e-Commerce: il futuro dello shopping online è Mobile

e-Commerce: il futuro dello shopping on-line è Mobile

La crescita esplosiva del e-Commerce negli ultimi anni, ha lasciato molti tra brand e rivenditori a domandarsi come poter utilizzare al meglio le potenzialità di  questo mercato emergente in continua crescita.

Dando uno sguardo ai dati raccolti  dall’Osservatorio e-Commerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, quest’anno si registrerà un incremento di transazioni tramite e-commerce del 18% rispetto al 2012, pari addirittura al 95% rispetto al 2009.

Mobile e-commerce in Italia: i benefici delle strategie multicanale

Il crescente numero di utilizzatori di dispositivi mobili è il driver principale di questa crescita: la proliferazione di smartphone e sopratutto di tablet, hanno portato alla creazione di nuove abitudini di consumo che estendono la possibilità di acquisto al di là dell’utilizzo del PC che ha consentito al mobile e-commerce di registrare una crescita a tripla cifra, +255%, in Italia rispetto al precedente anno.

“Le strategie di multicanalità che prevedono l’utilizzo congiunto e integrato di canale fisico e canale online attraverso Smartphone e Tablet, hanno portato molti benefici: maggiore efficacia nel trasferimento delle informazioni grazie all’Infocommerce, incremento nell’efficienza dei processi di punto vendita mediante il “Prenota online e ritira in negozio” e miglioramento del servizio al cliente con l’acquisto online e l’assistenza in-store” ha commentato Alessandro Perego, Responsabile Scientifico Osservatorio B2c Netcomm-Politecnico di Milano.

e-Commerce: il futuro dello shopping on-line è Mobile

I settori che beneficiano di più dall’e-commerce mobile

Le statistiche mostrano che gli acquisti tramite smartphone hanno rappresentato il 20% della crescita annua dell’e-commerce e hanno superato complessivamente più di 500 mila euro di fatturato, a cui va aggiunto il miliardo di euro di fatturato via Tablet (attraverso i devices passa il 12% del mercato e-commerce).

Dato sbalorditivo se si pensa che il numero dei soli tablet supererà il numero di PC entro il 2016, con circa 450 milioni di tablet venduti ogni anno in tutto il mondo.

A trarre i benefici di questa costante crescita del e-commerce mobile sono sopratutto i prodotti di consumo come:

  • l’abbigliamento, che quest’anno fa registrare l’incremento più elevato (30%);
  • informatica ed elettronica trainata dai marketplace e dai grandi retailer che cresce del 20% circa rispetto al 2012;
  • editoria, musica e audiovisivi (+6%);
  • grocery con una crescita è dell’11% (pari in valore assoluto a pochi milioni di euro);
  • arredamento dove vi è stato un incremento significativo del transato (oggi pari a 70 milioni di euro), grazie al contributo sia dei grandi retailer sia di startup innovative;
  • servizi che continuano a crescere ma sotto la media del mercato: +13% per turismo e +14% per le assicurazioni

e-Commerce: il futuro dello shopping on-line è Mobile

I coupon e l’e-commerce

Questo grande successo è anche figlio di nuove strategie digitali mobili, infatti molti tra i maggiori brand stanno sperimentando innovativi trend mobilie(come ad esempio cataloghi mobile e coupon) che stanno avendo un grande riscontro positivo.

I coupon mobili hanno ad esempio i aiutato principali marchi ad aumentare il traffic store all’interno dei negozi fisici e sono un ottimo modo per raccogliere dati sulla linea acquisti e chiudono di fatto il ciclo di acquisto mobile-offline.

e-Commerce: il futuro dello shopping on-line è Mobile

Quali sono le nazioni dove questo fenomeno presenta il numero più alto di transazioni?

La penetrazione dell’eCommerce sul totale delle vendite retail  in UK, USA, Corea e Giappone oscilla tra il 10% e il 14%, mentre in Germania, Francia e Spagna è più bassa: 8,6% e 4,5%.

L’Italia rispetto alle altre grandi nazioni europee è in una situazione non ancora di pieno sviluppo, con il 3% di penetrazione dell’e-commerce sul totale delle vendite.

Per le realtà italiane che volessero sfruttare al meglio le nuove possibilità offerte dal commercio on line tramite dispositivi mobili, sempre secondo Alessandro Perego, ci sono ancora molte occasioni:

“l’integrazione dell’esperienza di acquisto con una soluzione mobile in ottica multicanale costituisce  uno dei fattori chiave perché l’eCommerce B2C in Italia possa crescere in maniera ancora più decisa, raggiungendo valori comparabili a quelli dei mercati internazionali”

Di tutte le transazioni on line, circa il 12% sono originate tramite App o sui vari siti per dispositivi mobili, e tale aumento viene riscontrato sopratutto nella crescita  del mobile commerce, mediante mobile site o applicazioni per smartphone e tablet che con un incremento del 255% passa da 144 milioni di euro nel 2012 a 510 milioni di euro nel 2013, pari al 4,5% delle vendite online.

