Se al giorno d’oggi ci sembra naturale che un bestseller che ha guadagnato milioni di dollari sia nato come una Fan Fiction di Twilight, questo tipo di narrazione tanto amata da fan e prosumer di tutto il mondo ne ha fatta di strada per diventare mainstream.
Wattpad, la community che si descrive come “il miglior posto per scoprire e condividere storie” ha pubblicato un’infografica sulla Fan Fiction per tracciarne passato, presente e futuro.
Volete sapere quali sono i personaggi più utilizzati? I crossover più in voga? O come questo tipo di narrazione grassroot può essere un ottimo strumento di marketing?
Sociale, collaborativa, serializzata e senza limiti, scopriamo le potenzialità della Fan Fiction.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ayumi Kenseihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAyumi Kensei2013-06-13 13:40:022013-06-13 13:40:02Passato, presente e futuro della Fan Fiction [INFOGRAFICA]
Negli ultimi anni il genere horror si è scrollato di dosso un po’ di quella prevedibilità e ripetitività che troppo a lungo lo aveva penalizzato agli occhi del grande pubblico. Troppi adolescenti in vacanza in un casolare abbandonato o presenze inquietanti in soffitte polverose.
Il thriller ha fatto passi da gigante soprattutto grazie ad alcuni illuminati serie televisive e l’horror ha deciso di rifarsi il make up (letteralmente) e valorizzare alcune tematiche intramontabili per riprendersi legittime fette di pubblico. Serie TV, videogame, film colossal e sempre più spesso pubblicità strizzano ormai apertamente l’occhio ai grandi classici del genere, soprattutto agli zombie (ora più evoluti e “interattivi” rispetto a quelli partoriti dal genio di Romero), ai vampiri (non esattamente quelli versione teen idol) e agli psicopatici di ogni genere e fattura.
I pubblicitari hanno infatti da sempre ben chiaro che l’impulso all’acquisto e alla fidelizzazione è dato da sentimenti forti che vanno oltre il semplice fascino per l’oggetto. Ne è un esempio il cosiddetto Lovemark, il filone di marketing che fa dell’amore, dell’empatia e della sensualità il grimaldello per inculcare un brand nelle abitudini del consumatore.
Le emozioni forti portano a non dimenticare, e se questo vale per l’amore perchè non deve valere anche per il terrore? Detto fatto.
I social network e le dinamiche di condivisione più sfrenata hanno fatto sì che la viralità di campagne spaventose e taglienti (nel vero senso della parola) sia il vero media su cui veicolare il messaggio. Soprattutto il mondo del cinema ha fatto delle campagne crossmediali il punto di forza per aumentare curiosità e passaparola.
Vogliamo quindi mostrarvi le 5 campagne più spaventose e virali che negli ultimi tempi hanno riscritto il modo di pubblicizzare il genere horror.
World War Z
Per il lancio del colossal World War Z (previsto per la fine di giugno) i produttori hanno dato vita ad un vero e proprio portale di informazione su come sopravvivere all’imminente apocalisse zombie.
Nel sito Crisis Zero, infatti, è possibile avere news aggiornate sugli sviluppi della pandemia (un countdown in bella vista ci aggiorna su quanto manca all’estinzione del genere umano o, per i più smaliziati, all’uscita del film) e video di alcuni attacchi verificatisi in giro per il pianeta.
Il portale offre suggerimenti su come tentare di sopravvivere e invita gli utenti a reclutare i propri amici e a collegarsi alla Facebook app della Zona Sicura per poter accedere alle safe room e trovare (forse) rifugio. Nel dubbio, io mi sono iscritto.
Questi sono alcuni dei video presenti nel sito dove vengono documentati alcuni dei primi attacchi da parte delle orde affamate.
Take This Lollipop: I Dare You
Qualche tempo fa generò non poche polemiche la diffusione della campagna I Dare You. Ideata per lanciare il progetto Take This Lollipop, cortometraggio interattivo che mostrava inizialmente un inquietante serial killer alle prese con lo studio della prossima vittima, la campagna rivelava ben presto il suo lato più spaventoso.
Accedendo infatti all’applicazionediFacebook (passaggio necessario per visualizzare le immagini del film) si capiva ben presto che la persona che il pericoloso psicopativo stava studiando era proprio l’ignaro utente. Le sue immagini e i suoi status scorrevano veloci sul monitor del killer, il quale risaliva anche all’indirizzo di residenza e si incamminava deciso verso casa sua, con tanto di foto attaccata sul cruscotto dell’auto.
