Tra poco è Halloween e anche sui social network si iniziano a vedere i primi contenuti dedicati alla notte degli orrori. Vista l’atmosfera creata da questa festa – soprattutto nell’oltreoceano – Mashable ha lanciato una Vine challenge e ha selezionato 10 vincitori che hanno rappresentato con più originalità le tradizionali zucche intagliate.
Vi proponiamo i video scelti per iniziare ad immergervi nella macabra atmosfera.
1. La zucca di Doctor Who
2. Lego Zucca
3. Lanterna Horror
4. Zucca capelluta
5. Donald Zump
6. Canto e zucche
7. Ho intagliato la mia zucca!
8. Zucche intagliate con la motosega
9. Intaglio e sorriso
10. Quattro zucche
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Paolo Navahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngPaolo Nava2013-10-29 10:00:312013-10-29 10:00:3110 video di Vine per le migliori zucche di Halloween
La notizia ha fatto il giro della Rete nella serata di ieri. Lou Reed è morto, e il nostro Jacopo Attardo aka jacknroll ha già condiviso con voi un bel post al quale non c’è molto da aggiungere.
Qui ci limitiamo a proporvi una piccola raccolta dei video che la rete ha più amato del grande artista, in aggiunta ad alcuni contenuti creati dagli utenti e poi condivisi online, ispirati dall’arte dell’indimenticabile musicista e dei suoi Velvet Underground.
Opere originali o mashup realizzati dai fan a partire da contenuti “ufficiali”, in ogni caso simbolo di una forza creativa che si diffonde e rinnova.
Perfect Day
Sweet Jane
Walk on the wild side
Waiting for the man
Heroin
Romeo had Juliette
“Walk on the wild side” sulle immagini originali dell’entourage di Andy Warhol
Sometimes
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-10-28 18:15:402013-10-28 18:15:40Lou Reed, 10 video realizzati e ispirati dall'artista [VIDEO]
Se in questo momento siete alla ricerca di una notizia interessante da condividere sui social media, allora siete la maggioranza. Secondo una recente ricerca Ipsos effettuata a livello mondiale, il 61% del campione (più di 18.000 adulti in 24 paesi) ha dichiarato di condividere “cose interessanti”, il 43% “cose importanti” e con la stessa percentuale troviamo la preferenza a condividere “cose divertenti”.
Scendendo ci fermiamo al 37% per quanto riguarda la condivisione di “quello in cui crediamo” e al 29% per la condivisione di “cause sociali”. Per quanto riguarda l’Italia, il dato piú sorprendente è un misero 10% nella condivisione di “cose uniche”, fotografia di una nazione in crisi anche su questo aspetto, quando la media mondiale risulta abbondantemente sopra il 30%.
Cosa condividiamo sui social media? (fonte: Ipsos Open Thinking Exchange, 2013)
Cerchiamo di capire innanzitutto cosa determina la condivisione di “cose interessanti”, che dunque rappresenta la maggioranza. Secondo uno studio apparso su Psychological Science le persone tendono ad imitare il comportamento degli altri e a condividere informazioni mosse dall’eccitazione, percependo un piacere istantaneo che, più è positivo, più vuole essere condiviso con i nostri contatti.
Invece la psicologa americana Sherry Turkle, nel suo intervento a TED “Connessi, ma soli?”, sintetizza il concetto“Condivido, dunque sono.”, in cui l’atto di condividere sui social media unito alla la possibilità temporale di decidere quando scrivere e cosa cancellare, determina l’opportunità di essere quello che vogliamo, ma soprattutto quello che non siamo. Questa modifica al nostro profilo può portare ad una preferenza verso le conversazioni virtuali, semplicemente perché nelle conversazioni reali non sempre abbiamo la “risposta pronta”.