Chi sta al meglio sfruttando queste nuove opportunità di mercato e sta conseguendo benefici importanti nella generazione di fatturato aggiuntivo, sono i brand e le aziende che sono riuscite ad attivare iniziative multicanale ben costruite basate su una reale integrazione tra i diversi retail, (negozi, online, mobile e social) con progetti in grado sfruttare le peculiarità di ciascun canale e metterle a complemento dell’altro.

Il consumatore spende di più via mobile

La possibilità di acquisire nuovi clienti grazie alla maggiore copertura geografica e grazie all’estensione degli orari di apertura rispetto a quelli classici del negozio, sono tra i maggiori vantaggi che si possono constatare in termini di vendite,

Inoltre grazie all’e-commerce mobile è possibile registrare un aumento della spesa complessiva di un cliente già acquisito che, grazie alle nuove occasioni di acquisto su Web e sul Mobile, spende fino al 10-20% in più di quanto spendeva in precedenza avendo la possibilità di acquistare prodotti non presenti nei negozi fisici o esauriti.

Cosa c’è dunque nel futuro dell’e-commerce mobile? Se fino ad oggi abbiamo assistito al boom dei siti di couponing, delle vendite a tempo, degli outlet online, dei comparatori di prezzo, ci sono ancora molti modelli in fase di sviluppo, come ad esempio quelli che puntano alla condivisione delle risorse (casa vacanza, auto, ecc.) o al riuso di prodotti (tipicamente nel fashion)”.

E voi acquistate via mobile?Fatecelo sapere nei commenti e ricordatevi che a dicembre parte il Corso  della Ninja Academy in Social Media Marketing & e-Commerce Strategy 😉

Napoli a Passi: scopriamo il nuovo progetto di Tony Ponticiello aka Mr. Time

Napoli a Passi: scopriamo il nuovo progetto di Tony Ponticiello aka Mr. Time

Napoli a Passi: scopriamo il nuovo progetto di Tony Ponticiello aka Mr. Time

“Tempo ed essere; essere è tempo? Se nessuno mi chiede cos’è il tempo, lo so; se debbo spiegarlo a chi lo chiede, non lo so più”, diceva Agostino.

Sappiamo che il tempo, pur sfuggente a una definizione precisa e univoca, è uno dei fondamenti della nostra civiltà occidentale. Molti pensatori classici (Aristotele, Seneca, Agostino) dibatterono a lungo sul concetto di “tempo”, parlandocene con un’attualità terminologica sorprendente.

Il tempo, con la sua valenza psichica, filosofica e morale, rimane centrale nella nostra percezione della vita come duemila e più anni fa.

Arrivando a noi, “guru” incontrastato dei giorni nostri è sicuramente Mr. Time. Per quanti di voi non lo conoscessero Tony Ponticiello, ingegnere chimico e padrone del tempo, con i suoi progetti multimediali ha rivoluzionato il modo di concepire il tempo.

Cheorae.it, il suo progetto innovativo, è nato dalla necessità di dotare il mondo di un orologio adeguato alla realtà multimediale del 21° secolo.

“Sono passati 5 secoli dal primo orologio meccanico, spiega Tony, e il mondo di quadranti, lancette e numeri più che il classico modo per considerare il Tempo, secondo me oggi è un obsoleto modo di vivere il Tempo”.

Un’opera multimediale interattiva di circa 4 ore, quella di Cheorae.it, strutturata in 1440 scene (miniVideo della durata di circa 10 sec), una per ogni minuto delle 24ore della giornata.

Il senso dell’operazione è quello di fornire un momento di distrazione dal valore numerico del tempo ogni qualvolta si ha la necessità conoscere l’ora esatta e quindi si è nella condizione ideale per fare una riflessione sulla Quarta Dimensione (il Tempo).

Napoli a Passi: scopriamo il nuovo progetto di Tony Ponticiello aka Mr. Time

Tony Ponticiello

Tony Ponticiello diviene lui stesso “portatore di tempo”, contando e scandendo il Tempo come un orologio vivente. Cheorae.it è stato in assoluto il primo e unico orologio multimediale e interattivo on demand via Internet esistente al mondo. Un risultato a dir poco incredibile.

Procida a Passi

Procida a Passi è la prima mappa a passi mai realizzata al mondo di un intero territorio, nella quale al tradizionale modo di misurare e connotare le distanze si sia sostituito il “passo”.