Al di là delle evidenti problematiche relative alla privacy, un bel modo per mettere al centro del progetto gli utenti stessi, anche se non tutti hanno apprezzato la sorpresa, come si può vedere dai reaction video.
The Walking Dead
The Walking Dead è senza dubbio la serie TV che ha certificato il ritorno in grande stile dell’horror. Premi e riconoscimenti di ogni genere dimostrano come i non morti siano a tutti gli effetti il fenomeno pop degli ultimi anni, fenomeno che non ha risparmiato nemmeno cinema, videogames, mobile app e flash mob di ogni tipo.
Per lanciare la seconda stagione gli ideatori della serie hanno invitato alla premiere un ospite a sorpresa, che non ha tardato ad interagire con pubblico e proiezione. Guardate qui cosa hanno combinato nel 2012 in Sud Africa!
You’re next
Personalmente non sopporto quando qualcuno alle mie spalle legge il giornale che ho tra le mani. Figuriamoci poi come ci si può sentire quando si scopre che alle spalle si ha un assassino psicopatico armato di una ben poco rassicurante ascia e con indosso una maschera insanguinata.
La campagna di lancio di You’re next, pellicola americana in uscita nel 2013, gioca sul fattore sorpresa e fa comparire alle spalle dell’ignaro passante i protagonisti più pericolosi e violenti del film.
Qui potete vedere gli altri poster preparati ad hoc per il lancio. State attenti la prossima volta che guardate un manifesto pubblicitario alla fermata del bus!
Resident Evil
Quando al supermercato si passa di fronte al reparto carni non è raro gettare un occhio dietro alla vetrata e vedere i macellai alle prese con bovini e suini da sezionare a ripetizione. Niente di troppo spaventoso, sia chiaro, ma se sul banco al posto di un manzo distinguiamo un cadavere umano, l’effetto può essere molto impattante.
Nel 2012, per lanciare l’ultima versione del videogioco di Resident Evil, il team creativo ha seminato la città di Londra di cadaveri mutilati e parti umane di ogni tipo, pubblicando sul sito No Hope Left tutti i dettagli della imminente apocalisse zombie.
Un bombardamento splatter che ha reso anche le più semplici azioni quotidiane un vero e proprio survival movie in prima persona.
Le campagne ideate per lanciare film o games horror non terminano certo qui.
Vi avevamo già parlato qui del guerrilla dedicato a The Last Exorcism part II, ma non mancano quelli più divertenti come la protagonista di The Ring nel ruolo di pitcher in un match di baseball giapponese, le palle da bowling zombie per il film tedesco 13th STREET – Scream your head off o i finti omicidi in ascensore per Dead Man Down.
A voi quale è piaciuto di più? Segnalateci altri guerrilla e ambient relativi al mondo dell’horror: all’apocalisse si sopravvive solo con la collaborazione di tutti!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Danilo di Capuahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDanilo di Capua2013-06-13 12:10:092013-06-13 12:10:09Le 5 campagne viral che hanno ridato lustro al genere horror
Periodicamente sui nostri feed di Facebook riappare quel post oramai famoso che ritrae la lavagnetta del menù di un cafè francese, che applica ai suoi prezzi la logica della cortesia: “Un cafè, 2 €. Un cafè s’il vous plait, 1,80 €“. L’approccio è piaciuto molto ai consumatori, e a quanto pare anche ai gestori di un locale australiano che hanno trasformato l’iniziativa in un “Pay with a Kiss“.
Per tutti coloro che dalle 9 alle 11 di mattina ordineranno un caffè in questo bistrot per tutto il mese di giugno la consumazione sarà gratuita se scambieranno un bel bacio con il loro accompagnatore.
A fronte di un piccolo calo degli incassi (limitato comunque ad una fascia oraria minima) il cafè ha attirato l’attenzione di moltissimi consumatori online e creato un sentiment positivo, ancora più potente perché strettamente legato ad un luogo fisico, ad un contesto di consumo che si arrichisce così di nuovi significati. Sicuramente questo locale si aggiungerà alle lista dei “must to visit” di turisti ma anche cittadini.
Una iniziativa molto interessante, non credete?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-06-13 11:06:412013-06-13 11:06:41Un caffè, 1 euro. Un caffè con bacio, è gratis [VIDEO]
Come accade già su Twitter, Instagram, Tumblr e Pinterest, su Facebook inizieranno a comparire gli hashtagcliccabili in modo da poter visualizzare tutte le conversazioni che contengono quel determinato argomento.
