Meet The Media Guru il 4 Aprile ospita Geoff Mulgan [EVENTO]

Geoff Mulgan è considerato uno dei policy maker più innovativi d’Europa e sarà presente a al “Meet the media Guru” il 04 Aprile 2013 alle ore 19.30 a Milano. Per registrarsi all’evento, collegatevi al seguente link.

Il suo nome è legato alla nascita e allo sviluppo di due importanti enti privati inglesi che si collocano a metà strada tra charity, think thank e social investor: la Young Foundation – che ha diretto dal 2004 fino al 2011- e il National Endowment for Science, Technology and the Arts (Nesta) di cui è attualmente CEO.

Le attività di Young Foundation e Nesta (promosse da anni dal gruppo di ricerca sul Societing) stanno diventando un punto di riferimento importante per tutti coloro che si propongono di stimolare “social innovation”, ovvero progetti per risolvere i bisogni della contemporaneità che attivino collaborazione e partecipazione sociale. Un obiettivo che può ora far leva in modo significativo sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali.

In precedenza, Geoff Mulgan ha avuto numerosi incarichi pubblici ed è stato Director of Policy e direttore dello “Strategy Unit” del governo di Tony Blair, ha fondato e diretto il centro studi Demos ed è stato reporter per la BBC, ha fatto altresì parte del board della Work Foundation, dell’ Health Innovation Council, della rivista The Policy Quarterly, del Design Council ed è stato presidente di Inolve, istituzione del governo inglese -quasi unica nel panorama mondiale – che mira a coinvolgere i cittadini nella ricerca medica.

Geoff Mulgan è visiting professor presso la London School of Economics, l’University College London e la Melbourne University, oltre ad insegnare regolarmente presso la China Executive Leadership Academy, uno dei 4 principali centri di eccellenza in cui si stanno formando i futuri dirigenti cinesi.

È autore di numerosi libri tra cui: The Art of Public Strategy – Mobilising Power and Knowledge for the Public Good (OUP, 2008), Good and Bad Power: the ideals and betrayals of government (Penguin, 2006), Connexity (Harvard Business Press, 1998).

Geoff Mulgan è attualmente presidente anche dello Studio Schools Trust e dell’associazione internazionale Social Innovation Exchange, un network di oltre 5000 persone impegnate a promuovere la formazione e lo scambio di best practice in tema di innovazione sociale.

“Ciò che dà all’economia sociale la sua caratteristica distintiva può essere rappresentato da due ragioni principali, che a volte possono anche apparire contrastanti. Una risiede nell’ambito della tecnologia: la diffusione dei networks, la creazione di infrastrutture globali per l’informazione e l’importanza sempre maggiore dei social networks. L’ altra deriva da un ambito strettamente legato alla cultura e ai valori, ovvero la crescente enfasi sulla dimensione umana, sul mettere democraticamente al primo posto gli individui ricadendo di conseguenza su sistemi e strutture.”

Il nostro Alex Giordano ed Adam Ardvisson avevano gia qualche anno fa curato l’edizione italiana del suo famoso LIBRO BIANCO SULL’INNOVAZIONE SOCIALE (che potete scaricare gratuitamente qui)

Societing Reloaded, pubblici produttivi ed innovazione sociale

“L’economia, l’Italia, il mondo, sono in crisi. Ci vuole una nuova filosofia d’impresa capace di capitalizzare le risorse e dare una nuova direzione”.

Questo quanto affermano Arvidsson e Giordano. Ma come?
La risposta nel loro nuovo libro per Egea: fino a Mercoledi per tutti i lettori di Ninjamarketing che compreranno il libro a questo link sarà disponibile uno sconto del 15% sulla versione cartacea e del 30% sull’ePub.

Che da digital strategic planner, qual è il nostro Alex Giordano, stesse trafficando tra BigData, SmartCity, Netnografia ed Etnografia Digitale lo sapevamo, ma a sorpresa arriva nelle librerie il testo che lo vede tra gli autori e che è il succo di ragionamenti fatti nella scorsa summer school sul Societing e che oggi sembra proprio proporsi come una risposta alla crisi del presente.

