clayton possono servirsi di due percorsi: uno, rivolto a chi è in grado di ruolare on line usufruendo de Il Signore degli Anelli Online ™ (LOTRO), l’altro alle persone che vorrebbero approfondire la conoscenza dei videogiochi, di Tolkien, della tradizione romantica ma senza ruolare.
Non trovate che sia molto interessante l’utilizzo dei mondi virtuali nelle tecniche narrative?
Io direi di sì!
Voglio, poi, proporvi un altro esempio, questa volta tutto italiano, di come il gioco e la narrativa possano confluire e concepire brillanti risultati. Mi riferisco al romanzo scritto da Chiara Listo e Giuseppe Vitale intitolato London calling: a tale from Norwich (Prospero Editore, 2013), nato quasi casualmente da una sessione del gioco di ruolo stile UrbanGothic con venature Steampunk, due generi che si mescolano ai canoni classici dell’horror con paesaggi futuristici e post-apocalittici e che, come affermano gli autori, si ispirano a Verne, il primo vero scrittore Retrofuture.
Da questi esempi si evince chiaramente che è giunta l’ora di cambiare il paradigma dell’educazione, e a questo proposito vi invito a visionare quest’interessante video suggeritomi dalla docente virtuale Jole Caponata:
Ma cosa è successo a Salerno nell’ambito dei videogames?
Nel padiglione interattivo del Salerno in Fantasy, dove c’eravamo anche noi di Second Life, ecco l’incontro con lo IUDAV, l’Institute University Digital Animation and Videogames (attivato dal Link Campus University di Roma, Università non statale riconosciuta legalmente dal MIUR), il primo sul territorio nazionale, in grado di creare figure professionali capaci di competere con il mercato internazionale. Il corso, attivo da questo autunno, prevederà due possibili percorsi: Animation (produzione e realizzazione di contenuti audiovisivi animati) e Videogames (produzione e realizzazione di videogames).
Il corso prevede attività sia teoriche che pratiche attraverso la frequenza a laboratori e stage presso grandi marchi del settore come Sony, Nintendo e Microsoft.
Insomma non c’è che da scegliere come, dove e cosa studiare! Buono studio e divertimento a tutti!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ninja Guesthttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNinja Guest2013-10-16 17:14:422013-10-16 17:14:42Role-playing: da Verne a Tolkien, dalle Università ai videogames
“Siamo nel 2021. Il tempo non è dalla nostra. Le giornate sono scandite da impegni che si susseguono uno dopo l’altro: 14 eventi, 7 mise, un’unica soluzione… Plexus”. Inizia così il video che presenta la futuristica t-shirt disegnata da Vernon Chen e Joanne Lim Jin Xuan, pubblicato su Yanko Design.
Le due designer hanno immaginato che nel prossimo futuro le t-shirt non saranno realizzate da tessuti ma da nano particelle a forma di pixel. Queste saranno così in grado di interagire con l’ambiente in cui si trova chi le indossa tanto da potersi trasformare a seconda delle esigenze.
Dalla maglietta casual per correre o mettere in casa alla camicia per la riunione o l’evento chic, il tutto con un unico indumento e in pochi secondi. La trasformazione di Plexus sarà possibile, come si vede nel video, grazie all’apertura e alla chiusura dei pixel che la compongono e che gli daranno così un nuovo aspetto (ed anche a chi la indosserà).
Pleux non è stata ancora creata ma pare possa essere un’ottima soluzione per tutti coloro che hanno un’agenda ricca di appuntamenti, per chi vuole avere sempre un abbigliamento appropriato in base all’occasione, per i più vanitosi che magari vogliono giocare con gli abbinamenti e anche per chi non può permettersi di lavare di continuo panni o portarli in lavanderia, per motivi di tempo o anche di denaro.
Chen e Xuan hanno quindi progettato un prodotto che rispecchia l’idea di un uomo del futuro “senza tempo”: un uomo che sarà sempre più preso dagli avvenimenti, non avrà tempo per cambiarsi o per fare shopping e che quindi potrà affidarsi all’hi-tech per risolvere questi problemi pratici. Insomma il “che mi metto stamattina” sicuramente non attanaglierà più le menti delle donne che adotteranno Plexus.
Voi che ne pensate? Scegliereste Plexus per vestire le vostre giornate?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/10/Plexus_la-t-shirt_del_futuro_1.jpg398600Felicia Mammonehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFelicia Mammone2013-10-16 14:50:542013-10-16 14:50:54Plexus, la t-shirt del futuro
Molti di noi sperano di poterle rivedere un giorno anche in Italia. Stiamo parlando delle famose ciambelle della Dunkin’ Donuts, il pensiero fisso di Homer Simpson e di tutti gli Americani e non, junk food dipendenti.
In attesa di un loro ritorno, vogliamo raccontarvi le ultime iniziative in tema di customer engagement del principale competitor di Krispy Kreme, altro storico colosso dell’industria dolciaria Statunitense.
Lo scorso 9 settembre, in occasione del Monday Night Football è andato in onda su ESPN il primo spot interamente realizzato su Vine, l’applicazione mobile video-based acquisita da Twitter a fine 2012.
Il video, che ritrae un insolito caffè latte vestito da arbitro fare il lancio della monetina, non ha solo l’obiettivo di introdurre le partite della serata, ma soprattutto di presentare la nuova campagna “multi schermo” della Dunkin’ Donuts.
Di cosa si tratta? Grazie all’apposito hashtag #DunkinReplay, tutti gli appassionati della NFL potranno votare, per tutta la stagione, le azioni più belle dei primi tempi delle partite del lunedì sera.
Una squadra speciale messa a disposizione dalla agenzia Hill Holliday, sceglierà l’azione più votata e la ricreerà su Vine con un video di 5 secondi, sostituendo i veri personaggi della partita con caffè, ciambelle, munchkin e altri prodotti del Menu Dunkin’ per poi pubblicarli su Twitter entro la fine della partita stessa.
Ma non finisce qui. Solo pochi giorni fa infatti, in occasione dell’ANA, conferenza sul Marketing che si tiene ogni anno a Phoenix, John Costello President of Global Marketing and Innovation del gruppo, ha annunciato una nuova campagna che avrà come protagonisti i propri consumatori più fedeli.
L’azienda infatti ha selezionato sulla pagina#MyDunkin i tweet più belli (o forse che parlano meglio di Dunkin’ Donuts?) e gli autori diventeranno protagonisti nei nuovi spot, il primo già on-air in questi giorni.
Insomma, Dunkin’ Donuts, sembra molto attenta a ricercare nuove modalità di coinvolgimento dei consumatori, e la storica partnership con il Monday Night Football ha concesso la possibilità di creare contenuti che si prestano bene al dialogo tra i social media e un canale tradizionale come la TV.
A giudicare anche dalla grande partecipazione su Twitter, lo sport si presta particolarmente bene a questo tipo di attività. Adesso, siamo curiosi di scoprire il volto dei nuovi testimonial del Brand. La prima è Meg, chi sarà il prossimo?
Siamo sicuri che nessuno si sorprenderà se dovesse spuntare qualcuno vagamente somigliante al signore qui sotto…
The Simpson
Credits:
Advertising Agency: Hill Holliday
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Hideki-Kunhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHideki-Kun2013-10-16 13:00:182013-10-16 13:00:18Dunkin’ Donuts e le nuove strategie di customer engagement
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