È, spiega Mr. Time, una mappa per “camminanti”: per chi, cioè, abbia scelto il più naturale dei mezzi di locomozione, per rimettere spazio, tempo, pensiero e movimento nella giusta prospettiva.

Dopo i 6.000 passi compiuti per creare un progetto straordinario, che ha visto la sua definitiva realizzazione nel 2010, a distanza di 3 anni Tony ha decido di intraprendere una nuova, stimolante sfida: Napoli.

Napoli a Passi: scopriamo il nuovo progetto di Tony Ponticiello aka Mr. Time

Napoli a passi

Giovedì 21 Novembre 2013 alle ore 12 nei locali di Rossopomodoro (in via Partenope 11), Mr. Time torna di nuovo a stupirci con il suo ultimo lavoro, vivendo il tempo in un modo unico: Napoli a Passi, la cui realizzazione è durata quasi 3 anni.

La mappa della città di Napoli, in cui le distanze tra i punti di riferimento sono indicate in passi da percorrere e che permette di valutare  anche i tempi impiegati procedendo a piedi.

Lontano dall’essere “l’ennesima piantina della città”, Napoli a passi è in effetti una mappa che svela come spostarsi e raggiungere in tempo un qualsiasi luogo all’interno di una determinata area urbana, indipendentemente dal traffico cittadino, scioperi dei mezzi di trasporto, blocchi alla circolazione delle auto, crisi energetica totale.

Costituisce, come definisce lo stesso autore, una sorta di manuale di sopravvivenza metropolitano che restituisce una reale visione della Città a dimensione umana, percorribile a piedi.

Un appuntamento da non perdere, per tutti coloro che vogliono assaporare appieno, ogni prezioso minuto del loro tempo!

Creare video interattivi e coinvolgenti su YouTube con le annotazioni

Creare video interattivi e coinvolgenti su YouTube con le annotazioni

Abbiamo già trattato il tema delle annotazioni su YouTube in passato, soffermandoci sui tube games e i video interattivi al servizio dei brand. Abbiamo visto anche usi molto creativi delle annotazioni: Paul Oakenfold che gira il mondo e i Moones che mostrano le loro performance da diverse angolature…ma soprattutto a diversi livelli di sbornia. Non ultimo le annotazioni permettono anche un servizio di prenotazione di un controllo gratuito della pelle!

Finora quindi cosa abbiamo imparato? Youtube si prefigura come la principale piattaforma di videosharing al servizio dell’interazione e le annotazioni, in tal senso, non fanno che dare una mano in più a raggiungere questo obiettivo. Ma come possiamo assicurarci l’efficacia di questo strumento in termini di conversioni, share, like?

L’annotazione può servire a far crescere la tua mailing list, può servire ad aumentare la diffusione del tuo canale, a inserire un link di sottoscrizione, attraverso apposite call to action.

Ma ciò che è sicuro è che il messaggio clicca qui, senza alcuna componente ludica, è pressoché inutile, poiché rischia di ridursi a messaggio fastidioso che non migliora l’esperienza dell’utente ma pare solo un’altra ennesima e molesta pubblicità.

Qui potete trovare 5 consigli utili e video esempio per far in modo che l’utente di Youtube si senta coccolato, viziato e divertito:

Promozione di video correlati

Per fare un tavolo ci vuole il legno per fare il legno ci vuole l’albero per fare l’albero ci vuole il seme…

Vuoi preparare un risotto? Però per fare il risotto ci vuole il brodo e non sai nemmeno preparare il brodo? Grazie alle annotazioni non ti sentirai un incapace ma avrai tutto a portata di mano!

Con semplicità e graziosità avrai a disposizione le giuste informazioni e i collegamenti alle altre ricette correlate. In più diciamocelo…quanto sono carini i pulsanti a forma di ortaggi?

Mantenere il filo narrativo

Se Arianna diede il filo di gomitolo a Teseo c’era pur un motivo!

Vuoi creare una webserie, una pubblicità a episodi, un vlog? È necessario che gli spettatori non si perdano in un labirinto ma seguano l’evoluzione della storia senza intoppi. Le annotazioni senza dubbio ti aiutano in questo, poiché grazie ad esse è possibile passare facilmente alla puntata precedente o successiva al video che stai visualizzando.

Scegliere un’avventura

Non ti piace la monotonia ma vuoi vedere sempre la vita da punti di vista diversi?

Ovviamente puoi farlo anche con i video di Youtube! Quindi… preferisci essere Playful, Soulful o Powerful?

Approfondire

Sei il classico precisino della fungia (cit. Dr. Manhattan) o il classico cervellone che vuole conoscere il funzionamento di ogni infinitesima virgola? Beccati questa auto divisa nelle sue componenti.