L’economia corporate è in crisi. E’ ormai sempre più evidente che, per sopravvivere, il sistema deve cambiare radicalmente. Il problema più grande non è la scarsità di idee né di proposte concrete e nemmeno di persone disposte a impegnarsi per un cambiamento concreto. Quello che manca è un nuovo modello organizzativo: una nuova filosofia d’impresa capace di capitalizzare le risorse e dar loro una nuova direzione.

Il termine SOCIETING sarà gia noto a tutti voi. Inventato da Bernard Cova (con Olivier Badot ed Ampelio Bucci negli anni ’90) era stato portato alla ribalta con una fortunata pubblicazione del compianto Giampaolo Fabris a cui è dedicato questo volume.

Bernard Cova e Gianfranco Fabris avevano già affermato che il marketing in senso moderno − quello della vendita di massa − è cosa passata.

Adam Arvidsson e Alex Giordano, autori di ” Societing Reloaded. Pubblici produttivi e innovazione sociale”- (Egea 2013, 288 pagg., 25 euro)- sono andati ben oltre: sostengono che i consumatori stanno diventando sempre più produttivi e trasformano i beni di consumo in una sorta di mezzi di produzione.

Il libro intende proporsi come parte di una discussione, già avviata e intenzionata a proseguire. E’ una testimonianza degli scambi avvenuti tra appassionati di ricerca convinti che la crisi non stia nell’idea di mercato in sé, ma in un certo modo di considerare e vivere il mercato che oggi, alla luce delle evoluzioni socio-culturali e tecnologiche in corso, non è più accettabile.

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Crediamo” affermano gli autori, “che costruire una nuova sfera pubblica di questo tipo possa portare a una miglior connessione tra economia e società, una maggiore coerenza tra ciò che è socialmente desiderabile e ciò che ha valore economico”.

Il societing è un tentativo di assecondare la socializzazione dei processi produttivi, in atto da qualche decennio, con una nuova filosofia d’impresa che riconosca il ruolo sempre più attivo dei consumatori e degli altri stakeholder, e che si apre a una loro partecipazione attiva anche nella determinazione del valore della ricchezza prodotta.

“Da due anni ormai, Alex Giordano e Adam Arvidsson hanno tentato di dare un nuovo slancio al concetto di Societing attraverso l’attivazione della  Summer School of Societing e  l’animazione del blog dell’Accademia Mediterranea di Societing (www.societing.org) ed una intensa attività di ricerca”

afferma Bernard Cova (Guru del Marketing, inventore del marketing Tribale e del concetto di Societing)

“Secondo loro, oggi sta scomparendo la differenza fra consumatore e produttore, fra impresa e mercato, fra il marketing e il suo ambiente. Di conseguenza, per Alex ed Adam, il Societing non può limitarsi a una presa in considerazione degli attori, così diversi tra loro, che costruiscono il mercato e attraverso lo stesso la società. Il Societing deve essere visto come la risposta imprenditoriale a una nuova condizione produttiva. Societing, inteso in questo modo, costituisce un nuovo modo di fare impresa e una nuova concezione del valore che siano adatti a una nuova situazione produttiva e alle nuove sfide che ci aspettano. È in ciò che il Societing è reloaded, cioè ricaricato delle nuove logiche all’opera nella nostra vita quotidiana.”

Grazie alla partecipazione di molti tra i più brillanti pensatori economici contemporanei come Caterina Bandinelli, Michel Bauwens, Francesca Buttara, Anna Cossetta, Bernard Cova, John Grant, Salvattore Iaconesi, Oriana Persico, Jaromil, Riccardo Maiolini, Massimo Menichinelli, Vincenzo Moretti Bertram Niessen, Irenangela Smargiassi e Barret Stanboulin, il volume vi farà chiarezza su molte parole alla moda come Social Innovation, startUp, monete alternative, peer to peer economy, smart city, stampanti 3d, storytelling, netnografia, dando loro un senso che vi mostrerà come già nel presente ci sono gli anticorpi per uscire da una crisi che non ha futuro.

Un libro che ci sentiamo di consigliare vivamente a tutti, non solo agli innovatori “patentati” ma anche e soprattutto a decisori, amministratori, politici ed a tutti quelli che ci dovrebbero portare fuori dal fallimento del presente.

