Un regalo per il 2012: Bella Napoli. Per scegliere di scegliere un futuro diverso.

Ci sentiamo di recensire e di consigliare con grande entusiasmo il libro Bella Napoli. Storie di lavoro, di passione e di rispetto scritto da Vincenzo Moretti per Ediesse.

In un momento dove si parla tanto di branding territoriale e le polemiche sono accese sui diversi approcci e le diverse strategie possibili, dal nostro punto di vista quello proposto da uno dei massimi esperti italiani di social innovation ci sembra l’unico approccio sensato: quello orientato allo storytelling.

Quanto siano importanti le storie lo spiega bene proprio nel libro l’autore senza metterci una parola che fosse sua, semplicemente citando, così: “Le storie aiutano la comprensione, perché integrano quello che si sa di un evento con quello che è ipotizzato [...]; suggeriscono un ordine causale tra eventi che in origine sono percepiti come non interconnessi [...]; consentono di parlare di cose assenti e di connetterle con cose presenti a vantaggio del significato [...]; consentono di costruire un database dell’esperienza da cui è possibile inferire come vanno le cose” (Karl Weick); Le storie che raccontiamo alla fine si prendono cura di noi. A volte una persona per sopravvivere ha bisogno di una storia più ancora che di cibo. Ecco perché inseriamo queste storie nella memoria gli uni degli altri. È il nostro modo di prenderci cura di noi stessi (Barry Lopez); “Un racconto non è solo un semplice susseguirsi di eventi, ma dà forma al trascorrere del tempo, indica cause, segnala conseguenze possibili” (Richard Sennett).

Il territorio è sempre di più una narrazione dal basso e non solo ciò che vediamo con gli occhi e per Moretti raccontare storie è il suo modo di partecipare a questo intrepido, straordinario processo di innovazione sociale fatto di ricerca di persone e luoghi da valorizzare, di connessioni e opportunità da creare, di discorso e spazio pubblico da ricostruire.

Vincenzo Moretti, considerato da molti il Sennett italiano e sicuramente insieme al nostro Alex Giordano uno dei maggiori esperti di Social Innovation,  è un vero sociologo narratore, un inventore di senso.  E' il suo modo di esserci, con la sua testa, con le sue mani per prospettarci una nuova Napoli possibile, anzi attuale.

In Bella Napoli non cerca di nascondere i problemi, tanti, che attanagliano la città, cerca piuttosto di prospettare una condizione di possibilità  collegata alla consapevolezza che cambiare è possibile, che dipende dai cittadini e dalle classi dirigenti, dalla cultura, dalle scelte, dall’impegno degli uni e delle altre.

Nulla di divino e neanche di metafisico, dunque, “solo” società, contesti, relazioni, faccende umane, cose concrete da fare o non fare, per l’appunto possibilità, una condizione di possibilità che non toglie ma piuttosto aggiunge responsabilità a ciascuno dei protagonisti.

Dodici storie di lavoro, di passione e di rispetto che, contrariamente a quanto siamo abituati a sentire, ci danno una carica di ottimismo facendoci toccare con mano che un altro futuro possibile esiste già.

Uno Storytelling, quello di Bella Napoli, orientato al Societing più che al Marketing territoriale: il che vuol essere un invito ad una maggiore capacità di proiettare l’ombra lunga del futuro sul presente e di avere una visione partecipata e dunque condivisa della realtà nella quale viviamo, delle trasformazioni e delle innovazioni che riteniamo necessarie per dare valore alle nostre comunità.

Una prospettiva questa di Moretti che merita di essere seguita anche nelle sue inchieste da cittadino reporter.

Nel 2012 avverrà un cambiamento ma non sappiamo come sarà. L'unica cosa certa è che se continuiamo a non fare nulla ci ritroveremo in un altro regime autoritario dove le persone non potranno più scegliere.

Scegliete di scegliere, è questo l’augurio che parte da questo libro utilizzando Napoli come metafora e non solo come territorio. Un augurio che cerchiamo di estendere da Ninjamarketing a tutta l’Italia ed il mondo occidentale consigliando "Bella Napoli" come il regalo perfetto per una befana diversa e consapevole che quando il tempo è alla fine non ci si può che arrendere alla vita.

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