Con i nuovi strumenti digitali, quindi, la comune tendenza ad omologarsi è ora ancora più facile e poco stupirebbe se gli argomenti delle condivisioni fossero influenzati da interessi in parte indotti dal flusso di notizie che stiamo seguendo e con cui vogliamo interagire per non rimanere, come direbbe la Turkle, “soli nell’insieme”.
I fornitori di servizio non stanno a guardare e migliorano gli strumenti di condivisione anche in base all’utilizzo che ne facciamo, ma da qualche tempo stanno introducendo funzioni che fanno delle nostre attività social uno strumento di marketing. Le recenti introduzioni delle “Notizie sponsorizzate” e dei “Consigli condivisi” da parte di Facebook e Google non fanno altro che trasformare la nostra attività in un supporto di comunicazione per i brand.
Intendiamoci, non c’è nulla di male in questo meccanismo che mutua la gratuità del servizio all’uso commerciale delle informazioni che vi poniamo all’interno e comunque nulla che non sia notificato nelle modifiche ai termini di servizio che oggi, ma solo dopo numerose proteste, vengono di volta in volta comunicate agli utenti in maniera trasparente.
Nella gara alla trasparenza oggi però vince Google, che nella sua ultima modifica ai termini di servizio permette in maniera semplice di escluderci da questo meccanismo di marketing mentre Facebook continua, in modo non sempre lineare, nella gestione dei nostri dati e a breve non permetterá piú di nascondere i nomi degli utenti dal campo di ricerca, aggiungendo però opzioni selettive per ogni parte restante del profilo, sempre a favore dell’evoluzione del motore Graph Search.
In conclusione è indubbio che i social media, aiutati dall’evoluzione degli smartphone, stiano ridefinendo le regole e aumentando la velocità con cui si svolge la nostra vita online. Stiamo assistendo ad un aumento esponenziale delle condivisioni e in questo “niagara” di post, tweet, +1 e pin ci mostriamo al mondo, in un processo che tende a definire in maniera sempre piú precisa quello che ci piace, osservati dall’occhio nascosto, ma attento, dei fornitori di servizio.
Per quanto riguarda l’Italia, in attesa di uscire dalla crisi politica, possiamo solo provare a risollevare quel 10% di condivisioni di “cose uniche”, che non rende onore ad una nazione storicamente artistica e produttiva come la nostra, ma sopratutto perché “creare è dare forma al nostro destino” (Albert Camus).
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/10/think-different2.jpg397630Mattia Montanarihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMattia Montanari2013-10-28 17:00:152013-10-28 17:00:15Perché condividiamo sui social media? Omologazione batte originalità
SlideShare è una preziosa freccia all’arco del Content Marketing: una presentazione riuscita, ricca e approfondita, può essere integrata in una strategia di comunicazione globale e garantire un ritorno in termini di visibilità e fidelizzazione, con ricadute positive sul business.
Lo sanno bene i tipi di Socialmediaexaminer, che hanno dedicato un articolo su come sfruttare SlideShare per generare conversioni.
Andiamo a scoprire e commentare nel dettaglio i dieci consigli di Jason Miller.
1. Basa la tua presentazione su un argomento che conosci bene
Una famosa regola della narrativa dice “scrivi di ciò che sai”. Vale lo stesso per le presentazioni su SlideShare: il tuo obiettivo è affermarti come un esperto nel tuo campo. Ma puoi, anzi devi, allargare il campo dei tuoi interessi, se si affiancano, o si sovrappongono, al tuo interesse principale. Potrai così offrire sempre nuove risorse
2. Il tuo titolo, la tua headline
Conosciamo bene l’importanza del title sul web. Sappiamo altrettanto bene che catturare l’attenzione, causa overload informativo, è sempre più difficile. Una presentazione creativa, ben fatta e facile da leggere può aiutare nel trasformare i visitatori in lettori – o meglio, visualizzatori -, a patto che all’headline segua un contenuto valido.