 

Instagram: cosa rivelano di te i filtri che scegli per le tue foto! [INFOGRAFICA]

 

Nell’era del Web 2.0, dei social media e del mobile anche la fotografia ha subito un netto cambiamento ed ognuno di noi sembra essere diventato un (esperto) fotografo. Basta “sfogliare” gli album dei propri amici su Facebook, curiosare tra i tweet di Twitter e/o fra le foto di Instagram per rendersi conto che un tramonto, una tazzina di caffè o il vostro gatto (giusto per citarne alcuni) sembrano spesso dei capolavori, delle opere d’arte!

La verità però, eccezioni a parte, è che il merito non sta nella bravura ed abilità dell’improvvisato fotografo nello scattare la foto, ma nella possibilità di utilizzare una serie di filtri in grado di dare uno stile, un effetto e un senso diverso alle vostre foto. D’altronde, chi non ha mai modificato una sua foto con i filtri di Instagram per darlo un effetto diverso?

Bene! Sappiate che, secondo una divertente infografica di Marketo e Column Five, più che la foto in sè è proprio la tipologia di filtri che si sceglie a rivelare qualcosa di più di chi pubblica la foto! Curiosi? Ecco le personalità che si celano dietro i 10 filtri più utilizzati di Instagram:

  1. Normal => Il professionista o l’ Amatore
  2. Earlybird => L’aspirante Wes Anderson
  3. X-Pro II => L’ottimista
  4. Valencia => L’impertinente fotosensibile
  5. Rise => L’artista Pigro
  6. Hefe =>Il pazzo per i colori
  7. Amaro => Il nottambulo
  8. Hudson =>Il duro di cuore
  9. Brannan => Lo specializzando in arte
  10.  Nashville => Il tipo figo

 

Vi lasciamo scoprire nell’infografica di seguito il perchè di queste “buffe” denominazione, le caratteristiche principali dei 10 filtri-personalità e alcune informazioni interessanti sugli utenti di Instagram! 😉

 

Un'occasione per realizzare la tua idea di startup: Speed MI Up [EVENTO]

 

La Camera di Commercio di Milano, il Comune di Milano e l’Università Bocconi hanno indetto un bando a sostegno delle giovani realtà imprenditoriali e dei giovani professionisti.
L’obiettivo è quello di sostenere startup e professionisti nella delicatissima fase di avvio, mettendo a disposizione conoscenze, mezzi e risorse che possano aiutare giovani realtà che vogliono emergere.
Quindi se hai un’idea innovativa, solida e potenzialmente internazionale, Speed MI Up può aiutarti a realizzarla.

Cos’è?

Speed MI Up nasce per fornire un aiuto concreto rivolto a 5 startup e 10 professionisti che potranno entrare a far parte di una rete di imprese e professionisti. La peculiarità del progetto sta nella volontà di offrire non solo spazi di co-working confortevoli che possano favorire l’interazione tra aspiranti imprenditori, ma soprattutto conoscenza, professionalità e un pacchetto di servizi che possa aiutare, stimolare ed accelerare lo sviluppo della propria idea di business.

I servizi a disposizione

Alla base dell’iniziativa un intenso programma di formazione durante i primi 3 mesi di inserimento, il supporto continuativo di tutoring, un Advisory Board specifico per ogni singola startup o professionista, la possibilità di accedere ad investimenti importanti e, ovviamente, l’accesso per un massimo di due anni a spazi fisici che permettano di realizzare quotidianamente le proprie idee e organizzare riunioni.

Requisiti

Il bando è rivolto a tutti i neoimprenditori di qualunque nazionalità purché vogliano stabilire la loro sede strategica a Milano, in un contesto internazionale e dinamico.
Possono presentare la domanda:

  • tutte le forme societarie (capitale, fisiche, individuali) purché non ancora costituite o costituite dopo l’11 gennaio 2011 e iscritte al registro delle imprese di Milano
  • professionisti laureati under 35, in possesso di partiva iva e operanti sul territorio di Milano e provincia. L’attività deve riguardare il campo della comunicazione o dei servizi alle imprese

Per tutti i dettagli potete consultare il bando

Come iniziare

Basta registrarsi sul sito www.speedmiup.it Dal momento della registrazione, i membri  delle startup avranno a disposizione 12 ore di lezione gratuite che li aiuteranno compilare il business plan.
I professionisti invece dovranno sviluppare il master plan con la descrizione della propria idea di business.

