Torniamo a parlare di realtà aumentata. Inutile dire che si stanno sviluppando, di pari passo con la crescita del mercato mobile, molte applicazioni ed usi dell’augmented reality sempre più mainstream.
Oggi parliamo di un esempio italiano, ovvero AR-Code. Un’applicazione gratuita che consente di catturare e visualizzare in realtà aumentata contenuti digitali complessi, ricchi e accattivanti da qualsiasi supporto cartaceo o fisico. Sia in tempo reale (in prossimità dell’oggetto o supporto cartaceo) sia in differita, grazie alla possibilità di accedere a una libreria tematica gratuita scaricabile in qualsiasi momento.
AR-Code introduce una nuova modalità di interazione quotidiana tra utente e mondo reale, poiché offre l’opportunità di convertire le naturali interazioni quotidiane in esperienze coinvolgenti ed extra-ordinarie, solo attraverso l’uso del proprio device.
Grazie all’AR-Code Reader, inquadrando con l’app una pagina di giornale, la copertina di un libro, l’etichetta di un prodotto, un’affissione per la strada, un’opera d’arte, un edificio o un landmark, in un paio di secondi l’utente scarica il contenuto digitale annesso alla sorgente e interagisce in realtà aumentata con video, slide show, informazioni, modelli 3D, configuratori di prodotto e molto altro.
L’esempio Cinematografo.it
Uno degli esempi più recenti di applicazione che sfrutta AR-Code è Cinematografo.it: il primo servizio mobile on demand che rende interattiva, ricca e coinvolgente la ricerca di informazioni sui film in programmazione nelle sale presenti sul territorio italiano.
Grazie al servizio Cinematografo.it, messo a disposizione da AR-Code, l’utente che si trova in coda al cinema e non sa quale film vedere, può velocemente puntare il proprio cellulare sulla locandina cartacea o digitale collocata nella hall e trovare risposta alla sua indecisione. L’appassionato di cinema che non ricorda la trama di un film può inquadrare con il cellulare il file della locandina aperto sullo schermo del proprio computer e accedere a tutte le informazioni mancanti.
Ecco come funziona:
L’applicazione è disponibile sia per iOS che per dispositivi Android ed è sviluppata da Seac02, digital craft house con sede a Torino che realizza software e soluzioni basate su realtà aumentata e virtuale a livello mondiale.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/03/Con_AR_Code_la_realta_aumentata_e_a_portata_di_tutti.jpg391962Simosokehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSimosoke2013-03-14 15:00:312013-03-14 15:00:31Con AR-Code la realtà aumentata è a portata di tutti
Secondo appuntamento con iSpazio e la rubrica iGenius Corner per rispondere a tutti i vostri dubbi sul mondo dei prodotti Apple! Augurando buona salute e lunga vita ai vostri iPhone, oggi comunque rispondiamo alle domande più comuni sull’assistenza Apple in caso di riparazione: modalità di ritiro, tempi di assistenza e piccoli dubbi su cosa fare dopo aver ricevuto il vostro device riparato.
Come devo imballare il mio iPhone?
Non occorre: dopo aver contattato l’operatrice telefonica, infatti, arriverà un corriere UPS a cui consegnerete direttamente il vostro telefono. Ricordatevi di togliere la SIM nel momento in cui consegnate il vostro device.
Quanto dura l’intervento in assistenza?
Il servizio di assistenza Apple ha tempi solitamente molto rapidi. La riparazione, infatti, ha una durata di circa una settimana a partire dal giorno il cui l’iPhone viene spedito ad Apple, se l’intervento viene organizzato tramite Assistente di riparazione online o il Supporto Tecnico Apple.
I dati sul mio iPhone saranno preservati?
No, i dati presenti sull’iPhone vengono cancellati durante il processo di assistenza. Prima di ricevere assistenza, assicuratevi di aver eseguito il backup dei dati utilizzando iCloud o iTunes. Apple non si assume la responsabilità in caso di perdita dei dati quindi fate attenzione. Durante il servizio di assistenza, inoltre, Apple potrebbe disporre la sostituzione del nostro iPhone con un altro dispositivo ricondizionato. Quindi ricordatevi in ogni caso di effettuare il backup dei vostri dati.