In questo caso le annotazioni si rivelano nel loro aspetto informativo più interessante, dando modo all’azienda che ne fa uso di far luce sulla sua trasparenza.

Giocare, giocare e giocare!

Heavy Rain è stato uno dei primi ad usare le annotazioni a mò di esperienza di gioco. Ma quanto fascino ha un video così naif?

Your team has been given a penalty off a ridicolous dive. It is the 95th minute and the score is 2-2. Which way do you shoot?

Vi è piaciuta questa gallery? Voi in che modo utilizzereste le annotazioni?

Hövding Helmet: il caschetto da bici diventa invisibile

Se la mobilità sostenibile è un concetto rivoluzionario, quella su due ruote è ancora meglio.
Chi di noi non ama la bicicletta, il suo carattere naïf, la libertà e la praticità del muoversi leggeri e veloci sui pedali?
Ma scommettiamo che anche voi fate parte di quel popolo di ciclisti che non indossa abitualmente il caschetto protettivo. Ci sembra anche di sentire le vostre ragioni: “troppo scomodo”, “così goffo”, “ingombrante”, “rigido”.

Beh, amici ciclisti, da questo momento non avrete più scuse. È nato il caschetto invisibile.

Due designer svedesi, Anna Haupt e Teresa Alstin hanno ideato Hövding Helmet, il rivoluzionario caschetto invisibile che funziona come un airbag.

Ci sono voluti otto anni di ricerca per capire le dinamiche e gli effetti di un urto causato dall’impatto di un’auto con una bici: dopo innumerevoli simulazioni di bike crash è stato realizzato, anche in collaborazione con l’azienda produttrice di airbag Alva Sweden, quello che potenzialmente può essere definito come “il caschetto perfetto”.

Hövding Helmet ha la forma di una sorta di scaldacollo, una sciarpa, un “collare” comodamente mimetizzabile come un capo di abbigliamento. Proprio per questo può sembrare inesistente ma è in realtà utilissimo per proteggere collo e testa dai traumi.

Al momento dell’impatto, il caschetto si apre come un airbag e forma uno scudo protettivo, un cuscinetto intorno alla testa.

Quando l’airbag si apre ha la forma di un cappuccio, realizzato in tessuto nylon ultra strong che non si sgonfia né si buca a contatto con il suolo. Protegge quasi l’intera testa, lasciando libero lo spazio per la vista.

L’area gonfiabile ricopre una superficie notevolmente maggiore rispetto a un caschetto tradizionale ed è progettata in modo da offrire una protezione maggiore là dove è più necessaria. L’airbag inoltre garantisce l’assorbimento dell’urto in maniera soft. La pressione all’interno del “cuscinetto” rimane costante per alcuni secondi, in vista di più urti durante un singolo impatto.

Indossare Hövding Helmet è semplicissimo: basta avvolgerlo intorno al collo e chiudere la cerniera sotto il mento. C’è uno switch elettronico che si attiva quando il caschetto è allacciato. Nella parte frontale, un LED indica il livello di batteria e lo stato on/off del dispositivo. Anche ricaricarlo è facilissimo tramite computer, utilizzando un cavo USB o un caricabatterie da cellulare con un connettore micro USB.

The Invisible Bicycle Helmet | Fredrik Gertten from Focus Forward Films on Vimeo.

E voi come la pensate? Secondo voi è o meno una delle invenzioni del secolo, amici ninja ciclisti?

Winner takes the earth: Messi, il capitano contro gli Alieni

Qualcuno aveva già mormorato che dietro alla trovata di marketing non convenzionale Winner takes the earth ci fosse Samsung. E quel qualcuno non si era affatto sbagliato: gli 11 uomini incappucciati di cui gli internati hanno tanto parlato, sfidandosi a indovinare chi si celasse dietro alla loro misteriose apparizioni, sono opera del colosso tecnologico  sudcoreano-americano, che assieme a due importanti agenzie, la R/GA di San Francisco e la coreana Cheil Worldwide, hanno dato vita a questa galattica campagna.

Galattica, è il caso di dirlo, perché i fantastici 11 fanno parte della squadra di calcio Galaxy 11 capitanata proprio da lui, la star del Barcelona, Lionel Andrés Messi, che si impegnerà assieme agli altri 10 giocatori, di cui è ignota, per ora l’identità, a vincere la partita più importante. Ricordiamolo: Messi e i favolosi 10 si contenderanno proprio lei, la Terra!

