Ninja che vanno, ninja che restano: il saluto di Kemestry

Cari guerrieri,

una persona molto saggia un giorno mi disse “tutte le cose belle prima o poi finiscono“. La vita mi ha insegnato che è proprio così, e in questi giorni mi trovo esattamente in questa condizione.

Le vicissitudini personali mi spingono infatti lontano dal Covo Ninja e di conseguenza dalla mia attuale posizione di managing editor che ricopro ormai da quasi due anni a questa parte.

Questo è quindi il mio saluto a tutti voi lettori. Saluto ed anche ringraziamento per ognuno di voi. Grazie a chi ha letto, apprezzato, commentato e criticato i nostri post.

Penso che siate voi la nostra forza, sia detto senza retorica: se la nostra più grande risorsa è il nostro sito, la più grande risorsa del sito sono i suoi lettori. Che senso avrebbe scrivere se non si avesse un pubblico con cui interagire?

Restando in tema di ringraziamenti, vorrei rivolgere un grazie di cuore ad Alex e Mirko, che mi hanno dato l’opportunità di partecipare a questa bellissima avventura, oltre ad avermi insegnato tante di quelle cose che sarebbe impossibile menzionarle tutte. Grazie di cuore ragazzi!

Un saluto ai miei colleghi Ninja, sia quelli che continueranno la propria avventura, sia quelli che l’hanno conclusa prima di me. Sono le persone che hanno condiviso con me questi due anni giorno per giorno, regalandomi qualcosa che auguro a tutte le persone che lavorano in qualsiasi contesto: la sensazione di avere al proprio fianco non dei colleghi ma degli amici.

Voglio chiudere facendo un grande in bocca al lupo ai nuovi editor di Ninja Marketing, quelli che – ne sono sicuro – renderanno questo magazine ancora più bello di quanto lo è già ora.

Complimenti ragazzi, continuate così sapendo che da oggi non avete un Editor in meno, ma un lettore in più.

Un affettuoso saluto a tutti, e come sempre: Be Ninja!

Chi c’è dietro la Campagna di Social Guerrilla "Giovani (non più) disposti a tutto"? [RUMOR]

Teaser: Giovani Disposti a Tutto

Vi sarà sicuramente capitato in questi giorni di venire in contatto con la campagna fakeGiovani disposti a tutto” contro il precariato, gli stage sottoforma di sfruttamento e gli annunci di lavoro assurdi. La campagna vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della precarietà nel mondo del lavoro per i giovani: “Sei un giovane o una giovane disposto o disposta a tutto? Se la risposta è sì, questo sito è fatto apposta per te: per il tuo successo, la tua carriera, il tuo futuro”

La campagna si è diffusa velocemente:
Online grazie ai tantissimi blog e siti di informazione che hanno pubblicato gli stravaganti messaggi. Tra tutti quello che sicuramente ha contribuito di più a “viralizzare” l’iniziativa è stato Repubblica.it che tra l’altro si è attivata per raccogliere tutte le denunce riferite alle “proposte indecenti”.

Offline grazie come alla campagna di affissioni che è stata realizzata nella città di Roma.

Giovani disposti a tutto secondo gli autori è “il sito fatto per chi sa che sul lavoro non contano le chiacchiere, ma la voglia di fare e di arrivare, senza guardare in faccia nessuno. […] Il nostro motto è: solo il sacrificio porta al successo. Speriamo che diventi anche il tuo.”

Capire chi ci fosse dietro (un sito di annunci di lavoro? Un’associazione di tutela del lavoro? O semplicemente qualche gruppo di ragazzi precari o disoccupati? ) a questa campagna fake sembrava impossibile, come ha fatto notare Kawakumi, l’identità del proprietario del dominio è stata nascosta e in rete non sembrano esserci altri indizi.