A seguito del servizio di riparazione, l’iPhone potrebbe essere dotato di un sistema operativo (iOS) più recente e potrebbe essere necessario ripristinare i dati servendosi del metodo utilizzato per il backup (iCloud o iTunes).
Come faccio a controllare lo stato della riparazione?
Se la riparazione viene organizzata mediante Assistente di riparazione online o il Supporto Tecnico Apple, potrete verificare lo stato della riparazione dell’iPhone in qualsiasi momento grazie al semplice strumento per la verifica dello stato della riparazione.
Cosa devo fare una volta che ricevo il mio iPhone sostituito/riparato?
Per configurare e attivare l’iPhone dopo l’assistenza, basta accenderlo, inserire la scheda SIM e attenerci alle istruzioni visualizzate sull’iPhone. Poi occorrerà ripristinare i nostri dati servendoci del metodo che abbiamo utilizzato per effettuare il backup (iCloud o iTunes).
Fateci sapere ragazzi se avete qualche dubbio e le vostre esperienze, noi intanto vi ricordiamo un nostro vecchio articolo sulle 10 cose da NON fare con il vostro iPhone per darvi giusto qualche esempio sugli “incidenti” per i quali è inutile riferirvi all’assistenza e che vi conviene non imitare 🙂
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Naokohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngNaoko2013-03-14 13:18:132013-03-14 13:18:13iPhone da riparare? Ecco cosa fare e quanto aspettare!
Sono due delle serie più seguite, commentate e premiate degli ultimi mesi. The Walking Dead e Breaking Bad sono due show certamente innovativi e singolari nell’universo infinito dei telefilm di oggi.
Ma avete mai immaginato come sarebbero state le sigle iniziali delle due serie se queste fossero state girate negli anni ’90, regno di serie come Baywatch o MacGyver? Probabilmente no, ma il bello della rete é anche questo, c’é sempre qualcuno che pensa a qualcosa che non avreste mai pensato voi.
E il risultato in questo caso é anche piuttosto divertente: basta aver cambiato la qualità dell’immagine e grafiche in tema come credits, e con la musica giusta le tute da ‘cuochi’ di Breaking Bad e gli zombie di Walking Dead sembrano tutt’altra cosa!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-03-14 12:31:202013-03-14 12:31:20Breaking Bad e Walking Dead: come sarebbero stati negli anni 90? [VIDEO]
Ne avremo di occasioni per valutare l’operato del nuovo papa, Jorge Mario Bergoglio, per gli amici Francesco I. Oggi voglio speculare, nel senso latino del termine – ci mancherebbe, su quanto abbiamo visto ed ascoltato ieri sera. Parliamo non di liturgia, ma di comunicazione: quell’elemento fondante di qualsiasi religione che mette alla sua base i concetti di Verbo (Logos), novella, annunciazione.
Nei giorni scorsi, il popolo social&digital ha avuto modo di apprezzare il repentino aggiornamento dell’account Twitter @pontifex in Sede Vacante, con conseguente archiviazione dei tweet precedenti.
Ma il primo discorso di Francesco I è denso di elementi comunicativi semplici e nuovi al contempo. Vediamo:
Detto col sorriso. Cosa c’è di più naturale di un buonasera, alle 19.06? Il volto è sereno, quasi riesci ad intravedere i solchi che la luce del sole sudamericano gli ha scavato sul volto.
Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma.
Durante l’intero discorso, Bergoglio non utilizzerà mai per sé l’appellativo di Papa. Ma si prende un enorme responsabilità che carica di aspettative i fedeli del mondo: assume il nome di Francesco per la prima volta nella storia dei pontefici. Povertà, sobrietà, umiltà. Sguardi di sottecchi allo IOR? Stamattina tutti i giornali dicono a gran voce che è una persona che non ama il lusso, che gira in monopattino e la sera si cucina da solo le frittatine. Indossa una croce di metallo semplice e non d’oro, come previsto per i Papi, fa notare Davide Basile su Facebook. Ma l’aspettativa non è su come è stato nel passato, bensì su come si comporterà in futuro. Una brand identity cui dovrà necessariamente seguire una brand image coerente con questi valori.
Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati quasi a prenderlo alla fine del mondo, ma siamo qui.