Messi, il primo ad essere convocato da Franz Beckenbauer

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Ce la faranno i nostri eroi a vincere? Non si sa. Senza dubbio, possiamo stare tranquilli perché Capitan Messi avrà a disposizione per sé e la sua squadra, una serie di prodotti Galaxy, per contrastare la forza aliena!

Samsung ci tiene col fiato sospeso, perché ancora non ha svelato i nomi degli altri giocatori incappucciati. Saranno forse reclutati tra i calciatori del Real Madrid o tra quelli del Bayern Monaco? Probabile. Altamente probabile, visto che Samsung annovera questi club tra gli sponsor. Tranquilli, mancano veramente poche settimane e poi potremo sapere chi accompagnerà Messi in questa epocale partita di calcio.

Le 10 identità stellari saranno pubblicate su un microsito creato appositamente, che sia chiama, neanche a dirlo The Galaxy 11.

Voi chi chiamereste a salvare la Terra? Noi un’idea su chi possano essere gli altri 10 già ce l’abbiamo 😉

Avanti, si accettano scommesse!

To be continued…

E-commerce o boutique? Gli Italiani scelgono gli e-shop

Sono 13,2 milioni gli italiani che nel 2013 hanno scelto gli online store nel 2013 e ben 9 milioni degli acquirenti digitali hanno comprato online almeno un capo di abbigliamento nell’ultimo anno: è quanto emerge da un’indagine sull’e-commerce in Italia presentata da  Netcomm (Consorzio del Commercio Elettronico Italiano) che conferma la migrazione dello shopping verso gli online store e, più n generale, l’immagine di un paese di e-shopper sempre più convinti.

13,2 milioni di e-shopper in Italia

Considerando l’intero mercato dell’e-commerce in Italia, l’indagine Netcomm distingue  in 2 macrocategorie gli acquirenti  online:

acquirenti sporadici: coloro che hanno effettuato 1 o 2 acquisti negli ultimi 3 mesi. In Italia si attestano a 5,1 milioni e, con uno scontrino medio di 100 euro, hanno generato il 14% delle transazioni online per un giro d’affari di 680 milioni di euro.

acquirenti abituali: gli utenti che hanno acquistato 3 o più prodotti  nell’ultimo trimestre. Si attestano a 8,1 milioni (86% del totale) e con 40,1 milioni di acquisti e uno scontrino medio di 90 euro hanno generato 3.540 milioni di euro nel terzo trimestre 2013.

I 13,2 milioni di utenti online hanno prodotto oltre 1 miliardo di euro in tutti i mesi del 2013 con un picco di 13,5 milioni a luglio.

Gli e-Fashion Shoppers

Tra gli e-shopper, l’indagine NetComm dedica un approfondimento agli acquirenti di abbigliamento che nell’ultimo anno sono cresciuti del 14% (oltre un miliardo di utenti) rispetto allo stesso trimestre 2012 – per un totale di 9 milioni di individui – e hanno generato il 25,5% di transizioni in più.
Ciò che maggiormente spinge i consumatori a preferire l’e-commerce sono la convenienza dei prodotti, un catalogo più ampio rispetto ai negozi tradizionali e la certezza di trovare con facilità quello che si cerca. Nel mondo del fashion sono un importante driver di crescita le vendite flash, vendite-evento di noti brand a prezzi scontati (fino al 70% rispetto ai canali tradizionali) e limitate nel tempo, che hanno creato un nuovo stile di consumo.

Mobile e-commerce

Per quanto concerne i device utilizzati dagli utenti, è sempre più rilevante l’incremento del mobile attraverso cui passano il 18% delle transazione, 8 punti percentuali in più rispetto agli altri acquirenti online. Di questo trend in crescita avevamo già parlato nel post Mobile Marketing: 3 consigli per conquistare i tuoi clienti.
Un altro dato interessante riguarda il punteggio di gradimento: i fashion e-shopper  dichiarano un indice di gradimento delle proprie esperienze di e-commerce lievemente superiore rispetto agli acquirenti di prodotti di altre categorie merceologiche, 8,5 punti a fronte di un generale 8,3.

Come analizzare le metriche della vostra pagina Facebook

Per sapere quali sono i punti forti della vostra fanpage, analizzeremo le metriche utili per il vostro Facebook marketing.

Il duro lavoro del social media manager consiste anche nell’analizzare metriche utili alla delineazione di una strategia che miri a raggiungere determinati obiettivi di marketing. Risulta pertanto necessario saper interpretare alcune metriche fondamentali quali: il numero di fan raggiunti da un post, quanti di questi fan vengono coinvolti e che tipologia di interazione ricevono i post pubblicati.

Prima di procedere con l’analisi…

Accedere alla pannello di amministrazione, successivamente entrare nella nuova sezione “Vedi dati e procedere con l’esportazione dei dati cliccando su “Esporta dati“.