Revealing: Giovani NON+ Disposti a Tutto

Lunedì 8 Novembre il sito e la pagina fan di Giovani disposti a tutto su Facebook sono state “occupate”  da Giovani NON+ disposti a tutto: “[…] Noi siamo l’offesa che senti quando cerchi lavoro e trovi proposte che ti feriscono anche solo a leggerle. […] Siamo la rabbia davanti a centinaia di annunci che offrono lavoro, ma senza la retribuzione. E mentre il mondo ti dice che va bene così, che è meglio rassegnarti e strisciare avanti, noi ti diciamo tutto il contrario. Perchè noi siamo te, quando non ce la fai più e ti ribelli. […]”

La campagna continua anche offline, infatti in diverse città sono state proprio le persone ad attivarsi per promuovere questa seconda fase dell’iniziativa attraverso attività di stickering con gli adesivi “Giovani non più disposti a tutto”.

Sul sito di questa nuova parte della campagna, oltre alle nuove immagini, ci viene (volontariamente?) fornito un indizio per capire chi ci sia dietro. Dal whois del secondo sito, Kawakumi si è accorto che il dominio nonpiu.it è intestato a Edoardo Belinci – titolare di 3djuice, un piccolo studio grafico formato principalmente da tre freelancers: Edoardo Belinci, Simona Santocchi e Ruggero Bonino.

Gli indizi sembrerebbero quindi confermare le ipotesi formulate da Angelo Angeli su Il Salvagente, secondo cui l’iniziativa è frutto di “un gruppo di creativi che vuole farsi solo un pò di pubblicità”..Non che ci sia qualcosa di male eh!

Ma, l’ipotesi che invece riteniamo più probabile è quella lanciata da Daniele di Viralmente. Daniele si è accorto che il nome di Edoardo Belinci compare nei Credits del sito della CGIL, questo significherebbe che Belinci collabora con CGIL e che quindi questo bell’esempio di social guerrilla sia stato realizzato dalla CGIL! Voi che ne pensate?

Vinix, un social network per tutti i gusti! [SOCIAL NETWORK]

Vinix, un social network per tutti i gusti!“Toglietemi tutto, ma non la buona cucina” non è il remix di una nota pubblicità di orologi, ma una frase che ci definisce bene in quanto Italiani. In effetti la sensibilità al buon cibo ed alla qualità di ciò che beviamo Continua a leggere

Another (USB) Stick in the Wall

Mi perdoneranno i Pink Floyd ma non potevo non citarli. Parliamo di un progetto di arte urbana molto peculiare realizzato per le strade di New York.

Grazie ad Aram Bartholl e la Eyebeam i cittadini della Grande Mela potranno partecipare a Dead Drops, progetto di File Sharing totalmente offline e totalmente anonimo: sono state  inserite delle periferiche USB in muri, lampioni e pareti di luoghi pubblici (ci sono 5 posti fino ad ora), dove chiunque può connettere il suo PC per caricare o scaricare foto, musica, scritti o qualsiasi altra cosa.

In ogni “Dead Drop” si trova un file readme.txt che spiega il progetto, il cui nome è ispirato ai luoghi segreti dove si scambiavano oggetti senza necessariamente doversi incontrare. L’unica differenza è che, in questo caso, è tutto pubblico, in pieno stile Social.

Io correrei ad attaccarmi, senza pensare troppo alla sicurezza nazionale o del mio computer, ma potrei capirvi se aveste paura che qualche simpatico buontempone possa caricare un virus per far esplodere i vostri portatili.

A Rio de Janeiro la statua contro lo sfruttamento sessuale prende vita e l'abbraccio è da record

Durante la cerimonia ufficiale della campagna brasiliana “Carinho de Verdade”, lanciata da SESI e trasmessa in diretta su internet, si è potuto assistere all’abbraccio più grande del mondo con ben 28 metri di larghezza (vedi minuto 1:30 nel video sottostante).

Attraverso un gioco di luci l’agenzia Casanova di Brasilia ha proiettato sul Cristo Redentor di Rio de Janeiro le immagini di un grande abbraccio come se la statua prendesse vita.
Durante la notte del 19 ottobre scorso, data della cerimonia, per ogni 1000 collegamenti al sito www.carinhodeverdade.org.br il Redentor si concedeva ad un nuovo abbraccio.