3. Uno sguardo anche alla Seo
Mai scrivere un post pensando solo ai motori di ricerca. Vale anche per le presentazioni: inutile, anzi dannoso, lavorare forzatamente sulle parole chiave, che al contrario devono essere inserite naturalmente nel contenuto. Miller consiglia di ottimizzare description e tags con le keyword fondamentali, poi aggiunge: “Il fatto che la tua presentazione su Slideshare possa essere facilmente inserita in altri siti aiuta nei risultati Seo“.
4. Condividi la tua presentazione nei vari social
Le presentazioni Slideshare si prestano bene a essere condivise su blog, landing page, Twitter e Linkedin, “per trarre il massimo dal tuo visual marketing”. I tuoi lavori avranno così la possibilità di essere diffusi e raggiungere facilmente il tuo target.
Miller suggerisce di pensare alla presentazione come il nucleo di una campagna di marketing.
5. Studia la strategia di promozione prima di pubblicare la tua presentazione
Inserita nel contesto di un piano di comunicazione social, una presentazione può dare la spinta propulsiva iniziale. Ma dev’essere coerente con la strategia e perciò, suggerisce l’autore, dev’essere testata con l’intero team di marketing prima di pubblicarla per avere il massimo impatto.
“Assicurati di avere una strategia promozionale a posto prima di caricare la presentazione. Facendo questo darai una chance in più per avere l’agognata front page di SlideShare e guadagnare lo status Hot on“.
6. Continua ad attirare visualizzazioni
“Una grande presentazione SlideShare può essere una star in più posti, non solo in uno”. Un ottimo lavoro dev’essere sfruttato il più possibile: durante una conferenza, sui social media, webinar… perché limitarsi?
7. Riproponi, anche in altre forme
Hai scritto un white paper che è davvero un capolavoro? Beh, puoi provare a trasformarlo in una presentazione coi fiocchi. Vale anche per un case study, magari in occasione di un webinar o di una conferenza per aiutare ad esprimere il tuo punto di vista. SlideShare è uno strumento versatile, non dimentichiamolo!
8. Testa gli analytics
La versione Pro di SlideShare permette agli utenti di trarre spunti di riflessione dagli analytics. Nell’ottica di un progetto di content marketing, i dati sono uno strumento per capire quale parole chiave (o microargomento) funziona e quale no, da dove proviene il traffico e la permanenza dei visitatori.
9. Attiva l’opzione per il lead generation form
SlideShare permette di integrare una landing page alla fine della tua presentazione. Così un utente incuriosito dal tuo lavoro (o dalla tua azienda) può facilmente scaricare il file o decidere di contattarti per sapere di più. A tutti gli effetti, un’efficace call to action.
10. Aggiungi le tue presentazioni al profilo Linkedin
Come scrisse tempo fa Simone, Linkedin è il social deputato ai profili professionali. Collegare le presentazioni all’account Linkedin è un passo doveroso per chi vuole accrescere la propria reputazione.
Abbiamo dunque scoperto qualche buon consiglio per utilizzare al meglio le potenzialità di SlideShare, che “offre ai tuoi contenuti un modo differente di essere fruito, in maniera più interattiva e visivamente stimolante”. E tu, come la vedi? Condividi queste dritte?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/10/SlideShare_10_consigli_per_generare_conversioni.jpg476940Hivoakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHivoaki2013-10-28 14:50:552013-10-28 14:50:55SlideShare: 10 consigli per generare conversioni
1 miliardo di dollari: Facebook pare aver avanzato un’offerta monstre per acquisire una delle app più popolari per condividere foto, Snapchat.
L’indiscrezione, riportata da Mashable e condivisa dal Wall Street Journal, pone l’accento su come il social network più famoso del mondo intenda ritagliarsi un ruolo da protagonista per ciò che concerne il mercato dei contenuti fotografici, da sempre una delle strade più appealing per innescare meccanismi di condivisione.
Dopo l’acquisizione di Instagram un’altra mossa da parte del team di Facebook per trasformare l’ambiente sociale in un vero e proprio contenitore di narrazioni, incentivando la produzione di contenuto friendly.