Ovviamente saranno visualizzabili le conversazioni condivise con voi in base alla privacy impostata da chi ha pubblicato il post; vedrete quindi le condivisioni “pubbliche” o quelle dei vostri amici.
Su Facebook si potrà:
• Ricercare un hashtag specifico dalla barra di ricerca (ad esempio # NBAFinals)
• Cliccare sugli hashtag che hanno origine da altri servizi/applicazioni come Instagram
• Comporre messaggi direttamente dal feed hashtag e dai risultati di ricerca
Facebook ha annunciato che l’utilizzo degli hashtag verrà arricchito nelle prossime settimane con altre funzioni come i trending hashtags e altre statistiche “che aiuteranno le persone a scoprire più sulle conversazioni che avvengono nel mondo”.
E voi cosa ne pensate dell’utilizzo del famoso cancelletto?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ida Perrihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngIda Perri2013-06-13 10:46:042013-06-13 10:46:04Ora gli hashtag sono anche su Facebook [BREAKING NEWS]
Star Wars, la saga cinematografica scritta e diretta da George Lucas a partire dal 1977, conta un numero indefinito di fan che considerano tutto l’universo legato al film quasi come un culto. Chiunque, infatti, riconoscerebbe tra mille le note della colonna sonora e il celebre logo.
Ma, a proposito di quest’ultimo, chi di voi ne conosce invece l’evoluzione che lo ha portato a essere come lo conosciamo oggi?
Tutto ebbe inizio durante la pre-produzione del film, quando Ralph McQuarrie realizzò la decalcomania che vedete sotto, dalla quale si evince il modo iniziale in cui era stato concepito Han Solo, prima che George Lucas ne cambiasse il costume.
Sulla carta intestata aziendale comparve successivamente un nuovo logo: il lettering del titolo fu creato da Joe Johnston sulla base della font Precis.
E’ del dicembre 1976, invece, il romanzo scritto sulla sceneggiatura di Star Wars la cui copertina, disegnata da McQuarrie, presenta le font della famiglia Helvetica.
In seguito Dan Perri progettò un logo con un punto di fuga che, pensato inizialmente per comparire nei titoli d’apertura del film, fu utilizzato poi nei manifesti e nelle pubblicità.
Ma la vera svolta si ebbe quando Lucas si rivolse a Suzi Race, appena assunta come art director, per la progettazione di un logo, a detta sua, che apparisse “molto fascista”. Essendosi da poco documentata sulla tipografia tedesca, la Race decise di utilizzare il carattere tipografico più “fascista” che le venisse in mente: Helvetica Black.
Disegnò, dunque, un logo che fu utilizzato inizialmente nei poster e poi nello stesso film. Questa scelta dura da trent’anni e, eccetto che per le S (modificate per migliorarne la leggibilità) e per la W (cambiata dall’artista Joe Johnston), possiamo dire che i crediti ufficiali per il logo di Star Wars appartengono all’artista Suzy Rice.
Cosa ne pensate? Lo considerereste un happy end o avreste preferito qualcuna delle versioni precedenti?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Manuramakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngManuramaki2013-06-13 10:30:122013-06-13 10:30:12Star Wars: l'evoluzione del logo che ha fatto la storia
Un inno alla vita, un gesto di speranza racchiuso nel video in cui i protagonisti sono i piccoli malati di cancro del A.C. Camargo Cancer Center di San Paolo, in Brasile. L’onore di realizzarlo all’agenzia pubblicitaria JWT Brazil.
‘Il primo passo nella lotta contro il cancro è credere nella guarigione’, da questa primaria necessità medici e creativi hanno lavorato insieme per cercare di combattere le paure dei piccoli malati durante i trattamenti di chemioterapia. Risultato finale: colorati contenitori di borse per via endovenosa con i personaggi dei loro fumetti preferiti, custodi di superformule per aiutare a guarire dalle brutte malattie.
L’idea ha da subito cambiato la loro percezione negativa del trattamento, rendendo le lunghe e sgradevoli ore di cura più allegre e piacevoli in compagnia dei loro supereroi! E chi meglio di un adorato eroe può aiutare un bimbo a sentirsi più sicuro e più forte?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Laura Cardonehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngLaura Cardone2013-06-13 10:00:572013-06-13 10:00:57Rebranding della chemioterapia: in ospedale arrivano i supereroi [VIRAL VIDEO]
Inventarsi una startup è diventato uno sport nazionale… dovrebbero farne una disciplina olimpica! probabilmente riusciremo a conquistarci una medaglia di bronzo in materia di innovazione, ma probabilmente d’oro per la creatività e i nomi bizzarri!