Nella finetra di interazione che apparirà, delineate il periodo di tempo d’interesse e selezionate:

  • la “nuova” tipologia di esportazione;
  • la tipologia di dati da analizzare (“dati a livello pagina” o “dati a livello post“) [per esportare entrambe le tipologie di dati dovrete ripetere l’operazione selezionando prima l’una poi l’altra];
  • il formato di file in cui verranno esportati i dati di vostro interesse (excel).

Se avete effettuato questi passaggi ora siete pronti per l’analisi delle cinque metriche fondamentali; cominciamo!

1. Numero di fan raggiunti organicamente

Aprite il file dati a livello post e nella tabella di esportazione troverete nella “colonna T” – la portata del post tra le persone a cui piace la vostra pagina dall’inizio.

Per determinare il numero di fan raggiunti organicamente dovrete sottrarre questa colonna alla “colonna V” –  relativa alla portata “a pagamento” di un post tra le persone a cui piace la tua Pagina dall’inizio.

N° di fan raggiunti organicamente = Colonna T – Colonna V

2. Coinvolgimento dei fan

Raggiungere i propri fan è solo l’inizio dell’analisi, è un’informazione da prendere con cautela, in quanto Facebook non fornisce il numero effettivo di utenti che hanno visto il vostro post.

Facebook, infatti, può dirvi quanti utenti hanno cliccato sul vostro post, e quindi sicuramente l’hanno visto, ma non si ha l’idea di quale sia il livello di coinvolgimento generale del post.

Nel file dati a livello di post la “colonna W” – corrisponde alle persone che hanno selezionato “Mi piace” per la vostra pagina e hanno interagito con il vostro post dall’inizio.

Le ultime 5 colonne della tabelle sono tutte correlate. Infatti troviamo:

  • Fan impressions – visualizzazioni del post da parte di persone che hanno selezionato “Mi piace” per la pagina dall’inizio;
  • Fan reach – portata del post tra le persone a cui piace la pagina dall’inizio;
  • Paid fan impressions – visualizzazioni a pagamento del post da parte di persone che hanno selezionato “Mi piace” per la pagina dall’inizio;
  • Paid fan reach –  portata “a pagamento” di un post tra le persone a cui piace la pagina dall’inizio;
  • Engaged fans – persone che hanno selezionato “Mi piace” per la pagina e hanno interagito con il post dall’inizio.

3. Consumatori e reale utilizzo del post

Il “consumatore del post”, o Post Consumer, è un utente che clicca in qualsiasi parte del post inclusi:

  • commenti;
  • mi piace;
  • condivisioni;
  • click sulle foto;
  • click sui link;
  • play video;
  • click su visualizza il resto del post;
  • click su visualizza più commenti ;
  • click sui profili degli utenti che hanno commentato il post.
“L’utilizzo del post”, o post consumption, riguarda il click stesso, l’azione per intenderci.

Nel file dati a livello post li trovate rispettivamente nella “colonna O” – il numero di persone che ha cliccato da qualche parte sul post. I click che generano notizie sono inclusi in “Altri click” (utenti singoli). Nella “colonna P” – il numero di click in un punto qualsiasi del post. I click che generano notizie sono inclusi in “Altri click” (totale) .

C’è davvero poca differenza tra il consumatore e l’utente coinvolto, in quanto nella tabella vengono inclusi tutti i click. L’unica differenza la troviamo nella generazione di una storia senza il click, che viene inclusa solo nel conteggio degli utenti coinvolti.

Jon Loomer, esperto di Facebook marketing, sostiene che la metrica relativa ai consumatori è preferibile all’utente coinvolto grazie alla suddivisione in tipologie di consumo (vedi sopra).

4. Click dei link

A proposito di tipologia di interazione (o consumo) ecco la metrica relativa ai click dei link.

Uno degli obiettivi primari di pubblicazione è quello di creare traffico verso il vostro sito. Perciò questa metrica è molto importante. Viene suddivisa nella seconda e terza tabella relativa al file dati a livello di post in:

  • Click dei link;
  • Visualizzazione di foto;
  • Esecuzione dei video;
  • Altri click (interazioni che non rientrano nelle precedenti).

Se il post contenente il link che porta al vostro sito web riceve 100 like, ma nessun click sul link può considerarsi un post di successo? Probabilmente no 😥

Ricordatevi sempre di effettuare un controllo incrociato sulle referenze del traffico tra questa metrica, i parametri URL, e i programmi che permettono di abbreviare il vostro link (come bitly).

Fatte le analisi del caso forse dovrete rivedere i vostri post in relazione a questa infografica! 😉

5. Feedback positivi

Ed ecco che andremo ad analizzare i dati a livello pagina.

