Sicuramente questa estate vi sarà capitato di leggere in rete di Flimè, un ristorante che avrebbe dovuto aprire a Berlino verso i primi di settembre.
In questo ristorante, dicevano che avrebbero servito la “Cucina Wari” – popolo del Sud America che pratica il cannibalismo rituale.
Non so se c’eravate cascati, ma sappiate che si trattava di una campagna di sensibilizzazione da parte della Vebu – Società vegetariana tedesca: “Mangiare animali è come mangiare gli uomini. Ogni pezzo di carne è un pezzo di umanità“.
Sul loro sito infatti spiegano che “la notizia del consumo di carne umana ha fatto indignare il mondo, l’opinione pubblica ha fatto girare la notizia come una bomba esplosiva. Eppure nessuno si pone lo stesso problema quando si mangia carne di animali. Nessuno si domanda quanto mangiare carne di animali ha conseguenze sul nostro ambiente”.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Silviahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSilvia2010-11-04 11:00:432010-11-04 11:00:43Ricordate Flimè? Il ristorante cannibale che puzzava di fake? Lo era! [GUERRILLA]
Le animazioni tramite l'iPad prendono forma anche con un semplice foglio di carta trasparente.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Simosokehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSimosoke2010-11-04 10:00:452010-11-04 10:00:45Basta un foglio di carta e l'illusione ottica è servita sull'iPad [VIDEO]
Eccoci alla seconda parte della Trilogia sul Celebrity Branding! Oggi il tema riguarda la capacità delle icone della pop culture di creare controversia, polarizzare l’audience e cavalcarne l’onda, dal punto di vista del marketing di sé stessi e degli sviluppi commerciali che ne conseguono. L’esempio più adatto è l’effervescente Snooki, protagonista del docustyle di Mtv Jersey Shore.
Di che si tratta?
Questo docustyle, un programma tv a metà tra documentario e reality, segue le avventure di 4 ragazze e 4 ragazzi italoamericani in vacanza a Seaside Heights, nella contea di Ocean in New Jersey. Il cast (Vinny, Angelina, Mike, Nicole, Ronnie, Jenni, Dj Pauly D e Sammi) è presentato volutamente in maniera esagerata e ridicola: bellocci, palestrati, narcisi, perennemente abbronzati e coatti, tutti con “personalità sorprendenti, ridicolmente divertenti e sopra le righe” alle prese con la vita quotidiana, tra lavoro, sentimenti, vita notturna, amore e amicizia. Sempre uniti dall’immancabile routine giornaliera “GTL”, ovvero “gym, tan and laundry“, palestra, lampada e capatina in lavanderia.
Da un lato, le vicende dei Guidos e delle Guidettes (come vengono chiamati, in maniera offensiva e stereotipata, gli italo-americani delle classi popolari e di poca cultura) sono riuscite a conquistare 4 milioni di telespettatori a puntata, un following di culto e senza precedenti per un programma, diciamolo, apertamente ed esplicitamente trash. Ma dall’altro lato..
..dov’è la controversia?
Jersey Shore è un programma discusso (perché discutibile!) che sin dall’inizio ha attirato le ire di molte associazioni di italoamericani, che ne hanno chiesto addirittura la cancellazione in quanto promotore di stereotipi degradanti nei confronti degli italiani. La rete ha prontamente respinto le critiche spiegando che “il cast italoamericano del reality show prende molto sul serio la propria appartenenza etnica”. Ma le proteste sono arrivate anche da due altri fronti: dal territorio stesso, quando Daniel Cappello, executive director del Jersey Shore Convention and Visitors Bureau ha lamentato il potenziale distruttivo del danno d’immagine provocato dallo show; dagli investitori pubblicitari che avevano acquistato air time in corrispondenza dello show, come Domino’s Pizza e Dell, che pur continuando ad investire in spazi pubblicitari su Mtv hanno preferito non essere associati più a Jersey Shore per via dei suoi contenuti irriverenti.