Una fine del mondo non solo geografica ma anche simbolica per la crisi reputazionale che sta attraversando la Chiesa. Lui è qui e dimostra di voler ignorare protocolli, cerimoniali e tradizioni: niente abito corale, stola indossata per pochi secondi durante la benedizione e poi subito tolta. Microfono toccato, quando non si dovrebbe.
Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo: grazie! E prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.
Direte voi, la situazione “eccezionale” di un ex Papa ancora in vita ed un Papa nuovo porta in seno il concetto di strappo alla regola. E giù di Padre Nostro ed Ave Maria. Niente preghiere auliche in latino, ma le due più comuni, recitate in italiano. A questo punto è evidente l’enorme differenza comunicativa, visiva e lessicale, da Benedetto XVI.
E adesso incominciamo questo cammino, vescovo e popolo, vescovo e popolo. […] Adesso vorrei dare la benedizione, ma prima- prima vi chiedo un favore. prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la benedizione per il suo vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera che… voi su di me.
Non era mai accaduto che un pontefice chiedesse una preghiera per sé stesso, il primo giorno di lavoro.
Adesso darò una benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
Passa la parola ed il testo che viene recitato per concedere l’indulgenza plenaria mi ha fatto sobbalzare dalla sedia:
“… quelli che ricevono la sua benedizione, a mezzo della radio, della televisione e delle nuove tecnologie di comunicazione concede l’indulgenza plenaria nella forma stabilita dalla Chiesa”.
Ho appena ricevuto l’indulgenza, #sapevatelo. Prossimo step, pagare per accendere le candeline in chiesa con Square? Il cielo su San Pietro prima dell’Angelus via Instaweather? Se il Papa è pronto per i social, i social sono pronti per lui?
Fratelli e sorelle, vi lascio, grazie tanto per l’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buenas n- Buona notte e buon riposo!
Buenas noche anche a te, Papa semplice. Ti vogliamo mayor di Castel Gandolfo!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Aikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAiko2013-03-14 12:04:482013-03-14 12:04:48Analisi comunicativa del primo discorso di papa Francesco I: buonasera, nuove tecnologie!
Correva l’anno 2006 quando George Clooney diventava testimonial di Nespresso, marchio leader nella nicchia di mercato del caffè in capsule. Dopo esattamente 7 anni il rapporto tra il gigante svizzero e l’attore hollywoodiano è giunto ormai al termine per avvenuta scadenza del contratto.
L’anno scorso, Penelope Cruz era diventata il volto del brand negli Usa, mentre a Clooney restava il compito di rappresentare nel resto del globo la marca di proprietà della Nestlè. Indiscrezioni affermano che Nespresso stesse già da tempo vagliando l’opportunità di non rinnovare il rapporto che la legava al vincitore di 3 Golden Globe e 2 premi Oscar.
Il cambio di rotta sarebbe dato dalla voglia di centralizzare gli sforzi comunicativi sul Club Nespresso, con relativi vantaggi per chi ne fa parte. Questo Club conta milioni di membri in tutto il mondo e per farne parte basta comprare la famosa “coffeemaker”, tanto pubblicizzata dallo stesso Clooney in veste di brand ambassador. Nuovo obiettivo ricercato dall’azienda sarebbe quello di dare il giusto peso a chi rappresenta sul serio l’essenza del brand Nespresso.
L’analisi del celebrity endorsement
Sia chiaro. Il cambio dopo 7 proficui anni della strategia di comunicazione in seno alla multinazionale risulta essere innanzitutto fisiologico. Tuttavia è evidente che Nespresso abbia compiuto una scelta giusta nel servire “l’ultimo caffè” al rinomato artista. Perché?
Generalmente una marca impegnata nella costruzione della propria brand equity tramite un personaggio famoso attua un particolare tipo di co-branding. L’utilizzo del celebrity endorsement è tra le associazioni di tipo secondarie più collaudate dalle marche internazionali. Il sodalizio tra la propria immagine a quella di un personaggio famoso serve a rafforzare la brand awareness, nonchè a connettere il patrimonio della marca a idee di successo e glamour. La scelta del brand partner (in questo caso la celebrità) viene effettuata senza perdere di vista alcuni parametri fondamentali.