In questo video, una sintesi di cosa sia Snapchat e delle sue funzionalità (da notare la location scelta: il canalone dove il T-1000 di Terminator 2 inseguiva un giovanissimo John Connor, salvato dal T-800 Schwarzenegger).
Facebook sta quindi preparando un’altra piccola grande rivoluzione fotografica? Lo scopriremo solo se l’offerta da 1 billione di dollari verrà effettivamente confermata!
Prendete un gruppo di imprenditori, informatici e designer e metteteli a bordo di un bus. Dategli in mano un canvas, una scorta di RedBull e 72 ore di tempo per sviluppare la loro idea di business. Cosa ne verrà fuori lo scopriremo solo il 30 Ottobre a Vienna, al Pioneers Festival, tappa finale del tour e uno tra i più importanti eventi di web ed imprenditoria nel mondo in grado di riunire per ben due giorni più di 2500 tra investitori, startup, giornalisti e speaker di fama mondiale quali Vishal Sharma (Google) e Adam Cheyer (Siri).
Nel frattampo possiamo raccontarvi come sta andando il viaggio dello StartupBus italiano, partito sabato da Roma e che, dopo una tappa a Torino, raggiungerà Milano e poi Treviso.
StartupBus: dalla Silicon Valley all’Italia
StartupBus è un’iniziativa internazionale, nata nella Silicon Valley nel 2010, dedita alla promozione di giovani imprenditori, informatici e designer, che in sole 72 ore a bordo di un Bus dovranno cercare di creare delle Startup. StartupBus è oggi presente in 5 nazioni del continente europeo ed ora, grazie alla passione di Giovanni Natella e del suo team, è giunto anche in Italia.
L’edizione italiana è stata realizzata grazie alla partecipazione dei Main Sponsor di Lottomatica e NH Hotels, alle partnership di rilievo quali iStarter, H-Farm, Talent Garden, Luiss Enlabs e I3P/TreataBit, nonché grazie al patrocinio del Ministero dello sviluppo Economico.
Durante l’avventura, i partecipanti, detti buspreneurs, assisteranno a workshop e conferenze tenute da esperti del mestiere, conosceranno investitori e giornalisti ed entreranno così a fare parte di un’autentica Talent Community.
La partenza: da Roma a Torino
Il bus è partito sabato 26 ottobre da Roma, dove i partecipanti sono stati introdotti al mondo dell’imprenditorialità durante la conferenza “L’Italia, i giovani e l’imprenditoria” svoltasi a Luiss EnLab.
Poi domenica mattina sveglia presto, complice il passaggio all’ora solare, per raggiungere Torino. Solo una tappa intermedia, in Autogrill, con un compito preciso: oltre alla pausa caffè infatti i partecipanti hanno dovuto creare i team.
A Torino sono così arrivati 4 team, con quattro idee, presentate a due mentor, l’imprenditore seriale e cofounder di ProxToMe Adriano Marconetto e il consulente di business di I3P Massimiliano Ceaglio. Le idee sono state messe in discussione, per evidenziare tutti i punti deboli, non con l’obiettivo di smontare le idee, ma con quello di fare in modo che i team comincino a lavorare sulle criticità. Perché “sweet and tender”, dice Marconetto “non serve a nessuno”. Ciò che serve, continua il cofounder di ProxToMe, è essere focalizzati al 100% sulla propria idea, farla diventare una questione di vita o di morte.
Dopo la sessione di mentorship pomeridiana presso l’Incubatore del Politecnico di Torino, il bus si è spostato a Talent Garden, dove, grazie agli interventi di personalità quali Michele Padovani (iStarter), Filippo Psacharopulo, (Piemontech e Club degli investitori di Torino), Christian Racca (Top-IX) e Massimiliano Ceaglio (I3P), i buspreneurs hanno avuto l’occasione di riflettere su come conquistare il primo finanziamento.