I risultati positivi
Eppure, col tempo queste polemiche si sono tramutate in opportunità: l’abbandono dei grandi sponsor ha creato spazio per quegli inserzionisti più coerenti col contenuto di Jersey Shore e con lo stile di vita di guidos e guidettes: la catena di ristoranti drive-in Sonic, rasoi Schick Intuition, extension Bumpit, energy drink come 5 Hour e test di gravidanza First Response. Il successore di Cappello, Bob Hilton, vede oggi lo show con un’ottica diversa: “credo che il pubblico sia intelligente a tal punto da interpretare questo show come un prodotto di entertainment e non come una rappresentazione fedele di cosa sia il New Jersey. Mostra il lungomare e la costa, i solarium e i negozi di t-shirt”. Non a caso, quest’estate ha fatto registrare incassi da record per le imprese locali di Seaside Heights ed ha visto esultare le associazioni di commercio dato l’afflusso di turisti motivati dalla visione di Jersey Shore. Per non parlare della rivitalizzazione di Viacom, parent company di MTV, che brandchannel attribuisce proprio a Snooki & Co.
La protagonista indiscussa
Snooki, aka Nicole Polizzi, è il personaggio più amato e cercato, dai media e dal pubblico. Rissosa e chiassosa (condannata a luglio per disturbo della quiete pubblica), il suo comportamento spontaneo e stravagante le ha assicurato successo e consensi. E’ stata ospite ai tanti talk show da Leno a Letterman, il New York Times l’ha definita “star nascente” e, contraddistinta dal “pouf” che le incorona tipicamente l’acconciatura, si è sentita in dovere di proporre un’alternativa efficace alla risoluzione del disastro ambientale targato BP.
Due tappe formalizzano in maniera ufficiale l’ingresso nella cultura pop: quando “diventi” il costume di Halloween più richiesto e quando un altro protagonista della pop culture ti parodizza. Nel giro delle ultime settimane, Snooki le ha raggiunte entrambe: spopolano sul web le foto dei fan travestiti da lei e gli sceneggiatori di South Park le hanno dedicato un cameo nell’episodio “It’s Jersey Thing”.
Next up
Nella terza ed ultima parte della trilogia, parleremo di una delle icone più classiche, conosciute ed amate da bambini ma.. non solo! Chi sarà?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Aikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAiko2010-11-04 09:00:342010-11-04 09:00:34Il protagonismo, tra controversia e curiosità: Snooki di Jersey Shore
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Simosokehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSimosoke2010-11-03 17:48:302010-11-03 17:48:30Lo stato dell'arte del mercato del Mobile in Italia [INFOGRAFICA]
Quando si parla di condivisione e collaborazione i Ninja appoggiano sempre le iniziative. Questa volta a meritare la menzione è Action Sharing 2, un bando di concorso che l’associazione “The Sharing” (tramite la piattaforma Piemonte Share, legata all’arte e alla creatività nella cultura digitale) promuove nella sua seconda edizione.
Oggetto del concorso è quello di portare innovazione sincretica (svolta allo scopo di trovare soluzioni pratiche e specifiche utilizzando assieme al metodo scientifico il metodo di ricerca proprio dell’arte) nell’industria piemontese, dove arte, scienza, ricerca e sperimentazione si uniscono e confluiscono per creare nuovi strumenti per l’innovazione e la gestione del capitale creativo del territorio. Arte, musica, teatro, performance, danza, meccatronica sono le aree di interesse privilegiate.
In questa seconda edizione il concorso richiede che i progetti abbiano almeno uno dei seguenti elementi tecnologici:
– motore elettrico
– attuatore lineare voice coil
L’obiettivo di Piemonte Share è quello di creare opportunità reali (mostre, eventi, workshop, seminari, produzioni) per lo sviluppo della conoscenza e della creatività nella cultura digitale, per la crescita della ricerca e dell’innovazione nel campo delle arti visive, interaction design, internet, meccatronica, informatica, graphic design, installazioni interattive.
Quindi promuovere attività che hanno come meta la valorizzazione delle possibilità concrete relative ai saperi e alle abilità degli individui, per artisti, designers, grafici, pubblicitari e videomakers, ingegneri, informatici, esperti di comunicazione on line, che usano i new media, il digitale, la telefonia mobile, la robotica e internet in qualità di linguaggio espressivo, come risorse locali e globali per lo sviluppo dell’innovazione e della creatività.
