Steve The Robot, un romantico spot per i decoder I-Can

I-Can presenta Steve, un robot fatto di vecchi apparati televisivi che si innamora dei nuovi decoder HD I-Can.

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Da Pleated Jeans la piramide dei bisogni in Rete

Nel 1943 Abraham Maslow propose per la prima volta la sua gerarchia dei bisogni umani nell’ambito della sua “Teoria della Motivazione Umana“.

Partendo da quello spunto, il blog Pleated Jeans ha proposta una nuova piramide basata sui bisogni legati alla Rete.

Ecco i bisogni di Internet:

1) Gatti: prima di ogni altra cosa, gli utenti della rete hanno bisogno di foto buffe sui gatti.

2) Social Networks: il bisogno di essere connessi con gli amici, conoscenti e persone incontrate una sera per caso.

3) Porno: il bisogno di sentirsi amati e di darsi amore da soli.

4) Errori (fail): il bisogno di costruire la propria autostima osservando l’idiozia altrui.

5) Ricerca della consocenza: il bisogno di sentirsi intelligenti cercando informazioni inutili, leggendo gossip sulle celebrità e auto-diagnosticandosi malattie su WebMD.

6) Produttività: una volta che tutti gli altri bisogni sono stati soddisfatti, gli utenti possono finalmente essere produttivi.

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Flipboard, l'applicazione che potrebbe rivoluzionare per sempre il modo di fruire i social media.

Si tratta di Flipboard, trasforma gli aggiornamenti dei vostri contatti sui Social Network (per ora Facebook e Twitter, domani chissà) in un magazine comodamente sfogliabile su iPad.

Ovviamente il problema principale potrebbe essere costituito dalla reazione dei siti di informazione online, ma Flipboard sembra avere già in tasca la soluzione.

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Su iPad i Social Network si trasformano in rivista con Flipboard

E’ stata rilasciata la settimana scorsa Flipboard, l’applicazione che potrebbe rivoluzionare per sempre il modo di fruire i social media.

Cosa fa di così straordinario Flipboard? E’ presto detto: trasforma gli aggiornamenti dei vostri contatti sui Social Network (per ora Facebook e Twitter, domani chissà) in un magazine comodamente sfogliabile su iPad.

L’idea di Mike McCue, vecchia volpe della Silicon Valley, è un po’ un uovo di Colombo. Se tante persone utilizzano ormai i Social Media come principale mezzo di informazione, se accedere a Facebook è per tanti il primo pensiero al mattino, se sempre più persone leggono più post segnalati su Twitter che  articoli di giornale, allora perchè non dare a quei contenuti la forma del magazine, che consente una consultazione più omogenea?

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Su Facebook una campagna choc contro la droga

Vivienne Stevenson è una celebre modella che inizia a descrivere un servizio fotografico che sta realizzando con una nuova agenzia ai suoi circa 500 amici su Facebook.

Gradualmente Vivienne viene iniziata al mondo delle droghe dalle nuove persone che ha conosciuto sul set. Nel corso dei giorni iniziano ad apparire foto esplicite e i suoi aggiornamenti di stato fanno intendere come un vortice di cattive amicizie sta portando Vivienne in giri sempre più torbidi e pericolosi. Il tutto con grande preoccupazione per i suoi amici e parenti.

Al termine di questa escalation Vivienne rivela che si tratta di una campagna promozionale per il Chabad Drug Rehabilitation Centre, campagna che ha aumentato incredibilmente l’awareness intorno al centro di riabilitazione grazia ad una strategia decisamente impattante.

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Be Stupid around Italy: Diesel localizza la campagna

Se avete un account Facebook avrete già notato che da qualche tempo impazzano le versioni localizzate degli annunci Diesel relativi alla campagna Be Stupid. Si va dal milanesissimo “El furb va ciapà i rat, el stupid la topa” al napoletano “Nuje simm’ co’ stup’d” passando per “Roma fa la stupid stasera“.

Ovviamente nella descrizione di ogni foto compare l’invito a taggare i propri amici di quella città, dinamica che ha reso la versione locale della campagna virale in men che non si dica. L’idea ha già diviso chi la trova geniale da chi invece giudica le frasi semplici ripetizioni di banali stereotipi.

Voi da che parte state?

Torke inventa il bingo del marketing

Jargon Bingo è l’idea dell’agenzia Torke per promuovere i suoi servizi verso i clienti. Si tratta di una cartella simile a quella del bingo. Al posto dei numeri però ci sono parole chiave del marketing come Flashmob, viral, budget, timing ecc…

Il cliente è invitato a portare con se la tessera alle riunioni. Appena completerà una linea o farà bingo grazie alle parole pronunciate, l’invito è chiamare subito Torke.

Semplice e originale, no?

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Pepsi rispolvera "Diner" in chiave 2.0

Pepsi rispolvera un suo celebre spot del 1995 attualizzandolo all’epoca del web 2.0.

Preferite la versione originale (che vi proponiamo qui sotto) o quella aggiornata?

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San Jose Blood Bank: in allegato al giornale un laccio emostatico!

Come spesso capita, le campagne di sensibilizzazione danno dei buoni spunti per un utilizzo alternativo di un medium vecchio come la pubblicità. Si era già vista la creatività applicata all’idea di giornali o magazines arrotolati, usati ad esempio per uccidere insetti!

In questo caso, l’aggiunta dell’elastico (nel ruolo di laccio emostatico) da un tocco in più, che rafforza il messaggio e rende la campagna ancora più ambeint media.

Sviluppata dall’agenzia Publimark di San Jose (Costa Rica) la campagna promuove la San Jose Blood Bank, associazione dello stato caraibico che invita a donare il sangue.

Facebook lancia Stories per festeggiare il record di utenti

Per festeggiare il sensazionale traguardo di 500 milioni di utenti, Mark Zuckenberg annuncia l’arrivo di Facebook Stories. Lo scopo del progetto è raccogliere tutte le storie più interessanti degli utenti che hanno a che fare con il social network, riassunte in un  testo di 420 caratteri.

Chiunque può inserire la sua storia e condividerla in bacheca, mentre è possibile scegliere di visualizzare le storie in base a due criteri: geografico o per argomento.

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