Perchè? Facciamo un gioco! Se dico Ulalola, cosa vi viene in mente? La prima associazione che ho avuto è stata quella con l’Hula Hoop, il famoso cerchio che si usava far roteare intorno al bacino, ma anche sulle altre parti del corpo. Associazione di assonanza, piuttosto che di significato!
Eppure, da quello che si legge in rete, per i creatori di questa fantasiosa startup
Il naming e il logo che rappresentano ulaola ne arricchiscono ed enfatizzano l’essenza; il nome divertente e mnemonico e il logo semplice ma colorato, che racchiude in sè tutte le varianti dello spettro cromatico, rappresentano in maniera totalizzante l’identità e il concept del marchio
Il naming, alias nome del marchio, sarà anche mnemonico (affermazione discutibile), ma poco esplicito circa il fine ultimo di questa startup. Il logo colorato… sarò daltonica, ma a me sembra nero e, se posso, anche un po’ simile a quello di Uber, ma questa è un’altra storia!
Insomma non avete ancora capito cos’è Ulalola? Siete poco perspicaci, però! Vi lascio illuminare dai creatori stessi!
Ulalola: cos’è!
Ulaola è il marketplace che promuove all’estero prodotti dallo stile italiano ma è anche una community che raccoglie amanti di design, arte, moda e vintage di alto profilo.
Per i profani, è una piattaforma digitale in cui produttori e piccole aziende possono vendere i propri prodotti in Italia e all’estero. Ovvero un e-commerce del made in Italy.
Il progetto nasce nel 2012 dal sogno di alcuni giovani italiani provenienti dal mondo digitale, della comunicazione e del marketing di portare le eccellenze del Made in Italy in tutto il mondo.
Come funziona per i venditori…
I creativi, designer, fashionartist, produttori possono inviare una richiesta per aprire il proprio negozio online. Basta visitare la pagina contatti ed aspettare di essere contattati. Sono due i pacchetti offerti: Special ed Elite. Il primo più economico ma più scarno (servizio fotografico, ottimizzazione e traduzione dei contenuti) e il secondo più costoso, ma decisamente più corposo (layout del negozio, gestione della comunicazione e del negozio fino a un massimo di 50 prodotti, solo per citarne qualcuno)
… per gli utenti…
Qui la faccenda si fa più complicata. L’home page è suddivisa in uno slide che include gli ultimi articoli del blog, e nelle sezioni principali: design, moda, arte e vintage, con le foto di alcuni prodotti (probabilmente gli ultimi). Cliccando su esplora si ha una panoramica delle collezioni, mentre andando sull’autore si possono vedere tutte le sue creazioni. Insomma, forse un po’ macchinoso, ma basta qualche minuto per orientarsi e iniziare ad acquistare!
Qualche riflesione
Come interfaccia e user experience, può andare, magari con qualche piccola modifica, ma come prezzi!! Un’esortazione all’esportazione del made in Italy! In casa proprio non ce lo vogliamo tenere! Una fotoligrafia a 350,00€, un divano-valigia-mondo a 599.00€! Forse io non sono propriamente il target di riferimento! Per carità,c’è anche una sconsolata stellina rossa a 20.00€, (ciondolo in ceramica) per quelli con un budget più limitato!
Che Ulaola sia un’inno alla fantasia non sta solo nel nome della startup stessa, ma anche in quello dei prodotti e delle collezioni (in questo caso il merito va al produttore o al creativo stesso). Ad esempio Beautoni yellow, cosa sarà mai? E Ohlala? Un’esclamazione? Ma dico… Un sano e chiaro nome italiano? Troppo poco creativo?!
Ulaola, idea innovativa?
Indubbbiamente l’idea è molto buona e favorisce gli artisti poco noti e che hanno un budget limitato per esporre e vendere i propri prodotti!. Ma io lancio una nuova idea di startup!
Una piattaforma che raggruppi non i designers, i fashion stylsit, ma i falegnami, i calzolai, e tutti quegli artigiani di una volta, che hanno tirato giù le loro saracinesche. Come la chiamerei? Non sono così fantasiosa! Qualche suggerimento?
Ad ogni modo, io l’idea l’ho lanciata! Business Angel fatevi avanti!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Sakurahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSakura2013-06-13 08:06:432013-06-13 08:06:43Ulaola, la startup che dovrebbe parlare italiano
Oggi vi proponiamo un interessante elenco, realizzato da Digiday, di alcune statistiche relative ad Instagram che possono esservi utili nell’impostare le vostre strategie di social visual marketing su questo social network.