L’iniziativa benefica è volta a sensibilizzare persone, istituzioni, imprese e organizzazioni sul problema dello sfruttamento sessuale dei bambini ed adolescenti in Brasile. La campagna vede convolti più di 70 artisti di tutto il mondo e tra i suoi patrocinatori oltre a SESI anche Petrobrás, SESC, SENAC, Caixa Econômica Federal, e Secretaria Especial de Direitos Humanos da Presidência da República.

Trovato qui.

Company Pages: la sfida di LinkedIn a Facebook

LinkedIn lancia un nuovo servizio rivolto alle aziende, le “Company Pages”.
Simili a quelle del principale concorrente, danno la possibilità di seguire un’azienda, di pubblicare informazioni e aggregare i dipendenti in un’unica pagina, in modo che gli utenti in cerca di informazioni abbiano un unico punto di riferimento.
C’è anche la possibilità di pubblicare informazioni e video sui propri prodotti e servizi, attraverso un’interfaccia molto “user firendly”, e sotto questo punto di vista molto diversa da quella che offre Facebook.

Punto di forza delle Company Pages è l’integrazione con mSpoke, compagnia recentemente acquisita da LinkedIn, che consente agli utenti del social network di recensire prodotti e servizi delle aziende sulle loro pagine.
In questo modo si può avere un riscontro immediato della propria immagine e di quella dei prodotti/servizi offerti.

Un minisito aziendale

La creazione di recensioni e contenuti pone LinkedIn come un concorrente, oltre che di Facebook, anche di numerosi siti specializzati in questi servizi, offrendo un’attrattiva in più ai suoi iscritti e ampliando il suo target di riferimento. Non solo i professionisti, ma anche semplici dipendenti e consumatori finali, adesso hanno adesso un motivo in più per iscriversi al social network, ritenuto da molti uno strumento di nicchia.

Il passaparola, la forma di pubblicità più antica che esista, si è spostato ormai da anni dalle vie cittadine alle autostrade del web,
e le Company Pages, sfruttando questo concetto, possono essere un aiuto concreto a diffondere in maniera virale l’immagine aziendale.

LinkedIn, in conclusione, offre uno strumento utile non solo ai grandi marchi, ma soprattutto alle PMI, che a costo zero possono ottenere una sorta di minisito aziendale, che non solo dà informazioni sulle attività, ma che diventa una grande piazza virtuale dove relazionarsi con i professionisti del settore, i propri dipendenti ma soprattuto con i consumatori finali, perchè fino a prova contraria, è la loro opinione quella che conta.

Non sapete come utilizzare il vostro iPad? Vi "illumina" Jesse Rosten

Solitamente la luce che proviene dallo schermo dei cellulari viene usata come “torcia” notturna (alla ricerca delle chiavi di casa o addirittura della serratura 🙂 ) e ci sono anche delle App, nel caso degli smartphone, che aiutano.

Stavolta però Il fotografo Jesse Rosten è andato oltre. Ha usato ben 9 iPad per illuminare il suo set fotografico. Il video in questione mostra come il fotografo utilizzi tre tavole (con tre iPad installati su ognuna di esse) per dare luce al suo set.

Creatività? Si, sicuramente. Ma anche un modo “illuminante” per mettersi in mostra.

Trovato qui.

Apple si è fatta sfuggire la tecnologia alla base di Kinect!

La notizia che ci arriva dall’altra parte dell’oceano è davvero curiosa. Apple sarebbe stata ad un passo dall’acquisto della tecnologia motion-sensing 3D di PrimeSense che sta alla base dell’ultimo arrivato in casa Microsoft, Kinect (qui il video che mostra il funzionamento della periferica  per “mappare” il giocatore).