Sei delle ultime tab sono dedicate ai feedback positivi, e vengono anche chiamate “Storie” o “Parlano di questo”.  I feedback positivi sono misurati dai commenti, mi piace e condivisioni generate dagli utenti durante l’interazione con la pagina Facebook.

Essenzialmente si contraddistinguono nelle seguenti tab:

  • Feedback positivi giornalieri – per tipologia (utenti singoli);
  • Feedback positivi settimanali – per tipologia (utenti singoli);
  • Feedback positivi mensili (28 giorni) – per tipologia (utenti singoli);
  • Feedback positivi giornalieri – per tipologia (utenti totali);
  • Feedback positivi settimanali – per tipologia (utenti totali);
  • Feedback positivi mensili (28 giorni) – per tipologia (utenti totali).

Utili da visionare in correlazione ai feedback negativi per avere una visione completa della risposta ricevuta dagli utenti alla pubblicazione dei post.

Fotografie storiche versione Selfies: la campagna del Cape Times

You can’t get any closer to the news!

Questo è il payoff della campagna adottata dal Cape Times, quotidiano sudafricano, ideata e realizzata da Lowe South Africa.

Sfruttando la sempre più diffusa moda dei selfies, le foto scattate direttamente dai soggetti tenendo da soli la fotocamera, sono state convogliate all’interno di questa campagna tutte le proprietà di questo tipo di immagini.

Sempre più diffuse grazie a Twitter ed Instagram, questo tipo di fotografie permette agli utenti del web di vedere e sapere in tempo reale come è vestito, cosa stia facendo, dove si trovi e con chi sia la persona che scatta la foto.

I selfies più apprezzati sono, ovviamente, quelli delle celebrità che rendono partecipi i loro fan della loro vita quotidiana, eliminando le distanze e l’intermediazione di altri media.

Immagini spesso banali e incapaci di comunicare grandi cose, i selfies sono stati stravolti da Lowe South Africa che ne ha aumentato esponenzialmente la capacità, o per meglio dire potenzialità, di raccontare un fatto e di avvicinare il pubblico agli eventi.

Come ha fatto? Semplice, sia da dire che da fare, ma difficile da pensare: ha trasformato delle immagini storiche in selfies.

Da Churchill ai due amanti a Times Square, passando per William e Kate, tutti in questa campagna sono diventati più narcisi.

 

 

Dobbiamo dire che, se questi scatti fossero stati veri, non saremmo potuti essere più vicini alle notizie.

Snapchat sotto accusa per pedopornografia in Canada

Snapchat sotto accusa per pedopornografia in Canada

Snapchat sotto accusa per pedopornografia in Canada

Snapchat è l’applicazione scaricabile gratuitamente sui propri smartphone che consente l’invio di foto e la loro immediata “autodistruzione” (di recente salita alla ribalta per il rifiuto dell’offerta da 3 miliardi di dollari arrivata da Facebook).

Dopo aver scelto una foto, infatti, potremo decidere per quanto tempo questa rimarrà visibile sul telefono del destinatario e passati i secondi prefissati l’immagine si auto-distruggerà automaticamente senza che gli altri possano salvarla.
Potremo scegliere il tempo di visibilità tramite il timer integrato nell’applicazione (ed in tal senso un’immagine potrà rimanere visibile da 1 a 10 secondi) passati i quali si auto-eliminerà per sempre dal dispositivo del ricevente.

Ma se un utente dovesse scattare uno screenshot? Snapchat ci invierà una notifica in caso qualcuno scatti uno screenshot di un’immagine da noi inviata prima della sua auto-distruzione.

Disponibile da molti mesi, l’app sta spopolando tra i giovanissimi, diventando nel giro di poco tempo una delle maggiormente utilizzate.

In questi giorni è scoppiata un’indagine a Laval (Montreal) e 10 ragazzi son stati arrestati, sospettati di produrre e condividere contenuti pedopornografici.

Cos’è accaduto? La creazione, il possesso e la trasmissione di immagini osè riguardanti minorenni sono considerati reato e quello che poteva sembrare un gioco tra coetanei è sfociato con l’arresto di alcuni liceali, di età compresa tra i 13 e i 15 anni, che hanno ben pensato di condividere alcune foto “private” delle proprie fidanzate (che si sono ritrovate addirittura su Instagram).

Ormai è diffusa la tendenza tra ragazzi del “sexting”: un neologismo utilizzato per indicare l’invio di messaggi sessualmente espliciti e/o immagini inerenti al sesso, principalmente tramite telefono cellulare, ma anche tramite altri mezzi informatici.