Se vi frulla per la testa un’idea di business e quello che vi manca è un sostegno e un indirizzo, Speed MI Up potrebbe essere l’occasione giusta per far fruttare il vostro talento.

Torna il CreativeProShow, l'evento dedicato alla fotografia e all'imaging digitale

Torna a Roma il 6 e 7 aprile il CreativeProShow, l’evento dedicato alla fotografia e all’Imaging Digitale che vede coinvolti i principali visual artists del momento: fotografi, illustratori e ritoccatori di fama mondiale tutti riuniti in una fantastica due giorni di workshop tecnici, creatività e condivisione di esperienze.

A partire da sabato 6 aprile si alterneranno ai microfoni e ai monitor della V edizione del CreativeProShow alcuni tra i migliori artisti dell’immagine, quattro relatori di fama mondiale per la prima giornata e ben nove workshop tecnici nella giornata di domenica 7.

Ad aprire i lavori sabato 6 sarà Wojchiech Pijecki, con un workshop composto al 90% di pratica e al 10% di teoria e completamente orientato alla creatività assoluta. Dopo di lui sarà la volta di Carlos Lanenga, high end retoucher direttamente dall’Olanda che condividerà le sue incredibili tecniche di ritocco della pelle che lo hanno portato a lavorare per marchi del calibro di Playboy, Tommy Hilfiger e U Magazine.

Con Pedro Fernandes si scopriranno i segreti del 3D Concept Design, della visualizzazione archiettonica e del Matte Painting. Sarà poi il turno di Federico Chiesa, vecchia conoscenza di NinjaMarketing (lo abbiamo intervistato qua) specialista della fotografia pubblicitaria che vanta clienti come Mercedes, Studio Universal, L’oreal, TBWA, Y+R, Lottomatica, BNL e McDonalds.

La giornata di domenica 7 sarà dedicata ai workshop di Alessandro Rabboni, che mostrerà come ha realizzato le immagini del suo progetto Learn To Fly; Fabio Timpanaro, Digital Artist e Art Director; Mirko Zeppieri, creative photographer; Fabio Bozzetti, fotografo che realizza immagini incredibili lavorando esclusivamente con la luce diurna; Giuseppe Guzzardi, artista del 3D e del fotorealismo e Marco Pasqua, esperto di still life. E a conclusione, DJ Set per tutti!

Per scoprire i trucchi di immagini incredibilmente accattivanti, imparare i metodi di post produzione più avanzati, seguire ed eseguire in tempo reale le tecniche spiegate dai giovani professionisti del CreativeProShow basta registrarsi qui e prenotare il proprio posto all’edizione 2013, un’occasione unica per incontrare e confrontarsi con chi dell’immagine ha fatto la propria professione!

Convertire le riviste pdf in app per iPad? Scopri come, con Pdf2iPad!

Convertire le riviste pdf in app per iPad? Scopri come, con Pdf2iPad!

I numeri parlano chiaro, sempre più persone accedono a contenuti tramite smartphone e tablet. Device sempre connessi, sempre più ottimizzati e che garantiscono accesso alle informazioni praticamente dovunque. Tra i vari vantaggi di questa evoluzione, sicuramente possiamo citarne due:

ambientali, perché c’è bisogno di sempre meno carta;

personali, perché basta portare un dispositivo digitale per poter leggere giornali, riviste, libri, ecc.

Ma vi siete mai chiesti se fosse possibile convertire i vostri pdf in applicazioni fruibili in mobilità, senza dover stampare nulla? E soprattutto, se questo processo possa risultare semplice e veloce? La risposta è “sì”! Con Pdf2iPad non è mai stato così facile!

Convertire le riviste pdf in app per iPad? Scopri come, con Pdf2iPad!

Cos’è Pdf2iPad e per cosa si può usare?