– Instagram ha 100 milioni di utenti attivi al mese
– Vengono pubblicate su Instagram40 milioni di foto al giorno
– Vengono cliccati 8.500 like ogni secondo
– Vengono pubblicati 1.000 commenti ogni secondo
– Il 59% dei top brand è presente su Instagram
– L’engagement su Instagram dei primi 100 top brand è aumentato del 35%
– 10 dei primi 100 top brand hanno più di 100.000 follower
– Il 40% delle foto pubblicate dai brand utilizzano filtri
– Lo-Fi è il filtro più utilizzato dai brand
– Il 41% dei brand che utilizzano Instagram pubblica almeno una foto a settimana
– Il 98% delle foto pubblicate su Instagram vengono condivise anche su Facebook
– Solo il 13% di coloro che utilizzano internet usano anche Instagram
– Il 28% di coloro che utilizzano Instagram ha una età compresa tra i 18 e i 29 anni
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ida Perrihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngIda Perri2013-06-12 16:30:362013-06-12 16:30:36Le statistiche di Instagram che dovreste conoscere
“Un coffee drive-in per ciclisti? E a cosa servirebbe?” potrebbero domandarsi in molti, soprattutto chi con la bicicletta non ha un rapporto così buono.
Invece mettetevi nei panni di un ciclista che, dopo aver scorrazzato in lungo e in largo per la città, decide di fare una pausa e prendere un caffè. C’è da trovare un parcheggio per la bici, mettere una catena per evitare che ce la rubino e poi bisogna scendere, fare la fila, sempre stando attenti ai ladri di biciclette, e poi? Bere il caffè in fretta e risalire in sella, e…
A Zurigo hanno pensato di risolvere il problema con un’idea brillante, come riporta Popupcity.net. Con l’obiettivo di incrementare l’uso della bicicletta a discapito dell’automobile, le autorità della città svizzera, in collaborazione con un team di designer, hanno creato tavoli speciali a misura di bicicletta.
Piazzati davanti a una nota caffetteria, i ciclisti possono arrivare dritti dritti al tavolo e, previa registrazione su Facebook o Foursquare, ricevere un gustoso caffè omaggio dal barista. Et voilà, Velokafi è il coffee drive-in per amanti delle due ruote. Niente male, eh?
L’iniziativa rientra in una precisa politica di riduzione del traffico cittadino, promuovendo alternative ecologiche all’automobile, come per l’appunto l’uso della bicicletta. E, come dire: La salute val bene un caffè omaggio…
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/06/coffee-drive-in.jpg306640Hivoakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHivoaki2013-06-12 15:00:052013-06-12 15:00:05Coffee drive-in per ciclisti: un break senza scendere dal sellino
Spodestato da Abercrombie & Fitch dopo 16 anni di onorata carriera, lo storico Billboard DKNY ha ritrovato nuova vita grazie all’ultima campagna realizzata dall’azienda.
L’iniziativa ha chiamato a raccolta 10 artisti provenienti da 10 città – New York, Londra, Parigi, Milano, Dubai, Kuwait City, Hong Kong, Shanghai, Seul e Tokyo – per creare delle opere d’arte che interpretassero New York City nel contesto della città in cui ogni installazione fosse posizionata. I lavori avrebbero potuto comprendere cartelloni, sculture, proiezioni multimediali e chioschi. DKNY ha poi realizzato per l’occasione un sito dove raccogliere le immagini delle opere anche attraverso i maggiori social network (Twitter , Instagram, Vine , Tumblr e Weibo).
Ma il sito non è stato l’unico strumento attraverso cui selezionare le opere. E’ stata realizzata per l’occasione una app per iOS e Android che, utilizzando la augmentedreality, permette agli utenti che scattano foto dei lavoro di vedere un video contestuale.
Per incrementare l’engagement, una enorme installazione in 3D è stata posizionata a Londra e verrà spostata fra tre località segrete. Per trovarlo, gli utenti dovranno cercare indizi su Twitter e Facebook. Pur se questa risulti essere una campagna di branding, DKNY ha permesso che alcune delle opere venissero stampate su borse, sciarpe e altri oggetti in vendita. Per quanto DKNY non possegga più l’ambito posto a Houston Street, al marchio va un plauso per aver pensato molto più in grande rispetto ad un semplice billboard.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Makan-huekahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMakan-hueka2013-06-12 13:40:592013-06-12 13:40:59DKNY unisce arte alla realtà aumentata
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