Come riporta Wikipedia:

“Il sexting, divenuto una vera e propria moda fra i giovani, consiste principalmente nello scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e video a sfondo sessuale, spesso realizzate con il telefono cellulare, o nella pubblicazione tramite via telematica, come chat, social network e internet in generale, oppure nell’invio di semplici MMS.

Tali immagini, anche se inviate a una stretta cerchia di persone, spesso si diffondono in modo incontrollabile e possono creare seri problemi alla persona ritratta nei supporti foto e video.
Negli USA, paese in cui il fenomeno ha avuto origine, il sexting è una pratica molto diffusa: secondo un sondaggio, infatti, lo pratica il 20% dei ragazzi tra i 16 e i 19 anni.
Secondo una ricerca inglese, hanno avuto a che fare con il fenomeno, nel Paese, più di un terzo dei ragazzi tra gli 11 e i 18 anni”.

Massaggi, automobili e pannolini: i migliori annunci stampa della settimana

Il Lunedì e sempre un giorno particolarmente stressante. Noi Ninja lo sappiamo e vi diamo l’assist per prendervi una pausa leggera e divertente con i migliori annunci stampa pubblicati questa settimana. Check it out!

Eagle Print Awards: Massage

The Eagle Print Awards premia le campagne stampa più creative delle agenzie sudafricane. Per promuovere l’edizione di quest’anno si è deciso di puntare su una comunicazione divertente prendendo spunto dalle tante e comuni lamentele di chi lavora nel mondo della pubblicità.

In scena una giovane professionista si accinge a massaggiare il suo cliente eccessivamente villoso. Con ironia e paradosso:  “In un universo parallelo il tuo lavoro potrebbe fare schifo. Sfrutta al meglio il lavoro che hai già“.

Advertising Agency: King James, Cape Town, South Africa
Creative Directors: Devin Kennedy, Matt Ross, Dan Berkowitz
Art Director: Moe Kekana
Copywriter: Dominique Swiegers
Typographer: Alistair Palmer
Photographer: Sacha Waldman

The American Advertising Awards/Seattle: Hard work

Restiamo nella sfera awards pubblicitari con queste print che prendono in prestito immagini di ambiti lavorativi lontani da quelli prettamente creativi, per celebrare il duro lavoro dei Mad Men di Seattle.

Rispetto all’annuncio precedente che giocava sul piano ironico, queste print hanno un tono di voce celebrativo/empatico e motivazionale/premiale: You’ve done the hard work. Now go for your ADDY.

Advertising Agency: Hydrogen, Seattle, USA
Creative Directors: Mary Knight, Tom Scherer
Art Director: Scott Schmehl
Copywriter: Mary Knight

Pampers: Mom

Proponiamo questa ad non per la sua composizione, che, senza ombra di dubbio, appare facile, scarna e troppo semplificata, bensì per ciò che nasconde: uno storytelling  profondo.

La giovane donna (che è mamma – e lo scopriamo dal logo di Pampers) dorme in un sonno tranquillo, perché anche suo figlio, dorme tranquillamente grazie ai pannolini Pampers che assorbono i bisognini e (indirettamente) gli strilli notturni del pargolo.

Art Director / Copywriter: Irunika Bandara

 

Land Rover: Eye

L’auto Discovery 4 di Land Rover è dotata di 5 telecamere esterne che offrono assistenza al conducente sopratutto durante le fasi di parcheggio.

Per promuovere questa feature della vettura l’agenzia Young & Rubicam Germany ha deciso di mettere al centro della scena l’occhio umano facendo un merge fra l’iride colorata e paesaggi mozzafiato, mettendo in evidenza il potere di controllo a 360 dell’ambiente circostante l’abitacolo.

Advertising Agency: Y&R, Berlin, Germany
Executive Creative Director: Jan Leube
Creative Directors: Markus Rieser, Esben Ehrenreich
Art Director: Bernd Claussen
Copywriter: Ralph Stieber
Photographer: Markus Thums

TRS Air Conditioners: Bed/Couch

Questa print esprime una promessa semplice: grazie ai condizionatori TRS puoi abbassare la temperatura dei tuoi ambienti domestici rendendoli più confortevoli.

Per rendere più attraente questo concetto i creativi di DDB Colombia hanno pensato bene di inserire nella print dei mobili (letto e divano che formano la colonnina di mercurio) e due persone: un giovane ragazzo e, all’estremo opposto, una avvenente fanciulla che senza l’aiuto dei condizionatori TRS non potranno abbassare la temperatura, quindi non potranno mai avvicinarsi l’un l’altro.

Advertising Agency: DDB, Colombia
Creative Director: Marco
Copywriter: Pelotas, Copa
Art directors: Poncho, Barba
3D: Barba