Per concludere la giornata, finalmente un momento di relax durante la cena offerta dalle Officine del gusto.
Il workshop e gli interventi di Luca Bona (LB Consultant), Paola Bonomo (Italian Angels for Growth), Alberto D’Ottavi (Blomming), David Orban (Axelera e CEO Dotsub), Paolo Privitera (Pick1), Antonio Tomarchio (Beintoo), Max Uggeri (MU Investment) e Roberto Venturini (Digital PR) si concentreranno sugli aspetti di marketing, comunicazione e scalabilità.
Infine nella tappa di Treviso verrà scelta la startup italiana che andrà a competere direttamente con gli altri progetti europei al Pioneers Festival di Vienna, per mostrarsi ad una platea di Esperti e Venture Capitalist internazionali e aggiudicarsi un possibile investimento.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Akamehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAkame2013-10-28 11:52:282013-10-28 11:52:28StartupBus, 72 ore a bordo di un bus per sviluppare una startup
come sapete martedì 23 ottobre Mirko Pallera, direttore scientifico della Ninja Academy, e i docenti Simone Tornabene, Gianluca Diegoli, Miriam Bertoli e Davide Pozzi hanno presentato il Master Online in Digital Strategy e Social Media Communication (SCONTO early booking fino alle 23.59 del 29 ottobre) che partirà il 18 Novembre. Il free webinar di presentazione è stato un’occasione utile a presentare nel dettaglio contenuti ed obiettivi di questo corso. E se ve lo siete persi? Nessun problema, perchè la Ninja Academy ha pensato anche a voi! 😎
Il Ninja Master Online permette ai partecipanti di acquisire le competenze necessarie e complete per progettare e attivare la presenza di un Brand in ambiente digitale. Le lezioni degli 8 moduli del Master presentano scenari e strumenti aggiornati, sviscerando tutte le tematiche principali del marketing e della comunicazione digitale e rispondendo alle seguenti domande:
Come si implementa un Piano di Marketing Digitale?
Come si progetta una Social Media Strategy?
Come si analizzano le performance digitali e quali sono i nuovi KPI?
Come migliorare il proprio Ritorno sugli Investimenti sul digital?
Vantaggi del Ninja Master Online
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Segui i corsi quando è meglio per te, in diretta oppure On-Demand
✔ Un costo decisamente più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Seminari tematici per acquisire competenze specifiche
✔ Attestato di partecipazione che certifica la tua frequenza al Master
✔ Realizzazione di un project work multidisciplinare, utile anche alla tua azienda o startup (percorso Premium opzionale)
Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.
Knowledge for change! BE NINJA.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Silviahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSilvia2013-10-28 11:34:022013-10-28 11:34:02Digital Strategy e Social Media Communication: il free webinar del Ninja Master Online [VIDEO]
Ben ritrovati cari Ninjetti al consueto appuntamento con i migliori annunci stampa della settimana pubblicati dalle grandi agenzia di advertising del mondo. In questa top 5 ci sono delle proposte sorprendenti! Check it out:
Hasbro Risk: Battle, Campagne de France/Austerlitz/Wagram
I player più esperti lo sanno: il RisiKo è un gioco molto serio. In queste print, pensate da Hasbro e DDB France, non vediamo nessun carrarmatino colorato bensì riproduzioni di pitture famosissime che hanno come soggetto la guerra.
L’unica modifica sostanziale è l’entrata in scena di cibo spazzatura come: pizze, patatine e cola che donano alla composizione un tocco ironico e veicolano il messaggio della campagna: con RisiKo puoi ottenere una guerra attorno al tavolo (cibo e bevande comprese)!
Advertising Agency: DDB, France
Executive Creative Director: Alexandre Hervé
Copywriter: Pierre-Antoine Dupin
Art Director: Frédéric Lahache
Agency Producer: Justine Bruneau
3D Artist: Damien Lemercier
Amil health insurance: Cardiologist/Orthopedics
Amil è una compagnia di assicurazione specializzata nell’health care che con queste print ha voluto sottolineare l’importanza di affidarsi ad un dottore reale invece di cercare risposte mediche in internet. Basta diagnosi fai da te su Yahoo! answers e Google!