Pdf2iPad è il servizio che permette a chiunque di pubblicare un progetto editoriale su App Store. Senza avere conoscenze informatiche speciali e a costi accessibili tutti possono trasformare i propri pdf in applicazioni. Gli esempi sono molteplici ed è possibile scegliere tra due tipologie di App:

Easy app

Library app

Creare riviste con Pdf2iPad

Se l’applicazione deve contenere diverse pubblicazioni oppure si ha la necessità di frequenti aggiornamenti la scelta migliore è la tipologia “Library App“.

Uno strumento molto utile, ad esempio per i piccoli editori, che possono dare spunti ulteriori per i lettori, oltre alla versione cartacea. Con la creazione di una Library App si possono pubblicare, oltre ai numeri delle riviste uscite in edicola, anche servizi speciali o ripubblicare parti di numeri usciti in passato (così come progettato per l’app Itinerari e luoghi).

Grazie alla funzione di gestione degli abbonamenti è possibile fornire ad esempio gratis i numeri agli abbonati alla versione cartacea e decidere di vendere i numeri ai non abbonati.

Convertire le riviste pdf in app per iPad? Scopri come, con Pdf2iPad!

Inoltre, altro punto forte è la possibilità di usare i video all’interno del PDF per inserire dei contenuti sponsorizzati o spot in modo da avere un nuovo canale pubblicitario oltre all’uso dei banner classici (che si possono inserire sia con il circuito adMob che con l’uso di codice HTML5) ma che magari sono meno indicati per il dispositivo.

Scoprite le riviste sfogliabili realizzate partendo da un pdf e registratevi subito: create la vostra applicazione gratis! Solo quando deciderete di pubblicarla sull’App Store procederete al pagamento.

Cosa aspettate, provate Pdf2iPad registrandovi subito!

20 prodotti Apple che scoprirai di desiderare (o anche no)

Non avranno il design innovativo dell’iPhone e neanche le caratteristiche tecniche dell’iPad. Forse, se la cartoleria sotto casa mettesse in vendita alcuni di questi prodotti non si creerebbero le solite file chilometriche. Eppure hanno un fascino vintage che colpisce. Il loro design è un po’ fuori moda, per usare un eufemismo, ma a chi non piacerebbe possederne alcuni?

Abbiamo scovato per voi 20 prodotti Apple vecchi come il “cucco” che, al contrario dei prodotti ipertecnologici, col passare del tempo, hanno acquisito un valore incredibile, invece che perderlo.

Visiera Apple 34,99$

Sacca Apple, 34,99$

Agenda Apple, 49,95$

Bicchiere da vino Apple, 66$

Giubbotto Apple, 69,99$

Carrozzino Apple, 95$

Orecchini Apple, 109,99$

Cravatta Apple, 144,95$

Cuscino Apple, 159,99$

Maglia Apple, 185$

Orologio Apple, 219,99$

Carta di credito Apple, 250$

Giubbotto di jeans Apple, 399,99$

Maglia Hockey Apple, 399,99$

Giacca di velluto Apple, 599,99$

Ombrello Apple, 599,99$

Spilla Apple, 1049,99$

Bandiera Super Bowl Apple, 1099,99$

Sneakers Adidas Apple, pricele$$

Un nuovo tipo di condom? 100,000$ offerti da Bill Gates

L’innovazione dilaga. Le nuove tecnologie prendono il sopravvento quotidianamente e spazzano via prodotti a cui non facciamo in tempo ad abituarci che già diventano “vintage”, ma qualcosa è pressoché rimasto invariato da anni: il condom.

Uomini e donne ne fanno largo uso, 750 milioni di persone stimate nel mondo. Alcuni lamentano il suo utilizzo forzato perchè ritengono possa ridurre il piacere nell’intimità; alcuni lo ritengono scomodo; altri anti-estetico; alcuni possono perdersi nelle condomerie alla ricerca delle varianti più originali per la serie “famolo strano”; e poi ci sono i “condom-fobici” che lo vorrebbero fortificato perchè temono l’incidente di percorso.

Chi più ne ha, più ne metta, insomma, ma resta il fatto che il condom, soprattutto nell’ultimo secolo, non è cambiato granché. La Durex ci prova, rimane l’azienda più innovativa al riguardo con il lancio sul mercato di sempre nuovi prodotti accessori, ma dovrebbe concentrarsi di più sul core product.