La credibility della celebrità è fondamentale per far sì che lo sforzo dell’azienda non venga vanificato e perda di rilevanza. Il personaggio protagonista dell’endorsement, in tal senso, deve rispettare parametri di competenza, professionalità, affidabilità ed empatia con il target di riferimento.
Fin qui, nessuno potrebbe affermare che Clooney non sia stato un viso perfetto per Nespresso, alla luce di questi parametri. Difficile trovare sul mercato una personalità come quella del nostro “eroe”, soprattutto in quanto ad affidabilità ed empatia con il pubblico. Se questi parametri vengono rispettati il passaggio quasi “osmotico” dei valori della celebrità al brand è sicuramente profittevole.
Nespresso è divenuto un lovemark ed ha costruito la propria fortuna intorno a valori attualmente irrinunciabili, quali una connotazione lifestyle, una caratterizzazione di prodotto d’élite e l’individualizzazione del consumo. Anche grazie al nostro George, icona di Hollywood e del concept “per molti ma non per tutti”.
Rischio di brand dilution per il brand Clooney
Bisogna però tener conto degli eventuali rischi che possono derivare da un matrimonio tra una marca e un VIP. Spesso quando la celebrità è di livello mondiale lo sforzo finanziario per assoldarla è notevole. Bisogna rendersi conto se ne valga veramente la pena.
Un altro possibile rischio riguarda la possibilità del verificarsi di un “danneggiamento” della brand image, causato dal comportamento irrispettoso della star che perde il proprio credito nei confronti del pubblico ed indirettamente colpisce la marca che promuove. O semplicemente la star fa delle scelte legate alla sua carriera che la portano ad essere meno famosa, con perdita di brand awareness.
Altro scenario si verifica nel caso in cui l’immagine della celebrity sia talmente forte e potente che nel consumatore resta impressa solo quella e non invece la relazione col marchio o le informazioni su ciò che l’azienda offre (è la cosiddetta cannibalizzazione del prodotto).
Infine, quando il testimonial sostiene più prodotti, è possibile che vi sia una perdita d’efficacia dell’ endorsement. E’ proprio questa la fattispecie che pesa di più nella possibile brand dilution della nostra celebrità.
No George, No Party!
Se limitiamo il nostro focus al brand Clooney, crediamo che proprio l’ultima delle variabili esposte sopra, più di tutte, sia stata la causa del depotenziamento della marca dell’attore e la ragione per cui Nespresso abbia compiuto una saggia mossa a disfarsene.
Durante gli ultimi 15 anni Il brand George Clooney si è speso in sponsorizzazioni di innumerevoli prodotti e cause. E le migliori aziende del mondo hanno fatto i salti mortali per strappare un accordo con uno dei personaggi più influenti dello star-system. Basti pensare che solo in Italia è stato testimonial di Martini, Fiat, Nespresso e Fastweb. Anche in giro per il mondo sembra non si sia dato tregua. Da Toyota a Mercedes, da Budweiser alla banca norvegese DNB ASA, ecc. La lista è lunga, almeno quanto quella delle sue fidanzate.
Per cui non bisogna stupirsi del fatto che con il passare del tempo e dei matrimoni commerciali il suo “potenziale comunicativo” sia andato scemando. Concordiamo sul fatto che non vi sia conflitto sul mercato tra una linea telefonica e una capsula di caffè. O tra il mercato USA e quello cinese. Il punto è che Internet ha definitivamente cancellato ogni tipo di distanza. Il risultato dell’ endorsement di più prodotti è che quando un consumatore pensa a Clooney, non gli viene in mente una e una sola marca.
Ecco spiegata e dimostrata la brand dilution. What Else?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Antonio Espositohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAntonio Esposito2013-03-14 12:00:552013-03-14 12:00:55Perché Nespresso ha fatto bene a dire addio a Clooney
Google Panda è pronto ad effettuare un nuovo update del suo algoritmo e a far tremare i consulenti SEO meno attenti alla qualità dei contenuti e alle strategie di comunicazione che creano valore per gli utenti.