Advertising Agency: Festo, Brasília/DF, Brazil
Creative Director: Cainã Souza
Art Director: Lucas Carvalho
Copywriter: Luiz Otavio Medeiros
Domino’s Pizza: The Dinner Saver
Il panico si sta per scatenare in questo setting domestico: la bella e succulenta cena sta per essere rovinata da minacce potenziali quali il giocattolo e il gatto affamato! Tragedie culinarie come queste possono essere dimenticate grazie a Domino’s Pizza che consegna velocemente ottime pizze di ogni tipo. Da notare la simpatica idea di inserire un bottone anti-panico “Domino’s Express” che come cita il testo “ti salva la cena”
Advertising Agency: McCann Erickson, Tel Aviv, Israel
Creative Director: Sigal Abudi
Art Director: liran Elias
Copywriters: Amit Dana, Dror lavi
Illustrator: Igor Zubkov
20th Century Fox: Blank Pages in New York Times
Quando si dice: less is more! Le pagine 9 e 10 del New York Times del 23 Ottobre 2013 sono state occupate da questa insolita pubblicità che si compone di due pagine vuote completamente bianche con un’unica parte di testo, il sito wordsarelife.com.
Stiamo parlando della geniale campagna stampa di lancio del film della 20th Century Fox The Book Thief, tratto dall’omonimo best-seller di Markus Zusak, ambientato durante la seconda guerra mondiale .
Nel film una bambina sottrae un libro da un rogo nazista e in segreto lo inizia a leggere e condividere con gli amici. Come dice la vicepresidente di Fox-media Julie Rieger: “Volevamo esprimere un concetto che portasse altrove il lettore, per fare capire cosa davvero significhi vivere in un mondo senza parole“.
Advertising Agency: 20th Century Fox Media Department
Advertiser’s Supervisors: Julie Rieger
Toyota: Instagram
Non scattare foto mentre guidi. Questa campagna di sensibilizzazione alla guida prudente di Toyota utilizza i filtri della popolare applicazione mobile instagram per ritrarre la stessa terribile immagine di una automobile incidentata.
Il visual mette in evidenza la pratica della modifica della foto tramite filtro, procedura che, pur non essendo complessa, non può essere fatta durante la guida.
Advertising Agency: Marketway/Publicis, Cyprus
Creative Director / Copywriter: Naya Koutroumani
Art director / Illustrator: Alessio Criscuoli
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Karokihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKaroki2013-10-28 11:00:132013-10-28 11:00:13Risiko, Instagram e Pizza: i migliori annunci stampa della settimana
Coca Cola trasforma dei container in veri e propri chioschi multiservizi, utili innanzitutto alla distribuzione di acqua potabile
Coca Cola lancia gli Ekocenter, delle unità container in grado di sopperire all’approvvigionamento di acqua potabile con un sistema di purificazione integrato.
Coca Cola ha annunciato una collaborazione cross sector con alcune grandi aziende tecnologiche come DEKA R&D, IBM, American Development Bank, McCann Health, NRG Energy e Qualcomm Technologies per realizzare un vero e proprio “container-chiosco” utile al benessere delle comunità in 20 Paesi entro il 2015.
Coca Cola porta a compimento la sua promessa, presa nel 2012, di fornire acqua potabile pulita alle comunità in difficoltà attraverso il sistema di purificazione dell’acqua denominato Slingshot™.
Verranno installate tra le 1500 e le 2000 unità container in forma di Ekocenters, che saranno dislocati in Africa, Asia, America Latina e Nord America entro la fine del 2015. Ogni Ekocenter offrirà un mix di prodotti diversi in base alle località, con servizi e risorse che potranno includere l’acqua potabile, l’energia rinnovabile, la comunicazione wi-fi, ma anche lo stoccaggio di vaccinazioni refrigerate nonché servizi legati all’educazione sanitaria e altre opportunità di lancio imprenditoriale e sviluppo della comunità.