Chi lo dice? Nientemeno che Bill Gates.
Attraverso la Bill & Melinda Gates Foundation il magnate americano fa un appello all’innovazione sul campo offrendo addirittura 100,000 dollari USA di finanziamento iniziale a chi inventerà la futura generazione di condom. Ma non finisce qui; un altro milione di dollari verrà stanziato come successivo finanziamento per la fase più avanzata di sviluppo ed implementazione del nuovo prodotto.

Quali sono le esigenze a cui dovrebbe andare incontro il nuovo prodotto?

Tenendo bene a mente qual è lo scopo dell’utilizzo del preservativo – proteggere dalle malattie a trasmissione sessuale ed evitare gravidanze indesiderate con il conseguente rischio di pratiche di aborto – la Fondazione ha chiarito quali esigenze dovrebbe soddisfare la nuova tecnologia da studiare.

Dal punto di vista maschile, il nuovo condom dovrebbe risolvere il dilemma “lo uso o non lo uso?” spingendo tutti a farne – saggiamente – sempre utilizzo, sfatando il mito della riduzione di piacere sessuale legata all’uso del preservativo.
Concretamente, in una logica di benessere e salute globale, il nuovo condom dovrebbe incentivare gli uomini al suo utilizzo accrescendo le sensazioni positive provate.

Dal punto di vista femminile, il condom pensato ad oggi per Lei è ritenuto scomodo da utilizzare e più caro dell’equivalente maschile, pertanto il nuovo preservativo femminile dovrebbe essere più economico e pratico.

Il Bando della Fondazione Bill & Melinda Gates

La Fondazione, che è impegnata nel sociale a 360° cercando di mantenere un costante impegno nella lotta all’AIDS, la piaga della scarsità di cibo ed acqua, la carenza di vaccini per le popolazioni più povere, ecc., accetterà progetti che riportano ipotesi che possano essere testate, supportate da un piano indicante le modalità per testarle o validarle e dati comprovati sul rendimento.

Tutti i progetti che proporanno una soluzione troppo cara per favorire l’uso su larga scala del nuovo condom, oppure non raggiungeranno i due primari obiettivi della protezione dalle malattie e dalle gravidanze indesiderate, non saranno neanche presi in considerazione.

Per avere tutte le informazioni sul Bando ed i contatti per inviare le proposte accedete alla pagina della Fondazione da qui.

Guardate anche qui.

Le Zone a Traffico Limitato diventano più accessibili con Henable ZTL

Ferdinando Acerbi, 47 anni di Brescia, dopo una vita dedicata allo sport agonistico si trova, a causa di un incidente, a dover affrontare una serie infinita di “barriere” non solo architettoniche. Alla fine del 2012, fonda la sua startup con lo scopo di creare uno spazio aperto per la condivisione di soluzioni digitali e tecnologie fruibili in grado di migliorare la qualità della vita delle persone diversamente abili. È proprio all’interno di questa piattaforma che è nata Henable ZTL, la prima di una lunga serie di applicazioni dedicate a rendere la vita dei diversamente abili, più smart.

Per conoscere meglio il servizio abbiamo intervistato Ferdinando, founder e front end man vivente dell’iniziativa, sviluppata assieme a Andrea Pauletti (si occupa delle finanze ed anche lui disabile), Gianmarco Altieri (web strategist e back end), Andrea Stagi (sviluppatore Android), Maurizio Donadelli (rapporti con istituzioni e P.A.).

Cos’è Henable ZTL?

Henable ZTL è un applicazione nata per facilitare la richiesta di accesso a Zone a Traffico Limitato da parte di persone disabili.

Finora infatti, la procedura prevede che la persona interessata comunichi il suo passaggio tramite l’invio di una mail che contenga le copie del documento di identità e del tesserino di disabilità allegate al form di richiesta. Il tutto fatto da casa nei meandri dei portali dei vari comuni, con la grande limitazione di non poter a quel punto cambiare il proprio programma a meno che non si abbia qualche aiuto a casa.

Ora, grazie ad Henable ZTL, è possibile inviare questa richiesta direttamente dal proprio smartphone in completa mobilità e libertà.

Henable ZTL è disponibile su App Store e a breve sarà disponibile anche su Android e Windows Phone.