Dal Search Marketing Expo 2013, Matt Cutts ha annunciato un nuovo aggiornamento di Google Panda – previsto per il 16 o il 18 marzo – e ha rivelato l’arrivo di alcune importanti novità che andranno a modificare i risultati nel motore di ricerca, penalizzando lo spam e i network di link. Il team di Google sembra fare sul serio: già dall’inizio del 2013 molti esperti SEO hanno notato una certa fluttuazione delle Serp, con il declassamento di alcuni website e la conseguente rivalutazione di quei siti molto più attenti alla qualità della user experience.
Tra le novità illustrate da Cutts c’è anche un importante aggiornamento che rivoluzionerà la struttura di Penguin e creerà una nuova generazione di algoritmi che analizzano i backlink e la densità delle parole chiave. Al progetto sta lavorando l’intero team Webspam di Google, ma ancora non si sa quando saranno pronti per il lancio. Quello che è certo è che la guerra allo spam di Google è solo agli inizi: Cutts ha infatti confermato esplicitamente i rumors secondo i quali nel giro di un paio di settimane ci sarà un nuovo grande update contro i network di link.
Come cambia la SEO con il Google Panda Update?
L’aggiornamento di Google Panda e le novità emerse al Search Marketing Expo confermano anche per il 2013 la tendenza di Google a premiare i contenuti di qualità e i website che offrono coerenza e una buona esperienza per gli utenti. Gli algoritmi di Google sembrano muoversi inequivocabilmente nella direzione di un’analisi sempre più raffinata delle pagine web e verso il miglioramento dell’accesso alle informazioni rilevanti, personalizzate a seconda del cluster di utenti.
I visitatori cercano dei contenuti che possano interessarli e sono la chiave di volta per una strategia SEO ben riuscita. Puntare sugli interessi e sulle richieste del proprio target di utenti resta il metodo più indicato per incrementare il proprio business ed essere favoriti dai motori di ricerca.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Harikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHariko2013-03-14 11:00:122013-03-14 11:00:12Nuovo update per Google Panda in arrivo. Come cambierà la SEO?
Ricordate i bignamini, quei fantastici libretti che si usavano a scuola per evitare un brutto voto quando proprio quel romanzo non ce lo eravamo letti? Sono tornati di moda, anche se a essere ‘distillati’ non sono libri ma film. Poco tempo fa vi abbiamo parlato di ‘Speedrun, Back to the future‘. Oggi i suoi animatori sono tornati con il secondo episodio, dedicato a Matrix, trilogia culto dei fratelli Wachowski.
Anche in questo caso 1A4Studio condensa la pellicola in soli 60 secondi, presentando e caricaturando le scene più importanti del film.
Film certo non scelti non a caso: un cult degli anni 80, un sempreverde, prima, e la saga che ha dato vita ad uno dei piú significativi ed analizzati casi di franchising culturale e commerciale degli ultimi anni. Quale sará la prossima scelta?
Dal 20 al 23 marzo, andate a scoprire una nuova arte: l’arte di programmare!
Berlino, Madrid e Roma, torna il Codemotion: tutti i linguaggi e le tecnologie uniti sotto lo stesso tetto e a braccetto con l’emozione, l’innovazione e gli ospiti internazionali!
Il programma
Il Codemotion 2013 si dividerà in più “tappe”:
– Dal 20 al 21 marzo ci saranno sessioni di workshop pratici con speakers internazionali;
– Il 21 ci sarà la vera e propria inaugurazione del Codemotion con un aperitivo all’insegna dell’innovazione con: gli amministratori delegati di Microsoft e Office Arduino [per partecipare iscriviti qui!] e sarà presentata la Maker Faire Rome di ottobre – il grande evento mondiale dedicato all’inventiva, alla creatività e all’intraprendenza, per famiglie e amanti del “fai da te” tecnologico.
– Dal 22 al 23 marzo, invece, si parte con le 36 ore non stop di tecnologia: più di 100 talk tecnici, un hackathon, startup in action, laboratori per bambini e tanto altro!