Con questo impegno, Coca Cola si impegna a distribuire 500 milioni di litri di acqua potabile promuovendo un grande sviluppo locale nelle comunità che ne hanno più bisogno.
Diamo un’occhiata più da vicino: Ekocenter è un chiosco dal design modulare con la tecnologia di purificazione dell’acqua Slingshot™ al suo interno, trasformato da un container di trasporto a un container di servizi.
Questo sistema di purificazione usa la tecnologia legata alla distillazione del vapore compresso per trasformare qualsiasi fonte di acqua sporca o non potabile (di fiume, oceano ecc) in acqua pulita e potabile. Il Coca Cola Ekocenter può trasformare circa 800 litri di acqua potabile ogni giorno con un costo orario dell’elettricità che è minore rispetto a quello di un phon casalingo.
Un’iniziativa lodevole e soprattutto molto utile. E voi che ne pensate amici ninja?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Gabakeshihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngGabakeshi2013-10-28 10:20:442013-10-28 10:20:44I Coca Cola Ekocenter portano l'acqua potabile nelle zone a rischio
Come si capisce se un film è diventato un vero e proprio capolavoro mondiale? Semplice, per il numero di citazioni, versioni e parodie! Ne è un esempio il film Shining, diretto da Stanley Kubrick, che vanta anche una versione in 8-bit.
A trasformare Jack, Wendy e il piccolo Danny in personaggi di un video game old-school ci pensa CineFix con il video The Shining – 8 Bit Cinema. Il filmato riproduce, in poco più di 3 minuti, tutta la storia del film ma con una grafica che ricorda i videogame: pixel, vista 2D e un’interfaccia tipica dei giochi punta e clicca. Nel video riviviamo tutte le scene cult del film passando da un personaggio all’altro all’interno di un Hotel Overlook in 8-bit.
Ma il video non si ferma solo alla riproduzione in chiave 8-bit del film cult di Kubrick. I più attenti (e geek) di voi avranno colto il riferimento, così esplicito da diventare citazione, del famosissimo videogame Monkey Island. La grafica e l’interfaccia di gioco sono identiche a quelle del videogame anni ’90 della LucasFilm Games che è diventato un vero e proprio cult nel mondo dei videogamers.
Schermata del videogame Monkey Island
Insomma: prendete un film cult considerato il secondo horror più bello al mondo, aggiungete un pizzico di vintage e una chiara citazione al mondo dei videogame ed ecco a voi la perfetta ricetta di un video viral… o almeno in teoria! Se controlliamo le visualizzazioni, infatti, ci rendiamo conto che il filmato è lontano dal concetto di viral.
Come mai? Per prima cosa di filmati come questo è piena la rete (rinfrescatevi la memoria con i nostri articoli sull’argomento) e l’effetto “già visto, già sentito” fa perdere dei punti al video nonostante l’ottima qualità di realizzazione. Un punto a sfavore, se vogliamo, è anche la scelta del film: troppo cult e troppo famoso. I veri fan possono indignarsi e chi ha già visto il film potrebbe trovarlo noioso e ripetitivo.
Bando alle ciance, è tempo di vedere il video per un momento di relax perchè, ricordate bene, “All work and no play makes Jack a dull boy“.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kyubi no Kitsunehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKyubi no Kitsune2013-10-28 09:59:522013-10-28 09:59:52Shining: il film diventa un videogame in 8 bit [VIDEO]
Vuoi fare Carriera nel Digital Business?
+100.000 professionisti e 500 grandi aziende hanno incrementato i loro Affari grazie a Ninja.
Non aspettare, entra subito e gratis nella Ninja Tribe per avere Daily Brief, Free Masterclass e l’accesso alla community di professionisti.