Per maggiori informazioni sul bando, i premi ed i requisiti richiesti visitate il sito www.toshare.it
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Simosokehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSimosoke2010-11-03 17:00:512010-11-03 17:00:51Action sharing 2: quando l'innovazione incontra musica, arte e creatività [CONTEST]
Questa campagna però va ad utilizzare un medium completamente nuovo e dal forte impatto: le annunciatrici che segnalano al pubblico i bambini smarriti. Una successione di messaggi annunciano che Robin è stato smarrito. Il ragazzino però è iperattivo e, di volta in volta, fa impazzire l’annunciatrice. Il messaggio finale è: “Crescere un bambino non è facile, per questo ci siamo noi”, o qualcosa del genere.
Ora, io sono piuttosto contrario alla promozione di farmaci e servizi medici rivolti ai bambini, in particolare per disturbi comportamentali: come conferma questo recentissimo articolo su Repubblica.it, spesso si tratta di malattie inventate negli ultimi anni con diffusione di psicosi collettiva, al solo obiettivo di arricchire i profitti delle major farmaceutiche. Detto ciò, credo vada ammesso che dal punto di vista marketing è una campagna geniale!!
Il cliente di questa campagna, lanciata ad ottobre 2010 in uno dei più grandi centri commericaili del Belgio, è una helpline rivolta ai gentitori di bambini “difficili”, dal nome pressochè impronunciabile: Opvoedingslijn.
L’idea è stata partorita dalla brillante ad agency Duval Guillaume di Anversa, in Belgio.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kuido Kedinhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKuido Kedin2010-11-03 17:00:302010-11-03 17:00:30Il piccolo Robin fa impazzire il centro commerciale! [VIDEO]
Il brand di moda DKNY ha da poco lanciato la sua nuova campagna di comunicazione integrata dal titolo “Room 303 – Unlock the secrets” incentrata su una serie di webisodes virali e varie attività promozionali allestite in concomitanza con il lancio della nuova collezione Autunno/Inverno, ispirata, in questa occasione, allo storico Chelsea Hotel di New York.
La campagna, i cui protagonisti animati sono un artista, un poeta, una rock star, un attore ed un amante della vita mondana (tutti ospiti del Chelsea Hotel) invita i partecipanti a scoprire cosa attira questi cinque stranieri all’hotel ed a sbloccare il segreto che si nasconde all’interno della camera 303. Il teaser recita infatti: “Cinque stranieri. Un hotel. Troppi segreti.”
La serie, composta da cinque episodi, che verranno lanciati progressivamente nell’arco di cinque settimane, vede come protagonista di volta in volta uno dei personaggi ospiti del Chelsea Hotel. I fan potranno seguire lo svolgimento della vicenda e raccogliere indizi sui blog dei vari personaggi, su Twitter, YouTube e Facebook. Ogni episodio si concluderà con un quiz che darà la possibilità di vincere prodotti DKNY.Il premio finale sarà invece un soggiorno presso il leggendario Chelsea Hotel di New York ed un ruolo nel cast del webisode finale.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kabookahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKabooka2010-11-03 15:00:302010-11-03 15:00:30DKNY lancia la campagna digitale “Room 303 – Unlock the secrets”
Prende il via oggi la due giorni milanese dello IAB Forum, l’evento annuale dell’associazione italiana che rappresenta gli operatori del mercato della comunicazione digitale interattiva.
Ospite d’onore sarà Chris Anderson, direttore della rivista Wired e autore del testo “The Long Tail”, uno dei lavori dedicati alle teorie che governano i modelli di business in Rete più importanti degli ultimi anni. Lo stesso Chris Anderson che pochi mesi fa, aveva annunciato la morte del web, causata dal cambiamento delle abitudini degli utenti nell’utilizzo di Internet.
Il sorpasso dell’advertising on line
Ed è proprio questo nuovo utilizzo della banda larga che a fine 2011, secondo le previsioni, permetterà all’advertising online di superare la raccolta pubblicitaria dei quotidiani e quella dei periodici (presi separatamente).
Ebbene si, la notizia che sicuramente sarà al centro dei dibattiti del Forum, viene fuori dal Nielsen Economic and Media Outlook, il rapporto semestrale che evidenzia i dati macroeconomici e di investimento pubblicitario.