10 workshop tutti per voi
L’edizione di quest’anno vede l’aprirsi del Codemotion con due giornate di workshop pratici della durata di 4 o 8 ore:
– Work Better Together Than Alone, With Git and GitHub di Brent Beer
– Implementing layouts using CSS3 and HTML5 di Chris Mills
– Python development from Zero to Hero di Gianni Valdambrini
– DDD Reloaded – Introductory Workshop di Alberto Brandolini
– Erlang: multi-core e massive scalability di Roberto Aloi
– Persistere i dati nelle app iPhone/iPadcon Core Data di Massimo Oliviero
– Creazione Rapida di Applicazioni di Realtà Aumentata di Massimo Avvisati
– HTML5 and CSS3: Web app per tutti gli schermi di Marco Casario
– High Performance Web Apps con PHP e Symfony 2 di Eugenio Pombi e Giorgio Cefaro
– Hackers vs. Developers: attacco e difesa di Simone Onofri
Nei due giorni di conferenza ci saranno 14 parallele tematiche dove si parlerà di: web, Big Data, maker, sviluppo Gaming, Mobile, Enterprise, Javascript, Cloud, Linguaggi, Metodi, Opensource, Innovazione e OpenSource.
Ci sarà anche spazio per interventi meno tecnici rivolti alle esperienze di vita degli sviluppatori.
Con ospiti da Facebook, Google, SoudCloud, ma anche tanti relatori riconosciuti come veri e propri guru esperti in tecnologie specifiche.
Partecipa!
Partecipare al Codemotion 2013 è facilissimo e gratuito!
La tecnologia ti aspetta alla facoltà di Ingegneria, dell’Università Roma Tre… non mancare!
Ah, e non dimenticate i vostri CV gli sponsor li raccoglieranno per cercare nuovi professionisti!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Osakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngOsaki2013-03-13 17:30:392013-03-13 17:30:39Codemotion: dal 20 al 23 marzo amanti della tecnologia unitevi! [EVENTO]
Il prank advertising sta davvero facendo scuola. Sfruttando uno dei modelli di fruizione piú diffusi tra gli utenti di YouTube, ossia guardare video divertenti, candid, raccolte di ‘Epic Fail’, sempre piú brand scelgono di realizzare video che ne ricalchino la struttura. Come nel caso di “Elevator Murder Experiment“, ambient realizzato per promuovere il film “Dead Man Down“.
Mascherato da ‘esperimento sociale’, il video cattura l’attenzione dello spettatore con un’interrogativo curioso: cosa fareste se incappaste in un omicidio in corso? Come succede ai protagonisti del filmato che, al momento di salire a bordo di un ascensore, si trovano davanti a due uomini che lottano, mentre uno cerca di strangolare l’altro.
Un trailer decisamente efficace e low budget, non credete?
Difficile prevedere la propria reazione, ma di certo spero che nessun’altro replichi quella dell’ultimo soggetto, che sceglie di immortalare la scena con il suo smartphone 😉
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-03-13 15:30:582013-03-13 15:30:58Ambient da paura per promuovere l'uscita di Dead Man Down [VIDEO]
Nel mondo del progresso tecnologico, in cui i cari vecchi videogiochi sono ormai un vago ricordo, l’unico modo per osservare i pixel di un’immagine è esagerare con lo zoom fino a dissolvere ogni contorno in un mare indistinto di quadratini colorati.
Tuttavia, come abbiamo spesso osservato proprio qui su Ninja Marketing, i nostalgici degli 8 bit sono dietro ogni angolo e da bravi estimatori del vintage digitale non perdono l’occasione di celebrare i loro miti con l’effetto pixel.
Analogamente, il progetto Big Big Pixel omaggia gli 8 bit declinandoli in custodie pixellate per iPhone e iPad (ma anche MacBook Air e Pro fino ai 13″).
Infatti, per bilanciare l’altissima risoluzione dei display di nuova generazione, Big Big Pixel inventa una busta di pelle sintetica dai bordi “sgranati” per proteggere i vostri dispositivi in modo davvero originale.
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Infine, se ancora non ne avete avuto abbastanza, il tuffo nel passato prosegue con Big Big Cursor, il cursore per touchscreen che, oltre a essere bello a vedersi, supplisce alle vostre dita quando rischiano di sporcare il vostro schermo ed è anche magnetico, così da essere sempre a portata di cover.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Manuramakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngManuramaki2013-03-13 15:00:402013-03-13 15:00:40Big Big Pixel: cover iPhone e iPad per i nostalgici degli 8 bit
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