Come è nata la vostra idea?

L’idea nasce dalla mia esperienza, che trovandomi in una condizione di disabilità e non avendo rinunciato comunque ad una vita attiva… mi sono trovato sommerso da una serie di incombenze logistico amministrative incoerenti e anacronistiche. Delle vere e proprie barriere amministrative.

Cosa vi ha motivato a buttarvi in questa avventura?

La motivazione ci deriva dalla convinzione che invece di lamentarci e fare polemiche sterili, siamo noi disabili a dover presentare le soluzioni ai problemi che solo noi possiamo percepire. Credo infatti che le persone “normali”, si occupino a ragione del macro problema, quello evidente.
Ricerca e medicina fanno sì che io oggi sia vivo e operativo, ciò che sta sotto la punta dell’iceberg non è però percepibile da chi non lo prova e se non lo evidenziamo noi, non possiamo nemmeno pretendere che venga risolto.


Quali sono le prospettive per una startup nel vostro settore?

Credo che le prospettive siano enormi, noi ci basiamo sulla creazione di una community interattiva che proponga i problemi ai quali andiamo a cercare una soluzione, ogni tipo di disabilità ha le sue peculiarità ed affronta diverse difficoltà, proprio per questo la call to action della nostra piattaforma è rivolta all’utente finale, con il miraggio di poter un giorno far conto su diversi “capofila” che gestiscano e propongano le richieste della loro filiera.

Dove vi vedete tra 1 anno?

Ci piacerebbe che alcune delle nostre soluzioni, proposte e promosse dalla comunità disabile, potessero essere poi a cascata adottate da tutti, perché ne miglioriamo la vita/produttività. Sarebbe un bel modo per ridare coscienza e stimolo ad una comunità che troppo spesso si ritiene emarginata.

Apple: è possibile installare la stessa app su più device?

Eccoci ad un altro appuntamento con i colleghi di iSpazio che grazie ad iGenius Corner rispondono periodicamente ai dubbi di tutti i possessori di device Apple.

Questa volta la domanda è: “Posso installare un’app su più dispositivi senza pagare ulteriormente?”. Per chiarire meglio il concetto facciamo un esempio: avete un iPad, iPhone e un Macbook, avete un solo account ID di registrazione ad iTunes e volete che su ogni vostro dispositivo ci sia quella particolare app che vi è utile per il lavoro, per il tempo libero o semplicemente che trovate più divertente. Quest’app in particolare ha un costo, magari anche non proprio basso e voi non volete riacquistarla per ogni dispositivo a vostra disposizione.

E’ possibile averla gratuitamente per ogni vostro device?

Ogni applicazione disponibile in AppStore, può essere installata su molteplici dispositivi senza richiedere un nuovo pagamento. L’acquisto di ogni applicativo è legato all’account (Apple ID) che può essere abbinato ad un massimo di 5 dispositivi ma utilizzato su infiniti dispositivi. Cerchiamo di spiegare meglio quest’ultima frase.

iTunes, permette di abbinare un Apple ID al proprio computer in maniera tale da riuscire a trasferire tutte le applicazioni presenti sul computer direttamente sull’iPhone o gli altri terminali in possesso. Con un computer autorizzato, anche gli aggiornamenti delle applicazioni possono essere trasferite dal computer attraverso una sincronizzazione. Il limite massimo di computer e dispositivi da associare ad un Apple ID è 5, tuttavia un account può essere utilizzato su infiniti terminali.

Un account ID può essere utilizzato su infiniti terminali

Infatti, qualora vorreste utilizzare il vostro Apple ID su un sesto, settimo o ottavo dispositivo Apple, potreste liberamente farlo, semplicemente effettuando il login all’interno dell’applicazione App Store ed avviando i download direttamente da li. In questo caso si ottengono degli svantaggi relativi alla sincronizzazione sul computer ma le applicazioni ed i giochi riusciranno ad essere scaricate ugualmente senza la necessità di essere riacquistate.

Riassumendo: 1 solo Apple ID per abbinare fino a 5 dispositivi (tra cui i computer) ma per scaricare le applicazioni acquistate su infiniti dispositivi.

Vi è tutto chiaro adesso? Buon download allora!