Il Sole 24 Ore, poi, partendo dalla ricerca Nielsen, ha rielaborato i dati, stimando per la fine del prossimo anno una spesa di quasi 800 milioni di euro per gli spot online. Ben 100 milioni in più rispetto al 2010, per una crescita pari al 15%, che in periodi di crisi economica, non è affatto da sottovalutare.
I dati, evidenziano come la raccolta via Web supererà quella di quotidiani e periodici grazie soprattutto agli “spot search”. Dove per search si intende la promozione legata alle attività di ricerca. In due parole, Google Ads.
Infatti, come riportato dal quotidiano economico: “…su un mercato complessivo della pubblicità online pari a 680 milioni di euro, in crescita del 12,6% sul 2009, oltre la metà (il 54%, 370 milioni) deriva dalla search e il rimanente 46% dal display (per semplificare i vecchi banner, ma non solo)…”.
Su questo punto, Roberto Binaghi, presidente di IAB Italia, in un’intervista ha dichiarato “Gli sforzi degli operatori si devono concentrare proprio sui trend più caldi del momento, che sono appunto: i social network e l’accesso ad Internet dai dispositivi mobili, che rappresentano il nuovo mercato. Le previsioni dicono che nel giro di qualche anno gli accessi alla rete mobile supererà quello delle reti fisse, nel mercato cinese sono già 750 milioni gli utenti connessi via smartphone“.
Nuovi scenari
In un contesto dominato dalle multinazionali, si aprono quindi nuove prospettive da cogliere al volo, soprattuto per le PMI, cuore pulsante del tessuto imprenditotiale italiano. Attraverso il web, infatti, è possibile raggiungnere un pubblico decisamente più vasto rispetto alla pubblicità su carta, con un investimento minore di quello necessario per veicolare il messaggio attraverso i media tradizionali (Tv e radio).
Perchè, tenetelo bene a mente… le spese sostenute in pubblicità non sono un costo, ma un investimento!
E’ possibile seguire la diretta dello IAB Forum su Webcast24
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Jurizokuhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngJurizoku2010-11-03 12:42:052010-11-03 12:42:05IAB Forum 2010: la nuova era dell'advertising
Arrivato il nuovo spot della Apple che ha come protagonista l’iPad. Pensavate a tutte queste caratteristiche?
Il video mette in mostra diverse applicazioni utili in vari campi, tipo scuola, musica, lavoro e svago.
Questo mentre una ricerca effettuata dalla Strategy Analytics fa emergere che l’iPad detiene il 95% dell’intero mercato dei tablet nel mondo. Android è al secondo posto con il 2,3%, il resto è diviso tra vari sistemi operativi, in primis Windows.
prosegue il nostro viaggio alla scoperta del Personal Branding: oggi ci occuperemo di quello che diversi autori, tra cui Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti chiamano Personal Guerrilla Marketing.
Ma facciamo un passo indietro. Il termine Personal Branding è stato coniato nel 1997 da Tom Peters di FastCompany. Secondo Peters io sono il CEO della mia azienda: “Me Inc.” (o “Io S.P.A.” se preferite).
Con il termine Personal Branding si definisce infatti “il processo di creazione e gestione del proprio Brand, inteso non solo dal punto di vista professionale ma anche come somma di tutti quegli elementi che rendono unica una persona. Il Personal Branding è il vero motivo per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner sceglie te al posto di un altro, un tuo progetto in luogo di quello di un tuo competitor”.
Perché parlarvi del Personal Guerrilla Marketing? Perché ovviamente i mezzi per diffondere il proprio brand sono tantissimi. Il Personal Guerrilla Marketing rappresenta un modo “particolarmente creativo” di promuovere se stessi, ovvero è l’utilizzo della “filosofia” del Guerrilla Marketing (e più in generale del Marketing Non-Convenzionale) applicata al Personal Branding. Vediamo qualche esempio: Continua a leggere
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Silviahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngSilvia2010-11-03 10:55:282010-11-03 10:55:28Personal Guerrilla Marketing: promuovere se stessi con il Marketing Non-Convenzionale [PERSONAL BRANDING]
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