La tecnologia, sviluppata da ingegneri dell’esercito israeliano, è stata portata nella Silicon Valley dal CEO di PrimeSense, Inon Beracha.

Qui i primi contatti con la casa di Cupertino, definiti però troppo “muscolari” per via dell’ossessione per la segretezza e la non divulgazione della società di Jobs.

Contatti non andati a buon fine, così Beracha ha preso accordi con la Microsoft, che ha ricambiato la preferenza implementando la tecnologia per la sua console Xbox 360.

Il lancio, avvenuto giovedì scorso negli Usa, ha ricevuto un’accoglienza decisamente positiva.

La Apple si sarà pentita della sua decisione? Aspetteremo una riposta “sul campo”!

Via Cult of Mac

Bambini 2.0? Bastano un computer e un po’ di buona volontà

Arriva la generazione 2.0, ma niente paura

Prendendo spunto da un articolo del Guardian, mi rivolgo soprattutto agli internauti genitori, ma anche a chi in generale passa un po’ di tempo della giornata a contatto con i bambini. Non sono certo un esperto di pedagogia né uno psicologo infantile, e sicuramente non custodisco la verità assoluta, ma nel mio piccolo voglio condividere con voi la mia esperienza (non ho ancora dei piccoli tutti miei, ma tra cugini e nipoti non posso lamentarmi).

Avrete notato che fin da molto piccoli sono molto attratti dalle tastiere e dalle schermate colorate dei nostri pc, ma soprattutto sembra che nascano già pronti ad utilizzarli, tant’è che ci sentiamo dire sempre più spesso le parole “posso vedere una cosa col tuo computer?”. Qualche anno fa, forse ancora oggi, si temeva di far diventare subito dipendenti i bambini lasciandoli troppo tempo a guardare lo schermo di un televisore o di un PC, ma siamo nel ventunesimo secolo, in piena era 2.0 per giunta. E allora in un mondo fatto di Social Network, banda larga, Augmented Reality, informazioni ed interazioni in tempo reale, vi dico di non avere più paura, perché in fondo basta solo un po’ di buon senso!

Il computer offre moltissimi spunti di interazione: con un po’ di pazienza potreste creare un angolino del vostro desktop tutto per loro, con cui aiutarli a sviluppare la loro creatività e fantasia, potenziare l’apprendimento con giochini appositi (vi dicono qualcosa Magic English, PC Genius o meglio ancora il Computer Kid?), senza contare il fatto che sarete voi stessi a selezionare i contenuti e le informazioni che vedranno.

Un consiglio per voi

Provate a mettervi in braccio i vostri bimbi ed aprire Youtube, ad esempio. Ottimo aiuto per trovare spiegazioni visive alle tante domande che la loro curiosità li porta a farvi, dare un volto ai personaggi delle fiabe, essere sempre pronti con le loro canzoni preferite, le scene dei cartoni animati e così via (ricordo che non c’era verso di far addormentare mio cugino se prima non ascoltava la sigla di un cartone, e dovemmo registrarla per potergliela far sentire a qualsiasi ora perché all’epoca Youtube non esisteva ancora). Ad essere del tutto onesti, poi, risulta infinitamente comodo come babysitter elettronica quando avete bisogno di quei 10 minuti per fare altro ma non vi fidate di lasciarli da soli davanti alla televisione (e vi direi che fate bene, se posso permettermi).

Insomma, se lo si usa in modo giusto, quindi facendo in modo che sia un’esperienza attiva per loro e senza esagerare, il PC non è affatto il mostro cattivo che qualcuno pensa. Potrete far imparare qualcosa ai vostri piccolini mentre si divertono, e poi magari li vedrete correre per controllare se è vero, perché no?

Provate a fidarvi di noi che in fondo siamo rimasti un po’ bambini, e forse non siamo venuti su così male anche usando il computer da piccoli, e lasciateli essere bambini 2.0. Vedrete che dopo tutto quel parlare, ridere, immaginare, osservare e correre in giro, poi saranno loro ad insegnare qualcosa a voi…